Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Archivio per 17 Agosto 2008

Rifondazione Comunista: un Congresso da superare

Pubblicato da rifondazioneperlasinistra su 17 Agosto 2008

da asinistra.net copincolliamo senza, speriamo, che i compagni ce ne vogliano, uno spunto per una riflessione aperta, senza preconcetti o pregiudizi.

L’esito del congresso di Chianciano, con le sue chiusure e le sue autoreferenzialità, impedisce la costruzione di una forza plurale per culture e sensibilità. Un esito che si rivela quindi politicamente disastroso e che dovrebbe essere perciò rapidamente superato nelle forme da concordare all’insegna di una ritrovata solidarietà: lo consiglia il buon senso e lo reclama il senso di responsabilità in nome del “popolo” della sinistra e nell’interesse della nostra travagliata democrazia. Lasciare a lungo le cose come stanno significherebbe condannare ad un ruolo di mera testimonianza e di irrilevanza politica un partito che rischia di chiudersi nei suoi miti e nei suoi riti lontano dai luoghi ove ogni giorno sono in gioco i diritti e gli interessi che assume di voler tutelare e promuovere. Di seguito intervento di Michele Di Schiena.


Rifondazione Comunista: un Congresso da superare

Errare è umano ma perseverare nell’errore, portandolo peraltro alle estreme conseguenze, è veramente diabolico: ieri inesatte valutazioni e difetto di abilità e di lungimiranza politica hanno indotto Rifondazione ad indebolire fino alla sua caduta il governo Prodi favorendo così le manovre della destra ed oggi una raffazzonata e risicata maggioranza di delegati al Congresso di Chianciano chiude ogni prospettiva di partecipazione a coalizioni di centrosinistra facendo un nuovo regalo a Berlusconi ed al suo entourage. E lo fa cantando “Bandiera Rossa” per segnare, erigendo una barricata contro una diversa componente interna, la rinuncia al dna del partito e cioè all’impegno di “rifondare” l’esperienza politica del movimento comunista che aveva avuto grandi intuizioni ed aveva acceso nel mondo grandi speranze ma che, per i tragici tradimenti ed i clamorosi fallimenti della sua traduzione nel cosiddetto socialismo reale, aveva un assoluto bisogno di ricostruire il suo progetto di uguaglianza e di liberazione sui principi di democrazia, libertà e partecipazione sanciti dalla nostra Costituzione.

Nelle assemblee precongressuali ed in quella conclusiva di Chianciano non si poteva fare di peggio: inammissibili pregiudizi, reciproche accuse, manovre correntizie di basso profilo, logiche di “muro contro muro” hanno rubato spazio ad una serena e corale riflessione sulle cause della sconfitta. E’ mancata una seria analisi della crisi economica che attanaglia il Paese con un pauroso allargamento dell’area delle povertà; un ceto politico dirigente si è in larga parte dimostrato non in grado di interpretare gli umori, le critiche e le sofferte attese del “popolo” della sinistra; si sono esasperate le cose che dividono a scapito di quelle che dovrebbero unire. Ed ancora: si sono operate scelte di arroccamento ideologico che chiudono la porta alle tante istanze di emancipazione di matrice non comunista presenti specialmente nelle aree dei movimenti; nessuna attenzione è stata, in particolare, prestata a quella “sinistra cristiana” che, per iniziativa di Raniero La Valle, si sta proprio in questi giorni organizzando in una “rete” di gruppi, di associazioni e di servizi, «per la Costituzione, la laicità e la pace»; è caduto purtroppo nel vuoto l’accorato appello di Bertinotti che ha esortato il partito a creare le condizioni perché si faccia ricorso alla proclamazione di scioperi generali contro provvedimenti che colpiscono gravemente gli interessi vitali dei lavoratori.

E’ mancata poi l’onestà politica di chiedersi se le ragioni dei ceti più deboli e, più in generale, se le ragioni della democrazia non siano state gravemente danneggiate dalla caduta del tanto deprecato governo Prodi col conseguente ritorno al potere del più pimpante e dilagante berlusconismo. Così come non è stata presa in seria considerazione l’ipotesi, largamente condivisa da quasi tutti gli osservatori, che la batosta elettorale della Sinistra Arcobaleno sia stata causata soprattutto dalla pretesa di Rifondazione di potersi porre nella passata legislatura come forza di governo e di opposizione. Una scelta operata sacrificando appunto sull’altare di una incomprensibile opposizione politica, il più faticoso e producente lavoro della lotta sociale con colpevoli assenze nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, negli ospedali ed in tutti i luoghi dove si lavora, si soffre e si subiscono le piccole e grandi ingiustizie del nostro tempo. La schizofrenia governo\opposizione ed il sostanziale abbandono delle lotte sociali sono state le ragioni preminenti della sconfitta elettorale sicché andare a cercare queste ragioni altrove, dividendosi tra opposti schieramenti, è stata ed è miopia politica e fuga dalle proprie responsabilità.

Il capitalismo dell’economia globalizzata sta causando nel mondo crescenti e stridenti disuguaglianze, sta provocando crisi finanziarie che colpiscono soprattutto i lavoratori ed i più deboli e sta irresponsabilmente devastando l’ambiente. Un capitalismo che si presenta oggi da noi più pericolosamente insidioso perché attraversato dalle logiche berlusconiane e mascherato dalle strumentali ambiguità del ministro Tremonti. Questo capitalismo va contrastato da una forza politica che lo contesti in radice disvelandone il volto disumano e spesso violento. Una forza plurale per culture e sensibilità che tenga accesa la fiaccola della speranza in un’economia a misura d’uomo e, al tempo stesso, si adoperi realisticamente giorno dopo giorno per fare in concreto pesare sulla politica nazionale le ragioni dei lavoratori e dei ceti meno tutelati. L’esito del congresso di Chianciano, con le sue chiusure e le sue autoreferenzialità, impedisce la costruzione di una tale forza. Un esito che si rivela quindi politicamente disastroso e che dovrebbe essere perciò rapidamente superato nelle forme da concordare all’insegna di una ritrovata solidarietà: lo consiglia il buon senso e lo reclama il senso di responsabilità in nome del “popolo” della sinistra e nell’interesse della nostra travagliata democrazia. Lasciare a lungo le cose come stanno significherebbe condannare ad un ruolo di mera testimonianza e di irrilevanza politica un partito che rischia di chiudersi nei suoi miti e nei suoi riti lontano dai luoghi ove ogni giorno sono in gioco i diritti e gli interessi che assume di voler tutelare e promuovere.
Brindisi, 01 agosto 2008

Michele DI SCHIENA

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Una risposta da calabresi doc ed aderenti alla mozione Vendola

Pubblicato da rifondazioneperlasinistra su 17 Agosto 2008

Riceviamo nei commenti e, siccome non abbiamo alcun problema, pubblichiamo questa lettera che ‘Liberazione’ ha ricevuto e pubblicato. Ci piacerebbe, se qualcuno dei compagni che ha firmato questa lettera giungesse su questo blog, che la commentasse.

CASO CALABRIA
una risposta da calabresi doc ed aderenti alla mozione Vendola:

“In Calabria vorremmo un partito diverso”
Cara “Liberazione”, il presidente Loiero, per quanto riguarda i compagni sottoscrittori della presente nota, può veramente fare a meno di sprecare energie per «battersi per convincere” qualche «componente del partito a cambiare idea”: noi, compagni e compagne del Prc che abbiamo aderito al documento Vendola, concordiamo con le affermazioni del nostro segretario nazionale e dichiariamo tutta la nostra ferma contrarietà all’ingresso di Rifondazione nella Giunta regionale calabrese. Noi sì ci batteremo con forza, insieme ai tanti compagni che fanno politica in modo disinteressato, per la costruzione di un partito diverso dagli altri, svincolato dalle logiche della gestione del potere e delle clientele e scevro da atteggiamenti di ricerca di sistemazioni personali e di gruppo, considerando prioritaria la questione morale che grava sul centrosinistra calabrese come un macigno. Un partito tutto proteso a battersi in difesa dei cittadini vessati dalle cricche e dalle caste, cui sono organici tanti che oggi governano la nostra regione, ed impegnato a lottare per il cambiamento reale ed il miglioramento collettivo delle condizioni di vita e di lavoro dei calabresi tutti, senza distinzioni tra province di serie A ed altre di serie B”.
Santo Scalise, assessore provinciale Crotone – Francesco Gaudio, capogruppo Comune di Cosenza – Calaminici Vincenzo, segretario Petilia Policastro – Giovanni Scordamaglia e Marinella Ierardi, cpf Crotone – Domenico Dima, consigliere provinciale Crotone – Sergio Arena, consigliere provinciale Liberassociazione Sinistra Europea Crotone – Giuseppe Bevilacqua, cpf Crotone – Domenico Gradia, segretario circolo Crotone – Marcello Sbarra, cpr – Giorgio Liguori, commissione regionale Sanità -Raffaele Arena, cpf Cosenza – Luigi Ferraro, cpf Cosenza – Giuliano Ricca, direttivo “F. Gullo” Cosenza – Alessandro Iantorno, presidente Collegio Garanzia “F.Gullo” Cosenza – Edoardo Simonetti, presidente Collegio Garanzia “G.Mazzotta” Cosenza

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A congresso chiuso

Pubblicato da rifondazioneperlasinistra su 17 Agosto 2008

Il clima torrido, il caldo che incombe, le nottate insonni, non permettono di essere molto lucidi e, soprattutto, non permettono di mettere in ordine le idee prima di scrivere qualcosa. Così, io per primo, evito di scrivere e polemizzare con chi la pensa in maniera diversa da me e si pone semplicemente in contrasto con ciò che penso, a volte soltanto per il gusto di farlo. Mi capita così a cena, davanti una bella birra sudata e mi capita sui blog e sui newsgroups che frequento. Così rallento un po’ e penso ‘ma cazzo, il congresso e finito e, soprattutto, io sono stato sbattuto fuori da rifondazione un po’ di anni fa, da quelli che adesso il congresso lo hanno vinto, sbattuto fuori perchè troppo amico dei movimenti, della sinistra extra, di quelli che non sono ortodossi’. Ma il congresso è chiuso. Vale la pena ancora starsi a sbattere in faccia ciò che si è fatto e ciò che non? Adesso c’è davvero da lavorare, la linea politica del partito c’è, il segretario pure, gruppi dirigenti organizzati e pronti a governare anche e da parecchio tempo. Compagni, è ora di lavorare davvero. Buona fortuna, ne avremo davvero bisogno.

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