Abbiamo fatto tanto, abbiamo avuto il coraggio di ricominciare da capo nella convinzione che fosse necessario cambiare, superare il recinto di parole d’ordine e nostalgia con cui mascheravamo la paura e l’inadeguatezza ad affrontare la complessità dell’oggi, accettando di pagare il prezzo di un doloroso strappo e della rinuncia a quanto materialmente conquistato in tanti anni per poter dare un presente al diritto di rappresentanza attiva dei bisogni della parte non privilegiata della società e adesso, in mezzo al guado, restiamo fermi.
Se la Sinistra c’è, batta un colpo; e lo faccia adesso.
La smetta innanzitutto di piangere e di gridare al “golpe” per l’introduzione di una soglia di sbarramento del 4% considerandolo un vulnus alla democrazia, come se questa fosse garantita dall’assicurare la presenza di tutti (compreso le micro-formazioni dello “zero virgola qualcosa” ed i partiti a conduzione familiare) e non dalla capacità di unire una maggioranza, allorché composita, su un progetto di società.
Nessuno, tanto meno io, vuol sostenere che non sia strumentale e finalizzato al proprio interesse l’atteggiamento del PD ma ciò non cambia la sostanza delle cose e cioè che sotto una determinata soglia di consenso/condivisione (probabilmente più alta dello stesso 4%) nessuna proposta politica può definirsi un progetto e che non c’è ragione per cui la collettività (specie in un periodo di recessione) debba farsi carico economicamente di qualcosa che non può produrre nessun effetto oltre al sostentamento personale dei suoi promotori (qualcosa di privato dunque e non pubblico).
Una formazione politica che autenticamente vuole rappresentare e sostenere gli interessi di una parte della società deve aver il coraggio di accettare la sfida di conseguire un risultato capace di dare ad essa la forza elettorale necessaria a sostenere attivamente e concretamente le istanze di cui è portatrice, anche correndo il rischio di restare fuori dalle istituzioni pubbliche.
Per questo è necessario, invece che atteggiarsi a vittime, avere invece il coraggio di sostenere che uno sbarramento come quello introdotto per le elezioni europee è non solo condivisibile ma necessario a tutti i livelli istituzionali per assicurare un corretto equilibrio tra diritto di rappresentanza e governabilità, dimostrando che l’esperienza del governo Prodi con il suo surreale e triste epilogo e ciò che ne è conseguito (l’attuale governo in carica) è quantomeno servita a comprendere ciò; ad aver compreso profondamente quella lezione al punto di accettare – sostenendo l’introduzione di uno sbarramento analogo a tutti i livelli elettorali – di correre il rischio di pagare in prima persona (con l’esclusione in caso di mancato conseguimento della soglia) pur di privilegiare gli interessi generali del paese.
Soprattutto recida definitivamente, adesso perchè non c’è più tempo, l’ombelico con ciò che è diventato il PRC, con il PdCI e con tutte quelle forze e correnti politiche che, chi in buona fede chi meno, offrono in cambio del voto – e dei vantaggi di pochi in termini di presenza nelle istituzioni che ne consegue – poco più che una rassicurante illusione di un futuro in cui riconoscersi; anche se quel futuro – immaginato e teorizzato nel ‘900 – non potrà mai più avverarsi perchè nel frattempo il mondo è cambiato.
Entro il mese di marzo dia vita ad una nuova formazione politica che si presenti autonomamente alle elezioni europee e a quelle amministrative, in alternativa alle formazioni politiche sopra citate e con l’obbiettivo prioritario di costruire un fronte duraturo con il PD.
Se la Sinistra c’è, batta un colpo.
Perchè la grande maggioranza degli elettori progressisti, io compreso, non resterà in attesa che tutte le componenti del futuro soggetto politico siano in comodo, accettando nel frattempo di votare un incomprensibile guazzabuglio con obbiettivi e prospettive inconciliabili tra loro, giusto per assicurare la presenza di qualcuno dei suoi rappresentati nelle istituzioni, ma sceglierà di astenersi o di votare il Partito Democratico che, pur non rappresentandoli compiutamente, ha quantomeno il merito di presentarsi come unica concreta alternativa al centrodestra.
Se la Sinistra c’è, batta un colpo; e lo faccia adesso.
La maggioranza degli elettori progressisti è sicuramente pronta a sostenerla.