Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Riunione d’area a Bari

Posted by rifondazioneperlasinistra su 31 luglio 2008

Stasera prima riunione d’area a Bari. Sono riuscito a scrivere tre post dal mio cellulare, in diretta dall’incontro che si è tenuto nella sede del partito. Eravamo tanti, o la sede è piccola. E’ stato bello vedere tanti compagni annuire seguendo le parole di Nichi o dei compagni giunti da Foggia o Lecce. Mi sono di nuovo sentito a casa. La veemenza di Nichi ha catturato l’attenzione e gli sguardi di tutti noi presenti, e mi è sembrato come quando nel 1991, Nichi era a Barletta per la Rifondazione Comunista… Domani, con le idee in ordine, posterò un resoconto più dettagliato.

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11 Risposte to “Riunione d’area a Bari”

  1. la CASA COMUNE DELLA SINISTRA di SORA (FR) sostiene e lavorerà al fianco della RIFONDAZIONE DELLA SINISTRA.

  2. Franco said

    …”E’ stato bello vedere tanti compagni annuire seguendo le parole di Nichi”….questo dice tutto!!

  3. rifondazioneperlasinistra said

    @Franco Immagino che l’accusa sia la solita, leaderismo, ostensione della sacraicona…

  4. un piccolo suggerimento: i post che non rappresentano un contributo (anche polemico ma costruttivo), come il caso di quello a firma Franco, sarebbe bene non pubblicarli. Spero che questo sia un luogo di discussione civile e di ricerca su come organizzare la RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA in tutto il paese e non l’ennesima piazza virtuale, sguaiata e inconcludente, in cui chiunque si senta autorizzato/a a sparare la prima stronzata che gli passa per la mente.

  5. battistino said

    Sono d’accordo con enrico, questa questione della democrazia è una farsa, passi sul blog durante il congresso, dove era giusto pubblicare tutto, anche se poi eravamo gli unici a farlo, ma ora qui si tratta di discutere, c9ommenetare, se arrivano scritti , anche duri,, ma di commento serio, inerenti alle discussioni ben vengano, ma quelli che sono solo puri atti di polemica, troll o simili, fuori.

  6. rifondazioneperlasinistra said

    Per ora lasciamo i commenti aperti, anche quelli che ci consigliano di appoggiare Di Pietro & C. Lasciamo scorrere, lasciamo sfogare quelli che a Taranto hanno preso i fischi. Noi siamo altri. Abbiamo il 27 Settembre che ci aspetta, abbiamo un’idea da riacciuffare. Li lascerei sfogare il loro onanismo con Di Pietro e Diliberto. Noi abbiamo da rifare qualcosa lasciata a metà.

  7. battistino said

    Scusate ma chi è stato fischiato a Taranto e da chi?

  8. rifondazioneperlasinistra said

    A Taranto, il segretario Paolo Ferrero è stato fischiato da alcuni operai dell’ILVA. Su Repubblica – Bari c’è un ottimo resoconto. Appena torno a casa e recupero una copia digitale lo posto.

  9. compagna di taranto said

    A taranto non è stato fischiato Paolo Ferrero, ma un partito che negli ultimi anni si era dimenticato che esistono gli operai, tutto ripiegato in una logica istituzionale. A proposito perchè non fate una iniziativa del genere con il compagno Vendola o con il compagno Losappio?? Vi accorgereste che la realtà è molto più dura dei sogni e delle strategie a tavolino. Perchè cari compagni i lavoratori erano incazzati soprattutto con il nostro governatore che da aprile 2005 hanno visto con il binocolo/contagocce dopo le tante aspettative che la sua elezione aveva suscitato.
    Peccato che i compagni della mozione Vendola non erano presenti all’incontro con il segretario nazionale avrebbero molto apprezzato l’intervento del coordinatore di SD (fururo compagno di cordata, da preferire a quei comunisti trinarciuti che stanno con Ferrero) secondo il quale gli incidenti all’Ilva sono da ricondurre al fatto che gli operai si “fanno”. Un’affermazione che ha sgomentato il sig. Franco, presidente dell’associazione 12 giugno, e soprattutto padre di un giovane morto in Ilva.
    MEDITATE GENTE, MEDITATE GENTE

  10. battistino said

    Cara compagna di Taranto, sbaglio a scivere che la federazione di Taranto, quindi la responsabile in primis dell’abbandono dell’intervento e della istituzionalizzazione è da parecchio a cunduzione non Vendoliana? Sbaglio a scrivere che questa federazione che tu sembri tanto disprezzare durante la campagna elettorale che ha portato alla elezione di un sindaco comunista, ha avuto atteggiamnerti settari nei confronti dello stesso candidato e della lista che lo rappresentava e tutto questo perchè doveva promuovere alcuni elementi della stesso federazione che dovevano essere eletti a tutti i costi, creando così le condizioni assurde per cui eletto un sindaco comunista i comunisti avrebbero preso pochi voti rispetto al resto della coalizione, si chiama settarismo o sbaglòio? Certe volte mi chiedo se chi scrive certe cose pensi di abitare in un luogo sconosciuto e lontano, da cui le notizie spesso non arrivano, o pensi che dato che siamo compagn* che abitano chilometri e chilometri distanti nulla sappiamo di ciò che accade. Niente di più sbagliato, basta leggere Liberazione,finche sarà ancora libera di scrivere,è stata molto approfondita in quel periodo, basta saper leggere tra le righe di “diplomatici” comunicati, basta conoscere il linguaggio della politica per capire molto di più che nelle parole astratte dei segretari o dei federali. Ma pensa sono incazzati con Vendola perchè non si fa vedere, certo che se fosse stato Grassi sarebbe stato dalla mattina alla sera davanti ai cancelli dell’ILVA, ALTRO CHE DIRIGERE UNA REGIONE CON LE CENTIINAIA DI PROBLEMI CHE UNA CONTINUA E DEFICITARIA GESTIONE PRIMA DEMOCRISTIANA E POI DELLA DESTRA HA RIDOTTO ALLO STREMO, NO DAVANTI AI CANCELLI DELL’ILVA, PERCHE’ LA PUGLIA E’ L’ILVA DI TARANTO! Io, che sono uno sciocco operaio, pensavo che fosserro incazzati con i turni doppi, con le morti sul lavoro, con i salari miseri, ed invece scopro che la loro vera incazzatura è per la non presenza di Vendola davanti ai cancelli, pensa un po’ ogni giorno se ne scoprono di nuove su questa classe operaia. Se poi anche fosse, non sarebbe meglio chiedersi perchè invece di essere incazzati per le loro condizioni si iscrivono alla UIL perchè essendo sindacato quasi giallo pensano di avere favori, e che quindi scelgono la soluzione individuale invece che quella collettiva. Questo non è forse sintomo di una mancata presenza sindacale e del partito tutto, no, ma che dici Battistino è solo colpa delle mancate visite di Vendola. Forse è anche colpa sua se il circolo si sta estinguendo, ma scusate è lui il segretario della federazione, forse sono tutti suoi cloni i membri del federale e/o quelli della commissione operaia o di fabbrica, se ne esiste una? Tu scrivi meditate, c’è davvero da meditare se ci sono compagn* che pensano come le destre, cioè che la colpa e di quelli in alto e non riescono a vedere la propria immagine riflessa sullo specchio dell’incapacità. Non so e sarebbe bene verificare, se le parole del coordinatore di SD siano state quelle, se lo sono state è un pazzo, cioè se quella sia stata da lui definita l’unica causa, so però, per la mia frequentazione di tanti giovani operai e di tanti amici che ne frequentano altrettanti che la diffusione di sostanze come la cocaina è molto alta fra le giobvani generazioini operaie, ed invece di scandalizzarsi, o di farne questione di polemica politica, sarebbe bene indagare su di un fenomeno che è diventato massacrante. Io non ricordo da decine di anni di vedre così pochi giovani operai non toccare cibo alla mensa, bersi solo una birretta e vai di nuovo a lavorare, beh, che dire beati loro, io creperei dopo soli due giorni…….c’è veramente da dire meditate e soprattutto non scandalizzatevi, ma indagate da marxisti.

  11. mau68 said

    TARANTO: L’Ilva dà vita perchè dà da mangiare a più di 15 mila famiglie ma dispensa anche morte fra incidenti sul lavoro e malattie. E’ una delle fabbriche italiane in cui più si muore e ci si infortuna.
    La provincia di Taranto è una delle più inquinate, forse la più inquinata, d’Italia. I valori di alcuni veleni presenti nell’aria sono anche trenta volte più alti rispetto alla media europea; molti sono i casi di tumore e la probabilità di ammalarsi è elevata: solo in Veneto va peggio.
    Taranto che, fra le altre cose, è anche una delle città più indebitate del Paese.
    Un buco di novecento milioni di euro frutto del saccheggio sistematico delle casse comunali, almeno stando alle accuse formulate nei processi in corso.
    Anni di operazioni finanziare spericolate, la versione tarantina della finanza creativa voluta da Tremonti (ma tanti Comuni in Italia hanno effettuato manovre azzardate sui mercati finanziari). Anni in cui dirigenti, funzionari e anche qualche impiegato si sono gonfiati gli stipendi in maniera spropositata sfruttando falsi progetti, premi di produttività e straordinari: alcuni guadagnavano anche più di 30 mila euro al mese.
    a Taranto la malavita è particolare, la sua genesi diversa rispetto al resto della Puglia e del Mezzogiorno. Per certi versi la sua storia è diametralmente opposta a quella della banda della Magliana. Qui, stando a quel che si racconta, non si sono scannati per il controllo del mercato dell’eroina ma perchè il capo e buona parte delle famiglie erano contro il traffico di eroina.
    Adesso Taranto è amministrata da una giunta di sinistra, senza il Pd ma con l’Udeur. Ezio Stefano, l’attuale sindaco, ha battuto il candidato del Partito democratico al ballottaggio. Per l’ennesima volta sembra che tutto sia cambiato… ma affinchè nulla cambi. Il “super partito”, se esiste davvero, ha semplicemente passato il turno, in attesa di tempi migliori e di qualche prescrizione.
    Chissà se Taranto potrà mai riprendersi, se i suoi cittadini avranno la forza di riappropriarsi della città e soprattutto del diritto di sognarla diversa da come è adesso.
    Ne ha tante di storie da raccontare questo posto, tante cose da valorizzare. Anche l’acciaio. E’ utopia pensare ad una produzione pulita?
    E’ un sogno pensare che il turismo possa diffondersi accanto all’industria e non in contrapposizione ad essa? E un’Università che non sia solo una replica delle tante che ci sono ma che valorizzi le attività produttive e la storia locale?
    Il problema è che a Taranto queste domande non se le pone quasi più nessuno, almeno collettivamente…
    Michele Sgobio, 31 luglio 2008 da Aprile online

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