Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Chi siamo

Posted by rifondazioneperlasinistra su 1 agosto 2008

L’idea di un blog dove raccogliere idee, contatti e link, mi è venuta quando mi sono sentito scippato di Bandiera Rossa dai ‘compagni’ che avevano appena ascoltato l’intervento di Paolo Ferrero. Ho sentito un moto di rabbia ma, daltronde, ragionandoci sopra a mente fredda, mi sono reso conto che a Barletta, nella città dove vivo e dove ho contribuito a fondare, insieme a Nichi, Rifondazione Comunista, ci avevano scippato il partito da tantissimo tempo. Ed allora ho pensato che il primo punto di incontro, potesse essere questo luogo dove, vi invito ancora a farlo inviando una email a rifondazioneperlasinistra@gmail.com, oltre a commentare, potrete anche scrivere post, informandoci di riunioni d’area, iniziative, blog o siti che nascono, ‘apparizioni’ di Nichi Vendola. Insomma, organizziamoci, facciamo quadrato, non siamo sconfitti, ed il medium blog può essere il raccordo tra tutti.

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11 Risposte to “Chi siamo”

  1. ISCRA said

    Grazie Compagn* anche io mi sono sentita abbastanza scippata il patrimonio comune non è divisibile per mere e stupide controversie interne atte a trovare (e condannare come si è visto senza alcuna ragione visto quello che poi sceglie di fare “la maggioranza” (?) del partito sia sui territori sia per tenere il potere) il capro espiatorio, abbiamo un potenziale ancora da difendere, estendere e diffondere senza arroccamenti (come hanno fatto altre/i)PER CUI RICOMINCIANO DAL PRC DAL NOSTRO PRC! GRAZIE PER IL BEL POST!

  2. battistino said

    Che mille fiori nascano, una piccolo rivoluzione culturale, per combattere un identitarismo retrò, il risorgere del gruppetismo, meno siamo meglio è, non abbiamo bisogno di DP allargate all’ortodossia.

  3. Neclord said

    Per la serie “chi ben inizia è a metà dell’opera”, sarebbe cosa buona e giusta se appoggiaste l’On. Di Pietro per il referendum contro lo psiconano. Consiglio spassionato eh =)

  4. battistino said

    Le distanze fra noi e Di pietro sono molte. Non siamo giustizialisti, non amiamo la galera come soluzione ai drammi sociali, non consideriamo l’immigrazione come cosa da trattare con le sbarre, ma soprattutto non amiamo il plebeismo, siamo e rimaniamo seguaci della massima che chi ci batte sa due parole più di noi, ma dove si combatte la destra noi ci siamo.

  5. Non parlo italiano, but i cant speak spanish and english.
    IO solo quiero felicitar la iniciativa.
    También comentar que el proximo año estare en Pisa, ojala pueda tomar contacto con alguien para enterarme de más.

    atte,

    m.

    http://elvanguardista.wordpress.com/

  6. fab said

    Noi di qua …noi di là!
    Voi avete sostenuto -come Ferrero – per anni una linea governista di merda in tema di immigrazione, di guerra (espellendo dal partito chi non l’ha votata), di welfare e così via.

    Non costruitevi una falsa coscienza pulita per favore! Siete pienamente responsabili del tracollo verso cui si è diretto il prc dal giugno 2003 in poi.

    E Petrella?

    I passi che state facendo sono quelli dell’organizzazione dell’associazione prima della scissione (che si nega sempre sino a quando non si fa).

    Auguri

  7. nonviolento said

    E’ vero e ce ne siamo assunti la responsabilità totale, anche personale e non collettiva come invece alcuni che oggi dirigono il partito. Ho sentito molte voci di persone dell’ex governo e tutte dichiaravano che certi personaggi erano del tutto assenti nelle riunioni e che non presentavano mai proposte fattibili. Ora si potrebbe, anzi si può, dissertare sul termine fattibile, è certo che quello che viene considerato fattibile da certi personaggi è poco, molto poco per noi, ma resta il fatto che, secondo le loro dichiarazioni, di fattibile ce ne era parecchio e se non è stato fatto la colpa è della mancanza di abilità del presentatore. Sono voci, sono calunnie, possibile, anzi quasi sicuro, ma resta il fatto che il principale protagonista di tutto questo ora dirige il partito. Trovo quindi scandaloso che si venga su questo blog a scrivere quello che scrive Fab, sbagliare è nella logica dei fatti, ma attribuire le colpe ad altri e rifiutare di vedere i propri errori, ma farne una attribuzione collettiva , che poi è come zero personale, è ancora peggio. Buttare il bambino assieme all’acqua sporca, una operazione di pura rimozione, degna del più normale trattato di psicologia. Nulla è esistito, non c’è nulla su cui riflettere, solo girare pagina. Quale migliore soluzione per una assoluzione generale di un settore del partito. Noi la vediamo in altro modo, l’errore non è stato cercare l’unità, ma farla in quel modo, con certi protagonisti,in modo verticistico, con apparati che hanno portato il loro opportunismo pratico e teorico al suo interno e, guarda caso, proprio coloro che si sono comportati in modo più opportunistico, rimanendo con il cappello in mano davanti alla porta di Veltroni fino a quando non gliela sbattè in faccia, sono ora gli alleati più proposti, quelli con cui si intraprendono percorsi, quelli con cui una mozione che ora governa il partito voleva fare unità, dimostrazione che anche fra i duri e puri contano più le apparenze che le realtà. L’apparenza di un linguaggio, di forme nei manifesti, di bandiere e simboli agitati, ma la realtà di un opportunismo dilagante nella concretezza del governo reale in ogni luogo ove essi sono presenti. Si accusa ,noi, i traditori, gli scissionisti, i filo PD e allora quelli che volevano fare un altro partito con gli ortodossi, con quelli che il comunismo conta solo nelle bandiere e nella farsa del centralismo democratico? Si privilegia il colloquio con questi personaggi, che nelle giunte sono superappiattiti sul PD, certo a parole sono bravi, ma perchè qualche volta non vi staccate dalle apparenze, dalla fuffa del mediatico e guardate i fatti, guardate come si comporatano nelle giunte consiglieri ed assessori, e poi dai fatti giudicate chi è opportunista e chi no, cercate qualche volta di andare oltre le parole roboanti, gli slogan e guardate io fatti.

  8. Firmino said

    L’immagine che è venuta fuori dal congresso di Chianciano è quella di un partito fatto da personaggi da politburo che in perfetto stile sovietico si sono dedicati per tre giorni consecutivi a tramare in maniera oscura e segreta per offossare una leadership nata in maniera trasparente e con un programma ambizioso di rilancio dell’intera sinistra.
    Mi hanno fatto sorbire persino “il recupero delle esperienze storiche comuniste” buttando nel cesso con un accordo a tavolino 15 anni della nostra travagliata storia di ricerca e di innovazione politica. E’ come se non bastasse hanno immediatamente iniziato la caccia alle streghe con in canto di bandiera rossa intonato “contro” simbolicamente a rammentare la propria autenticità di depositari assuluti della purezza comunista. Compagni…scissione o non scissione io in questo partito non mi ci riconosco più..saluti

  9. Francesco said

    Il compagno Firmino ha ragione quando parla di storia buttata nel cesso. Però, gli chiedo di rallentare un attimo ed aspettare cosa può venir fuori da questo calderone che stiamo cercando di raffreddare. Certo, Bandiera Rossa cantato come un richiamo della foresta, secondo me, è stata una delle pagine più tristi di questo partito. MA credo che, a prescindere dalla scissione o meno, ci sia da rimboccarsi le maniche e tirare fuori il meglio a questi 15 anni di storia.

  10. fab said

    Per quanto mi riguarda penso esattamente che i compagni della prima, della seconda e della quinta mozione abbiano pari responsabilità nella deriva governista che ha attraversato il partito dal 2003 in poi.
    Per quanto mi riguarda non faccio più parte del Prc già da un po’, dopo circa 10 anni di impegno, e ho cerco di utilizzare le mie energie per la costruzione di un altro soggetto politico.
    La linea uscita da Chianciano è astrattamente corretta, ma non si basa sulla pratica e su reali convinzioni. E’ fondata su un equilibrio instabile.

  11. XYZ said

    ritengo sia un gravissimo errore costituire un movimento dentro Rifondazione.
    Molti compagni non stanno capendo e non parteciperebbero a nessuno dei due pezzi.
    Risultato: la conferma che lo scontro è solo di potere ed il sociale viene penalizzato.
    Poi non si capisce come un risultato comunque democratico perchè una votazione c’è stata non debba essere accettato e non possa essere ribaltato al successivo congresso. Insomma troppa rabbia.
    Rifondazione è l’unico partito che può tenere in vita la sinistra in Italia,
    perso quello addio tutto. E’ terribile questo odio che sta crescendo, se è cosi significa che la destra, il qualunquismo ha vinto e vincerà.

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