Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Una proposta al Prc (e a tutti)

Posted by rifondazioneperlasinistra su 5 agosto 2008

Una assemblea della sinistra

Piero Sansonetti
Il congresso del Prc si è concluso con una spaccatura del partito. Netta, piuttosto dolorosa. Che rischia di lasciare molti strascichi. Questo a conclusione di una breve stagione di congressi che ha riguardato tutta la sinistra, non è stata ricca di soluzioni per il futuro e -nel suo insieme – ha mostrato nuove e abbastanza serie divisioni.
Il congresso del Prc si è concluso con l’elezione di Paolo Ferrero a segretario del partito e con l’approvazione di un documento politico di maggioranza che ha prevalso sul documento di minoranza per poche decine di voti. Prima e dopo l’elezione a segretario, Paolo Ferrero ha proposto una gestione unitaria del partito, che serva a ricomporre le fratture e a ricercare una strada comune.
Non sarà facilissimo un percorso unitario, per due ragioni. La prima è che il congresso ha lasciato grandi ferite, ha inasprito i rapporti, ha accentuato le differenze dei punti di vista. La seconda ragione è più solida. Non si può pensare ad una gestione unitaria di una linea che è stata osteggiata, al congresso, da circa la metà del partito. Non avrebbe senso dire alla minoranza guidata da Nichi Vendola: «Ora venite qui e gestite la nostra linea politica». O si sceglie la via “maggioritaria” (chi ha vinto comanda e basta: e allora è del tutto inutile parlare di gestione unitaria) , oppure si accetta di ridiscutere alcune questioni politiche. Cioè si cercano dei punti di mediazione, di convergenza, di intesa tra i due “tronconi” del partito che hanno battagliato a Chianciano. Tra chi ha vinto e chi ha perduto. E’ difficile, ma è così.
Immagino per un attimo che questa idea sia accettata da entrambi gli schieramenti. E dunque che si apra una discussione politica sui temi di fondo.
Provo ad affrontare alcuni di questi temi di fondo, anzi le due questioni che mi sembrano più urgenti.
La prima è l’autunno caldo che si intravvede. Cioè la necessità di erigere qualche bastione di difesa contro lo schiacciasassi Berlusconi, che in queste ore ci sta spiegando come – dinnanzi alla crisi – la soluzione che lui prospetta è la devastazione dello Stato sociale e di quello che una volta si chiamava il “compromesso socialdemocratico”.
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05/08/2008

da liberazione.it

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13 Risposte to “Una proposta al Prc (e a tutti)”

  1. elisa said

    Sono d’accordo con Sansonetti che occorra incontrarci fra tutte le forze della sinistra per ricominciare a parlarci dopo le divisioni soprattutto fra e nei partiti. E’ necessario riprendere tutti uniti un’opposizione forte a questo governo razzista, antisociale ed antidemocratico, un’opposizione che, per ora, è stata lasciata solo nelle mani di Di Pietro, essendo il PD troppo occupato a trovare un dialogo con la destra, e la sinistra a combattere i propri fratelli più che i nemici.
    Sono invece perplessa sulla proposta di Sansonetti su possibili accordi in vista delle elezioni amministrative e soprattutto europee al fine di raggiungere il quorum richiesto. Questa soluzione consentirebbe ancora una volta solo la sopravvivenza del ceto politico , sarebbe un altro cartello elettorale che non porterebbe nulla di nuovo alla necessità di intraprendere un progetto di unità e di formazione di una sinistra rigenerata , moderna e popolare

  2. rifondazioneperlasinistra said

    Credo fortemente che si debba andare in giro a cercare ‘altro’, ‘altri’, ‘altra gente’ che consenta, quando si trattera di votare, di superare il quorum. E non devono necessariamente essere politici di mestiere, fuoriusciti da partiti o vecchi tromboni scontenti del partito al quale appartengono. Ma io sono semplicemente un ex iscritto a Rifondazione…

  3. @ Elisa: in riferimento alle perplessità su una riedizione di un cartello elettorale.

    Infatti prima ci muoviamo ad avviare il “processo costituente” di una nuova forza di sinistra in tutte le realtà territoriali e meglio è.

    Rompere gli indugi senza paura di spaccare ciò che è già frantumato: RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA si apra all’esterno, esca dalla guerra di posizione interna a RC e liberi le sue potenzialità.

  4. mau68 said

    CESARE SALVI: «Unità della sinistra, fare presto ma senza fretta»… estratto arbitrario di INTERVISTA A LIBERAZIONE.; importante e meditato punto di vista: “Fino ad ora non sono intervenuto in questo dibattito… dopo i congressi provo a fare un bilancio. Al di là delle divergenze, ho notato un forte richiamo identitario, che può avere un suo peso ma solo se al servizio di un progetto più ampio.
 Il tema di una soggettività politica della sinistra, delle forze a sinistra del PD, resta attualissimo. Si tratta di capire come andrà avanti la nostra discussione, perché anche i richiami identitari possono essere fecondi, perché si può innovare senza precipitare nell’Arcobaleno, un’esperienza sbagliata e irripetibile. L’Arcobaleno era un semplice cartello elettorale; era al tempo stesso troppo e troppo poco. Mi spiego: l’eliminazione di tutti i simboli e tutti i riferimenti – lo dico anche autocriticamente – è stata troppo.
 Dobbiamo riflettere alla luce di un’esperienza negativa. Ma l’idea di costruire a sinistra non cade. Congresso PRC: Non sono tifoso di nessuna parte in causa; di Vendola apprezzo la tematizzazione della costruzione di un nuovo centrosinistra. Mi convince il modo in cui Ferrero pone la questione morale, lontano anni luce dal giustizialismo di Di Pietro. Adesso il congresso di Rifondazione è finito e bisogna prendere atto del suo risultato. SD è nata su due basi, il richiamo forte al socialismo e il tema dell’unità delle forze a sinistra del Pd. Credo non ci sia ragione di abbandonare né l’una né l’altra questione. Le identità sono cose serie, non possono diventare piccole trincee. E l’unità è l’unità di tutta la sinistra non di due o tre partiti. Avverto entrambe queste esigenze: senza precipitazioni e senza perdere tempo. Agli incontri unitari parteciperò sicuramente. Alle riunoncine di un pezzo o dell’altro invece non sarò presente. Se ci sarà o dove ci sarà ispirazione unitaria darò mano”

  5. nonviolento said

    Mi fa piacere che finalmente tu ti sia reso conto della giustezza delle nostre posizioni, meglio tardi che mai…..

  6. mau68 said

    CESARE SALVI:
    “ADESSO IL CONGRESSO DI RIFONDAZIONE È FINITO E BISOGNA PRENDERE ATTO DEL SUO RISULTATO…
    Mi convince il modo in cui Ferrero pone la questione morale, lontano anni luce dal giustizialismo di Di Pietro. Adesso il congresso di Rifondazione è finito e bisogna prendere atto del suo risultato…
    Agli incontri unitari parteciperò sicuramente. ALLE RIUNONCINE DI UN PEZZO O DELL’ALTRO INVECE NON SARÒ PRESENTE. Se ci sarà o dove ci sarà ispirazione unitaria darò mano”

  7. elisa said

    @ Enrico
    Sono d’accordo con te. Ritengo necessario lavorare per una “costituente di sinistra” aprendoci ai singoli, alle associazioni, ai partiti politici perché nasca una sinistra rinnovata in cui possano vivere con pari dignità, tutte le culture della sinistra senza aggettivazioni.Una costituente per la creazione di una grande forza di sinistra che abbia come obiettivi la giustizia , l’uguaglianza, la solidarietà , l’integrazione,una forza che rappresenti il Lavoro e voglia dargli dignità e sicurezza.

  8. andrea said

    “Rompere gli indugi senza paura di spaccare ciò che è già frantumato: RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA si apra all’esterno, esca dalla guerra di posizione interna a RC e liberi le sue potenzialità”

    DEVO DIRE CHE TRA I TANTI INTERVENTI CHE GIRANO ATTORNO AL PROBLEMA TU MI SEMBRI QUELLO PIU’ DIRETTO E MENO IPOCRITA. SONO CONVINTO CHE NELLA SINISTRA ITALIANA CI SIA UN GRAN BISOGNO DI CHIAREZZA PRIMA CHE DI UNITA’.

    “Credo fortemente che si debba andare in giro a cercare ‘altro’, ‘altri’, ‘altra gente’ che consenta, quando si trattera di votare, di superare il quorum. E non devono necessariamente essere politici di mestiere, fuoriusciti da partiti o vecchi tromboni scontenti del partito al quale appartengono. Ma io sono semplicemente un ex iscritto a Rifondazione…”

    QUESTO ENTRISMO INVECE MI SEMBRA MOLTO STILE CAMMELLAGGIO . . . ALLORA IO CHE SONO DELLA TRE COSA FACCIO MI METTO A TESSERARE PARENTI, ISCRITTI AL PDCI O DELLA RETE DEI COMUNISTI?
    PERO’ SAREBBE UN BUON MODO PER EVITARE DI FARE LA SCISSIONE SENZA CASSA . . .

  9. rifondazioneperlasinistra said

    @Andrea il mio commento non voleva intendere di fare adepti stile cammellaggio ma di aprire il partito a coloro i quali, per esempio come me, non fanno più politica da parecchio tempo. e questo con il comune intento (comune tra le varie ‘fazioni’ del partito) di riuscire ad essere presenti alle elezioni europee. per cortesia, non vedere in ogni cosa la malizia di chi non ha vinto e si prende il pallone e non gioca più. personalmente sono fuori da rifondazione da parecchio tempo per svariati motivi, uno dei quali perchè fatto fuori dai dirigenti locali. e come me, molta gente, vorrebbe tornare a fare politica. e questa potrebbe essere una occasione, ma non per portare truppe cammellate a votare in occasione di un futuro, spero lontanissimo congresso (spero che il partito abbia una linea e la porti fino in fondo anche se non è la linea in cui io credo) bensì per presentarci pronti alle elezioni. se rileggi bene il mio intervento, non parlavo di tessere, bensì di uscire, andare in giro a cercare ‘altro’ ‘altri’ ‘altra gente’.

  10. elisa said

    Io non sono mai stata iscritta a RC anche se ne condivido molti valori e contenuti.Ero della sinistra DS ed adesso milito in SD,però guardo con interesse a Rifondazione per la Sinistra ed al suo progetto. Credo da una vita che la Sinistra, se vuole contare e diventare quindi determinante per una società più giusta ed inclusiva , deve trovare le ragioni per arrivare ad una riunificazione,altrimenti si farà solo testimonianza e non si cambierà mai niente nel nostro paese. Noi dobbiamo essere la forza che riesce ad incidere nella società nell’interesse dei lavoratori in particolare dei precari, degli emarginati, degli sfruttati, dei ceti medi impoveriti, del mondo delle professioni e soprattutto della cultura, in difesa dei diritti e soprattutto della dignità della persona

  11. Mescalero said

    Come iscritto a Sd le parole di Salvi non mi sorprendono affatto. Come non mi sorprende la “sponda” che palesemente si porge a Ferrero. Le affermazioni capziose ( presto ma non in fretta, il festina lente- affrettati lentamente- dei romani insomma) mi pare che segnalino in modo evidente come Salvi e suoi – quei pochissimi di Sd che ancora lo seguono – non abbiano alcuna intenzione di lavorare alla Costituente della sinistra ma ad una federazione che incorporerebbe in sè il fallimento e la definitiva cancellazione della sinistra come forza rappresentativa. E il perché è presto detto: sommare tante debolezze non crea mai una forza. Alla costituente della sinistra Sd inizierà a lavorare già da settembre. Senza precipitazioni organizzative, senza accelerazioni ma con la convinzione di aprire un processo necessario, un percorso obbligato, lungo il quale raccogliere soggetti, idee, culture della sinistra. Non per alzare steccati ma per abbatterli. Sappiamo che lungo questo percorso troveremo i compagni di “Rifondazione per la sinistra” e lavoreremo perché questo avvenga presto per tornare rappresentare quei pezzi di società che sono rimasti senza voce come dice bene la compagna Elisa.

  12. Salvi non vuole una sinistra nuova, pronta a contaminarsi di differenze e farne una ricchezza. Lui vuole che tutti restino dentro caselle “identitarie”, compreso lui e il suo socialismo da gruppo parlamentare.

  13. nonviolento said

    Beh caro Mau, sembra che ti piaccia molto la visione verticistica di Cesare Salvi. Certo dal tuo punto di vista, se hai ben compreso l’articolo, ma penso proprio di no, visto che lo proponi in lungo ed in largo nella rete, non dovrebbe così essere, ma visto che il Tuo compito più che comprendere è fare il motore in rete, uno manda l’imput e tu operi, la comprensione non è necessaria. Io non sono per nulla in accordo con le cose che ha scritto Salvi. Trovo che la sua visione unitaria sia quella che dato l’immagine, che poi immagine non era, ma realtà, dell’Arcobaleno agli elettori. Cioè una operazione verticistica, di gruppi “interi” di potere e di partito. La mia visione, ma mi sembra di intendere la visione della stragrande maggioranza di chi ha appoggiato la mozione è diametralmente opposta. Parliamo infatti di “processo”, non di incontri. Processo significa soprattutto incontri di pezzi, di situazioni locali, di fusione nei territori fra pezzi di partiti, sempre riferito al territorio, pezzi di associazioni (come sopra) e associazioni o collettivi locali. Tutto il contrario di quello che esprime l’articolo da te riportato. Il nostro intendimento è un processo che parte dalla periferia per arrivare al centro e solo dopo che la periferia si è unita, cioè che i pezzi hanno trovato connessioni unitarie, il centro farà riunioni, ma saranno riunioni in cui esso non decidererà in modo verticistico, ma si limiterà a prendere atto di un fatto già compiuto intorno ad esso. Questa è la visione che stava dietro al Processo Costituente, e mi compiaccio che invece , chi ha criticato questo accusandolo di verticismo e leaderismo ora si scopra nella sua vera essenza, cioè la rappresentazione materiale delle sue accuse agli altri.

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