Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Rifondazione Comunista: un Congresso da superare

Posted by rifondazioneperlasinistra su 17 agosto 2008

da asinistra.net copincolliamo senza, speriamo, che i compagni ce ne vogliano, uno spunto per una riflessione aperta, senza preconcetti o pregiudizi.

L’esito del congresso di Chianciano, con le sue chiusure e le sue autoreferenzialità, impedisce la costruzione di una forza plurale per culture e sensibilità. Un esito che si rivela quindi politicamente disastroso e che dovrebbe essere perciò rapidamente superato nelle forme da concordare all’insegna di una ritrovata solidarietà: lo consiglia il buon senso e lo reclama il senso di responsabilità in nome del “popolo” della sinistra e nell’interesse della nostra travagliata democrazia. Lasciare a lungo le cose come stanno significherebbe condannare ad un ruolo di mera testimonianza e di irrilevanza politica un partito che rischia di chiudersi nei suoi miti e nei suoi riti lontano dai luoghi ove ogni giorno sono in gioco i diritti e gli interessi che assume di voler tutelare e promuovere. Di seguito intervento di Michele Di Schiena.


Rifondazione Comunista: un Congresso da superare

Errare è umano ma perseverare nell’errore, portandolo peraltro alle estreme conseguenze, è veramente diabolico: ieri inesatte valutazioni e difetto di abilità e di lungimiranza politica hanno indotto Rifondazione ad indebolire fino alla sua caduta il governo Prodi favorendo così le manovre della destra ed oggi una raffazzonata e risicata maggioranza di delegati al Congresso di Chianciano chiude ogni prospettiva di partecipazione a coalizioni di centrosinistra facendo un nuovo regalo a Berlusconi ed al suo entourage. E lo fa cantando “Bandiera Rossa” per segnare, erigendo una barricata contro una diversa componente interna, la rinuncia al dna del partito e cioè all’impegno di “rifondare” l’esperienza politica del movimento comunista che aveva avuto grandi intuizioni ed aveva acceso nel mondo grandi speranze ma che, per i tragici tradimenti ed i clamorosi fallimenti della sua traduzione nel cosiddetto socialismo reale, aveva un assoluto bisogno di ricostruire il suo progetto di uguaglianza e di liberazione sui principi di democrazia, libertà e partecipazione sanciti dalla nostra Costituzione.

Nelle assemblee precongressuali ed in quella conclusiva di Chianciano non si poteva fare di peggio: inammissibili pregiudizi, reciproche accuse, manovre correntizie di basso profilo, logiche di “muro contro muro” hanno rubato spazio ad una serena e corale riflessione sulle cause della sconfitta. E’ mancata una seria analisi della crisi economica che attanaglia il Paese con un pauroso allargamento dell’area delle povertà; un ceto politico dirigente si è in larga parte dimostrato non in grado di interpretare gli umori, le critiche e le sofferte attese del “popolo” della sinistra; si sono esasperate le cose che dividono a scapito di quelle che dovrebbero unire. Ed ancora: si sono operate scelte di arroccamento ideologico che chiudono la porta alle tante istanze di emancipazione di matrice non comunista presenti specialmente nelle aree dei movimenti; nessuna attenzione è stata, in particolare, prestata a quella “sinistra cristiana” che, per iniziativa di Raniero La Valle, si sta proprio in questi giorni organizzando in una “rete” di gruppi, di associazioni e di servizi, «per la Costituzione, la laicità e la pace»; è caduto purtroppo nel vuoto l’accorato appello di Bertinotti che ha esortato il partito a creare le condizioni perché si faccia ricorso alla proclamazione di scioperi generali contro provvedimenti che colpiscono gravemente gli interessi vitali dei lavoratori.

E’ mancata poi l’onestà politica di chiedersi se le ragioni dei ceti più deboli e, più in generale, se le ragioni della democrazia non siano state gravemente danneggiate dalla caduta del tanto deprecato governo Prodi col conseguente ritorno al potere del più pimpante e dilagante berlusconismo. Così come non è stata presa in seria considerazione l’ipotesi, largamente condivisa da quasi tutti gli osservatori, che la batosta elettorale della Sinistra Arcobaleno sia stata causata soprattutto dalla pretesa di Rifondazione di potersi porre nella passata legislatura come forza di governo e di opposizione. Una scelta operata sacrificando appunto sull’altare di una incomprensibile opposizione politica, il più faticoso e producente lavoro della lotta sociale con colpevoli assenze nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, negli ospedali ed in tutti i luoghi dove si lavora, si soffre e si subiscono le piccole e grandi ingiustizie del nostro tempo. La schizofrenia governo\opposizione ed il sostanziale abbandono delle lotte sociali sono state le ragioni preminenti della sconfitta elettorale sicché andare a cercare queste ragioni altrove, dividendosi tra opposti schieramenti, è stata ed è miopia politica e fuga dalle proprie responsabilità.

Il capitalismo dell’economia globalizzata sta causando nel mondo crescenti e stridenti disuguaglianze, sta provocando crisi finanziarie che colpiscono soprattutto i lavoratori ed i più deboli e sta irresponsabilmente devastando l’ambiente. Un capitalismo che si presenta oggi da noi più pericolosamente insidioso perché attraversato dalle logiche berlusconiane e mascherato dalle strumentali ambiguità del ministro Tremonti. Questo capitalismo va contrastato da una forza politica che lo contesti in radice disvelandone il volto disumano e spesso violento. Una forza plurale per culture e sensibilità che tenga accesa la fiaccola della speranza in un’economia a misura d’uomo e, al tempo stesso, si adoperi realisticamente giorno dopo giorno per fare in concreto pesare sulla politica nazionale le ragioni dei lavoratori e dei ceti meno tutelati. L’esito del congresso di Chianciano, con le sue chiusure e le sue autoreferenzialità, impedisce la costruzione di una tale forza. Un esito che si rivela quindi politicamente disastroso e che dovrebbe essere perciò rapidamente superato nelle forme da concordare all’insegna di una ritrovata solidarietà: lo consiglia il buon senso e lo reclama il senso di responsabilità in nome del “popolo” della sinistra e nell’interesse della nostra travagliata democrazia. Lasciare a lungo le cose come stanno significherebbe condannare ad un ruolo di mera testimonianza e di irrilevanza politica un partito che rischia di chiudersi nei suoi miti e nei suoi riti lontano dai luoghi ove ogni giorno sono in gioco i diritti e gli interessi che assume di voler tutelare e promuovere.
Brindisi, 01 agosto 2008

Michele DI SCHIENA

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15 Risposte to “Rifondazione Comunista: un Congresso da superare”

  1. mau68 said

    HI HA LETTO IL DOCUMENTO FINALE DELLA MOZ 2?
    nel documento finale di vendola non si parla di “lanciare la costituente” ma testualmente:”Nessuna delle proposte politiche registrate nel dibattito congressuale, la costituente di sinistra, la federazione delle sinistre, il partito sociale, l’unità dei comunisti, la svolta operaia hanno conseguito la maggioranza assoluta dei consensi… Il nostro rapporto con il Pd non può che partire dall’autonomia progettuale e politica del nostro partito ed è indispensabile relazionarsi ad esso in alternativa rispetto al suo progetto strategico. In ogni caso, data la nostra presenza in tante esperienze di governo locale ed in vista delle prossime competizioni amministrative, bisogna fare un bilancio di tali esperienze, che sia la base per un rilancio della nostra efficacia dentro le istituzioni a tutti i livelli. Tracciare un bilancio politico amministrativo che faccia della critica alle politiche liberiste e della questione morale i nostri pilastri fondamentali, ci serve per dispiegare a pieno la nostra forza politica…è indubbiamente necessario che le differenze culturali e programmatiche si manifestino in modo chiaro e percettibile. Per questo riteniamo di dover “cercare ancora” e di lavorare ad un rilancio del progetto strategico di Rifondazione Comunista”.
    Qualcheduno della moz 2 accusava per questo lo stesso di ipocrisia! tradotto: pur di essere eletto segretario non osi neanche rilanciare il nodo decisivo per cui il partito si sta spaccando e per cui Bertinotti non volle un congresso a tesi! Allora si possono fare due ipotesi :1) il doc finale della moz 2 era ipocrita e opportunistico, celava la sua vera finalità (doppiezza togliattana); 2) nessuno ha letto il doc (neanche gli estensori e tanto meno i seguaci vendoliani sia dentro che fuori dal prc)… Infatti non è possibile dire sosteniamo la costituente” quando il documento finale dice espressamente: “Il compito di RC è quello di contribuire a ricostruire l’opposizione nel paese. Vanno riprese le lotte e il conflitto sociale, la tessitura di relazioni e l’individuazione di un progetto di alternativa di società” fermo restando il progetto strategico del rilancio del PRC.
    il documento finale di Vendola termina dopo aver ribadito: “Per questo riteniamo di dover “cercare ancora” e di lavorare ad un rilancio del progetto strategico di Rifondazione Comunista… Vogliamo che vi sia una nuova stagione di democrazia interna e di ripresa di percorsi partecipativi, nella formazione delle decisioni e nella individuazione degli organismi dirigenti”. Leggendo il documento vendoliano non possiamo che ribadire quanto detto: o il documento era un “artificio retorico ed opportunistico” teso solo a conquistare la segreteria… o nessuno lo ha letto con profondità… o forse le polemiche fine a se stesse servono unicamente a raggiungere qualche altro scopo… Come è possibile accusare Ferrero di “rilanciare il progetto strategico dell’autonomia del PRC, come punto fondamentale per il rilancio dell’unità delle sinistre nell’opposizione alle destre” quando queste tesi (seppur con accenti diversi) le troviamo anche nel documento vendoliano? Queste accuse dovrebbero per correttezza essere indirizzate anche a Vendola oppure dire chiaramente che lo stesso usa “la doppia verità”: voglio la costituente, ma non lo dico perché voglio diventare segretario! Segretario per fare cosa? Certamente un programma diverso da quello indicato dal doc: questo almeno si evince da quanto affermato dai i suoi sostenitori tra un insulto e l’altro. Scusate compagni ma non è la “non chiarezza del fine”una delle accuse che viene imputate all’alleanza delle altre mozioni?

  2. nonviolento said

    Sei sciocco, quello era un docunmento in cui si tendeva la mano per ricostituire l’unità del partito, abbiamo fatto delle concessioni e teso la mano agli altri. Su quello mano si è sputato veleno ed allora si ritorna a ciò in cui crediamo, cioè il processo costituente. Metti un poco di cervello in ciò che scrivi e lascia perdere la polemica, ti ottenebra l’intelligenza, mio amato motorino…..

  3. mau68 said

    @ violento!

    la tua immaturità mette in evidenza la tua “giovane età”, come i “ragazzini” che -quando si trovano in difficoltà nell’ argomentare- passano al “puro atto di violenza e di prepotenza”, tu metti in atto tutta la “tua acredine” e passi all’insulto; ti auguro che fra qualche anno -nel “divenire adulto”- la tua violenza possa trasformarsi in energia positiva…
    di solito non rispondo ai “ragazzini maleducati ed irosi”, faccio un’eccezione sperando che “la tua aggressività” non ottenebri, come al solito, la capacità di discernimento:
    la tua risposta conferma quanto tale documento sia un “vuoto artificio retorico ed opportunistico”; ammesso che la tua giovane età possa farti discernere tra “tattica” e” strategia”, dovresti spiegarmi come sia possibile rinunciare ai “principi fondamentali”, non in un documento politico qualsiasi ma in quello che i dovrebbe impegnare quasi centomila compagne/i iscritte/i- ed essere la base su cui “andare alle trattative” con le altre organizzazioni? Si può addivenire a “concessioni” sulle questioni tattiche ma… in un documento politico, di tale importanza, non è possibile scrivere -per coerenza logica e correttezza politica- che il “fine strategico collettivo” è rafforzare -sia nell’immediato che nel futuro- il “rilancio del progetto strategico di Rifondazione Comunista e che Il nostro rapporto con il Pd non può che partire dall’autonomia progettuale e politica del nostro partito ed è indispensabile relazionarsi ad esso in alternativa rispetto al suo progetto strategico”, pensando tutto il contrario; infatti subito dopo che il documento è stato bocciato dalla massima assise i massimi dirigenti dello stesso annunciavano tutto il contrario!
    La giovane età e la conseguente impulsività ti impediscono di riflettere su quello che ho scritto, cerco di renderlo più semplice: qualsiasi compromesso, anche in politica, non può portarti ad affermare esattamente il contrario di quello a cui aspiri (anzi a “copiare quasi esattamente le finalità strategiche” del documento contrapposto (ti invito a leggerlo comparandolo al documento divenuto maggioritario e vedrai – a parte alcuni differenti accenti- come su queste questioni che ho citato- siano di fatto sovrapponibili)… spero che, magari fra qualche anno, la tua foga ” adolescenziale (che comunque in un ragazzo è apprezzabile) ceda ad un maggiore discernimento e superiore capacità di giudizio…

  4. nonviolento said

    La tua presunzione è infinita, nato negli anni ’50 ho passato la mia infanzia a leggere l’Avanti con mio Nonno socialista libertario, da cui imparai a non essere mai schiavo di alcuno, nemmeno dei cosidetti padri del comunismo, ma solo della mia mente, all’Unità di mio Padre, vecchio operaio con la quinta elementare e ex partigiano con due anni di sanatorio sulle spalle appena sceso dai monti, e che ogni sera leggeva L’unità con il vocabolario perchè “noi comunisti dobbiamo capire , apprezzare la cultura, perchè l’uomo nuovo non è ignorante e nemmeno volgare”, che con mia sorpresa mi rubava i libri di letteratura italiana e leggeva le poesie, e a volte lo vedevo con dei lacrimoni mentre le leggeva, perchè la poesia è l’espressione dell’anima, diceva lui, con la quinta elementare, ma che voleva essere degno di essere comunista”, che genitori stupendi che ho avuto. Capirai ora il mio disprezzo verso certi che nei loro interventi ironizzavano sulla poesia e esaltavano il loro plebeismo, quasi fosse alternativo alla cultura identificata in tot con il potere, o il mio disprezzo per persone come Di pietro ed il suo plebeismo di destra. La mia prima occupazione nel 66, poi l’università, Pisa, con Badolani che faceva lezioni sul capitale, e Luperini, Luporini, e tanti altri, dove oltre al marxismo imparai a conoscere la psicoanalisi e la socilogia dei gruppi a partire da quel Ragazzi Delinquenti che è e resta una pietra miliare, ma forse non sai nemmeno di che scrivo. Infine un po’ di Potere Operai Pisano e poi una fugace esperienza ML , nella Lega dei Comunisti, quindi la scelta di LC e dei proletari in divisa da militare, infine gli anni settanta con LC anche e soprattutto a Roma, gli scontri di ogni giorno con i fasci, il lavoro nei quartieri proletari, le esperienze del “Prendiamoci la Città”, con gli asili proletari, le occupazioni, gli alberghi per i poveri, le mense, è per qwuesto che mi fa un po’ ridare la scopiazzatura volgare del vostro partito sociale. Noi avevamo sezioni con centinaia di compagni/e, dove i proletari delle borgate c’erano veramente e non per finta, dove le riunioni erano più affollate dei federali di adesso, eppure abbiamo fallito, perchè mancava qualche cosa, la politica, e soprattutto le masse, servivano ancora più masse e se il PCI sbagliò con noi e tanto, ora scapisco che anche noi sbagliammo e tanto con lui. Infine gli anni del riflusso, della rimonta della destra, gli anni delle confitte e del mio senza casa, troppo chiusi nella loro identità i vari partitini, Dp in testa, con il suo falso orgoglio di quei professorini della sinistra che hanno la vera fede in mano, che stupidi. Restava il Manifesto, almeno quello non tradiva e non era supponente. Infine il bagliore del post Bolognina. Il Movimento per la Rifondazione, mi piacque subito, anche con certi personaggi che poi per fortuna se ne andarano con tutto il loro bagaglio retrò, di idolatrie di immaginette e di parole e il loro opportunismo nei fatti, rimase la Rifondazione di Livorno , quella della rifondazione del pensiero per la rivoluzione, quella dei movimenti, del nuovo , del rifiuto del vecchio, degli errori ed orrori del ‘900, quella era la mia Rifondazioine, la ricerca, la scoperta, la nonviolenza non come scelta opportunistica, ma di vita e politica, scoprire nuove vie per capire il presente, la riscoperta del marxismo originale, del suo uso per “vedere” il presente, la comprensione che il mondo è cambiato, tanto, tantissimo e che la riproposizione di vecchie vie, vecchi steccati, vecchie ideologie di copia incolla era cosa prima che inutile stupida , da politici falliti nel loro compito di rinnovare, ed infine la delusione di un partito che si riavvolgeva sempre più in se stesso, dove alle mase si sostituivano le cariche, i posti, i sicuri e pingui assegni di fine mese, mentre il nostro popolo marciva e continua a marcire nel precariato o nell’espulsione dal lavoro. Infine la delusione nel vedere che coloro che più di tutti rappresentavano tutto questo si mettevano la maschera dei salvatori, dei puri, dei garanti della fede e la riproposizione di vecchi recinti salvivici con la maschera di un passato sociale che avevo gia visto e vissuto giorno dopo girno e di cui avevo vissuto anche il fallimento. Tutto qui, caro compagno che poco capisci se non la tua capacità di non capire. Le tue frasi sono retoriche, si autocompiacciono di se stesse, usi paroloni senza senso e senza riferimento a ciò che scrivi, rileggiti qualche volta e arrossisci, se ancora ci riesci, della tua retorica senza senso, e se puoi leggiti qualche librettino di Marx o di Lenin, o di Gramsci e arrosisci di nuovo di fronte alla loro semplicità, loro non hanno bisogno di paroloni per annichilire chi li legge, perchè appena li leggi sai subito di essere davanti a qualcosa di diverso, allo scritto di una mente diversa, con parole semplici, nonostante fossero dei geni.

  5. mau68 said

    mi dispiace per te! non capisci neanche l’artificio retorico scherzoso!
    so benissimo che sei nato nel 1950… come ti ho già risposto in altri siti (con altri nomi da te usati… ma con la tua solita veemenza/violenza) che Luperini non ha mai insegnato Filosofia a Pisa ma letteratura in Sicilia e a Siena (potrei parlarti del Centro Carlo Marx di Cazzaniga e La Grassa, docenti alla Sapienza… Luperini a Pisa ha studiato e fondato la Lega dei Comunisti della Toscana -dopo la rottura del PO pisano- con punti di forza a Massa Carrara, dove ha insegnato Sofri; a proposito la Lega toscana non era m-l ma piuttosto guevarista… Luporini ha insegnato a Firenze mai a Pisa; ti ho già riferito che il prof. era Sainati, con le sue bellissime lezioni sul “servo” e il “padrone” … vedi Fenomenologia della Natura e Fenomenologia dello Spirito di Hegel; inoltre potrei parlarti dell’unico prof. che faceva studiare i “quaderni del carcere” di Gramsci -in particolare “fordismo e americanismo” in parallelo con G. Bruno e Hume)… potrei stupirti parlandoti dello scantinato-sede di Lc alla Garbatella! o di quel piccolo gruppo “Unità Operaia” laziale che si fuse con la Lega toscana poco prima di aderire a Dp; inoltre ti invito a leggere -per una riflessione sul Marx dei manoscritti del 1844 e dell’operaismo italiano- il volumetto “Raniero Panzieri. Un uomo di frontiera”, Coedizioni Edizioni Punto Rosso / Carta, pp. 300, Contributi di: Gianni Alasia, Luca Baranelli, Sergio Bologna, Giorgio Bouchard, Ester Fano, Pino Ferraris, Goffredo Fofi, Nando Giambra, Pinzi Giampiccoli, Giovanni Jervis, Dario e Liliana Lanzardo, Luca Lenzini, Edoarda Masi, Mario Miegge, Giovanni Mottura, Cesare Pianciola, Vittorio Rieser, Pucci Saija Panzieri, Renato Solmi, Mario Tronti ; la prefazione di Marco Revelli

  6. mau68 said

    dimenticavo: il volumetto “Raniero Panzieri. Un uomo di frontiera” è a cura di un certo Paolo Ferrero!

  7. mau68 said

    ps: comunque a parte l’interessante digressione sulla tua vita
    (mancano le tue varie esperienze lavorative per completare il curriculum; non ti preoccupare l’ho comunque recuperato “navigando” in altri 6/7 siti e verificando gli altri user name che usi normalmente:
    non ti sei laureato, lavori come ebanista, hai avuto grossi problemi di salute -di qs mi dispiace-; hai girato varie regioni, sei stato a Viareggio… dove tra l’altro in pineta fanno una bella festa di RC!)…

    non hai risposto alla semplice domanda: “il documento “rif a sinistra è un “vuoto artificio retorico ed opportunistico”?; infatti i due documenti (ferrero e vendola) – a parte alcuni differenti accenti- sulle questioni strategiche nel medio periodo (prc, rapporti con il Pd e le altre organizzazioni della sinistra) sono di fatto sovrapponibili… dovresti spiegarmi come sia possibile rinunciare ai “principi fondamentali”, non in un documento politico qualsiasi ma in quello che i dovrebbe impegnare quasi centomila compagne/i iscritte/i- ed essere la base su cui “andare alle trattative” con le altre organizzazioni? Si può addivenire a “concessioni” sulle questioni tattiche ma… in un documento politico, di tale importanza, non è possibile scrivere -per coerenza logica e correttezza politica- che il “fine strategico collettivo” è rafforzare -sia nell’immediato che nel futuro- il “rilancio del progetto strategico di Rifondazione Comunista e che Il nostro rapporto con il Pd non può che partire dall’autonomia progettuale e politica del nostro partito ed è indispensabile relazionarsi ad esso in alternativa rispetto al suo progetto strategico”, pensando tutto il contrario! o forse sì?

  8. nonviolento said

    Mica ho detto che ho studiato con loro. L’unico docente che ho citato è Badaloni. Infatti quello che tu citi,non è il primo documento, ma le sua riedizione, se parli di mozioni, tanto che parlamo di plagio. La Lega era Ml, in fondo facevo scuola di partito in una delle sue sedi, stampavo anche i librettini, certo se tu copnsideri ml le buffonate di servire il popolo, allora hai ragione, noi non eravamo così, ma un po’ professorini si, infatti poi avvenne la scelta classica. Ho citato due nomi a caso,ne avrei potuto citare tanti altri. Ma perchè,viste le tue citazioni, non hai mai trovato il partito sociale così identico a Prendiamoci la Città. Con le conoscenze che hai avrebbe dovuto balzarti agli occhi, o forse, sotto sotto, anche tu hai capito che era solo fumo in faccia, per rendere baldanzosa una campagna precogressuale. Ma tu citi i documenti su cui si è votato, sinceramente non li ho letti dopo averli ascoltati in televisione, perchè ho sempre capito, da quando esiste Rifondazione che sono solo fogli scritti, null’altro. Gli unici importanti sono le tesi o le mozioni, quelli sono solo formule tattiche per le alleanze congressuali, strano che tu non lo abbia ancora capito, forse sei ancora un poco credulone?

  9. mau68 said

    hai poca memoria…
    -a quei tempi la definizione M-L era riferita solo al Movimento Studentesco e ai vari partiti ed organizzazioni maoiste e (tendenzialmente staliniste): pcdi linea rossa-nera, ocdi ml, oc ml, pcdi lotta di lunga durata, centro lenin delle puglie, linea proletaria ecc. e tutte le varie correnti dopo la scissione; l’Uci poi pc-ml, detta servire il popolo non fa parte di questa tradizione, era celebre perché avevano aderito a qs organizzazione i vari bellocchio, santoro ecc cioè registi giornalisti, brandilari il suo capo è finito miseramente in cl; alla tradizione m-l (nel senso sopra richiamata pcdi ecc) non ha mai appartenuto la Lega toscana: Romano Luperini e Ivan della Mea (di fatto i fondatori) provengono dalla formazione del PO pisano che partecipò alla famosa assemblea di Torino “Movimento operai-studenti di Torino” da cui nacque Lotta Continua … la lega toscana era chiaramente meno “spontaneista” (definizione di allora) di Lc, ma proprio le sue origini cioè il Po pisano nulla hanno da spartire con la tradizione “stalinista di sinistra” alla base delle formazione m-l;
    -per quanto riguarda “prendiamoci la città” ti ho già detto in altri siti (ad uno dei tuoi user name) che ha le sue origini nella cultura dei “principi del socialismo” togliattiano, che a sua volta le aveva riprese dalla tradizione socialista del 1800 (che a sua volta le aveva riprese dalle varie esperienze comunitarie del cristianesimo e dalle esperienze comunistiche del ‘500): è infatti alla base delle cooperative di mutuo soccorso fine ottocento ed inizio novecento e della cooperazione sorta in emilia romagna e toscana (ma anche in liguria: vedi l’esperienza dei camalli) tutte finite in imprese “capitalistiche di sfruttamento” (porto) o in finti soci super sfruttati e senza diritti… senza parlare delle cooperative di consuno finite nelle iperccop! come vedi niente di nuovo sotto il sole…
    se vuoi informarti comunque l’idea di partito sociale proviene dal partito del pomodoro (di origine ml – maoista!) olandese… che riflette tutte le esperienze storiche di fine ‘700 e del ‘900 delle società operaie mutuo soccorso e e delle “case del popolo” delle cooperative di acquisto e consumo ecc…
    -riguarda al documento finale ammetti che è falso, ipocrita e tendenzioso: si fa votare i rappresentanti di quasi 100mila iscritte/i raggirandoli!! mentre i vecchi, sporchi e schifosi comunisti identitari ed ex dp sono così stupidi da scrivere quello che pensano, gli altri (eroi senza macchia) scopiazzano a mani basse dagli altri pur di vincere: e questa sarebbe l’idea della nuova società… che avete!!!
    ma non riesce a dire niente di meglio oltre a dire che sono un credulone! infatti non essendolo ho preferito votare l’originale piuttosto che “una brutta copia ipocrita e falsa”!

  10. uff..comunisti, comunisti..state sempre a discutere e mai a concretizzare. Poi vi lamentate che perdete.

  11. rifondazioneperlasinistra said

    Ragazzi, che palle. Fate in modo che non sia tentato di ‘chiudere’ i commenti o di ammetterli solo per i registrati e tolga l’account di autore a qualcuno. Fate i buoni…

  12. rifondazioneperlasinistra said

    quoto in toto il post de ‘Ilsarcotrafficante’ eccheccazzo

  13. Bella democrazia nella sinistra. Davvero bella.
    Continuate così e Silvio starà al potere per altri 20 anni.
    Tanto quando muore quello.

  14. Marco Traffico said

    Trafficante, dio silvio è eterno. non muore mai. tanto eterno, che ci sarò ai suoi funerali a cantare bandiera rossa ed a recitare salmi di ringraziamento al signore per avercelo tolto di torno (anche se in ritardo).

  15. Ahimè. Dovrai essere tanto eterno quanto lui.
    E purtroppo non è possibile.

    Peraltro, meglio un Berlusconi oggi che un Veltroni domani.

    Quindi, sbrigatevi a fare un partito VERO di sinistra, che non abbia paura di dire quello che pensa e che sappia trascinare la gente DAVVERO. E basta con ste discussioncine sul logo del partito, o sugli avi del socialismo. gli americani dicono: GET REAL.

    Appunto, GET REAL. E allora, FORSE, ritornerete in parlamento.

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