Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Rifondazione per la Sinistra nasce anche in Umbria, da subito

Posted by rifondazioneperlasinistra su 30 agosto 2008

VENDOLIANI PRONTI A DIRE LA LORO: ” RAPPRESENTIAMO NELLA REGIONE IL 40% DEL PARTITO “.
PERUGIA – ” Rifondazione per la Sinistra nasce anche in Umbria, da subito “.
Dopo il congresso nazionale di Rc che ha visto la supremazia  di Ferrero l’ala legata a Nichi Vendola passa al contrattacco.
In una nota gli esponenti di Rifondazione per la Sinistra considerano ” l’esito del congresso nazionale un arretramento serio nella capacità di innovazione del progetto politico e culturale della rifondazione comunista anche in relazione alla storia stessa di questa comunità politica, ma soprattutto una battuta d’arresto nel processo necessario ed urgente di ricostruzione unitaria della sinistra italiana “.
Anche in Umbria pertanto i tanti sostenitori del Manifesto per la Rifondazione, il documento congressuale di Nichi Vendola, annunciano di dar ”  subito vita all’area politico-culturale ” Rifondazione per la Sinistra “.
Riteniamo che il quadro e la vicenda politica che si sono consumati a Chianciano vadano nella direzione esattamente opposta, riproponendo tendenze minoritarie ed identitarie, nonche sterili ed improduttive esercitazioni di pura fraseologia ideologica che recidono la stessa storia di Rifondazione Comunista per come l’abbiamo conosciuta noi e per la quale abbiamo dato un costante contributo”.
Anche in Umbria – sottolinea ancora la nota di Rifondazione per la Sinistra – ci adoperemo non tanto perché inciampi il quadro dirigente che ha sposato le posizioni di Chianciano, ma lavoreremo per preservare una prospettiva che questo gruppo dirigente non garantisce più appieno. E’ lo stesso esito del congresso a chiamarci a queste responsabilità, consapevoli di essere in Italia una buona metà del partito ( il 47%) ed in Umbria il 40%. Metteremo da subito in campo iniziative politiche che guardino alla stessa formazione politica e culturale quale elemento centrale e qualificante sia nella cura della nostra comunità politica, sia nel processo di ricostruzione unitaria del campo largo della sinistra  politica e sociale, aprendo e riaprendo legami con la società, predisponendoci all’ascolto e all’indagine sociale della realtà umbra “.
” Vanno rilanciate – sottolineano infine gli esponenti di ” Rifondazione per la Sinistra ” – a questo proposito e da subito le varie esperienze di ” Case della Sinistra ” e sosteniamo l’ulteriore necessità di aprire spazi e luoghi nuovi della politica e della società in grado di rilanciare partecipazione politica, aggregazione e mobilitazione, formazione culturale e tensione morale “.

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28 Risposte to “Rifondazione per la Sinistra nasce anche in Umbria, da subito”

  1. Marco Renzini said

    Riporto questa recente intervista al segretario regionale ancora in carica del PRC dell’Umbria Stefano Vinti ( mozione Ferrero al Congresso di Chianciano ).
    Tra i vari temi affrontati mi pare di capire che tante e serie siano oggi le sue preoccupazioni per le sorti presenti e future del Prc e della Sinistra nella nostra Regione.
    Vinti fotografa abbastanza bene la situazione attuale in cui si trova il PRC in Umbria e le enormi difficoltà che la ” nuova ” maggioranza ” congressuale di cui fa parte sta incontrando nel mettere in pratica la ” linea congressuale ” uscita maggioritaria dal congresso di Chianciano.
    La fonte è il quotidiano online Umbrialeft del 22 agosto 2008 che riprende un articolo del Corriere dell’Umbria.

    VINTI: ” COMPAGNI, RESTIAMO UNITI NEL PARTITO “.

    Anche per Rifondazione comunista l’autunno sarà caldo.
    Fra una settimana inizierà la discussione negli organismi dirigenti per definire gli assetti delle segreterie provinciali, Un primo passaggio che dirà se la tregua estiva interna al partito è finita. A fine ottobre si celebrerà il congresso regionale che potrebbe sancire anche in Umbria la rovinosa rottura fra la maggioranza del partito guidata dal segretario nazionale Paolo Ferrero e i vendoliani che hanno nel presidente del consiglio regionale Mauro Tippolotti l’esponente di spicco. Tippolotti di è preso una settimana di vacanza ed è, neanche a dirlo, in Puglia, nel regno di Nichi Vendola. Invece il segretario regionale Stefano Vinti è rimasto a casa per tutto il torrido agosto a tenere alta la bandiera di un partito spolpato dalle elezioni e fatto a fette dal congresso nazionale. Intanto il 5 settembre verrà Ferrero a Marsciano, per la locale festa di Liberazione.

    LA SITUAZIONE E’ ANCORA MAGMATICA E CONFUSA, MA SEMBRA UN’IPOTESI REALISTICA, SE NON ADDIRITTURA IMMINENTE, L’USCITA DEI VENDOLIANI DAL PARTITO, IN UMBRIA COME ALTROVE. LE RISULTA, VINTI ?

    Al momento no. Ribadisco che la nostra proposta è sempre la stessa: un governo unitario del partito.

    MA DOPO IL CONGRESSO NON SIETE SEPARATI IN CASA ?

    Per quanto ci riguarda il congresso è finito. Non mi sembra che in Umbria ci siano divisioni strategiche così profonde da impedire che si possa governare insieme il partito. l’appello è rivolto ai compagni della mozione due che fa capo a Vendola.
    Non credo che la dialettica nazionale debba meccanicamente essere riprodotta nei territori. Rifondazione in Umbria si è sempre distinta per l’iniziativa politica, il rapporto con il centrosinistra, per una storia da cui proveniamo tutti.
    Sarebbe strano non tenerne conto. Se ci fossero opzioni politiche differenti potrei capire, ma non mi sembra che ci siano. Il partito ha in Umbria una autonomia che non va svilita.

    IL GOVERNO UNITARIO IN CHE COSA DOVREBBE SOSTANZIARSI ?

    Nella condivisione, pur nella dialettica interna, di una analisi e di un progetto politico. Nell’assunzione di responsabilità all’interno degli organismi esecutivi.

    L’AUTONOMIA POLITICA CHE LEI RIVENDICA PER IL PRC VALE ANCHE PER L’ALLEANZA CON IL PD ?

    Vale anche per questo. Il rapporto col Pd è determinato dalla condivisione del progetto politico, che deve partire dall’analisi del dove siamo arrivati per arrivare a definire cosa vogliamo fare. Per quanto riguarda i contenuti, ritengo si debba costruire da un lato la reindustrializzazione dell’Umbria che metta in subordine le tre ” C “, cavatori, cementieri e costruttori e dall’altro ripensare il suo sistema sociale. Su questo vogliamo confrontarci.

    QUINDI, NON CI SARA’ UNA MESSA IN DISCUSSIONE A FREDDO DELLE GIUNTE DI SINISTRA ?

    Assolutamente no. Ma dobbiamo capire, a fronte di un imminente federalismo, cosa è l’Umbria, cosa vorrà fare da grande e anche il capoluogo che partita vorrà giocare fra Firenze, Ancona e Roma. Sul tavolo ci sono cose sostanziose. Questo è un passaggio di fase decisivo, con la crisi, la recessione economica, il federalismo e con un cambio totale della classe dirigente nelle amministrative del 2009. Non saranno elezioni ordinarie, incideranno per i prossimi dieci anni.
    Per questo dico a tutti i compagni del Prc di non riprodurre meccanicamente in Umbria le divisioni nazionali.
    Devono unirci la nostra grande storia e le grandi sfide.

    IN QUESTE SETTIMANE C’è UN GRANDE CORTEGGIATO SULLA SCEMA POLITICA UMBRA. E’ L’ITALIA DEI VALORI. SI PARLA DA GIORNI DI ESPONENTI STORICI DELLA SINISTRA UMBRA, COME L’EX SENATORE PAOLO BRUTTI, IN PROCINTO DI FARE IL TRASLOCO NEL PARTITO DI DI PIETRO IN TEMPO UTILE PER LE PROSSIME ELEZIONI. CON LUI UN BRANDELLO AFFEZIONATO DELLA SINISTRA DEMOCRATICA UMBRA. L’IDV POTREBBE FARE LA PARTE DEL LEONE ALLE AMMINISTRATIVE, PRENDERSI I VOTI DA VOI PERDUTI,
    C’E’ DI CHE PREOCCUPARSI.

    Se prenderà più voti vuol dire che la gente glieli vuol dare. Con l’Idv siamo d’accordo su alcuni questioni, ad esempio sul referendum contro il lodo Alfano, su altre come le questioni sociali non lo siamo. Il problema è sempre lo stesso: il progetto politico, il cosa vogliamo fare. L’Idv è un alleato dentro una coalizione più ampia. Il nostro impegno è creare, intanto con Sinistra Democratica e PDCI, ma anche con i sindacati, con l’associazionismo, un orientamento politico, condividere un’analisi, una prospettiva, ma anche una pratica politica. Se il Prc e la sinistra troveranno compagni di strada, perché no ?

    L’IDV E’ VISTA ANCHE COME PUNTO DI RIFERIMENTO DEL PROTAGONISMO CIVILE CHE VUOL TORNARE IN CAMPO CON LE LISTE CIVICHE. ANCHE IN QUESTO CASO E’ TRANQUILLO ?

    Le liste civiche non sono un’ossessione. Fino a che non verranno definiti quadro politico e coalizione, penso che esista la reale possibilità che in questa fase ognuno, ritenendosi l’ombelico del mondo, si preoccupi del proprio particolarismo. Io non credo che avventure di questo tipo serviranno. Chi le vuole intraprendere è molto ceto politico alla ricerca di una collocazione. Di spinta popolare ne vedo poca.

    INSOMMA, FIDUCIA NEL SOL DELL’AVVENIRE ?

    Una cosa mi preoccupa ed è l’inerzia del Pd, la sua mancanza di iniziativa politica che alimenta frantumazioni, sfrangiamenti, ricerche personali di ricollocazioni. Volenti o nolenti è destabilizzante sia per il centrosinistra che per il centrodestra. Il mio è un invito: il Pd si assuma la responsabilità di costruire la coalizione, verificando se ci sono le condizioni attraverso tavoli di confronto. Se riprenderà in mano l’iniziativa politica, le liste civiche faranno meno presa.

    LUCIA BARONCINI
    IL CORRIERE DELL’UMBRIA

  2. nonviolento said

    questa è la dimostrazione pratica di come una cosa che sembra radicalissima, si trasforma poi in un opportunismo tattico che fa gli interessi non della sinistra, ma del PD. Infatti ragionare solo su scelte territoriali e non nazionali, come è stato deciso dalla attuale maggioranza fa appieno il gioco di chi decide qui si là no. Infatti è il PD a scegliere se ad esso si lascia il pallino delle alleanze locali, al contrario se si pone di fronte ad esso un chiaro programma di base a livello nazionale, che poi si articolerà luogo per luogo, questa scelta viene bannata e sarà solo sua la esponsabilità del rifiuto e della eventuale sconfitta. Come la solito i duri e puri sono null’altro che la stampella opportunistica del peggior riformismo.

  3. Ciò che più rattrista, conoscendo personalmente la sensibilità e l’idealità di molte/i compagne/i vicini a Ferrero, così come diverse/i compagne/i che da tempo si riconoscono in posizioni più “intransigenti”, quanto inconsapevolmente (che non può rappresentare una scusante ma casomai, trattandosi di attivisti politici, un’aggravante) agevolino così la strada ad opportunismi (e relativi opportunisti) in misura nettamente maggiore del passato e soprattutto ostacolino – anzichè favorirlo – un ricambio della classe dirigente del partito proprio nel momento storico in cui proprio da tale ricambio dipende la sopravvivenza stessa di una “legittimata forza politica di sinistra”.
    Una ragione in più per essere parte attiva di un processo che cambi questo stato di cose.

  4. nonviolento said

    E’ l’aspetto più grave, questa tattica della scelta situazione per situazione è la ciliegina sulla torta per tutti quelli che hanno vissuto fino ad oggi il partito come un postificio. Assessori e consiglieri che , in molti casi, ricoprono ruoli non in modo politico, ma solo come posto di lavoro, personaggi che hanno fatto dell’essere dentro Rifondazione una scelta di lavoro ed hanno impostato scelte di vita personale facendo leva sulle opportunità di lavoro del partito. I casi sono tantissimi, ma questa soluzione li avvantaggerà, saranno loro infatti ad avere il pallino della scelta e stai pur sicuro che saranno molte di più le alleanze che non il contrario, solo opportunismo e posto sicuro e ben pagato per altri 5 anni, alla faccia di quelli di pensano in basso a sinistra. Con questo non voglio qui affermare che dalle nostre parti è tutto oro che luccica ognuno ha le sue croci, ma almeno da chi si professa puro e duro certi metodi stonano alquanto. Solo in apparenza, tutti noi che frequentiamo il partito da anni ed anni sappiamo benissimo che è proprio delle parti più identitarie, non ortodosse a loro va almeno dato un segno di coerenza, che si annidano i peggiori opportunismi.

  5. I VENDOLIANU NON ENTRANO NEGLI ORGANISMI DIRIGENTI DEL PRC said

    Dal quotidiano IL CORRIERE DELL’UMBRIA di oggi giovedì 11 settembre:

    I VENDOLIANI NON ENTRANO NEGLI ORGANISMI DIRIGENTI DEL PRC.

    TIPPOLOTTI: ” NON FUNZIONA IL ” VOLEMOSE BENE “.

    Di Lucia Baroncini

    PERUGIA – Si sono visti lunedì sera, la prima riunione dopo il dilaniante congresso nazionale e la lunga riflessione agostana. I vendoliani, l’ala dei separati in casa di Rifondazione comunista, anche in Umbria cercano di riprendere in mano il bandolo della matassa.
    ” Ma questa è ancora una fase interlocutoria ” avverte Mauro Tippolotti, presidente del consiglio regionale e figura di spicco della minoranza del Prc.
    La fase è di attesa.
    Il 13 si svolgerà il comitato politico nazionale. il primo dopo il congresso, e lì si dovranno eleggere gli organismi che il partito guidato da Paolo Ferrero vorrà darsi. La nomina della segreteria e della direzione e c’è subito per i vendoliani il problema del che fare, se entrare oppure no nel gruppo dirigente nazionale del partito. In direzione si ma non si sa se anche in segreteria..
    In Umbria invece hanno già deciso.
    All’appello lanciato attraverso il nostro giornale dal segretario regionale Stefano Vinti per un governo condiviso, unitario, del partito, i vendoliani al momento rispondono picche.
    ” No, noi non entreremo negli esecutivi, non abbiamo intenzione di condivere la gestione del partito “, liquida secco Tippolotti.
    Parliamo di esecutivi provinciali perché per quelli regionali occorre aspettare il congresso in autunno. E anche per quanto riguarda la definizione del gruppo dirigente delle due federazioni tutti, maggioranza e minoranza, aspettano la riunione di sabato e quel che deciderà il presidente della Regione Puglia.
    Intanti Tippolotti non la manda a dire: ” Qui non si tratta di rispondere ad un appello – spiega -, che si rifà alla filosofia ” volemose bene “, siamo una grande famiglia “.
    ” Siamo reduci da un congresso lacerante che ha composto una maggioranza la quale non è il risultato di una mozione con una sua legittima posizione politica prevalente sulle altre, ma è la summa di tanti elementi contrddittori, saldati dall’alleanza contro Vendola e il suo 47 per cento dei consensi “.
    Una ferita profonda che soltanto il 27 settembre, al Parco Brin della Garbatella a Roma, i vendoliani decideranno se e come sanare.
    Tippolotti dice che ” il dibattito è così frastagliato, che nulla può essere escluso “, intendendo dire che all’orizzonte c’è anche la possibilità di una uscita da Rifondazione comunista, per far nascere una nuova area di sinistra esterna al partito di Ferrero e una nuova stagione nella galassia rossa falcidiata dal voto di aprile.
    Un’area da strutturare comunque subito all’interno del partito, per pesare nelle decisioni anche in vista delle prossime elezioni europee, quando una soglia di sbarramento probabilmente alta – ad esempio, il 5 per cento – renderà indispensabile ogni apporto per il recupero dei consensi perduti.
    Insomma nell’attesa di scelte nazionali, anche per i vendoliani umbri c’è Aventino.
    ” Vedremo cosa accadrà il 13 e il 27 settembre – dice cauto Tippolotti -. L’uscita dal Partito è una prospettiva, anche se non ci sono ancora le condizioni. Intanto si può stare senz’altro sull’Aventino anche restando dentro Rifondazione comunista “.
    Sicché il Prc umbro va avanti con un governo interno tutto in mano ai ferreriani,
    ” Noi rispettiamo la titolarità del partito ” afferma il presidente del consiglio.
    Anche agli incontri con le altre forze della sinistra che si tanno snocciolando in queste settimane, i vendoliani staranno a guardare.
    ” Immagino che il gruppo dirigente sarà coerente – dice infine Tippolotti- alla linea fissata dal congresso. La posizione ufficiale è verificare caso per caso e agire sui programmi . Mi sembra una cosa abbastanza farisaica “.
    Si vedrà presto come la linea verrà applicata in Umbria.

  6. I VENDOLIANI NON ENTRANO NEGLI ORGANISMI DIRIGENTI DEL PRC, said

    Forse per rendere più comprensibile e leggibile questo articolo del quotidiano anche a chi non abita in Umbria e quindi non conosce le vicende locali è bene ricordare:
    nella regione ci sono due province e quindi due Comitati Politici Federali.
    Nei congressi di circolo nella federazione di Perugia ha prevalso la mozione N° 1 ” Rifondazione in movimento ” con il 63,5%, nella federazione di Terni invece la mozione n° 2 ” Manifesto per la Rifondazione ” con il 51,9 %.
    Il congresso regionale si svolgerà entro il mese di ottobre.

  7. MARIA RITA MANFRONI su PRC in UMBRIA e alleanze. said

    Dal settimanale TUTTOPERUGIA di questa settimana, in un articolo a firma ALESSANDRA BORGHI, ecco alcune dichiarazioni del capogruppo del PRC nel Comune di Perugia MARIA RITA MANFRONI, area ” Rifondazione per la Sinistra “.

    L’argomento di cui si discute sono le elezioni amministrative in Umbria del prossimo anno. Nella regione si rinnoveranno due consigli provinciali, la gran parte dei comuni tra i quali anche quelli dei due capoluoghi, Perugia e Terni, quasi tutti con maggioranze di centro-sinistra, con il PRC attualmente al governo.

    ….Circa la possibilità di una spaccatura del PRC non giungono conferme neanche da parte di Maria Rita Manfroni, capogruppo in consiglio comunale ma dell’area vendoliana.
    ” A settembre – dice – Manfroni avremo un seminario nazionale della nostra area e vedremo. Io resto convinta che Rifondazione ha una responsabilità prioritaria: ricostruire la sinistra per far fronte ai problemi di una società in grave difficoltà. La preoccupazione non può più essere quella di far sopravvivere un ceto politico già bocciato dall’elettorato. Bisogna superare questo giudizio di inutilità anziché parlare del partito “.
    Si sente che il capogruppo sta vivendo un momento di attesa: non sarà semplice capire fino a che punto l’area politica costituita per realizzare l’obiettivo di una nuova soggettività politica possa continuare a vivere all’interno della Rifondazione di Ferrero.
    ” Una Rifondazione che sto vivendo come asfittica – non nasconde Manfroni – rispetto ad una strategia disegnata in realtà da oltre dieci anni. Non si stanno cercando nella società le ragioni dell’esistenza del partito, ma si innesca un ritorno indietro identitario “.
    Manfroni non si sente al momento nella posizione più adatta per parlare di alleanze, ma resta coerente con il passato: ” Il Pd non può considerare gli alleati come subordinati. Se vuole essere autorefenziale nei programmi, io davvero non ci starei “.

  8. Coordinamento regionale Umbria " Rifondazione per la Sinistra " said

    RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA UMBRIA

    Domani martedì 23 settembre 2008, alle ore 21, presso la Federazione Provinciale di Perugia del PRC, via campo di Marte 8, si riunisce il coordinamento regionale dell’Umbria dell’area politico-culturale RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA.
    Saranno presenti i rappresentanti di tutti i circoli delle due Province di Perugia e Terni.
    Tra i temi in discussione la presenza alla manifestazione di Roma ” LE BELLE BANDIERE “. LA SINISTRA DELLE LIBERTA’ CONTRO LA SOCIETA’ DELLA PAURA che si terra’ sabato 27 settembre e la manifestazione nazionale dell’11 ottobre sempre nella capitale contro le politiche del governo Berlusconi.

  9. UMBRIA; UNA NUOVA SINISTRA PER UN NUOVO CENTROSINISTRA. said

    Una nuova sinistra per un nuovo centrosinistra anche in Umbria

    Giovedì 9 Ottobre, si è riunito a Perugia il coordinamento regionale di Sinistra Democratica ed ha confermato, in primo luogo, l’impegno del movimento per la partecipazione alla manifestazione di domani, Sabato 11 Ottobre, a Roma.
    “ A Roma ci saremo soprattutto nell’interesse dell’Umbria, contro le scelte di questo governo (in particolare sulla scuola), contro le leggi ad personam come il lodo Alfano per il quale contribuiremo alla raccolta di firme per il referendum abrogativo, contro l’ondata xenofoba e razzista che si è scatenata nel nostro paese”.
    Il coordinamento ha incentrato la propria discussione sulla difficoltà delle forze del centrosinistra a proporre un’iniziativa di opposizione e di contrasto all’azione del governo e soprattutto come questa difficoltà sia determinata prevalentemente da contraddizioni e divisioni che, in questa fase sarebbe opportuno superare nell’interesse generale del paese.
    Anche in Umbria, come in Italia, le risposte della sinistra alla propria crisi di consenso e di ruolo seguita alle elezioni parlamentari dello scorso Aprile rischiano di non essere adeguate alla gravità della situazione.
    Per questo Sinistra Democratica avanza, per l’Umbria, la proposta di costruire, partendo dai contenuti e su basi programmatiche condivise, l’unità delle forze della sinistra con l’obbiettivo di aprire un confronto ed una competizione culturale e politica con il Partito Democratico per la costituzione di un nuovo centrosinistra.
    Un nuovo centrosinistra che affondi le proprie radici nella storia politica e nel patrimonio culturale della nostra Regione e che unitamente alla valorizzazione dei tanti elementi positivi che hanno caratterizzato l’azione di governo delle sinistre introduca i necessari tratti di novità e di discontinuità.
    Sinistra Democratica esprime la convinzione che non percorrere con la necessaria generosità questa strada apra la possibilità di un governo del centrodestra per molte città umbre con una situazione senza precedenti ma, soprattutto, possa rappresentare la cancellazione definitiva di un’esperienza storica come quella della sinistra umbra.
    Anche in occasione delle recenti elezioni parlamentari mettemmo in guardia sul rischio che, per una serie di cause fra cui i ritardi con cui fu varato e la scarsa convinzione con cui venne sostenuto il progetto della Sinistra Arcobaleno, nel nostro paese avrebbe potuto verificarsi la scomparsa della sinistra politicamente rappresentata; purtroppo fummo facili profeti.
    Sarebbe imperdonabile sottovalutare una seconda volta i rischi presenti nella fase che stiamo per affrontare.
    Per questo Sinistra Democratica invita gli altri Partiti e le Associazioni della sinistra umbra nonché i singoli cittadini interessati a questo progetto, in tutte le città ed in tutti i territori della Regione, a proseguire, laddove fosse stato già avviato, o ad iniziare un lavoro di valutazione comune e di confronto per conseguire l’aggregazione delle forze della sinistra.

    Perugia, li 10.10.2008

  10. PERUGIA: RIUNIONE REGIONALE " RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA ". said

    Riporto l’SMS che mi è appena arrivata:

    MARTEDI’ 14 ottobre, ore 18, presso la Federazione Provinciale del PRC, via Campo di Marte 8. Perugia, riunione del coordinamento regionale dell’area politico-culturale ” Rifondazione per la Sinistra “.

  11. FOLIGNO ( PG): SCUOLA INIZIATIVA DEL PRC VERSO LO SCIOPERO GENERALE. said

    16/10/2008

    Scuola/ Iniziativa del Prc di Foligno verso lo sciopero generale.

    FOLIGNO – Il circolo di Foligno del Prc si mobilità in vista dello sciopero generale per la scuola del 30 ottobre. Lo fa promuovendo un’assemblea pubblica per venerdì 24 ottobre, alle ore 16, presso la Sala della Corte in Piazza della Repubblica, alla quale sono invitati in modo particolare studenti e docenti delle scuole di Foligno.

    “La scuola pubblica è in pericolo! Verso lo sciopero generale del 30 ottobre”: questo l’ordine del giorno della manifestazione, che verrà presentata da Ivano Bruschi, capogruppo Consiliare Prc Foligno, e coordinata da Silvio Impegnoso, per i Giovani Comunisti di Foligno.

    Sono previsti gli interventi di Roberto Iovino, Coordinatore Nazionale UDS (Unione degli Studenti); Moira Rosi, della Flc Cgil (Camera del Lavoro di Foligno); Prof. Walter Fusi, direttore scolastico del IIICirc. Didattico Foligno (Scuola Elementare di Via M.Cervino).
    Sono invitati studenti e docenti delle scuole di Foligno

    Le conclusioni sono affidate ad ELISABETTA PICCOLOTTI, portavoce nazionale Giovani Comunisti.

  12. Giuseppe Ricci (SD): C'è un popolo che vuole sentirsi di Sinistra. Dobbiamo rappresentarlo unitariamente. said

    Dal quotidiano online UMBRIALEFT

    Intervista – Giuseppe Ricci (Sd): “C’è un popolo che vuole sentirsi di Sinistra. Dobbiamo rappresentarlo unitariamente”.

    “Una manifestazione quella dell’11 ottobre che ci ridà grande speranza e che soprattutto ci ha dimostrato che la sinistra deve essere unita”: lo ha affermato ad Umbrialeft Giuseppe Ricci coordinatore regionale di Sinistra Democratica che era presente alla manifestazione romana.”

    Il progetto di sinistra democratica resta quello di una sinistra unità? Oppure c’è qualche cambiamento?

    “E’ il nostro unico motivo di vita politica. Noi vogliamo creare e spenderci per questo progetto. E la manifestazione romana ha fatto capire questo: insieme siamo ancora in grado di dare voce ad una realtà di popolo importante”.

    Insieme ma addio alla falce e martello…

    “Questo non è detto. Non vogliamo fare una sinistra che annienta la storia di ognuno. Non vogliamo fare tabula rasa. Dentro la Sinistra che vogliamo ognuno ci deve stare con il suo modo di pensare e con le sue sigle. Senza interferire neanche sui processi dei singoli partiti. Deve essere un percorso”.

    In Umbria come in Italia, il percorso, dopo la delusione de La Sinistra-Aarcobaleno, è ancora lontano da avviare. C’è il rischio di presentarsi ognuno con il proprio simbolo alle amministrative. Che ne pensa?

    “E ancora estremamente prematuro parlare di questo. Comunque, credo che in Umbria ci sono molti territori dove la sinistra è ancora molto forte e quindi si deve andare insieme, sotto uno stesso simbolo”.

  13. ORVIETO: NASCE IL COORDINAMENTO UNITARIO DELLA SINISTRA. said

    Fonte: ORVIETO NEWS

    sabato 04 ottobre 2008

    Nasce il coordinamento unitario della Sinistra. Coordinatore unico Valentino Rocchigiani

    E’ partito con l’assemblea di venerdì 3 ottobre il processo costituente della Sinistra a Orvieto, che ha nominato come coordinatore unico Valentino Rocchigiani, sindaco di Allerona. L’assemblea ha inoltre costituito un coordinamento unitario composto da 40 membri, uomini e donne dell’Orvietano, e da sei rappresentanti delle associazioni di massa che saranno invitati come membri permanenti ai lavori del coordinamento.

    L’Assemblea, presieduta da Ciro Zeno si è aperta con la relazione introduttiva di Paolo Antoniella e, dopo un ampio dibattito, è terminata con le conclusioni di Giuseppe Ricci e con le elezioni del Coordinamento.

    “Una prima fase questa che, dopo le esperienze delle elezioni dei consigli di zona, della Festa della Sinistra orvietana che si è svolta a luglio e di diverse iniziative seminariali, consente di dare forma organizzata al nuovo soggetto politico e di avviare una stagione di confronto sotto il profilo programmatico per il nostro territorio”: questo il commento del neo coordinatore Rocchigiani che ha anche sottolineato l’auspicio che il coordinamento unitario nato a Orvieto possa trovare rapidamente, anche a livello nazionale, una dimensione di unità a sinistra.

    Un processo, questo dell’unificazione della sinistra italiana, che secondo Sinistra Democratica, ARS e una parte di Rifondazione, è indispensabile per ridare al Paese una forza politica di sinistra che sia plurale e aperta alla più ampia partecipazione, ma che prosegua nella tradizione dei valori e dei principi che sono sempre stati alla base dei partiti della sinistra. Su posizioni diverse la parte che fa riferimento alla mozione Ferrero, maggioritaria al congresso di PRC ma non a Orvieto, che intende perseguire una strada più in linea con quelle che sono, per il momento, le scelte nazionali.

  14. UMBRIA: IL CENTROSINISTRA COMPATTO FIRMA LA MOZIONE CONTRO LA GELMINI. said

    http://www.umbrialeft.it
    30 ottobre 2008

    Scuola e Politica – Il centrosinistra umbro compatto firma mozione contro riforma Gelmini.

    Mozione dei gruppi di Pd, Prc, Pdci e Verdi del consiglio regionale sui temi della scuola e dell’universita’ per sollecitare alla giunta ”iniziative affinche’ il Governo riveda la propria posizione sui tagli” programmati, ed ”apra un tavolo di confronto ed ascolto con le istituzioni locali, i sindacati, gli studenti e gli operatori”. Il centro sinistra di Palazzo Cesaroni, critico sul complesso dei provvedimenti del Governo per scuola ed universita’, sollecita i parlamentari umbri ad impegnarsi ”per scongiurarne l’attuazione”, in quanto ”danneggiano l’intero sistema regionale e nazionale”. Per i gruppi del centrosinistra con la legge 133/2008 l’intero sistema di istruzione pubblica viene ”gravemente colpito, considerato solo come capitolo di spesa piuttosto che come settore strategico per la crescita del Paese, con circa otto miliardi di euro di tagli entro il 2012, una diminuzione del personale di 87 mila insegnanti e 42.500 dipendenti Ata”. Per quanto riguarda l’Umbria, nel documento si parla di una riduzione del personale di 1.600 unita’ (900 insegnanti e 696 dipendenti Ata). Il centrosinistra critica anche le misure previste dal Governo per la razionalizzazione ed accorpamentodelle classi di concorso, nonche’ l’aggregazione di istituzioni scolastiche e la loro conseguente soppressione, facendo rilevare che ”per l’Umbria l’accorpamento delle scuole medie e superiori con numero di alunni inferiori a 500 e la chiusura dei plessi con meno di 50 alunni, comportera’ la chiusura di 89 strutture. A farne le spese saranno soprattutto i piccoli Comuni, e Regioni ed enti locali dovranno provvedere a ridurre il disagio degli utenti”. ”Con il decreto legge 154 del 7 ottobre – sottolinea la mozione della maggioranza – si obbligano le Regioni a adottare i piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche di loro competenza entro il 30 novembre”. Queste norme, sono ritenute ”lesive dell’autonomia delle Regioni”, cui la Costituzione affida l’organizzazione scolastica e viene sottolineato positivamente il ricorso alla Corte costituzionale presentato su questo punto dalla Regione Umbria. I gruppi del centrosinistra criticano, infine, i provvedimenti previsti nella legge 133 del 2008 riferiti a Universita’ ed enti di ricerca e relativi ”al taglio di finanziamento ordinario alle universita’ di 1,5 miliardi in cinque anni, che per un ateneo medio come Perugia potrebbe essere superiore (tra il 2009 e il 2012), ai 25 milioni di euro, al blocco del turn over dei docenti e al rischio di trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato”.

  15. PERUGIA, SINISTRA DEMOCRATICA: " Pensiamo ad una città non più prigioniera dal cemento ". said

    Dal quotidiano online UMBRIALEFT
    http://www.umbrialeft.it

    5/11/2008

    Sinistra democratica a convegno: “Pensiamo ad una Perugia non più prigioniera del cemento”.

    Arrestare la “cementificazione” delle periferie e ridare ruolo e funzioni al centro storico: è questa una delle principali proposte che Sinistra Democratica di Perugia intende presentare, nell’ambito dell’incontro pubblico “Ripensare Perugia,: un nuovo modello per la città”, programmato dallo stesso movimento per venerdì prossimo 7 novembre, a partire dalle ore 17 alla Sala della Partecipazione della Provincia. All’incontro parteciperanno i vertici del Movimento Sinistra Democratica e i rappresentanti dei partiti, di associazioni e organizzazioni cittadine. “Abbiamo un giudizio critico sullo sviluppo della città e sui metodi di governo; – è detto in un comunicato – vogliamo offrire una sede di discussione e siamo pronti a mettere la nostra forza al servizio di un programma di svolta”. Abbiamo un giudizio critico sullo sviluppo della città: troppo “cemento” ha ingolfato le periferie, mentre si svuotava il centro storico. L’Amministrazione è stata spesso chiusa e arrogante. La nuova Amministrazione dovrà cambiare i contenuti ma anche i metodi di governo: ripensare Perugia e essere aperta all’ascolto della città e in sintonia con essa.

    Sinistra democratica, con questo convegno, vuole offrire una sede di riflessione e discussione a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra città e vogliono impegnarsi per cambiarla e migliorarla e mette la sua forza a disposizione di questa prospettiva.

  16. Nel merito delle proposte avanzate da Sinistra Democratica nell’incontro pubblico tenutosi nella sala della Partecipazione della Provincia di Perugia il 07 novembre scorso ritengo che non si possano che condividere gli obbiettivi di privilegiare il recupero ed il pieno utilizzo del patrimonio esistente contenendo l’espansione edilizia, di aumentare la densità abitativa del centro storico favorendo la residenza e sostenendo le attività commerciali di prossimità che caratterizzano tale tessuto, di riqualificare le aree degradate e di potenziare la rete di infrastrutture.
    Come risultano condivisibili gli obbiettivi di favorire una maggiore integrazione sociale ed etnica e di valorizzare l’offerta culturale, anche implementando le strutture pubbliche destinate a tali usi.
    Tuttavia, se è sicuramente importante perseguire – anche attraverso politiche urbanistiche selettive – il miglioramento della qualità urbana dei centri abitati presenti sul territorio comunale, credo altresì che proporsi obbiettivi come quelli precedentemente menzionati implichi necessariamente affrontare anche il tema delle risorse necessarie alla loro attuazione che, nel particolare contesto economico attuale (includendo in esso anche i limiti derivanti dal patto di stabilità e dalle leggi nazionali in materia di contenimento del debito pubblico, come l’abolizione dell’I.C.I. sull’abitazione di residenza), non sono certamente facili da reperire.
    Non è infatti un caso che da alcuni anni si registri nella maggior parte delle città italiane – incluso Perugia – una difficoltà a mantenere adeguati standard di manutenzione del patrimonio pubblico e, in più di un caso, una flessione del livello qualitativo dei servizi, causati proprio dall’insufficienza delle risorse economiche a disposizione degli enti e che ha “de facto” costretto molte amministrazioni a destinare una parte consistente degli introiti derivati da oneri di urbanizzazione (in genere per una quota compresa tra il 50% e l’80% del loro importo) per la copertura della spesa corrente (sottraendole appunto alla manutenzione del patrimonio) ed analogamente a prevedere negli strumenti urbanistici aree di espansione edilizia per poter continuare a disporre nel tempo – come conseguenza dell’edificazione del suolo – di tale “entrata economica”.
    E sottovalutare il tema delle risorse equivale a correre il rischio – concreto – non solo di non riuscire a dare attuazione alle proposte avanzate, ma anche di non risultare credibili nel sostenerle per la consapevolezza da parte degli interlocutori (i cittadini elettori) dell’impossibilità di concretizzarle, qualora non siano accompagnate da proposte innovative in materia di entrate locali che non accrescano il già alto livello di imposizione fiscale a cui i cittadini sono sottoposti.
    Come credo non aiuti a dare credibilità e autorevolezza alla politica, ed alla sinistra in particolare, l’inadeguatezza nel farsi carico fino in fondo delle responsabilità assunte nei confronti dei cittadini, esprimendo giudizi di merito che travalicano la critica costruttiva prendono apertamente la distanza da un’azione di governo che è anche propria.
    Del resto, per quanto ho potuto constatare per esperienza professionale e politica, il livello di qualità della vita (includendo nella valutazione di essa anche l’offerta culturale complessiva, lo standard dei servizi, la funzionalità del sistema di mobilità, la disponibilità di aree verdi e parchi urbani e più in generale la conformazione del sistema urbano e degli spazi pubblici, etc.) che esprime Perugia è a mio avviso superiore a quello della maggior parte delle realtà contermini e dunque – a mio avviso – ingeneroso esprimere un giudizio negativo su come la città è stata amministrata negli ultimi decenni.

    claudio fondelli

  17. UMBRIA, TIPPOLOTTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE: " IO, L'EMARGINATO DEL PRC ". said

    Dal quotidiano IL CORRIERE DELL’UMBRIA
    di DOMENICA 16 NOVEMBRE 2008
    NELLA PAGINA ” PRIMO PIANO ”

    °°°°°°” IO. L’EMARGINATO DEL PRC “.

    °°°°°°° TIPPOLOTTI: ” TENUTO FUORI DALL’ATTIVITA’ DI DIREZIONE POLITICA ”

    °°°°°°° IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE E’ UN ESPONENTE DI SPICCO DEL PARTITO.

    di LUCIA BARONCINI

    Mauro Tippolotti, lei è figura di spicco dell’area che nel Prc si richiama a Nichi Vendola. In Umbria quest’area sembra ora dividersi fra chi è a favore della scissione da Rifondazione Comunista e chi invece vuole restare criticamente nel partito. Lei, che ricopre anche un ruolo istituzionale importante in qualità di presidente del consiglio regionale da che parte sta ?

    ” Io in questo momento non sono interessato al problema se il Prc si scinderà oppure no. E’ un ragionamento che non mi appassiona, perché fuorviante. Rifiuto un metodo di dibattito che individua nelle singole componenti di un partito i buoni e i cattivi a seconda se uno vuole fare la scissione oppure no. E’ un metodo inutile, strumentale, funzionale solo a chi vuole continuare a guidare il PRC con vecchie logiche di gestione e di analisi “.

    La scissione è un tema all’ordine del giorno?

    ” Non è all’ordine del giorno pur restando sullo sfondo come una delle opzioni possibili. E’ naturale che se c’è una spaccatura radicale nel partito ci dovrà essere anche una soluzione. La maggioranza del Prc tuttavia sta favorendo una discussione politica che non è dentro i contenuti e le questioni alte poste dal congresso ma che tende a collocare le persone in uno scacchiere che divide e disarticola “.

    Un metodo di successo, a quanto pare ?

    ” Posizioni critiche anche nella nostra stessa area sono normali. L’area vendoliana non riesce ancora a trovare una sintesi, pur sforzandosi. Tuttavia ora abbiamo l’associazione ” Per la Sinistra “, per la quale vorrei spendermi e nella quale vorrei impegnarmi “.

    Ma qual’è la sua posizione rispetto ad una eventuale scissione ?

    ” Intanto non è certo Tippolotti, né Manfroni ( assessore al Comune di Perugia – ndr ) a decidere la scissione, che è un processo politico complesso che altri tavoli, altri livelli dovrano definire e decidere “.

    E se altri tavoli, altri livelli decideranno per la scissione, lei cosa farà ?

    ” Vedremo. Io mantengo fermo il contenuto della mia scelta congressuale che fa capo alla mozione di Vendola. E non voglio essere trascinato sul terreno del dove collocarsi, se di qua o di là in caso di scissione. Non ha senso. Vorrei ragionare di politica e approfittare, per questo scopo, della nascita dell’Associazione ” Per la Sinistra “.”

    Lei ha anche un luogo dove ragionare di politica, il Prc, che è ancora il suo partito.

    ” Con il mio partito, fino al congresso di Chianciano, c’è stato da parte mia un rapporto di totale lealtà e collaborazione. Ho mantenuto la mia piena disponibilità, ma nei fatti, in maniera non spiegabile né comprensibile immediatamente, sono stato progressivamente emarginato da un’attività di direzione politica in senso stretto “.

    In che modo ?

    ” Sono stato escluso sia dalla gestione del partito, che da altre scelte, persino da quelle editoriali, come nel caso di ” Umbria left “, giornale telematico di fatto cassa di risonanza della maggioranza dove le posizioni della minoranza o vengono emarginate o utilizzate in maniera funzionale a chi governa il partito. Per non parlare dell’esperienza del giornale del pomeriggio ” La sera “. Anche nella discussione sulle candidature sono stato escluso. Le scelte mi sono state semplicemente comunicate, con la spiegazione che non facevo parte del gruppo dirigente del Prc “.

    Tutto ciò forse perché lei svolge un ruolo istituzionale…..

    ” Ma anche nel mio ruolo di presidente del consiglio non c’è stato coinvolgimento. Mi sono messo a disposizione per dare un contributo sui temi a me propri, come le riforme istituzionali, il referendum, ma non sono mai stato chiamato, mentre in Umbria mi chiamano tutti e ad ogni livello per discuterne. Probabilmente ci sono indicazioni in base alle quali io non devo essere coinvolto. E per quanto mi riguarda sento sempre più la fatica di rapportarmi con il partito “.

    Sta facendo capire che intende uscire dal Prc ?

    ” Sto cercando di dire che non sono io che esco dal partito, ma che è il partito che mi sta emarginando. Il problema non è la scissione. Se c’è qualcuno che deve lamentare una separatezza dal partito, quello sono io “.

    Sul piano politico lei come vede questo momento ?

    ” C’è stato nei mesi scorsi uno sconvolgimento profondo, un autentico terremoto, che ha tolto la sinistra dalla rappresentanza. Questo è frutto di tanti fattori, anche delle scelte del Pd, ma in primo luogo di una evoluzione della società, di una sua problematicità che noi non siamo stati in grado di capire, di ascoltare, con la quale non siamo stati capaci di connetterci. Ci ha travolto un’onda gigantesca che avrebbe dovuto darci la spinta a costruire una proposta politica adeguata, ma ora mi pare che tutto questo sia stato messo da parte, che ci si stia concentrando sulla polemica interna, su una gestione vecchia della crisi per cercare di dividere il fronte. Già si tende a dimenticare lo stravolgimento che c’è stato. In questo momento credo che sia necessario invece ragionare sull’obiettivo di costruire un soggetto politico di sinistra senza aggettivi, capace di liberarsi da questa tenaglia dell’entità da una parte e dalla gestione delle convenienze contingenti dall’altra “.

    Ci sono le elezioni amministrative, quelle europee che premono…..

    ” Certo sono elementi condizionanti, ma dobbiamo continuare a ragionare su cosa fare dopo che la società ci ha bastonato, mettendoci da parte,dandoci un segnale enorme. Abbiamo avuto una risposta così radicale da costringerci a dire che una fase storica ha concluso la sua parabola. Se ne deve aprire un’altra per la quale io non ho una ricetta. So per certo che bisogna mettersi totalmente in discussione, spogliarsi degli orpelli. Non cancellare la memoria, la storia, ma essere consapevoli che le cose identitarie, che possono portare un consenso dello zero virgola qualcosa, non sono la risposta. Io voglio lavorare perché nella società la gente che si sente orfana di una forza politica che rappresenti i valori fondamentali di libertà, uguaglianza, giustizia sociale, trovi in me, nel soggetto della sinistra, la possibilità di riscontro e identificazione “.

    Invece ?

    ” Invece si stanno costruendo risposte tutte politiciste, che riabbassano il livello del tono del confronto e che sono anche condizionate da calcoli di bottega e di poltrone per i futuri appuntamenti elettorali. C’ è un’asfissia politica. La risposta alla crisi non è andare a distribuire il pane a un euro al chilo a Roma, come ha fatto Ferrero. Siamo dalla parte dei bisogni materiali della gente ma non siamo la Croce Rossa né la Caritas “.

    Questa associazione darà una risposta ?

    ” Penso di si. Questa associazione è nata a Roma e troverà adesioni anche in Umbria. faremo, come area vendoliana, una iniziativa pubblica a breve. Non ci siamo solo noi, ma anche la Sinistra Democratica, una parte dei Verdi, quella critica che si riferisce a Cento, la minoranza del Pdci che fa capo a Belillo e Guidoni. C’è l’adesione di personalità politiche…..”.

    E i socialisti umbri aderiscono ?

    ” Non sono dentro l’associazione ma sono interessati a seguirne l’evoluzione dall’esterno “.

    A fine mese c’è il congresso regionale. Alcuni vendoliani hanno fatto sapere che sono pronti a coordinare alcune commissioni. Lei è d’accordo ?

    ” Io resto contrario a qualunque coinvolgimento nella gestione unitaria del partito, a qualsiasi livello, anche quello intermedio. Le scelte si fanno o non si fanno. Sono perché l’area vendoliana che rappresenta in Umbria il 38 per cento del partito, sia portatrice di una posizione politica unitaria al congresso regionale. Ci saremo con un documento, che esprimerà le nostre idee rispetto all’Umbria e che si confronterà con un documento della maggioranza “.

  18. PERUGIA: LEONARDO CAPONI " Ripensare la città ". said

    http://www.insiemeperlasinistra.it

    RIPENSARE PERUGIA

    di Leonardo Caponi

    La città di Perugia ha bisogno di una svolta; una svolta che deve riguardare tanto i contenuti quanto i metodi di governo. L’amministrazione attuale giunge a scadenza del mandato avendo accumulato un carico di proteste e malumore così diffusi, da non avere precedenti facili da ricordare. E’ vero che la protesta è frammentata e non ha trovato, fino ad ora, una “sintesi” unificante; è anche vero che il “sistema di potere”, almeno ai vertici, ha dato prove di perdurante saldezza; ma, guardando la realtà, c’è da temete sul serio, stavolta, una vittoria del centro destra alle prossime elezioni comunali. E questo nonostante i limiti evidenti del centro destra e il fatto che la sensibilità prevalente a Perugia è ancora lontana dai valori di questo schieramento.

    Il punto dunque, per un ampio fronte progressista, è quello di costruire una prospettiva di cambiamento che si potrebbe definire “da sinistra”, con caratteri, cioè, più avanzati e riformisti di quelli ultimamente sperimentati.

    Sulla crisi di rapporti con la città ha sicuramente influito la chiusura e spesso l’arroganza che l’amministrazione ha dimostrato nei confronti di tutte le obiezioni che le venivano mosse, anche le più sensate e ragionevoli. Si è avuta l’impressione che Palazzo dei Priori vivesse il clima del fortino assediato, nella strenua volontà di difendere, più che decisioni ritenute giuste, un sistema di consenso sociale entrato in crisi.

    La discontinuità e l’innovazione si debbono esprimere, innanzitutto con il ripensamento e la rettifica di scelte specifiche o settoriali (dalla revisione integrale del PUM, all’abolizione del T-red, dal ridimensionamento del progetto Nuovo Mercato Coperto, all’abbandono della idea di costruire al S. Giuliana un nuovo palazzo – c’è il Lilli vicino, per la musica si usi quello!- e altro ancora) e con la messa a punto di nuovi provvedimenti che colmino lacune esistenti. Ma l’ambizione deve essere più alta: cambiare il “modello” di sviluppo della città imperniato sulla abnorme espansione commerciale e urbanistica delle periferie (la cementificazione) e il corrispondente svuotamento del centro storico e del nucleo urbano. Questo modello influisce negativamente sui problemi e sulla qualità del vivere (si pensi all’emergenza droga!) ed è indicativo, per l’economia perugina, del limite costituito dal un carattere prevalentemente “terziario”, legato alla distribuzione e al consumo, piuttosto che alla produzione dei beni e dal ruolo dominante di settori produttivi, come il cosiddetto ciclo del mattone, con scarsa propensione innovativa.

    Sinistra democratica, in un recente incontro pubblico, ha avanzato in proposito le sue idee e proposte: un piano per reinserire nel centro storico residenti, attività e funzioni; bloccare per cinque anni l’apertura di nuovi ipermercati e azioni a sostegno delle piccole imprese del commercio, incentivi per le ristrutturazioni familiari e il recupero del patrimonio esistente e delle aree degradate al posto di nuove grandi volumetrie, la realizzazione di un efficiente sistema di infrastrutture e mobilità. E, ancora, una politica della sicurezza imperniata sulla socializzazione dei quartieri e su un programma, oggi assente, per l’integrazione degli stranieri ed extracomunitari, la realizzazione di spazi culturali e per i giovani, alternativi alla cultura dello “sballo”.

    L’idea è quella di mettere la forza di Sd al servizio di un progetto di cambiamento e miglioramento della città. Su questo tema c’è, a Perugia, una sensibilità potenziale diffusa che, per ora, non è riuscita a trovare un punto di unificazione ed espressione e che va sollecitata.

    Sinistra democratica propone la costituzione di un Tavolo unitario della sinistra perugina (tutta la sinistra) ed è pronta a interloquire e collaborare con tutti coloro (associazioni, forze politiche “minori” del centro sinistra, singole personalità) che possano convergere su idee, punti di vista e programmi comuni.

    Impedire a Perugia l’affermazione del centro destra è, per dirla con una battuta, un dovere “patriottico”. Allo stesso tempo è però legittimo dubitare di poter affermare la svolta di cui la città ha bisogno all’interno di un centro sinistra fino ad oggi egemonizzato da un PD tetragono nella difesa delle sue vecchie politiche. L’alleanza col PD dunque, non può essere data per scontata e “a prescindere”, ma va misurata sulla effettiva possibilità di costruire, in un nuovo centro sinistra, quel cambiamento di cui Perugia ha bisogno.

    martedi 18 novembre 2008

  19. UMBRIA: NOI LA VOSTRA CRISI NON LA PAGHIAMO, NOI NON ABBIAMO PAURA. said

    Questo è il documento presentato dalla ex mozione n° 2 ” Manifesto per la Rifondazione ” al congresso regionale del PRC che si è tenuto sabato 29 e domenica 30 novembre 2008 in Umbria.

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    “Noi la vostra crisi non la paghiamo, noi non abbiamo paura”.
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    “Non pagheremo noi la vostra crisi, noi non abbiamo paura”.
    Proponiamo che il nostro congresso regionale sia attraversato integralmente da questo incipit, come risposta immediata qui ed ora all’attuale implosione planetaria di un modello di sviluppo basato sulla finanzializzazione speculativa e distruttiva per l’ecosistema e i diritti essenziali di ogni vivente.
    Pensiamo che gli studenti, i ricercatori, i precari, le famiglie che da settimane tengono in movimento “l’onda” abbiano aperto una feconda fenditura nell’oppressiva cappa culturale, sociale, simbolica che questo capitalismo aveva prodotto nel nostro Paese in questi anni, anche a causa delle contraddizioni, del moderatismo, e dell’economicismo propri dei governi del centro sinistra. Riteniamo che a tale protagonismo si debba rispondere con disponibilità, percorsi, linguaggi, e che con umiltà e capacità di ascolto si attivi il saper fare insieme. Ci sembra chiaro, comprensibile, che questo movimento non accetti tutoraggi, non assegni deleghe. E’ evidente che non ha ancoraggi identitari a cui tornare se si richiude la fenditura. Sanno che si giocano il presente ed il futuro. Se Rifondazione Comunista vuole essere utile occorre uno straordinario impegno di ricostruzione di conoscenza, cultura e analisi quindi di senso, precondizione per ottenere il consenso. Consapevoli che la crisi di questo capitalismo scuote in profondità la realtà che si è prodotta in questi anni, una vera devastazione culturale , ambientale, sociale, in sostanza una regressione di civiltà. Ora governo e Confindustria in perfetto accordo presentano il conto ai migranti, alle donne, alla scuola pubblica, ai lavoratori precari e non, ai pensionati. Ridisegnando i poteri reali: demonizzando ogni forma di diversità e conflitto, candidandosi ad utilizzare enormi risorse pubbliche per tutelare i profitti di pochi, destrutturando il contratto nazionale, il ripristino del lavoro a chiamata, l’indebolimento delle norme di contrasto al lavoro nero e irregolare, la subalternità delle norme sulla sicurezza rispetto alla logica del profitto, l’elemosina per i poverissimi, affermando l’oggettività dell’evasione fiscale e i miliardi pubblici alle banche.
    In tale contesto occorre partire da due campi di lavoro. L’inadeguata e contraddittoria azione dell’opposizione in Parlamento a cominciare da quella del PD tutto impegnato in un dilaniante confronto interno, e la straordinaria possibilità che offre la posizione della CGIL che propone una reale alternativa alla deriva istituzionalizzante e subalterna del sindacato degli Enti bilaterali, separato dalle condizioni e dai bisogni dei propri rappresentati a cui molti stanno lavorando. La proclamazione da parte della CGIL dello sciopero generale del 12 dicembre offre uno straordinario terreno unitario all’insieme della sinistra in ogni comunità, per un lavoro di connessione, di incontro sociale e fisico tra soggetti sociali portatori di storie, solitudini, aspettative che ridetermini un riconoscimento e racconto reciproco di massa, dove non sia in discussione e in competizione la visibilità concorrenziale delle singole forze e associazioni organizzate ma ognuno partendo da sé contribuisca alla determinazione di un politica economica alternativa a quella del governo.
    Non si regredisce, e se ne esce se il “non pagheremo noi la vostra crisi” e il “noi non abbiamo paura” saranno il lievito di comunità che mettono insieme a tema cosa produrre, come, quanto, per chi, declinandolo anche a livello locale con proposte concrete per delineare alleanze e programmi per le amministrative. Dobbiamo rifuggire ogni forma di nuovismo di maniera ma avere la consapevolezza che le stesse forme e le modalità del fare politica di cui siamo impregnati non sono più adeguate. La stessa manifestazione delle donne contro la violenza e la loro elaborazione sulla differenza di genere, pone un problema di radicale rimessa in discussione delle forme e modalità di rappresentanza e agenda politica. Tutti dobbiamo saper correre, pensare ed agire. Non possiamo negare l’evidenza: è a tema la rifondazione della Sinistra. Per questo rimaniamo convinti che il congresso di Chianciano ha delineato un partito, un progetto politico e modalità non adeguati dopo la sconfitta di aprile e lo scenario attuale. Per questo l’Area Rifondazione per la Sinistra era e resta convinta che non ci sono scorciatoie nè tanto meno scissioni da annunciare e praticare.
    In Umbria sono già visibili i segni della ricaduta delle crisi e delle azioni del Governo Berlusconi. L’impatto nei prossimi mesi (i più duri) con la nostra realtà, per come è conformata, sarà durissimo. Coesistono decine di Multinazionali, parte delle quali sono in profonda riorganizzazione produttiva e finanziaria (chimica) che stanno determinando chiusure e cassa integrazione, la stessa Krupp risente della congiuntura. Entrambi i settori sono caratterizzati da scarsa innovazione di processo e di prodotto, con l’unica ossessione del contenimento del costo del lavoro. In alcune situazioni come la Merloni, la produzione del tabacco, la subfornitura alla Fiat sono in discussione la tenuta economica e di prospettiva di intere comunità che hanno segnato l’identità dell’Umbria.
    Sono presenti anche aziende endogene di assoluto rilievo qualitativo che potrebbero risentire delle crisi dei Paesi dove prevalentemente esportano. Il 90% delle Aziende umbre ha meno di dieci addetti, la spesa per ricerca e sviluppo e le retribuzioni sono di molto inferiori a quelle del Centro Nord, abbiamo un’alta scolarizzazione allocata prevalentemente in mansioni dequalificate e povere, un basso valore aggiunto nelle produzioni. E’ un segno distintivo che nei decenni i Governi Locali hanno determinato uno Stato Sociale e dei servizi universali e di qualità, ma sempre più è il ruolo delle famiglie (in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione), che contribuisce in modo determinante a prevenire e contenere gli squilibri sociali che altrimenti sarebbero laceranti. In tale contesto il combinato della crisi e delle elezioni amministrative impongono una riflessione sul ruolo e azione degli Enti Locali. Per questo consideriamo non rinviabile l’avvio di un confronto con le forze politiche che attualmente governano gli Enti Locali. E’ una grave responsabilità che il protrarsi del confronto interno al PD determini lo stallo. E’ inaccettabile che nel mentre non si eserciti il confronto e non si determina un giudizio politico di fase degli ultimi dieci anni di coalizione, il PD monocraticamente in diverse realtà locali determini aperture a forze politiche come l’UDC, programmaticamente alternativo su molti punti ai governi locali nonché portatore di posizioni ed atti di frontale contrapposizione con vere e proprie campagne di disinformazione.
    Come Rifondazione Comunista occorre avviare una fase di coinvolgimento delle comunità e contestualmente proporre un confronto con le forze politiche disponibili del Centro Sinistra con l’impegno a determinare una griglia programmatica.
    Come contributo a tale percorso e confronto pensiamo che gli Enti Locali debbano essere protagonisti con le proprie associazioni rappresentative della contestazione e rimodulazione di alcuni vincoli del Patto di Stabilità, soprattutto alla luce dei continui tagli dei trasferimenti dallo Stato agli Enti locali effettuati in questi anni a fronte di ulteriori e nuove competenze assegnategli dal legislatore. Occorre una forte caratterizzazione con atti concreti, su di una integrale deprecarizzazione della propria struttura amministrativa. Occorre determinare indirizzi affinché ogni risorsa economica disponibile e libera dei propri bilanci venga finalizzata allo sviluppo qualitativo con l’obiettivo di fare sistema e rete, indicando come strategiche in termini di salubrità e nuovo modello di sviluppo, le tematiche del risparmio del suolo, della riduzione e del riciclo del rifiuto, della ripubblicizzazione del ciclo delle acque, delle modalità della mobilità e produzione energetica sostenibili. Rispetto alle Politiche Sociali occorre determinare vertenze nei confronti dei tagli del Governo attuando nelle singole amministrazioni un monitoraggio e rivisitazione delle risorse rispetto ai soggetti fruitori.
    Impegno integrale nel recupero dell’evasione ed elusione dei tributi. Indirizzo di ogni atto dell’amministrazione nell’ottica di area vasta. Nessun ricorso a forme di finanza speculativa, anzi promozione di forme di commercio equo solidale e di finanza etica.
    Con questa impostazione appare chiaro che occorrerebbe dare un segnale politico concreto di inversione di tendenza rispetto alla separatezza e divisione: per questo pensiamo che per le Europee, indipendentemente dalle modalità elettorali, la Sinistra si dovrebbe presentare unita come una coalizione trovando modalità idonee di rappresentanza delle singole soggettività politiche.

  20. FOLIGNO ( PG): LA CITTA' VISTA DA SINISTRA. said

    Foligno vista da sinistra: conferenza programmatica cittadina.
    *************************************************************
    GIOVEDI’ 11 / VENERDI’ 19 DICEMBRE 2008
    ***************************************
    dalle 15.30 alle 20.00
    Sala della Corte – Palazzo Comunale
    Piazza della Repubblica
    Foligno( PG)
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    FOLIGNO VISTA DA SINISTRA
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    PRIMA SESSIONE:

    Giovedi’ 11 Dicembre 2008
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    Ore 15.30
    Introduzione alla Conferenza Programmatica

    di Mario GAMMAROTA ,
    Segretario PRC-SE Foligno
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    Saluto del Sindaco di Foligno
    Manlio MARINI
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    Foligno 1998 – 2018
    Analisi delle trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche negli ultimi 10 anni e proposte per il futuro

    coordina e conclude:

    Giovanni CARNEVALI,
    Assessore del Comune di Foligno
    *******************************

    Relazioni di:

    Fausto GENTILI,
    Consigliere Delegato dell’Ass.”L’Officina della Memoria”
    Rapporto Censis: Foligno negli ultimi 10 anni
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    Laura COLINI ,
    Bauhaus University di Weimar (Germania)
    Tra la bacchetta magica e il piano regolatore: pratiche collettive per la città
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    Emanuele DE DONNO .
    Architetto
    Foligno città murata? Lo stato dei luoghi comuni e collettivi post ’97
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    Fabio BETTONI,
    Docente di Storia economica e contemporanea all’Università di Perugia
    Piano Strategico del Comune di Foligno: prospettive e criticità
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    Contributi di:

    Mario BRAVI,
    Segretario Generale CGIL Perugia
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    Lucia GUARINO,
    Laureanda in Architettura all’Università di Firenze
    **************
    Roberto LAZZERINI,
    Associazione Culturale Sovversioni non sospette slr – Network Grass
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    SECONDA SESSIONE:
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    Venerdi’ 19 dicembre 2008
    *************************

    Foligno 1998-2018:

    Analisi delle criticità e prospettive di sviluppo umano del territorio
    ******************

    coordina e conclude:

    Ivano BRUSCHI,
    Capogruppo PRC-SE al Comune di Foligno
    **************

    Relazioni di:

    Claudio CARNIERI.
    Presidente dell’Agenzia Umbra Ricerche
    Le trasformazioni socio economiche del territorio folignate nel sistema Umbria
    *****************

    Giuliano GRANOCCHIA,
    Assessore Lavoro Formazione Istruzione della Provincia di Perugia
    POR Umbria/FSE 2007-2013: Formazione e prospettive occupazionali del territorio folignate
    ********************

    Pierluigi MINGARELLI
    Direttore del Laboratorio di Scienze Sperimentali
    ********************

    La città tra 20 anni: lo sviluppo tra scienza e progresso
    ********************************************************

    Contributi di:

    Giovanni BIANCHINI,
    Presidente Confartigianato
    ******************
    Filippo CIAVAGLIA,
    Segretario CGIL Camera del Lavoro di Foligno
    *****************
    Domenico DONI,
    Presidente Confesercenti
    **************
    Giuseppe MATTONI,
    Agricoltore esperto di filiera corta
    *****************

    Sono invitati:

    Claudio LORETI,
    RSU OMC (Ex OGR) di Foligno
    **************
    Carlo MANNI,
    RSU Rapanelli S.p.a.
    ************

    Luciano RECCHIONI.
    RSU Merloni S.p.a.
    *****************

    Gruppo Consiliare PRC-SE di Foligno
    PRC di Foligno
    ***********************************

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  21. PERUGIA; FABIO FAINA SE NE VA DAL PDCI PER COSTRUIRE LA SINISTRA. said

    Perugia 23 Gennaio 2009
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    ‘Insieme per ricostruire la sinistra’: Fabio Faina se ne va dal PDCI.
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    Anche in Umbria si è aperta la fase costituente di un nuovo progetto politico.
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    di Elena Angolini

    E’ già da qualche tempo che a livello nazionale si sente parlare di nuovi soggetti politici che stanno nascendo a sinistra, tra le fila di alcune correnti interne a Rifondazione comunista e al Partito dei comunisti italiani. Anche l’Umbria non è estranea a queste nuove proposte politiche.
    Pochi giorni fa

    si è svolta a Perugia la conferenza stampa di Maria Rita Manfroni, l’ormai ex presidente del gruppo consiliare al Comune di Perugia di Rifondazione, che ha annunciato la sua uscita dal partito per continuare il suo impegno, insieme ad altri componenti della corrente vendoliana, a favore di un nuovo soggetto politico più ampio, in grado di creare un’alternativa diversa, allargata e partecipata.
    Come una reazione a catena, l’intervento della Manfroni è stato seguito da un comunicato stampa, emesso dal neo-costituito Comitato regionale dell’associazione “Unire la Sinistra”, che raccoglie i consensi dei firmatari della mozione Bellillo presentata all’ultimo congresso del Pdci, tra i quali quello del capogruppo al Comune di Perugia, Fabio Faina. “Il Partito Comunisti Italiani”, spiega il capogruppo, “ha perso di vista lo scopo per cui è nato nel lontano ’98, quello di mantenere unita la sinistra: è evidente che, anche in Umbri, il Pdci non si batte più per questo fine e dopo la batosta elettorale, e con la crisi economica che ci affligge, riteniamo fondamentale gettare le basi per un soggetto politico alternativo, che possa accogliere le aspettative di tutti coloro che si sentono delusi o che non si riconoscono più nei partiti già esistenti”.
    Il comunicato di “Unire la sinistra” ribadisce la volontà di “impegnarsi insieme ad altri soggetti, singole personalità o associazioni umbre che si ispirano ai principi di libertà, di uguaglianza e di giustizia sociale, perché si apra una grande partecipazione che possa coinvolgere tanti cittadini per costruire la sinistra che vogliamo”. Obiettivo primario della nuova associazione è riconquistare la fiducia dei cittadini, con progetti e alleanze che siano il risultato di una serie di partecipate verifiche relative alla qualità delle amministrazioni locali, che hanno governato l’Umbria negli ultimi anni, anche in prospettiva delle prossime elezioni del 6 e 7 giugno.
    La sfida che la Sinistra vendoliana e “Unire la sinistra” intendono raccogliere, come si deduce dalle dichiarazione dei rispettivi esponenti, è quella di ridare speranza a chi l’ha persa o a chi ha deciso di arrendersi, oltre a offrire nuovo un punto di riferimento per tutti coloro che hanno voglia di sinistra ma che non si riconoscono più nei soggetti politici già esistenti. Resta da chiedersi come la vicenda si svilupperà nei prossimi giorni e quale sarà il suo impatto anche rispetto alla imminente campagna elettorale per le amministrative 2009.

    Fonte notizia: http://www.spoletonline.com

  22. FOLIGNO (PG): TIENE BANCO LA SCISSIONE ALL'INTERNO DI RIFONDAZIONE. said

    FOLIGNO ( PG): PER LA SINISTRA.
    ******************************

    Dal quotidiano IL CORRIERE DELL’UMBRIA di sabato 24 gennaio 2008.
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    A TENERE BANCO E’ LA SCISSIONE ALL’INTERNO DI RIFONDAZIONE.
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    Di Gugliemo Castellano
    **********************
    …. Tra tutte, quella relativa al futuro, decisamente prossimo, dei due rappresentanti consiliari swl partito della Rifondazione Comunista, Mario Gammarota ed Ivano Bruschi.. Per loro, esponenti dell’area vendoliana di Rifondazione, al pari del loro esponente nazionale di riferimento, si sta preparando la fuoriuscita dal Partito che fu di Libertini, Garavini e Bertinotti. ” E’ una decisione dolorosa – precisano entrambi- ma ineludibile. Purtroppo non ci rimane da fare altro visto che, come abbiamo constatato in più di un passaggio, non è più possibile una dialettica democratica all’interno del partito, con i livelli regionali, in quota Ferrero, sempre pronti a bypassare le istanze e le iniziative messe in campo da coloro che non sono allineati alla maggioranza che attualmente governa il partito ” Parole forti, , ultimative, che dovrebbero trovare riscontro ufficiale nei prossimi giorni ……

  23. FOLIGNO (PG):: ASSEMBLEA COSTITUTIVA ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    Foligno: Assemblea costitutiva Assemblea per la Sinistra .
    ********************************************************

    Sabato 28 febbraio 2009

    ore 15.30/19.30

    Sala della Corte Palazzo Comunale

    P.zza della Repubblica

    FOLIGNO (PG)
    ************

    Assemblea costitutiva Associazione per la Sinistra:

    ” Le primarie delle idee per la città “.

    venerdi 13 febbraio 2009
    Fonte notizia: http://www.associazioneperlasinistra.it

  24. FOLIGNO (PG): L'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA " SI PRESENTA ALLA CITTA'. SABATO " PRIMARIE DELLE IDEE ", said

    FOLIGNO : VERSO LE AMMINISTRATIVE: NASCE L’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA”.
    =============================================================
    Il nuovo Gruppo consiliare si presenta alla città. L’Assemblea costitutiva proporrà una Carta di Intenti.
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    Foligno – 25/02/2009

    Sabato 28 Febbraio dalle ore 15.30 alla Sala della Corte, nasce l’Associazione”PER LA SINISTRA” di Foligno rappresentata in Consiglio Comunale dal nuovo Gruppo consiliare “PER LA SINISTRA” che si presenta alla città. L’Assemblea costitutiva proporrà una Carta di Intenti che verrà discussa e approvata. La Carta proporrà le caratteristiche di una nuova Sinistra dell’oggi, le regole di funzionamento e le idee per la città. Verrà, altresì, eletto direttamente un Coordinamento e un Portavoce.

    L’Assemblea, quindi, svolgerà una sorta di “Primarie delle Idee per la città” partendo da una lettura critica dell’operato dell’Amministrazione attuale per avanzare proposte innovative per Foligno. Innovazione nello sviluppo, Partecipazione nei processi decisionali e Rinnovamento per una politica etica e pulita, saranno le basi della nuova Sinistra per Foligno, una sinistra del lavoro e per la giustizia sociale, una “sinistra delle libertà”, laica, ecologista e di governo.

    “La Sinistra non siede più in Parlamento- affermano dalla neo Associazione- e il Governo attuale sta massacrando il nostro Paese non intervenendo drasticamente sulla grave crisi economica come invece stanno facendo gli altri Paesi Europei e gli Stati Uniti con Obama. In questo contesto, l’opposizione è inesistente e comunque ininfluente, con un Pd che ha abdicato al ruolo di opposizione e Di Pietro che sbraita legittimamente sui temi della giustizia (ricordando che La Sinistra ha contribuito con migliaia e migliaia di firme per il Referendum contro il “Lodo Alfano”) ma non apre bocca sulla crisi economica, sul precariato e sui temi sociali sensibili a tanti giovani, anziani e a tante famiglie”.

    ” Pertanto- concludono- tutti gli uomini, le donne, i ragazzi e le ragazze di sinistra sono invitati a partecipare perché nella nuova Sinistra varrà il principio di “una testa, un voto” e quindi chiunque potrà determinare le scelte che insieme si prenderanno da sabato in poi.”

  25. PERUGIA: E' NATA L'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ".. said

    Verso le elezioni: la novità.

    PERUGIA: E’ NATA L’ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA.
    ” VOGLIAMO RIAVVICINARE I CITTADINI ALLA POLITICA “.

    In prima linea: Fabrizio Ricci e Francesca Diosono sono tra i fondatori della nuova Associazione per la Sinistra.

    L’Associazione per la Sinistra, nata da un gruppo di persone scontente dell’attuale offerta politica, si è presentata ufficialmente alla città, illustrando progetti e idee per ” costruire buone pratiche di governo “.
    ” Vogliamo dare vita – hanno spiegato Fabrizio Ricci e Francesca Diosono – a una sinistra in contatto diretto con la gente, che sappia essere strumento di servizio per il cittadino.
    Per questo l’Associazione ( quella di Perugia è parte della rete che si sta costituendo a livello nazionale ), seppure sia ancora allo stato embrionale, ha gia iniziato il tesseramento e sta dando vita a gruppi di lavoro tematici su argomenti come socialità, cultura, urbanistica e partecipazione. Il tutto per elaborare idee e programmi con il contributo di esponenti politici come Maria Rita Manfroni, ex capogruppo del Prc in Consiglio comunale, e Fabio Faina, uscito di recente dal Pdci.
    Tuttavia Ricci ha precisato che ” nell’Associazione si mette da parte ogni etichetta per partecipare a un percorso, che ha come obiettivo l’unificazione della Sinistra “.
    L’Associazione è già presente su Facebook e presto aprirà un sito o un blog. In questa fase pre-elettorale il messaggio è forte e chiaro: ” Niente salti nel vuoto o presentazione di una propria lista elettorale, ma neanche indifferenza. Siamo in una fase di confronto aperto con tutti. A noi, comunque, interessano più i programmi che i nomi “.

    C.B.

    Dal quotidiano LA NAZIONE

    Mercoledì 25 febbraio 2009

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    NASCE ANCHE A PERUGIA L’ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA

    ….. Per Fabrizio Ricci, uno dei promotori dell’iniziativa, ” non va catalogato nessuno. nell’Associazione si mette da parte l’etichetta per partecipare insieme a questo percorso di unificazione della Sinistra: è un percorso fatto da individui, non dai partiti. Sentivamo l’esigenza di impegnarci in un percorso politico, di un luogo che potessimo sentire come casa nostra. La nostra sarà una realtà che utilizzerà molto internet: siamo già ad esempio su Facebook e presto apriremo un sito o un blog. Dobbiamo cercare di riavvicinare alla politica tutte quelle persone che se ne stanno allontanando. Alle nostre prime riunioni già notiamo una buona partecipazione. E siamo solo a due mesi dalla nascita dell’Associazione”.
    Il dato medio di adesione è di 40-50 partecipanti a seduta, come ha attestato lo stesso Ricci.
    C’è un referente nazionale, la medesima Associazione per la Sinistra, e analoghe iniziative nel resto d’Italia.
    in Umbria l’Associazione ha già attecchito anche a Foligno e a Narni. C’è anche uno statuto, un tesseramento e quattro aree tematiche su cui lavorare: società, cultura, urbanistica e partecipazione.
    Prima di giugno, prima del voto, verrà prodotto un documento da sottoporre ai candidati del centrosinistra ( ” siamo fuori dall’agone ma il nostro obiettivo è non far governare le destre ” ) sul quale ragionare. Poi, nel lungo periodo, non si nasconde il fine della costruzione di un soggetto politico che riunisca e raccolga le istanze della sinistra tutta.

    All’insegna della condivisione: ” L’Associazione – ha spiegato Francesca Diosono, un’altra promotrice – ha iniziato e vuole proseguire un percorso politico davvero partecipato, in cui le persone, tutte le persone, possano contribuire fattivamente alla costruzione di una sinistra unita e rinnovata, che sappia restituire passione e speranze, attraverso la sperimentazione di nuove forme e nuovi modi di fare politica”.
    Un confronto continuo fra cittadini ” traditi ” dagli attuali partiti del centrosinistra e soggetti organizzati che intendono dare vita ad una nuova esperienza……..

    A cura di Alessandro Antonini

    Dal quotidiano IL CORRIERE DELL’UMBRIA

    Mercoledi 25 febbraio 2009

  26. SAN VENANZO ( TERNI ): IL CIRCOLO DELLA NUOVA SINISTRA SI PRESENTA. said

    Il Circolo Nuova Sinistra di San Venanzo si presenta
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    L’obiettivo del circolo è quello di riunire tutte le forze della sinistra storica presenti sul territorio del comune di S. Venanzo e, assieme, quello di portare un forte vento di novità nella politica territoriale. L’iniziativa, inoltre, nasce dal bisogno di tutti coloro che si riconoscono negli ideali tradizionali della sinistra di superare le sue divisioni a partire dal basso, dai concreti problemi quotidiani che accomunano tutti i cittadini. Un nuovo approccio, un laboratorio di idee quindi è quello che si propone il nuovo soggetto nelle intenzioni dei partecipanti. Da sottolineare in particolare la massiccia presenza di giovani che numerosi stanno aderendo all’iniziativa apportando nuove proposte e idee per la comunità del territorio sanvenanzese.

    In una recente assemblea pubblica sono state presentate le linee generali programmatiche proposte dal circolo in vista delle prossime elezioni amministrative. Linee programmatiche che si incentrano sulla costruzione di un progetto di sviluppo sostenibile per il comune di S. Venanzo. Tante le proposte del circolo: dalla riappropriazione della gestione diretta di alcuni servizi, come ad esempio la mensa scolastica, alla valorizzazione delle aree marginali del territorio attraverso il loro sfruttamento per la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, teleriscaldamento, riattivazione dei mulini del Fersenone), dalla costituzione di una nuova cooperativa composta da giovani del posto per la gestione del Museo e del sentiero Vulcanologico, alla istituzione di servizi sociali rivolti in particolare agli anziani e ai bisognosi, come il servizio di spesa e medicinali a domicilio.

    Centrali, tuttavia, due questioni che peraltro sono state motivo di forte dissenso con l’attuale amministrazione e che, nei mesi scorsi, hanno suscitato un grande dibattito tra i cittadini sanvenanzesi. La prima questione, irrinunciabile, concerne la necessaria battaglia da condurre a favore della presenza della sede della Comunità Montana a S. Venanzo. Infatti, il decreto regionale 145/2008 ha portato alla costituzione di un’unica comunità montana per la provincia di Terni composta da ben 30 comuni e ha relegato in tal modo il comune di San Venanzo, da sempre fulcro politico e programmatico dell’ente montano, in una posizione di totale marginalità. Il circolo ha denunciato l’assenza di prese di posizione dell’amministrazione comunale riguardo questa importantissima e delicata vicenda. Il secondo punto invece concerne la modifica del piano regolatore affinché non si ripetano situazioni quali quelle verificatesi nella frazione di Ripalvella con l’autorizzazione all’allestimento di un allevamento intensivo di suini e altre vicende urbanistiche del capoluogo in evidente contrasto con la linea guida delle politiche territoriali che è quella di una gestione del territorio incentrata sul pieno rispetto dell’ambiente, sulla valorizzazione delle sue risorse e bellezze naturalistiche e sulla tranquillità urbana.

    Un forte senso di realismo e un sincero spirito di rinnovamento caratterizzano dunque il lavoro del circolo della Nuova Sinistra, pronto a confrontarsi e a dialogare da protagonista, e senza pregiudizi politici, con tutte le forze politiche e le associazioni del territorio. Il circolo ringrazia tutti coloro che numerosi stanno aderendo all’iniziativa e si impegna a ridare vigore al dibattito politico e a costruire, insieme ai cittadini, il futuro di S. Venanzo.

    I membri del comitato direttivo sono: Waldimiro Bini, Samuele Codetti, Valentina Falchetti, Andrea Fattorini, Marsilio Marinelli, Fabio Ralli, Kurt Röllin, Dino Rosati, Eleonora Rossi, Francesco Rossi, Andrea Tortolini. Portavoce: Renato Tisei.

    Fonte notizia: http://www.orvietonews.it

    16 marzo 2009

  27. FOLIGNO ( PG): CINQUE LINEEE GUIDA PER IL FUTURO DELLA CITTA'. said

    Foligno:ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA.
    Foligno ( PG)Cinque linee guida per il futuro della città

    16 marzo 2009

    Gli ultimi stravolgimenti politici che hanno visto protagonista il partito della Rifondazione Comunista, a seguito del Congresso, hanno accentuato la divisione di opinioni e di linee di pensiero che erano sorte all’interno di quella fascia di sinistra che aveva nel Prc il suo centro guida. La neonata Associazione “Per la Sinistra” di Foligno, sorta, appunto, a seguito delle divergenze legate al congresso, ha scelto la propria struttura organizzativa che sarà in carica per i prossimi sei mesi e che dovrà operare per la crescita dell’associazione stessa in tutto il territorio. L’Associazione avrà un Coordinamento formato da 25 componenti. E la novità è che questo coordinamento sarà un aperto ed eterogeneo composto da giovani studenti medi ed universitari, precari e disoccupati, lavoratori e pensionati. Un coordinamento soprattutto intergenerazionale e con una giusta presenza femminile, che porterà ogni decisione al vaglio dell’Assemblea dei soci e che garantirà la parità e l’uguale rappresentanza dei generi. L’Associazione, inoltre ha scelto due portavoce, Mario Gammarota e Giuliana Zanarini, un uomo e una donna per sperimentare nuovi sistemi lontani dalle vecchie logiche verticistiche di partito dove l’apicalità è sempre al singolare. Nelle prossime settimane, inoltre, l’Associazione sarà impegnata nella costruzione di un percorso aperto a tutta la Sinistra folignate e che veda la partecipazione alle prossime elezioni amministrative con una lista della Nuova Sinistra, una lista aperta ai “volti nuovi”, ai giovani e alle competenze diffuse della città. Una lista che parteciperà il suo programma, partendo da 5 punti chiave per il governo della città e del territorio: promuovere una forte innovazione nello sviluppo, che aggredisca la crisi in atto e faccia fare a Foligno un salto di qualità anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie e nella qualità ambientale (energie rinnovabili, chiusura al traffico del Centro, difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici locali), puntare su una svolta nelle politiche urbanistiche che frenino la cementificazione/saturazione del territorio in favore di un ripopolamento del Centro Storico, di una migliore e qualificata organizzazione degli spazi e di una forte propensione alla riqualificazione urbanistica attraverso percorsi partecipati, l’introduzione e la gestione di politiche che affrontino la crisi, con un determinante sostegno a coloro che più verranno colpiti da questa crisi: cassa integrati, precari e famiglie a basso reddito, garantire una politica amministrativa trasparente contro le raccomandazioni e i privilegi della politica, e perseguire la partecipazione attiva nel governo della città attraverso strumenti come il Bilancio partecipato già utilizzato da molte amministrazioni italiane, confermare le politiche culturali e di sostegno al tessuto associativo della città, che l’Amministrazione ha adottato negli ultimi anni permettendo una crescita ed un protagonismo giovanile e non solo unico in Umbria. Su tali punti ci sarà un confronto con la città, nei quartieri, e con l’intero centro-sinistra per verificare la possibilità di un accordo politico progranmmatico in cui l’Associazione insieme all’intera Sinistra folignate pretende di giocare un ruolo da protagonista, affermandosi come novità assoluta nel panorama folignate.

    Pamela Saracini

    Fonte notizia: http:www.newgol.com

  28. FOLIGNO ( PG): CINQUE LINEEE GUIDA PER IL FUTURO DELLA CITTA'. said

    FOLIGNO ( PG ): ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA:

    Cinque linee guida per il futuro della città

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    16 marzo 2009

    Gli ultimi stravolgimenti politici che hanno visto protagonista il partito della Rifnodazione Comunista, a seguito del Congresso, hanno accentuato la divisione di opinioni e di linee di pensiero che erano sorte all’interno di quella fascia di sinistra che aveva nel Prc il suo centro guida.

    La neonata Associazione “Per la Sinistra” di Foligno, sorta, appunto, a seguito delle divergenze legate al congresso, ha scelto la propria struttura organizzativa che sarà in carica per i prossimi sei mesi e che dovrà operare per la crescita dell’associazione stessa in tutto il territorio.

    L’Associazione avrà un Coordinamento formato da 25 componenti. E la novità è che questo coordinamento sarà un aperto ed eterogeneo composto da giovani studenti medi ed universitari, precari e disoccupati, lavoratori e pensionati. Un coordinamento soprattutto intergenerazionale e con una giusta presenza femminile, che porterà ogni decisione al vaglio dell’Assemblea dei soci e che garantirà la parità e l’uguale rappresentanza dei generi.

    L’Associazione, inoltre ha scelto due portavoce, Mario Gammarota e Giuliana Zanarini, un uomo e una donna per sperimentare nuovi sistemi lontani dalle vecchie logiche verticistiche di partito dove l’apicalità è sempre al singolare.

    Nelle prossime settimane, inoltre, l’Associazione sarà impegnata nella costruzione di un percorso aperto a tutta la Sinistra folignate e che veda la partecipazione alle prossime elezioni amministrative con una lista della Nuova Sinistra, una lista aperta ai “volti nuovi”, ai giovani e alle competenze diffuse della città. Una lista che parteciperà il suo programma, partendo da 5 punti chiave per il governo della città e del territorio: promuovere una forte innovazione nello sviluppo, che aggredisca la crisi in atto e faccia fare a Foligno un salto di qualità anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie e nella qualità ambientale (energie rinnovabili, chiusura al traffico del Centro, difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici locali), puntare su una svolta nelle politiche urbanistiche che frenino la cementificazione/saturazione del territorio in favore di un ripopolamento del Centro Storico, di una migliore e qualificata organizzazione degli spazi e di una forte propensione alla riqualificazione urbanistica attraverso percorsi partecipati, l’introduzione e la gestione di politiche che affrontino la crisi, con un determinante sostegno a coloro che più verranno colpiti da questa crisi: cassa integrati, precari e famiglie a basso reddito, garantire una politica amministrativa trasparente contro le raccomandazioni e i privilegi della politica, e perseguire la partecipazione attiva nel governo della città attraverso strumenti come il Bilancio partecipato già utilizzato da molte amministrazioni italiane, confermare le politiche culturali e di sostegno al tessuto associativo della città, che l’Amministrazione ha adottato negli ultimi anni permettendo una crescita ed un protagonismo giovanile e non solo unico in Umbria. Su tali punti ci sarà un confronto con la città, nei quartieri, e con l’intero centro-sinistra per verificare la possibilità di un accordo politico progranmmatico in cui l’Associazione insieme all’intera sinistra folignate pretende di giocare un ruolo da protagonista, affermandosi come novità assoluta nel panorama folignate.

    Pamela Saracini

    Fonte notizia: http://www.newgoal.it

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