Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Il wiki di rifondazione per la sinistra

Posted by rifondazioneperlasinistra su 16 settembre 2008

A questo indirizzo è stato creato il wiki di rifondazioneperlasinistra. L’utilizzo principale è per organizzare la manifestazione del 27 Settembre, mettere a disposizione auto, passaggi, posti letto ecc. ecc.
L’invito è, ovviamente, a non abusare del mezzo.

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298 Risposte to “Il wiki di rifondazione per la sinistra”

  1. anna maria said

    http://www.nichivendola.it/
    sulla homepage tutte le indicazione per il 27 settembre, la redazione apra una nuova pagina, grazie
    🙂

  2. PER LA REDAZIONE said

    PER LA REDAZIONE: quando trovate un po’ di tempo dovreste aprire anche due pagine relative alle notizie che vi ho inviato im merito alla nascita di Rifondazione per la Sinistra anche a CREMONA e a SOLOFRA.
    Le trovate nella pagina ” MANIFESTAZIONE 11 OTTOBRE “.
    Ciao a tutti
    Marco

  3. rifondazioneperlasinistra said

    @Marco hai ragione, ma al momento, visto che in ufficio sono impossibilitato a farlo, è molto difficile che possa aggiornare il sito velocemente. Se vuoi, puoi crearti un account su wordpress.com e poi mandarmi una email a rifondazioneperlasinistra@gmail.com con username ed email che hai utilizzato, così posso crearti un account da autore sul blog, così potrai farlo da te. Questo vale per tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi da autori sul blog. Scusate ancora, Francesco

  4. rifondazioneperlasinistra said

    Grazie @nonviolento 😉

  5. nonviolento said

    Di nulla……

  6. anna maria said

    una obiezione: ma chi non conosce l’inglese che fa? un corso accellerato per entrare in wiki?

  7. rifondazioneperlasinistra said

    @annamaria, vero. Purtroppo non ho trovato wiki in italiano, sorry. 😦

  8. anna maria said

    allora togli wiki e apri una pagina in alto in lingua italiana in cui è possibile postare e scambiare informazioni sull’assemblea del 27 a parco brin roma, grazie

  9. nonviolento said

    Ma come si fa ascrivere su Wiki? Vabbè oggi sono quasi un sonnambulo, eh eh, ma sembra che mi prenda in giro.

  10. anna maria neoiscritta said

    è un sistema molto usato anche all’uni per la condivisione e diffusione di info
    userei un sistema più semplice per consentire all’utente medio delal rete non molto addrstrato di accedere senza problemi
    di fatto per ora leggo un solo post, non è che ho ragione?

  11. nonviolento said

    Wiki ha accettato l’iscrizione ed ho la pagina per aprire una pagina ma non ci riesco,boh, è la prima volta che trovo tante difficoltà, forse perchè con l’inglese ho poca pratica? Insomma se volete che questa cosa funzioni fate qualche cosa, suvvia.

  12. nonviolento said

    Perchè ho messo la mia faccia al posto di un disegno anonimo? Perchè è ora che si scoprano le carte, tutte e che si assumino delle responsabilità. io ho scelto di uscire dall’anonimato.

  13. paola said

    Se state usando wordpress, e’ possibile installare i pacchetti di localizzazione per cambiare la lingua.

    Se non sapete come fare, posso aiutarvi io.

    Anna sa dove trovarmi 😉

  14. chiarA said

    sono già entrata, il primo post infatti è il mio, mi preoccupa invece il fatto che a parte me e nonviolento nessun altro è entrato nel programma

  15. PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA: CIRCOLO " PEPPINO IMPSTATO " DI FONDI, LENOLA, MONTE SAN BIAGIO, SPERLONGA said

    Partito della Rifondazione Comunista
    Circolo “Peppino Impastato” di Fondi, Lenola, Monte San Biagio, Sperlonga.

    LE BELLE BANDIERE: la sinistra delle libertà contro la società della paura

    sabato 27 settembre 2008 Roma

    (Assemblea Nazionale Rifondazione per la Sinistra – Parco Brin, P.zza B. Brin – ore 10.30 – 18.00)

    Conclude: NICHI VENDOLA

    Il 27 settembre, a Roma, l’area programmatica “Rifondazione per la Sinistra” terrà la sua prima assemblea nazionale pubblica, dal titolo “Le belle bandiere: la sinistra delle libertà contro la società della paura”.

    Il congresso di Rifondazione comunista ha stabilito che la metà dei suoi iscritti vuole l’avvio del processo costituente di un nuovo soggetto della sinistra: “Rifondazione per la Sinistra” nasce con questo obiettivo. “Le belle bandiere” va così delineandosi come la prima tappa di questo processo aperto.

    L’assemblea nazionale di sabato 27 si svolgerà all’interno della festa romana dell’area programmatica “Rifondazione per la Sinistra”, che si terrà dal 22 al 28 settembre al Parco Benedetto Brin (Garbatella).

    Qui di seguito il documento politico dell’assemblea e il programma della giornata del 27.

    La netta vittoria politica delle destre e la contemporanea sconfitta elettorale della sinistra, la sua frantumazione dopo un infelice tentativo di unità, i limiti evidenti comparsi nella breve stagione congressuale della scorsa estate, lasciano aperti e irrisolti due grandi problemi: l’organizzazione di un’opposizione sociale, politica e culturale al governo Berlusconi e la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra. Che le due questioni siano tra loro profondamente intrecciate, nei temi e nei tempi, è cosa evidente, tranne per chi ha confuso la critica alla politica con la fuga dalla medesima. Come questo può avvenire è invece il tema principale della nostra ricerca.
    Una ricerca tanto più urgente e necessaria, quanto più diviene chiaro il paradosso in cui siamo immersi. Da un lato il processo di globalizzazione attraversa un periodo di profonda crisi, della quale gli aspetti della finanza, della società, dell’ambiente, della geopolitica , delle istituzioni interne e internazionali, delle teorie politiche neoliberiste, sono sotto gli occhi di tutti. Dall’altro lato la sinistra italiana, ma si può ben dire di larga parte dell’Europa, macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è percorsa da profonde crisi di identità. La sinistra rischia di sparire proprio quando i suoi avversari storici sono scossi fin dalle fondamenta.
    I congressi di partito o gli analoghi appuntamenti di questa estate, pur nella loro diversità nelle premesse e negli esiti, mostrano un tratto comune: i progetti che emergono non vanno al di là di qualche mese, al massimo si spingono fino alle soglia delle prossime scadenze elettorali, amministrative e europee, della prossima primavera. La sinistra appare cioè prigioniera, più che immersa, di un presente che ne esalta l’autoreferenzialità. Così non si può stare. In questo modo non nasce niente. La sinistra del presente deve mettersi in cammino, cercando la direzione giusta. Per questo ci è indispensabile l’analisi delle nuove contraddizioni. Solo dallo sforzo della risoluzione dei nuovi problemi del XXI secolo può rinascere una sinistra che dia una risposta alla tremenda crisi di civiltà che fa da sfondo a tutte le vicende contemporanee. Una sinistra quindi senza aggettivi, memore del passato ma non prigioniera di esso e delle sue categorie, una sinistra capace di produrre senso, non solo di cercare consensi.
    In questi decenni il capitalismo ha prodotto una grande rivoluzione conservatrice. Rivoluzione perchè
    i cambiamenti sono stati radicali, sia a livello produttivo, che sociale, istituzionale e comportamentale. Conservatrice perché l’esito, nel mondo e nei singoli paesi, è che chi era più ricco lo è ancora di più e chi era più povero ha ancora di meno. Le ragioni politiche e sociali di una sinistra ci sono tutte e così le sue nette discriminanti con la destra. L’ipotesi di occupare un mitico centro è solo un’illusione del quadro politico che non trova fondamento nella realtà sociale. Per questo riteniamo che la scommessa che ha animato la nascita del Partito democratico sia perdente e lascia un grande vuoto a sinistra. Ma questo non può essere riempito senza una forte soggettività di pensiero e di azione. La disgiunzione fra pensiero e ricerca politica e azione e movimento sociale è letale per entrambi. E’ un pericolo concreto se , di fronte all’attuale sconfitta, prevalesse una scelta contemplativa o un generico ribellismo.
    Per intraprendere questo cammino la sinistra ha bisogno di umiltà e coraggio. L’umiltà di chi sa di non avere delle risposte precostituite e il coraggio di chi è consapevole che delle scelte vanno fatte. Per tutte queste ragioni l’area programmatica Rifondazione per la Sinistra, riprende il suo percorso, dopo il congresso di Chianciano, aprendo una riflessione pubblica su grandi temi quali quelli dei cambiamenti che intervengono nel sistema capitalistico mondiale, con il passaggio del suo baricentro da Ovest a Est ed i conseguenti sommovimenti geopolitici in atto che coinvolgono anche lo scacchiere geografico europeo; che interessano la struttura e la composizione sia del lavoro che del capitale, precarizzando il primo e finanziarizzando sempre più il secondo; che concernono i processi di svuotamento della democrazia e di tecnicizzazione dei sistemi di governo; che si configurano nelle nuove modalità di produzione di senso e di gestione del sapere.
    Sappiamo che in questa ricerca non siamo soli. La crisi della sinistra non ha cancellato l’esistenza di centri di iniziativa politica e di produzione culturale. Da questi ci giungono idee, tracce di ricerca, indicazioni di approfondimento, oltre che la preziosa disponibilità a partecipare in prima fila alla costruzione di un’opposizione alle destre. Raccogliere e mettere a confronto questi lavori è un passo decisivo nel processo costituente di una nuova sinistra. Per questo la discussione che proponiamo sarà aperta e non circoscritta ad ambiti partitici. Non è l’identità del passato che cerchiamo, ma quella del futuro.
    Pier Paolo Pasolini scriveva negli ultimi giorni del 1962, su Vie Nuove , presentando una prima versione della sua famosa poesia (che pubblicherà nel testo definitivo l’anno successivo) dedicata alle bandiere rosse, “le belle bandiere degli Anni Quaranta” che sventolavano “una sull’altra” il cui ricordo si contrapponeva, nella mente del poeta, al brutto “biancore” del neocapitalismo degli anni sessanta:
    “ E’ un ricordo del periodo più bello, e determinante, di una vita. E’ finito, bisogna sapere ricominciare. ”
    Non abbiamo trovato parole migliori per dire con quale spirito vogliamo riprendere il cammino.

  16. www.rifondazioneperlasinistra.it said

    Sito internet ufficiale di Rifondazione per la Sinistra in funzione da oggi:

    http://rifondazioneperlasinistra.it

    Per inviare notizie: info@rifondazioneperlasinistra.it

    Teniamo ovviamente aperto questo sito internet ” non ufficiale ” che tanto successo ha avuto e continuerà ovviamente ad avere.
    Scambiamoci notizie, informazioni, opinioni.
    Facciamo rete anche su internet.

  17. NICHI VENDOLA: LE PAROLE PULITE DEI NOSTRI PERCHE'. said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    23 Settembre 2008

    LE PAROLE PULITE DEI NOSTRI PERCHE’.

    Di Nichi Vendola

    La destra sembra occupare l’intera scena del simbolico, governa proiettando a ritmo continuo il film della propria ideologia. Con una spasmodica attenzione agli strumenti della comunicazione e alla formazione del senso comune, la destra esibisce una spregiudicata padronanza della “realtà percepita” con cui divora e mistifica la “realtà reale”.
    Il suo programma politico è semplice: “rovesciare il ‘68”, e cioè sterilizzare, ben dentro le viscere della società italiana, tutte le culture critiche che ne hanno innervato e qualificato il tessuto civile e democratico; riscoprire il fascino delle gerarchie sociali e rilegittimare le forme, sia pure moderne e persino post-moderne, di un sovrano legibus solutus, ovvero di un potere che assolutizzando il primato del sistema d’impresa usa la politica come una protesi del mercato, come il terminale chiassoso ma inerte delle scelte vincolanti delle grandi famiglie del capitalismo internazionale.
    La destra ha vinto. Nelle urne e nella politica. Ma prima ancora ha vinto nei cuori e nelle menti di una larga “opinione pubblica”, spaventata e disidentificata dai processi di globalizzazione, narcotizzata dalla Tv pubblico-privata del pensiero unico (quella che educa all’analfabetismo pornografico de “Il grande fratello”), plasmata dal desiderio violento di possedere come surrogato (in forma di merce) della vita e del suo senso. Capitalisti, anche se privi di qualsivoglia capitale. Quasi figli di un capitalismo antropologico, una vera educazione sentimentale al consumo e al primato dei “valori di scambio”.
    Questa è la ragnatela di significati inediti in cui gli individui restano impigliati. I legami sociali perdono valore, i cittadini ragionano come clienti, il mercato produce la società, io esisto perché possiedo (merci, forza, potere) e non perché parlo con te, tu sei non il dono della differenza ma la minaccia della diversità, se il mio reddito e la mia casa sono a rischio io avrò paura e cercherò il colpevole della mia paura, punirò il colpevole della mia paura. E se la mia paura è la povertà (perché crollano le grandi banche internazionali e soffiano sul mappamondo i venti della recessione) allora punirò tutti i poveri.
    Non c’è sinistra che non sia innanzitutto capacità di demistificare l’ideologia trionfante della destra. La destra è una formidabile fabbrica delle paure, nella quale si fabbrica un’egemonia culturale che rende necessario seppellire la precarietà del vivere e del lavorare sotto la polvere delle culture d’ordine, delle sollecitazioni securitarie, delle pulsioni disciplinari ed emergenziali.
    La sinistra non può presentarsi come un esorcista dei fantasmi della destra. Deve smetterla di vivere sull’altalena, scegliendo o la subalternità allo “stato delle cose” o la fuga spettacolare nella predicazione senza politica. Il minimalismo e il massimalismo talvolta si appalesano come due facce della stessa medaglia: la vocazione al suicidio. La soggezione ai totem delle proprie narrazioni (un riformismo edulcorato e debole oppure un radicalismo delle chiacchiere) offusca oggi l’intelligenza della sinistra. A fronte di un’Italia che sta saltando, di un Paese orfano di un condiviso racconto etico-politico, di una nazione polverizzata in lobbies e corporazioni, la sinistra appare una voce fuori campo.
    Noi pensiamo che sia urgente tornare in campo: non con la passività delle curve, ma con una invasione del campo delle idee, praticando conflitti, ritessendo fili di socialità, costruendo saperi. Tornando a nominare le cose, ripulendo le parole da tutte le lordure ideologiche e pubblicitarie con cui sono state manipolate, ecco curando: le parole malate con cui ha infettato le proprie ambizioni, le parole che l’hanno imbalsamata nel dogmatismo, quelle che l’hanno spenta nel trasformismo. Noi pensiamo che la sinistra debba subito riaprire i cantieri costituenti della propria rifondazione ideale e programmatica. La sinistra delle libertà deve rapidamente capire qual è la partita. E chiedere ad un popolo (non ad un apparato o ad una corrente) di prepararsi a giocare.

  18. CLAUDIO FAVA: INDIETRO NON SI TORNA, said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    20 SETTEMBRE: INDIETRO NON SI TORNA.

    DI CLAUDIO FAVA

    Cari compagni, da sabato 20 settembre la Costituente di Sinistra ha finalmente un suo primo mattone, un inizio, un punto di partenza: non è ancora un soggetto politico, ma non è più una lontana profezia. Quando nascerà, quel soggetto politico dovrà nutrirsi del contributo e della passione di tanti: ma se qualcuno non si fosse assunto la responsabilità di levare l’ancora, saremmo rimasti inchiodati nel punto in cui gli elettori ci hanno confinati il 14 aprile: a contemplare i nostri lividi, a vagheggiare l’unità di tutta la sinistra, ad aspettare l’epifania.
    Adesso si naviga insieme. Già: ma insieme con chi? Qualcuno insiste: insieme con tutta la sinistra. Per me va bene: per altri meno. Ferrero e Diliberto hanno concluso i loro congressi decidendo che non parteciperanno ad alcuna Costituente di Sinistra e che il loro orizzonte strategico è l’unità dei comunisti. Punto. Insomma, non ci stanno. Che facciamo: aspettiamo i loro ripensamenti? Riassembliamo sinistra arcobaleno a prescindere? Continuiamo a ritenere che l’unità sia più importante della verità? Lo scorso primo maggio il partito dei comunisti italiani, segretario in testa, ha sfilato per le vie di Torino intonando l’inno russo, e cantandolo in russo: cosa ci unisce a loro? Quale idea di paese condividiamo con quei compagni? Se qualcuno vuole portare la salma di Lenin in Italia, affar suo: ci sarà consentito dire che questo paese ha bisogno di un’altra idea di sinistra? Che servono meno maestri d’ortodossia e più compagni di strada?
    Ci sono centinaia di migliaia di donne e uomini che sentono di essere ancora comunisti, anche dentro quei partiti, e che vogliono declinare questa loro identità non per custodire un museo di sacri paramenti ma per impegnarsi a fare, a trasformare il paese, a ripensare pratiche e linguaggi della politica. La Costituente di sinistra alla quale stiamo lavorando si rivolge a loro e ai tanti che vengono da altre culture, da altre storie o semplicemente dalla loro storia ma che sono pronti a mettersi in discussione per un progetto più ampio, più responsabile, meno “identitario”. Ci fa paura questo viaggio, compagni? Ci fa paura misurarci con chi non viene dai nostri recinti? Preferiremmo un bel rogito notarile tra segretari come si fece un anno fa?
    Alla riunione di sabato scorso i contributi più intensi e più positivi verso la Costituente sono arrivati da chi non ha mai avuto (o non ha più) una tessera di partito in tasca: Moni Ovaia, Ascanio Celestini, Alberto Asor Rosa, Flavio Lotti, Diego Novelli, Mario Tronti… Le loro parole (“facciamo bene, facciamo presto..”) ci raccontano il paese reale, quel paese che esiste oltre le nostre finestre sbarrate, che chiede di noi e che s’è stufato d’attendere le nostre liturgie, le nostre prudenze. Quel paese vuol sapere se ci siamo ancora, se siamo in condizioni di raccogliere la sfida per una nuova sinistra e per un nuovo centrosinistra.
    Per un nuovo centro sinistra: proprio così. O preferiamo restare per sempre custodi dell’opposizione lasciando che questo paese si sbricioli nelle mani della destra? Vogliamo limitarci a testimoniare il nostro sdegno, la nostra purezza, la nostra “indisponibilità”? Vengo da una terra in cui se avessimo risposto soltanto con l’indignazione all’aggressione dei poteri mafiosi saremmo stati fatti a pezzi. A me interessa battermi per liberare questo paese dall’egemonia della destra, per restituirgli coscienza di sé, dei suoi diritti e dei suoi doveri, per rimettere in piedi un alfabeto di beni comuni, di valori, di parole perdute. Se non lo facciamo noi, se non diventa il punto d’onore di un progetto della nostra Costituente, di che sinistra stiamo parlando? Una sinistra che non si ponga il problema di riguadagnare l’egemonia perduta sarebbe un circolo di lettura. Afflitto perchè Lenin è sepolto a Mosca e non qui, ma incapace di assumere su di sé l’urgenza della sfida politica.
    Insomma, stiamo provando a mettere insieme un campo di forze e di idealità che non parla solo ai partiti ma che non intende prescindere da loro; che propone alla sinistra civile di assumersi responsabilità e sovranità; che chiede alle donne e agli uomini di cultura di spendere per una volta questa loro cultura non nel chiuso d’un seminario ma dentro la carne viva di un processo politico che sta nascendo adesso. Non è facile. Molte diffidenze, molti bizantinismi. La vecchia politica spesso è dentro di noi. Ma quell’àncora l’abbiamo tirata su: non sappiamo se sarà america o nuove indie, ma indietro non si torna.

  19. LA SINISTRA LIGURE MOLLA GLI ORMEGGI said

    CARI COMPAGNE E COMPAGNI VI INVITO AD APRIRE UNA PAGINA DI DIBATTITO SULLA NASCITA DI RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA IN LIGURIA:

    24 Settembre 2008

    LA SINISTRA LIGURE MOLLA GLI ORMEGGI.

    Opposizione e costituente le priorità.
    Rifondazione per la Sinistra ha mollato gli ormeggi anche in Liguria. Lunedì 22 si è tenuto il primo partecipato incontro regionale in vista dell’assemblea nazionale del 27 settembre, nel quale sono intervenuti anche esponenti dell’area Unire la Sinistra (mozione Bellillo-Pdci), di Sinistra Democratica, dell’Associazione culturale Sartori e del Network giovani per la Sinistra. Tutti gli interventi hanno sottolineato la necessità di tenere insieme la costruzione dell’opposizione, quanto mai urgente di fronte alla restaurazione portata avanti dal governo Berlusconi ed il percorso della Costituente della Sinistra, che deve svilupparsi attorno ai cardini della mobilitazione sociale e della partecipazione. Molti gli interventi che hanno sottolineato i rischi che corre la democrazia, in seguito all’aggressione sistematica agita contro la costituzione “formale”, quella nata dalla resistenza, ed a quella materiale. Crescita del razzismo e dell’omofobia, difesa della scuola pubblica, riforma della contrattazione, salari e precarietà, sono alcuni temi sui quali si intende impegnare la Sinistra ligure. Fitto il calendario delle iniziative, non solo la manifestazione del 27 a Roma con Nichi Vendola, ma anche le piazze della Cgil, l’11 ottobre e la settimana di mobilitazione promossa dal Forum sociale europeo in difesa dei diritti dei migranti. Tutti concordi a dare subito gambe al processo costituente della sinistra, già da primi di ottobre si pensa ad un workshop, da svolgersi a Genova, per definire forme, luoghi (Case della Sinistra), gruppi di lavoro tematici. Si pensa inoltre ad una festa da tenersi a Genova alla fine di ottobre. Intanto a Savona il calendario è già fitto: il 25 settembre primo incontro del Comitato promotore della Costituente e dal 3 al 5 ottobre Festa della Sinistra per lanciare il progetti.

  20. ANCHE A MILANO RIFONDAZIONE PER LA SINSTRA said

    Anche a Milano si organizza RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA.
    Diamogli spazio anche su questo sito internet aprendo uno spazio di dibattito e di confronto.
    URGENTE. GRAZIE.

    MILANO: SI RIPARTE DAL 27 SETTEMBRE 2008.

    Il nostro Paese e la nostra città hanno bisogno che nasca una nuova Sinistra, unita, aperta, plurale, orizzontale, efficace.
    Una sinistra nuova in grado di contrastare l’egemonia politico culturale della destra e dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori e dei cittadini del nostro paese e della nostra area metropolitana.
    La stagione dei congressi delle forze della ex sinistra arcobaleno è alle nostre spalle e i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista che hanno sostenuto la mozione 2, primo firmatario Nichi Vendola, costruiscono un area politico programmatica: Rifondazione per la Sinistra.
    Un laboratorio, uno spazio comune di confronto, iniziativa elaborazione a disposizione di chi sente la necessità di ricostruire la sinistra nel paese ed è disposto all’impegno in prima persona.
    Il primo appuntamento è per sabato 27 settembre a Roma con una grande assemblea aperta che vedrà la partecipazione di esponenti della sinistra e dei movimenti, presso la festa di Rifondazione per la Sinistra al Parco Brin.
    Da Milano partirà un Pullman alle ore 24 Stazione Famagosta. Il costo è di 30 euro a persona con possibilità di riduzioni per studenti e disoccupati.
    Con questa prima iniziativa comunichiamo la costituzione sul territorio milanese di Rifondazione per la Sinistra, ribadendo la necessità anche a Milano di accelerare il processo storico e inevitabile che porta ad aggregare soggetti ed individui in una realtà politica che si riconosca nei valori e negli strumenti della SINISTRA, capace di arginare e contrastare il dilagare di quel “clima” di odio e di esclusione sociale, quella degenerazione dei rapporti sociali, il crescere dell’intolleranza nella città di Milano e nel Paese. Una sinistra in grado di rappresentare e far crescere quella città che sabato era i piazza per Abba.
    Per contatti, info e prenotazioni per il pullman per Roma:
    mi.rifondazioneperlasinistra@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    oppure telefonare al 347/5237754

  21. sito ufficiale rifondazione per la sinistra said

    on line il sito ufficale di Rifondazione per la Sinistra

    http://rifondazioneperlasinistra.it/
    23 Settembre 2008
    Le parole pulite dei nostri perché
    Scritto da Nichi Vendola
    La destra sembra occupare l’intera scena del simbolico, governa proiettando a ritmo continuo il film della propria ideologia. Con una spasmodica attenzione agli strumenti della comunicazione e alla formazione del senso comune, la destra esibisce una spregiudicata padronanza della “realtà percepita” con cui divora e mistifica la “realtà reale”.
    Il suo programma politico è semplice: “rovesciare il ‘68”, e cioè sterilizzare, ben dentro le viscere della società italiana, tutte le culture critiche che ne hanno innervato e qualificato il tessuto civile e democratico; riscoprire il fascino delle gerarchie sociali e rilegittimare le forme, sia pure moderne e persino post-moderne, di un sovrano legibus solutus, ovvero di un potere che assolutizzando il primato del sistema d’impresa usa la politica come una protesi del mercato, come il terminale chiassoso ma inerte delle scelte vincolanti delle grandi famiglie del capitalismo internazionale.
    La destra ha vinto. Nelle urne e nella politica. Ma prima ancora ha vinto nei cuori e nelle menti di una larga “opinione pubblica”, spaventata e disidentificata dai processi di globalizzazione, narcotizzata dalla Tv pubblico-privata del pensiero unico (quella che educa all’analfabetismo pornografico de “Il grande fratello”), plasmata dal desiderio violento di possedere come surrogato (in forma di merce) della vita e del suo senso. Capitalisti, anche se privi di qualsivoglia capitale. Quasi figli di un capitalismo antropologico, una vera educazione sentimentale al consumo e al primato dei “valori di scambio”.
    Questa è la ragnatela di significati inediti in cui gli individui restano impigliati. I legami sociali perdono valore, i cittadini ragionano come clienti, il mercato produce la società, io esisto perché possiedo (merci, forza, potere) e non perché parlo con te, tu sei non il dono della differenza ma la minaccia della diversità, se il mio reddito e la mia casa sono a rischio io avrò paura e cercherò il colpevole della mia paura, punirò il colpevole della mia paura. E se la mia paura è la povertà (perché crollano le grandi banche internazionali e soffiano sul mappamondo i venti della recessione) allora punirò tutti i poveri.
    Non c’è sinistra che non sia innanzitutto capacità di demistificare l’ideologia trionfante della destra. La destra è una formidabile fabbrica delle paure, nella quale si fabbrica un’egemonia culturale che rende necessario seppellire la precarietà del vivere e del lavorare sotto la polvere delle culture d’ordine, delle sollecitazioni securitarie, delle pulsioni disciplinari ed emergenziali.
    La sinistra non può presentarsi come un esorcista dei fantasmi della destra. Deve smetterla di vivere sull’altalena, scegliendo o la subalternità allo “stato delle cose” o la fuga spettacolare nella predicazione senza politica. Il minimalismo e il massimalismo talvolta si appalesano come due facce della stessa medaglia: la vocazione al suicidio. La soggezione ai totem delle proprie narrazioni (un riformismo edulcorato e debole oppure un radicalismo delle chiacchiere) offusca oggi l’intelligenza della sinistra. A fronte di un’Italia che sta saltando, di un Paese orfano di un condiviso racconto etico-politico, di una nazione polverizzata in lobbies e corporazioni, la sinistra appare una voce fuori campo.
    Noi pensiamo che sia urgente tornare in campo: non con la passività delle curve, ma con una invasione del campo delle idee, praticando conflitti, ritessendo fili di socialità, costruendo saperi. Tornando a nominare le cose, ripulendo le parole da tutte le lordure ideologiche e pubblicitarie con cui sono state manipolate, ecco curando: le parole malate con cui ha infettato le proprie ambizioni, le parole che l’hanno imbalsamata nel dogmatismo, quelle che l’hanno spenta nel trasformismo. Noi pensiamo che la sinistra debba subito riaprire i cantieri costituenti della propria rifondazione ideale e programmatica. La sinistra delle libertà deve rapidamente capire qual è la partita. E chiedere ad un popolo (non ad un apparato o ad una corrente) di prepararsi a giocare.

  22. FESTA DEL PRC A PORTICI: OGGI NICHI VENDOLA said

    VI SEGNALO:

    CIRCOLO ” ENRICO BERLINGUER ” DI PORTICI

    FINO A DOMENICA 28 SETTEMBRE 2008 continua la festa di Liberazione organizzata dal Circolo ” Enrico Berliguer ” di PORTICI ( NA).

    Oggi giovedi 25 settembre alle ore 20, presso la Villa Comunale, alle ore 20.00 conversazione-intervista con NICHI VENDOLA.

  23. DORINO PIRAS: AVANTI CON LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA A TORINO. said

    NB: visto che sull’uscita dal PRC di Dorino Piras su questo blog ci sono stati vari interventi, è forse corretto riportare di seguito anche la sua opinione nel merito delle vicende.
    I due interventi trascritti sono ripresi dal suo sito internet che ha anche un blog:

    Avanti con la Costituente della Sinistra a Torino

    Scritto da Dorino Piras

    Martedì 23 Settembre 2008 23:39

    Qualche strascico polemico, oggi, inutile da raccogliere in quanto di nessun contenuto politico. In fondo proprio quelli che criticano il “modus berluconianus” di intendere la politica ne rimangono intrappolati: l’attacco personale senza contenuto politico, come cifra, appunto, di personalizzazione della politica. Poco male e “tiremm innanz” come disse il patriota. Il segno vero è che noi continuano per la strada della Costituente della Sinistra: in Provincia di Torino si va verso la costituzione in tempi brevi di un gruppo consiliare autonomo,come risorsa da mettere a disposizione di un progetto ampio e partecipato. Non deve, certamente, essere inteso come un progetto slegato da dinamiche nazionali, ma i tempi politici locali impongono delle scelte chiare e comprensibili, specialmente per chi, soprattuto nelle formazioni di provenienza, ha ingaggiato questa battaglia. Non posso nascondere un ampio interesse di molti soggetti politici e di un gran numero di persone che guardano al progetto con attrazione. Interesse che in queste ore sta portando a contatti, incontri in cui finalmente si discute di politica a tutto campo, di cose concrete da fare e non di semplici relazioni tra gruppi di interesse partitici con il fine della semplice tattica.
    Siamo in mare aperto e ci stiamo bene.
    Con una semplice convinzione: non si possono usare vecchie mappe per trovare nuove terre.
    P.S. Occhio all’appuntamento di sabato 27 alle ore 16,30 all’Unione Culturale dove parleremo dei confini aperti del socialismo. Info sulla sezione appuntamenti del blog.

  24. DORINO PIRAS: I PERCORSI DELLA COSTITUENTE DELLA SINISTRA A TORINO: said

    I percorsi della Costituente della Sinistra a Torino

    Dorino Piras

    Mercoledì 24 Settembre 2008 22:47

    Capire il quadro dei percorsi della Costituente della Sinistra anche a Torino può non essere di immediata comprensione. Esiste infatti uno scenario nazionale ed uno più locale, in cui è necessario inserire il discorso.
    Il momento “nazionale” non può infatti prescindere da ciò che si sta muovendo tra le diverse realtà già costituite. Non sono infatti un mistero i diversi incontri che si stanno tenendo tra tutti gli attori in campo di cui l’ultimo a Roma nei giorni scorsi. Diverse soggettività hanno già in corso ragionamenti comuni con la chiara impronta della ineluttabilità del proseguimento del percorso. Non ultimo Nichi Vendola e la componente di Rifondazione per la Sinistra, che il 27 di questo mese formalizzerà in un incontro pubblico la costituzione della componente. Gli incontri di diverse realtà presenti nei diversi territori nazionali, stanno inoltre “premendo” per la costruzione di processi unitari nei diversi territori, che potrebbero portare alla formazione di liste con collegamenti nazionali anche per le prossime amministrative.
    Qui si innesta il discorso “locale”. Torino si presenta come avanguardia di tutto questo discorso dato l’innesco del processo avvenuto in Provincia di Torino. Il nostro prossimo passo, dopo l’uscita dai rispettivi partiti mia (Dorino Piras) e di Vallero da Rifondazione Comunista e di Mario Corsato dai Comunisti Italiani, sarà la costituzione, nel Consiglio provinciale di Torino, del gruppo “Per la Costituente della Sinistra” che sarà formalizzata nei prossimi giorni. Gli incontri di oggi hanno inoltre portato ad individuare un percorso con Sinistra Democratica, che vedrà come primo passo il cambiamento della denominazione di quel gruppo in “Sinistra Democratica per la Costituente della Sinistra”. La discussione ha quindi individuato i punti strategici condivisi e un percorso che attraverso iniziative comuni pubbliche e in Consiglio provinciale, ha come fine la possibilità di costruire un gruppo paritetico unico di Costituente per la Sinistra, in coerenza con la discussione nazionale.
    Altro capitolo che è necessario aprire è quello dei rapporti con il Partito Socialista. Personalmente rimango convinto della necessaria partecipazione del socialismo italiano al processo costituente. Le ragioni sono diverse e ampiamente già espresse in altri post, ma mi è personalmente chiaro che le ragioni della divisione del ’21 non sono oggi più attuali proprio nel XXI secolo. Oltre al fatto che aggiungerebbe una significativa novità politica alla stessa novità della Costituente che abbiamo promosso proprio a Torino. Coinvolgerebbe inoltre lo stesso PS nella discussione nazionale, ancorando ancor di più la sua natura di forza di sinistra e ponendo a disposizione il contributo del socialismo europeo e riformista nella Costituente di Sinistra. Anche qui è necessario mantenere la proficua interlocuzione che è già in corso.
    L’innovazione politica passa anche per queste strade.

  25. OGGI FAUSTO BERTINOTTI A ROMA. said

    Ricordo alle compagne e ai compagni della REDAZIONE ( ovviamente quando hanno un po’ di tempo a disposizione ) di aprire delle pagine di discussione sui seguenti temi già segnalati sopra:

    – FONDI
    -LIGURIA
    – MILANO
    – PORTICI
    – SITUAZIONE TORINO E DORINO PIRAS.

    Ciao a tutte/i.

  26. MARCO SCOLESE SU RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA. said

    Intervista a Marco Scolese, Consigliere Provincia di Treviso, relativa al VII congresso del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

    – fonte: Fenerland (blog) –

    (domanda di F.)

    I giorni del congresso sono stati carichi di riunioni, incontri e lunghe concertazioni fatte per cercare di ricompattare il movimento nettamente spaccato sulle due diversissime mozioni. Puoi farmi una sorta di riassunto di quelle ore?

    (RISPOSTA DI SCOLESE)
    A livello nazionale (che è la somma di tutti i circoli di base) la proposta di Vendola ha ottenuto il 48%, Ferrero il 40% e il 12% tutti gli alti messi assieme.
    Pertanto nessuno ha avuto la maggioranza assoluta e si è cercata una convergenza programmatica per una sintesi politica unitaria.
    A questo proposito il gruppo di Vendola, avendo la maggioranza relativa dei consensi ha avanzato una proposta agli altri che però, con una opera di tessitura maestrale e sottotraccia di Ferrero, avevano costruito una alleanza tra tutte le anime (anche le più distanti politicamente) contro Vendola, per cui hanno rifiutato sistematicamente qualsiasi proposta di ricomposizione.
    Inevitabilemte il risultato finale è stato l’elezione a segretario di Ferrero sostenuto da un risicatissimo 50,5% e un documento politico finale che io considero politicamente vecchio ed identitario oltre che culturalmente arretrato. Per questa scelta è stata sacrificata la caratteristica principale del PRC: la tensione continua alle sperimentazioni e la ricerca costante di soluzioni innovative che hanno fatto di rifondazione un “partito” giovane ed originale. Tutto a scapito delle posizioni interne più radicali.

    (domanda di F.) Attesissimo era l’intervento di Fausto Bertinotti. Ho visto un Bertinotti tanto emozionato quanto alla fine deluso dall’esito del congresso.
    Il suo discorso, seppur molto apprezzato 24 applausi in 27 minuti, non è però servito a convogliare il partito ad una scelta di unità. Avevi anche tu riposto speranze nell’ex “leader maximo” oppure ritenevi ormai incurabile ed insanabile la spaccatura in atto? E poi, se vuoi, dacci una tua opinione del tutto personale del grande fallimento Bertinotti alle ultime elezioni.

    (RISPOSTA DI SCOLESE) La proposta per una ricomposizione unitaria avanzata dal gruppo di Vendola agli altri gruppi del PRC aveva come base proprio l’intervento di Bertinotti che ha realmente unito tutte e tutti. La sua delusione che è la delusione di tante e tanti dentro e fuori al PRC, sta tutta nell’aver visto prevalere la voglia di potere di alcuni sulle ragioni della Politica.
    E a nulla è valsa la proposta di “gestione unitaria” di Ferrero dopo la sua elezione perché non è sulle “poltrone per la gestione” che bisogna mettersi d’accordo in un partito come il nostro ma proprio sulla prospettiva e l’orizzonte politico…non a caso è stata rifiutata l’ipotesi di un ingresso di Vendola o altri nella nuova “squadra di governo” di Ferrero.
    Per quanto riguarda la sinistra l’arcobaleno, personalmente credo che il suo fallimento, più che di Bertinotti sia del progetto complessivo che la Sinistra l’Arcobaleno si è dato. Fausto nonostante si presentasse una sfida ad alto rischio ha deciso di metterci la faccia, la sua cultura, la sua storia personale e politica e fare fino in fondo una battaglia i cui esiti aveva già previsto fossero negativi… Se in Italia le persone oltre che votare a destra pensano a destra e stentano ad indignarsi di fronte alle impronte digitali ai bambini rom piuttosto che a quei maledetti teli bianchi che coprono i corpi di donne e uomini che il mare ha rigettato in spiaggia prive di vita e tra ombrelloni e creme abbronzanti gli italiani e le italiane invece di riflettere sul senso della vita e sui tanti corpi sepolti dalle acque del mediterraneo, erano a fotografare la morte con i loro telefonini di ultima generazione… io penso: sarà mica un problema di “cashmire e portaocchiali al collo”?

    (domanda di F.) Arriviamo a Nichi Vendola. Tu appoggiavi la sua mozione ovvero, se non ricordo male, quella più orientata ad immaginare un futuro politico in cui Rifondazione facesse parte di una grande realtà di sinistra. Una sorta di costituente nata per rendere far esistere una vera sinistra ora schiacciata dal bipolarismo. Ricordo che un poco più di un mese fa Vendola e la sua mozione potevano contare sul favore del 72% del partito (fonte La Repubblica – 11 Giugno 2008) Cosa principalmente non è stato accettato della mozione tanto da non farlo eleggere a ruolo di segretario di partito?

    (RISPOSTA DI SCOLESE) Beh, intanto La Repubblica conferma la mia opinione negativa sui sondaggi…Io che conosco da dentro il PRC sapevo che non sarebbe andato oltre il 53%. Certo è che il 48% è proprio il minimo previsto.
    Cosa è successo? Io credo che rifondazione non sia un compartimento stagno che non è influenzato da ciò che accade nella società, anzi…
    Solamente che dalla società possono arrivare contaminazioni positive e/o contaminazioni negative. In questo senso credo che il congresso sia stato dominato dalla paura. La politica degli ultimi anni è fondata sulla paura: la destra teme la crisi, la lega solletica continuamente la paura dello straniero, del diverso, il PD parla di paura dell’operato di Berlusconi…insomma nella società dell’incertezza dove la precarietà del lavoro diventa precarietà di vita, il sentimento prevalente è la paura. Purtroppo rifondazione da questo tratto culturale del nostro tempo non è riuscita ad essere immune. Per cui l’idea di tentare una strada nuova ha messo paura tanto più se associata alla possibilità di un improbabile quanto MAI PROPOSTO scioglimento di Rifondazione in qualcos’altro…

    (domanda di F).La vittoria di Paolo Ferrero lascia molti con l’amaro in bocca.
    Sembra che rifondazione si sia di colpo trasformata in qualcosa di estremamente anacronistico. La prima impressione che ho avuto è stata quella di un partito che piuttosto di puntare sul futuro ha preferito la tranquillità delle proprie radici. Una sorta di balzo all’indietro fatto di grossi e forti proclami, simboli, canti e pungi alzati, ma che a ben guardare hanno poco a che fare con la rinascita di una forte realtà di sinistra. Qual è la tua opinione in merito?

    (RISPONDE SCOLESE) Esattamente come dici tu: con la sconfitta elettorale è prevalsa la voglia di chiudersi a riccio per difendersi e non il coraggio per rilanciare. Il rischio è che venga fuori dal congresso un partito che declami ciò che non va nella società ma che non riesca ad andare oltre il proclama.
    Dunque non in grado di dare risposte concrete alle donne e gli uomini che si prefigge di rappresentare.

    (Domanda di F.) Vendola seppur sconfitto non è uscito dal partito né, cosa di cui bisogna dargli merito, ha minacciato ulteriori spaccamenti. Ha preferito lavorare all’interno del partito tramite una corrente di minoranza denominata “Rifondazione per la sinistra”. So che tu vi parteciperai (se non ho scritto bene correggi tu). Spiegaci, se puoi, il vostro punto di partenza e i vostri obbiettivi.

    (RISPONDE SCOLESE) Di scissioni non se ne parla! Figurarsi se in Italia abbiamo bisogno dell’ennesimo partitino portatore dell’unica verità possibile! Diciamo che ha vinto Ferrero ma “senza rifondazione” cioè senza quel tratto di originalità che da sempre il PRC esprime. Per questo ci impegnamo a rimanere dentro ed esserne l’anima che lavorare per la pratica dell’obiettivo: unire la sinistra in un’ottima non minoritaria e di testimonianza ma con l’idea che tante donne e tanti uomini hanno il diritto ad una forza politica grande e di popolo. Il PD da solo non basta a rappresentare la voglia di cambiamento di questo paese, anzi a volte è proprio un partito “del sistema” con tutta la fisionomia dei partiti da contrastare…

    Abbiamo costituito, io tra questi anche “nello sprofondo nord”, l’AREA PROGRAMMATICA POLITICO CULTURALE – RIFONDAZIONE per LA SINISTRA. Il pericolo della chiusura identitaria, e la affermazione di un “nuovo plebeismo”, rischiano di ridurre il PRC a qualcosa che non serve al reale miglioramento delle condizioni materiali di vita di tutti coloro i quali guardavano, e continuano a guardare, a Rifondazione come ad una speranza. Siccome questa speranza non può essere abbandonata e siccome il diritto del popolo di sinistra di avere per sé una forza politica grande e forte va rispettato.

    RIFONDAZIONE per LA SINISTRA lavorerà al processo costituente che abbiamo proposto come tema del congresso, sia dentro che e fuori il partito mettendo a critica nonviolenta il potere e le sue forme di organizzazione, ridiscutendo tutt’assieme la forma partito novecentesca per individuarne i limiti che può avere oggi e provando ad innovare i metodi con i quali vengono assunte le decisioni, attuando forme di partecipazione larghe e democratiche.

    RIFONDAZIONE per LA SINISTRA a Nord Est si darà degli strumenti per condurre questa iniziativa politica e culturale: un sito web, un blog, ed una RIVISTA di approfondimento teorico e culturale. Questi strumenti sono essenziali a sviluppare analisi sociale, inchiesta/azione sul pluriverso del lavoro, analisi della complessità dei territori come luoghi della relazione sociale ed economica, comunicazione, formazione ed informazione, relazione con gli altri soggetti politici, sociali, dell’associazionismo, aree del mondo cattolico, singole e singoli che non si rassegnano ad una sinistra minoritaria. Pertanto nessuna scissione ma la volontà di sviluppare una iniziativa politica e culturale per il processo costituente de “LA SINISTRA” che pare a noi l’unico vero progetto politico a fronte, invece, di una mera e disarticolata articolazione di potere.

    Insomma vogliamo imparare a volare alto…e ancora una volta ci mettiamo in gioco!

  27. AREZZO: LA SINISTRA SI METTE IN CAMMINO.. said

    Fonte:AREZZO NOTIZIE, mercoledì 24 settembre 2008

    LA SINISTRA SI METTE IN CAMMINO

    Il 27 settembre, a Roma, l’area programmatica “Rifondazione per la Sinistra” terrà la sua prima assemblea nazionale pubblica, dal titolo “Le belle bandiere: la sinistra delle libertà contro la società della paura”.
    Il congresso di Rifondazione comunista ha stabilito che la metà dei suoi iscritti vuole l’avvio del processo costituente di un nuovo soggetto della sinistra: “Rifondazione per la Sinistra” nasce con questo obiettivo. “Le belle bandiere” va così delineandosi come la prima tappa di questo processo aperto.
    Alla giornata di Sabato parteciperà anche una delegazione di aretini sia provenienti dal Prc che esponenti di quella sinistra diffusa che ad Arezzo può vantare anni di lavoro comune su temi importanti come ambiente, diritti e partecipazione.
    Temi che anche localmente dovranno essere al più presto ripresi per ridare fiato e prospettiva ad una sinistra che oggi affronta una delle sue peggiori crisi a livello mondiale.
    Dal momento che, l’assemblea di Sabato non sarà un “incontro della minoranza del Prc” ma un grande momento di lancio per un percorso costituente della sinistra, stiamo lavorando per allargare al massimo la partecipazione e per questo sarà disponibile un autobus prenotabile mandando una mail a rifondarelasinistra@gmail.com.

  28. VITERBO: NASCE UN NUOVO SPAZIO DI CONFRONTO said

    FONTE: VITERBO NOTIZIE – TUSCIA WEB – NEWS ON TUSCIA – QUOTIDIANO ON LINE
    Mercoledì 24 settembre 2008

    Viterbo: nasce un nuovo spazio di confronto.

    La sinistra delle libertà contro la società della paura

    La netta vittoria politica delle destre e la contemporanea sconfitta elettorale della sinistra, la sua frantumazione dopo un infelice tentativo di unità, i limiti evidenti comparsi nella breve stagione congressuale della scorsa estate, lasciano aperti e irrisolti due grandi problemi: l’organizzazione di un’opposizione sociale, politica e culturale al governo Berlusconi e la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra.
    Che le due questioni siano tra loro profondamente intrecciate, nei temi e nei tempi, è cosa evidente. Come questo può avvenire è invece il tema principale della nostra ricerca.

    Una ricerca tanto più urgente e necessaria, quanto più diviene chiaro il paradosso in cui siamo immersi.

    Da un lato, il processo di globalizzazione attraversa un periodo di profonda crisi, della quale gli aspetti della finanza, della società, dell’ambiente, della geopolitica, delle istituzioni interne e internazionali, delle teorie politiche neoliberiste, sono sotto gli occhi di tutti.

    Dall’altro lato, la sinistra italiana, ma si può ben dire di larga parte dell’Europa, macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è percorsa da profonde crisi di identità. La sinistra rischia di sparire proprio quando i suoi avversari storici sono scossi fin dalle fondamenta.

    I congressi di partito o gli analoghi appuntamenti di questa estate, pur nella loro diversità nelle premesse e negli esiti, mostrano un tratto comune: i progetti che emergono non vanno al di là di qualche mese, al massimo si spingono fino alle soglia delle prossime scadenze elettorali, amministrative e europee, della prossima primavera.

    La sinistra appare cioè prigioniera, più che immersa, di un presente che ne esalta l’autoreferenzialità. Così non si può stare. In questo modo non nasce niente. La sinistra del presente deve mettersi in cammino, cercando la direzione giusta. Per questo ci è indispensabile l’analisi delle nuove contraddizioni. Solo dallo sforzo della risoluzione dei nuovi problemi del XXI secolo può rinascere una sinistra che dia una risposta alla tremenda crisi di civiltà che fa da sfondo a tutte le vicende contemporanee.

    Una sinistra quindi senza aggettivi, memore del passato ma non prigioniera di esso e delle sue categorie, una sinistra capace di produrre senso, non solo di cercare consensi.

    In questi decenni il capitalismo ha prodotto una grande rivoluzione conservatrice. Rivoluzione perchè

    i cambiamenti sono stati radicali, sia a livello produttivo, che sociale, istituzionale e comportamentale. Conservatrice perché l’esito, nel mondo e nei singoli paesi, è che chi era più ricco lo è ancora di più e chi era più povero ha ancora di meno. Le ragioni politiche e sociali di una sinistra ci sono tutte e così le sue nette discriminanti con la destra. L’ipotesi di occupare un mitico centro è solo un’illusione del quadro politico che non trova fondamento nella realtà sociale.

    Per questo riteniamo che la scommessa che ha animato la nascita del Partito democratico sia perdente e lascia un grande vuoto a sinistra. Ma questo non può essere riempito senza una forte soggettività di pensiero e di azione. La disgiunzione fra pensiero e ricerca politica e azione e movimento sociale è letale per entrambi. E’ un pericolo concreto se , di fronte all’attuale sconfitta, prevalesse una scelta contemplativa o un generico ribellismo.

    Per intraprendere questo cammino la sinistra ha bisogno di umiltà e coraggio. L’umiltà di chi sa di non avere delle risposte precostituite e il coraggio di chi è consapevole che delle scelte vanno fatte.

    Per tutte queste ragioni l’area programmatica Rifondazione per la Sinistra, riprende il suo percorso, dopo il congresso di Chianciano, aprendo una riflessione pubblica su grandi temi quali quelli dei cambiamenti che intervengono nel sistema capitalistico mondiale, con il passaggio del suo baricentro da Ovest a Est ed i conseguenti sommovimenti geopolitici in atto che coinvolgono anche lo scacchiere geografico europeo; che interessano la struttura e la composizione sia del lavoro che del capitale, precarizzando il primo e finanziarizzando sempre più il secondo; che concernono i processi di svuotamento della democrazia e di tecnicizzazione dei sistemi di governo; che si configurano nelle nuove modalità di produzione di senso e di gestione del sapere.

    Sappiamo che in questa ricerca non siamo soli. La crisi della sinistra non ha cancellato l’esistenza di centri di iniziativa politica e di produzione culturale. Da questi ci giungono idee, tracce di ricerca, indicazioni di approfondimento, oltre che la preziosa disponibilità a partecipare in prima fila alla costruzione di un’opposizione alle destre.

    Raccogliere e mettere a confronto questi lavori è un passo decisivo nel processo costituente di una nuova sinistra. Per questo la discussione che proponiamo sarà aperta e non circoscritta ad ambiti partitici. Non è l’identità del passato che cerchiamo, ma quella del futuro.

    Pier Paolo Pasolini scriveva negli ultimi giorni del 1962, su Vie Nuove , presentando una prima versione della sua famosa poesia (che pubblicherà nel testo definitivo l’anno successivo) dedicata alle bandiere rosse, “le belle bandiere degli Anni Quaranta” che sventolavano “una sull’altra” il cui ricordo si contrapponeva, nella mente del poeta, al brutto “biancore” del neocapitalismo degli anni sessanta:

    “E’ un ricordo del periodo più bello, e determinante, di una vita. E’ finito, bisogna sapere ricominciare.”

    Non abbiamo trovato parole migliori per dire con quale spirito vogliamo riprendere il cammino.

    Con questo spirito sabato 27 settembre saremo a Roma, in collegamento ideale con le 100 piazze promosse dalla CGIL, per presentare l’area politico programmatica e culturale “Rifondazione per la Sinistra”.

    Con questo stesso spirito proponiamo la costruzione anche a Viterbo di un luogo e di uno spazio di confronto e di iniziativa “a sinistra”, rivolto a tutti coloro che intendono continuare ad impegnarsi nella direzione della trasformazione sociale.

    PRC/AREA POLITICO PROGRAMMATICA E CULTURALE “RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA ” DI VITERBO

  29. mau68- dove è finita la SE? said

    contrordine compagni della moz 2 non scrivere più Se è stato un fallimento! ora forse… si guarda al Pse…

    “Bertinotti si accingerebbe a una nuova svolta di pensiero: compagni è ora di aprire un confronto con il Pse,
    perché il sogno della Sinistra Europea è andato a pezzi!”
    da La Repubblica…

  30. nonviolento said

    In che articolo è la dichiuarazione? potresti mettere il link, non lo ho trovato.

  31. Una Repubblica solo per loro. said

    La Repubblica fa un edizione a tiratura limitata per Ferrero, Grassi, Pegolo e Bellotti.
    La leggono solo loro e pochi intimi.
    Anzi se la leggono fra di loro a voce alta.

  32. mau68- dove è finito l' 11? said

    La Repubblica del 25.09.2008

    articolo “L’opposizione prepara le piazze…” di Umberto Rosso pag. 14

  33. mau68- Liberazione in sciopero said

    Liberazione contro Rifondazione
Il quotidiano scende in sciopero

    Dopo un’assemblea duro comunicato della redazione che accusa il Prc
:
    “Mancanza di chiarezza sul futuro del giornale e sulla sorte di chi ci lavora”

    ROMA – Liberazione contro Rifondazione. Domani il quotidiano del Prc non sarà in edicola. L’assemblea di redazione, che si è svolta oggi pomeriggio, ha infatti indetto una giornata di sciopero immediato “per denunciare – dice un comunicato – il comportamento antisindacale della società editrice Mrc Spa e la perdurata mancanza di chiarezza da parte del partito editore Rifondazione Comunista sul futuro del giornale e sulla sorte di chi ci lavora”.

    Quale ulteriore strumento di denuncia, dice ancora il comunicato, l’assemblea ha deciso di confermare il presidio informativo aperto al pubblico e alla stampa per la giornata di domani a partire dalle 12 in redazione, in viale del Policlinico 131 a Roma. S
    (25 settembre 2008)

  34. mau68- dove è finita la SE? 3 said

    per il ” bonzo violentissimo” (che non ha studiato Socrate, nonostante 7/8 anni di filosofia…) ecco l’articolo

    La Repubblica del 25.09.2008

    articolo “L’opposizione prepara le piazze…” di Umberto Rosso pag. 14

    ROMA – In corteo contro il Cavaliere. Tutti divisi. E tutti a contendersi perciò, per avverare il miracolo della piazza piena, l’ aiuto decisivo del sindacato: la sinistra extraparlamentare invoca san Gianni (Rinaldini), il Pd san Gugliemo (Epifani). L’ 11 ottobre si rivede il caro estinto, la fu Sinistra arcobaleno, che da piazza della Repubblica alla Bocca della Verità, a Roma, gioca il “o la va o la spacca”. Trentamila in corteo? E’ la previsione ottimistica, mentre in questa lunga vigilia serpeggiano pubblici dubbi sui rischi dell’ iniziativa solitaria – come quelli espressi su Liberazione da Zipponi, responsabile lavoro di Rifondazione – e private paure di un nuovo flop a sinistra. Perché, in quello stesso sabato di passione anti-berlusconiana, ecco che in sovrapposizione alla manifestazione di Ferrero, Fava, Francescato e Diliberto, scende in campo per i fatti suoi un altro pezzo di opposizione. Il pifferaio Tonino Di Pietro “tenta” anche i militanti extraparlamentari con la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano convocata a piazza Navona. E il suo sit-in rischia di provocare qualche emorragia nel fisico già provato della sinistra. Il leader dell’ Idv lo ha teorizzato apertamente con i suoi, «io voglio pescare voti dappertutto», facendo infuriare Nichi Vendola, «la nostra piazza e la sua devono restare distinte, non ci mischiamo al dipietrismo», e un po’ meno Ferrero che predica la contaminazione: «Per battere Berlusconi e stringere il Pd faccio alleanze anche con il diavolo, pure se io sono valdese…». Si può anche ricordare, in questa frantumazione dell’ opposizione in piazza, che gli stessi Cobas andranno da soli (il 17 ottobre), ma il momento della verità arriverà il 25 ottobre. La «grande, grandissima» manifestazione del Pd contro il governo, come prevedono al Nazareno. Un milione a San Giovanni, è il desiderio. Un grande successo per Veltroni a quel punto, con la piazza messa insieme dalla sinistra che, al confronto, si fa piccola piccola e politicamente sparisce. «Non dobbiamo finire schiacciati, giochiamo fino in fondo la carta della sinistra sindacale», incita perciò il segretario di Rifondazione. Pressing pesante. La Fiom di Rinaldini e Cremaschi anzitutto, ma anche pezzi della Funzione pubblica, dei trasporti, dei pensionati che soffrirebbero sempre più la gestione Epifani, pure se in versione linea-dura Alitalia. Per salvare il soldato Ferrero urgono molte bandiere del sindacalismo duro e puro. Ma nel duello delle piazze che attraversa la Cgil, di certo Epifani non resta a guardare. Ed è proprio a lui che Veltroni si è rivolto, ottenendo di affiancare la potente macchina del sindacato a quella del Pd per lasciare il segno quel 25 ottobre. Mussi, Fumagalli e Fava ci hanno provato, in un incontro con Walter prima del suo viaggio negli Usa, a riunificare il puzzle. «Facciamo una sola manifestazione, anche se con piattaforme differenziate». Risposta: non se ne parla proprio, finiremmo per ripiombare nella vecchia, confusa e perdente Unione. Agli ambasciatori della Sinistra non è rimasto altro da fare che raccontare del fallimento della missione ai bertinottiani del Prc, che il canale con il Pd e con Epifani puntano a tenerlo aperto. Lo ha spiegato appunto Maurizio Zipponi, che pure viene dalle file della Fiom, provocando le ire di un altro esponente dei metalmeccanici ma che flirta con Ferrero. Giorgio Cremaschi così non ci sta, «questa è una resa di Vendola e di tutti i suoi». Bertinotti compreso. Che si accingerebbe intanto ad una nuova svolta di pensiero: “compagni è tempo di aprire un confronto con il Pse, perché il sogno della Sinistra europea è andato a pezzi”.

  35. Marco Renzini said

    Credo che l’utilità di questo sito internet ( che tra l’altro sta avendo nel suo complesso un notevole successo ) sia quella di fornire informazioni, notizie, argomenti di dibattito e confronto, sulle tante realtà già esistenti e altre che stanno nascendo in tutta Italia con l’obiettivo di lavorare per la costruzione di una Sinistra unita e plurale.
    E per questo che rinnovo l’invito ( nei tempi e nei modi possibili ) ad aprire pagine su tutte queste situazioni sparse in giro per il Paese.
    Tra l’altro credo che l’obiettivo sia quello non solo di rivolgersi alle realtà dove si sta organizzando l’area politico-culturale ” Rifondazione per la Sinistra ” ma al contrario di estendere questa operazione di raccordo anche a tutti quelli che , a Sinistra,nei territori, si muovono in un’ottica unitaria.
    E’ un’operazione importante e fondamentale questa di mettere in rete e in collegamento esperienze di base che si muovono spesso in maniera autonoma e che sperimentano percorsi anche diversi ed innovativi.
    L’apertura in questi giorni del sito internet ufficiale di ” Rifondazione per la Sinistra ” non si pone ovviamente come alternativa al lavoro e all’impegno svolti sino ad oggi dal vostro gruppo.
    Immagino che la Redazione sia fatta di volontari che ovviamente fanno altro di lavoro e che quindi si dedicano a questo sito internet durante il tempo libero per passione politica ed impegno civile.
    Andiamo avanti così perché mi pare che https://rifondazioneperlasinistra.wordpress.com sia uno strumento importante e soprattutto molto utile.
    Per quanto mi riguarda cercherò di dare anche il mio modesto contributo tutte le volte che avrò tempo e possibilità.
    Ciao a tutti i compagni e le compagne.

    NB: è per queste ragioni che vi ricordo di aprire pagine di dibattito sulle cinque realtà che ho gia segnalato nel mio intervento 25 con l’aggiunta di quelle di Arezzo e Viterbo e anche un’altra sulla situazione in Trentino perché ho appena letto l’intervento del compagno Agostino Catalano.

  36. nonviolento said

    “”””Bertinotti compreso. Che si accingerebbe intanto ad una nuova svolta di pensiero: “compagni è tempo di aprire un confronto con il Pse, perché il sogno della Sinistra europea è andato a pezzi”.””””

    Non è una citazione, nemmeno un pensiero, cioè non sono nulla, ma sono parole e pensieri del giornalista non di Bertinotti. Sta diventando una pratica troppo diffusa quella di usare le cose dette o scritte dai fan del PD contro la Sinistra per usarle nello stesso modo in cui loro stessi le usano, sembra che tutti e due abbiate lo stesso nemico, cioè la Sinistra. Trovo questo uso , ma soprattutto questo approfittare delle infamie che spesso vengono gettate da questi scribacchini contro la Sinistra, come un atto del tutto illegittimo e poco serio. Ragionate prima di scrivere, non sempre il nemico del mio nemico è il mio amico, caso Georgia docet. @Marco le pagine non sono stati aperte nè da me nè da gli altri gestori, anzi credo l’altro gestore, se non sbaglio. Ce ne scusiamo, non posso parlare per gli altri, ma personalmento ho poturo dedicare poche ore per una fastidiosa, che è dir poco, colica renale che mi ha costretto ad un riposo forzato. Anche io credo che nonostante la creazione del sito della mozione sia necessario la continuazione dell’eperienza di questo sito, così pensano i compagni che hanno la gestione del sito della mozione che mi hanno inviato un messaggio di ringraziamento per ciò che abbiamo fatto estiamo facendo con questo sito. Purtroppo questa malattia mi costringerà anche ad essere assente alla assemblea nazionale del 27. Spero che tutti voi supplirete a questa mia assenza scrivendo messaggi e resoconti sulla manifestazione. Grazie

  37. Marco Renzini said

    LIBERAZIONE
    IN SCIOPERO

    LIBERAZIONE IN SCIOPERO

    I giornalisti di Liberazione scendono in sciopero immediato. Il quotidiano di domani non sarà in edicola mentre i redattori organizzeranno a partire da mezzogiorno un presidio aperto alla stampa e a tutta la cittadinanza nella sede del giornale in viale del Policlinico 131 e davanti allo stesso edificio che ospita la direzione del Prc, azionista unico della società editrice Mrc.
    Da mesi la redazione attende di conoscere, come è suo preciso diritto contrattuale, la reale situazione finanziaria del giornale mentre impazzano le voci più disparate e mai smentite sul deficit di bilancio e incombe lo spettro ulteriore del taglio pesantissimo dei finanziamenti pubblici ai giornali di partito e cooperativi.
    Da mesi i lavoratori aspettano di conoscere le intenzioni dell’Editore sul futuro dell’impresa, sulla difesa di una voce quotidiana della sinistra e sulla sorte di sessanta posti di lavoro e dei molti collaboratori esterni non più retribuiti da diverso tempo. Nulla di tutto questo. E’ continuato invece un disastroso rimpallo fra tutti i soggetti responsabili: proprietà, società editrice, direzione. Ancora nelle ultime ore l’Editore ci ha negato qualunque informazione. I giornalisti denunciano il grave comportamento antisindacale. Il partito proprietario ha rinviato sine die le decisioni rimarcando al contempo la “difficilissima” situazione in cui versa il giornale. Peraltro il Comitato di redazione lo ha dovuto apprendere dalle agenzie di stampa. Mentre altri quotidiani colpiti dal taglio dei contributi finanziari si battono per cambiare la legge, la Mrc minaccia la crisi e sembra ormai attendere passiva gli esiti nefasti del provvedimento. Di fronte alle difficoltà oggettive e alle conseguenze di gravi errori gestionali, l’Editore e la Proprietà lasciano che il giornale vada alla deriva e sembrano puntare alla sua liquidazione, fuori da qualsiasi contrattazione sindacale. Si può spiegare solo in questo modo il fatto che sia stata ostinatamente negata l’apertura di un tavolo di trattativa.
    I giornalisti di Liberazione rinnovano l’appello a tutti i lettori, i colleghi, i sindacati, le associazioni e i movimenti per sostenere la duplice battaglia in difesa del pluralismo dell’informazione e dei posti di lavoro.

    26/09/2008

  38. Marco Renzini said

    IL BLOG DEI REDATTORI DI LIBERAZIONE E’ A QUESTO INDIRIZZO:

    http://liberaliberazione.splider.com

  39. Marco Renzini said

    La segnalazione giusta è: http://www.liberaliberazione.splinder.com

  40. mau68- liberazione? said

    intervista di Sansonetti all’ UNITA’

    «Ferrero dica se ripiana il debito»
    Federica Fantozzi

    Direttore, qual è la situazione di Liberazione? 12 milioni di perdite?
    «Questi numeri, fatti dall’Espresso, sono demenziali. Liberazione storicamente ha uno sbilancio tra 1 e 2 milioni. Nessuno mi ha fatto vedere le cifre attuali, ma pare sia salito a 3-4. Credo che in quella cifra sia già compreso il taglio di 2 milioni di contributi».

    Il rosso in più quindi è colpa del governo?
    «Vendite e pubblicità sono stabili. La free press ha avuto grande successo iniziale, poi le inserzioni sono franate dopo le elezioni. Può avere un rosso, ma si tratta di cifre modeste. Il problema è che non c’è più un gruppo parlamentare di riferimento».

    Con Ferrero non vi amate. Non è un mistero che vi accusi di seguire una linea «minoritaria». Se avesse vinto Vendola, cosa farebbe oggi?
    «Anche lui si troverebbe di fronte una crisi, ma suppongo che abbia un affetto maggiore per questa Liberazione che alla maggioranza non piace per le sue posizioni culturali e politiche. Non c’è dubbio che la differenza sia forte».
    È falsa la malignità che l’unica cosa di cui i vendoliani non vogliono la metà sono i debiti del giornale?
    «I vendoliani sono una corrente, non una società. L’editore è il partito: se non gli piace il direttore, lo cambi. In passato ho litigato con Giordano su temi importanti. Con Ferrero non ci sono grandi liti ma neanche rapporti intensissimi».

    Rc promette un piano di rilancio. L’ha visto?
    «No, ma ritengo che debba esserci. E che vada concordato con chi dirige il giornale, io o altri».
    Le nuove regole sui contributi all’editoria sono molto restrittive. È un problema politico o di mercato?
    «È un problema politico non solo di sinistra, di tutti. Scomparirebbero i giornali di partito che svolgono una funzione molto importante. Sono alla base di metà delle idee del dibattito politico. La legge tende ad abolirli: difficile che sopravvivano».

    Quali sono i punti irricevibili?
    «La discrezionalità assoluta del ministero del Tesoro che mette i giornali alle dipendenze di Tremonti e crea una sudditanza antidemocratica. E la retroattività che avrà conseguenze pesantissime, farà saltare i bilanci in corso e chiuderanno 2-3 giornali. Poi per la sinistra c’è un problema in più».

    Quale?
    «Solo Liberazione, il manifesto e l’Unità sono giornali di sinistra. Se chiudono loro, la sinistra resta senza voce. Tutto il resto, grande stampa compresa, è di centro o di destra. Il rischio è diventare un Paese che non ha più una stampa di sinistra».

    Una provocazione: se qualcuno lo trovasse la naturale conseguenza della mancanza di rappresentanza parlamentare della sinistra? Perché, in sostanza, agli italiani non interessa?
    «Risponderei che sono due cose diverse. Gli elettori hanno pieno diritto di decidere chi governa e chi fa parte del Parlamento. Anche se la cosa mi impressiona: in passato non ci sarebbe stato La Malfa. Ma se la democrazia decide di autolimitarsi può farlo. La libertà di stampa invece è illimitabile».

    A Ferrero cosa chiedete?
    «Gli azionisti dicano, semplicemente, se ripianano o no. Ma escludo che Liberazione nei prossimi anni non sia in edicola».

  41. mau68- liberazione? 2 said

    Al Direttore di Liberazione

    credo che lei, sig. Sansonetti, abbia toccato veramente il fondo!
    oltre a non voler riconoscere la vittoria di Ferrero (infatti dà la prima pagina sia a Zipponi che dichiara “dubbi” sulla manifestazione dell’ 11 che a Mussi, relegando il seg. naz. del Prc a pag. 6 nel suo discorso “rilanciamo l’opposizione”! ), continuando a comportarsi come se il congresso non fosse finito!!!
    Distinguiamo il problema del grave deficit del giornale dall’uso tutto politico che Lei e la maggioranza dei redattori fate dello sciopero contro Ferrero!

    Lei sig. Sansonetti arriva a pubblicare “notizie tendiose” in prima pagina, definendo in prima pagine la manifestazione di piazza Navona “indetta da Di Pietro”
    e non come in realtà da Micromega ,censurando lettere che chiedevano la smentita a questa notizia più volta riportata da Liberazione, chiaramente in aiuto alle polemiche sollevate da Vendola e in funzione anti Ferrero!)…

    poi si meraviglia -dopo questi comportamenti indecorosi e ingiuriosi per i militanti- che qualcheduno arrivi, sbagliando nei toni, ad augurarsi le dimissioni e/o il licenziamento!
    come è possibile avere un direttore e redattori di un partito che si “muovono” quotidianamente contro il partito e gli editori (leggesi migliaia di compagni)?

  42. Marco Renzini said

    Andate a leggere i commenti ( insulti, demenzialità, frustrazioni, il peggio del peggio insomma, ) che riescono tutti insieme e in sola volta a vomitare alcuni cosiddetti ” compagni ” delle mozioni 1-3-4-5- e altri che si spacciano per ” comunisti ” sul blog di LIBERAZIONE e della Redazione del giornale che è in sciopero per difendere il proprio posto di lavoro.
    E’ molto istruttivo e ci si può fare un’idea precisa degli sciacalli e dei dementi in compagnia dei quali, dopo 20 anni di PRC, dovremmo ancora lavorare per provare a ricostruire un progetto di Partito forte e di Sinistra unita.
    Non perdetevi l’occasione per avere l’idee chiare.
    Nel frattempo la Redazione di LIBERAZIONE è stata costretta ad emettere altri due comunicati che comunque riporto per dare un’idea di cosa sta avvenendo all’interno di questo nostro partito.
    Personalmente non me ne ero accorto bene sino in fondo o almeno non pensavo che si fosse arrivati così in basso.

  43. 10 BUONI MOTIVI PER CHIUDERE LIBERAZIONE said

    10 BUONI MOTIVI PER CHIUDERE LIBERAZIONE

    Alcuni dei piacevoli commenti di solidarietà giunti… ci dispiace, ma ci spingono a credere che qualcosa a sinistra va fatta:
    p.s. naturalmente sono firmati “anonimo”

    1)Finalmente chiudete. Così la smettete di riempire ogni giorno il giornale di froci e lesbiche

    2)Compagni, è la fine. Ma forse deve finire per poter ricominciare. tutti al mareee tutti al mareee a mostrà le chiappe chiareeee

    3) Ma cosa volete? Che i compagni si dissanguino per pagarvi gli stipendi? Cercatevi un lavoro vero.

    4) annate a lavorà

    5)Speriamo vi mandino tutti a casa, avete preso per il culo gli iscritti fino ad oggi ed ora fate le vittime. Sono fiero che il partito non dia soldi a gente come la Nocioni e Sansonetti. Le pagina del lavoro-economia (salvo alcuni interventi esterni alla redazione) sembra quella di novella 2000. Le pagina degli esteri superano da destra studio aperto ed esprimono una subalternità schiacciante al pd nelle questioni internazionali. La pagina della cultura è la pagina della cultura anticomunista, basta buttar merda sul movimento operaio e pubblicate tutto. Liberazione animale fa schifo. Papa razzin non fa ridere. La rubrica delle lettere è un esercizio strumentale di giustificazione dell’attuale linea editoriale (sansonetti pubblica solo le critiche che gli fanno comodo, quelle più pesanti e sconclusionate; quelle serie evita bene di metterle). La sezione del partito è dedicata esclusivamente alla costituente della sinistra e viene costantemente minimizzato il lavoro del partito, l’iniziativa del Brancaccio è stata sottovalutata ed equiparata a una conferenza di rifondazione per la sinistra. E’ stato utilizzato il giornale di partito per esprimere solidarietà alla franzoni (a quando un’apologia su Pinochet, Bokassa, Marcinkus e Charles Manson?) Sono stati utilizzati ampi stralci del giornale di partito per tifare Obama alle elezioni americane. Sono stati utilizzati più editoriali per spendere belle parole su Fini. E’ stato utilizzato il giornale di un partito comunista per dileggiare quello che sta facendo il movimento operaio internazionale in questo momento. Il giornale meriterebbe di esser chiuso e la colpa è vostra e di chi vi c’ha messo.

    6)Per anni avete mangiato alle spalle del partito, ci avete fatto sorbire di tutto, cazzi eretti, articoli su articoli sulla sessualità e gli omosessuali che per leggerli bisognava essere laureati; articoli su cuba degni di libero o del giornale, editoriali del direttore in cui s’invita a boicottare la cina o in cui si dichiarava non comunista… La pacchia è finita

    7) Sono un disoccupato della carta stampata, sono felice che possiate condividere il mio percorso lavorativo.

    8)Liberazione? Carta straccia. Giornalisti di Liberazione? Straccioni.

    9) w la fica

    10) come godo a vedervi così!!! come godo. come godo. come godo. come godo. come godo. contorcetevi ora, da br

  44. sito ufficiale rifondazione per la sinistra said

    x marco renzini e con riferimento al 43: mi sono fatta “un’idea precisa degli sciacalli e dei dementi in compagnia dei quali, dopo 20 anni di PRC, dovremmo ancora lavorare per provare a ricostruire un progetto di Partito forte e di Sinistra unita”

  45. anna maria said

    ops ho sbagliato nick, il post che precede è il mio

  46. 10 BUONI MOTIVI PER CHIUDERE LIBERAZIONE said

    Tutte e tutti da Liberazione

    Domani 26 settembre 2008 siete tutti invitati nella redazione di Liberazione a Viale del Policlinico, 131 Roma dalle 12,00 alle 21,00 per capire cosa sta succedendo ai lavoratori (giornalisti e poligrafici) e testimoniare – se volete – la vostra solidarietà ad una lotta che è nostra, ma non solo. Ci troviamo spesso a tentare di raccontare le tante lotte che ci circondano, scusate se siamo costretti per questa volta a raccontare anche la nostra. L’invito è diretto a tutti. Non solo i media, gli intellettuali, gli artisti, i movimenti a noi vicino, ma alle singole persone che vorranno intervenire e a cui diciamo grazie già da ora.

  47. mau68- liberazione e la trasparenza... said

    per marco renzini…

    il comportamento scorretto e da sciacalli del Consiglio di amministrazione di Liberazione, presieduto da Sergio BELLUCCI, esponente di rilivo della moz 2 che ha portato solo ieri i conti del quotidiano (sembrano si aggiri intorno ai 4 milioni di euro il deficit) al segretario nazionale, nonostante le richieste dello stesso inoltrate dallo stesso Ferrero il giorno dopo il suo insediamento!!!
    Tanto per parlare di comportamenti limpidi, chiari ecc… cioè il responsabile amministrativo di Liberazione pur conoscendo lo stato disastroso del quotidiano ha lasciato che si arrivasse allo sciopero contro Ferrero prima di consegnare i conti!!!
    e questo mentre il direttore (moz 2) e la redazione (la maggioranza assoluta moz 2) scrivevano comunicati contro il Prc (editore) pur sapendo che lo stesso Prc (nella persona di Ferrero) non sapevano alcunché dei conti perché il responsabile Cda (moz 2) non li consegnava…

    evviva la trasparenza!!!

  48. mau68- liberazione e la trasparenza...2 said

    sul comportamento del presidente del Consiglio di Amministrazione di Liberazione (moz 2)

    che ha giocato d’accordo con Sansonetti (moz 2)

    sulla pelle dei lavoratori del quotidiano (in maggioranza assoluta moz 2)

    non consegnando i conti disastrosi del quotidiano se non dopo TRE MESI dalla richiesta del segretario nazionale Prc e dopo la dichiarazione di sciopero…

    permettete che si possa concludere:
    “tutto questo dà un’idea di cosa sta avvenendo all’interno di questo nostro partito … o o almeno non pensavo che si fosse arrivati così in basso” !!!

  49. nonviolento said

    Perchè scrivi bugie, il rapporto sui conti è stato presentato già da tempo ai componenti del comitato di gestione, quindi ben prima della attuale segreteria. Vergognati.

  50. nonviolento said

    Dimenticavo, forse nei conteggi dimentichi quel 48% di compagni della mozione due e i molti senza tessera di sinistra, che acquistavano Liberazione e che non erano per niente scontenti della sua linea editoriale, che , tengo a precisare, era quella della maggioranza che ha retto il partito fino a poco tempo fa. Quindi il reato di lesa maestà che sembra essere addebitato al giornale può essere fatto risalire a solo pochi mesi fa. m,a il vostro astio verso il giornale ra lo stesso anche anni fa, perchè in fondo odiate tutto ciò che non è come voi. Una specie di Opus Dei del comunismo. Io personalmente provavo una vergogna incredibile aleggere certe dcose, e una nasea profonda ascoprire che nel partito siano tesserati certi umanoidi.

  51. Marco Renzini said

    X Mau68: dici che Sergio Bellucci, responsabile amministrativo di Liberazione, ha portato solo ieri i conti a Ferrero e si scopre che ci sono circa ben 4 milioni di euro di deficit.
    Una cifra imponente che, aggiunta ad altre note difficoltà del nostro quotidiano, significano probabilmente l’anticamera della chiusura del giornale.
    Il fatto che Sergio Bellucci appartenga alla mozione 2 cosa cambia ?

    I GIORNALISTI E TUTTI I LAVORATORI DEL QUOTIDIANO STANNO SCIOPERANDO A DIFESA DEI LORO DIRITTI ELEMENTARI: DIRITTO A NON ESSERE LICENZIATI, DIRITTO AD AVERE IL LORO STIPENDIO, DIRITTO A SAPERE DAL LORO PADRONE PERCHE’ C’E’ QUESTA SITUAZIONE, DIRITTO A CONOSCERE QUALE SARA’ IL LORO FUTURO.
    STIAMO PARLANDO DI 60 ( FORSE 100 ) LAVORATORI.

    OPPURE SICCOME IL PADRONE QUESTA VOLTA E’ IL PRC QUESTI DIRITTI SONO SOSPESI ?

    Per quanto riguarda le responsabilità di questa situazione in cui si trova Liberazione vedremo i prossimi giorni di appurare meglio chi sapeva e chi fa finta adesso di non sapere.
    Il PRC in questi anni, prima di Chianciano, è stato gestito da una ampia maggioranza politica della quale facevano parte anche l’attuale segretario Paolo Ferrero e gran parte degli esponenti della mozione 1 ” Rifondazione in Movimento “.
    Adesso nessuno sa mai nulla su quello che è successo in questi anni.
    Che cosa vorrebbero farci credere ? Che sono sempre stati in maggioranza nel partito ma allo stesso tempo sono sempre stati all’oscuro di tutti i problemi esistenti ?
    Già vista, già sentita altre volte questa storiella, a proposito di altri argomenti che riguardano il PRC.
    E’ poco credibile.
    E le vecchie minoranze ?
    Che ci vogliono far credere ?
    Che c’erano ma dormivano ?
    Proviamo almeno a non prenderci in giro…. anche io da semplicissimo lettore di Liberazione sapevo che il giornale era ed è pieno di debiti.

  52. mau68- sinistra europea dove sei? said

    intanto rispondo qui a un altro commento di “bonzo violentissimo” # 37

    ebbene “bonzo violentissimo” al mio riportare i commenti di Repubblica sulla Sinistra uropea rispondeva:
    “Non è una citazione, nemmeno un pensiero, cioè non sono nulla, ma sono parole e pensieri del giornalista non di Bertinotti. Sta diventando una pratica troppo diffusa quella di usare le cose dette o scritte dai fan del PD contro la Sinistra per usarle nello stesso modo in cui loro stessi le usano, sembra che tutti e due abbiate lo stesso nemico, cioè la Sinistra. Trovo questo uso , ma soprattutto questo approfittare delle infamie che spesso vengono gettate da questi scribacchini contro la Sinistra, come un atto del tutto illegittimo e poco serio…”

    ebbene la smentita -alle parole “romboanti” e come al solito “inutilmente offensive” di “bonzo violentissimo”- arriva nientemeno che da Bertinotti stesso che nel suo discorso di ieri 25 ha detto testualmente: “La sinistra in Europa non c’è più” e udite udite “c’è poco da illudersi sui successi della Linke!!”… e come dice il quotidiano Il Manifesto (che sicuramente “bonzo violentissimo” accuserà di essere contro berti/vendola ecc… in accordo con il kgb e la cia): Bertinotti non lo dice esplicitamente “ma il rapporto con il socialismo europeo è nelle cose” !!!

    ora sono curioso di leggere quali insulti “bonzo violentissimo” (che in 7/8 anni di studi filosofici non ha mai “studiato/appreso Socrate) inventerà e lancerà contro il Manifesto!!!

  53. nonviolento said

    Quale discorso, dove lo hai letto o sentito, perchè non posti i link, sarei curioso di leggere tutto e non solo le tue citazioni. O dobbiamo crederti sulla parola.

  54. mau68- Liberazione said

    per marcorenzini

    ho già detto che voglio distinguere tra il problema dei lavoratori e la questione politica…

    quello che mi stupisce è che non dici nulla sulle responsabilità di Bertinotti/Giordano/Vendola che fino a tre mesi hanno retto le responsabilità “reali” del Prc e di Liberazioe !?!

    Come fai a dire che “cosa cambia se Bellucci è della moz 2” ???
    cambia e molto, perché se il presidente del Cda fosse stato della moz 1 (e non avendo interesse che la questione fosse scoppiata nelle mani dell’attuale maggioranza) avrebbe incontrato già due mesi fa “ufficialmente” il Consiglio di redazione per “mettere in chiaro” le questioni finanziare ed accogliere le proposte dello stesso Cdr di fronte al taglio previsto (da oramai giugno) dei finanziamenti statali alle piccole testate!!! cosa che non ha mai fatto, lasciando scoppiare la questione!!!

    non srà certo un caso che il Manifesto (più o meno nella stessa situazione con meno debiti, circa 1/10) sta facendo riunioni, appelli ecc da oramai due mesi!!…

    già il bilancio del 2007 (reso pubblico come previsto da legge) presentava un deficit di oltre € 2milioni…

    di fronte alle richieste -fatte già a gennaio in Direzione Nazionale da Vinci, Russo Spena, Grassi- di presentare sia da parte della direzione del quotidiano (leggesi Sansonetti, moz 2) che da parte del Cda (leggessi Bellucci, moz 2)un piano per “rientrare dalla voragine” non è arrivato mai nulla!
    neanche da parte della redazione (leggessi maggioranza assoluta moz 2) è arrivato mai niente… pur conoscendo la questione!
    e quelli della moz 2 (direttore, presidente Cda) si son ben guardati di affrontare la questione nonostante le sopraddette sollecitazioni alla precedente maggioranza!!!

    alle richieste di “piani per rientrare” la risposta era sempre una!
    questi sollevano il problema perché sono minoranza (grassi) o perché sono passati in minoranza (Vinci, Russo, Ferrero…)…

    allora nessuna storiella… questi i fatti nudi e crudi!!!

  55. nonviolento said

    Insomma la tua teoria è che questi cattivoni si sono suicidati per fare brutta figura a Fererro e Compagnia? Un po come il famoso marito cornuto che si taglia le palle, etc etc, ce ne sono a decine di baggianate simili. Credo che tu abbia bisogno di un lungo periodo di riposo, contatta i tuoi referenti e chiedi che trovino un altro a fare il motorino in rete della corrente.

  56. mau68- Liberazione said

    per “bonzo ultras violentissimo” (che in 7/8 anni di studi filosofici non ha mai “studiato/appreso” Socrate)

    come al solito nella tua “incomprensibile presunzione” non cerchi (?) neanche di capire quello che gli altri comunicano…

    Bert/Giordan/Vendola/Miglio… hanno sempre tenuto “nelle secrete stanze” tutti i conti del partito e di liberazione, senza comunicarli al massimo organo “politico/gestionale” del partito (leggesi direz nazionale)…
    convinti di avere la maggioranza nel congresso ( almeno il 53%, come avevo sempre ripetuto in tutti i miei interventi… confermata questa presunzione da un esponente della moz 2, vedi post # 26 Scolese, che ammette di “essere rimasto di sasso” di fronte alla sconfitta di cui prende atto, al contrario dell “ultras bonzo-violentissimo”!) pensavano di gestire il tutto come avevano sempre fatto (cioè all’interno…); rendere pubblico la problematica di Liberazione durante il congresso voleva dire ammettere un ulteriore insuccesso dopo quello elettorale!!!

    ho inviato l’intervista di Sansonetti all’unità proprio per qs ragione, al giornalista che chiede se i dati dell’espresso (9 milioni di euro alla fine del 2009 se va avanti così) risponde:

    «Questi numeri, fatti dall’Espresso, sono demenziali. Liberazione storicamente ha uno sbilancio tra 1 e 2 milioni. Nessuno mi ha fatto vedere le cifre attuali, ma pare sia salito a 3-4. Credo che in quella cifra sia già compreso il taglio di 2 milioni di contributi»…
    ca
    il sig. Sansonetti che pure sa bene che il deficit è di oltre € 2milioni al 2007 (dati pubblicati da lui sul quotidiano) gioca al ribasso sia per il 2007 (1/2) e per il 2008 (3/4)… questa è la serietà del personaggio…

    inoltre poiché sa che niente di ufficiale e/o di ufficioso è stato mai comunicato alla Direzione Nazionale e al nuovo segretario risponde:
    “Nessuno mi ha fatto vedere le cifre attuali”… e ammette tranquillamente di “giocare contro il partito”: « Non c’è dubbio che la differenza sia forte»

    questa la serietà di un direttore e di un presidente Cda… della moz 2!!!!!!!!!!

    ps:
    sai benissimo che le tue coliche sono di origine nervose… e sai anche il perché: hai sempre torto ma vorresti anche avere ragione anche di fronte all’evidenza!!! non sei più un bambino… non ci interessa se sei cintura nera o hai lo zio poliliziotto! non sei più un bambino … pertanto
    è sempre valida la “mia richiesta d’aiuto per “bonzo superviolento”: compagne/i aiutatelo!!!! a crescere

  57. nonviolento said

    A parte che le mie coliche sono dovute ad arenino, ma voglio fare solo un invito a chiunque legga, rileggetevi ciò che ha scritto il sig. Mau sull’Europa, poi legete l’articolo del Manifesto di oggi posto a pag 4 dal titolo “BERTINOTTI: ITALIA E EUROPA LA SINISTRA E’ SCHIANTATA. Confrontate il senso politico delle affermazioni fatte da Bertinotti, con il senso voluto dare dal suddetto. Credo che questo semplice confronto chiarirà tutto. Anche riguardo all’onestà del suddetto.

  58. mau68- said

    povero “super bonzo violento”

    come ho fatto per più di un mese non risponderò più alle sue misere provocazioni…

    comunque per i lettori di questo blog: tengo a precisare che le parole riportate tra virgolette sono testuali quelle riportate dal Manifesto…

    poiché ho un impegno non posso inviare l’articolo che -come ho sempre fatto- invierò comunque più tardi…

    il senso politico rimane comunque quello da me indicato!!! già da giorni ed oggi dal Manifesto, testuale: ” Bertinotti non lo dice ma il rapporto con il socialismo europeo è nelle cose. Come è nelle cose che le sue parole suonino come una risposta, un controcanto a quello che sta dicendo da un’altra parte il segretario (leggesi Ferrero, ndr) del suo partito…” !!!

    insomma è chiaro cosa vuol dire il Manifesto… apertura al Pse da parte di Bertinotti (che su qs concorda con Mussi), dall’altro Ferrero che propugna l’unità della sinistra diffusa e organizzata (ma comunque a sinistra del Pse e del Pd)…

    ps: qualsiasi allergia e qualsiasi colica è di origine psicosomatica (un bonzo dovrebbe saperlo… menti sapendo di mentire anche verso te stesso… cresci!!!)…

  59. mau68- Liberazione... said

    ai compagni che leggono e scrivono su questo blog!!!

    qualcheduno mente sapendo di mentire… ha scritto che da vario tempo i conti di Liberazione sono stati dati al comitato di gestione…

    la smentita avviene niente meno che dallo stesso direttore Sansonetti, che nell’intervista di ieri all’ Unità (leggibile per intero al # 40, alla domanda diretta sui conti stessi risponde testualmente (faccio presente che il direttore viene invitata alla direzione naz che parla espressamente del quotidiano così come al Cda per comunicazione):

    “Nessuno mi ha fatto vedere le cifre attuali…”

    ora capite la differenza di una discussione tra compagne/i che discutono anche duramente e da posizione diverse e chi come al # 49
    mente sapendo di mentire (e pubblica notizie false e tendenziose) per disturbare e offendere facendo deviare appositamente da una anche se animata discussione politica… questo individuo che è solito parlare per offese si qualifica da solo (non conta se è della 1,2,3,4,5,6, o 10° mozione!);
    insomma quando si trova a non sapere rispondere scatta con l’offesa per deviare la comunicazione!

  60. Marco Renzini said

    Comunque domani lo chiedo direttamente a Bertinotti.
    E verifico con Sansonetti.
    Poi vi dirò !!

    A proposito domani tutti a Roma….. ho idea che saremo in tanti…. non so perché ma qualcosa mi dice che saremo in tanti…. più del 47% rispetto a…..
    Saluti a tutti.

  61. Marco Renzini said

    Non è finita ( per oggi ).
    Ennesimo comunicato stampa della redazione di Liberazione.
    Chi stava dicendo che questi nostri giornalisti lavorano poco ?

    venerdì, 26 settembre 2008

    PRONTI A LOTTARE
    segue il comunicato dell’assemblea dei giornalisti di Liberazione che troverete domani mattina in edicola insieme a due pagine dedicate alla lotta di questi giorni
    Ieri è stata una giornata difficile a Liberazione: dopo il nostro sciopero di giovedì, abbiamo fatto un presidio davanti alla nostra sede per dirvi quanto siamo preoccupati per il nostro futuro. E’ stata una giornata difficile, ma anche importante. Perché abbiamo ottenuto un tavolo di trattativa. Ieri finalmente il partito editore e la società editrice ci hanno fornito dati complessivi sulla situazione economica e finanziaria della società. Dati che il Cdr e l’assemblea dei redattori si riservano di analizzare. E’ comunque positivo che la proprietà e l’amministrazione abbiano accettato di riprendere una normale dialettica sindacale e ci auguriamo che mantengano l’impegno. Il deficit del nostro giornale è di un’entità elevata, frutto di errori gestionali e in presenza peraltro non di una perdita bensì di un aumento delle copie vendute nel 2008 rispetto al 2007, a quanto risulta da quegli stessi dati. Sappiamo – lo abbiamo sempre saputo – che il momento è difficile anche per Rifondazione e per la sinistra tutta. Sappiamo – lo abbiamo sempre saputo – che l’intervento previsto da questo governo sui contributi pubblici all’editoria rischia di ammazzare definitivamente noi e altre voci indispensabili per il pluralismo di idee e di informazione in questo Paese. E’ nostra intenzione continuare a dare battaglia affinché questo non avvenga. Qui si parla del posto di lavoro di 60 dipendenti e dei diritti di un centinaio di persone che in questi anni hanno collaborato con il nostro giornale. Di fronte a questa situazione non è ammissibile che il partito editore, azionista unico della società editrice Mrc Spa, dichiari di «non poter garantire la copertura del debito» e di «non poter garantire l’impegno a tutelare i diritti dei lavoratori e dei collaboratori». E’ invece nostra intenzione impegnarci, nella fase di trattativa appena aperta, con tutti i mezzi a nostra disposizione affinché non uno dei posti di lavoro venga perduto e affinché la qualità e l’importanza di Liberazione nel panorama editoriale italiano continui a essere garantita. Annunciamo, infine, che a questo proposito il Cdr di Liberazione parteciperà alla riunione dei Cdr delle altre testate giornalistiche interessate dai tagli governativi alla riunione di lunedì mattina organizzata dall Fnsi.

    Il Cdr di Liberazione

    venerdì, 26 settembre 2008

    isole di solidarietà…

    riceviamo e volentieri pubblichiamo… e non si tratta di una formula di rito. chi volesse aggiungersi a questa lista, può inviare il suo contributo a segreteria@liberazione.it
    p.s. a presto i video di chi ha voluto lasciarci una testimonianza di solidarietà

    Esprimiamo la nostra solidarietà alla redazione e ai poligrafici di Liberazione, ritenendo fondamentale che il giornale possa continuare a vivere come strumento di ricerca collettiva, come laboratorio culturale e politico, luogo di discussione e di confronto. Pensiamo che debba continuare ad esserci una voce fuori dal coro, capace di costruire relazioni con i movimenti sociali, il pensiero e le pratiche femministe e LGBTQ, uno sguardo capace di illuminare i tratti cupi di un Paese attraversato da nuove forme di razzismo, classismo, patriarcato e xenofobia. Dopo il 13 e 14 aprile , con l’esclusione del PRC dalla rappresentanza istituzionale e il tentativo di marginalizzarne il ruolo nella comunicazione politica di massa (come dimostra anche la politica del governo in materia di contributi all’editoria), il giornale diventa strumento ancora più indispensabile per un partito che non cessa di avere davanti a sé l’ambiziosa sfida di costruire una alternativa di società, di trasformare il senso comune. Si tratta, allora, da parte di tutti noi, di affrontare con senso di responsabilità questa difficilissima crisi economica, pensando al futuro di Liberazione come strumento di costruzione di una comunità politica già troppo divisa, di ripensare e rimettere a tema costruttivamente il nodo delle forme della comunicazione e delle forme della politica, senza cedere alla facile tentazione di legare il futuro del giornale (e di chi ci lavora) a partigianerie post-congressuali. La “costruzione del Nemico” (il Partito identitario e liquidatore) forse poco ci aiuta ad affrontare questa difficile situazione e a far vivere nelle nostre edicole una Liberazione comunista e femminista.

    Imma Barbarossa, Eleonora Forenza.

    per quanto possa valere vi sono vicinissimo come amico, cittadino, lettore. Liberazione da due anni a questa a parte lo vivo come un pezzo di me.. Un abbraccio a tutta la redazione.

    Stefano Mastropaolo

    Amigdala supporta i/le giornalisti/e di Liberazione in sciopero! Sabato 27 settembre nel corso del party di inaugurazione di AMIGDALA – corpi vari generi diversi – presso la Locanda Atlantide(Roma), una delegazione del quotidiano interverrà dal palco per chiedere la solidarietà dei presenti (e non) alla lotta e al lavoro quotidiano di tutt* coloro i/le quali lavorano e collaborano con il giornale Liberazione, che in queste ore stanno rischiando di perdere il proprio posto di lavoro e di veder chiudere una voce libera e indipendente della stampa italiana!

    amigdala

  62. mau68- Liberazione... said

    per marcorenzini

    rientro da una cena con compagne/i e mi ritrovo a leggere la comunicazioni del #61…
    questione drammatica del comunicati Cdr!!! si parla di posti di lavoro in pericolo e di una situazione drammatica di persone in carne ed ossa…

    ma permettetemi una “venatura polemica”! in riferimento al post # 51 “Per quanto riguarda le responsabilità di questa situazione in cui si trova Liberazione vedremo i prossimi giorni di appurare meglio chi sapeva e chi fa finta adesso di non sapere”…

    il comunicato Cdr conferma quanto ho affermato da diversi post e che politicamente marcorenzini ha cercato di confutare… (di altre e delle offese ricevute come promesso non parlo più…)

    1) cioè che finora nessuna comunicazione ufficiale fino a ieri non era stata fatta!!!

    2) anche il Cdr “fa finta adesso di non sapere” e in altri comunicati accusa Prc, Direzione e Cda di avere taciuto fino a ieri… come se non fosse stato pubblicato il consuntivo 2007 e come giornalisti e direttore non fossero a conoscenza della fine del finanziamento pubblico e pertanto del raddoppiarsi in breve fino (2008) del “buco” e poi nel 2009 arrivare a 9/10milioni di euro!

    3) Bellucci e Sansonetti hanno precise responsabilità politiche che devono condividere con quelli che fino a pochi giorni fa (90) avevano il completo “potere” su Liberazione, hanno sempre taciuto… per mesi la questione ora scoppiata!

    4) la situazione economica del Prc è drammatica, molti funzionari dovranno “lasciare il posto”… quasi tutti (il 99,99%) sono della moz 2… che hanno chiesto -come ha affermato fuori dai denti, con la sua consueta franchezza Alfonso Gianni, di essere pagati ma di voler continuare a “fare propaganda e lavorare” contro l’attuale linea (o non linea a preferenza della moz 2, non è questo ora in discussione)… ma questo vorrebbe dire chiudere Liberazione e non pagare gli attuali dirigenti della maggioranza!!! (faccio presente che tali rivendicazioni non sono mai state avanzate da chi è stato sbattuto fuori dal gruppo dirigente dopo Venezia!!! nonostante allora vi fossero molti soldi)…

    5) tra pochissimo finiranno i finanziamenti delle elezioni!!!

    6) cosa sarebbe accaduto se avesse vinto il congresso Vendola? rinvio all’intervista di Sansonetti, dove si indica -anche se tra le righe- che i tagli sarebbero stati accettati!!! la risposta per chi capisce qualcosa del politichese è chiara:
    “Se avesse vinto Vendola, cosa farebbe oggi?«Anche lui si troverebbe di fronte una crisi, ma suppongo che abbia un affetto maggiore per questa Liberazione che alla maggioranza non piace per le sue posizioni culturali e politiche. Non c’è dubbio che la differenza sia forte»”…

    che fare? chiudere il Prc o ridimensionare il giornale?

    queste sono le prospettive che il partito ha di fronte… non sarà più possibile a breve fare manifesti, iniziative ecc…
    ora qualcheduno capirà anche le polemiche e le ragione di “feste divise”…

    questo è quanto poi uno può pensare che Vendola sia un “grande poeta laureato” mentre Ferrero è un “povero ex operaio protestante valdese e montanaro” ma le questioni in ballo sono queste (poi uno può anche rispondere con insulti insulsi…),
    è chiaro che rimanendo Sansonetti direttore qualcheduno della moz 2 dirà preferisco che chiuda il Prc (così vinciamo il congresso per “via finanziaria”!) …
    ma è anche chiaro che qualcun altro della moz 1 potrebbe rispondere preferisco chiudere Liberazione…

    queste sono le prospettive reali!!!

  63. .Marco Renzini said

    Per Mau68: visto che sono io che ho scritto il commento N° 51, anche rileggendolo, non mi mi pare di aver offeso nessuno.
    Ho fatto sostanzialmente domande e provato a sollevare alcune questioni relative alla situazione di Liberazione di cui sono ovviamente solo un semplice lettore e non, per fortuna, l’amministratore.
    Una informazione: ieri a Roma Nichi Vendola ha parlato per circa un’ora e mezzo su tanti temi di carattere generale, dedicando a queste questioni relative al dibattito e al confronto interno del PRC ( ed in particolare alle piccole beghe da cortile ) solo rapidissimi passaggi.
    Forse qualche minuto. Non di più.
    Questa è la realtà visto che c’ero e che ancora non sono diventato sordo.
    Non so se sarà possibile poterlo in qualche modo riascoltare o rileggere. Sarebbe interessante vista anche la qualità di questo intervento.
    Non facciamo polemiche inutili basandoci solo sui titoli dei quotidiani o le notizie dei media.
    Sei sufficientemente esperto, smaliziato e preparato politicamente e sai bene come funziona, purtroppo aggiungo io, oggi la comunicazione.
    Avremo comunque modo di riparlarne a lungo.
    Ciao ti saluto, perchè anche se oggi è domenica, ho comunque degli impegni ” lavorativi ” che non posso asssolutamente mancare.

  64. Marco Renzini said

    Rinnovo l’invito alla redazione ( non appena possibile ) ad aprire degli spazi di discussione su alcune realtà dove stanno nascendo e operano esperienze unitarie della Sinistra ( miei post 25 e 35 ).
    Oggi più che mai diventa decisivo scambiarci notizie ed informazioni che arrivano dai territori.
    Tra l’altro, gironzolando su internet, ogni giorno scopro altre nuove aggregazioni di una Sinistra che di Ferrero,Grassi, Diliberto, Rizzo, Mantovani, Ferrando, Cannavò, Pegolo, Bellotti ne ha veramente pieni i……

  65. ANDREA RIVERA; " Sirvio, oscura er Tg4 " said

    Una poesia di Andrea Rivera per Liberazione

    Sirvio, oscura er Tg4

    di Andrea Rivera

    Caro Sirvio
    tu che vòi chiude li giornali de partito
    pensa prima a oscurà er tg4
    l’unica Fede che nun t’à mai tradito
    poi ner tuo Giornale mettice puro la cronaca de Arcore
    “suora mozzica un cane je spacca un dito”
    armeno nun sarebbe un giornale de partito.
    Poi ho capito che RDS vordì radio de Sirvio
    quindi anche là ce vorebbe na’ legge contro l’imbrojo
    e siccome ai puro baciato la mano ar santo padre con devozzione
    nu je fa chiude l’Osservatore romano
    quello poi se incazza e te scomunica… lo vedi?
    Già nun te da più la communione
    e poi a Sirviè…
    è così bello sentì n’artra opinione…
    sai anch’io a vorte se me metto a parlà da solo…
    me sento un po’ cojone.

  66. SIENA, ASSEMBLEA STUDENTESCA: NON E' CHE L'INIZIO. said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    29 Settembre 2008

    Siena, assemblea studentesca: non è che l’inizio.

    Scritto da Redazione

    Giovedì scorso si è riunita a Siena un’assemblea nazionale di studenti universitari, rappresentati da delegazioni di collettivi provenienti da 15 atenei

    .
    Due gli appuntamenti per i prossimi incontri: il 10 ottobre alla manifestazione nazionale degli studenti contro la Gelmini e per fine ottobre una nuova assemblea nazionale, per fare il punto sulla crescente mobilitazione studentesca.

    Qui di seguito il comunicato uscito da Siena.

    Uno di noi in piedi, l’Aula Magna impone sempre la solennità dei grandi discorsi.
    Parte la diretta su twitter, quella video su ustream comincerà dopo alcuni minuti.
    Le parole arrivano alle orecchie delle 250 persone che riempiono la sala, attente ad ascoltare ogni dettaglio; il clima è quello delle grandi occasioni, quello che fa rivendicare il diritto alla storia, all’ingresso nell’epopea della rivolta.
    Il tempo, forse, è quello però dell’era glaciale della sinistra, probabilmente della politica tutta: è un tempo che mai conosce la dimensione del sogno, che rinnega il pensiero stesso del cambiamento dell’esistente.
    Eppure quest’aula è dominata dal desiderio della speranza, quella cosa a volte vana e lontana a cui ti appigli quando la logica consapevole suggerirebbe l’abbandono dell’arena, la fuga, forse l’emigrazione.
    Perchè in tutto questo le mille differenze, i mille portati esperenziali e politici, di quest’assemblea, hanno trovato il coraggio di essere generazione, e dopo questo di essere genetratrici di conflitto.
    Le parole disvelano lo stato di un’università in dismissione, istituzione lasciata libera di cercare, di cercare di sopravvivere all’ennesimo taglio.
    Gli anni del taglio ai diritti, delle riforme disastrose che liberavano il passaggio all’avanzata neolibersita, l’appiattimento di una comunità che appariva indistruttibile sulla logica dell’annientamento reciproco, sono terminati miseramente: hanno concluso il ciclo lungo del preludio alla distruzione, al disimpegno globale del pubblico dal settore della formazione.
    Il paventato passaggio a fondazioni private degli atenei pubblici è l’oggetto degli interventi di tutti (da Torino a Milano, da Pisa a Firenze, da Roma a Napoli a Bologna): è su quel punto che si gioca la partita più grande, quella della difesa del valore della conoscenza come mezzo di emancipazione, personale e collettiva, prima ancora che come mezzo di mobilità sociale.
    Riecheggia a più riprese la necessità di allacciare la questione ad un discorso complessivo che sottolinei l’attacco frontale che il sistema tutto della conoscenza sta subendo. E’ il rito antropologico della cessione di sovranità educativa individuale nei confronti della comunità ad essere messo in discussione in quello che sembra disegnarsi come un nuovo vocabolario sociale che associa il significato di pericoloso alla parola differente e che cancella il senso stesso delle parole collettivo, comune, pubblico.
    L’Assemblea è solo una tappa, lo sottolineano i vari interventi: è indispensabile proseguire, mobilitare, agitare il mare piatto della società ipermediatizzata del Berlusconi IV. E’ per questo che da Siena esce la volontà di essere nodo di una rete più ampia, che interconnetta realtà territoriali e politiche diverse, in quella che è la messa a valore di un’assemblea nata per caso, ma non per sbaglio, da un tam tam sulla rete sociale virtuale di turno.
    E’ per questo che da Siena esce soprattutto la volontà di costruire un’assemblea più ampia ancora e quella di costruire assieme agli studenti delle superiori le piazze del 10 ottobre: è per questo che Siena è solo l’inizio

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.

  67. GIULIANO GIULIANI: QUELLA PIAZZETTA GENOVESE E QUELLE 114 PERSONE said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    30 Settembre 2008

    Quella piazzetta genovese e quelle 114 persone…

    Scritto da Giuliano Giuliani

    Lettera aperta a Paolo Ferrero.

    Caro Ferrero, ho ascoltato con attenzione le tue riflessioni in quella bella piazzetta genovese dove è stata allestita la festa di Rifondazione, e non mi è stato certo difficile condividere tutte le denunce delle malefatte della destra. Restano i dubbi e le incertezze sul che fare, come fare e con chi fare.
    Due anni fa Rifondazione ebbe a Genova trentacinquemila voti, che si sono ridotti quest’anno ai quindicimila dell’Arcobaleno. Nella piazzetta, quando parlavi, c’erano centoquattordici persone. Non ti sembra un dato su cui riflettere?
    Hai attaccato il governo, in certi passaggi con la veemenza che normalmente sollecita un applauso: no, l’unico battimani si è levato quando hai sottolineato l’essere comunisti. Ti sembra sufficiente, un atteggiamento da incoraggiare? Ho ascoltato poco prima il commento di due ragazzi che transitavano: preistoria, hanno detto. Credi che siano sufficienti l’orgoglio, i simboli, l’esasperazione identitaria, per avere con quei due ragazzi, e con tanti altri ovviamente, un rapporto che ci consenta intanto di abbassare di qualche mese la ridondante età media dei presenti, ma soprattutto di ricominciare ad allargare la risicata area della nostra iniziativa?
    Una festa di Rifondazione è normalmente anche una festa di Liberazione. Non ho sentito neppure un accenno alla preoccupante vicenda del giornale, non vorrei che fosse perché fra quei centoquattordici sono in pochissimi a comprarla e c’è anche chi, pur sentendosi militante, si vanta di non averla mai letta. Eppure la questione dell’informazione e degli strumenti di comunicazione è una delle più rilevanti, e non da oggi.
    Mi è parsa francamente volgare la critica, immagino suggerita, che hai riservato all’ex segretario diventato assessore alla casa. Oltretutto, per stare alla politica e non alle beghe personali di cortile, alcuni problemi abitativi si stanno davvero risolvendo, e non è cosa da poco in una città come Genova.
    Sabato la Cgil ha dato prova di vitalità. Meritava un cenno il fatto che un milione (reale, non esagerato con i soliti e illusori esercizi moltiplicatori) di persone abbia espresso la sua insofferenza. Personalmente ero già convinto della opportunità di decentrare le iniziative in cento città, e ne ho avuto conferma. Temo che l’11 ottobre si ridurrà a una inutile conta delle bandierine in una piazza romana e al confronto quantitativo (che produce già notti insonni) con la piazza dipietrista, dove per altro tu, io e spero tanti altri andremo poi a firmare per un referendum assolutamente giusto. Quando ho sollevato la questione mi è stato risposto che ormai la macchina era in moto. Per la verità non vedo muovere neppure un triciclo.
    Sempre a proposito della iniziativa a Genova della Cgil, mi è parso che brillasse per la sua assenza l’attuale gruppo dirigente della federazione: un errore politico che avrebbe meritato, questo sì, una reprimenda. Un abbraccio.

    Rifondazione per la sinistra

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    info@rifondazioneperlasinistra.it

  68. VITERBO: NASCE L'ASSOCIAZIONE " RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA ". said

    Fonte: Tuscia web, quotidiano on line

    Viterbo – L’assemblea si è svolta a Roma il 27 settembre – A breve iniziative anche nella Tuscia

    Nasce l’associazione “Rifondazione per la sinistra”

    Viterbo – 29 settembre 2008 – ore 18,00

    Riceviamo e pubblichiamo – Sabato 27 settembre si è svolta a Roma la prima assemblea dell’area politico programmatica e culturale “Rifondazione per la Sinistra”.
    L’incontro ha visto la partecipazione di un folto numero di appartenenti al Prc e ad altre associazioni della sinistra, oltre a singole personalità del mondo della cultura e della politica.

    Molti i partecipanti anche dal viterbese.

    Dopo le quattro relazioni tematiche che hanno introdotto la giornata e al termine dei numerosi interventi che si sono succeduti, è toccato a Niki Vendola concludere i lavori, annunciando l’intenzione dell’area di costituirsi in un’associazione che sarà aperta a tutta la sinistra diffusa e che vuole essere uno spazio di iniziativa politica e di elaborazione culturale.

    A Roma si è avviato il processo verso la costituente della sinistra, di una sinistra che vuole coniugare uguaglianza e libertà e che si oppone alla destra e alla “fabbrica della paura”.

    Una sinistra che non si dissolve nelle compatibilità né si seppellisce nella testimonianza e nel ripiegamento identitario.

    Con l’assemblea di Roma si è compiuto quindi un passo in avanti nel cammino per trovare quelle “belle bandiere”, di cui parlava Pier Paolo Pisolini, che permettono di rifondare il campo largo della sinistra.

    Sarà prioritario costruire iniziative sulla scuola e sulla conoscenza, sui problemi del salario, delle precarietà, del lavoro, sull’ambiente, sui diritti civili e sociali, sulla cultura della differenza e sul femminismo.

    Il primo appuntamento nazionale sarà la manifestazione dell’11 ottobre a Roma, indetta dalle forze della sinistra politica e sociale contro le politiche del governo Berlusconi.

    A breve saranno promosse diverse iniziative anche nella Tuscia e in particolare si lavorerà alla costruzione di uno spazio di confronto e di interlocuzione con tutte le realtà politiche e sociali viterbesi che si pongono l’obiettivo della ricostruzione di una sinistra di popolo, non subalterna né minoritaria.

    Rifondazione per la sinistra Viterbo
    Area politico programmatica e culturale

  69. FESTA DI LIBERAZIONE A ROMA DEI CIRCOLI SAN LORENZO,CASAL BRUCIATO, PIETRALATA, SAN BASILIO said

    Festa di “Liberazione”

    ROMA

    Da oggi al 5 ottobre in piazzale del Verano la festa dei circoli San Lorenzo, Casal Bruciato, Pietralata e San Basilio a Roma . Oggi alle 20.30 “Pacchetto sicurezza, nuova caccia alle streghe” con Renato Borzone, Unione Camere Penali; Pino Gulia, Acli; Susanna Marchetti, Antigone; Mario Angelelli. Alle 22.30 proiezione del film “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati. Presenterà il film Marco Pettenello, sceneggiatore; coordina Pasquale D’Aiello.

    01/10/2008

  70. PRC: VENDOLA, continuerò battaglia nel partito per grande sinistra di popolo said

    PRC: VENDOLA, CONTINUERO’ BATTAGLIA NEL PARTITO PER GRANDE SINISTRA DI POPOLO

    Roma, 1 ott. – (Adnkronos) – ”La scissione vera e’ quando un partito si sradica dal proprio territorio sociale, quando rompe con il proprio senso e con la propria utilita’ sociale. La scena e’ molto in evoluzione. Io credo che continuero’ la mia battaglia perche’ Rifondazione comunista possa essere protagonista della costruzione di una grande sinistra di popolo”. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ospite di Maurizio Belpietro, a ‘Panorama del Giorno’, in onda durante ‘Mattino Cinque’, in merito alle voci di possibili scissioni dentro il Prc, in seguito agli esiti del congresso di luglio. ”Non c’e’ alcun dubbio che anche questo piccolo partito che e’ Rifondazione Comunista – ha aggiunto Vendola – viva un travaglio molto significativo. Io penso che oggi tutto cio’ che si muove a sinistra debba avere una grande curiosita’ nei confronti di cio’ che cambia nel mondo, un grande coraggio intellettuale. Non e’ il tempo in cui ci si possa chiudere dentro i recinti della tradizione, come se il partito fosse una sorta di sacrario. Questo e’ il tempo – ha spiegato Vendola – in cui bisogna avere davvero capacita’ di mettere in discussione i propri strumenti analitici”. “La sinistra, a volte, vive un dibattito un po’ nevrotico su questi poli opposti: il governo o l’opposizione. Il governo – ha continuato il presidente della Regione Puglia – per l’area moderata e riformista, diventa una specie di valore in se’. Cosi’ si muore di governismo – ha concluso – come se governare fosse l’unica missione della politica”.

    (Pas/Col/Adnkronos)Mercoledì, 1 ottobre 2008

  71. Vendola (PRC): alleanze ? Sì sofferto a Veltroni, no a Di Pietro. said

    Agenzia giornalistica DIRE:

    http://www.dire.it

    Vendola (Prc): alleanze? Si’ sofferto a Veltroni, no a Di Pietro

    ROMA – Per Nichi Vendola, infatti, “il giustizialismo e’ una malattia”. Rispondendo ad una domanda proprio su Antonio Di Pietro, Vendola osserva che “la domanda di giustizia non puo’ mai essere piegata alla febbre giustizialista. Questo non significa non avere un orientamento generale. Io credo che bisogna fare un fronte largo delle opposizioni, penso che le alleanze vadano costruite con la capacita’ di individuare problemi e porsi problemi della nostra societa’”.

    Quanto a Veltroni, il governatore della Puglia spiega: “noi dobbiamo avere un rapporto con il Partito democratico e anche con Veltroni anche nella piu’ aspra delle contese. Io critico molto la linea di Veltroni, questo non significa che non governi insieme al Partito democratico o che non possa costruire assieme al Pd anche opposizione”.

    1 ottobre 2008

  72. VENDOLA:CRITICO VELTRONI MA POSSIBILE OPPOSIZIONE CON PD said

    Vendola: Critico Veltroni ma possibile opposizione con Pd

    Necessario un “fronte largo”. Idv? “Sogno sinistra garantista”
    postato 4 ore fa da APCOM

    Roma, 1 ott. (Apcom) – Rifondazione comunista vive “un travaglio molto importante e molto significativo” ma non deve chiudersi in se stessa perchè è necessario “fare un fronte largo delle opposizioni”. Ne è convinto il governatore della Puglia Nicki Vendola che, intervistato a Panorama del Giorno, spiega che “noi dobbiamo avere un rapporto con il Partito democratico e anche con Veltroni anche nella più aspra delle contese”. “Io critico molto la linea di Veltroni – dice Vendola -, questo non significa che non governi insieme al partito democratico o che non possa costruire assieme al Pd anche opposizione”.

    Più distanza con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro perchè, spiega Vendola, “la sinistra che io sogno e per cui mi batto è una sinistra garantista, una sinistra che non può giocare col tema fondamentale della libertà personale. Il giustizialismo è una malattia”. “Io penso – aggiunge Di Pietro – che la domanda di giustizia non possa mai essere piegata alla febbre giustizialista. Questo non significa non avere un orientamento generale. Io credo che bisogna fare un fronte largo delle opposizioni, penso che le alleanze vadano costruite con la capacità di individuare problemi e porsi problemi della nostra società”.

    Prc rischia la scissione? Secondo Vendola “la scissione vera è quando un partito si sradica dal proprio territorio sociale, quando rompe con il proprio senso, con la propria attività sociale”. Infine il caso ‘Liberazione’. Quello tra Rifondazione comunista e il suo organo, ‘Liberazione’, è “un rapporto un po’ sofferto” ma “l’autonomia di una redazione quand’anche fosse una redazione di un organo di partito è un valore assoluto, perché il giornalismo quand’anche orientato ideologicamente, culturalmente e politicamente non può mai essere ridotto al rango di un bollettino”.

  73. PRC: VENDOLA:, RAPPORTO CON PD ANCHE IN ASPRA CONTESA. said

    PRC: VENDOLA, RAPPORTO CON PD ANCHE IN ASPRA CONTESA

    Roma, 1 ott. – (Adnkronos) – Ha sostanzialmente ribadito di preferire, senza dirlo apertamente, un rapporto in vista di future alleanze, con il Partito Democratico e con Walter Veltroni piuttosto che con Antonio Di Pietro, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, esponente di primo piano del Partito di Rifondazione Comunista, ospite del direttore di Panorama, Maurizio Belpietro, al programma Panorama del giorno, in onda durante ‘Mattino Cinque’. ”Io credo che bisogna fare un fronte largo delle opposizioni – ha detto Vendola – penso che le alleanze vadano costruite con la capacita’ di individuare i problemi e le risposte ai problemi della nostra societa’. Noi dobbiamo avere un rapporto con il Partito Democratico e anche con Veltroni – ha aggiunto – anche nella piu’ aspra delle contese. Io critico molto la linea di Veltroni. Questo non significa che io non governi insieme al Partito Democratico e che non possa costruire, anche insieme al Partito Democratico. forme di opposizioone”. Quanto a Di Pietro, Vendola ha sottolineato che ”la sinistra che io sogno o per cui mi batto e’ una sinistra garantista che non puo’ giocare con il tema fondamentale della liberta’ personale e della sua indisponibilita’. Il giustizialismo e’ una malattia. La domanda di giustizia non puo’ mai essere piegata alla febbre giustizialista”. Circa le elezioni amministrative nel 2010, Vendola ha confermato l’intenzione di ricandidarsi alla guida della Regione Puglia. ”Lo voglio”, ha risposto lapidariamente.

    (Pas/Col/Adnkronos)Mercoledì, 1 ottobre 2008 Link

  74. UNIRE LA SINISTRA: Guidoni, Palumbo, Robotti said

    Associazione Nazionale “Unire la sinisSTRA “.

    L’Associazione Unire La Sinistra, minoranza del partito di Diliberto, con SD e il PRC di Vendola per costruire la sinistra unita
    2
    di Umberto Guidoni, Italo Palumbo e Luca Robotti

    Unire la sinistra, espressione della mozione di minoranza all’ultimo congresso del PdCI, ha partecipato al tavolo della costituente della sinistra, convocato da Sinistra Democratica a Roma, a cui hanno partecipato i rappresentanti della mozione Vendola del PRC, i Verdi per la sinistra e decine di associazioni nazionali e locali e singole personalità della sinistra che chiedono l’immediato avvio di una fase di ricostruzione di una sinistra politica e sociale.

    Al tavolo erano presenti Umberto Guidoni europarlamentare, Luca Robotti consigliere regionale e Italo Palumbo assessore al comune di Benevento.

    Noi pensiamo ad una sinistra utile che torni in sintonia con il proprio popolo e rilanci la partecipazione e il protagonismo del mondo del lavoro, per cambiare il Paese e renderlo più giusto, lavoriamo a questo obiettivo con tutta la forza e la passione che possiamo mettere in campo.

    È emersa l’esigenza di puntare sull’organizzazione e il coordinamento dei soggetti che hanno partecipato alla giornata e a coloro che ne vorranno fare parte, di un processo che operi per dar vita al nuovo soggetto della sinistra italiana.

    La volontà unitaria scaturita dalla giornata di studio e confronto auspichiamo che produca la partecipazione convinta, di tutti coloro che credono nel processo unitario, alla manifestazione dell’11 ottobre con un’unica piattaforma, insieme al corteo.

    © 2008 Associazione Nazionale “Unire la sinistra”

  75. A MOGLIANO VENETO IN PROVINCIA DI TREVISO E' COSTITUITA SINISTRA MOGLIANESE said

    01 Ottobre 2008

    Sinistra a Mogliano

    A Mogliano Veneto in provincia di Treviso (più vicini a Mestre) è costituita SINISTRA MOGLIANESE.

    Vi allego il comunicato stampa, riportato oggi 28 settembre dai quotidiani locali “la Tribuna” e il Gazzettino” di Treviso.

    SINISTRA A MOGLIANO

    Sinistra Moglianese è la forza politica dei moglianesi di sinistra.
    Siamo cittadini che credono nei valori della solidarietà, dell’equità e dell’antifascismo. Ci poniamo con forza contro ogni forma di razzismo e di sterile radicalismo.
    La Sinistra a Mogliano è sempre stata una componente fondamentale del quadro politico e stiamo già lavorando per una larga alleanza con riferimento al Centro-Sinistra.
    A livello nazionale, dopo le batoste elettorali delle politiche 2008, la Sinistra italiana è alla ricerca di un giusto percorso di unità per costruire una nuova e importante forza politica all’altezza della situazione, che sappia rappresentare l’opposizione sociale, politica e culturale al governo Berlusconi e alle politiche di destra che pervadono la società.
    Qui a Mogliano siamo andati avanti, abbiamo anticipato i tempi e oggi possiamo annunciare la nascita della SINISTRA MOGLIANESE, che sarà presente alle prossime Amministrative di primavera con un proprio simbolo e una lista di candidati rappresentativi della realtà locale.
    Nel simbolo è prevalente il colore rosso: il colore della sinistra, della difesa dei diritti dei lavoratori. La stella che compare trae ispirazione dalla stella della Repubblica Italiana e da quella presente nel simbolo dell’ANPI nazionale. La resistenza e il coraggio di chi ha combattuto contro il regime nazifascista per donarci la libertà ci accompagnano nel nostro cammino politico.
    Convinti che le questioni urgenti per il nostro territorio si debbano affrontare con percorsi partecipati e condivisi con i cittadini, riteniamo prioritaria la riqualificazione urbanistica dell’ area ex Macevi e del centro della città.
    Ma non meno importanti sono la situazione dell’Istituto Gris dopo il “colpo di mano” della Giunta Regionale con il commissariamento dell’Ente in assenza di rappresentanza della Città di Mogliano e l’emergenza abitativa per effetto degli alti costi delle abitazioni e della mancanza di alloggi popolari.
    Ci opponiamo alla costruzione dell’ inceneritore a Bonisiolo in quanto crediamo nella possibilità di migliorare ulteriormente il riciclaggio sia dei rifiuti urbani che di quelli industriali nel nostro Comune.
    Riteniamo tra le questioni prioritarie la sicurezza sulle nostre strade e la sicurezza nei luoghi di lavoro; l’ampliamento dei parcheggi e l’aumento delle aree verdi pubbliche. In generale, siamo per la valorizzazione delle politiche sociali e per l’apertura della Casa di riposo all’interno di una rete integrata di servizi per i nostri anziani e i soggetti non autosufficienti presenti nel territotio.

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  76. SAN GIULIANO MILANESE: ASSOCIAZIONE SINISTRA ARCOBALENO said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    01 Ottobre 2008

    La formazione e la sinistra

    Scritto da Scipione Semeraro

    Una delle quattro relazioni introduttive
    all’assemblea “Le belle bandiere”
    (27 settembre, parco Brin – Roma)

    Torna con urgenza la necessità di occuparsi della formazione, del sapere, in concreto della scuola e dell’università. Per due ordini di ragioni: la destra vuole chiudere il conto con una stagione culturale e sociale che viene dal ‘68. La sinistra ha un deficit di analisi e di proposte per i tempi a venire.

    Bisogna perciò agire su due livelli. Dare risposte immediate alle emergenze politiche e con più decisione aprire una stagione di riflessione di lungo termine per definire oggi il senso dell’imparare e dell’insegnare.
    Sull’esempio dei benedettini che seppero salvare per sé e per il futuro una storia e una cultura, bisogna, anche noi, studiare e operare, il nostro “ora et labora”.
    La chiusura del ciclo politico del ‘68 si nota da molti segni e porta con se un mutamento persino antropologico prima che sociale e culturale. Di cosa è stato fatto quel ciclo.
    Innanzi tutto la domanda di scolarità per tutti, non solo come consumo egualitario, ma come costituente sostanziale della cittadinanza. Non sei cittadino se non ti è dato il sapere e il discernimento. Un’idea avanzata della libertà individuale, non solo formale.
    E poi la straordinaria critica alla neutralità della scienza e della tecnica. E’ stato il più grande episodio di esercizio del “sospetto” nella storia recente; quello che appare un dato incontrovertibile, un contenuto da insegnare e imparare viene mostrato nella sua concreta contestualità storica, il sapere nasce in una realtà stretta con il potere, l’utilità, la produzione, l’organizzazione sociale. Questo vento ha parlato alla scuola e alla università con una forza dirompente, ha messo in crisi i contenuti e l’autorità degli intellettuali.
    Nella scuola si è accompagnata ad una diffusività dell’intellettualità di massa che vive in questa contraddizione, trasmettere/criticare il sapere. E come non osservare che per la prima volta nella storia italiana questa intellettualità è donna. Le insegnanti sono la quasi totalità della professione, fenomeno importante sia per la novità sociale sia per il nesso che si stabilisce tra professione intellettuale e cura delle persone.
    Infatti è propria la naturale politicità di alcune professioni che disegna questo ciclo, insegnanti, medici, giornalisti, psichiatri. Politicità che viene dal nesso inscindibile tra il sapere e il condividere le finalità delle persone su cui si interviene. Puoi essere competente, ma se non sei dalla parte del tuo interlocutore, malato, studente, cittadino, puoi anche non essere efficace.
    Questa presenza straordinaria di donne parla anche di un mutato rapporto tra la famiglia e la scuola. La famiglia si scopre non autosufficiente nel dovere dell’educazione, affida i piccoli ad altri di cui si fida perché avvenga un miracolo, la possibilità di un’esperienza grandiosa della diversità. Nella famiglia hai sperimentato valori, parole, saperi, comportamenti omogenei, la scuola ti porta nel campo aperto dell’altro, della cittadinanza. A questo allude, con un forte impatto simbolico il ritorno al maestro, alla maestra unica, l’azzeramento di questa apertura all’altro, il ritorno alla formazione scolastica come prolungamento subalterno alla comunità naturale d’origine. La destra gioca, con il seppellimento dell’esperienza passata, a un riordino delle gerarchie, ad una trama conservatrice per un profilo umano subalterno, seriale, governato dalla chiusura e dalla paura della diversità.
    Ma c’è stato un limite nella sinistra. Mentre ha giustamente rivendicato e difeso il diritto allo studio, ha sottovalutato che il diritto all’accesso doveva nutrirsi di una critica rigorosa ai contenuti. Infatti l’analfabetismo si coniuga in diversi modi. Era facile conoscere l’analfabetismo da mancanza di informazioni e saperi, più difficile capire un analfabetismo fatto del suo contrario, da eccedenza di conoscenze e informazioni. La vita reale è la scuola primaria per tutti, la scuola formale interviene in un pieno di culture, simboli, saperi, abitudini già costituite.
    L’analfabetismo da eccedenza è male subdolo, agisce con l’arroganza e con l’autosufficienza di chi già presume di essere colto, stimola l’individualismo, perché intende il sapere come strumento e veicolo di supremazia sugli altri. Non avverte che la ridondanza diventa rumore di fondo, l’eccedenza di nozioni incapacità di discernere criticamente. Questo mutamento nella formazione di senso comune, questo strato profondo, antropologico, attende la rivoluzione conservatrice, si alimenta nella dimensione strabordante del consumo come perno della vita umana.
    Con frequenza ossessiva uno spot televisivo ci ricorda il nostro modello di vita. “Le tue marche, la tua storia”. Una sintesi che racconta quanto sia diventata determinante nella costituzione della nostra identità la relazione, reale o immaginaria, con il mondo delle merci. Una condizione che accomuna ogni condizione e classe sociale, sia che il consumo sia reale sia che agisca come desiderio.
    Non esiste sistema educativo, né luogo di trasmissione di valori e di comportamenti tanto pervasivo quanto l’esposizione al sistema complesso e articolato delle merci. Nasciamo in quel reticolo simbolico e dalle merci riceviamo le gerarchie di valore, i nessi interpretativi delle cose e degli altri esseri umani.
    Un tempo l’educazione era un portare con mano dal non sapere alla conoscenza le persone, soprattutto i piccoli. Oggi questo non è più, siamo da sempre collocati nel mezzo di un sapere e di una cultura organizzata, non solo nell’occidente consumista; consumare e/o desiderare hanno dimensione globale, costituiscono un linguaggio universale.
    Per questa ragione il moderno analfabetismo deriva più dall’eccedenza delle informazioni e dei simboli che dalla loro privazione.
    I saperi, come le merci, ingorgano e creano un rumore di fondo in cui non è facile acquisire un sapere utile e critico.
    Una pedagogia efficace dovrebbe, in ogni epoca della vita, decostruire criticamente questo ambiente affollato di “saperi” e simboli. Un’opposizione rigorosa al feticismo delle merci, realtà non comprese nel loro contesto sociale e di significato.
    Forse in questo contesto va cercato il nodo cruciale della crisi “educativa” della famiglia, della scuola e di ogni altro soggetto che intenda, in ogni epoca della vita, comunicare un suo sistema di interpretazione del mondo.
    Non solo quindi le merci, consumate e/o desiderate, insegnano molte cose del mondo e regolano l’orizzonte della realtà, ma esse stesse veicolano un senso e stabiliscono relazioni tra le persone. Si aggiunga anche che la cultura, in quanto merce, posseduta, acquistata, scambiata, non sfugge a questa dimensione “totalitaria” dei processi di formazione del senso comune.
    Le merci nascondono il lavoro, lo rendono impercettibile, il loro essere feticcio nasconde la fatica, il dolore, lo sfruttamento che è sostanza dei beni disponibili. La signoria magica della carta di credito è il segno di questo fenomeno.
    Per reagire all’analfabetismo da eccedenza si deve considerare la cultura come una paziente operazione di scomposizione, ricostruzione delle nozioni, ricomposizione critica delle informazioni, risistemazione delle gerarchie di valori, un’abitudine a considerarne la genealogia. Per capire perché ho un’opinione, devo sapere come e perché si è formata.
    La magia, e la miseria, delle merci sta nell’essere realtà senza svelare il processo di produzione, il lavoro, la sofferenza, lo sforzo, il costo che ne permettono l’esistenza.
    I processi di formazione della cultura, come il vero sapere critico, devono fare i conti con la genealogia, la storia e l’origine, della realtà presente, unica condizione per non subirla e per poterla liberamente cambiare e per determinarla. La crisi della democrazia ha molto a che vedere con questo stare acriticamente in un mondo già tutto dato, in cui le informazioni e i saperi, per il fatto stesso che sono trasmessi, assumono verità e credibilità. Sempre più il potere sta nelle mani di chi riesce a manipolare e governare l’universo dei simboli e delle merci.
    Una ricostruzione dei saperi condotta in cooperazione critica con gli altri, in una rete che si alimenta di dubbi e di domande è l’unico antidoto ad una tendenza che ci fa apparentemente più istruiti ma in verità più fragili nella conoscenza e nella capacità di interpretazione della realtà. Anche il ricorrente bisogno di trovare un’identità nel sacro e nella trascendenza è un segno di un indebolimento generale della conoscenza critica e dell’opprimente mercificazione del sapere. Quanto lo è l’asservimento della scienza al mercato.
    Così, nel declino della curiosità e dell’indagine critica, viene a mancare alla società un possibilità fondamentale di liberazione e autodeterminazione.
    Se ci poniamo in questa strada analitica si scorge la grande necessità di definire una pedagogia e una didattica critica adeguata.
    Voglio solo accennare a tre ipotesi di lavoro.
    Innanzitutto bisognerebbe inventare pratiche di esercizio della “genealogia”, della memoria e della storia. La scuola è sempre stata ammalata della divisione ideologica tra le due culture, la storicità e la scienza, l’occasionalità della produzione storica e il determinismo dei fatti scientifici. Non coglieva e non insegnava che la storia umana, per quanto apparentemente caotica, può essere colta con l’individuazione di strutture profonde, scientificamente rappresentabili, come la scienza non si spiega senza il suo costante rapporto con la società e la storia. La didattica della genealogia è un percorso fecondo per correggere questa distorsione.
    Il secondo terreno di ricerca dovrebbe essere quello che guarda alla globalizzazione come nuova estensione della vita individuale. Già Marx aveva previsto che lo viluppo del capitale avrebbe distrutto i localismi e “l’idiotismo”. Questa previsione si è fatta realtà, ma si è accompagnata ad una torsione verso un nuovo idiotismo e comunitarismo. Il presente globale cerca l’identità nella razza, nella terra, nell’appartenenza, si scopre in una guerra delle civiltà. Questa dimensione catastrofica deve e può essere corretta con un’educazione alla mondialità, alla cittadinanza universale, che non è mai data come dimensione innata e che quindi deve essere appresa e insegnata.
    Infine dobbiamo pensare a come si insegna e si apprende la pratica dell’immaginazione, del progetto di futuro. L’analfabetismo da eccedenza ci amputa del passato e del futuro e distorce l’esperienza del presente. L’eclissi della politica ha qui le sue radici, l’immutabilità della situazione presente, la durezza rocciosa della realtà oscura la speranza del mutamento.

    Dunque pratiche di lotta e bisogno di una riflessione attenta, un impegno per una rifondazione della sinistra.

    Se ci sta a cuore che il profilo umano a cui teniamo è quello dei naviganti e non degli zatterieri.
    E’ la felice antinomia suggerita da Bauman.
    Lo zatteriere ha un percorso prestabilito, lo porta la corrente, la natura è padrona; parte e arriva, la sua vita è condotta. Il navigante ha bisogno di una rotta e di un progetto, il suo campo è la libertà rischiosa del mare aperto, in cui vale l’esperienza ma anche la curiosità. La sua libertà è ampia, il suo scopo sempre mutevole e adattabile. Il suo viaggio ha bisogno di saperi complessi, faticosi, ma è il rischio e la fatica della libertà.

    Scipione Semeraro

    Rifondazione per la sinistra

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  77. SANSONETTI: LIBERAZIONE E LA SIA AUTONOMIA ( E LE VENDITE CHE AUMENTANO ).- parte prima said

    Liberazione
    la sua autonomia,
    (e le vendite
    che aumentano)

    Piero Sansonetti

    Nei giorni scorsi sono stati diffusi molti dati sui conti economici di Liberazione e sul calo delle vendite. I conti economici sono in rosso, per molte ragioni (e bisognerà metterci mano), e soprattutto per la minaccia di taglio dei fondi del finanziamento pubblico ai giornali. Le vendite, al contrario di quello che è stato scritto in vari luoghi, attualmente sono in aumento. Non facciamo del trionfalismo su questo aumento di copie (che, a seconda di come lo si calcola, oscilla tra il 6 per cento e il 16 per cento) però non è il caso neppure di nasconderlo, anche perché ci permette di far parte di una piccolissima pattuglia di giornali che stanno aumentando le vendite, in un periodo di magra nel quale la stragrande maggioranza dei quotidiani subisce un fortissimo ridimensionamento della diffusione.
    Nei giorni scorsi si è parlato di una riduzione delle copie di Liberazione del 30 per cento. E’ un dato che nasce dal paragone tra gli anni del triennio rosso (2001-2003: da Genova, al pacifismo dopo l’11 settembre, il movimento no-global i girotondi ecc…) i quali portarono tutti i giornali di sinistra ad eccezionali picchi di vendita, e i risultati del 2007 (governo Prodi), che sono stati i più deprimenti. Diciamo un paragone un po’ forzato. Per chiarezza vi fornisco le cifre ufficiali relative al quadriennio 2005-2008, che è quello che conosco meglio per avere in questi quattro anni lavorato al giornale. Sono anni di costante calo delle vendite (comune a tutti gli altri giornali di sinistra, ma per noi più contenuto), che si impenna nel raffronto tra il 2006 e il 2007, cioè l’anno nel quale il Prc entra nel governo.

    02/10/2008

  78. SANSONETTI: LIBERAZIONE E LA SIA AUTONOMIA ( E LE VENDITE CHE AUMENTANNO) - PARTE SECONDA said

    «Liberazione», la sua autonomia
    (e le vendite che aumentano)

    Piero Sansonetti

    In quell’anno la perdita è forte (quasi del 18 per cento) e fa da «interfaccia», sebbene in dimensioni incomparabili, alla perdita di consensi del Prc e di tutta la sinistra (che dall’11 per cento circa del 2006 scende al 3 per cento, perdendo più o meno i tre quarti del proprio elettorato). Il calo prosegue ancora nei primi mesi del 2008, fino alla riforma grafica del giornale (che è di marzo) e poi si inverte. Il dato del 2008, finora, è nettamente superiore al dato del 2007 ma è ancora inferiore di 8-900 copie rispetto al 2006. Da marzo in poi però queste 900 copie vengono recuperate e le vendite tornano più o meno ai livelli del 2006.
    Vi ho annoiato con queste cifre – e prometto che non lo farò più – solo per correggere una impressione forse sbagliata che era stata data da alcuni giornali nei giorni scorsi, e per segnalare un fatto che, almeno simbolicamente, a me sembra molto importante: l’inversione della tendenza al calo di copie. Credo che possiamo tutti rallegrarcene e ragionare su cosa fare per consolidarlo e incrementarlo.
    Detto ciò, e ribadita la mia convinzione che in questi mesi il giornale dovrà trovare la forza per rinnovarsi, rilanciarsi, rimettere in ordine i suoi conti economici, vorrei tornare a ribadire una piccola idea che a me sembra essenziale per organizzare una discussione seria sul futuro di Liberazione . E’ l’idea che – a me pare in modo chiarissimo – è stata esposta ieri su questo giornale da Lea Melandri. Un giornale che rinunci alla propria indipendenza intellettuale e politica, e alla propria autonomia – diciamola più semplice: alla propria libertà – smette di essere un giornale, perde la sua funzione, esce dal terreno sul quale si svolge la complicata e durissima battaglia per la libertà di stampa, di informazione, di «costruzione dell’opinione pubblica». E’ suo diritto farlo. Ma se lo fa – anche senza volerlo – indebolisce uno dei punti forti del pensiero di sinistra e radicale, e addirittura mette in discussione la funzione «critica» della sinistra. Naturalmente voi non dovete pensare che io non tenga in considerazione – e apprezzi – alcune delle considerazioni che ieri – su queste stesse pagine – ha illustrato, con un po’ di rabbia (ma anche con molto amore per il giornale) la mia amica Federica Pitoni. Le rimprovero solo una cosa: lei mette tra parentesi il valore della autonomia, lo considera quasi – credo – un fattore di arroganza, considera comunque un giornale di partito subalterno ai poteri e alle gerarchie, e ai meccanismi democratici di un partito. Io credo invece che non sia così. Che un partito di sinistra debba avere la forza e il rigore per accettare di essere l’editore di un giornale che non controlla, che non è un suo organismo e tantomeno è un suo bollettino.
    La storia dei giornali di partito in Italia è lunga e gloriosa. Inizia con l’Avanti! e poi con l’Unità , prima della guerra. E poi prosegue nel dopoguerra, e anche in questi ultimi vent’anni, sempre arricchendosi con testate nuove. In questi giorni stiamo combattendo con chi vorrebbe uccidere i giornali di partito, togliendo loro i finanziamenti pubblici. E ci affanniamo a spiegare e a dimostrare il ruolo grandissimo che in tutti questi anni questi giornali hanno avuto nel dibattito politico italiano, e nel formarsi delle idee, e nel rafforzare le dialettiche interne ai partiti, e il loro mutamento, e il confronto. Abbiamo spiegato che nel mondo dell’informazione italiana il posto dei giornali di partito è molto più grande di quello dei loro “cugini” stranieri. Come mai? Credo che non ci sia altra riposta che questa: perché, sin dal loro nascere, in tempi durissimi, i giornali hanno preteso la propria autonomia e l’hanno difesa coi denti. E i partiti di riferimento glielo hanno permesso. A partire dal vecchio Partito comunista che si inventò l’Unità e la lasciò vivere libera. Non penso che sia ragionevole, ora, tornare indietro, e disperdere quel patrimonio culturale.

    02/10/2008

  79. GENNARO MIGLIORE: QUI E ORA, UN'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA said

    03 Ottobre 2008

    Qui e ora: un’associazione per la sinistra

    Gennaro Migliore

    Qui e ora. Meno di una settimana fa, a Roma, gli applausi più scroscianti sono esplosi quando Nichi Vendola, concludendo la prima assemblea pubblica dell’area “Rifondazione per la Sinistra”, ha pronunciato queste parole. Qui e ora, perché non c’è più tempo per rinviare né spazio per le discussioni infinite, perché l’urgenza e la gravità della situazione impone passi concreti, e li impone subito.
    A modo suo, quell’applauso era liberatorio. Era la reazione di chi trovava una risposta a domande che sono insieme le più semplici e le più complesse: quelle che si ponevano e ponevano a noi, gruppo dirigente dell’area, tutti i compagni arrivati a Roma per quell’assemblea. Le stesse che risuonano nelle centinaia di mail spedite a questo sito già nella sua prima settimana di vita: “Cosa facciamo, oggi non un indistinto domani?”, “Cosa significa non essere una corrente di partito, nei fatti non nelle teorizzazioni?”.
    A queste domande Nichi Vendola ha offerto una prima risposta proponendo un tesseramento, il segno tangibile, materiale, dell’esistenza di una soggettività nuova che si affaccia sulla scena del conflitto politico e sociale nel momento più difficile per la sinistra nella storia repubblicana.
    Il coordinamento eletto dell’area (composto da Patrizia Sentinelli, Celeste Costantino, Nicoletta Pirrotta, Giulio Lauri, Stefano Zuccherini e da me) quella proposta intende riprenderla e rilanciarla, cogliendone da subito – qui e ora – il significato profondo: l’intenzione cioè di dar vita a una soggettività non limitata a una corrente di partito e non confinata nel perimetro soffocante delle intese di vertice tra gruppi dirigenti. Propone quindi all’intera area di dar vita a un’associazione non limitata alla sola “Rifondazione per la Sinistra” e quindi da questa distinta già nel nome, che potrebbe essere, pensiamo, “Associazione per la Sinistra”.
    A quest’area potranno aderire, tesserandosi, tutti quelli che intendono adoperarsi attivamente per la nascita di una sinistra adeguata ai compiti che la fase storica richiede, capace di non arenarsi nelle secche del minoritarismo e di una politica solo testimoniale e di non farsi travolgere dall’onda di un moderatismo che non è riformismo, ma resa alla logica feroce delle compatibilità.
    Non è e non sarà un’operazione di vertice. Non saranno i vertici tra forze politiche a deciderne le sorti ma l’adesione spontanea, dal basso, della nostra gente, del popolo di sinistra. Sarà la capacità, nei territori, di farla vivere nei conflitti e per i conflitti.
    Da subito. A partire dalla manifestazione dell’11 ottobre, che dovrà essere grande e possente, ma dovrà anche rifiutare chiaramente ogni logica puramente identitaria, ogni tentazione di chiudersi in ghetti tanto rassicuranti quanto inutili, e che dovrà marcare con questo segno, quello della nostra cultura politica, la solidarietà e il pieno appoggio che garantiamo a una Cgil minacciata oggi nella sua autonomia sociale.
    Altro modo per partire, per dar vita a una forza politica e sociale nuova, non c’è. Bisogna passare ai fatti. Qui e ora.

    Rifondazione per la sinistra

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  80. Marco Rensini said

    Credo che dopo questo editoriale di Gennaro Migliore comincia veramente una nuova storia.
    Comincia subito.
    Con un nome che è già un programma, direi IL PROGRAMMA: ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA.
    Si passa insomma finalmente anche alla fase organizzativa, in tutta Italia.
    Adesso dipende solo da tutti noi.
    Io ovviamente ci sto.

  81. Marco Renzini said

    Ovviamente il cognome è Renzini….. non stavo cercando di nascondermi con un mezzo nick…….

  82. CAMBIARE FANO. UNIRE LA SINISTRA. said

    Unire la Sinistra. Cambiare Fano.

    Comunicato stampa, 2 settembre 2008

    Si è incontrato il Direttivo Unitario di Sinistra Unita (la formazione fanese che rappresenta Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Democratica) per verificare la situazione della Alleanza politica fanese all’indomani dei Congressi Nazionali delle rispettive forze politiche.

    Si è visto che i Congressi delle rispettive forze politiche non hanno dato prospettive univoche su quali strumenti produrre per osteggiare la travolgente ondata delle politiche di destra.

    Proprio in questo contesto si valuta ancor più utile l’esperienza fanese, che pur nella sua modesta collocazione territoriale e nella sua struttura federativa, testimonia la facilità dell’aggregazione di questa area politica di fronte alle tematiche quotidiane che quattro anni d’opposizione all’amministrazione Aguzzi ci hanno via via sottoposto.

    Sinistra Unita riconferma la volontà di presentarsi con questa formazione alle amministrative comunali del 2009 e lavora per la costruzione di un’ampia alleanza che si opponga alla giunta di Centrodestra, che non comprenda solo partiti ma anche associazioni, gruppi d’iniziativa culturale, singoli cittadini.

  83. Rifondazione per la Sinistra in Europa said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    07 Ottobre 2008

    Rifondazione per la Sinistra in Europa

    Rifondazione per la Sinistra e’ attiva anche in Europa

    , dove compagni e compagne emigrati all’estero collaborano con altri gruppi della Sinistra Europea per portare avanti battaglie comuni.

    Per informazioni,contattare Alessandro Valera, basato a Londra ( alessandro.valera@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

    Per chi vive in Inghilterra o si trova a Londra temporaneamente, il circolo PRC/SE di Londra ‘Karl Marx’ ha organizzato una manifestazione davanti all’ambasciata italiana per Sabato 11 Ottobre, in concomitanza con la manifestazione nazionale che si terra’ in Italia contro l’operato del governo Berlusconi.

    Potete trovare tutte le informazioni nei volantini allegati (in italiano e inglese) o sul sito http://www.rifondazione.co.u

    Rifondazione per la sinistra

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  84. ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA UNITA E PLURALE FIRENZE: 11 OTTOBRE TUTTI A ROMA. said

    ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA UNITA E PLURALE
    FIRENZE.
    http://www.xsinistraunitaeplurale.it

    comitato operativo mercoledì 8 ottobre
    ore 21.15 circolo Arci Porte Nuove

    a Roma l’11 ottobre
    http://www.11ottobreinpiazza.org

    A Firenze si è costituito il comitato Promotore per la Manifestazione ” L’opposizione è nelle nostre mani”.
    La manifestazione di sabato 11 ottobre a Roma è promossa da esponenti della società civile, del mondo della politica, della cultura e del lavoro ed è una manifestazione nazionale unitaria e di sinistra, “per un’altra italia per un’altra politica – l’opposizione è nelle nostre mani”.
    All’appello che ha promosso la manifestazione hanno aderito già il PRC il PDCI, SD ed i Verdi.
    E’ in campo dunque un’iniziativa unitaria che ha l’obbiettivo di costruire un’opposizione efficace e larga alle politiche del governo della destra e l’offensiva sociale di Confindustria. L’attacco che è in corso contro i diritti di chi lavora, la scuola pubblica, l’ambiente e fondamentali libertà democratiche e civili richiede una risposta ferma e tempestiva, che l’attuale minoranza parlamentare non è in grado di svolgere.

    A Firenze il Comitato promotore fiorentino è costituito dalle seguenti realtà:
    Associazione x Sinistra Unita e Plurale, Comitato di Firenze per la Difesa della Costituzione, Comitato di Firenze per la scuola della Repubblica, Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze, Giardino dei Ciliegi, Giovani comunisti, PdCI Firenze, Prc Firenze, RSU Università di Firenze, FLC-CGIL Ateneo fiorentino, Statunitensi contro la guerra (Firenze), SD Firenze, Unaltracittà/unaltromondo, Verdi Firenze.
    Da Firenze il Comitato è impegnato per l’organizzazione di 8 pullmann, il dato della provincia di Firenze è ad oggi di 15 pullmann.

    Per le prenotazioni:
    Gianfranco 339 3563045, PRC 055 2345771, PDCI (Carlo) 333 9717784, Verdi 055 2760398, Giovani comunisti (Giulia) 347 6230962 (Giacomo) 3382455716, Comitato Fermiamo la Guerra (Riccardo) 335 5246254, Associazione Sinistra unita e plurale (Lapo) 3452148000.
    mail. monica717@interfree.it

    Il sito nazionaleè: http://www.11ottobreinpiazza.org

    .

  85. FELTRE: QUALE SINISTRA IN ITALIA ? said

    QUALE SINISTRA IN ITALIA ?

    FELTRE

    Venerdì 17 ottobre
    ore 20,30
    Sala Ocri

    Assemblea-dibattito con

    FULVIA BANDOLI

    Esecutivo Nazionale di Sinistra Democratica.

  86. LAVORARE PER UNIRE LA SINISTRA SARDA said

    Fonte:http://www.sinistra-democratica.it

    LAVORARE PER UNIRE LA SINISTRA SARDA

    E’ oramai evidente l’esigenza di avviare il processo COSTITUTIVO della SINISTRA.
    La discussione che ha interessato i partiti della sinistra in occasione dei congressi appena conclusi e la crisi strutturale del Partito Democratico ha evidenziato in Sardegna quanto sia urgente avviare tale processo.
    Una Sinistra che vuole assumersi la responsabilità di governare ponendo al centro dell’agenda politica sarda i temi del LAVORO, dell’ISTRUZIONE, dell’AMBIENTE, dell’AUTONOMIA, dell’UGUAGLIANZA, della GIUSTIZIA SOCIALE e della DIFESA DEI VALORI della COSTITUZIONE.
    Il Processo costitutivo della sinistra sarda, senza liquidare la storia, l’esperienza e la funzione dei partiti della sinistra, deve produrre uno sforzo di innovazione politica, aperto alla discussione e all’elaborazione culturale.
    La cultura autonomista deve essere il terreno da cui partire per riformare gli strumenti e per esprimere una comune concezione di governo democratico delle sue istituzioni.
    Abbiamo la responsabilità storica di consegnare alle generazioni future un LUOGO POLITICO NUOVO che utilizza punti di riferimento che guardano al nostro tempo.
    Ci rivolgiamo a tanti compagne e compagni che guardano ai valori della sinistra e alle ragazze e ai ragazzi sardi che possono insieme a noi operare per costruire un domani di DEMOCRAZIA e PARTECIPAZIONE per UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA.
    Lavoriamo insieme senza pregiudizi e steccati trasformando questo sogno in realtà.

    Prime adesioni:

    Antonio Espis Operaio
    Gavinuccia Arca Avvocato
    Tore Serra Consigliere regionale
    Isidoro Aiello Docente universitario
    Maria Demurtas Medico
    Salvatore Meloni Allevatore
    Natale Tedde Medico
    Gianni Aresu Lavoratore autonomo
    Paola Lanzi Consigliere regionale
    Maria Antonietta Mongiu Assessore Regionale
    Giovanni Meloni Docente universitario, ex deputato
    Claudia Tatti Impiegata
    Antonio Attili Insegnante, ex deputato
    Luca Pizzuto Studente
    Annarella Casu Consulente Aziendale
    Marco Balbina Dipendente comunale
    Tore Corda Artigiano
    Renato Cugini Consigliere regionale
    Francesco Carboni Avvocato, ex deputato
    Gianni Calaresu Medico
    Gavino Piga Insegnante
    Marcello Murgia Lavoratore autonomo
    Angelo Cossu Imprenditore
    Pietro Maurandi Docente universitario, ex deputato
    Giorgio Madeddu Impiegato
    Maria Grazia Pisano Insegnante
    Peppuccio Fadda Consigliere regionale
    Annarita Deiana OSS
    Cristina Perra Impiegata
    Giorgio Cugusi Libero professionista
    Alberto Melinu Assessore provinciale
    Giovanni De Santis Preside
    Ivo Deiana Medico
    Giuseppe Pischedda Ingegnere Elettronico
    Margherita Demurtas Medico
    Liliana Di Giovanni Insegnante
    Antonello Licheri Consigliere regionale
    Ignazia Dessena Commerciante
    Nora Uda Impiegata
    Alessandro Marras Dipendente Comunale
    Franca Lilliu Impiegata
    Antonio Mura Consigliere Provinciale
    Rosario Musmeci Insegnante
    Bruno Lobina Pensionato
    Gianni Perotti Lavoratore autonomo
    Antonio Zurru ex sindaco di Nuoro
    Laura Cera Avvocato
    Salvatore Marrosu pensionato

  87. L'appello dei lavoratori nelle fabbriche all'unità a sinistra. said

    Associazione Nazionale “Unire la sinistra”.
    http://www.unirelasinistra.net

    L’appello dei lavoratori nelle fabbriche all’unità a Sinistra
    8 Ottobre, 2008

    di Matteo Pugliese, RSU FIOM Thales Alenia Space Italia, Torino

    Il ruolo che svolgo come RSU all’interno di una delle aziende tecnologicamente più avanzate del Nord Ovest di questo nostro paese come la Thales Alenia Space Italia di Torino, mi porta tutti i giorni a confrontarmi con i lavoratori e con i loro problemi, da quelli piccoli a quelli grandi, ma al di la che si tratti di operai o impiegati (non sono legato da tempo a questa forma di classismo ma penso che esita una sola classe, quella dei lavoratori) quando si affronta la discussione politica e la situazione paradossale che si é venuta a creare nel nostro paese, tutti mi dicono: “ma quand’é che la smettete di litigare e fate qualcosa di veramente nuovo a sinistra, che vada al di la dei simboli e delle etichette, che sia in grado di rappresentare politicamente le fasce sociali più deboli e di dare una risposta alle esigenze della gente???”
    Non a caso, visto che io ho sempre creduto, in ciò che stiamo cercando di realizzare tutti insieme, durante la scorsa campagna elettorale, spinto da questa possibilità che si era venuta a creare (a posteriori abbiamo capito che si trattava di una necessità dei partiti e non di una risposta al nostro popolo) con Sinistra Arcobaleno, insieme ad altri compagni della FIOM, abbiamo lanciato una raccolta firme all’interno della fabbrica che sottoscriveva un appello da inviare ai responsabili nazionali delle forze politiche facenti parte del nuovo schieramento, dove gli si chiedeva di fare presto (nessuno poteva immaginare il disastroso risultato che ci avrebbe travolto).

    Furono raccolte ben 150 firme tra tutti i lavoratori e ciò che mi colpì fu che pur essendoci esponenti vicini alle differenti forze politiche (Rifondazione, PCDI, SD, e Verdi), nessuno ne fece una questione campanilistica o di bandiera, ma anzi i commenti erano di auspicio per il futuro, ma che soprattutto non si perdesse tempo.
    Ebbene quel progetto non é decollato per i motivi che tutti sappiamo, ma non dobbiamo arrenderci perchè abbiamo il dovere di ridare la speranza a tutte quelle migliaia di lavoratori sparsi per il paese che non si sentono più rappresentati politicamente, con un progetto che guardi al futuro della Sinistra e non ad una sinistra passata.

  88. Fernando Pignataro: " Alla crisi della sinistra non si risponde con scelte identitarie " said

    Associazione Nazionale “Unire la sinistra”.

    Alla crisi della sinistra non si risponde con scelte identitarie!.

    7 Ottobre, 2008.

    di On. Fernando Pignataro, Sinistra in….. Movimento

    La sconfitta della sinistra alle ultime elezioni è stata così pesante da non lasciare spazio alle letture assolutorie, alle interpretazioni giustificatorie, basate, semmai, sul clima, sulla fase o altro ancora.

    L’elettorato ha bocciato senza mezzi termini una unione tutta tattica, senza progetto politico che poggiava quasi esclusivamente sulla difesa delle posizioni acquisite, sull’autoconservazione dei gruppi dirigenti. Basta vedere come e con quali criteri sono state concepite le liste e, spesso, la lontananza delle stesse dal territorio, dagli umori e dalle aspettative dello stesso popolo nostro.

    Non vi è dubbio che la Sinistra Arcobaleno è nata male, in modo verticistico, in forte ritardo e con tante resistenze. Anche per questo lo sforzo, assolutamente originale, di mettere insieme tante sensibilità, storie e percorsi, in una sinistra italiana sempre dedita a scissioni, divisioni e risse, non è stato compreso dagli italiani, dallo stesso elettorato di sinistra, che ha preferito non andare a votare, votare per una prospettiva di governo o, addirittura, scegliere una deriva populista soprattutto nel nord del Paese.

    Così come non vi è alcun dubbio che bisogna ripartire da lì, dal bisogno sempre più urgente (lo dimostra la non opposizione o l’inefficacia della stessa senza comunisti, socialisti, ambientalisti nelle Istituzioni ) di unificare la Sinistra Italiana oltre il Partito Democratico, di rilanciare un’alleanza strategica e programmatica con lo stesso PD, di rilanciare un progetto alternativo di società rispetto a quello delle Destre, che sta provocando di nuovo un grandissimo disagio sociale, che ritorna ad impoverire il Paese, che è ingiusto, iniquo e che continua a favorire le rendite, gli affari e le speculazioni dei poteri forti, che attacca diritti e conquiste del mondo del lavoro, che tende a svuotare le Istituzioni democratiche per avviarsi verso un vero e proprio regime.

    Per contrastare questo disegno la Sinistra scende in piazza unita l’11 ottobre a Roma. Tutta la sinistra! E’ un fatto importante, è una ripartenza, che bisogna evitare però di sminuire, come fa il Segretario del Pdci Diliberto, continuando a parlare di unire i comunisti, di scelta identitaria, che ha tanto il sapore di voler esclusivamente traguardare il prossimo appuntamento elettorale europeo.

    Alla crisi della sinistra si risponde con una scelta di alto profilo, con un’idea grande di un nuovo soggetto plurale, inclusivo, laico di tutta la sinistra per guardare al futuro, per costruire il futuro, che ritorni a parlare con le persone, con i lavoratori, con i giovani, con le donne, con la parte più debole della società. Oggi, non si può più rinchiudersi nel proprio orticello, pensare a scelte di nicchia, a fare la chiosa su chi è più “comunista”, ma si ha l’obbligo di costruire un progetto che unitario, che peraltro è stato il filo conduttore delle strategie del partito di Diliberto fino a pochi mesi fa.

    Gli avvenimenti di queste settimane, il bisogno di ritornare in campo, la voglia di partecipare, ci consegnano una volontà democratica di opporsi ad un disegno liberista di società, che va colto soprattutto da noi, al quale bisogna rispondere con unità, determinazione, scelte chiare e condivise.

    Ecco perché è arrivato il momento di mettersi insieme, soprattutto nel territorio, lanciare una fase costituente, breve, propositiva che dia nel giro di poco tempo uno strumento, un partito a disposizione di quelli che vogliono cambiare la società, trasformarla credibilmente in una società più giusta, di eguali, di diritti e lavoro, di libertà e solidarietà.

    Se non ora, quando?

  89. LA SINISTRA NEL TRENTINO: " Il lavoro che cambia nell'Italia in declino ". said

    http://prc-tn.t

    Il lavoro che cambia nell’Italia in declino

    giovedì 09 ottobre 2008

    La Sinistra del Trentino

    martedì 14 ottobre ore 18.00

    Sala Video Centro S.Chiara (via S.Croce – Trento)

    Il lavoro che cambia

    nell’Italia in declino

    ne parliamo con

    Vittorio Rieser

    Ricercatore sociale, fin dall’esperienza di Quaderni Rossi svolge un intenso lavoro di inchiesta nel mondo del lavoro italiano. La sua ricerca prosegue ininterrottamente fino ad oggi, tra le pieghe di un lavoro in trasformazione.

    Betty Leone

    Dal 1994 al 2002 è Segretaria nazionale della CGIL. Partecipa attivamente al movimento pacifista e altermondista, dove ha rappresentato il sindacato italiano in occasine di grandi appuntementi internazionali.

    Modera il dibattito Ferruccio demadonna, capolista della Sinistra del Trentino alle elezioni provinciali.

    Conclude il candidato presidente Agostino Catalano.

  90. .Marco Renzini said

    Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
    Federazione di Trento
    http://www.prc-tn.it

    lunedì 06 ottobre 2008

    Il programma della Sinistra del Trentino

    Per il programma completo:

    programma sinistra del trentino 287.58 Kb

    Democrazia e partecipazione: gli strumenti di una nuova autonomia.

    I nostri comuni hanno smesso di essere presidi di democrazia: poteri concentrati nelle mani dei sindaci, consigli comunali spogliati di responsabilità, minoranze emarginate dal potere decisionale. Partecipazione e iniziativa diretta sono azzerate e i cittadini espropriati di ogni possibilità di incidere sulle scelte della propria comunità. Noi proponiamo una riforma dei comuni che non solo ridia fiato ai consigli comunali e agli organismi del decentramento, ma che sappia fornire ai comuni gli strumenti adeguati per rilanciare partecipazione e democrazia diretta, a partire dal metodo del bilancio partecipativo.

    Lavoro: contrastare la precarietà, diffondere i diritti.

    Dietro i bassi tassi di disoccupazione della nostra provincia si nascondono gravi problemi strutturali: il 90% delle nuove assunzioni sono con contratto “atipico”, l’occupazione femminile è in flessione, è scarsa la richiesta di professionalità e di qualifiche. Tanto lavoro, pochissimo lavoro di qualità: questo è lo stato dell’arte del mercato del lavoro trentino. E’ necessario da un lato garantire continuità di reddito e tutele previdenziali ai tanti lavoratori, soprattutto giovani e donne, che vivono nella più totale insicurezza occupazionale; dall’altro, incidere alla radice della precarietà, a partire dai perversi meccanismi di esternalizzazione con appalti al massimo ribasso, con i quali gli enti pubblici scaricano i tagli alla spesa sulle spalle dei lavoratori.

    Casa: rilanciamo l’edilizia pubblica.

    Crediamo sia prioritario rivedere l’intera politica della casa: le scelte della giunta Dellai non sono riuscite a limitare i danni del caro-affitto e del caro-mutui; al contrario, con la privatizzazione di Itea e grazie ad una pianificazione carente e priva di adeguate risorse, hanno contribuito a smantellare l’intervento pubblico nel settore dell’edilizia abitativa. L’Italia è il paese in Europa con il più basso numero di case popolari, vero e proprio strumento di calmieramento del mercato immobiliare. Il Trentino non è un’isola felice: in mancanza di una regia pubblica, il mercato ha raggiunto livelli di strozzinaggio che hanno messo in ginocchio la stragrande maggioranza delle famiglie.

    Politiche sociali: un welfare vicino ai nuovi bisogni.

    E’ necessario ripensare interamente il nostro modello di welfare: non può limitarsi a tamponare le situazioni di disagio sociale e di evidente povertà. Queste ormai non sono relegate ai margini della nostra società: è lo stesso ceto medio ad essere inghiottito in nuove povertà e a formare nuove sacche di disagio. Le politiche sociali devono essere politiche di promozione, non di mero assistenzialismo: a partire dalla casa, dal lavoro, da asili nido diffusi e gratuiti, dall’assistenza agli anziani. Interventi attivi che garantiscano diritti, non misure tampone per mitigare l’indigenza.

    Sanità: buona pianificazione per gestire al meglio le risorse.

    Nonostante le risorse stanziate siano superiori alla media nazionale, nel sistema sanitario locale permangono notevoli problemi: lunghi tempi d’attesa per le visite specialistiche, frequente esternalizzazione di servizi in strutture private, dimissioni sempre più rapide in fase post-operatoria, scarse assunzioni e proliferazione degli incarichi esterni pagati fino a 2.000 euro al giorno. La sanità trentina, così ricca di risorse, soffre dell’assenza di una efficace capacità di programmare una politica sanitaria, utilizzando al meglio il proprio potere di pianificazione e di controllo per elaborare precisi indirizzi: dopo i risultati fallimentari della aziendalizzazione, la discussione sulla sanità trentina continua stancamente ad avvitarsi sulle politiche di gestione del sistema e sull’individuazione del nuovo direttore generale, senza investire in una strategia coerente.

    Ambiente: un bene irripetibile da tutelare.

    Alimentata da una valanga di denaro pubblico la speculazione sta penetrando in parchi e riserve naturali, finanziando attività destinate al fallimento se non lubrificate perennemente da soldi pubblici. La Provincia ha pronti 50 milioni di euro per gli impianti di collegamento di Pinzolo con Madonna di Campiglio, 10 milioni per la connessione tra Passo Rolle e San Martino di Castrozza, 100 milioni per il collegamento tra Folgaria e Laste Basse, sul versante veneto. Un’altra valanga di denaro è destinata a cabinovie e strade a Tremalzo, nel Tesino, alla Polsa, in Valle di Pejo. Tutto questo sperpero per alimentare un modello turistico insostenibile, che a lungo andare metterà in crisi il bene primario su cui fa forza: l’ambiente naturale. Usato come strumento pubblicitario in roboanti campagne promozionali, l’ambiente subisce in realtà continui attacchi e deturpazioni: 30 ettari di terreno agricolo trasformati in caserme in piena valle dell’Adige, un progetto di inceneritore sempre più discutibile, venti anni di cantieri per la costruzione di un’inutile linea alta velocità- alta capacità che devasterà la sinistra Adige da Salorno ad Ala. Dellai e Divina, su questo aspetto, hanno programmi identici: sostenibilità a parole, devastazione del territorio nei fatti.

    Economia: innovazione e qualità, non assistenzialismo pubblico.

    Ogni anno un fiume di denaro parte dalla Provincia per finire nelle casse delle imprese industriali: nel 2008 sono stati stanziati 438 milioni di euro, a cui si devono aggiungere i contributi all’agricoltura (109,2 milioni), al turismo (51,4 milioni solo per la promozione turistica), al commercio, alla cooperazione. Le imprese trentine sono dipendenti dalla Provincia anche nel campo della ricerca e dell’innovazione: la spesa del settore privato in questo ambito rappresenta solo lo 0,2% del PIL, a fronte dello 0,8% del pubblico. Le imprese locali sono nettamente al di sotto della media nazionale anche per le innovazioni di prodotto e per tutte le voci di spesa che le supportano (acquisizione di brevetti e licenze, attività di progettazione, formazione tecnica e manageriale, ricerche di mercato): non è un caso che un laureato abbia enormi difficoltà nel trovare un lavoro! Se un sistema come questo fallisce, non è certo per l’alto costo del mercato del lavoro: al contrario, è destinato a soffrire proprio per la sua incapacità di innovarsi e di garantire occupazione di qualità.

    Immigrazione: uguali diritti per una nuova cittadinanza.

    Bisogna mettere in campo politiche di inclusione sociale che garantiscano pieni diritti in un quadro di responsabilizzazione dell’intera comunità. Allarmismi e risposte facilone non servono a nulla, se non a farsi la campagna elettorale. La presenza di nuovi cittadini è ormai un dato di fatto: di conseguenza, o si propongono ghetti e discriminazioni, o si affronta seriamente la questione mettendo in primo piano la garanzia di una sicurezza sociale che non è fatta di ronde e telecamere, ma di lavoro buono, stipendi adeguati, servizi sociali equi e inclusivi. Per tutti: le guerre tra i poveri fanno comodo solo ai ricchi, che non a caso le alimentano. Per questo crediamo sia diventato prioritario rivedere in modo organico la legge sull’immigrazione: il profilo del fenomeno, i bisogni e le necessità sono profondamente cambiate.

  91. Agostino Catalano: candidato presidente said

    Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
    Federazione di Trento

    Sinistra Democratica
    Federazione di Trento

    Il candidato presidente

    lunedì 06 ottobre 2008

    Agostino Catalano

    Nato a Palermo, il 27.02.1956, coniugato con Rita, quattro figli, Nicola, Paola, Erika e Lorena.

    Studente lavoratore alle dipendenze del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali si laurea in giurisprudenza presso l’università di Torino con tesi di diritto regionale su “Le ragioni della specialità della Provincia di Trento”.

    Svolge attività sindacale come delegato CGIL, dopo la pratica forense si licenzia per esercitare la professione di avvocato. Si specializza in cause di lavoro e svolge attività di consulente legale dell’Ufficio Vertenze della CGIL .

    Dal 1997 iscritto al partito della Rifondazione comunista di cui diventa segretario politico della Federazione del Trentino nel 1999.

    Ha svolto la sua attività politica sempre in collegamento con i movimenti di opposizione al liberismo e alla guerra. Nel 2003 è eletto consigliere provinciale nella lista di Rifondazione.

    La Sinistra del Trentino lo ha indicato come candidato presidente di questa nuova esperienza unitaria.

  92. Elezioni Trento: i componenti della lista. said

    Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
    Federazione di Trento

    Sinistra Democratica
    Federazione di Trento

    lunedì 06 ottobre 2008

    La LISTA

    1 Demadonna Ferruccio

    Coord. Sinistra Democratica Trento 58 anni

    2 Arisi Emilio

    Primario ginecologia – Trento Trento 65 anni

    3 Zanotelli Luisa

    Volontaria nel sociale Rovereto 66 anni

    4 Frizzi Rocco

    Consigliere comunale Riva del Garda Alto Garda 46 anni

    5 Giurato Antonella

    Pedagogista Valsugana 55 anni

    6 Alaimo Tatiana

    Esercente Trento 30 anni

    7 Albertini Cesare

    Pensionato, cons.circ.Gardolo, Gardolo – Trento 67 anni

    8 Baldissera Giovanna

    Dipendente pubblico Trento 46 anni

    9 Battisti Cozia

    Operaia nel verde Alto Garda 44 anni

    10 Bellè Elisa

    Studentessa Trento 27 anni

    11 Benci Francesca

    Insegnante Trento 33 anni

    12 Benvenuti Marco

    Esercente Val di Non 46 anni

    13 Bianchini Giorgio Riccardo

    Medico- Responsabile ortopedia- Cles Val di Non 56 anni

    14 Casagranda Dario

    Dipendente Poste Trento 50 anni

    15 Cazzanelli Massimo

    Tecnologo Univ. TN, cons.comunale Levico Valsugana 36 anni

    16 Ceol Dino

    Perito meccanico Val di Fiemme 54 anni

    17 Chioua Mokhtar

    Mediatore culturale- vicepresidente comunità islamica Val di Non 50 anni

    18 Defrancesco Mauro

    Artista Val di Fassa 38 anni

    19 Dusini Marco

    Cons. comunale Cles- presidente Arci val di Non Val di Non 54 anni

    20 Ferrari Elisabetta

    Studentessa Valsugana 22 anni

    21 Francescatti Grazia

    Insegnante Vallagarina 52 anni

    22 Giacomoni Paolo

    Dipendente pubblico Trento 52 anni

    23 Holler Lorenzo

    Funzionario Regione T.A.A. Trento 42 anni

    24 Iuriatti Eleonora

    Coordinatrice Tagesmutter Fiemme e Fassa Val di Fiemme 56 anni

    25 Marostica Maria Teresa

    Cons. comunale Caldonazzo Valsugana 57 anni

    26 Ruffini Maria Stella

    Pensionata Val di Sole 54 anni

    27 Senettin Alessandra

    Studentessa Val di Fiemme 25 anni

    28 Sighel Liana

    Dipendente comunale Val di Fiemme 46 anni

    29 Simoncini Simona

    Psicoterapeuta Val di Non 38 anni

    30 Stanga Elisa

    Cons. comunale Tenno Alto Garda 33 anni

    31 Ulivieri Tommaso

    Operaio Alto Garda 42 anni

    32 Vitti Paolo

    Operaio, cons.comunale Pergine Valsugana 54 anni

    33 Voltolini Mario “Pik”

    Tecnico di laboratorio, cons.circ.Centro storico-Piedicastello Trento 50 anni

    34 Zandonai Donatella

    Pensionata Trento 55 anni

  93. SINISTRA DEMOCRATICA: " L'11 OTTOBRE TUTTI A ROMA ".. said

    SINISTRA DEMOCRATICA
    http://sinistra-democratica.it

    L’11 ottobre tutti a Roma

    PER LA SINISTRA. Un grande striscione, un messaggio politico chiaro. Le donne e gli uomini di Sinistra Democratica che giungeranno a Roma da tutt’Italia si danno appuntamento sabato prossimo a Roma alle ore 13 a Piazza Esedra (piazza della Repubblica), nei pressi del McDonald (angolo piazza della Repubblica/via delle Terme di Diocleziano – vedi mappa). Lì sarà possibile, per chi non le avrà portate, ritirare le bandiere di Sinistra Democratica. Un altro striscione con la scritta IL RAZZISMO E’ UN VELENO. LIBERIAMOCENE marcherà la nostra presenza. L’appuntamento è troppo importante, passiamo parola.

  94. VERDI PER LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA: A ROMA 11 OTTOBRE PER LA COSTITUENTE. said

    Verdi per la Costituente di Sinistra.

    Iniziativa per la Costituente dal basso.
    A Roma 11 ottobre per la Costituente.

    A poche ore dalla manifestazione contro il governo, sabato mattina 11 ottobre a Roma incontro nazionale sul tema ” i Verdi nella Costituente di Sinistra”.

    Introduzione Enrico Fontana Conclusioni Gianpaolo Silvestri. presidenza Gianna de Masi e Paolo Hutter.

    Tra gli interventi quello di Grazia Francescato.

    h 10,30 sala dela carte geografiche via Napoli 36 Roma Termini

  95. RITANNA ARMENI: IL CUPIO-DISSOLVI IN UN PARTITO CHE NON SOPPORTA IL SUO GIORNALE. said

    Da liberazione del 10/10/2006

    Il cupio-dissolvi in un partito che non sopporta il suo giornale

    Ritanna Armeni

    Credevo che il “cupio dissolvi” che caratterizza la politica della “sinistra a sinistra”del partito democratico potesse conoscere una tregua. Le posizioni che emergono in queste settimane nel dibattito sulle sorti di Liberazione (e anche quelle che non emergono) mi fanno dire che le elezioni di aprile sono state solo l’ inizio di una fine e che quella parte della “sinistra della sinistra” che si chiama “maggioranza di Rifondazione” è pronta a compiere un altro atto di dissolvimento: la chiusura di Liberazione, l’allontanamento del suo direttore, la normalizzazione del giornale, la richiesta di obbedienza (se no si perde il posto di lavoro?) ai suoi redattori.
    Dirò alcune cose molto semplici e con qualche rudezza.
    Non credo ai bilanci, che sono in rosso, ma lo sono stati anche in passato. Che oggi sono particolarmente drammatici, in seguito alla legge sull’editoria, ma dovrebbero essere considerati una grande difficoltà da superare se tutti credessero davvero in questo giornale, nelle sue aperture, nelle sue passioni e anche nei suoi invitabili errori. Inevitabili perché chiunque non si limita ad osservarsi nello specchio della propria identità aggiustando la sua immagine a quella dell'”Ideale”, di errori ne può commettere moltissimi.

    Segue

    10/10/2008

  96. RITANNA ARMENI: IL CUPIO-DISSOLVI IN UN PARTITO CHE NON SOPPORTA IL SUO GIORNALE. said

    Da Liberazione 10/10/2008
    seconda parte

    Il cupio-dissolvi di un partito
    che non sopporta il suo giornale

    Ritanna Armeni

    Ma sono arrivata alla conclusione, in questi tempi bui, che gli errori sono una garanzia. La garanzia che si pensa si agisce, si scrive, si polemizza, ci si confronta, si fanno nascere delle idee. Non fare errori oggi coincide con il non fare.
    Non credo a questo stucchevole dibattito sull’autonomia e i suoi limiti. Ho fatto molti dibattiti di questo tipo al manifest o e all’ Unità e posso assicurare che, per capire di che cosa stiamo parlando, la parola autonomia va semplicemente sostituita con la parola “potere”. Un giornale deve avere il potere di autodefinirsi, di dichiarare le sue posizioni, di accompagnare o di mettersi di traverso rispetto ad altre opinioni? O il suo fare deriva da un altro potere che è sopra di lui, di cui esso è un’articolazione? Questo è il punto, o almeno uno dei punti. L’altro è il seguente: un partito che voglia ricostruire la sinistra a partire da Rifondazione di quale giornale ha bisogno? Di quello che discende dal suo potere o di quello che apre vie nuove, accompagna, scandalizza, fa arrabbiare ma comunque aiuta, anche nella polemica, a capire?
    A mio parere un partito che non ha gruppi parlamentari, che ha registrato la fuga dei suoi elettori, che deve ricostruire la sua credibilità, che ha constatato una scarsa presenza nella società, che deve ripensare moltissimo e deve mettersi sotto osservazione, non ha bisogno di uno specchio in cui guardarsi tutti i giorni, ma di un soggetto con cui incontrarsi e scontrarsi e soprattutto che lo aiuti ad incontrarsi e scontrarsi nella società.
    Ho l’impressione che le scelte che si stanno per compiere siano altre. Ma allora si dovrebbe avere il coraggio di chiarirle tutte. Posso enunciarle io, per aiutare il dibattito. Il partito della Rifondazione comunista, debole, colpito al cuore nella ricerca del consenso, privo di una credibile proposta politica, pensa di costruire un suo momento di forza eliminando ciò che gli pare impedisca alla sua identità di espandersi e di crescere, cioè Liberazione . Naturalmente la sua è un’illusione, mi verrebbe da dire una follia, ma a questa crede fermamente. Naturalmente di fronte alle catastrofi economiche che sconvolgono il pianeta e che stanno ulteriormente minando la condizione dei più deboli e alla necessità di costruire al più presto qualcosa che dia speranza alla sinistra, qualunque persona di buon senso penserebbe di rafforzare uno dei pochi strumenti che ha ancora a disposizione e non di distruggerlo. Ma non è così. Il buon senso evidentemente non è una virtù marxista leninista. Invece, secondo la più mortifera tradizione della sinistra, i dirigenti di Rifondazione attaccano “il nemico” passando attraverso la drammatizzazione dei conti (ieri), la messa sotto accusa del suo direttore eretico (oggi) e attraverso l’allontanamento dei redattori disobbedienti (domani). Un film già visto e comunque molto brutto. Forse inevitabile. Forse è vero che dobbiamo tutti morire per poter risorgere. In questo caso il prossimo colpo è stato già deciso. Chissà se qualcuno avrà almeno il coraggio di prendersene la responsabilità.

    10/10/2008

  97. EUROPEE: MIGLIORE (PRC) A DILIBERTO. NO A LISTE COMUNI. said

    Da Repubblica.it
    http://www.repubblica.it

    Roma.

    EUROPEE: MIGLIORE (PRC) A DILIBERTO, NO A LISTE COMUNI.

    “Non so su quali basi il segretario del Pdci Diliberto fondi l’affermazione secondo cui alle prossime elezioni europee il Prc e il Pdci presenteranno liste comuni. L’area di ‘Rifondazione per la Sinistra’ esclude qualsiasi possibilita’ di unita’ dei comunisti per le prossime elezioni europee e chiede formalmente alla segreteria di Rifondazione di escludere a sua volta chiaramente questa ipotesi”. Lo dichiara Gennaro Mgliore a nome del coordinamento dell’area del Prc ‘Rifondazione per la Sinistra’.

    (10 ottobre 2008)

  98. EUROPEE; FERRERO, COM PDCI ? TROPPO TEMPO PERSO IN PAROLE. said

    http://www.espresso-repubblica.it

    EUROPEE: FERRERO, CON PDCI? TROPPO TEMPO PERSO IN PAROLE

    “La sinistra ha gia’ passato troppo tempo a discutere di come andare alle elezioni. Questo e’ il tempo di ricostruire l’opposizione, per ricostruire il rapporto con la nostra gente”. Cosi’ il segretario del Prc, Paolo Ferrero, replica al leader del Pdci, Oliviero Diliberto, che ha auspicato liste comuni alle prossime europee. “Poi penseremo – aggiunge Ferrero – a come andare alle elezioni, ma se passiamo il tempo a discutere di questo poi i voti non vengono”.

    (AGI) (10 ottobre 2008 ore 18.10)

  99. DILIBERTO AVEVA DETTO..... said

    Europee: Diliberto, faremo Una lista insieme al prc.

    10 ottobre 2008 alle 17:34 — Fonte: repubblica.it

    Una lista insieme a Rifondazione comunista alle prossime elezioni europee per superare lo scoglio dello sbarramento.

    Il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto spiega ai cronisti a Montecitorio che il “testo base” per la riforma della legge elettorale per le europee, presentato dal relatore Giuseppe Calderisi (Pdl) in commissione Affari costituzionali alla Camera è “un abominio” e che “questa legge è uno scandalo europeo”. Il testo prevede l’abolizione delle preferenze e una soglia di sbarramento al 5% e proprio su questa misura Diliberto precisa: “Non credo sia un deterrente per noi. Sono convinto che faremo una lista con Rifondazione comunista e che ci sia lo spazio per superare ampiamente la soglia di sbarramento”. E poi sottolinea: “Io farei la lista comune anche se non ci fosse la soglia di sbasrramento”. E sulle liste bloccate? “Trovo che lo scippo, di questo elementare diritto dei cittadini di scegliere chi votare, sia uno scandalo”.

    AGI

  100. EUROPEE: FERRERO ( PRC), LISTA COMUNE ? SE PASSA SBARRAMENTO 5% VEDREMO. said

    Fonte: http://www.asca.it

    Ma in giornata il segretario del PRC Ferrero era stato più possibilista:

    EUROPEE: FERRERO (PRC), LISTA COMUNE? SE PASSA SBARRAMENTO 5% VEDREMO

    (ASCA) – Roma, 10 ott –

    Il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, non esclude che se la riforma della legge elettorale per le europee dovesse passare con la soglia al 5% si potrebbe fare una lista comune a sinistra.

    Un’ipotesi che stamane era stata prospettata dal segretario del Pdci Oliviero Diliberto.

    Richiesto di un commento in proposito, ”penso – ha detto Ferrero – che oggi sia il tempo di fare una lotta, tutti insieme, contro questa proposta di legge elettorale che e’ un vero e proprio colpo di Stato. Oggi, quindi, e’ il tempo di lottare per impedire questa legge. Se dovesse sciaguratamente passare discuteremo come andare alle elezioni”.

    D – Diciamo che quella della lista comune e’ un’ipotesi che non esclude, che c’e’ una disponibilita’ di fondo? ”Semplicemente penso – ha risposto Ferrero – che non e’ il tema oggi in discussione. Oggi dobbiamo discutere come bloccare quella legge e come fare opposizione al governo.

    Dopo discuteremo di quest’altra cosa, ma non oggi.

  101. IL PRC SALA LIBERAZIONE MA..... said

    L’unità.
    http://www.unità.it

    Il Prc “salva” Liberazione, almeno per il 2008, ma chiede cambio di linea

    Liberazione, il quotidiano di Rifondazione comunista, è salva. Almeno per il 2008. La direzione del partito, con voto unitario, «ha deciso di sottoscrivere un oneroso intervento di ricapitalizzazione della società per la copertura delle perdite già accertate al 31 agosto 2008. Tali perdite – si spiega – dopo solo 8 mesi di attività e prescindendo dalle modifiche della legge sul finanziamento dell’editoria, sono doppie rispetto ai 900mila euro già stanziati e versati dal partito per l’anno 2008». La direzione nazionale, si legge nel dispositivo finale, «dà mandato al tesoriere di chiedere al consiglio di amministrazione della società editrice di predisporre e proporre entro il mese di ottobre un piano di risanamento con il fine di assicurare la continuità delle pubblicazioni del quotidiano», definito «strumento indispensabile per il rilancio del progetto della Rifondazione comunista».

    Nella nota, però, si precisa che il giornale deve essere «strumento indispensabile per il rilancio del progetto della Rifondazione comunista»: insomma, Liberazione deve essere espressione del progetto politico in cui si riconosce la maggioranza del partito, ovvero la linea Ferrero. Tradotto in altre parole, il rilancio del giornale potrebbe ripartire da un cambio di direzione, visto che l’attuale direttore, Piero Sansonetti, è accusato di non essere in linea con il progetto politico ed era stato lui stesso a invitare il partito a dire apertamente che lo si vuole sostituire.

    Pubblicato il: 10.10.08

  102. Roberto Brontolo said

    Adesso si capisce, o meglio si rende evidente, l’obiettivo di tutte le polemiche su Liberazione e le accuse ingiuste nei confronti dei suoi giornalisti: si vuole un giornale “addomesticato” e che sia la fotocopia del pensiero del segretario e della maggioranza uscita dal congresso.
    “Fedeli alla linea” o a casa.
    Continuiamo cosi……

  103. MODENA: L'UNITA' DELLA SINISTRA PARTE DAI GIOVANI. said

    http://www.sinistra-democratica.it

    A Modena, l’unità della Sinistra parte dai Giovani!

    La Casa dei Giovani della Sinistra, costituita il 24 luglio del 2008, oggi prospera e vive al meglio le proprie esperienze sul territorio, coinvolgendo e suscitando notevole interesse nella cittadinanza modenese.
    La Casa sorge e si erge come baluardo del pensiero critico giovanile, in controtendenza rispetto all’ informazione massificata, semplificata e impoverita da una nuova cultura della “spettacolarizzazione informativa” che svilisce sempre più le coscienze di tutti noi, colpendo soprattutto le giovani menti. La missione della quale si sente investita consiste proprio in questo, diffondere e facilitare l’accesso ad un dibattito interessato, a tutte le ragazze e i ragazzi che rappresentano il futuro del nostro paese. Questa associazione vuole rappresentare anche una doverosa risposta alle “domande di senso” e significato che provengono da un mondo giovanile che altrimenti rischia di perdersi nell’individualismo delle luci del sabato notte e dei format televisivi. I ragazzi e le ragazze di Sinistra Democratica e alcuni dei Giovani Comunisti (PRC) stanno lavorando in un clima di frenetico entusiasmo, con la convinzione che lo stesso percorso possa essere seguito anche in altre realtà d’ Italia, orgogliosi del fatto che proprio loro, i Giovani, siano stati i primi a risollevarsi dalla batosta elettorale per dimostrare che una sinistra unita, forte e plurale sarebbe possibile.
    Numerosi sono stati gli illustri ospiti delle iniziative della Casa, tra gli altri hanno partecipato Ferruccio Capelli, Presidente della Casa della Cultura di Milano, Nichi Vendola, Governatore della Puglia, Gennaro Migliore e Pietro Folena del PRC, che hanno contribuito ad arricchire il dibattito sulle sorti della Sinistra italiana. Ma l’agire dell’ associazione non vuole avere come unico scopo quello culturale. Si sono svolti volantinaggi informativi davanti alle scuole di Modena e Provincia contro le linee di questo Governo sull’ istruzione, vi è stata l’ adesione e la partecipazione alla manifestazione promossa dalla CGIL del 27 settembre, si organizzeranno iniziative con la collaborazione dell’ UDI, per valorizzare la differenza di genere e riportare all’ attenzione i temi sui diritti della donna. Si organizzeranno poi, appuntamenti etnico-culinari per riaffermare la possibilità e il valore dell’ integrazione rispettosa e solidale.
    Ciò dimostra come in un contesto privo di rivalità storiche, interessi di partito, colmo invece di voglia di fare e spirito critico, sia possibile ricostruire uno spazio sociale d’ aggregazione e confronto, utile a ristabilire un fruttifero rapporto con i cittadini e le istituzioni. I Giovani si mobilitano nell’ interesse del mondo i cui vivono e nel solco della tradizione culturale della Sinistra, attendono, dai partiti e dall’ associazionismo, segni del medesimo impegno.

    (in allegato la Carta dei valori del Giovani della SInistra di Modena)

  104. MODENA: L'UNITA' DELLA SINISTRA PARTE DAI GIOVANI. said

    http://lasinistrachevorresti.blogspot.cpm

    sabato 26 luglio 2008

    Casa dei Giovani della Sinistra di Modena

    Carta dei Valori

    1. La Casa dei Giovani della Sinistra nasce come luogo di incontro e discussione tra ragazze e ragazzi “under 30” che condividano richiami identitari e politici alla tradizione di sinistra. Si propone di avviare una attività di tipo culturale che serva a diffondere nel senso comune giovanile una prospettiva d’ analisi critica della società rispetto agli attuali canoni dell’ informazione massificata, attraverso approfondimenti tematici e appuntamenti di elaborazione politica. Vuole inoltre intervenire nel dibattito pubblico sul territorio per contribuire ad influenzare il processo decisionale politico.
    2. La Casa dei Giovani della Sinistra è una autonoma associazione di uomini e di donne sorta secondo il principio della partecipazione libera e continua dei cittadini alla vita pubblica. Organizza la sua vita interna coniugando partecipazione deliberativa e rappresentanza, in vista di una riforma della politica da attuare strutturando anche i partiti secondo i valori e le regole del metodo democratico sancito dalla Costituzione.

    3. La ragion d’ essere della Casa dei Giovani della Sinistra si richiama alla tradizione ideale della Sinistra che ha contribuito alla fondazione della repubblica democratica italiana, all’antifascismo e a valori della Resistenza e alle culture espresse dai movimenti femministi, pacifisti, ambientalisti, altermondialisti e dei diritti civili. L’obiettivo di contribuire ad un ampio processo unitario delle forze della Sinistra italiana rappresenta un motivo fondante di tale aggregazione.

    4. La Casa dei Giovani della Sinistra ritiene fondamentale che l’esercizio di qualsiasi attività non prescinda mai dall’etica e dalla trasparenza. Il rilancio della questione morale oltre che un aspetto identitario, è un obiettivo da perseguire con determinazione.

    L’ agire della Casa dei Giovani della Sinistra risponde alle seguenti considerazioni:
    · Mai come ora si era esteso il mercato globale, mai come ora aveva dominato la merce. Mai l’umanità aveva visto crescere come ora il lavoro salariato e il lavoro intellettuale. Mai le reti di comunicazione erano state così sviluppate, consentendo a tutti di sapere di tutti, scoprendo così in piena luce l’ingiustizia, la disuguaglianza, la povertà, la violenza. Mai come ora i popoli hanno intrecciato tanto strettamente i loro destini. Mai prima d’ora l’economia aveva fatto tanto gravare sull’umanità la minaccia di una catastrofe ambientale. Lavoro, pace, libertà, laicità, sostenibilità sono i valori della nuova sinistra. Estendere le libertà individuali e i diritti di cittadinanza; affermare e diffondere la democrazia; mettere in valore la libertà e la differenza femminile; distribuire i benefici universali della conoscenza e della tecnica; ridistribuire secondo principi di equità la ricchezza e assicurare a tutte le donne e gli uomini del pianeta la libertà dal bisogno; sostituire la cooperazione internazionale alle politiche di forza; proteggere l’integrità della terra per le generazioni presenti e quelle future; contrastare le neoideologie tribali, razziste, etnocentriche, fondamentaliste sono i principi per i quali si batte la Casa dei Giovani della Sinistra.
    · Nel corso dell’800 e del 900 la crescita dei capitalismi nazionali, pur attraversando drammatici conflitti, è stata accompagnata dallo sviluppo della democrazia e dello stato sociale. Il pensiero della libertà, il movimento di sinistra ispirato ai principi della democrazia, i movimenti anticolonialisti ne sono stati i principali attori. Ora è necessario un processo analogo su scala globale. Con lo sviluppo di istituzioni economiche che regolino il mercato, portino lo sviluppo là dove spontaneamente non arriva (a partire dall’Africa), contribuiscano a edificare una economia per tutti gli uomini, protagonisti e non sfruttati. Con l’edificazione di istituzioni politiche sovranazionali che prefigurino un governo democratico e solidale del mondo.
    · Costruire la pace è il primo imperativo della politica mondiale. La guerra non è una soluzione, come dimostrano chiaramente gli eventi mediorientali. Per questo deve essere rilanciato il processo del disarmo. Il mondo è in pieno boom di spese militari, salite a oltre 1000 miliardi di dollari l’anno, la metà dei quali nel bilancio degli Usa. È ripresa la spinta verso la costruzione di nuove armi atomiche, chimiche, batteriologice. Una quota crescente del surplus mondiale finisce in armamenti. L’uso della forza militare per fermare i conflitti, evitare il genocidio, mantenere la pace è legittimo solo quando è nell’ambito delle Nazioni Unite e della condivisione nella comunità internazionale. Questa legittimità deve essere accompagnata dalla capacità di prevenire i conflitti intervenendo sulle cause. La civiltà umana è una. Le culture diverse possono trasmettersi reciprocamente principi universalistici, come quelli della libertà delle donne e della democrazia, solo fuori dalle logiche di dominio e dallo spirito di guerra. La non violenza è un valore cui tendere.
    · Deve essere pattuito nel mondo un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità, non disponibili per interessi privatistici o speculativi, e messi al riparo dall’egoismo e dall’avidità: a. beni comuni naturali: acqua dolce, mari e oceani, foreste, spazio; b. accesso di tutti ai medicinali e alle cure sanitarie; c. equa distribuzione del sapere, dell’informazione e della tecnologia. Gli “Obiettivi di sviluppo del Millennio” indicati dalle Nazioni Unite, non possono essere accantonati.
    · Nel nuovo secolo l’umanità deve affrontare la sfida più alta: quella, a popolazione ed economia crescenti, del progressivo esaurimento dei combustibili fossili e del riscaldamento del pianeta. Una tale sfida comporta radicali cambiamenti nella economia e nella società, ed un inedito salto tecnologico verso sistemi di risparmio energetico e verso nuove fonti rinnovabili e non inquinanti. Il tempo stringe e l’impresa richiede una organizzazione su larga scala dell’istruzione, della scienza, del modo di produrre, ed un gigantesco piano di investimenti. L’ecologia diventa parte essenziale di una sinistra moderna e dello stesso governo razionale del mondo.
    · Scienza e conoscenza sono gli strumenti più formidabili che ha a disposizione l’umanità. Per il piacere della scoperta senza la quale non ci sarebbe storia umana, e per i benefici che porta con sé. In tutto il mondo c’è una esplosione degli investimenti in formazione e ricerca. È vero che quando la scienza produce tecnologia che sale verso le alte energie e scende nei meccanismi della vita, si pone la questione dei limiti e delle regole. Ma la libertà della scienza, conquistata faticosamente agli albori della modernità, è un valore irrinunciabile.
    · Il pluralismo delle scelte etiche – individuali e comunitarie – è il cuore della libertà. Il principio della laicità dello stato, perciò, non è negoziabile: esso è la condizione primaria del pluralismo delle scelte, comprese quelle religiose. Sugli stili di vita dei cittadini e sull’autonomia di scelta delle persone non possono gravare obblighi di stato. Sessualità, procreazione, relazioni familiari si confrontano liberamente in una società ospitale per tutti.
    · Le forze di sinistra rappresentano il lavoro su scala globale. Il diritto al lavoro costituisce la base stessa dei diritti umani. L’obiettivo storico di una occupazione buona, piena e stabile per tutti non è tramontato. In Occidente i caratteri del lavoro sono profondamente cambiati. Siamo di fronte ad una moltitudine di lavori, più flessibili. Ma l’esistenza di un esercito industriale di riserva (lavoro nero, lavoro precario, lavoro degli immigrati sotto pagati), il crescente divario di potere tra l’impresa e il lavoratore, il crescente divario di reddito tra management e lavoro dipendente, non dipendono dalla tecnica. Essenziale è garantire una forte rappresentanza sindacale e una forte rappresentanza politica dei lavoratori di ogni livello. Il corporativismo soffoca le energie della società. Le forze di sinistra affermano l’universalità dello stato sociale, nella sanità, nell’istruzione, nella previdenza, nella assistenza. L’evidente necessità di un “nuovo welfare”, più rivolto alla persona, più efficiente e fiscalmente sostenibile, non comporta lo “stato minimo”. E se l’azione diretta dello stato può essere in determinati casi sussidiata dal settore privato, dal volontariato e da no-profit, i compiti fondamentali restano non delegabili. Resta vitale, per lo sviluppo della società e per la lotta alle disuguaglianze, una riaffermazione della scuola pubblica di qualità come strumento per la formazione di tutti. Nell’economia sociale di mercato l’impresa, che ha un ruolo essenziale, deve formarsi alla cultura della sua responsabilità sociale.

    Pubblicato da Alessio Pedrazzi a 3.08.2008

  105. Marco Renzini. said

    Siamo in grado di aprire altre nuove pagine elettroniche ?
    O ci siamo fermati a Spinaceto ?
    Ciao a tutti.
    Seguono notizie.

  106. PISA, 23-24 OTTOBRE: due giorni per la sinistra said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it
    14 Ottobre 2008

    Pisa, 23-24 ottobre: due giorni per la sinistra

    In provincia di Pisa una due giorni per la sinistra. Non una “classica” festa, ma due giorni

    con due tipologie di iniziative in due luoghi differenti. Il primo appuntamento è quello di Cascina e vedrà un dibattito verso il processo costituente e la presentazione dell’associzione nazionale “Per la Sinistra”. Il confronto avviene dove già è operante un coordinamento delle forze della sinistra sia a livello politico che istituzionale. Il secondo appuntamento è un momento di socializzazione e aggregazione in un comune dove da più di un anno e mezzo è attivo il gruppo consiliare della Sinistra unita per Buti, che vuole essere un momento di ritrovo e di aggregazione (anche grazie a una vera e propria casa dei popoli, come il circolo Arci Primo Maggio). E’ un contributo fattivo e concreto che l’area politico-culturale di Rifondazione per la Sinistra di Pisa vuole dare al processo costituente di una nuova soggettività della sinistra italiana.

    VERSO LA COSTITUENTE
    due giorni per la sinistra

    Il contributo di Rifondazione per la Sinistra di Pisa

    CASCINA, giovedì 23 ottobre 2008 – ore 21,30

    Sala del Consiglio Comunale, Corso Matteotti

    DIBATTITO

    Marco FUMAGALLI, sinistra democratica

    Franco GIORDANO, rifondazione per la sinistra

    Marco MONTEMAGNI, unire la sinistra

    BUTI, venerdì 24 ottobre 2008 – ore 20,00

    Circolo ARCI “Primo Maggio”

    CENA

    partecipa

    Patrizia SENTINELLI, rifondazione per la sinistra

    (costo 20 euro) per prenotazioni: Massimiliano 349-8026226; Dario 329-2325689

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra

  107. URAS: LIBERAFESTA, 17-18 ottobre said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it
    14 Ottobre 2008

    17-18 ottobre, Liberafesta ad Uras

    Parte ad Uras (OR) la Liberafesta, che quest’anno avrà come tema: L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro?

    Il giorno 17 p.v. nei locali dell’ex palazzo civico di Uras, in via Roma, si terrà un dibattito dal titolo “Lavoro e prospettive territoriali del territorio” tra gli interventi sono previsti quelli di : Alessandro Vinci, capogruppo PRC SE provincia di Oristano, Velio Ortu, assessore provinciale del Medio Campidano, Salvatore Marino, assessore provinciale di Sassari, Mario Tendas capogruppo PD provincia di Oristano, Stefano Figus coordinatore provinciale IDV, Giampalolo Lilliu, segretario provinciale CGIL Oristano, al dibattito parteciperà l’assessore regionale al lavoro Romina Congera.
    Si è pensato di svolgere il dibattito sul tema del lavoro poiché in questo momento di crisi produttiva e di sviluppo la Sardegna pare essere una delle regioni dove l’attenzione sul tema del lavoro è sicuramente più alta e, l’attuale giunta regionale sta mettendo un impegno massimo nel migliorare la situazione lavorativa, però ancora molto c’è da fare e programmare ed è fondamentale ch e dai territori si alzino voci di critica costruttiva, di suggerimenti e di buone prassi magari già attuate, per questo il nostro dibattito vede l’importante presenza di due assessori provinciali al lavoro che tanto hanno fatto e fanno per dare un segnale forte nel loro territorio, un dibattito quindi il nostro che vuole che vuole dare un segnale politico forte, ovvero quello che insieme si può ed insieme si deve lottare per nuove prospettive di sviluppo.
    Al latere del dibattito saranno raccolte le firme per il referendum abrogativo del “LODO ALFANO”
    E come ogni festa comunista degna di essere nominata tale, il giorno seguente, in località Taraxi si esibiranno i Tuttoaduntratto, altri gruppi e i RATAPIGNATA.

    Allegati: rifond locandina.jpg [ ]
    rifond volantino.jpg [ ]

    Rifondazione per la sinistra

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  108. ROMA, 22 OTTOBRE: ACCORDI SEPARATI, UN BOOMERANG. ? said

    http://rifondazioneperlasinistra.it
    14 Ottobre 2008

    Roma, 22 ottobre: accordi separati, un boomerang?

    Focus di discussione promosso dalla costituenda Associazione di politica sociale e culturale per il lavoro

    , con il patrocinio del CRS, dal titolo “RAPPRESENTANZA SINDACALE, SISTEMA CONTRATTUALE, DETERMINANTI DEL SALARIO”

    Roma 22 ottobre 2008, ore 15.30

    Sala della Pace, Provincia di Roma
    Palazzo Valentini
    Via IV Novembre 119/a

    Presiede Mario Tronti Presidente del CRS
    Giovanni Naccari: la costituenda Associazione

    Piergiovanni Alleva – Università di Ancona: introduzione al tema

    Tavola rotonda
    Loris Campetti – il Manifesto – moderatore
    Alfonso Gianni – Sottosegretario Governo Prodi
    Alfiero Grandi – Sottosegretario Governo Prodi
    Enrico Panini – Segretario Confederale CGIL
    Gianni Rinaldini – Segretario Generale FIOM-CGIL

    Dibattito a seguire

    Occorre prendere atto dell’estremo stato di inaffidabilità, di mancanza di regole, di inefficienza e anche di pericolosità per il benessere di milioni di lavoratori cui è pervenuto il sistema delle relazioni sindacali e delle fonti di produzione delle norme collettive.
    I tre lustri che ci separano dall’accordo del luglio ’93 hanno prodotto una definitiva usura del metodo e del sistema di relazioni industriali, che quell’accordo inaugurava.
    Il riproporsi di contratti separati, nell’inesistenza di adeguati verifiche di rappresentatività e misure di verifica della effettiva rappresentanza ha ormai reso impraticabile, con l’incrociarsi di prevaricazioni, di polemiche, di ultimatum, e di ribellioni, il prezioso ambito che la Costituzione garantisce all’esplicazione dell’autonomia collettiva e, nei contenuti, l’ha resa incapace di garantire ai lavoratori condizioni di benessere.
    I lavoratori italiani hanno sulla carta i sindacati più potenti di Europa, ma i più bassi salari europei e un mercato del lavoro fonte di precarietà e di ingiustizie.
    Occorre, allora, risalire questa china, fissando i muri maestri di una costruzione del modo di essere e funzionare dell’autonomia contrattuale collettiva, dialetticamente intrecciata col disposto legislativo, che coniughi democrazia ed efficacia nel perseguimento di obiettivi di giustizia sociale.
    La riflessione e la discussione vertono, dunque, su possibilità e caratteristiche di un tale progetto.

    Rifondazione per la sinistra

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  109. MACERATA: ASSEMBLEA CON GIORDANO PER AVVIARE LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. said

    Da liberazione

    MACERATA: GIORDANO,ASSEMBLEA PER AVVIARE IL PROCESSO COSTITUENTE DELLA SINISTRA.

    “Tagli a sanità, scuola ed enti locali; diritti democratici e civili offesi; fare opposizione al governo delle destre: avviare il processo per la costituente della sinistra”, oggi, alle 21.15 alla sala comunale in via Verdi a Macerata . Intervengono Franco Giordano, Francesca De Vittor, Andrea Fazzini, Francesca Marchetti, Massimo Montali, Alessandro Palestrini, Matteo Pintucci, Antonietta Trillini.

  110. GIANNI FAVARO: TORINO, LE SFIDE DELLA SINISTRA. said

    Potreste, per favore, aprire una pagina di discussione e di dibattito su Torino e Piemonte ?
    L’opportunità per farlo potrebbe questo interessante intervento di Gianni Favaro, ripreso da http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    16 Ottobre 2008.

    Torino: le sfide della sinistra

    Scritto da Gianni Favaro

    La prima crisi dell’auto ha colpito Torino nell’ultimo decennio, trascinandosi appresso o stimolando una quantità di altre fibrillazioni economiche e sociali. Ora, dopo il troppo breve rilancio gestito dall’attuale gruppo dirigente della Fiat, l’industria automobilistica nel suo complesso (e con essa l’unica marca italiana) sembra riprendere una sorta di declino storico e nel nostro specifico di distacco dalla città come testimonia lo stillicidio di chiusure di piccole e medie fabbriche, quasi tutte operative nell’indotto dell’auto.

    Ora si aggiunge la crisi finanziaria mondiale che sembra mettere una pietra tombale sulle fondazioni bancarie e sul ruolo che da sempre a Torino esse hanno avuto nella politica cittadina. Dagli investimenti immobiliari, alle grandi opere, alle politiche culturali tutto è passato nei salotti buoni che affiancano l’industria del denaro gestita senza troppi complimenti dalle banche. Ora tutti i nodi nascosti e drogati in ultimo dalle risorse investite per le Olimpiadi, stanno venendo al pettine di un bilancio economico che lascia il Comune in rosso fuoco, costretto a tagliare i servizi sociali, svendere servizi pubblici e privatizzare aziende pubbliche strategiche.

    Non c’è giorno che in qualche fabbrica, in qualche cantiere o in qualche scuola non ci sia uno sciopero, una mobilitazione, un’agitazione di protesta. La stessa manifestazione del 4 ottobre contro il disegno di legge sulla scuola del governo Berlusconi, è stata così imponente da stupire gli stessi organizzatori.

    Qualunque osservatore attento mettendo insieme i vari pezzi del mosaico capirebbe che non sono casi isolati, episodi casuali o fenomeni limitati: si tratta di una prima reazione spontanea e di massa che viene soprattutto degli strati più popolari, una reazione alla crisi e alla insicurezza economica e sociale che la società subisce. Qualunque osservatore che davanti gli occhi non avesse soltanto sciocche e farisaiche certezze ideologiche, capirebbe che non basta stare in quei movimenti sociali con le proprie bandiere per “fare egemonia”, così come non è sufficiente essere una sorta di San Vincenzo rossa per organizzare gli sfruttati e gli oppressi.

    Ecco: qualunque osservatore dotato di un minimo di obbiettività sì che capirebbe, ma non l’attuale Prc ovvero il suo gruppo dirigente melting-pop. Da settimane grandi e piccoli di questa confederazione di minoranze sono impegnati a indottrinare se stessi sul “partito sociale”, in un turbinio di riunioni interne e interne discussioni. Un partito che dal congresso ad oggi non ha nemmeno promosso una iniziativa di riflessione e discussione sulla “fase politica” se non quelle autonome dei Giovani Comunisti, che non ha impostato alcuna iniziativa pubblica, un partito che nel suo 50% o poco più, è stato soltanto capace in tutti questi mesi di dedicarsi a consolidare gli equilibri interni ai gruppi dirigenti. E con un esito sinceramente non brillante.

    Ripensare a tutto questo è necessario per spiegare non solo quella deriva impressionante del vertice del partito, ma anche e soprattutto perché molte compagne e compagni non si siano fatti tentare dall’andarsene altrove, ma abbiano deciso di agire. Certo la prima azione resta il tentativo, purtroppo sempre meno convinto perché sempre più contrastato, di riportare il Partito dentro le dinamiche sociali. Accanto però stanno nascendo molte iniziative locali per costruire nuovi luoghi di riflessione e di ascolto, di discussione, di progettazione, di riorganizzazione, di una sinistra che ritrovi l’autorevolezza di interloquire con chi oggi si sta spontaneamente mobilitando. Si tratta di cose anche piccole che spesso rimettono soltanto insieme quello che già si era spontaneamente mobilitato per la Sinistra l’Arcobaleno: consiglieri comunali che si coordinano e si unificano in gruppi unici della sinistra, comitati per la costituente, coordinamenti di zona.

    Così sta accadendo anche nel Consiglio provinciale di Torino dove un consigliere e un assessore del Prc, un consigliere del Pdci e tutto il gruppo di Sd stanno dando vita al gruppo della “Sinistra per la Costituente”. Da questo nucleo nasce il confronto con un largo gruppo di compagne e compagni di varie provenienze politiche, sindacali e di movimento (quelli che diedero vita a Torino dopo la sconfitta elettorale alle giornate del “Sinistra Pride”), per dar luogo a iniziative di ascolto e sostegno del movimento per la scuola, per studiare e proporre soluzioni alla crisi economico-produttiva, per discutere e prender posizione sulle grandi opere, sulle politiche del territorio e su quelle ambientali. Si pensa anche a come approcciare alle prossime elezioni amministrative e se darsi un’organizzazione stabile anche attraverso il sostegno alla associazione per la sinistra che è stata annunciata nazionalmente.

    Sono ancora piccoli passi, soprattutto se guardiamo alla dimensione dei problemi e al baratro nel quale siamo precipitati dopo la sconfitta elettorale di Aprile, ma sono quei passi che possono portarci fuori dalle secche identitarie, o ancor più dalla marginalità che il bipolarismo ci vuole assegnare.

    C’è un punto che però segna la stragrande maggioranza degli interventi che si possono ascoltare nelle tante riunioni aperte di questo ultimo periodo: questo sforzo massiccio che in tanti si sta facendo, ha senso soltanto se serve a costruire un nuovo soggetto che possa rappresentare un reale progetto politico alternativo, un progetto che includa e organizzi quelle compagne e compagni che hanno investito tempo e speranze.

    Se così non fosse, se la pura paura di sbagliare o peggio ancora cinici calcoli di parte prevalessero, ritardassero un processo di coinvolgimento e valorizzazione di questi percorsi locali, ci si avvierebbe verso un nuovo, ulteriore fallimento, probabilmente anche l’ultimo della nostra grande, importante storia.

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  111. GIANNI FAVARO:TORINO LE SFIDE DELLA SINISTRA said

    …..

  112. NICHI VENDOLA: VI DICO CHI SONO I NEMICI DI SAVIANO said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.ir

    Vi dico chi sono i nemici di Saviano

    di Nichi Vendola

    Questo ragazzo del Sud, scuro di pelle e con gli occhi inquieti, con quello strano connubio di forza e debolezza che si intuisce già nella sua corporeità, con quel magnetismo che mescola calda vitalità e una malinconia ineffabile. Lo sento sempre così sincero, così impetuoso nei pensieri e nelle emozioni che traduce in scrittura cristallina, in minuziose inchieste sull’indecenza del vivere e del morire nei medioevi post-moderni delle mafie, in pagine aspre e di rara passione (che in questo caso è davvero sostantivo del verbo patire), in documenti di grande letteratura civile. Roberto Saviano è questo ragazzo di meno di trent’anni, meridionale e mediterraneo, che ha realizzato il sogno di ogni ragazzo per accorgersi subito dopo che quel sogno era diventato un incubo. Il sogno di poter fare un lavoro bello e importante, nel suo caso scrivere libri, e il suo allucinato e bellissimo “Gomorra” è diventato addirittura un best-seller planetario. Ma quel libro ha aperto la porta del terrore, ha portato luce dove da sempre aveva vinto il buio, ha narrato il “romanzo criminale” dei Casalesi e dei loro faccendieri, dei loro killer, dei loro impiegati, dei loro interlocutori economici, dei loro protettori istituzionali. Ha squadernato la “banalità del male” della camorra tra Napoli e Caserta, penetrando con forza documentaristica nelle viscere di quella burocrazia dell’onnipotenza criminale che stringe affari e stringe cappi al collo, che fa strage di appalti e fa strage di essere umani con la stessa disinvolta velocità. Il mondo si è improvvisamente accorto della camorra, di un crimine che è radicato negli interstizi più riposti e negli organi vitali della metropoli partenopea, che comanda traffici illeciti di droga e di rifiuti e di qualunque tipologia merceologica inclusi i defunti che sono lottizzati nella rete micidiale delle pompe funebri. Cosa Nostra era stata ciclicamente al centro dell’attenzione dei mass-media, oggetto di raffigurazione letteraria e cinematografica, questione dibattuta nell’arena nazionale ed internazionale.
    Invece sulla ndrangheta calabrese e sulla camorra campana ha dominato sempre una sorta di distrazione collettiva, o una forma speciale di omertà programmatica, con l’attitudine a ridurla alle cronache locali di violenze arcaiche. Poi questo ragazzo del Sud, raccogliendo il testimone di generazioni di militanti della legalità, ha trovato una cifra narrativa che ha sfondato il muro di gomma plurimo dell’indifferenza, del cinismo, del folclore giustificazionista. Ha acceso una torcia nella notte opprimente dei boss, di questi giganti del nulla, maschietti gonfi di cocaina e ubriachi di potere, in contesa permanente gli uni con gli altri, abitanti frenetici di un pianeta in cui la vita vale meno di uno starnuto, in cui il diritto è surrogato dallo storto, l’empietà scandisce la gestualità quotidiana di chi allunga e allarga traffici e dominio nel nome di una sotto-società educata al “mordi e fuggi” della ricchezza facile, della ricchezza predatoria, della ricchezza svuotata di qualsivoglia contenuto di bellezza, di giustizia, di umanità. Il successo ha comportato, per Roberto, una condanna a morte, una vita prigioniera di caserme e scorte, la fine immediata di una vita normale. Conosco cosa significa. Leggendo le parole di Saviano che pensa di lasciare l’Italia mi sono sentito oppresso. Chi non conosce la solitudine, quel tipo di solitudine, non può capire. Non è colpa dei clan, dei Casalesi, della camorra: loro devono minacciare e uccidere, così esercitano la loro peculiare egemonia culturale e militare. Sono quelli che pensano che sei un esibizionista, che hai sfruttato brutte storie per fare quattrini, che ti sei arrampicato su quell’albero lurido e avvelenato soltanto per svettare. Loro è una colpa grave, nostra è una responsabilità non occultabile. Sono quelli che, galleggiando nella melma del cattivo “buon senso” e dei più vieti luoghi comuni, ti regalano la peggiore delle condanne: appunto una estrema, indicibile solitudine, quella che mette in apnea un’età, un’esistenza nata per cantare la libertà, un corpo che voleva solo danzare la vita. Siamo tutti riscattati dal coraggio di questo ragazzo del Sud. Siamo tutti sconfitti dalla sua stessa inevitabile tristezza. Per questo, per me, per tutti noi, vorrei abbracciare Roberto e sussurargli, con pudore, di non andare via.

    da Liberazione
    15 ottobre 2008

  113. FRANCESCO CAPRIGLIA: CARO NICHI..... said

    http://www.nichivendola.it

    Fra il sogno e la realtà.

    Caro Niki,
    il mondo sta cambiando molto velocemente e l’Italia ancora di più, a causa
    del ritardo accumulato sotto la ‘tutela’ statunitense.
    Il mondo politico del nostro Paese è invece vittima di una paralisi
    imbarazzante, grazie alla quale i furbi fanno man bassa.
    Soprattutto a sinistra (che certo non annovera al suo interno forze
    progressiste), si assiste ad un deficit di idee, prospettive, motivazioni,
    etc., che tutte insieme forgiano un pensiero che possa dirsi politico.
    Questo, a mio modesto avviso, ha causato l’isolamento di cui sei vittima,
    non nonostante i pregevoli risultati raggiunti dalla tua politica, ma
    proprio a causa di essi. Il tuo pensare e agire politico non possono godere dell’ospitalità di alcuna casa, nè dall’intonaco rosso nè rosa (e comunque antico).
    Sono stato entusiasta di sostenerti attraverso uno dei tanti Comitati che
    tante speranze accese, ma sono avvilito dall’inettitudine che gli stessi
    hanno dimostrato dopo la tua elezione.
    La disillusione e l’emigrazione in Padania mi hanno poi impedito di
    realizzarmi nella mia terra e la frustrazione e il dolore rappresentano oggi
    il piatto su cui poggia il mio pane quotidiano.
    La costruzione di una nuova casa è ormai improrogabile, ma questa volta
    senza muri. Un grande open space che accolga semplicemente i Liberi
    Cittadini che hanno ancora la testardaggine di credere in un futuro
    migliore.
    Sta a te! Io non sono che un povero ‘pirla’, ma se potessi tornare nella mia
    terra per riprendere a sognare, lo farei.
    Fra il sogno e la realtà c’è di mezzo solo la volontà.

    Francesco Capriglia

    Caro Francesco
    la tua lettera mi fa venire la pelle d’oca perché coglie dei punti salienti e dolenti. È vero, c’è un’afasia a sinistra, sia in quella componente che ha chiuso definitivamente con la storia del movimento operaio, sia in chi pensa di barricarsi in fortini identitari e minoritari. Io non mi sento isolato Francesco: è di un altro isolamento che ho paura. Dell’isolamento dai bisogni, del distacco dalla vita reale, del congedo dal prefigurare un futuro a cui la politica di sinistra potrebbe andare incontro. Stiamo provando, come forse saprai, a costruire una sinistra aperta, nuova, moderna; lo abbiamo fatto lo scorso 27 settembre a Roma proponendo un’associazione che, a partire dalla nostra area politico culturale, dia gambe e volto a una sinistra capace di trasformare il mondo, all’altezza del tempo presente. In Puglia, con tanti sforzi, stiamo raggiungendo risultati significativi, portando avanti iniziative pionieristiche e virtuose. Spero che tu, forte di esperienze e saperi, possa ritornare nella tua regione per contribuire a ridefinirne, in positivo, il volto.
    Buona fortuna

    Nichi Vendola

  114. PIERO SANSONETTI: CARO PRC, ANDIAMO OLTRE....... said

    Da LIBERAZIONE del 17 ottobre 2008
    http://www.liberazione.it

    Restare fermi a difendere quel che è rimasto di se stessi è inutile e suicida

    Caro Prc, andiamo oltre…

    Piero Sansonetti

    Io penso che la sinistra italiana abbia una sola speranza di sopravvivere, di riprendere il suo cammino, cioè di tornare a fare politica: “andare oltre”.
    Cosa vuol dire? Vuol dire non fermarsi alla difesa delle proprie certezze e delle poche casematte non ancora rase al suolo. Penso che se la sinistra si accontenta di difendere se stessa – o il residuo di se stessa – è condannata alla scomparsa, alla resa.
    Voi sapete benissimo che usando questa espressione (“andare oltre”) sollevo una polemica. “Andare oltre” è una espressione che Liberazione adoperò più di un anno fa, all’inizio dell’estate 2007, in un famoso titolo di prima pagina, per proporre la formazione di una nuova forza politica della sinistra, più larga e complessa dei partiti di allora (che poi sono gli stessi di adesso). La proposta fu respinta con un certo sdegno. Si decise, come ricordate, per una alleanza elettorale che non scalfisse l’organizzazione dei partiti.
    L’altro giorno Claudio Grassi, cioè uno degli esponenti più prestigiosi dello schieramento che ha vinto il congresso di Rifondazione, è tornato a polemizzare con noi proprio con un articolo su Liberazione . Ha scritto: «La sinistra italiana si regge in larga misura sul ruolo e sull’iniziativa dei comunisti… quel lungo corteo ( il corteo dell’11 ottobre ndr) va preso molto sul serio… accantonando una volta per tutte la velleità controproducente, irragionevole, dell'”andare oltre” e del costruire una “sinistra senza aggettivi”» .
    Non sono affatto d’accordo con Grassi. Penso che la sua – se mi permettete la battuta – sia una posizione “tolemaica”. Cioè che pone la terra al centro dell’universo e si rifiuta di capire – come capitò alla Chiesa cattolica – che non è più così, che Galileo ha ragione, che la terra esiste, è importante, ma non è il tutto e non è centrale.
    Il rifiuto di andare oltre, la paura di uscire all’aperto – dopo una sconfitta effettivamente terribile come è stata la sconfitta elettorale di primavera – temo che possa portare solo alla paralisi, alla rinuncia, alla sostituzione della politica con l’autocontemplazione. Se non voglio più andare oltre, se rinuncio all’obiettivo della trasformazione – per come vedo io le cose – è come se rinunciassi all’orizzonte, e quindi alla possibilità di crescere, di vincere, persino di combattere. Se non aspiro ad andare oltre – credo – non aspiro più a fare politica.
    Cosa vuol dire andare oltre? Rinunciare alle proprie radici, alla propria storia, al comunismo? Non vuol dire rinunciare né alla storia né alle radici. E neppure alla forza indiscutibile di alcuni punti di vista, che sono quelli che danno senso alla sinistra, perché sono più solidi, più forti dei punti di vista moderati. Il comunismo però, se diventa la bandiera di una cittadella assediata e niente di più, finisce con l’assumere un valore conservatore. Diventa “comunismo di destra”. Credo che spesso nella storia del movimento operaio sia esistito un comunismo di destra, che frena il rinnovamento e contiene la carica radicale della sinistra. Credo che nel Pci sia stato comunismo di destra quello amendoliano, per un lungo periodo, e quello cossuttiano. Che tendevano a legare il partito all’Unione sovietica, e alle sue barbarie, e lo rendevano in questo modo subalterno al centrosinistra in Italia. Il comunismo di destra, in quegli anni, era filosovietico e filogovernativo, non condannava l’imperialismo russo e sosteneva una politica di accordi e compromessi in politica interna.
    Io temo che oggi il partito più importante della sinistra, e cioè Rifondazione, rischi di tornare a chiudersi in una idea di difesa della fortezza, in cui l’unica cosa che conta è la propria sopravvivenza e la sopravvivenza delle proprie bandiere e della falce e martello. E io temo che se fa così è perduto.
    Non mi pare che ci sia altra via percorribile se non quella di ripartire da zero. Cioè di ricostruire il punto di vista della sinistra e la possibilità che questo punto di vista conti, produca frutti, cioè entri nella battaglia politica. Ripartire da zero vuol dire rinunciare alla ripetizione delle proprie certezze novecentesche. E’ un ripudio del comunismo? Personalmente da molti anni non mi considero più comunista, ma questo non mi impedisce di lavorare e combattere a fianco dei comunisti e addirittura di dirigere un giornale che si definisce comunista. A condizione che non si pensi per dogmi. Che si capisca che il marxismo, che è una gigantesca teoria politica, non è più sufficiente. Sia perché non ha saputo sciogliere alcuni nodi che oggi vediamo quanto siano decisivi (il rapporto tra Stato e potere, tra Stato e libertà, tra uguaglianza e libertà), sia perché questo suo difetto ha portato a tragedie gravissime in molte parti del mondo, sia perché ha costruito tutto su una sola ipotesi di contraddizione (quella tra capitale e lavoro) ignorando altre contraddizioni, che nel XX secolo si sono affermate come monumentali cotraddizioni, e cioè quella di sesso, tra uomo e donna, quella ambientale, tra produzione e natura e altre ancora.
    Andare oltre vuol dire esattamente questo. Convincersi che non potrà più esistere una sinistra capace di “egemonia” se non saprà rispondere alla crisi del capitalismo senza farsi imbrigliare negli schemi del capitalismo. Ho seguito nei giorni scorsi il dibattito aperto da Rossanda Rossanda sul manifesto , e ripreso da Bertinotti, dal quale è emerso lo stupore per una sinistra muta di fronte all’epocale crisi di questi giorni. Condivido lo stupore (e dico anche al Prc che non riesco a capire come, in questi frangenti, si possa affidare la propria immagine politica al referendum, secondo me insensato, contro il Lodo-Alfano…). E tuttavia mi pare che anche le risposte di Rossanda e Bertinotti siano insufficienti. Penso anch’io che bisogna rilanciare il ruolo dello Stato in economia, e penso che abbia ragione Fausto a porre con drammaticità la questione del lavoro. Io però – scandalosamente – non sono affatto convinto che si possa riprendere il “discorso” sulla sinsitra dalla semplice conferma del lavoro come tema centrale. Sempre di più mi convinco che una sinistra del XXI secolo deve rinunciare ad avere un centro. Deve essere plurale (e non solo pluralista) perché costruita su un pensiero plurale, che pone i grandi temi e gli interrogativi giganteschi, di sistema, posti dal femminismo e dall’ambientalismo, sullo stesso piano dei temi del lavoro. Non penso che sia possibile costruire un progetto di alternativa, che davvero si ponga in competizione con il capitalismo, se non si ha l’ambizione di realizzare una critica profonda e completa di tutti i poteri, del mercato, delle relazioni tra donne, uomini, denaro, produzione, potenza e ambiente. Ho l’impressione che limitarsi a ripartire dal lavoro sia una scorciatoia che però si avvita su se stessa e non ci porta “oltre”, ci riporta indietro.

    17/10/2008

  115. SARDEGNA, URAS: LIBERAFESTA said

    Da LIBERAZIONE

    Sardegna: Uras

    “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro?” LiberaFesta oggi e domani, organizzata dal circolo S. N. Arcidano-Uras. Oggi all’ex Palazzo civico in via Roma a Uras (Or) , il dibattito “Lavoro e prospettive territoriali del territorio” con Alessandro Vinci, capogruppo alla Provincia; Velio Ortu, assessore alla Provincia del Medio Campidano; Salvatore Marino, assessore alla Provincia di Sassari; Mario Tendas, Pd; Stefano Figus, IdV; Giampaolo Lilliu, Cgil; Romina Congera, assessore regionale al Lavoro. Inoltre, raccolta firme per il referendum abrogativo del Lodo Alfano.

    17/10/2008

  116. GIANNI FAVARO: TORINO, LE SFIDE DELLA SINISTRA. said

    …………..

  117. nonviolento said

    Purtroppo sono ancora afflitto da tosse, asma e febbre posso dedicare molto poco al blog, la mia idea sarebbe quella di raccogliere in una pagina ad hoc tutte le notizie vecchie e recenti che si riferiscono a iniziative per la sinistra, ma scusatemi non ho la froza per poterlo fare, troppi giorni di antibiotici mi hanno ridotto a pezzi, senza contare che essendo un precario e quindi poco garantito sono stato assente un solo giorno, ferie, e nonostante la malattia vado al lavoro, per fortuno sono part time, altrimenti sarei già crepato. Ho una nuaova notizia, un altro passetto verso La Sinistra sabato a La Spezia si terrà una assemblea sulla “crisi economica” e “le prospettive della sinistra”. Organizzata da RPS e SD, con la presenza del compagno Zipponi, a questa prima iniziativa ne seguiranno delle altre, e stiamo programmando la creazione di 4 0 5 case della sinistra sparse per la provincia. Appena mi arrivano per posta pubblicherò manifesto e volantino dell’inziativa. Torno a letto, un abbraccio a tutti/e.

  118. CASALE MONFERRATO: VIA ALLA ASSEMBLEA COSTITUENTE. said

    Fonte:Fabio Lavagno

    Comunicati Stampa: Sinistra Casalese si avvia all’Assemblea costituente.

    Casale Monferrato 15 ottobre 2008.

    Sinistra Casalese da più di un anno unisce le esperienze dei partiti della Sinistra (Sinistra Democratica, Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista) a quelle della società civile e dell’associazionismo così vivo nel panorama cittadino. Attraverso percorsi condivisi e convergenti si è organizzata con propri coordinamenti politici ed amministrativi, dotandosi di una sede comune e nello scorso settembre organizzando una riuscita festa; distinguendosi come una delle realtà più avanzate sul piano dell’unità a sinistra a livello nazionale.

    Il Coordinamento dei promotori della Sinistra Casalese, riunitosi martedì 14 ottobre, dopo aver predisposto bozze di statuto e simbolo, ha convocato per domenica 9 novembre alle ore 9,30 presso il salone “Virtus” la propria Assemblea Costituente. All’ordine del giorno dell’Assemblea saranno l’approvazione dello statuto, del simbolo, del programma politico e degli organismi dirigenti.

    Martedì 21 ottobre presso la sede di Via Lanza 116 alle ore 21,00 si svolgerà un’altra riunione del Coordinamento aperta a chi vorrà confrontarsi liberamente per discutere delle linee guida del programma su cui impegnarsi a livello cittadino.

    Sulle iniziative e contributi al dibattito dell’organizzazione è possibile utilizzare il blog:

    http://sinistracasalese.wordpress.com/

  119. SINISTRA CASALESE SI AVVIA ALL'ASSEMBLEA COSTITUENTE. said

    http://sinistracasalese.wordpress.com/

    Sinistra Casalese si avvia all’Assemblea costituente

    Pubblicato da sinistracasalese Ottobre 15, 2008

    Sinistra Casalese da più di un anno unisce le esperienze dei partiti della Sinistra (Sinistra Democratica, Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista) a quelle della società civile e dell’associazionismo così vivo nel panorama cittadino. Attraverso percorsi condivisi e convergenti si è organizzata con propri coordinamenti politici ed amministrativi, dotandosi di una sede comune e nello scorso settembre organizzando una riuscita festa; distinguendosi come una delle realtà più avanzate sul piano dell’unità a sinistra a livello nazionale.

    Il Coordinamento dei promotori della Sinistra Casalese, riunitosi martedì 14 ottobre, dopo aver predisposto bozze di statuto e sombolo, ha convocato per domenica 9 novembre alle ore 9,30 presso il salone “Virtus” la propria Assemblea Costituente. All’ordine del giorno dell’Assemblea saranno l’approvazione dello statuto, del simbolo, del programma politico e degli organismi dirigenti.

    Martedì 21 ottobre presso la sede di Via Lanza 116 alle ore 21,00 si svolgerà un’altra riunione del Coordinamento aperta a chi vorrà confrontarsi liberamente per discutere delle linee guida del programma su cui impegnarsi a livello cittadino.

  120. SARDEGNA; INIZIATIVE CON BERTINOTTI E MIGLIORE. said

    Partito della Rifondazione Comunista – Sassari (Sardegna)
    Circolo ILARIA ALPI
    circoloilariaalpi.ss.it

    Sardegna: Verso il Congresso regionale PRC-SE

    Giovedì 16 Ottobre 2008

    In vista del Congresso Regionale di Novembre, PRC-SE organizza due convegni regionali sulle questioni dell´Autonomia (24 ottobre) e della nuova Rinascita (18 ottobre).
    Si tratta di due iniziative importantissime sulla base delle quali si costruirà la piattaforma politica e programmatica del Partito in Sardegna.

    Convegno regionale “LA NUOVA RINASCITA”
    Lavoro e sviluppo di qualità sociale.
    Nuoro, 18 ottobre 2008 – Biblioteca Satta ore 16.00
    Apre Luciano Uras (Capo gruppo PRC-SE Consiglio Regionale)
    Conclude Gennaro Migliore (già Capo gruppo PRC-SE – Camera dei Deputati)

    Convegno regionale “AUTONOMIA OGGI”
    Cagliari, 24 ottobre 2008 – Auditorium CIS ore 10.00
    Apre Luigi Cogodi (Dir. Regionale PRC-SE)
    Conclude Fausto Bertinotti (Presidente Fondazione Camera dei Deputati)

    Nei programmi c´è anche la volontà di ripetere territorialmente i convegni nella fase immediatamente successiva al Congresso Regionale che si terrà l´8/9 novembre all´Hotel Setar di Quartu S.Elena.

    Locandina Convegno regionale ´LA NUOVA RINASCITA´
    (Adobe Acrobat file: 86 Kb – 16/10/2008 15.32.33)

  121. MICHELE DI PALMA: " SANSONETTI HA RAGIONE, IL NOSTRO PROBLEMA OGGI E' ROMPERE I RECINTI ". said

    Da LIBERAZIONE del 18 ottobre 2008

    E’ scelta molto impopolare sfidare le certezze che cementano la comunità.

    Sansonetti ha ragione, il nostro
    problema oggi è rompere i recinti

    Michele De Palma

    Caro Piero,
    penso che tu abbia ragione a dire che dobbiamo andare “oltre”. Del resto Liberazione è uno spazio pubblico delle persone di sinistra, fondamentale per andare “oltre” se stesso e le proprie convinzioni per provare a essere, sentirsi utili. Ma per il nostro tempo è scelta molto impopolare e controcorrente sfidare le certezze che cementano la comunità perché vengono avvertite come un pericolo che insinua il dubbio e il dubbio è nemico del “serrate le fila compagni!”.
    Scriverti questa lettera, so già che mi costerà “sassate” e polemiche, ma in questo momento qualsiasi conformismo, mediazione, compromesso è un attentato non solo al futuro della sinistra, ma all’idea che le cose possano cambiare. Eppure, vedi Piero, le chiacchiere in direzione, comitato politico, sono mute dinnanzi alle manifestazioni di ieri e a quelle in programma nei prossimi giorni. È impressionante la radicalità matura, molecolare, moltitudinaria che sta ri-animando il senso stesso della politica, senza che i “politici” se ne accorgano. L’opposizione con la “O” grande e roboante della sinistra è sentita come la “H”, la mutina, la chiamavano i miei maestri a scuola. E leggendo e rileggendo gli articoli che alcuni dirigenti del mio Partito, scrivono sul nostro giornale mi viene da impazzire.
    Caro Piero, tu non sei in direzione nazionale, ma nel corso dell’ultima, mentre noi, noi tutti discutevamo delle nostre beghe, in tutta Italia scendevano in piazza centinaia di migliaia di studenti medi e noi, come se nulla fosse: neanche una parola, se non fosse per un intervento in chiusura di una giovane comunista. L’opposizione alla sfida per l’egemonia della destra nella società (do you remember Gramsci?) è sbocciato nelle assemblee con migliaia di studenti e docenti, come ieri nell’università di Palermo e non nel balbettio da cretinismo parlamentare del Pd o nell’ostentazione identitaria delle sinistre. Non siamo dinnanzi solo ad una opposizione alla riforma, ma a un tentativo di ri-presa di coscienza più generale della crisi che investe la scuola, università e quindi la nostra stessa civiltà.
    “Noi la crisi non la paghiamo” è l’urlo e il virus di contaminazione che allude da subito solidarietà con una crisi generale. E invece dalle nostre parti si sente dire che: “tra la borsa di Milano e la busta della spesa noi scegliamo di occuparci dell’ultima”. Ma come? Bisogna essere a “Crozza Italia” per non capire la relazione. La potenza che gli studenti e i ricercatori precari hanno cominciato a muovere, supera i confini detentivi e disciplinari delle mura universitarie e scolastiche, cerca contaminazioni come un virus che si insinua nei centri di ricerca e sviluppa “senso” e “simbolico”. Riattraversano la metropoli nel suo complesso e intercettano lo sfruttamento delle filiere produttive cognitive e materiali, (dalla ricerca commissionata dai privati alla consegna in motorino della pizza la sera). Le parole della sinistra sono più povere di quelle degli studenti. Noi non possiamo scegliere la strada del populismo, perché questo significherebbe rompere con una nuova generazione e farsi fregare dalla destra nelle periferie. Il conflitto che si è aperto in questi giorni è anche la possibilità di una alfabetizzazione, di una rottura della semplificazione del lessico mediatico e politico imposto dalla egemonia della destra, è una occasione per la sinistra non di cercare consensi, ma le parole, provando ad ascoltare e mettendo a disposizione quello che ha per far vivere uno spazio pubblico di opposizione innanzitutto alla cultura delle destre. I saperi e la loro trasmissione sono i codici e i geni della matrice. Del resto, cosa sono se non l’assalto delle destre al pubblico, al ’68, alla scuola e all’università e infine al contratto nazionale di lavoro? Non è solo la vendetta ma un investimento sul futuro. Intervenire sul Dna di una società da modificare geneticamente attraverso azioni semplificative, disciplinari (il grembiule), segregative (classi separate per i migranti). E qui nasce una domanda cruciale: la sinistra è all’altezza della sfida?
    Avendo letto alcuni articoli pubblicati in questi giorni dopo la manifestazione dell’11 penso di no, viste le lenti deformanti dell’obbligata felicità da “orgoglio rosso” post corteo. Sì, è vero, eravamo in tanti, più del previsto, ma confesso che nonostante i numeri la manifestazione mi ha fatto sentire più solo del giorno prima. Pensavo fosse solo una mia sensazione, percezione, ma col passare delle ore mentre sfilavamo per le strade di Roma e nei giorni seguenti nelle discussioni con chi c’era e chi no, è diventata una “connessione sentimentale”, una “verità” inconfessabile per opportunità politica. Premetto che la mia riflessione prescinde dalle torsioni e tensioni identitarie. Ho visto migliaia di bandiere, forse lo stesso numero del 20 ottobre, ma mi si permetta di dire con onestà, con un numero inferiore di partecipanti. Sembra di passare dalle “belle bandiere” alla “guerra delle bandiere” che contagia tutti. Contagia e non contamina. Sì, perché eravamo abituati alla parola contaminazione: con-fusione di storie personali e organizzazioni, eravamo abituati agli attraversamenti, mescolamenti, di diversi colori. Il 20 ottobre, qualcuno può obiettare era ugualmente tinto solo di rosso, ma la differenza con l’11 è che un corteo monocromatico era stranamente segmentato. Bastoncini di frammenti di identità di partito. Ogni spezzone aveva la sua verità comunista da esibire contro. Una specie di sfida cromatica a chi è più rosso, col rischio del sotto la bandiera niente. Mi spiego meglio. Quelle bandiere sono stracci rossi che possono essere raccolti per terra da un bambino immigrato che rischia la segregazione razziale in una classe ad hoc? Sono stracci rossi che operai precari possono raccogliere per battersi per il contratto? So di fare una critica pesante, che ovviamente è rivolta innanzitutto a me stesso, ma penso che la manifestazione dell’11 non fosse conflittuale. Questo non significa che non ci fosse rabbia, passione e la voglia di dire dopo tante sconfitte: ci sono, esisto! Ma nel tempo in cui siamo tra crisi sociale e economica, di passioni tristi e cultura xenofoba, omofobica e sessista non possiamo accontentarci. Le destre al governo continuano ad alimentare la guerra civile, la frammentazione per segmenti omogenei: il nostro problema oggi è rompere i recinti. Spiazzare l’avversario. Rompere le solitudini, come quella di Roberto Saviano, emblema di una generazione del sud che magari ci prova e viene lasciata sola. Ho abbracciato tante compagne e compagni in quella manifestazione e sono contento del fatto che sui numeri abbiamo vinto, ma posso dire senza essere accusato di disfattismo che il nostro problema è andare oltre? “Oltre” parola eretica in questo periodo nei nostri paraggi, per me una ossessione per rompere la solitudine dei comunisti e della sinistra. Rischiamo l’autismo. Rischiamo di parlare tra di noi anche in un corteo. Rischiamo di continuare a non essere sentiti utili. Insomma non si è prima comunisti e poi donne, giovani, precari, immigrati. È esattamente il contrario. Per questo penso che il nostro problema sia come le opposizioni (dagli studenti agli insegnati, passando per i migranti fino ai precari), possano trovare uno spazio pubblico condiviso. Porre un problema generale, mi verrebbe da dire di civiltà e di umanità visto quello che sta accadendo nel mondo. Essere capaci di alzare lo sguardo oltre le nostre bandiere. Sono questi i motivi per cui, caro Piero, ti ho scritto questa lettera. Perché non voglio partecipare alla liturgia della nostra beatificazione, visto che siamo ancora vivi. Forse un aneddoto può spiegare più di mille parole. Il giorno prima del corteo ho provato a convincere un operaio in pensione del bergamasco a non partire da Roma e a prendere parte alla manifestazione. La sua risposta caustica è stata “non ho bisogno di andare a una manifestazione per dire che esisto, io lo so già”.

    18/10/2008

  122. NICHI VENDOLA: " IN CORTE COSTITUZIONALE CONTRO LA GELMINI ". said

    fonte LA NUOVA SINISTRA
    http;//lanuovasinistra.blogattivo.com

    17 Ott 2008.

    Vendola suona la carica: “In Corte Costituzionale contro la Gelmini”.

    “Colpire la scuola è un attentato alla democrazia. E’ giusto reagire”.

    di Antonio Scotti

    “E’ giusto reagire. Ricorreremo alla Corte Costituzionale contro la Gelmini, perchè siamo di fronte ad atti che sono violenti nella sostanza e nel metodo e, quindi, noi ci comporteremo secondo i principi della legittima difesa”. Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si schiera con i precari, gli insegnanti e i sindacati che in questi giorni si stanno mobilitando in vista dello sciopero generale del 30 ottobre prossimo.

    Stamattina, in occasione della conferenza di servizi organizzata dall’assessorato regionale al Diritto allo studio con i sindaci di tutti i comuni pugliesi, l’ufficio scolastico regionale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali del mondo della scuola, Vendola ha chiarito in modo netto la sua posizione sulla riforma Gelmini, approvata la scorsa settimana alla Camera ed ora in discussione al Senato. “Quella del ministro dell’Istruzione – ha dichiarato – è una delle più violente contro-riforme mai immaginate e proposte a un mondo che è già in grande sofferenza per via della tempesta recessiva”.

    Se il Senato darà parere favorevole al decreto Gelmini, dall’anno prossimo partiranno tagli pronti a colpire 87mila persone tra docenti e personale tecnico amministrativo ed ausiliario. Solo in Puglia, gli effetti di queste riduzioni porteranno alla perdita di più di cinquemila posti di lavoro. In totale saranno 8 i milioni di euro di cui non potrà beneficiare il sistema scolastico nazionale.
    “Non si capisce che in alcune zone del nostro Paese – ha continuato Vendola – la presenza di una scuola è più importante di una caserma dei carabinieri, perché da sola rappresenta un presidio di legalità sul territorio”.
    “La scuola pubblica – ha ricordato – è la più importante fabbrica di futuro e di democrazia che noi abbiamo, colpirla è un attentato alla democrazia”.

    L’assessore al diritto allo studio, Domenico Lomelo, durante l’incontro con i sindaci ha ricordato che entro il 30 novembre occorrerà rivedere la rete scolastica per il 2009-2010 secondo i nuovi parametri statali: “E’ importante che i consigli comunali affrotino il tema cercando di costituire un argine alla sparizione di centinaia d’istituti nel nostro territorio regionale”.

    “Lavoreremo a limitare il danno – ha concluso – anzi guarderemo anche avanti, con accorpamenti e sdoppiamenti per evitare la scomparsa dei plessi e mantenere se non incrementare le 926 direzioni scolastiche attuali”.

    ESULTANO I SINDACATI “Ringraziamo Nichi Vendola e Michele Emiliano per la loro presenza e per l’intensità degli interventi a sostegno della scuola e della nostra piattaforma” ha dichiarato Maddalena Gissi, segretaria Cisl Scuola Bari.

    I due rappresentanti istituzionali hanno garantito la presenza dei gonfaloni a Roma in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre. Confermato, inoltre, dal primo cittadino barese il consiglio comunale monotematico per giovedì 23, lo stesso giorno in cui tutte le maggiori sigle sindacali convocheranno gli stati generali.

    “Nell’assemblea unitaria di stamattina – ha concluso Gissi – sono emerse le ragioni della scuola reale che lavora e che costruisce cittadini consapevoli; tutte le 1500 persone presenti hanno apprezzato la coerenza del ‘sindacato tutto’, che nella nostra provincia ha avviato da tempo una serie di iniziative di sensibilizzazione e di informazione. Venerdì 30 ottobre ci faremo sentire”.

  123. CLAUDIO FAVA: " E' UNA CIVILISSIMA RIVOLTA DI POPOLO ". said

    http://www.sinistra-democratica.it

    18 ottobre 2008

    Claudio Fava

    E’ una civilissima rivolta di popolo

    Quello che sta avvenendo in questi giorni nel nostro Paese nel mondo della scuola e della scienza va al di là di ogni immaginazione o previsione.
    Non siamo di fronte a isolate manifestazioni ma siamo di fronte ad una vera e propria civilissima e sacrosanta rivolta di popolo
    Quella stragrande parte di italiani che pagano le tasse, che hanno un rispetto sacro delle istituzioni repubblicane, che pensano che la migliore risorsa per il futuro sia la conoscenza e il sapere.
    Al di là delle insopportabili comparsate televisive – prosegue il leader SD – sui canali del capo del governo, sarebbe il caso che l’incompetente ministro dell’Istruzione dismetta i panni dell’altezzosa maestrina per riconoscere che la sua non è una riforma, ma solo una sproporzionata campagna di tagli inaccettabili alla scuola e alla ricerca pubblica italiana.
    Dopo le manifestazioni di questi ultimi giorni un ministro che si rispetti tornerebbe subito in Parlamento per rimettere in discussione tutti i propri atti, e per riaprire un confronto vero con le organizzazioni sindacali dei docenti, con gli studenti, con le famiglie.
    Ma tutto questo non avverrà: per la destra italiana è meglio che i giovani e le ragazze di questo Paese non studino, non crescano, non imparino.
    Per chi è abituato alle battute da Bagaglino o da discoteca, – conclude l’on. Fava – la cultura e la scuola sono un ingombrante ed inutile orpello….

  124. LA SINISTRA; circoli di BEINASCO, RIVOLI, COLLEGNO, GRUGLIASCO, VENARIA REALE ( TO) said

    Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Torino
    http://prctorino.it

    I compagni di Beinasco, Rivoli, Collegno, Grugliasco e Venaria Reale, che all’ultimo Congresso del PRC hanno scelto di sostenere l’ avvio di una Costituente della Sinistra, intendono aprire una riflessione con chi crede ancora che, essere di Sinistra, abbia un significato.
    Vogliamo confrontarci con chi pensa sia indispensabile ricostruire un senso comune, una cultura condivisa per la Sinistra a partire dai nostri territori.
    Una Sinistra che si mobiliti per costruire una forte e unitaria opposizione alle politiche del governo delle destre: primo appuntamento la manifestazione nazionale dell’ 11 ottobre: “L’opposizione e nelle nostre mani”.
    Ci mobiliteremo anche a sostegno di tutte quelle iniziative che:
    si oppongono alla liquidazione della scuola pubblica;
    si collocano a difesa del lavoro e dell’ambiente;
    sono a difesa del potere d’acquisto di salari e pensioni;
    ripropongono la centralità del tema della pace nel mondo.
    Vorremmo discutere con tutti coloro che pensano che non sia più rinviabile un processo costituente di questa Sinistra, perché è improrogabile una lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale in Italia e in Europa.

    Moderatrice :
    Ivana Negro, Capogruppo Rifondazione Comunista Collegno
    Intervengono:
    Nadia Marabese, PRC Grugliasco, del CPN di Rifondazione Comunista
    Matteo Nascè, Gruppo Inchiesta della Sinistra Venariese
    Mario Corsato, Consigliere Provinciale Gruppo Sinistra Per La Costituente
    Francesco Liguori, Coordinamento LEFT YOUTH
    Riccardo Solazzo, Sinistra Unita Rivolese
    Un Rappresentante del Circolo ARCI-UISP “Violetta Parra” di Beinasco
    Conclusioni: MAURIZIO ZIPPONI
    Direzione nazionale del PRC.

  125. GIANNI FAVAO: TORINO, LE SFIDE DELLA SINISTRA. said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    16 Ottobre 2008

    Torino: le sfide della sinistra.

    Scritto da Gianni Favaro

    La prima crisi dell’auto ha colpito Torino nell’ultimo decennio, trascinandosi appresso o stimolando una quantità di altre fibrillazioni economiche e sociali. Ora, dopo il troppo breve rilancio gestito dall’attuale gruppo dirigente della Fiat, l’industria automobilistica nel suo complesso (e con essa l’unica marca italiana) sembra riprendere una sorta di declino storico e nel nostro specifico di distacco dalla città come testimonia lo stillicidio di chiusure di piccole e medie fabbriche, quasi tutte operative nell’indotto dell’auto.

    Ora si aggiunge la crisi finanziaria mondiale che sembra mettere una pietra tombale sulle fondazioni bancarie e sul ruolo che da sempre a Torino esse hanno avuto nella politica cittadina. Dagli investimenti immobiliari, alle grandi opere, alle politiche culturali tutto è passato nei salotti buoni che affiancano l’industria del denaro gestita senza troppi complimenti dalle banche. Ora tutti i nodi nascosti e drogati in ultimo dalle risorse investite per le Olimpiadi, stanno venendo al pettine di un bilancio economico che lascia il Comune in rosso fuoco, costretto a tagliare i servizi sociali, svendere servizi pubblici e privatizzare aziende pubbliche strategiche.

    Non c’è giorno che in qualche fabbrica, in qualche cantiere o in qualche scuola non ci sia uno sciopero, una mobilitazione, un’agitazione di protesta. La stessa manifestazione del 4 ottobre contro il disegno di legge sulla scuola del governo Berlusconi, è stata così imponente da stupire gli stessi organizzatori.

    Qualunque osservatore attento mettendo insieme i vari pezzi del mosaico capirebbe che non sono casi isolati, episodi casuali o fenomeni limitati: si tratta di una prima reazione spontanea e di massa che viene soprattutto degli strati più popolari, una reazione alla crisi e alla insicurezza economica e sociale che la società subisce. Qualunque osservatore che davanti gli occhi non avesse soltanto sciocche e farisaiche certezze ideologiche, capirebbe che non basta stare in quei movimenti sociali con le proprie bandiere per “fare egemonia”, così come non è sufficiente essere una sorta di San Vincenzo rossa per organizzare gli sfruttati e gli oppressi.

    Ecco: qualunque osservatore dotato di un minimo di obbiettività sì che capirebbe, ma non l’attuale Prc ovvero il suo gruppo dirigente melting-pop. Da settimane grandi e piccoli di questa confederazione di minoranze sono impegnati a indottrinare se stessi sul “partito sociale”, in un turbinio di riunioni interne e interne discussioni. Un partito che dal congresso ad oggi non ha nemmeno promosso una iniziativa di riflessione e discussione sulla “fase politica” se non quelle autonome dei Giovani Comunisti, che non ha impostato alcuna iniziativa pubblica, un partito che nel suo 50% o poco più, è stato soltanto capace in tutti questi mesi di dedicarsi a consolidare gli equilibri interni ai gruppi dirigenti. E con un esito sinceramente non brillante.

    Ripensare a tutto questo è necessario per spiegare non solo quella deriva impressionante del vertice del partito, ma anche e soprattutto perché molte compagne e compagni non si siano fatti tentare dall’andarsene altrove, ma abbiano deciso di agire. Certo la prima azione resta il tentativo, purtroppo sempre meno convinto perché sempre più contrastato, di riportare il Partito dentro le dinamiche sociali. Accanto però stanno nascendo molte iniziative locali per costruire nuovi luoghi di riflessione e di ascolto, di discussione, di progettazione, di riorganizzazione, di una sinistra che ritrovi l’autorevolezza di interloquire con chi oggi si sta spontaneamente mobilitando. Si tratta di cose anche piccole che spesso rimettono soltanto insieme quello che già si era spontaneamente mobilitato per la Sinistra l’Arcobaleno: consiglieri comunali che si coordinano e si unificano in gruppi unici della sinistra, comitati per la costituente, coordinamenti di zona.

    Così sta accadendo anche nel Consiglio provinciale di Torino dove un consigliere e un assessore del Prc, un consigliere del Pdci e tutto il gruppo di Sd stanno dando vita al gruppo della “Sinistra per la Costituente”. Da questo nucleo nasce il confronto con un largo gruppo di compagne e compagni di varie provenienze politiche, sindacali e di movimento (quelli che diedero vita a Torino dopo la sconfitta elettorale alle giornate del “Sinistra Pride”), per dar luogo a iniziative di ascolto e sostegno del movimento per la scuola, per studiare e proporre soluzioni alla crisi economico-produttiva, per discutere e prender posizione sulle grandi opere, sulle politiche del territorio e su quelle ambientali. Si pensa anche a come approcciare alle prossime elezioni amministrative e se darsi un’organizzazione stabile anche attraverso il sostegno alla associazione per la sinistra che è stata annunciata nazionalmente.

    Sono ancora piccoli passi, soprattutto se guardiamo alla dimensione dei problemi e al baratro nel quale siamo precipitati dopo la sconfitta elettorale di Aprile, ma sono quei passi che possono portarci fuori dalle secche identitarie, o ancor più dalla marginalità che il bipolarismo ci vuole assegnare.

    C’è un punto che però segna la stragrande maggioranza degli interventi che si possono ascoltare nelle tante riunioni aperte di questo ultimo periodo: questo sforzo massiccio che in tanti si sta facendo, ha senso soltanto se serve a costruire un nuovo soggetto che possa rappresentare un reale progetto politico alternativo, un progetto che includa e organizzi quelle compagne e compagni che hanno investito tempo e speranze.

    Se così non fosse, se la pura paura di sbagliare o peggio ancora cinici calcoli di parte prevalessero, ritardassero un processo di coinvolgimento e valorizzazione di questi percorsi locali, ci si avvierebbe verso un nuovo, ulteriore fallimento, probabilmente anche l’ultimo della nostra grande, importante storia.

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  126. PAOLA DI PIETRO: " Mettere in comune il sapere ". said

    da LIBERAZIONE del 21 ottobre 2008.

    Liberazione offre tanti spunti di riflessione, anche di scontro.

    Mettere in comune il sapere.

    Paola Di Pietro

    Cari compagni e care compagne, vorrei condividere con voi alcune riflessioni.
    Comincio ringraziando Liberazione , tutta la sua redazione e il suo direttore. Quando è uscito il nostro quotidiano (sono un’iscritta al partito) confesso che ho provato a leggerlo, ma ho smesso presto: pesante, sembrava un bollettino fatto con vecchi volantini. Ho quasi cinquant’anni, e già da ragazza, quando partecipavo alle lotte del movimento degli anni Settanta, il linguaggio e a volte anche i temi dei nostri documenti mi stavano stretti.
    Un modo di esprimersi noioso, difficile, talvolta presuntuoso, mi pareva che non potesse far altro che tenere lontana la gente. E il giornale ai suoi esordi era ancora così, dopo tanti anni. Oggi lo compro e lo leggo volentieri. Sono grata a chi lo realizza di darci tanti spunti di riflessione e di discussione, anche di scontro, su temi diversi, proprio come sono diversi gli ambiti in cui ogni giorno ciascuno di noi si trova a vivere. La politica sta nella vita quotidiana. La crescita sta nel dibattito, e il dibattito è ricco e arricchente soprattutto quando le voci che lo animano non sono sempre concordi. Non sempre condivido quello che c’è scritto sul giornale, ma la trovo una bellissima cosa. I tanto discussi editoriali di Sansonetti mi stimolano. Spesso sono d’accordo su alcune parti e su altre no. Proprio come succede con le persone in carne ed ossa che incontro ogni giorno. Esattamente come penso che debba essere anche nel dibattito e nella pratica politica.
    Mi sento comunista proprio perché credo che per realizzare un mondo diverso, anzi dei mondi diversi e possibili, bisogna occuparsi di tutte le contraddizioni che ha elencato Sansonetti (che dice di non essere comunista) nel suo editoriale del 17 ottobre. Non mi scandalizza la sua dichiarazione d’identità, semmai mi scandalizza sentire compagni che ritengono temi come il genere, le varie identità sessuali, l’ambiente, poco importanti, trascurabili, rispetto al primato del lavoro e della politica internazionale. Argomenti su cui peraltro leggo ogni giorno articoli su Liberazione . Ma come si possono fare graduatorie di questo tipo?
    E a questo proposito voglio ringraziare anche Lea Melandri per il suo lungo e bellissimo articolo del 15 ottobre. Non solo perché leggendolo sono tornata con la mente e con le emozioni a tanti anni fa, ad anni che ricordo con gioia e passione e che hanno fatto di me quella che sono oggi, ma soprattutto perché mi ha aiutata a capire meglio la situazione e il dibattito attuali. Ultimamente tra i compagni, sia negli interventi scritti che leggo sul giornale o nei documenti, sia nelle discussioni e nelle chiacchierate a cui partecipo quando ci si incontra, torna con frequenza la questione del “radicamento sul territorio” come chiave di volta per superare la crisi.
    A me, detta così, risulta una questione oscura.
    Non riuscivo ad acchiappare la materia con cui si pensava di farlo, questo radicamento, o con cui si suppone sia fatto, questo territorio. Adesso va meglio. Ci sono cose che si sanno, che sono vive dentro di sé, ma che non si riesce a dire, alle quali non si sa dare una forma. Grazie a Lea Melandri adesso va meglio.
    Mi spiego cominciando da lontano. Passato il tempo del “sacro fuoco” della gioventù, passati gli splendidi quanto difficili anni Settanta, diventati uomini e donne adulti, molti compagni e molte compagne si sono “integrati” nella società e hanno cominciato a chiedermi se “ci credevo ancora”. Al comunismo, a un mondo migliore, a relazioni solidali… E soprattutto a farmi notare che le lotte di allora sono state un fallimento, perché non hanno lasciato traccia nel presente. Io “ci credo ancora”, sono ancora qui, ho persino l’immensa fortuna di potermi nutrire dell’entusiasmo e della visione fresca, nuova e matura al tempo stesso, dei nostri ragazzi, perché ho uno splendido rapporto con alcuni Giovani Comunisti che stimo e con cui condivido alcune esperienze e riflessioni, crescendo ancora anche grazie a loro. Ma soprattutto non ho mai pensato che quello che abbiamo fatto trent’anni fa sia finito in niente. C’è ancora molto da fare, naturalmente. In primo luogo bisogna rendersi conto che nulla è conquistato per sempre. E forse questo è un errore che abbiamo fatto e stiamo pagando, in questioni come il lavoro e come l’aborto, per fare solo due esempi. Tuttavia, credo che le nostre lotte abbiano inciso profondamente e in modo indelebile sul tessuto sociale, sulla cultura e sui costumi. Questi sono i nostri campi vincenti. Dove dobbiamo tornare per ottenere altri diritti o per difendere i vecchi, ma soprattutto dove dobbiamo guardare per riflettere sul nostro operare futuro.
    Non mi sono dimenticata di Lea Melandri. Dal suo articolo ero partita e lì torno. Perché penso che quello che è rimasto di allora è ciò che è partito proprio dal movimento delle donne. Ripartire da lì significa ripensare, ma per davvero però, al ruolo delle donne nella società, nella politica e nel partito. Che non vuol dire liberarci delle seggiole contando i posti, quasi con compassione per chi da sola non sa prenderseli. Che vuol dire invece fare silenzio per un momento, ascoltare discorsi differenti come sono quelli delle donne, spesso considerati marginali e meno importanti rispetto a quelli ben più seri di chi si occupa di “Politica” con la P maiuscola: questioni internazionali e teorie varie. Le donne di solito partono dalla vita quotidiana, vera, vissuta. Dal personale per renderlo politico. Così si coinvolgono le persone, secondo me. Occupandosi di temi riconosciuti come reali, subiti ogni giorno. E così, oggi possiamo dire che lo dimostra la storia, si ottengono risultati che restano. Certo, sono meno visibili, perché non sempre sono scritti nelle leggi, più spesso sono scritti nei corpi, nelle relazioni, nelle menti delle persone, e quindi vissuti presto come “naturali” (ancora Gramsci e l’egemonia…).
    La mia pratica politica è lavorare nel Consiglio d’Istituto delle scuole delle nostre figlie, parlare con le persone e soprattutto vivere cercando di mettere in pratica ogni giorno e in ogni ambito (compatibilmente con le limitazioni sociali e legali che non sempre so superare) l’idea che ho di società futura, quello che intendo per comunismo. La gente di solito si accorge e si fa (e mi fa) domande. Mi piacerebbe che tutti provassimo a diventare simpatici virus di comunismo nel mondo.
    Non dico con ciò che tutto il resto (ma si può separare il grande dal piccolo, il personale dal globalizzato?) non sia importante.
    Ma se comunisti siamo, dovremo cominciare a realizzare il nostro motto marxista: “da ognuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Se ciascuno e ciascuna potesse occuparsi di ciò che meglio conosce, fare politica dove e come più gli è congeniale, senza che alcuni temi e ambiti e modi vengano considerati superiori o inferiori agli altri, e se poi si potesse mettere in comune il sapere e l’agire di tutti, allora forse avremmo un partito meno maschilista e più diffuso. E magari una maggiore ricchezza di relazioni e realizzazioni politiche, oltre che, finalmente, un buon radicamento sul territorio.

    Paola Di Pietro, Vignate (Mi)

  127. FAUSTO BERTINOTTI: " Vi racconto i due amori di Vittorio: libertà e classe operaia ". said

    «Si tratta di un gigante del ‘900, che ci lascia un’eredità comunque preziosa»

    Bertinotti: «Vi racconto
    i due amori di Vittorio:
    libertà e classe operaia»

    Rina Gagliardi.

    Proprio qualche giorno fa, parlavamo con Fausto Bertinotti di Vittorio Foa, a proposito di quell’intenso “crogiolo” che, nel decennio dei ’60, si concentrò a Torino – i “Quaderni rossi”, il risveglio operaio, la riscoperta di Marx, la discussione ne Psi e poi nel Psiup dopo il primo centro-sinistra. Ma forse non si tratta di una coincidenza, dice, emozionato e addolorato, l’ex-segretario di Rifondazione comunista. «C’eravamo abituati, in realtà, al fatto che Vittorio c’era sempre. Era una presenza reale, stabile, significativa, per un ampio circuito di compagni e di persone. Anche quando non lo incontravi, anche quando eri politicamente lontano da lui, ti capitava comunque di chiederti: che cosa penserà Vittorio, di questa o quella vicenda, grande o piccola che sia? E ti aspettavi comunque una sua risposta, brillante, intelligente, graffiante». E adesso? «Adesso, percepisco un grande vuoto. La mancanza improvvisa di un punto di riferimento, come dicevo, ineludibile: di un Maestro, nel senso più alto che si può dare a questa parola. Lo è stato certo non solo per me, ma per molte generazioni, esperienze concrete, sindacali e politiche, culture. Ma Foa, da alcuni anni, aveva assunto posizioni molto diverse, e lontane, da quelle della sinistra radicale. Certo che sì, negli ultimi anni non abbiamo combattuto nella stessa trincea e anzi abbiamo spesso litigato. Ciò che non mi ha fatto arretrare di un millimetro nella mia stima e nel mio affetto per lui: Vittorio Foa è e resta un gigante della sinistra italiana. Secondo me, il filo rosso della sua vita e delle sue scelte è stato un amore sviscerato per la libertà e, insieme e da questo non separabile, un amore sviscerato per la classe operaia».

    Vittorio Foa, dunque, ha attraversato gran parte del ventesimo secolo, ha assunto diversi e significativi ruoli, nel sindacato e nella politica, prima di assumere, per autorevolezza ed età, la postazione di un “padre nobile” dell’intera sinistra – riconosciuto e rispettato anche da coloro che non si riconoscevano nelle sue idee. Una figura complessa e multiforme, affascinante e imprevedibile. Come definirlo? Si può tracciarne un profilo in poche parole?
    Non è facile “definire” in poche parole una figura come quella di Vittorio. Ho una certezza, come ti dicevo: che si tratta di un gigante del ‘900, di una personalità affatto singolare e in qualche modo geniale, che ci lascia un’eredità comunque preziosa. Era un uomo notoriamente intelligentissimo, brillantissimo, curiosissimo, e il rapporto con lui ti offriva sempre idee, stimoli, arricchimenti. Non per caso, negli anni ’80, quelli del “silenzio politico”, espresse questo tratto nella scelta di fare l’insegnante, all’università di Modena, e di trasmettere i fondamenti della critica dell’economia politica a moltissimi giovani. E non per caso aveva il gusto, anche questo notoriamente, del calembour, della battuta graffiante, dell’ironia….

    ….per qualcuno, voleva sempre stupire il suo interlocutore, o spiazzarlo…
    Superficialmente, in superficie, può apparire così. In realtà, nella sua attitudine brillante, nella sua intelligenza vorace, e anche nei suoi mutamenti di posizioni politiche, o politico-culturali, insomma nel “gioco intellettuale” di cui è stato un esponente sommo, si celava una sorta di pudore: non intendeva nascondere, ma rendere meno ingombrante, meno “solenne”, meno scoperto il grandissimo impegno etico che ha ispirato tutta la sua vita. Dall’antifascismo, che gli costò otto anni di carcere, al sindacato, nel quale ha militato per tanti anni, con la dedizione totale che questo comportava, in quella fase storica, per un dirigente del suo calibro. Sì, Vittorio è stato mosso, per tutta la sua esistenza, da una passione politica e morale profonda – e da un enorme coraggio. Per sfuggire, se così si può dire, alla “retorica della Causa”, ha usato la sua peculiare capacità di muoversi velocemente, di accedere a quel “gioco intellettuale”, appunto, che è parte integrante della politica – e con il disincanto di chi, la politica, la pratica come scelta irriducibile di vita. E infatti…

    Infatti?
    Infatti, Vittorio stupiva molti per come riusciva a immedesimarsi in un’altra possibile posizione, spesso radicalmente diversa dalla sua. Per come cioè sapeva calarsi nei panni mentali, politici o intellettuali dell’altro, e come sapeva trarre da questa operazione una conclusione interessante – spesso una nuova lezione. Non era l’attitudine del sindacalista, a spingerlo a “immaginare” il da farsi a partire da una postazione diversa dalla sua: era il suo modo di interloquire e comunicare a fondo con il prossimo. Era, forse,la manifestazione peculiare dei suoi dubbi o delle sue perplessità. A differenza di Pietro Ingrao, Vittorio non amava né esibire né rivendicare la “dubbiosità” o l’incertezza: ricorreva alla chance dello “scarto” brusco. Della mossa del cavallo, secondo una sua celebre espressione. Alla fin fine, si muoveva muovendo al tempo stesso l’intera scacchiera – e alla fine, spesso, c’era una mossa non solo più efficace, ma più ricca.

    Ma per te, Fausto Bertinotti, chi è stato Vittorio Foa? Che cosa ti ha insegnato? Come te lo ricordi?
    Per me Foa – parlo degli anni ’60 e ’70 – è stato un Maestro, e prima di tutto un maestro di sindacalismo. Se l’antifascismo era stato, e rimaneva, per lui una coordinata fondativa, l’amore per la libertà, l’altra coordinata cruciale era il movimento operaio, l’amore per l’eguaglianza. La Cgil. L’appartenenza al sindacato. E l’autonomia del sindacato, la libera associazione dei lavoratori per conquistare diritti e poteri. Prima che sulle discriminanti classiche – moderatismoradicalità, destrasinistra – per Foa la partita si giocava sulla discriminante dell’assoluta autonomia: e infatti ammirava per questo Giuseppe Di Vittorio, fino a considerarlo il più grande dirigente sindacale della storia italiana e appoggiarlo fino in fondo. Poi, naturalmente, c’è stato il Foa del “socialismo di sinistra” (concetto assai diverso da quello di “sinistra socialista”: il Foa che tracciava ponti tra cultura sindacale, cultura dell’autonomia di classe, e nuova idea della politica. L’anticapitalismo radicale, il sostegno non solo tattico od occasionale ai consigli di fabbrica, e le altre idee fertili che erano venute dal ’68-’69. Quelle che lo spinsero, al momento dello scioglimento del Psiup, a non confluire nel Pci e a impegnarsi, per alcuni anni, nella nuova sinistra. Ancora, quando per Vittorio questa esperienza (Pdup per il comunismo, Nsu) si conclude, per lui comincia una nuova fase – di assenza dalla scena politica e di riflessioni molto interessanti.

    E’ il Foa che alla fine approda ad una collocazione “moderata”, vicina al Pds-Ds e lontana dalla sinistra radicale…
    Credo che Vittorio abbia vissuto questo suo forte di stanziamento dalla sinistra radicale dopo l’89 – la caduta del Muro e il crollo del socialismo reale. Ne trasse, cioè, la convinzione che era venuto il momento di un “corpo a corpo” ravvicinato con i processi di modernizzazione in corso, dai quali non si poteva più prescindere e con i quali si doveva fare i conti in termini non più antagonistici, ma riformisti. Io, come molti altri, sono stato stupito, e un po’ spiazzato, da queste sue ultime scelte. Ma non aveva passato tutta la sua vita, Vittorio, a stupire e spiazzare?

    In tutta onestà: se quella di Vittorio Foa è stata sicuramente una vita magnifica, si può dire che sia stata anche una vita coerente?
    Alla fine, nella sua Weltaschaung, la libertà ha assunto una connotazione più classicamente liberale e ha messo in secondo piano il suo credo socialista. Io credo che Vittorio sia sempre stato fedele a questi suoi due amori fondamentali, salvo che nelle diverse fasi della sua vita li ha composti diversamente, in gerarchia ed equilibrio diversi: il suo filo rosso, se guardiamo ai suoi sessant’anni e più di attività, è questa fedeltà, questo amore sviscerato per la libertà e per la classe operaia. Sono i grandi dettati della Rivoluzione francese. Anche questo credo di aver imparato da lui: che la libertà non è separabile dalla fine dello sfruttamento e dell’alienazione; e che la lotta radicale allo sfruttamento e all’alienazione sono inestricabilmente legati alla lotta per la libertà umana.

    21/10/2008

  128. PIERO SANSONETTI: IL VIRUS said

    da LIBERAZIONE

    La rivolta, nelle scuole e nelle università, si sta spandendo, come un virus

    Piero Sansonetti

    La rivolta, nelle scuole e nelle università, si sta spandendo, come un virus. E’ grandissima, coinvolge centinaia di migliaia di studenti e professori. Riguarda una intera generazione. Ormai fa paura. I giornali, i partiti, il governo, l’opposizione ombra, sono in allarme. Perché? Per il semplice motivo che l’esplosione improvvisa, in tutt’Italia, del movimento dei giovani fa saltare il banco della politica. Scompiglia tutte le carte, tutte le previsioni. Il «sistema» si stava preparando a una lunga traversata nel deserto, durante la quale i ruoli erano chiari e definiti. Un governo deciso a dare una gestione di destra alla grande crisi economica portata dalla globalizzazione (gestione di destra vuol dire la ricerca di una soluzione degli squilibri che avviene aumentando gli squilibri: e cioè riducendo i diritti dei più deboli, e i diritti collettivi, e contenendo il costo del lavoro e il costo del welfare); una opposizione parlamentare molto morbida e collaborativa, che scommette solo sul fatto che chi governa una crisi così aspra dovrà alla fine pagare un prezzo elettorale; e una sinistra magari arrabbiata, protestataria, ma debolissima e fuorigioco. Il conflitto sociale ridotto ai minimi termini, gestito con l’emarginazione e con il contrasto esercitato da un sistema informativo (stampa e Tv) potentissimo e «unificato».
    Nessuno si aspettava che questo schema potesse essere messo in crisi da una rivolta giovanile. E invece sta succedendo. E’ partita una contestazione formidabile, concreta ma molto di prospettiva, che mette in discussione tutto il castello del berlusconismo e del nuovo liberismo statalizzato, più pericoloso e costoso ancora del vecchio liberismo ultra-liberale.
    Ieri lo Stato, per la prima volta, ha accennato una risposta violenta all’attacco degli studenti. E’ successo a Milano, dove la polizia ha aggredito i cortei. In moltissime altre città d’Italia le mobilitazioni sono state grandissime, come non se ne vedevano da decenni, o forse come non si erano mai viste. Dicono che il punto debole del movimento degli studenti e dei professori, e dei giovani, sia la durata. Dicono che siano movimenti effimeri. Vediamo, vedremo se è così. Se invece non sarà effimero, se – come è successo in altri frangenti della storia – saprà dialogare e condizionare altri conflitti sociali, questo movimento può diventare un virus pericolosissimo per la pace sociale e per la nuova borghesia italiana, appena riunificata sotto le bandiere di Berlusconi, Monti e Tremonti.

    22/10/2008

  129. NICHI VENDOLA E LA SINISTRA DEL TRENTINO. said

    LA SINISTRA DEL TRENTINO
    ELEZIONI PROVINCIALI

    TRENTO

    VENERDì 24 OTTOBRE 2008

    ore 20.30 Sala della Cooperazione, via Segantini.

    Chiusura della campagna elettorale per le elezioni provinciali.

    “UNA NUOVA PRIMAVERA “.”

    Con NICHI VENDOLA, presidente della regione Puglia.

  130. Monica Cerutti: " " La Sinistra per l'Italia: una sinistra che aspira a governare con un suo progetto ". said

    http://www.sinistra-democratica.it

    Monica Cerutti

    La Sinistra per l’Italia: una Sinistra che aspira a governare con un suo progetto

    Sabato 8 novembre si terrà a Firenze l’assemblea “La Sinistra per l’Italia” degli amministratori locali di Sinistra Democratica.
    E’ un appuntamento importante in cui vorremmo si potessero incontrare i nostri sindaci, consiglieri di circoscrizione, comunali, provinciali e regionali, trasformando per un giorno in “reale” e “visibile” la “rete virtuale”, che stiamo progressivamente costruendo attraverso un censimento nazionale.
    Sarà così evidente che nella ricostruzione della Sinistra nel nostro Paese possiamo valorizzare un tessuto di esperienze significative all’interno delle singole amministrazioni, collegate al nostro movimento e non solo, poiché sarà importante che partecipino anche eletti delle altre forze politiche che si riconoscono nella costituente della Sinistra.
    In questo modo si potrà partire nel mettere a fattor comune delle buone pratiche che caratterizzano la nostra presenza nelle amministrazioni, rispondendo alla necessità di procedere “rapidamente” in vista della costruzione dei programmi per i prossimi appuntamenti elettorali, con la consapevolezza che la costituente ha anche un’esigenza esattamente opposta, che è quella di elaborare “lentamente” e sedimentare principi e contenuti comuni. Analogamente, l’obiettivo è quello di fornire un contributo dal “basso”, sapendo che dovrà essere integrato da linee comuni che dovranno necessariamente venire dall’”alto”.
    In questo tentativo di provare a rispondere a bisogni contrapposti fra loro, dovrebbe prendere gambe un progetto della Sinistra per le nostre amministrazioni locali, che abbia caratteristiche di autonomia, alterità nei contenuti, ma contemporaneamente ci permetta di dialogare con il Partito Democratico in un confronto programmatico, che conduca all’alleanza dove possibile, per un nuovo centrosinistra, che non potrà essere una mera riproposizione dell’esperienza dell’Unione.
    Abbiamo pensato di partire dalla questione della città, della qualità urbana, delle politiche urbanistiche di cui la Sinistra si deve man mano riappropriare, ben sapendo che questi temi sono strettamente collegati alle scelte nel welfare municipale, alla difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici locali. Ciò è particolarmente chiaro se consideriamo, ad esempio, la questione delle periferie, spesso concepite come luoghi per impedire le relazioni, ricordando che la Sinistra non è più stata in grado di legare i diritti al territorio.
    Vorremmo provare a disegnare una “città bella, buona, accogliente” ed avviare dei gruppi di confronto, approfondimento e proposta sulle tematiche che individueremo insieme come prioritarie, a partire dalla qualità urbana, il welfare municipale ed i servizi pubblici locali.
    L’ambizione è quella di definire il punto di partenza di un percorso che costruisca gli elementi peculiari dei programmi per le prossime elezioni amministrative, con un profilo da subito fortemente unitario. Non a caso la nostra assemblea si svolgerà nella città di Firenze dove da pochi giorni si è costituito un gruppo unitario nel Consiglio Comunale.
    Questa elaborazione evidenzierà che la nostra Sinistra non è quella dei “sempre no”, ma neanche quella dei “sempre sì” o del “fare indistinto”, è una Sinistra che aspira a governare, non sempre e comunque, con delle proposte che la qualifichino e tengano conto della crisi economica che la nostra società e gli stessi enti locali stanno vivendo.

    *Coordinamento Nazionale SD

  131. ASCOLI PICENO: ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    22 Ottobre 2008

    Ascoli Piceno: il 23 si parla di scuola.

    Il giorno 23 ottobre, alle ore 17.30, presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno,

    l’Associazione ‘Per la Sinistra’ svolgerà un’iniziativa sul tema “Parliamo di scuola. Informazione. Ascolto. Dissenso” alla quale interverranno Olimpia Gobbi (Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione), Rita Fortini (Direttivo Provinciale FLC CGIL), Gianluca Re (Insegnante, Sinistra Democratica). L’iniziativa verrà conclusa da Gennaro Migliore della Direzione Nazionale del PRC.

    L’Associazione ‘Per la Sinistra’, nata successivamente al Congresso nazionale del PRC dello scorso luglio, è una associazione che è in corso di costituzione a livello nazionale e in tutti i territori e che ha l’ambizione di lavorare alla costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra italiana. In questo senso essa si fa promotrice di iniziative che possano essere l’occasione per costruire questa unità a partire dal basso e dai problemi concreti della società italiana. A questo riguardo la questione della scuola e della ricerca assume, dopo gli annunci di pesantissimi tagli da parte del governo Berlusconi, una assoluta priorità per tutti coloro che vogliano difendere il carattere pubblico e strategico per il nostro paese della scuola e dell’Università. Invitiamo pertanto insegnanti, ricercatori, studenti e tutti i cittadini a partecipare a questa iniziativa che sarà anche l’occasione, per chi lo vorrà, di aderire all’Associazione.

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  132. FRIULI VENEZIA GIULIA: Il congresso regionale e la sua finta unità. said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    22 Ottobre 2008

    Il congresso regionale e la finta ricerca d’unità

    Durante il congresso l’Area Rifondazione per la Sinistra (25% dei voti in Friuli Venezia Giulia) ha partecipato ai lavori della commissione politica con un atteggiamento di disponibilità al dialogo con le altre aree politiche del partito che l’avevano proposta, in particolare con l’area di maggioranza che fa riferimento la segretario nazionale Paolo Ferrero, che in Friuli Venezia GIulia aveva ottenuto il 48% dei voti, in modo da verificare la effettiva praticabilità di una gestione unitaria del partito a livello regionale.

    Nel corso dei lavori della commissione purtroppo è stata però verificata l’impraticabilità e la non volontà di una gestione del partito realmente unitaria. Il documento politico presentato dall’area di maggioranza contiene infatti nella parte iniziale la riproposizione dei contenuti dell’ordine del giorno approvato dal congresso nazionale, documento come noto non votato dall’area RIfondazione per la Sinistra. In secondo luogo, il documento proposto contiene dua altri punti gravi: un giudizio complessivamente negativo su Intesa democratica e l’esperienza di governo della regione (ma allora: come mai non siamo usciti dalla maggioranza regionale prima del 13 aprile, e come mai abbiamo ricostruito l’alleanza con Illy e Intesa Democratica? Un ravvedimento sulla via di Damasco della sconfitta elettorale fuori tempo massimo che suona tanto di opportunismo….); un giudizio, poi leggermente attenuato nella versione finale del documento approvato, di “incompatibilità” fra Rifondazione e il PD (ma allora: perchè non si esce immediatamente da tutte le giunte locali dove si governa con il PD, a cominciare da quella di Udine? E ancora: come e quando si pensa di mandare all’opposizione la destra, se non si prova fin d’ora a costruire in regione una alternativa in grado di affermarsi? e come si può ottenere questo obiettivo senza interloquire anche con il PD, visto che la sinistra in regione è al 5%? E la svolta moderata del PD va accettata per sempre o nell’epoca del falimento conclamato del liberismo quel partito che ne ha sposato per anni la declinazione “temperata” va incalzato quotidianamente per tornare a schierarsi su posizioni di sinistra)? Il documento, in sostanza, ribadisce in tutto la linea di pericolosa autosufficienza del PRC emersa a livelo nazionale, e in nome della salvaguardia dell’identità comunista non contiene alcuna proposta concreta in grado di rafforzare tutta la sinistra, che così rischia di scomparire dalla vicenda politica del paese e della regione.

    Alla prova dei fatti quella avanzata dall’area di Ferrero si è rivelata dunque una proposta unitaria di pura facciata, fatta apposta per essere respinta.

    Nessuna delle proposte qualificanti avanzate da Rifondazione per la SInistra, per converso, è stata recepita nel documento conclusivo proposto dall’area Ferrero e dai documenti 3 e 4 che hanno contribuito alla stesura del documento finale e che costituiscono la nuova maggioranza di Rifondazione Comunista in Friuli Venezia Giulia: riconvocare entro l’anno gli Stati generali della sinistra regionale riunitisi a Palmanova lo scorso inverno, per chiamare tutta la sinistra regionale, e in particolare la “sinistra diffusa” che opera al di fuori degli attuali partiti, a costruire unitariamente l’opposizione sociale e istituzionale alle politiche della giunta Tondo; costruire l’opposizione in regione cercando anche un rapporto con il PD, che deve essere considerato come interlocutore anche per la verifica della possibilità di alleanze programmatiche per le prossime amministrative; avviare sui territori la costituzione delle case della sinistra come luoghi unitari di ricostruzione dell’opposizione sociale ai governi Tondo e Berlusconi e della Sinistra oltre agli attuali partiti chead essa si richiamano.

    Per questi motivi abbiamo deciso di presentare un nostro documento, che riproduciamo in allegato. In tale documento non è presente alcun riferimento all’avvio di un processo costituente della sinistra in questo paese nè nella nostra regione, non perchè non sia un obiettivo a cui l’area Rifondazione per la Sinistra lavorerà fin dalle prossime settimane anche in Friuli Venezia Giulia, ma perchè dopo il congresso nazionale questa proposta non avrebbe potuto costituire un terreno di condivisione unitaria in grado di convincere tutto il partito.

    Il documento presentato ha ottenuto è stato votato da tutti i delegati dell’aea Rifondazione per la Sinistra presenti al congresso (25% dei delegati).

    Allegati: congresso_friuli_vg.pdf [Congresso regionale 2008 – documento finale]

    Rifondazione per la sinistra

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  133. FRIULI VENEZIA GIULIA: DCUMENTO FINALE DI RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA.. said

    Partito della Rifondazione Comunista Friuli Venezia Giulia
    Congresso regionale 2008.

    PROPOSTA DI DOCUMENTO POLITICO CONCLUSIVO di Rifondazione per la Sinistra.

    L’esplosione della crisi finanziaria ed economica mondiale e la vittoria delle destre alle elezioni del 13 e 14 aprile ci consegnano un paese che rischia di precipitare in tempi rapidi in una fase di profonde trasformazioni. Le condizioni economiche della maggior parte della popolazione e i diritti ottenuti nel secondo dopoguerra, già erosi pesantemente dalle politiche neoliberiste, rischiano di subire un nuovo e pesantissimo arretramento: lo scenario che si profila è che la crisi finanziaria abbia delle ricadute rapide sull’econonomia reale, aprendo una fase di conclamata recessione. In un quadro che potrebbe essere caratterizzato da un ulteriore arretramento dell’Italia nella economia mondiale, è facile prevedere che i costi di una crisi che si annuncia pesantissima vengano fatti ricadere sui lavoratori e che, parallelamente, la tensione sociale venga contrastata con un ridimensionamento dei diritti sindacali e di cittadinanza, potenziando i dispositivi ordinativi e di controllo.
    Il Nord –Est e il Friuli Venezia Giulia rischiano di trovarsi particolarmente esposti al dispiegarsi della crisi: i processi di delocalizzazione già in atto hanno investito un tessuto economico caratterizzato da una forte presenza della piccola impresa, a direzione ancora perlopiù familiare, che fatica a mettere in atto processi di accorpamento e crescita dimensionale e ad investire in qualità ricerca e innovazione, i soli strumenti per affrontare e reggere nella globalizzazione. Il sistema bancario è più esposto a connessioni con quello del centroeuropa e della Germania di quanto non sia, mediamente, a livello nazionale, e la difficoltà di grandi gruppi presenti in regione, legati anche a quella Hypobank che sta esponendo ai rischi più elevati il sistema bancario europeo, non fanno presagire nulla di buono anche perché quegli stessi gruppi costituiscono il motore del sistema creditizio e assicurativo rivolto alla piccola impresa.
    Dentro la drammaticità della crisi l’operato della giunta Tondo appare sempre di più caratterizzato dalla furia iconoclasta della demolizione di tutti i provvedimenti più positivi adottati dalla giunta Illy e totalmente incapace nel delineare una via di uscita della Regione di fronte alla crisi. Fra i provvedimenti già adottati o solo annunciati, non si intravede alcuna azione tesa ad affrontare la crisi economica che sta per investire anche questa regione, mentre invece il governo regionale pare interessato principalmente ad abrogare
    leggi e provvedimenti: il reddito di cittadinanza, la legge sull’immigrazione, la stabilizzazione dei contratti di lavoro precari per i giovani i primis, cioè le leggi più avanzate fatte dalla giunta precedente. Il tutto nel silenzio dell’opposizione e in particolare, in questi primi mesi all’opposizione, di Rifondazione Comunista, il partito che più aveva lavorato per l’inserimento di quei provvedimenti nel programma di governo della scorsa legislatura e per la loro approvazione: su questi temi, paradossalmente, azioni di contrasto, seppur insufficienti, sono venute più dal PD che dal nostro partito attraverso la propria rappresentanza nella Sinistra Arcobaleno regionale. Oltre alla demolizione del welfare, la Regione oggi appare incapace di delineare altre azioni economiche di rilievo: lo dimostra la vicenda di Friulia e la volontà di distoglierne l’azione dal campo macroeconomico, come sarebbe possibile promuovendo e riorientando azioni di intervento pubblico di natura industriale incentrate su qualità ricerca e innovazione, per tornare invece alla Friulia di un tempo, quella dei finanziamenti clientelari a pioggia slegati da una vera e propria politica industriale.
    Un approccio completamente diverso da quello della giunta precedente: abbiamo criticato l’operato della giunta Illy su molte questioni, a cominciare dalla legge sul commercio, ma non si può negare il fatto che essa ha rappresentato una discontinuità rispetto alle giunte precedenti dal punto di vista dell’intervento pubblico in economia, sia attraverso l’indirizzo dato a Friulia e alle sue partecipate, sia attraverso un sostegno vero e fortemente indirizzato nei confronti della promozione della ricerca e dell’innovazione, anche attraverso l’implementazione dei distretti industriali come nel caso della navalmeccanica: una “vision” sul ruolo della economia regionale nel contesto dell’economia europea e mondiale di cui si già si sente e si sentirà sempre più la mancanza. Questo congresso non si può esimere da un bilancio complessivo di un esperienza che ci ha visti per la prima volta coinvolti nel governo della regione: una azione caratterizzata si dalla presenza di scelte negative, a cominciare da quelle annunciate e perseguite in campo infrastrutturale urbanistico ed ambientale, chiaramente subordinate agli interessi dei poteri forti, insieme ad altre che si stavano per compiere in campo sanitario, con una caratterizzazione del ruolo della presidenza denso di prese di posizione ideologiche e di posizionamenti rispetto al dibattito politico nazionale, come l’inaccettabile attacco agli operai in sciopero per il contratto a poche settimane dal voto; ma un’azione, quella della giunta precedente, volta nel suo complesso sia ad un’opera di modernizzazione dell’economia regionale, sia ad un intento redistributivo e di protezione ed ampliamento del welfare e dei diritti, certamente ancora insufficiente ma comunque in controtendenza rispetto al passato ed anche rispetto a
    quanto si andava facendo in altre regioni governate dal centrosinistra; un’azione che ci conferma, in definitiva, nella scelta compiuta cinque anni fa nel momento in cui abbiamo scelto di entrare a fare parte del governo di questa regione.
    Il risultato del centrosinistra alle ultime elezioni regionali, del resto, evidenzia un giudizio degli elettori sui cinque anni di giunta Illy ben diverso da quello espresso sul governo Prodi nelle elezioni nazionali: il distacco fra centrodestra e centrosinistra alle regionali è risultato dimezzato, pur avendo votato nello stesso giorno con un trascinamento inevitabile a favore del centrodestra fra il voto alle politiche e quello alle regionali. E quel distacco sarebbe stato stato ancora più ridotto, se non addirittura invertito, se nel corso dei cinque anni di governo la giunta avesse messo in campo le proprie politiche manifestando un atteggiamento completamente diverso in termini di ascolto e di coinvolgimento della popolazione sui nodi politici più difficili che la maggioranza si trovava ad affrontare, a cominciare dalle scelte in campo ambientale ed infrastrutturale: la mancanza di un approccio partecipativo nelle scelte più controverse è stata la cifra più negativa dell’esperienza di governo conclusasi il 13 aprile, anche perché avveniva in un quadro politico in cui cresceva da parte dei cittadini la domanda di forme di democrazia diretta, e in cui anche il centrosinistra, e le forze politiche che lo costituivano, cominciavano a sperimentarle. In questo campo si colloca anche il nostro principale fallimento: quello cioè di non avere contribuito a sufficienza da un lato a fare crescere la mobilitazione sociale contro le scelte negative che la regione andava assumendo e, dall’altro, quello di non avere avuto la capacità e la forza, dentro il quadro istituzionale, di fare passare il principio che sulle scelte più importanti e controverse potesse decidere direttamente, in ultima istanza, la popolazione. E’ solo quando abbiamo gestito noi direttamente l’iter delle leggi, come nel caso dell’immigrazione, o quando la mobilitazione sociale si è completamente dispiegata, come nel caso della lotta contro il cementificio, che è stato possibile rompere il muro della impermeabilità istituzionale che caratterizzava una parte della giunta. Non abbiamo avuto questa forza, noi ed il resto della sinistra: rappresentavamo del resto soltanto il 10% della coalizione e numericamente non eravamo neanche determinanti per la sua sopravvivenza. Ma nessuno può rimproverarci di non averci provato, nonostante i limiti di efficacia che certamente hanno caratterizzato la nostra azione, una azione orientata peraltro più sul lavoro istituzionale che sulla costruzione di un conflitto sociale in grado di darci più peso e forza dentro le istituzioni.
    Gli elettori e le elettrici del Friuli Venezia Giulia del resto ci hanno in parte riconosciuto questa funzione: nello stesso giorno delle elezioni politiche segnate dalla delusione per le
    mancate promesse del governo Prodi e dal richiamo del voto utile al Partito Democratico per battere Berlusconi, il risultato della Sinistra Arcobaleno alle regionali è andato ben al di là di quello disastroso conseguito a livello nazionale, permettendoci di confermare, nonostante la collocazione nella coalizione di minoranza e quindi senza usufruire del premio di maggioranza, tre eletti della sinistra; e andando oltre, contrariamente a quanto è avvenuto nel resto d’Italia, il risultato del PRC di cinque anni prima.
    Del resto l’esperienza stessa della Sinistra Arcobaleno, pur nella sua incapacità di convincere fino in fondo e di produrre un nuovo senso alla parola “Sinistra”, in Friuli Venezia Giulia ha avuto un percorso differente dal resto del paese, provando e in parte riuscendo ad andare oltre l’accordo fra le quattro forze politiche che l’hanno costituita a livello nazionale: gli Stati regionali dello scorso inverno hanno costituito una esperienza positiva che ha visto il coinvolgimento di gran parte della sinistra regionale, ben al di là dei quattro partiti, non solo nel suo atto fondativo, ma anche nella scrittura del programma con cui la Sinistra arcobaleno si è confrontata con le altre forze di Intesa Democratica, vedendone peraltro recepiti non solo parti importanti, ma anche elementi di impianto, a partire dall’approccio sulle politiche ambientali; semmai, la critica principale che dobbiamo farci è quella di non essere riusciti ad allargare la partecipazione al di fuori dei partiti non solo nel suo atto fondativo e nella scrittura del programma, ma anche in un percorso partecipativo per la definizione delle candidature.
    Resta il fatto che oggi in Consiglio regionale, così come in altre importanti amministrazioni come quella di Udine, la Sinistra Arcobaleno esiste seppur nei soli termini di rappresentanza istituzionale della sinistra: e se la mancanza di partecipazione è il terreno su cui matura ed esplode la crisi della politica, dalla partecipazione bisogna ripartire, anche per quanto riguarda l’espressione della rappresentanza all’interno delle istituzioni. E’ per questo motivo che non è sufficiente il fatto che il gruppo regionale della Sinistra arcobaleno sia a disposizione delle sole forze politiche della sinistra. Dentro alla crisi della rappresentanza, è invece indispensabile che il gruppo consiliare della Sinistra Arcobaleno si metta a disposizione di tutta la sinistra , compresa quella diffusa che non si riconosce in alcuno degli attuali partiti e compresa quella parte che ha votato PD e che oggi è delusa dal modo in cui quel partito interpreta il suo ruolo di opposizione: per questo il Congresso impegna i propri organismi dirigenti a promuovere entro l’anno, possibilmente con il concorso delle altre forze politiche della Sinistra Arcobaleno, una nuova convocazione di quelli che abbiamo chiamato gli Stati generali della Sinistra regionale, per costruire insieme l’opposizione sociale ai governi Tondo e Berlusconi e per definire insieme,
    attraverso l’avvio di un processo partecipativo permanente in cui ognuno possa esprimersi secondo il principio “una testa un voto”, anche l’indirizzo generale della nostra azione dentro le istituzioni regionali.
    Oggi il nostro compito, il compito di tutta la sinistra, è quello di ripartire dall’opposizione: la destra ha vinto nella società e ciò è avvenuto in tutto il paese e anche in una regione come la nostra, tradizionalmente moderata, in cui prima del 2003 mai la sinistra aveva governato se non attraverso esperienze sciagurate come quelle che hanno visto la Lega e i DS sedere nella stessa giunta regionale negli anni ‘90. Ma l’azione di opposizione va qualificata nei contenuti non solo con slogan e parole d’ordine, ma coniugando lo sviluppo del conflitto sociale con la capacità di avanzare proposte convincenti in merito ai principali problemi che la società regionale si trova ad affrontare: a cominciare dall’economia e dal lavoro, dall’ambiente, dai diritti di cittadinanza, dal welfare e dall’istruzione, le emergenze di oggi, fino a comprendere gli altri temi su cui da anni la sinistra e il nostro partito caratterizzano la propria azione politica.
    Sono questi i temi su cui il Congresso impegna i propri organismi dirigenti ad attivare unitariamente le mobilitazioni sociali e a costruire e a qualificare la propria opposizione alle politiche delle destre nelle istituzioni regionali: ricercando in questo un rapporto il più stretto possibile con le altre forze di opposizione, a cominciare dal PD. Le elezioni del 2003 dimostrano infatti che anche in una regione moderata come il Friuli Venezia Giulia le destre e le sue politiche possono essere battute, ma certamente oggi la sinistra non ha la forza per farlo da sola; e la collocazione moderata del PD, che è sembrato voler fuoriuscire, nelle dichiarazioni del suo segretario ma anche in tanti comportamenti concreti praticati in questi anni nella società e nelle istituzioni, dal solco di una collocazione di sinistra, non è definitiva: il PD va sfidato quotidianamente, sui contenuti, a spostare a sinistra il baricentro della sua azione politica, e questo può farlo solo una sinistra che non si limita a manifestare dei no, azione peraltro assolutamente necessaria , ma che su ogni tema è in grado di avanzare una controproposta seria e credibile. A cominciare dalle prossime elezioni amministrative, che andranno affrontate evitando atteggiamenti pregiudizialmente favorevoli o contrari alla alleanza con il Partito Democratico, ma che, a partire da un bilancio del lavoro svolto in maggioranza o all’opposizione, dovranno verificare concretamente a partire dai programmi la praticabilità di accordi di centrosinistra, opzione questa su cui puntare però apertamente in tutti i casi in cui si verificheranno convergenze programmatiche e sulle proposte di candidatura.
    Con questo approccio va ricostruita l’opposizione in questa regione, una opposizione che deve avere come obiettivo la sconfitta delle destre e, in prospettiva, la ricostruzione di una coalizione di centrosinistra in questa regione e, dentro di essa, la costruzione di una sinistra più forte più unita: una sinistra che sappia andare oltre alla forza degli attuali partiti, riuscendo a parlare alla sinistra diffusa e a coinvolgerla in percorsi di mobilitazione e partecipazione alle decisioni. La proposta della costituzione unitaria di Case della Sinistra, contenuta in tre dei cinque documenti congressuali che in questa regione hanno ottenuto oltre il 70% dei consensi, va in questa direzione e va promossa e sostenuta: il Congresso impegna i propri organismi dirigenti a promuoverla capillarmente in tutti i contesti territoriali e a fare di essa il contesto di azione unitaria principale per il rafforzamento della Sinistra in questa regione. E’solo dentro una sinistra più larga e più forte, infatti, che le idee, i valori e gli interessi dei comunisti e delle classi subalterne, oggi più attuali che mai, insieme alle istanze ambientali, a quelle di genere e alle tante contraddizioni provocate dal modello di sviluppo capitalista possono trovare un seguito più largo e provare a riconquistare una egemonia nella società.

  134. VENDOLA: " Inaudita l'idea di inviare polizia nei luoghi della formazione ". said

    http://home-rifondazione,it

    VENDOLA: INAUDITA L’IDEA DI INVIARE POLIZIA NEI LUOGHI DELLA FORMAZIONE.

    Dichiarazione di Nichi Vendola, esponente Prc e Area rifondazione per la Sinistra

    “L’idea di Berlusconi di inviare la polizia nei luoghi deputati all’istruzione e alla formazione – afferma il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola – è un inedito assolto. Temo che il presidente del consiglio non si rendaconto che che sta parlando degli atenei, che non sono luoghi di sovversione ma di formazione. E le stesse lotte degli studenti e dei professori sono parte integrante della storia e della cultura democrtica di queto paese: non a caso si sono formate in queste mobilitazioni intere gererazioni di dirigenti politici democratici”.

    “Se Berlusconi dovesse dar seguito alle sue minacce – prosegue Vendola – la sua sarebbe una scelta di illegalità e violenza di gravità inaudita. E’ sorprendente che un governo soliamente tanto attento alla ricerca del consenso a ogni costo non si interroghi su una sciagurata riforma che sta sollevando tante proteste sia tra i professori che tra gli studenti e, invece di riflettere sui contenuti profondamente sbagliati di quella riforma speri di cavarsi d’impiccio ricorrendo alla violenza”.

    Roma, 22 ottobre 2008.

  135. ELISABETTA PICCOLOTTI: " salvano le banche e non le scuole: questa volta il re è nudo ". said

    http://home-rifondazione.it

    PICCOLOTTI, GC-PRC: SCUOLA: DAL GOVERNO SOLO REPRESSIONE.

    SALVANO LE BANCHE E NON LE SCUOLE: QUESTA VOLTA IL RE E’ NUDO.

    Dichiarazione di Elisabetta Piccolotti, portavoce nazionale Giovan* Comunist*

    Quello di Berlusconi è un governo autoritario e antidemocratico, intenzionato a instaurare un vero e proprio stato di polizia contro il diritto democratico di tutti e tutte a manifestare il proprio dissenso. La reazione del governo contro migliaia di insegnati e studenti che in questi giorni stanno scendendo in piazza in tutta Italia è gravissima: pensare di mandare le forze dell’ordine nelle scuole e nelle università occupate è un delirio violento e repressivo.

    Questa generazione non si farà rubare il futuro da un governo che pensa di imporre le proprie leggi con la forza: sarà il movimento per la libertà del sapere e della conoscenza a non retrocedere nemmeno di un millimetro, come dimostrano le tante azioni di conflitto che stanno prendendo corpo anche in queste ore in reazione alle dichiarazioni di Berlusconi. In movimento sono tutte le scuole e le università del paese, è una vera e propria insorgenza diffusa contro chi vuole fare il deserto della formazione e istruzione pubblica. Non lottano a difesa della formazione che c’è, lottano per trasformarla, progettano un futuro diverso per se stessi.

    Ci vorrebbero tutti precari, ignoranti, subordinati. Salvano le banche, ma dicono di non poter salvare le scuole: il re questa volta è nudo. Per questo Le mobilitazioni non si fermeranno di fronte a nessuna divisa, tantomeno di fronte a chi pensa di utilizzare il vecchio giochino dei ‘buoni e cattivi’. Nelle occupazioni c’è l’intero mondo della conoscenza che lotta contro le sue leggi, Berlusconi farebbe meglio a prenderne atto, invece di progettare strategie repressive, sgomberando centri sociali, come ieri l’Horus di Roma, le occupazioni di scuole a Firenze e Milano, ed a ritirare immediatamente
    tutti i provvedimenti sulla scuola presi in questi mesi.

    Roma, 22 Ottobre 2008


    Ufficio stampa Prc

  136. CLAUDIO FAVA: " Berlusconi vada a giocare a soldatini con i suoi nipotini .... ". said

    http://sinistra-democratica.it

    23 ottobre 2008

    Claudio Fava

    Berlusconi vada a giocare a soldatini con i suoi nipotini…

    Invece di cacciare gli amici dei camorristi dal suo governo, Berlusconi ha aperto la caccia contro gli studenti italiani, colpevoli di non apprezzare gli atti della Gelmini e i tagli forsennati imposti dal suo governo alla ricerca e all’università.
    Lo afferma l’on. Claudio Fava, Segretario Nazionale di Sinistra Democratica.
    Facciamo appello – prosegue il leader SD – al senso di responsabilità dei Rettori per evitare che venga compromessa, in nome di un’idea squadrista della politica, l’inviolabilità delle università italiane.
    Al premer – conclude l’on. Fava – consigliamo, affettuosamente, di andare a sfogare le proprie smanie in qualcuna delle sue ville, giocando con i soldatini insieme ai suoi nipotini.

  137. SAN BENEDETTO DEL TRONTO E I FRUTTI VELENOSI DEL RAZZISMO. said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    23 Ottobre 2008
    San Benedetto del Tronto e i frutti velenosi del razzismo.

    Scritto da Daniele Primavera.

    Mentre i ministri leghisti e xenofobi della destra continuano a parlare di integrazione, nello stesso giorno in cui dichiarano di voler confinare i figli degli immigrati in classi separate, i velenosi frutti del governo arrivano anche a San Benedetto; e ci arrivano senza che nessuno dell’attuale pseudo opposizione parlamentare abbia sollevato la benché minima voce di dissenso. Né i colti parlamentari del Partito Democratico, probabilmente immersi nelle loro speculazioni su Darwin e “la scoperta dell’uomo” (cfr. intervista dell’on. Agostini a “Le Iene”), né gli infervorati procuratori del partito di Di Pietro hanno sollevato la benché minima opposizione ai provvedimenti del governo che hanno, di fatto, escluso la quasi totalità degli immigrati regolari dall’erogazione di contributi e agevolazioni per gli affitti.

    E così mentre nelle piazze infuria un’ondata razzista senza precedenti in quello che pensavamo essere un paese orientato alla solidarietà e all’apertura, nelle aule parlamentari si consuma un atto non meno violento: da quest’anno gli immigrati regolari avranno sempre meno diritti. E non stiamo neppure parlando dei clandestini appena sbarcati a Lampedusa; parliamo degli operai che lavorano nelle nostre fabbriche, dei muratori che costruiscono le nostre case (spesso anche morendo per questo), dei camerieri che servono i nostri lauti pasti domenicali. Gente che vive e lavora esattamente come noi, ma che da oggi ha meno diritti.

    La conversione in legge del decreto Brunetta, avvenuta nell’agosto di quest’anno, è stata infatti integrata da un emendamento che esclude gli immigrati che non risiedono in Italia da almeno 10 anni dalla concessione di qualunque beneficio. Anche a San Benedetto, proprio stamattina, sono state numerose le famiglie di giovani lavoratori venute per compilare la domanda, che si sono sentiti rispondere: «Spiacenti, non avete più diritto al beneficio». Erano 110 le famiglie di immigrati aventi diritto, su un totale di 439. Una gran parte di loro, per lo più famiglie monoreddito con minori, non beneficerà del già magro contributo.

    Riteniamo urgente e improrogabile per le amministrazioni locali porre un freno a questa deriva, soprattutto in un territorio, il nostro, dove la presenza degli immigrati è largamente minoritaria e non si sono mai verificati grossi problemi di integrazione. Chiediamo quindi di istituire un fondo comunale (eventualmente parzialmente finanziato da Provincia e Regione) aperto anche agli immigrati, gestito tramite un bando, che assegni contributi non cumulabili con quelli già erogati, con una disponibilità sufficiente a garantire il sostegno di queste famiglie di lavoratori.

    Chiediamo inoltre a tutti i partiti della coalizione di maggioranza, agli amministratori, al Sindaco, al mondo cattolico e laico di pronunciarsi su quella che si configurerà come un’emergenza sempre più pressante, qualora non siano attuati interventi pesanti ed urgenti per rimediare a questa legge scellerata.

    Daniele Primavera
    Capogruppo Rifondazione Comunista
    Comune di S. Benedetto del Tronto

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  138. RINA GAGLIARDI: Lettera aperta alle amiche e agli amici del Partito Democratico. said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    24 Ottobre 2008

    Lettera aperta alle amiche e agli amici del Partito Democratico.

    Rina Gagliardi

    Care amiche e cari amici del Pd, domani si terrà, dunque, la vostra giornata nazionale. Sarà sicuramente
    una grande manifestazione di popolo, un momento intenso di partecipazione, un appuntamento rilevante della politica. Noi di Liberazione , comunque, questo vi auguriamo e ci auguriamo. In questa fase tumultuosa dell’Italia e del mondo, scendere in piazza fa bene, prima di tutto, alla democrazia, come hanno già fatto con rilevante successo la sinistra alternativa e i sindacati di base. E di fronte a un presidente del consiglio, che arriva a dichiarare guerra agli studenti e agli insegnanti in lotta e minaccia apertis verbis (salvo naturalmente la consueta smentita del giorno dopo) la piena restaurazione dello stato di polizia, l’unica risposta seria è il conflitto maturo: pacifico, coraggioso, denso di futuro. Il conflitto sale e lievito della democrazia. Sappiamo bene che, a parte le contumelie di Silvio Berlusconi e i sospetti di media autorevoli, la scelta di oggi è costata al vostro partito discussioni e divisioni: tanto più abbiamo apprezzato la decisione di confermarla. Le sirene del “dialogo ad ogni costo”, le suggestioni bipartisan, i sogni antipolitici di Grande Coalizione, almeno in questa circostanza, non hanno prevalso.
    Certo, una manifestazione – anche molto grande, anche più che riuscita, anche entusiasmante – non basta. Ovvero, è l’espressione di un bisogno diffuso di agire, di esser-ci, di rompere la passività: ma non è un punto di arrivo.
    Oltre il legittimo orgoglio di partito, oltre la “prova di forza”, oltre la commozione e la gioia, quando qualche centinaia di migliaia di persone cominceranno a sciamare fuori dal Circo Massimo, già le domande ineludibili della politica la faranno da protagoniste. E cercheranno nuove risposte.
    La prima, la più ovvia, di queste domande recita all’incirca così: è venuto o no, anche per il Partito Democratico, il tempo dell’opposizione? Della battaglia risoluta alle sciagurate scelte del Berlusconi IV? Del contrasto attivo a quella vera e propria desertificazione della democrazia che è diventato il parlamento italiano? Secondo noi, quel pezzo d’Italia che il 13 aprile scorso, sei mesi fa, vi ha dato voti e fiducia, ritiene in cuor suo che questo tempo sia ampiamente venuto: non certo per nostalgia del bel tempo che fu o per spirito identitario o per gusto “opposizionistico”, ma per sostanziale insopportazione dello stato delle cose presenti. La crisi economica e finanziaria, il dramma sociale, l’aggressione alla scuola e al Welfare, le emergenze ambientali non pesano allo stesso modo sulla società: al contrario, si scaricano tutte sulle classi più deboli, sugli sfruttati, sui giovani. Lo comincia a riconoscere anche il vostro leader, Walter Veltroni, che pure, per mesi e in campagna elettorale, ha giudicato “obsoleta” e inservibile la nozione di lotta di classe. Lo denunciano molti dei vostri dirigenti più autorevoli: questo è un Paese malato, nel quale le disuguaglianze crescono a ritmo vertiginoso, così come crescono razzismo e xenofobia, così come rischia di diventare irreversibile un vero e proprio processo di regressione civile. Un paese nel quale – come ha detto più volte lo stesso Veltroni – il Governo occupa tendenzialmente tutti gli spazi e dissentire diventa un reato.
    In un quadro come questo, al Partito Democratico spetta oggi, quasi giocoforza, una responsabilità molto grande: costruire un’opposizione credibile ed efficace, proporre all’Italia un altro progetto, prima che la nozione stessa di “opposizione” diventi una parolaccia da bandire. Tutto ciò implica, ne siamo consapevoli, un dibattito interno né rituale né agevole – e la ridefinizione di priorità programmatiche reali. Anche il tempo in cui l’identità del Pd, insomma, si esprime sostanzialmente nella rottura di ogni alleanza a sinistra, e nell’inseguimento del sogno della “vocazione maggioritaria”, ci sembra finito. Smentito dalla dura lex dei fatti, o meglio delle urgenze concrete di questa fase. Superato nel cuore e nella testa delle tantissime persone che domani saranno a Roma – felici di essere studenti in lotta, precari in agitazione, prof e maestri che non si vogliono far estinguere, operai in cerca di salari decenti, urbanisti che non si realizzano nelle “grandi opere” e mille altri soggetti di un’Italia che non ci sta.
    Ma c’è un secondo, forse più importante interrogativo, al quale si dovrà pur rispondere, e concerne l’identità strategica del Pd: dove si colloca, oggi e domani, il Partito Democratico? In un “centro” indistinto, interclassista ed ecumenico, oppure a sinistra, sia pure una sinistra moderata, di governo, liberal-democratica, socialdemocratica, postnovecentesca? Nella sua, finora, breve storia, voi – i vostri gruppi dirigenti – avete cercato di inverare la prima ipotesi: la speranza era quella, come si dice gergalmente, di “sfondare al centro”, mettendo in soffitta le proprie radici di sinistra e conquistando il consenso dell’elettorato moderato. Ma proprio questa scommessa è stata perduta – e i risultati sono stati pesantissimi, non solo per voi, ma per l’Italia. La scomparsa dalle istituzioni rappresentative della sinistra politica e la contestuale radicalizzazione (in senso populista ed eversivo) delle destre di governo, mentre quasi un terzo del paese rimaneva imprigionato – inattivo – nella gabbia centrista: non è questo il triste e drammatico equilibrio dell’Italia del 2008? Con la sua consueta lucidità, uno degli ultimi “grandi vecchi” della politica italiana, Alfredo Reichlin, ha analizzato questo quadro e ne ha tratto, in un articolo recente dell'”Unità”, una conclusione inequivoca: di fronte al crac del neoliberismo e del bushismo, il compito essenziale e più urgente è la ricostruzione di una sinistra – e, di più, di una cultura della sinistra capace di fronteggiare i baratri che si sono spalancati. Nessun meccanico “ritorno al passato”, ma la capacità di riattraversare criticamente le esperienze già fatte, le sconfitte subite, le ragioni che non hanno perduto attualità. Come Rossana Rossanda e Fausto Bertinotti, anche per Reichlin la sfida si gioca a quest’altezza impervia: misurarsi fino in fondo con la crisi attuale e lavorare ad una nuova idea di società. Ma per poterla giocare con una qualche possibilità di successo, serve evidentemente una discontinuità: un bilancio critico e rigoroso, per esempio, dell’ubriacatura neoliberista di questi anni; la riconquista di un “punto di vista” autonomo dall’ideologia dominante (e dalle paure rappresentate come dominanti); la fine dell’inseguimento degli avversari sul loro stesso terreno (sicurezza, immigrazione, ambiente, bellezze della privatizzazione). Anche qui, alla fin fine, dovrebbe esser chiaro che un tempo è definitivamente tramontato: quello in cui il Pd doveva dar prova, prima di tutto e quasi soltanto, di aver rotto con le proprie radici storiche e di poter legittimamente aspirare, in conseguenza, al governo del Paese. Non serve più fare i primi della classe nell’occidentalismo, nel privatismo, nel monetarismo. Non serve più sparlare ad ogni piè sospinto dei vizi di tutto ciò che è pubblico, ora che la destra di tutto il mondo torna “alla grande” a impadronirsi dell’uso della leva pubblica – naturalmente nella direzione più subalterna possibile agli interessi del mercato. E non serve quasi a nulla il semplice “temperamento” degli eccessi della destra (come ha fatto il Pd della Lombardia a proposito delle classi segregate per i bambini immigratti), nell’illusione di contenerli e di riuscire a guidare il processo: l’esito, facilmente, è che si è scavalcati da tutti, a destra e a sinistra, mentre il disagio e la rivolta di massa non trovano alcuna sponda politica adeguata per crescere – e vincere. Vincere, ecco il verbo che stiamo tutti rischiando di dimenticare o di mettere in un cassetto. Ma senza una sinistra degna di questo nome, vincere rimarrà l’utopia del XXI secolo. Care amiche e amici del Pd, possibile che questi non siano anche e soprattutto le vostre domande e le vostre inquietudini?

    Rina Gagliardi

    da Liberazione del 24 ottobre 2008

    Rifondazione per la sinistra

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  139. GRAZIELLA MASCIA: " Berlusconi ha paura del movimento degli studenti". said

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    23 Ottobre 2008

    Berlusconi ha paura del movimento degli studenti.

    Graziella Mascia

    Le minacce di Berlusconi di schierare la polizia nelle università sono solo la dimostrazione che questo governo ha paura di un movimento che si allarga ogni giorno di più.
    Si tratta di giovani che manifestano una netta contrarietà ad un progetto autoritario delle destre che porta con se un’idea restrittiva della formazione e della conoscenza.
    Insieme ai tagli di spesa per scuole ed università si vuole sostanzialmente tagliare la possibilità per milioni di ragazzi di accedere ai saperi e costruire un proprio punto di vista critico.
    Migliaia e migliaia di studenti italiani in questi giorni scendono in piazza per dire no ad una cosiddetta “riforma” di cui avvertono tutta la negatività e allo stesso tempo esprimono una forma di identificazione di se. Difficile dire se esiste già un progetto alternativo dietro a questo no e quali sia, ma certamente è chiaro a tutti il rischio della distruzione dei contenuti e dei valori che hanno caratterizzato la storia della scuola pubblica in Italia per molti decenni:la scolarità di massa come elemento costitutivo della cittadinanza , un’idea della libertà individuale e della capacità di lettura critica del mondo, il significato dell’uguaglianza e del riconoscimento dell’”altra/o”. Infatti la figura del maestro unico, i grembiulini rosa e azzurri, le classi separate per i bambini immigrati sono i tratti caratterizzanti di questa controriforma della Gelmini.
    Berlusconi minaccia perciò l’uso della forza e della violenza poliziesca non per difendere il diritto allo studio ma al contrario per impedire la presa di coscienza di milioni di studenti.
    Ma l’onda crescente della protesta non potrà essere fermata dalle minacce perchè ha già superato i confini del nostro paese: anche in Francia ed in Grecia gli studenti protestano, è un fenomeno che può cambiare in modo straordinario la democrazia in Italia e in Europa.

    Graziella Mascia

    Rifondazione per la sinistra

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  140. FABIO MUSSI: " " LA FRANTUMAZIONE DELLA POLITICA ". said

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    22 Ottobre 2008

    La frantumazione della politica

    Fabio Mussi

    Il mercato non si autoregola, ci vuole lo Stato. I banchieri sono “banksters” (banchiere più gangster). Il “supercapitalismo” globalizzato e finanzia rizzato ha spremuto risorse umane e naturali, portando l’umanità sulla soglia di una crisi economica e sociale planetaria e di un collasso ambientale.
    Declina l’egemonia americana, siamo al tramonto della leadership mondiale degli Usa. L’Italia è il Paese Ocse in cui nell’ultimo quarto di secolo è cresciuta di più e più rapidamente la distanza tra ricchi e poveri, cioè la diseguaglianza.

    Non c’è una parola di mio in quel che ho scritto fin qui: sono frasi che si leggono correntemente su qualsiasi quotidiano dei più vari orientamenti. Aggiungo subito che abbiamo sotto gli occhi lo sviluppo impetuoso di un movimento che nasce nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca, sulla questione cruciale della conoscenza, privo di padri parlamentari, politici e sindacali. Perché allora quel che resta della sinistra appare stonato, marginale, irrilevante? Per sua colpa, per sua colpa, per sua grandissima colpa.­­

    E’ evidente, ad un anno di distanza, che la formazione del Partito democratico ha spostato la parte maggioritaria della sinistra italiana in una terra di nessuno dove dubito potrà restare ancora a lungo. La crisi di quel progetto è già evidente, e non solo per ragioni elettorali. La batosta della ”Sinistra arcobaleno” alle elezioni politiche ha aggravato la frammentazione, la crisi culturale e lo stato di sradicamento in cui si sono trovate, in un tornante cruciale, le forze e i gruppi alla sinistra del Pd. Non esistono ripari simbolici e identitari a questa radicale incapacità di stare dentro i conflitti moderni ed essere popolari, nel senso di rappresentare bisogni, figure e forme della società, e di “creare società con la politica”, come dice Mario Tronti.

    Se il problema è far sopravvivere qualche sezione del ceto politico, è meglio uscire tutti di scena e togliere l’inutile ingombro. Se il problema è un altro, e cioè restituire peso ad un’altra idea della società, produrre idee oltre che subirne, incidere sugli equilibri politici, allora vale la pena di provare ancora. Partendo dall’Italia e dal mondo, non da noi stessi. Ci vuole un partito politico, e un partito dai tratti innovativi, alla sinistra del Pd. Il tempo stringe. Una parte importante di questo Paese si sta muovendo. Non c’è alternativa alla Costituente della sinistra, che potrebbe ora davvero aprirsi in un rapporto fecondo e vero con soggetti indipendenti dal berlusconismo. E ribelli.

    Rifondazione per la sinistra

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  141. CLAUDIO FAVA: " Berlusconi e il suo ministro dell'istruzione degni attori di cabaret ". said

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    Claudio Fava

    Berlusconi e il suo ministro dell’istruzione degni attori di cabaret….

    Dopo che il capo del governo si è accorto (oppure qualcuno glielo ha detto) che in Italia manifestare pacificamente è un diritto sancito dalla Costituzione, ecco un’altra trovata di Berlusconi da Pechino, degna battuta da cabaret o da bagaglino: hanno capito male i giornalisti, non ho mai pensato alla polizia negli atenei.
    Eppure il video della conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi è inequivocabile: sapranno giudicare gli italiani.
    Non è da meno il titolare del dicastero di Viale Trastevere: oggi dal Senato addirittura parla irresponsabilmente di campagne terroristiche che diffondono false informazioni.
    E’ forse una falsa informazione il fatto che il fondo per le Università italiane passa da oltre 7 miliardi euro del 2008 ai 6,8miliardi per il 2009, e che nel 2011 ci si fermerà a 6 miliardi di euro?
    E’ forse una falsa informazione il fatto che i fondi per il diritto allo studio, insomma i fondi per i meritevoli e bisognosi, saranno tagliati nel 2010 di oltre 43 milioni di euro?
    Sono dati desunti da atti ufficiali del governo: dove sta la manipolazione terroristica e mediatica della sinistra?
    Il punto vero è che all’attuale governo italiano – a differenza degli altri partner europei – non interessa nulla del futuro dei giovani e della ricerca.
    E’ per questo che fanno bene gli studenti, i docenti, i ricercatori del nostro Paese a protestare contro questa vergogna.

  142. CLAUDIO FAVA: " Buona manifestazione a voi ". said

    http://www.sinistra-democratica.it

    Buona manifestazione a voi.

    Claudio Fava

    Cari amici del PD,
    Sinistra Democratica condivide con voi l’urgenza di riportare la passione civile e politica dell’opposizione fuori dai palazzi e dai salotti televisivi per restituirla al paese.
    Con questo spirito avevamo proposto in una lettera aperta a Walter Veltroni di lavorare insieme per costruire un unico grande appuntamento dell’opposizione democratica. Avremmo voluto che la giornata del 25 ottobre fosse questo: un modo per rilanciare non nel chiuso di una riunione ma nelle strade e nelle piazze italiane i segni di un nuovo progetto politico e di un nuovo centrosinistra. Ci è stato proposto di aderire, da ospiti, a una manifestazione che il PD intendeva solo come propria: altra cosa, insomma. Ecco perchè oggi non saremo in piazza con voi a Roma.
    “Fare insieme” non può ridursi a un’astratta vocazione unitaria né può ricondurre tutto a un solo, pur autorevole, partito. Vuol dire piuttosto mettere da parte autosufficienze e presunzioni per impegnarsi insieme nell’interesse di un paese malato, impoverito, soggiogato dai facili feticci di questo governo, orfano di una pratica politica che sia anzitutto luogo di cittadinanza di valori condivisi.
    E’ questo il terreno su cui si è schierata Sinistra Democratica. L’impegno per una sinistra che vuole finalmente cambiare se stessa, che intende mescolare i segni e i semi di più culture politiche, che saprà ritrovarne la lingua perduta. A patto che la lingua della sinistra non sia più liturgia da ceto politico, esercizio di accademia, celebrazione dei santi e dei profeti. Dev’essere un alfabeto che sappia parlare al paese, che riesca a farsi capire e a farsi ascoltare.
    Servono parole nuove. E un nuovo sguardo sulle cose che scuotono l’Italia, che ne corrodono le radici di civiltà, che umiliano i diritti e i doveri, che scatenano le guerre dei penultimi contro gli ultimi. Serve una nuova sinistra che non sia solo un’idea nobile e vaga ma uno strumento concreto della politica, un progetto che raccolga storie collettive e passioni civili, che superi i vecchi recinti, che si ponga il problema di riscrivere il racconto di questo tempo senza accomodamenti.
    Serve anzitutto il coraggio dei nostri pensieri, quelli che ci siamo scambiati a bassa voce in questi mesi, dopo aver capito che nel voto di aprile non c’era un epilogo ma il principio di qualcosa. I pensieri di chi non crede in una sinistra ridotta a un museo, che non si rassegna al corso dei tempi e al suo senso comune. Serve il coraggio di tutti per non fabbricare una sinistra di pochi.
    E questo coraggio, amici del Partito Democratico, che dobbiamo recuperare e condividere insieme. Per una giornata come questa che ci vede lontani, ci sarà il tempo di impegno comune, ciascuno nella propria autonomia: noi, con la convinzione che cambiare questo paese è possibile.
    Sarà il compito primario di ciò che noi chiamiamo sinistra.
    Sarà l’impegno di Sinistra Democratica.

  143. RITA BORSELLINO - UN APPELLO PER RITA BORSELLINO AL PARLAMENTO SICILIANO. said

    http://www.sinistra-democratica.it

    Un appello per Rita Borsellino al Parlamento Siciliano.

    Sono passati ormai sei mesi da quando, per la prima volta nella storia della repubblica italiana, la Sinistra è stata esclusa dal Parlamento. Quel 13 e 14 Aprile la stessa sorte è toccata alla classe dirigente siciliana che sotto il nome di Rita Borsellino e della Sinistra l’Arcobaleno pensava di proporre un vero cambiamento ad una Regione oppressa dalla politica del clientelismo e degli sperperi. In quel triste giorno – come era successo 2 anni prima- la lista che portava il nome della sorella del giudice ucciso dalla mafia si fermò al 4,9% non raggiungendo quella soglia di sbarramento – il 5 per cento- necessario per entrare nell’Assemblea regionale siciliana. Quando nel 2006 venne eletto per la seconda volta Presidente della Regione Totò Cuffaro, che si dimetterà dopo appena 2 anni in seguito alla condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, a Rita Borsellino venne attributo il delicato compito di guidare l’opposizione in un momento delicato in cui la Sicilia risulta essere la Regione con il più alto tasso di disoccupazione in Italia. L’On. Borsellino ha saputo svolgere il suo lavoro con una passione,un senso di responsabilità e rispetto per le istituzioni tale che nel 2008 in occasione delle elezioni anticipate fu indicata dalla Sinistra e dal candidato presidente l’On. Anna Finocchiaro come la persona più adatta a ricoprire la carica di Presidente dell’ARS. Ed ecco che ritorniamo a quel 13 e 14 Aprile che ha visto Raffaele Lombardo diventare governatore della Sicilia con una pioggia di voti e Anna Finocchiaro, prima dei non eletti, optare per il Senato della Repubblica dove diventa Presidente dei senatori del Partito Democratico. Da quel momento all’Assemblea Regionale Siciliana è rimasto un seggio vacante – perché non assegnato dopo le dimissioni dell’On Finocchiaro – e sul quale giuristi e politici hanno molto discusso, fino alla giornata di martedì 21 Ottobre quando la Commissione verifica poteri dell’ARS ha espresso il parere di assegnare quel seggio al Partito Democratico, suscitando tra molti un sentimento di indignazione e stupore. E’ per questo motivo che l’associazione nazionale Un’Altra storia ha lanciato un appello indirizzato al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana e ai capigruppo dell’ARS contro il parere espresso dalla Commissione verifica poteri Ars sull’assegnazione del seggio al Pd. A firmare per primi l’appello sono stati personaggi come Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Catena Fiorello, Simona Mafai, Padre Gianni Notari, Roy Paci, Valeria Ajovalasit, Anna Bucca, Lucia Sardo, Vito Lo Monaco, Eugenia Bono, Gilberto Idonea e Paolo Lucarelli. Penso sia importante far sentire anche la nostra voce, la voce della gente comune, per permettere ad una donna che ha impegnato parte della sua vita a diffondere il principio di legalità e della lotta alla mafia, ma che soprattutto ha dimostrato come in Sicilia si possa fare ancora una politica pulita e per la gente. L’appello può essere sottoscritto collegandosi al sito ufficiale dell’associazione Un’Altra storia: http://www.unaltrastoria.org.

    *Sd Ribera, studente fuori sede Bologna

  144. CAGLIARI: BERTINOTTI " ripartire dai territori sì, ma dalla loro autonomia ". said

    Da LIBERAZIONE

    Convegno del PRC a Cagliari.

    BERTINOTTI: RIPARTIRE DAI TERRITORI SI’, MA DALLA LORO AUTONOMIA.

    Walter Falgio.

    Non esistono soluzioni da materializzare con la bacchetta magica. Questa crisi ci dice che il meccanismo si è inceppato e che il meccanismo deve essere cambiato. Ma con gradualità, immaginando un nuovo paradigma dello sviluppo che parta dall’«addensamento di culture» dei territori. Fausto Bertinotti, ieri a Cagliari, tira le fila del convegno sull’autonomia promosso da Rifondazione comunista. La disamina della realtà è difficile e stavolta non sarà «la presa del Palazzo d’Inverno» a risolvere tutto in un colpo. Si parte da sinistra, non ci sono dubbi, anche se il presidente della Fondazione della Camera preferisce non addentrarsi troppo nell’identificazione dei confini del “termine”. «Noi», dice Bertinotti, specificando il carattere aperto e inclusivo dell’identità, «dobbiamo pensare un nuovo modello economico e politico». E per far questo si può ricominciare dal locale.
    Una sfida apertissima e stimolante quella lanciata da Rifondazione in Sardegna. Sfida centrata prima di tutto sui concetti di autonomia, identità e federalismo. Luigi Cogodi mette subito in chiaro che si tratta di una autonomia nuova «intesa come riscatto sociale, relazione, al contrario della separazione». Si tratta di un’identità complessa, «non autoreferenziale». Il giurista Antonio Pigliaru ricordava che si poteva essere sardi senza essere costretti a pensare in una sola lingua. E si tratta di rielaborare un modello di federalismo al di là delle pulsioni separatiste della destra. Cogodi immagina un percorso che conduca a una rinascita della società e della politica che inizi proprio dalla Sardegna. Perché in Sardegna tra meno di un anno si torna alle urne, con l’auspicio, sottolineato dal presidente della Regione Renato Soru, che l’Isola «faccia da diga al centrodestra imperante».
    Sulla necessità di una inversione di rotta sono tutti d’accordo. Basta osservare, e lo fa benissimo l’architetto Sandro Roggio, che le conseguenze di una dissennata speculazione edilizia sono anche le alluvioni, le vittime e i disastri di questi giorni a Cagliari e dintorni. Scontato rimarcare il crollo di Wall Street e le immani conseguenze planetarie. «Il capitalismo globalizzato ha cambiato il mondo contro di noi e ha eroso la sovranità popolare. La crisi del capitale finanziario può portare a una ristrutturazione poderosa dell’economia contro il lavoro e contro il salario. Stavolta però non possiamo rispondere con delle toppe», continua Bertinotti, «non possiamo tornare al capitalismo fordista. Se si pensa una nuova forma di economia a questa è necessario associare una nuova forma di statualità». Nella storia le due riforme sono sempre andate di pari passo. L’osservazione dall’alto delle istituzioni rappresentative conferma questa necessità: «I parlamenti sono ridotti a mere caricature. Oggi scontiamo una pesante pressione degli esecutivi sui parlamenti», spiega Bertinotti. E ancora: «In seguito alla crisi economica le decisioni importanti sono state assunte soltanto dalle banche e dai governi». Un tempo bisognava rispettare i parametri di Maastricht ma è sufficiente che gli imperi finanziari collassino per rimettere tutto in discussione, a partire dagli i interventi statali sull’economia. «Pensavo che la nazionalizzazione delle banche fosse un retaggio dei comunisti», ironizza Bertinotti, «e invece adesso passa coma una soluzione inventata dal primo ministro britannico Gordon Brown».
    Ricostruire il profilo di un’alternativa non sarà facile. E partire dal territorio «non vuol dire assumere un atteggiamento basista», specifica Bertinotti. Non si tratta semplicemente di ricominciare dal basso. «Bensì vuol dire riconoscere il territorio come possibile base di un progetto che scali la dimensione mondiale a partire da una radice fondante».
    Il territorio con le sue sfaccettate culture, identità, autonomie, come leva per scardinare e ricostruire nuove forme di società e protagonismo popolare è quindi la sfida lanciata da Cagliari e accolta da Fausto Bertinotti. In un momento storico nel quale, per la prima volta dopo la sconfitta del fascismo, la sinistra italiana è minoritaria nel Paese reale. I padri nobili a cui ispirarsi nella individuazione di questo percorso, citati praticamente da tutti i relatori, sono Antonio Gramsci ed Emilio Lussu. Il segretario regionale sardo di Rifondazione, Michele Piras, non a caso così sintetizza il pensiero del leader sardista: «Perché uno stato sia democratico la democrazia deve essere realizzata nella società». Realizzata con un processo di rinascita popolare che parta dalle forze vive della società. All’epoca contadini e pastori, oggi masse di precari in coda per un posto in un call center.

    26/10/2008

  145. ANCHE A RIMINI LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. said

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    Anche a Rimini la costituente della sinistra.

    La netta vittoria della destra e la contemporanea sconfitta elettorale della sinistra, la sua frantumazione dopo un infelice tentativo di unità, i limiti evidenti comparsi nella stagione congressuale, lasciano aperti e irrisolti due problemi: l’organizzazione di un’opposizione sociale, politica e culturale al governo della destra e la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra. Le due questioni sono fra loro intrecciate, nei temi e nei tempi. Come questo può avvenire è tema di un confronto che deve vedere la partecipazione di tutti quei soggetti che credono nella critica politica senza rifuggire dalla stessa.
    La profonda crisi economica e sociale, dettata dalla finanziarizzazione e dalle rendite in economia apre un paradosso. Da un lato le contraddizioni di questo modello sono sotto gli occhi di tutti. Dall’altro lato la sinistra italiana macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è in crisi d’identità. La sinistra rischia di sparire quando i suoi avversari storici sono scossi fin dalle fondamenta e proprio quando la società avrebbe bisogno di un progetto di alternativa che parta dall’ambiente, dalla partecipazione, dall’affermazione dei diritti, insomma, di un progetto di sinistra.
    I congressi di partito pur nella loro diversità, fanno emergere progetti che non vanno al di là di qualche mese, al massimo si spingono fino alla soglia delle prossime scadenze elettorali, amministrative ed europee, della prossima primavera. La sinistra appare prigioniera, più che immersa, di un presente che ne esalta l’autoreferenzialità e le spinte identitarie. In questo modo non può nascere niente. La sinistra deve rimettersi in cammino, cercando la direzione giusta se vuole essere un soggetto di trasformazione democratica della società. Per questo è indispensabile una analisi collettiva delle nuove contraddizioni. Solo dallo sforzo della risoluzione dei nuovi problemi può rinascere una sinistra che dia risposte alla tremenda crisi di civiltà che fa da sfondo a tutte le vicende contemporanee. Una sinistra senza aggettivi, memore del passato ma non prigioniera di esso e delle sue categorie, una sinistra capace di produrre senso, non solo di cercare consensi.
    La scommessa del Partito democratico, risulta debole, insufficiente e lascia un grande vuoto a sinistra. Ma questo spazio non può essere riempito senza una forte soggettività di pensiero e di azione, di fronte all’attuale sconfitta c’è il pericolo concreto che prevalga una scelta contemplativa o un generico ribellismo.
    Per intraprendere questo cammino la sinistra ha bisogno di umiltà e coraggio. L’umiltà di chi sa di non avere delle risposte precostituite e il coraggio di chi è consapevole che le scelte vanno fatte. Occorre quindi aprire una riflessione pubblica sui grandi temi che riguardano il sistema globale e anche su quelli che riguardano il governo locale che hanno tratti comuni: l’aggressione all’ambiente, la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, lo svuotamento della democrazia e la tecnicizzazione dei sistemi di governo. Tutto ciò produce astensione e sfiducia verso la politica.
    La crisi della sinistra non ha però cancellato l’esistenza di centri di iniziativa e produzione culturale. Da questi giungono idee, pratiche, indicazione oltre che la preziosa disponibilità a partecipare in prima fila alla costruzione di una opposizione alle destre per un nuovo soggetto di alternativa. Raccogliere e mettere a confronto queste esperienze che se lasciate isolate rischierebbero di esaurirsi è un passo decisivo nella costituente di una nuova sinistra. Per questo la discussione che proponiamo sarà aperta e non circoscritta ad ambiti partitici. Non è l’identità del passato che cerchiamo, ma quella del futuro.

    Se condividi la necessità di incontrarci per discutere ci vedremo
    LUNEDI’ 27 OTTOBRE 2008 ALLE ORE 21.00
    presso
    CASA DELLA PACE, VIA TONINI 5 – RIMINI
    (VICINO MUSEO COMUNALE)
    Siete pregati di diffondere la notizia ad amici, compagni e conoscenti
    info: 346.3756798; 334.6766149

  146. ANCHE IN CALABRIA LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. said

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    Anche in Calabria la Costituente della Sinistra.

    Sabato 29 settembre assemblea congressuale con Fabio Mussi.

    Si è riunito a Lamezia Terme il coordinamento regionale di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo. L’incontro introdotto dal coordinatore regionale Nuccio Iovene è stato concluso da Gianni Zagato della direzione nazionale del movimento. La crisi finanziaria internazionale e le sue pesanti conseguenze non solo sulla vita di tanti piccoli risparmiatori quanto anche sull’economia reale (in termini di aumento della disoccupazione e crisi di interi comparti produttivi, crollo dei consumi e aumento drammatico delle diseguaglianze..) testimonia l’acutezza delle contraddizioni del capitalismo all’epoca della globalizzazione e contemporaneamente l’attualità, oltre che la necessità, di un pensiero e di una politica di sinistra. Le ricette conservatrici e neoliberiste si sono rivelate tutte fallimentari e si assiste al paradosso che per salvare banche e assicurazioni i teorici del libero mercato ricorrono alle nazionalizzazioni, riversandone i costi su tutti i contribuenti.
    Questa situazione economica e sociale viene aggravata nel nostro Paese dalle politiche del Governo Berlusconi. Nei primi mesi l’esecutivo ha confermato la sua vocazione a risolvere i problemi personali del Premier con misure come il lodo Alfano, ad umiliare il mezzogiorno con il taglio delle risorse destinate alle infrastrutture ed allo sviluppo del sud ed il federalismo fiscale, a smantellare la scuola pubblica suscitando la sacrosanta protesta di studenti, insegnanti e genitori, a mettere in ginocchio gli enti locali tagliando l’ICI e le risorse loro destinate, riducendo i fondi delle politiche sociali in un Paese in cui i poveri reali e quelli potenziali –come denuncia la Caritas- sono ormai 15 milioni. Mentre segnali incoraggianti arrivano da una società che si rimette in movimento per contrastare queste politiche sciagurate, l’opposizione tarda ad affermarsi con efficacia e soprattutto ad unirsi come sarebbe necessario. Continuano quelle divisioni e spinte identitarie, la volontà di andare da soli, che sono state alla base della recente sconfitta elettorale.
    Sinistra Democratica non si rassegna a questa deriva e ha proposto a tutte le forze disponibili l’avvio di una COSTITUENTE DELLA SINISTRA che punti a dare vita ad una nuova ed unitaria forza della Sinistra. Proposta che sarà al centro dell’assemblea congressuale regionale di SD che si terrà a Lamezia il prossimo 29 novembre alla presenza di Mussi.
    Questo percorso avrà in Calabria una sua prima verifica già a partire dalle prossime amministrative dove punteremo, per le provinciali di Cosenza e Crotone, ad ampie aggregazioni delle forze della sinistra sulla base di convergenze programmatiche e di una reale volontà di cambiamento della situazione regionale e nazionale. SD è infatti impegnata per la costruzione in Italia di un nuovo centro sinistra in grado di governare e cambiare le cose. Non è questo, e lo ribadiamo da tempo, il giudizio sulla situazione calabrese dove il centrosinistra che governa la Regione non si è dimostrato all’altezza dei problemi e delle sfide complesse che la Calabria pone. Senza pregiudizi e ipocrisie anche su questo SD farà nella sua assemblea congressuale regionale valutazioni e proposte.

  147. ANCONA: Una nuova sede di SD per costruire LA SINISTRA. said

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    Ad Ancona una nuova sede di Sd per costruire la Sinistra.

    di CLAUDIO MADERLONI

    Giovedì 13 novembre, Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra Democratica, sarà con noi per inaugurare la nuova sede di SD a Torrette di Ancona, via Esino 65, e poi a Falconara, alle 21.15 presso il centro culturale Pergoli, in piazza Mazzini , per parlare dei problemi dell’Italia e delle risposte di Sinistra Democratica.
    Due momenti importanti, e non solo per noi, significativi del fatto che ora c’è una prospettiva nuova, un orizzonte cui guardare per affrontare questi momenti difficili.
    Finalmente una nostra sede, ampia, spaziosa, capace di essere la casa de” la Sinistra”, capace di diventare il luogo dove si possano incontrare tutti coloro i quali non si arrendono, coloro che vogliono cambiare, da protagonisti, la situazione politica italiana.
    Del resto, il momento è, a dir poco, drammatico.
    La dichiarazione, poi smentita, del Presidente del Consiglio sull’invio della polizia nelle scuole è stata dirompente, più del risultato elettorale, più delle leggi ad personam, più di tante malefatte che in pochi mesi questo governo della destra è riuscito a compiere.
    Un annuncio scioccante, che ci ha ricordato Scelba, le cariche della polizia, fino ad arrivare al G8 di Genova.
    Infatti, oltre le smentite e le reali conseguenze pratiche, quello che più preoccupa e disorienta è la reale motivazione che spinge un capo di governo ad usare queste espressioni, certi atteggiamenti. Il Presidente del Consiglio non può essere un facinoroso, uno che soffia sul fuoco, ma una persona che pesa le parole e l’eco che le sue affermazioni hanno sui mezzi di comunicazione. Quindi, se consideriamo che il nostro capo del Governo, dal punto di vista mediatico non è proprio uno sprovveduto, dobbiamo pensare che le sue dichiarazioni siano un monito per molti, qualcosa che non ci piace.
    Le sue parole non erano rivolte solo a quei ragazzi che, giustamente dico io, oggi protestano perché vogliono una scuola pubblica, una università basata sul merito, dove non ci siano discriminazioni, dove il lavoro precario non sia la regola, ma anche e soprattutto alle tante persone di sinistra che sabato 11 ottobre hanno sfilato a Roma, gridando:” Noi ci siamo!”, quelle minacce erano rivolte anche alla CGIL, che cerca di resistere agli attacchi della Confindustria e di molti Ministri, a tutti coloro che non ci stanno, che creano nervosismi, non solo dalle parti della maggioranza.
    In questo momento, quindi, il fatto che il coordinatore della Sinistra Democratica venga nella nostra provincia è un segno importante per noi, un segno anche di attenzione da parte dei nostri dirigenti per un territorio che in questi anni ha lavorato molto per l’unità della sinistra e oggi è fortemente impegnato per la costituzione di un partito della sinistra, che sappia raccogliere il meglio della tradizione guardando avanti.
    Una sinistra forte e ampia, plurale e radicata, che sappia rappresentare il mondo del lavoro e della cultura, che lotti contro le mafie e le angherie dei potenti e dei malfattori, che sappia dare risposte alle grandi questioni, economiche, ambientali, contro tutte le guerre, che si ponga saldamente a difesa della nostra Costituzione, che creda nell’Europa dei popoli, che abbia una voce forte e autorevole per ridare speranza.
    Ad Ancona ci stiamo muovendo, stiamo dando vita ad una associazione per la sinistra, stiamo raccogliendo adesioni, e lo stesso faremo ovunque sia possibile. L’obiettivo è chiaro: coinvolgere e motivare le persone a partecipare alla creazione del nuovo soggetto della Sinistra.
    L’apertura della nuova sede, quindi, non è affatto in contraddizione con questo progetto. La nuova sede di Sinistra Democratica non servirà ad affermare un’identità, ma a riaffermare la missione stessa del nostro movimento, nato per unire e non per dividere, nato per sciogliersi, nato per indicare una strada, un percorso. Speriamo che altri si convincano che questo è l’unico modo per riuscire a ritrovare e soprattutto a ridare fiducia a tutti quelli non si sentono attratti dalle forze in campo, ma che sentono l’urgenza del momento, che non vogliono rassegnarsi.
    Dicevo qualche giorno fa del documento che stiamo preparando, il quale sarà valido e avrà forza solo se potrà contare sulle modifiche apportate da quanti ancora oggi non sono qui con noi, ma che sentono la necessità di lavorare per una società nuova. Spero molto che questo avvenga, spero di ritrovarmi in tanti, a discutere, a fare, perché vorrà dire che finalmente le vecchie questioni saranno state definitivamente abbandonate, relegate fra i ricordi che non fanno più male, ma che insegnano a non fare più gli stessi errori. E poi spero che arrivino i nuovi, quelli che fino ad ora non si erano impegnati, spero che arrivino i giovani, coloro che oggi si battono per difendere l’istruzione, che, pur nel rispetto della singola battaglia, riconoscano la nostra forza come il mezzo per affermare i propri diritti, in tutti i campi.
    Ecco quello che penso, un movimento nuovo, nelle idee, nella pratica politica quotidiana, capace di agire nelle istituzioni dopo aver ascoltato, studiato, capace di stare in prima fila nelle lotte e libero da logiche individuali, un collettivo capace di essere un grande strumento di partecipazione, e sono sicuro che giovedì 13 novembre, la presenza di Claudio Fava sarà un grande incoraggiamento.
    Parleremo con lui delle nostre ambizioni, delle prossime sfide e il nostro coordinatore provinciale Riccardo illustrerà il lavoro svolto fino ad oggi, ma non per congratularci fra di noi, quanto per programmare meglio le iniziative future.
    Per tali motivi rivolgo un appello a partecipare a tutti indistintamente, a questo e ai futuri appuntamenti, perché stiamo creando le fondamenta di qualcosa di nuovo e duraturo, e non basterà ritrovarsi e congratularsi a vicenda, ma ci sarà da fare, subito.
    Ciao, vi aspettiamo.

  148. SOFIA CIARDIELLO: " Referendum! Referendum contro il decreto Gelmini che è legge ". said

    http://www.sinistra-democratica.it

    Referendum! Referendum contro Il decreto Gelmini che è legge.

    di SOFIA CIARDIELLO

    Si, il Referendum ora è la nostra arma.
    L’arroganza del Governo e della maggioranza sono arrivati dove si sperava non arrivassero. Incuranti delle proteste di studenti, insegnanti e genitori hanno convertito in Legge il Decreto Gelmini. Si, proprio così, quel maledetto provvedimento che farà tornare indietro di decenni la scuola italiana è stato approvato dal senato.
    Anche oggi le strade di Roma e di tantissime città sono state invase dai colorati e allegri, cortedi degli studenti ma ministri e senatori sono andati avanti schiacciando come caterpillar i sassi, le giuste rivendicanzioni dell’Onda.
    Ciò che risulta davvero insopportabile, oltre al merito del provvedimento, è l’assoluta incapacità di ascolto delle ragioni del mondo della formazione che pone questioni che riguardano il futuro non solo di ragazzi e ragazze ma del paese stesso.
    In realtà oltre alle ormai note esigenze di cassa che sono dietro a quanto la Gelmini ha scritto sotto dettatura di Tremonti, vi è un più complessivo disegno del governo di privatizzare tutto il privatizzabile e anche di più: scuola, formazione, università, sanità, ecc.
    E in questo modo si mettono si mettono in discussione diritti primari sanciti dalla nostra Carta Costizionale con leggi ordinarie, quando va bene, con atti amministrativi quando va male.
    E adesso come reagirà l’Onda che in queste settimane è dilagata varcando le soglie di scuole e università per riempire piazze e strade? La serietà e la consapevolezza di questo movimento come saprà tradursi in atti che non disperando il patrimonio accumulato in questi giorni?
    La politica, la Sinistra debbono sapersi fare interlocutori credibili e affidabili e proseguere insieme all’Onda, agli insegnanti, ai genitori la giusta battaglia per la costruzione di un futuro migliore. Ed allora insieme subito promuoviamo la raccolta di firme per il referendum abbrogativo contro la fine della scuola
    E’ possibile, facciamo!

  149. CLAUDIO FAVA: " SUBITO IL REFERENDUM ". said

    http://www.sinistra-democratica.it

    Claudio Fava

    Si parta subito con la raccolta firme e con un comitato per il Referendum contro la Legge Gelmini.

    Quando, con protervia ed arroganza, un governo non ascolta chi – genitori, docenti, studenti insieme – esprime la propria contrarietà verso un provvedimento che distrugge di fatto la scuola primaria, quando un governo addirittura non rispetta neanche l’opposizione parlamentare e va avanti con i propri disegni restauratori in un settore strategico per l’Italia come quello della conoscenza, è il momento allora di far esprimere democraticamente i cittadini italiani.
    Si parta subito con la costituzione di un comitato referendario e con la raccolta delle firme per promuovere un referendum che spazzi via le vergogne legislative della Gelmini.
    Sinistra Democratica è pronta a fare la propria parte, insieme a tutti coloro che in queste ore stanno lanciando questa proposta.
    Per lo meno adesso è chiaro che scuola vuole il centrodestra: sappiamo che dovremo fare i conti con un’idea ottocentesca del sapere, una vera e propria foto in bianco e nero.
    Un bella scuola elementare, ad esempio, come ai miei tempi: maestro unico, 45 picciriddi nella stessa classe e a mezzogiorno tutti a casa.
    Con un’università regredita ed avvilita, in cui la ricerca rimarrà un privilegio di pochi. A meno che si scelga la via di una sana, civile, virile, algida educazione privata.
    In questo senso va riconosciuto a Berlusconi e alla sua maggioranza l’onestà di non improvvisare: il governo si muove con un’intenzione limpida, manifesta. Quella di sovvertire il diritto ad una scuola pubblica, un luogo per chi non può e per chi non sa.
    Ma la destra sbaglia su un punto: non staremo a guardare, se pensa che la mobilitazione di queste settimane ora si placherà, sbaglia di grosso.
    Ne avrà un esempio chiaro e nitido domani con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e con le civili manifestazioni di popolo che proseguiranno.

  150. FERRARA: LA COSTITUENTE IN CERCA DELLA SINISTRA. said

    Da http://lanuovasinistra,blogattivo.com

    29 Ott 2008

    La Costituente in cerca della sinistra.

    Esiste ancora la sinistra? La risposta uscirà dalle consultazioni che la Costituente per la Sinistra di Ferrara (Cs-F) costituita lo scorso 30 giugno attraverso un’assemblea pubblica, avvierà nelle prossime settimane con i partiti della sinistra e con i movimenti. “Chiederemo se esistono le condizioni – spiegano i portavoce Giuseppina Antolini e Fabiano Minni – perché la sinistra politica e sociale si ripresenti unita, prefiguri anche a livello locale un processo unitario, costruisca con la gente i programmi necessari al governo del territorio, avvii a partire da sé stessa la tanto auspicata riforma della politica”. Dopo la delusione delle politiche di aprile e la sconfitta della Sinistra arcobaleno, Cs-F vuole capire se esistono ancora i presupposti per “la costruzione di una forza politica unitaria e plurale della sinistra, che unisca la sinistra politica nelle sue varie anime, la sinistra sociale, i movimenti e la sinistra diffusa fatta di tante persone di sinistra che non si riconoscono nei vecchi recinti e che pure reclamano una rappresentanza per una sinistra ampia in Italia”. “Non si tratta della riproposizione di un cartello elettorale – spiegano i portavoce – ma di un’operazione di largo respiro, di una nuova esperienza che ha fatto tesoro del passato per superarlo. Le elezioni non sono il fine della Costituente, ma un passo del suo percorso”. Un percorso che parte dal dotarsi di un codice etico sul quale basare la propria attività politica. Nel codice etico sono elencati i punti basilari ai quali gli aderenti si impegnano a tener fede durante la propria attività. Il codice prevede, tra l’altro, la rotazione delle cariche; la trasparenza nell’attività politica che consenta a tutti di conoscere le decisioni prese dagli organi del partito; la rappresentanza di genere; il dire la verità; l’onestà e il divieto di eleggibilità per chi sia stato condannato per reati pericolosi per la sfera pubblica. Oltre al codice etico, vengono i principi fondanti, quali la laicità dello Stato; la difesa della democrazia; i diritti alla giustizia, alla sicurezza, alla salute, al lavoro e alla pensione, all’istruzione, alla cultura; la pace; la lotta allo spreco. Nella Costituente sono stati creati gruppi di lavoro con lo scopo di produrre documenti che sono la base per l’attività della Costituente stessa. I gruppi sono: Ambiente, salute e beni comuni; Etica e trasparenza della politica, partecipazione, democrazia, laicità dello Stato; Cultura e politiche culturali; Scuola, università, territorio; Sanità e servizi sociali; Problemi del lavoro. Sono stati prodotti importanti documenti sulla Scuola e l’Università, il Codice Etico, Etica e Trasparenza. Altri documenti sono in fase di elaborazione. Intanto una delle prime iniziative pubbliche della Costituente sarà la raccolta delle firme a favore del Referendum popolare per l’abrogazione del cosiddetto “lodo Alfano”.

    Per contattare o aderire alla Costituente per la Sinistra–Ferrara: costituenteperlasinistra_ferrara@yahoo.it.

    http://www.estense.com 29/10/08

  151. MAURIZIO ZIPPONI: " Dopo la straordinaria giornata di ieri..... said

    Da Liberazione

    Maurizio Zipponi.

    Dopo la straordinaria giornata di ieri, che ha visto Roma, Napoli, Milano invase da centinaia di migliaia di studenti e dai lavoratori del mondo della scuola, dell’università e della ricerca, in un intreccio di cortei, in una mescolanza di età, storie ed esperienze che non si vedeva da tempo, oggi sono arrivati a Roma le delegate e i delegati della Fiom.
    Dopo il “se non cambierà bloccheremo la città” gridato dai giovani protagonisti delle manifestazioni, che per numero e determinazione hanno travolto qualunque previsione, l’assemblea dei metalmeccanici è l’evento che segnerà il cambio di fase del conflitto sociale: perché riporterà in questo mondo di carta che sta crollando il valore del saper fare, perché chiederà rispetto per chi lavora. Perché i metalmeccanici della Fiom sono capaci di proporre e attuare le mobilitazioni per ottenere risultati. Perché chi più di un operaio può rivendicare quel riconoscimento sociale che deve passare da un salario dignitoso e dai diritti troppo a lungo negati?
    Quella della Fiom è un’assemblea da ascoltare, perché esprimerà preoccupazione per la ristrutturazione che sta arrivando, tensione ma, anche, aspettative, voglia di non rassegnarsi, voglia di cambiare.
    Da lì, certo, arriverà una risposta forte a Confindustria, cioè a quel comitato d’affari che dopo essere stato il responsabile principale del disastro italiano, oggi da l’assalto alle casse dello stato, plaude alla norma europea che vorrebbe estendere a 65 ore l’orario di lavoro mentre si permette di farsi beffa dei parametri sull’inquinamento e sull’ambiente, opera per spostare ulteriormente in avanti l’età pensionabile, ha come obiettivo primario la cancellazione del contratto nazionale di lavoro.
    I leader dei grandi industriali hanno la faccia di bronzo, ma vanno presi sul serio perché fanno sul serio.
    Confindustria, chi rappresenta? Non gli artigiani, non i piccoli e medi imprenditori (che rischiano di venire travolti dalla stretta creditizia), non i commercianti. Rappresenta quel pool di “capitani d’industria” che si sono applicati più per accumulare ricchezze e per accrescere le rendite, che per far funzionare le imprese.
    E i delegati della Fiom, chi rappresentano? Quelle centinaia di migliaia di lavoratori che li hanno votati (a scrutinio segreto), che hanno il diritto di recarsi alle urne ogni tre anni per confermare o revocare il loro mandato, che possono decidere, sempre con il voto sulle piattaforme e sugli accordi.
    Ecco la differenza.
    Da una parte c’è una lobby di cosiddetti imprenditori che non ha mai rischiato in proprio, che non sopporta alcun controllo ma che ad ogni accenno di crisi rivendica le risorse della collettività.
    Dall’altra c’è un baluardo democratico che interpreta il sentire di chi non ne può più di un sistema che considera mille persone all’anno uccise sul lavoro come il naturale prezzo da pagare allo “sviluppo”.
    Le delegate e i delegati della Fiom, il grande movimento di studenti universitari e medi che ha riempito le piazze e che va rispettato nella sua autonomia, i lavoratori del commercio e del pubblico impiego che manifesteranno, hanno capito che siamo entrati in una fase nuova e impongono alla sinistra la medesima consapevolezza.
    Il nostro passato è segnato dalla sconfitta, dobbiamo fare i conti con il presente, e il nostro futuro non può che essere il progetto per costruire una grande forza politica unitaria che superi l’attuale frammentazione, sappia tenere insieme chi ha voglia di lottare e risponda ai lavoratori.
    I lavoratori, oggi, chiedono cose concrete, in grado di modificare la loro condizione.
    La loro condizione si chiama stipendio da fame. Per questo è necessario introdurre un meccanismo automatico di recupero dei salari e delle pensioni rispetto all’aumento dei prezzi e delle tariffe; la riduzione fiscale delle trattenute in busta paga; l’aumento delle detrazioni sul lavoro dipendente e precario. La loro condizione si chiama paura di restare senza il posto di lavoro: per questo bisogna estendere a tutti i lavoratori, stabili e precari, di ogni azienda (grande o piccola, pubblica o privata) e di ogni settore, la possibilità di accedere alla cassa integrazione che deve garantire un’entrata di almeno 1000 euro netti al mese.
    La loro condizione si chiama precarietà: per questo è indispensabile imporre il passaggio a tempo indeterminato di ogni lavoratore precario dopo 24 mesi di rapporto “a scadenza”.
    Gli interessi in gioco nel mondo della scuola e nel mondo del lavoro, insieme alla capacità di reazione di questi giorni, sono la dimostrazione che è giunta l’ora di indire un grande sciopero generale.

    31/10/2008

  152. PDCI SARDEGNA:.TORE SERRA, CONSIGLIERE REGIONALE, PER LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. said

    http://www.unirelasinistra.net

    Associazione “Unire la Sinistra”, presentata a Cagliari.

    30 Ottobre 2008

    Dopo la nascita del Pd riteniamo debba esserci una forza politica che rappresenti gli interessi e le componenti sociali della sinistra per contrastare la deriva del governo Berlusconi”. Cosi’ oggi a Cagliari l’associazione “Unire la sinistra” e’ stata presentata dal consigliere regionale dei Comunisti Italiani Tore Serra, assieme ai colleghi di partito, l’europarlamentare e astronauta Umberto Guidoni e il consigliere regionale del Piemonte Luca Robotti. “Anche in Sardegna riteniamo che sia necessaria una forza di sinistra che tenga ferme le sue posizioni – ha aggiunto Serra -, come gia’ accaduto ultimamente, ad esempio, con la vicenda legata alla legge urbanistica”.

    L’iniziativa arriva dalla componente del Pdci che si oppone alla mozione Diliberto, maggioritaria all’ultimo congresso nazionale, e si propone di interloquire con la componente di Rifondazione che fa capo a Nichi Vendola, con Sinistra democratica, con parte dei Verdi e con settori organizzati della societa’ civile. “Stiamo cercando di lavorare partendo dal basso – ha detto Guidoni – in un momento in cui il paese sta subendo un attacco da parte del governo Berlusconi, come testimoniato dalle ultime vicende della scuola”.
    Sul fronte dell’istruzione, per Guidoni, non e’ in atto alcuna riforma, ma un taglio delle risorse per finanziare le banche in crisi. “Il tentativo di trasformare il Pdci in una forza identitaria e’ contrario alla nostra azione”, ha ribadito Robotti. L’obiettivo – hanno spiegato i tre esponenti politici – e’ promuovere una fase costituente della sinistra, per la formazione di un nuovo soggetto in grado di dialogare con il Pd, senza chiudersi in steccati ideologici, per contrastare la deriva di destra in atto. Per i promotori dell’associazione, occorre costruire una sinistra capace di governare e di confrontarsi con i temi sociali di attualita’. I prossimi banchi di prova per sperimentare liste comuni saranno, come spiegato dagli esponenti del Pdci, le elezioni regionali e quelle per l’Europarlamento.

  153. MAURIZIO ZIPPONI: "L'assemblea della Fiom: è giunta l'ora dello sciopero generale ? " said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    1 Novembre 2008

    L’assemblea della Fiom: è giunta l’ora dello sciopero generale?

    da Maurizio Zipponi

    Dopo la straordinaria giornata di ieri, che ha visto Roma, Napoli, Milano invase da centinaia di migliaia di studenti e dai lavoratori del mondo della scuola, dell’università e della ricerca, in un intreccio di cortei, in una mescolanza di età, storie ed esperienze che non si vedeva da tempo, oggi sono arrivati a Roma le delegate e i delegati della Fiom.
    Dopo il “se non cambierà bloccheremo la città” gridato dai giovani protagonisti delle manifestazioni, che per numero e determinazione hanno travolto qualunque previsione, l’assemblea dei metalmeccanici è l’evento che segnerà il cambio di fase del conflitto sociale: perché riporterà in questo mondo di carta che sta crollando il valore del saper fare, perché chiederà rispetto per chi lavora. Perché i metalmeccanici della Fiom sono capaci di proporre e attuare le mobilitazioni per ottenere risultati. Perché chi più di un operaio può rivendicare quel riconoscimento sociale che deve passare da un salario dignitoso e dai diritti troppo a lungo negati?
    Quella della Fiom è un’assemblea da ascoltare, perché esprimerà preoccupazione per la ristrutturazione che sta arrivando, tensione ma, anche, aspettative, voglia di non rassegnarsi, voglia di cambiare.
    Da lì, certo, arriverà una risposta forte a Confindustria, cioè a quel comitato d’affari che dopo essere stato il responsabile principale del disastro italiano, oggi da l’assalto alle casse dello stato, plaude alla norma europea che vorrebbe estendere a 65 ore l’orario di lavoro mentre si permette di farsi beffa dei parametri sull’inquinamento e sull’ambiente, opera per spostare ulteriormente in avanti l’età pensionabile, ha come obiettivo primario la cancellazione del contratto nazionale di lavoro.
    I leader dei grandi industriali hanno la faccia di bronzo, ma vanno presi sul serio perché fanno sul serio.
    Confindustria, chi rappresenta? Non gli artigiani, non i piccoli e medi imprenditori (che rischiano di venire travolti dalla stretta creditizia), non i commercianti. Rappresenta quel pool di “capitani d’industria” che si sono applicati più per accumulare ricchezze e per accrescere le rendite, che per far funzionare le imprese.
    E i delegati della Fiom, chi rappresentano? Quelle centinaia di migliaia di lavoratori che li hanno votati (a scrutinio segreto), che hanno il diritto di recarsi alle urne ogni tre anni per confermare o revocare il loro mandato, che possono decidere, sempre con il voto sulle piattaforme e sugli accordi.
    Ecco la differenza.
    Da una parte c’è una lobby di cosiddetti imprenditori che non ha mai rischiato in proprio, che non sopporta alcun controllo ma che ad ogni accenno di crisi rivendica le risorse della collettività.
    Dall’altra c’è un baluardo democratico che interpreta il sentire di chi non ne può più di un sistema che considera mille persone all’anno uccise sul lavoro come il naturale prezzo da pagare allo “sviluppo”.
    Le delegate e i delegati della Fiom, il grande movimento di studenti universitari e medi che ha riempito le piazze e che va rispettato nella sua autonomia, i lavoratori del commercio e del pubblico impiego che manifesteranno, hanno capito che siamo entrati in una fase nuova e impongono alla sinistra la medesima consapevolezza.
    Il nostro passato è segnato dalla sconfitta, dobbiamo fare i conti con il presente, e il nostro futuro non può che essere il progetto per costruire una grande forza politica unitaria che superi l’attuale frammentazione, sappia tenere insieme chi ha voglia di lottare e risponda ai lavoratori.
    I lavoratori, oggi, chiedono cose concrete, in grado di modificare la loro condizione.
    La loro condizione si chiama stipendio da fame. Per questo è necessario introdurre un meccanismo automatico di recupero dei salari e delle pensioni rispetto all’aumento dei prezzi e delle tariffe; la riduzione fiscale delle trattenute in busta paga; l’aumento delle detrazioni sul lavoro dipendente e precario.
    La loro condizione si chiama paura di restare senza il posto di lavoro: per questo bisogna estendere a tutti i lavoratori, stabili e precari, di ogni azienda (grande o piccola, pubblica o privata) e di ogni settore, la possibilità di accedere alla cassa integrazione che deve garantire un’entrata di almeno 1000 euro netti al mese.
    La loro condizione si chiama precarietà: per questo è indispensabile imporre il passaggio a tempo indeterminato di ogni lavoratore precario dopo 24 mesi di rapporto “a scadenza”.
    Gli interessi in gioco nel mondo della scuola e nel mondo del lavoro, insieme alla capacità di reazione di questi giorni, sono la dimostrazione che è giunta l’ora di indire un grande sciopero generale.

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  154. FAUSTO BERTINOTTI: EDITORIALE DA ! ALTERNATIVE PER IL SOCIALISMO ". said

    Da Liberazione del 1 novembre 2008

    Pubblichiamo alcuni stralci dell’editoriale di Fausto Bertinotti che appare sull’ultimo numero della rivista «Alternative per il socialismo» in vendita in questi giorni.

    Fausto Bertinotti

    I tempi continuano ad essere difficili. Peggio, opachi. La democrazia stessa si è fatta opaca, questo governo, concretamente e non senza abilità, ogni giorno, produce le tessere del mosaico di una costituzione materiale che scaccia la costituzione formale, la Carta fondamentale, quella della Resistenza e della Repubblica. La moneta cattiva scaccia la moneta buona. Il senso comune è aggredito nei suoi pozzi democratici da invasioni tossiche. Perciò bisogna sapere che quando si dice opposizione, se non si vuol fare la metafisica e la retorica dell’opposizione, si solleva un problema di assai ardua soluzione. Infatti se assumiamo questo obiettivo, quello della costruzione dell’opposizione nell’Italia di oggi, dobbiamo sapere che con questa semplice ed elementare scelta ci poniamo di fronte ad un compito enorme: quello di opporsi concretamente, e in primo luogo, alle politiche del governo, ai poteri economici che producono le ingiustizie del nostro tempo, ma, contemporaneamente, dobbiamo sapere che ci poniamo di fronte anche alla necessità della costruzione di un nuovo senso di appartenenza, di un nuovo senso comune democratico che possa ricostruire le basi di una convivenza oggi drammaticamente limitata dalla produzione, tutt’altro che innocente, di fenomeni di frantumazione sociale e di esclusione di cui i “nuovi ultimi” ne sono lo specchio più drammatico, proprio quegli immigrati che costituiscono il capro espiatorio eletto da questa società per nascondere il fondo strutturale dell’ingiustizia e della diseguaglianza. In ultima istanza si tratta, cioè, di dar corpo all’impresa della costruzione di un senso comune da costituirsi attorno alla lotta alla diseguaglianza come fondamento della partecipazione alla società civile…
    Ci vuole, cioè, un progetto sociale e politico. Altrimenti perché non ci sarebbe oggi l’opposizione? Non c’è verso, non si scappa alla questione di fondo: per fare l’opposizione, per tornare ad essere capaci di farla, bisogna indagare le ragioni della nostra sconfitta, di una sconfitta storica. Non è solo che la sinistra, per la prima volta, non sta in Parlamento, è che per la prima volta dopo la Resistenza, per la prima volta, le culture della sinistra sono minoritarie nel paese e la cultura della destra, della nuova destra, è maggioritaria in Italia…
    Bisogna dunque continuare la riflessione critica sulle ragioni contingenti e storiche della sconfitta per cercare di mettere a confronto tutto ciò che emerge nell’area non trascurabile delle realtà più attive del paese e, contemporaneamente, collegarlo con il che fare, con il lavorare alla costruzione dell’opposizione su più piani d’azione, tutti ugualmente necessari: la promozione di un agire collettivo nelle forme oggi possibili, quand’anche ancora inadeguate; un lavoro sociale e politico per l’innalzamento quantitativo e qualitativo dell’opposizione fino alla definizione di un programma comune dell’opposizione medesima; la creazione dei luoghi e l’invenzione delle forme per l’avvio di una ricerca condivisa sulla critica del capitalismo e sui lineamenti di un’alternativa di società oggi possibile in Europa.
    Possiamo cominciare da una domanda impegnativa. Qual è l’espressione, tra quelle conosciute, più forte di un’opposizione sociale e politica? E’ lo sciopero generale, indubbiamente. Lo sciopero generale è sempre stato, nell’intera storia del movimento operaio, il banco di prova della maturità di un’opposizione, del consenso di massa e partecipato che vive con essa. Lo è ancora? Sì, lo può essere, specie se si esplorano le forme su cui c’è stata, nella fase alta del movimento altermondialista, già una prima ricerca, quella che si era riassunta nella formula dello “sciopero generalizzato”, proprio per alludere ad una pluralità di apporti, di soggettività, di motivi, di processi decisionali che confluiscono in un moto unitario. E’, certo, il sindacato che decide la proclamazione dello sciopero generale, ma è l’ambiente politico, il livello e l’ampiezza delle azioni collettive che ne genera le condizioni.
    Lo sciopero generale è sempre una manifestazione sociale, sindacale e politica insieme. Chiediamoci: non ci sarebbero oggi le ragioni in astratto per fare lo sciopero? Perché non ci dovrebbe essere uno sciopero generale come reazione politico-sociale alla catena dei morti sul lavoro, alle cause sociali che l’alimenta? Non sarebbe una ragione sufficiente per costruire un movimento di massa, di indignazione popolare? Non ci sarebbero le ragioni sufficienti nella necessità di opposizione concreta alle scelte di questo governo che, per restare sul solo terreno sociale, accentuano la precarietà, colpiscono i diritti sul lavoro, rifiutano anche il sostegno più elementare a salari, stipendi e pensioni colpiti da un drastico abbattimento ormai lungo di anni, che stravolge la percezione pubblica del lavoro nel pubblico impiego, che promuove un’aggressione alla scuola che ne colpisce i fondamenti di eguaglianza? L’attacco di questo governo alla scuola è un attacco a un fondamento democratico del paese, è un attacco carico di fattori concreti di controriforma e di grandi elementi simbolici. Riassuntivamente, si potrebbe dire che si sta rovesciando la lezione di Don Milani e che si sta consumando la, da destra sempre attesa, grande vendetta contro il ‘68. Non sarebbe sufficiente per una ribellione di massa? E ancora, viene eletto a normalità lo stato di emergenza. Si dispiegano, senza freni, le posizioni della Confindustria per l’affermazione del primato assoluto dell’impresa, si fa potente il tentativo di irretire il sindacato, di cancellare il contratto nazionale di categoria, fino a proporre l’orizzonte concreto dei contratti individuali. Sì, ci sarebbero tutte le ragioni per lo sciopero generale, eppure esso non è all’ordine del giorno. Perché? La domanda è terribilmente impegnativa e non accetta scorciatoie tranquillizzanti. Essa rinvia, perciò è così difficile, ad un’altra domanda per noi cruciale, che è come intervenire, non per denunciare le responsabilità altrui, non per rivendicare una scelta ad altri, ma per costruire le condizioni, con il nostro fare, dello sciopero generale o, almeno, per andarci vicino, reinsediando un conflitto sociale forte di un’attesa di un risultato e di una legittimazione sociale e politica riguadagnata. E’ un’operazione difficile, perché non si realizza con un atteggiamento volontaristico: non possiamo pensare di spostare la stanza dei bottoni dal governo (dove non c’erano) a un qualche partito (dove non ci possono essere). Non si dà che, perché qualcuno prende una decisione, scatta il movimento. Lo sciopero generale è solo un esempio chiave perché limite; il ragionamento vale per l’intero conflitto di lavoro.

  155. LA SINISTRA DEL TRENTINO: INCONTRO CON I CITTADINI said

    LA SINISTRA DEL TRENTINO
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    LUNEDI’ 3 NOVEMBRE 2008

    ALLE ORE 20,30

    presso la sala del Museo Tridentino di Scienze Naturali in Via Calepina 14, TRENTO

    I CANDIDATI RISPONDONO AI CITTADINI

    Un occasione per tutti i trentini di avere delle risposte e impegni concreti da parte dei candidati in vista delle elezioni provinciali 2008.

    Per la SINISTRA DEL TRENTINO sarà presente il candidato capolista:

    FERRUCCIO DEMADONNA

  156. GIANNI RINALDINI: " SARA' DURA USCIRE DALLA CRISI, SERVE UN PROGETTO DELLA SINISTRA ".. said

    Da Liberazione

    Intervista al segretario della FIOM Gianni Rinaldini.

    ” SARA’ DURA USCIRE DALLA CRISI.
    SERVE UN PROGETTO DELLA SINISTRA “.

    Stefano Bocconetti.

    «E’ sbagliato leggere quel che sta avvenendo in Cgil, limitandosi a dire che il più grande sindacato s’è spostato a sinistra. Credo che tutto sia dettato dalla drammaticità della crisi. Che ti mette davanti ad un bivio: o si sceglie la via della subordinazione al governo e Confindustria, rinunciando al proprio ruolo, o si sceglie la strada inversa. Quella del rapporto coi lavoratori. Ed è questo che ha fatto la Cgil». L’intervista a Gianni Rinaldini, segretario della Fiom parte dall’analisi delle «novità» annunciate in questi giorni da Epifani.
    Ma il leader dei metalmeccanici riflette anche sul perché, assieme a misure urgenti per far fronte alle emergenze sociali che la crisi produrrà, occorre «una nuova capacità progettuale». Per ripensare quello che una volta si sarebbe chiamato «nuovo modello di sviluppo». Che assegni un compito al «pubblico», che sia compatibile con l’ambiente. Che impedisca la riproduzione di quei meccanismi che hanno portato al disastro di questi giorni. Un compito, questo, che spetterebbe alla sinistra. Con un problema, però: se gli chiedi se la sinistra attuale sia all’altezza, ti risponde così: «Per una volta mi avvalgo della facoltà di non rispondere»
    Qualche “scelta”, messa in fila una dopo l’altra: il rifiuto a firmare l’accordo scritto da Brunetta, la rottura con Cisl e Uil, la richiesta di sospendere la Bossi-Fini. E non ultima l’idea che comincia a farsi strada di uno sciopero generale. Sembra insomma che la Fiom, la “punta” del movimento sindacale sia riuscito a portare sulle sue posizioni l’intera Cgil. La confederazione più rappresentativa. Ne parliamo con Gianni Rinaldini, il segretario generale della Fiom.

    Allora, Rinaldini, cos’è accaduto? Avete spostato a sinistra la Cgil?
    Secondo me, una domanda formulata così rivela una lettura un po’ sbagliata della situazione…

    Se è sbagliato dire che Epifani s’è spostato a sinistra come racconteresti quel che sta accadendo?
    Io credo che tutto sia dettato dall’evolversi della situazione. Insomma, per farla breve: le dimensioni della crisi che stiamo vivendo ha messo il sindacato davanti ad un bivio: se si va da una parte si è “inglobati” e si diventa un pezzo del progetto che perseguono governo e Confindustria…

    E in pillole, qual è l’idea di Berlusconi e della Marcegaglia?
    Ridisegnare il ruolo del sindacato, delle rappresentanze sociali. Di renderle subordinate. Ma dicevo: o si va di là o si sceglie la strada inversa. Restando fedeli ai valori fondativi del sindacato in Italia. Prima di tutto, quello della solidarietà. E se si sceglie questa seconda strada, come ha fatto la Cgil, ecco che si aprono scenari assai diversi.

    Diciamo che si prova ad “aprire scenari diversi”…
    E’ vero, ci si prova. E non è detto che ci si riesca. Ma comunque, si indica un’altra strada. Opposta a quella battuta da governo e Confindustria, talmente esplicita che solo chi non la vuole vedere può far finta di nulla. Anche qui, per essere rapidi: centrodestra e imprese stanno utilizzando la crisi, la usano per affondare il sindacato. E’ vero che ci hanno già provato molte altre volte ma la novità di questo periodo è che non accettano più alcuna mediazione. O si sta con loro o contro di loro. E la Cgil, davanti a questa esplicita volontà, ha scelto di mettersi in sintonia con i bisogni dei lavoratori. Questo conta, il resto, se nella Cgil abbia prevalso l’idea della Fiom o quella della Funzione pubblica sono chiacchiere che non appassionano nessuno. Sicuramente non appassionano un sindacalista.

    Dunque, Cgil ha preso atto di quel che accade, è tutto qui?
    E’ la radicalità della situazione, è la linea di politica economica dettata dal governo e dalla Confindustria che hanno reso necessario un diverso atteggiamento. Ma pensa a quello che vorrebbero fare con la loro riforma dei contratti. Subito avallata da Cisl e Uil. Lì, è reso chiaro che dovrebbe finire il ruolo del sindacato come soggetto autonomo, che rappresenta il lavoro. Che confligge, che fa vertenze. Il sindacato non sparirebbe del tutto ma diventerebbe solo un organismo chiamato a cogestire gli enti bilaterali. Di fatto i nuovi enti gestori dello Stato sociale. O pensa a quel che accade nel pubblico impiego, dove è stato siglata, sempre da Cisl e Uil, un’intesa che riduce a 45 euro netti gli aumenti per i prossimi due anni. Con un ulteriore colpo al potere di acquisto degli stipendi. Il tutto condito dalle parole di Brunetta che dice: o è così o è così. Tanti lui, quei soldi e solo quelli, li ha già messi in Finanziaria.

    Comunque sia, vi sentite un po’ meno soli di qualche tempo fa, quando siete stati gli unici ad opporsi all’accordo sulle pensioni?
    Diciamo che siamo in buona compagnia.

    E con questa “compagnia” cosa volete fare?
    Una cosa sopra alle altre: far fronte all’emergenza sociale. Perché tutti dobbiamo aver chiaro che questa recessione non sarà come quella di 6 anni fa. Sarà durissima. E mi piacerebbe che qualcuno, anche fra quelli che a sinistra teorizzavano l’irrilevanza del lavoro, provasse a riflettere su quel che è accaduto. Sul perché i bassi salari, una redistribuzione ineguale, il sostegno ai consumi solo con i prestiti e i titoli spazzatura, abbiano prodotto questo disastro. Sì, tutto ciò è anche frutto di chi teorizzava la marginalità del lavoro.

    Prima parlavi di nuovi scenari. Un obiettivo che il sindacato può raggiungere da solo? Anzi, la domanda te la faccia ancora più esplicita: si può pensare di opporsi a questa crisi senza la sinistra?
    Io credo che le riflessioni che il sindacato sta facendo parlino anche alla politica. In questo senso e mi ripeto: noi non ci troviamo di fronte ad una crisi passeggera, dove magari basta ristabilire alcune regole per rimettere in moto la macchina. No, insisto: l’uscita dalla crisi sarà lunga, difficile. Ma non se ne verrà a capo se non si riscopre una nuova capacità di progettare il futuro. Ti faccio l’esempio più semplice: oggi, a differenza di poco tempo fa, nessuno, tantomeno le destre, mette più in dubbio la necessità di un intervento pubblico sull’economia. Il punto è: per fare cosa? Per riprodurre gli stessi meccanismi di prima? O per ridisegnare quello che una volta si sarebbe chiamato un nuovo modello di sviluppo? E ancora: questo nuovo modello di sviluppo chi lo governa? La Confindustria, che non è capace neanche di accogliere i timidissimi limiti a difesa dell’ambiente suggeriti dall’Europa? Oppure, al contrario, si immagina uno sviluppo in sintonia con l’ambiente? Ma se non si fa tutto ciò, se non si torna a progettare, anche le misure per far fronte alle emergenze diventano meno credibili. Meno efficaci. La solidarietà di oggi, insomma, deve diventare la leva per ripensare l’intera nostra economia. E alternative non ce ne sono. Altrimenti finiremo ad osservare la guerra fra privati e pubblici, fra lavoratori a tempo indeterminato e precari, fra cittadini italiani e stranieri. E a quel punto anche la democrazia andrà a farsi benedire…

    E la sinistra, secondo te, fa intravedere queste capacità progettuali?
    Ti prego per una volta fammi avvalere della facoltà di non rispondere.

    04/11/2008

  157. RIMINI: LA COSTITUENTE PER OCCUPARSI DEI BISOGNI DI CHI HA PIU' BISOGNO. said

    http://www.sinistra-democratica.it

    4 novembre 2008

    A Rimini la Costituente per occuparsi dei bisogni di chi ha più bisogno.

    Negli scorsi giorni a Rimini, alla Casa della Pace, su iniziativa del consigliere comunale dei Comunisti Italiani di Rimini Eugenio Pari, del coordinatore di Sd Massimo Reali, Diego De Podestà di Rifondazione comunista, in un incontro profondamente partecipato, affollato di politici, amministratori, rappresentanti del sindacato, dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione e cittadini interessati (anche tanti giovani), tutti accomunati dalla voglia di fare, si è parlato finalmente di politica e di Sinistra
    Negli interventi, numerosi e appassionati, si è riconosciuto che i congressi dei diversi partiti fanno immaginare tempi lunghi, non adatti alle emergenze che scuotono dalle fondamenta la società. Il nostro territorio ha bisogno di un progetto di alternativa che parta dall’ambiente, dalla partecipazione, dall’affermazione dei diritti, insomma, di un progetto di Sinistra e la Sinistra deve rimettersi in cammino, per essere il soggetto che riuscirà ad incidere per la trasformazione democratica della società.
    Occorre organizzare un’opposizione sociale, politica e culturale al governo della destra e costruire un nuovo soggetto politico della Sinistra, capace di produrre grandi iniziative popolari, di produrre senso, non solo di cercare consensi. Fatti gravi sotto gli occhi di tutti, l’aggressione all’ambiente, la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, lo svuotamento della democrazia e la tecnicizzazione dei sistemi di governo, tutto ciò produce astensione e sfiducia verso la politica e da qui tutti gli intervenuti di ieri sera vogliono partire. Hanno dato la loro adesione e vogliono portare il loro contributo uomini e donne della società civile, appartenenti a Rifondazione comunista, ai Comunisti italiani, tutta Sinistra democratica, i Verdi con il coordinatore Mario Galasso e il consigliere provinciale Luigino Garattoni. Tutti insieme in un grande cantiere di lavoro hanno deciso di partire, di parlare dei bisogni di chi ha più bisogno e di rivolgersi in primo luogo a loro e non alle possibili coalizioni elettorali che, se verranno, si potranno realizzare solo partendo dalle risposte ai bisogni della gente.
    Ci si è salutati con l’impegno e la volontà di rivedersi con un progetto di lavoro che potrà produrre un percorso comune per le prossime elezioni comunali e provinciali.

  158. alessandro said

    perchè non pubblicate l’intervista di migliore sul manifesto?
    che ne dite del suo manifesto per la scissione?

  159. Roberto "Brontolo" said

    SINISTRA
    Migliore: «Liste con Mussi Anche se Ferrero non ci sta»
    L’area vendoliana di Rifondazione a un passo dalla scissione
    Matteo Bartocci

    Avanti tutta con la sinistra «senza aggettivi». Per Gennaro Migliore, il coordinatore dell’area «vendoliana» del Prc, la sinistra unitaria deve prendere esempio dalle manifestazioni nelle scuole e nelle università di […]
    Dal Manifesto del 4/11/08

    ….se aspetti domani ti faccio leggere l’articolo intero, non ho l’abbonamento al giornale online…contento?

  160. nonviolento said

    Per Alessandro, se a te piace essere complice della disfatta della sinistra, dell’annullamanento di tutto ciò che Rifondazione ha prodotto negli ultimi anni, di subire i ricatti politici di microfrazioni che rappresentano in totale meno del 12% di tutto il corpo del partito, bene affari tuoi, ma non puoi chiedere atutti di fare questa scelta suicida.

  161. REGGIO EMILIA: IL PRC SI SPACCA, NASCE LA SINISTRA. said

    Dal quotidiano IL RESTO DEL CARLINO di oggi 5 novembre 2008.
    http://il restodelcarlino.ilsole24ore.com

    Il Prc si spacca, nasce la Sinistra.

    Rifondazione è fratturata e i vendoliani escono. L’ex capogruppo Matteo Sassi dichiara: “Siamo pronti a correre con il nuovo partito e i nostri compagni saranno una parte dei Verdi e dei Comunisti italiani”

    Reggio Emilia, 5 novembre 2008 -Tempo pochi mesi, poi all’interno di Rifondazione comunista si consumerà quel divorzio per certi versi annunciato dopo gli esiti del congresso di Chianciano. Il conto alla rovescia è partito anche a Reggio.

    La strada è quella indicata dai vendoliani già in diverse realtà dell’Emilia Romagna e d’Italia: prima prenderà vita l’associazione ‘La sinistra’, poi via con la costituente che già alla fine dell’anno darà vita, a sinistra, a un nuovo soggetto politico, pronto a presentarsi con proprie liste alle prossime amministrative. Come conferma Matteo Sassi, ex capogruppo di Rifondazione in sala del Tricolore.

    Sassi, l’associazione “La Sinistra” è pronta a sbarcare anche a Reggio? “Si sta sviluppando a partire dai territori una nuova sinistra che utilizza l’associazione come strumento di elaborazione e organizzazione politica. Non si tratta più di “Rifondazione per sinistra”, l’area programmatica dei vendoliani, ma di un’associazione unitaria della sinistra”.

    Chi sono i vostri compagni di viaggio? “Sinistra democratica, una parte minoritaria dei Verdi e dei Comunisti italiani. Tutti i singoli che vorranno aderire”. I tempi? “A Reggio, entro le prossime settimane, dovremo definire un percorso certo che ci conduca alla costituente della sinistra come nuovo soggetto politico. Che nascerà a tutti i livelli politici”.

    L’associazione dunque pone le basi per il nuovo soggetto politico? “Esatto. I tempi sono stretti. E’ evidente che quando parliamo dell’associazione parliamo già, di fatto, del nuovo soggetto politico”.E’ il divorzio dentro Rifondazione… “Il Prc, così come conosciuto nell’ultimo decennio, non esiste più dalla scorsa estate. Considero già nei fatti superata l’esperienza politica di Rifondazione”.

    In sostanza i vendoliani lasciano Rifondazione… “Diciamo che confluiamo all’interno di un processo più ampio: quello della nuova sinistra del Paese. Già oggi “Rifondazione per la Sinistra” è dentro al Prc solo da un punto di vista formale”.

    Alle prossime amministrative, a Reggio, ci sarà una lista targata ‘La Sinistra’? “Assolutamente sì”.
    Sosterrete Delrio e la Masini? “Al Pd chiediamo di scrivere insieme un nuovo centrosinistra. A differenza di quanto pensa la maggioranza di Rifondazione, credo che l’esperienza di governo sia stata positiva e sia importante dare continuità politica e amministrativa al percorso che fin qui abbiamo condotto. Chiaro che questo è un elemento di distinzione politica forte. Cioè tra chi pensa che oggi un nuovo centrosinistra sia un elemento per la sopravvivenza democratica di questo Paese e chi pensa che le priorità siano altre, a cominciare dal piccolo rafforzamento di sé”.

    Quello che lei descrive sembra essere quel progetto di lista di sinistra a sostegno di Delrio di cui si parlava nei mesi scorsi… “Questa è una lista di sinistra che oggi si candiderebbe a sostenere il sindaco Delrio. Non sulla base di una delega in bianco, ma sulla scorta di un percorso politico e programmatico”.

    di Vanina Cocchi

  162. MODENA: NASCE ASSOCIAZIONE A SINISTRA.. said

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    http://www.sinistra-democratica.it

    Nasce associazione a sinistra per Modena.

    E’ nata ufficialmente a Modena l’associazione ‘La Sinistra per Modena’, formazione politica della Sinistra Democratica. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi firmatari dell’appello ‘Per la Costituente della sinistra a Modena. Il tempo e’ adesso’, esponenti del mondo politico, istituzionale, sindacale e accademico della provincia modenese.
    ‘L’unita’ della sinistra riparte da Modena perche’ – ha spiegato Massimo Mezzetti, coordinatore regionale di Sd – siamo convinti che il processo costituente per una nuova sinistra debba essere costruito a partire dal territorio e dalle esperienze che in esso si esprimono’. Si tratta di un’associazione politica e culturale ‘aperta a tutti coloro che individualmente o in forma associativa si riconoscono nel progetto di costruzione di un’unita’ della sinistra’.
    L’obiettivo e’, quindi, quello di costruire una sinistra che ‘forte di una sua autonomia politica e culturale unitaria, potra’ confrontarsi con tutte le forze di centrosinistra, a partire dal Pd, per la costruzione, ora, di un’opposizione unita e, nel futuro, di una nuova alleanza di governo in tutti i Comuni, nelle Province e nelle Regioni’. In vista delle prossime amministrative, l’associazione potra’ trasformarsi in una lista de ‘La Sinistra’ che ‘si presentera’ in tutta la Provincia di Modena’ ma solo se ‘registrera’ il consenso e l’aggregazione che auspichiamo’, ha concluso Mezzetti.(ANSA).

  163. RAVENNA: PRC-SD-VERDI CI RIPROVANO. NEL 2009 LISTE COMUNI DAPPERTUTTO. said

    Http:/www.sinistra-democratica.it

    Ravenna: Prc-Sd-Verdi ci riprovano nel 2009 liste comuni.

    “Non e’ una nuova Sinistra arcobaleno”: Renzo Brunelli, segretario della Sinistra democratica di Ravenna, lo mette in chiaro da subito. E Giovanni Paglia, a capo dei rifondaroli bizantini, conferma che quella, qui, e’ stata solo una parentesi elettorale, perche’ “il confronto interno alla sinistra per elaborare una prospettiva comune era partito gia’ da un paio d’anni”. Con loro, alla conferenza stampa convocata per annunciare l’imminente nascita dell’associazione della Sinistra (destinata a raccogliere non solo tesserati ma anche la societa’ civile e che, nelle intenzioni, dovra’ fare da cinghia di trasmissione tra bisogni dei cittadini e istituzioni), anche la “verde” Gigliola Cordiviola e l’assessore regionale del Prc Guido Pasi. La nuova sinistra ravennate riparte quindi senza un pezzo, il Pdci, ma con idee chiare sul prossimo scenario elettorale: nei Comuni in cui si votera’ nel 2009, anche in quelli come Cervia, Bagnacavallo e Lugo che hanno piu’ di 15 mila abitanti, liste uniche e una propria piattaforma programmatica su cui “sfidare” il Pd a cercare “convergenze”.
    Dove c’e’ un sindaco al primo mandato premiato da un giudizio positivo nessun problema, ma dove serve un nuovo candidato la sinistra vuole giocarsela alla pari con il partito di maggioranza: “Primarie di coalizione”, propone Paglia, che funzionino secondo regole “condivise”.
    Ma ci sono anche enti locali che non verrano coinvolti dalla tornata amministrativa, come Comune e Provincia di Ravenna. Qui, dice Cordiviola, “bisogna smetterla con questo meccanismo della delega quinquennale, per cui si puo’ modificare il programma in corsa” e giustificarsi facendo appello al risultato elettorale, “servono strumenti di partecipazione, verifica e analisi collettiva permanente”. Un implicito ma chiarissimo avvertimento al Pd che talvolta ha imposto agli alleati svolte decise in casa propria, vedi al capitolo sicurezza. Brunelli rincara: “Abbiamo l’impressione che i nostri livelli istituzionali siamo sempre piu’ distanti dai cittadini- dice- Li giudichiamo tutto sommato positivamente, ma ci vuole piu’ partecipazione”. Gli esponenti della costituenda Sinistra ravennate puntano a modificare la visione dell’economia che impera anche a livello locale (“di fronte ai tagli non si puo’ continuare a rispondere con nuove urbanizzazioni perche’ e’ l’unico modo di far quadrare i bilanci”, dice l’esponente locale del Sole che ride) e chiedono alle amministrazioni di impegnarsi “a ridurre gli effetti della recessione sui cittadini che verranno travolti dalla chiusura dele fabbriche”.
    Si riparte da welfare, sostegno allo sviluppo, ambiente e territorio: “Ci vuole piu’ sinistra- conclude Brunelli- ci rivolgiamo anche al Pd perche’ ce ne sia di piu’ anche nel governo degli enti locali”.

  164. BOLZANO: OGGI MANIFESTAZIONE DI SINISTRA DEMOCRATCA CONTRO TUTTI I NAZIONALISMI. said

    Alto Adige: Manifestazione Sinistra Democratica contro nazionalismi.

    BOLZANO, 8 NOVEMBRE 2008 – Quest’oggi alle ore 15.30 una delegazione di Sinistra Democratica manifestera’ a Bolzano a Ponte Langer ‘nel giorno della manifestazione degli Schuetzen, delle polemiche e del tentativo di rilanciare le tensioni etniche, con dei fiori bianchi e rossi, per la convivenza, contro i nazionalismi e tutti i razzismi’.

  165. RIMINI, GIANLUCA FABBRI: " LA SINISTRA SI MUOVE ". said

    http://www.sinistra-democratica.it

    La sinistra si muove.

    di Gianluca Fabbri

    In questi giorni, oltre a “lavorare per” sul territorio, stiamo ricevendo molte notizie incoraggianti: la Sinistra si muove, finalmente. Si comincia a respirare un clima positivo in giro. Cogliamo un certo interesse per questo tentativo – questa volta senza possibilità di appello – di ricomporre la sinistra e darle una prospettiva politica seria, rigorosa ed esigente partendo dai cittadini che hanno di meno, ma senza rinunciare – auspichiamo – ad elaborare un progetto di sviluppo sostenibile e solidarietà che possa parlare ad ampie ed illuminate fasce della società.
    Occorre unire la sinistra e mescolare importanti tradizioni politiche in cerca di una nuova sintesi che sappia essere all’altezza delle sfide del presente. Stare fermi non si può, guardare solo al passato non serve, fare la storia, una storia nuova, si deve.
    Vogliamo una sinistra viva, che si muova dentro la società, una sinistra aperta e larga, che crei una “casa” a disposizione di tutti coloro che vogliono dedicare energie per la propria comunità e per l’umanità ferita dalle guerre, dalla devastazione ambientale e da un’economia irresponsabile e malata.
    Una sinistra che, pur ancorata e ispirata da consolidati principi che hanno le radici nella modernità stessa, cerchi con tutte le sue forze di innovarsi e sfuggire ai vecchi mali sempre in agguato – e largamente diffusi – dello schematismo e del minoritarismo. Una sinistra, insomma, che sta salda sui suoi valori e che vuole parlare ai tanti che li condividono, costruendo con la partecipazione democratica le proposte per risolvere i problemi che riguardano la società e per scegliere i propri rappresentanti.
    Uomini e donne di sinistra che ascoltano, studiano, discutono, agiscono e che con la forza e l’energia date dalla loro passione sappiano costruire un nuovo senso comune, una solidarietà ad un progetto di progresso.
    Una sinistra unita e innovativa è possibile e oggi mi pare si possa dire che la stiamo concretamente costruendo. E’ un bel progetto, alto e utile, e gioverà alla costruzione di un nuovo, moderno, e più credibile centrosinistra che serva davvero al Paese e al suo cambiamento.

    *Sd Rimini

  166. RIMINI: SE NE VA DAL PDCI ANCHE IL CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE EUGENIO PARI E ADERISCE A " UNIRE LA SINISTRA ". said

    http://www.unirelasinistra.it

    Aderisco a “Unire la sinistra”.

    8 Novembre 2008.

    di Eugenio Pari*

    Care compagne e cari compagni.
    Permettemi un breve, ma penso significativo riferimento personale: mi sono iscritto a Rifondazione comunista all’età di 14 (l’anno della sua fondazione), per aderire e fondare insieme ad altri compagni e compagne il Pdci a Rimini nel 1998.
    Unire la sinistra che non si trincera dietro sterili steccati simbolici per tutelare la propria rendita elettoralistica è una priorità per il Paese scosso fin dalle sue fondamente dalle politiche della destra berlusconiana. Unire la sinistra per spostare il Pd più a sinistra, per promuovere nei fatti e non solo a parole una politica di alternativa al modello imperante proprio quando gli avversari storici della sinistra hanno dimostrato l’enormità delle contraddizioni del sistema capitalistico e la insopportabilità delle sue ingiustizie. Unire la sinistra insieme a chi ci sta non mi fa sentire meno comunista, ma, anzi, è la possibilità più concreta di incidere per la costruzione di una società più democratica e giusta, l’obiettivo di sempre per i comunisti, la ragione sociale della nascita del Pdci.
    Occorre comprendere le ragioni dei movimenti di protesta che si stanno via via diffondendo nel Paese a partire dal movimento studentesco e aprirsi a queste esperienze che possono dare vita ad una sinistra che mai come oggi è stata così debole. Occorre l’unità di chi crede che un altro mondo è possibile per far riconquistare a milioni di donne e di uomini il sacrosanto diritto a progettare un futuro migliore del presente.
    Gli sforzi delle giovani coppie, degli studenti, dei pensionati, dei lavoratori della conoscenza per arrivare a fine mese rischiano di essere vani perché il modello che, in Italia più che altove, vede i ricchi diventare sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri non può essere modificato dalle politiche blandamente riformiste del Pd e tantomeno dallo sterile identitarismo di chi ripropone con parole e formule stantie la sola unità dei comunisti. Occorre contrastare questo ordine sociale e al tempo stesso lavorare con forme inedite per crearne uno nuovo più giusto e umano.
    Diffido dei comunisti rivoluzionari a colpi di falce e martello del XXI secolo perché in molti casi sono solo dei tatticisti che mirano ad ottenere poltrone e prebende attraverso la riproposizione pedissequa di un burocraticismo da Comintern e attraverso una selezione del personale politico di comodo perché addomesticato e mansueto rispetto ai voleri del padrone di partito.
    La sinistra deve stare unita perché altrimenti sui lavoratori e sulle classi più deboli “pioveranno addosso sempre pietre”.
    Fraterni saluti.

    *Capogruppo PdCI e SD consiglio comunale di Rimini, segreteria regionale PdCI Emilia Romagna

  167. MODENA: INIZIATIVA ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA " said

    MODENA

    INIZIATIVA ASSOCIAZIONE “PER LA SINISTRA”.

    MERCOLEDì 12 NOVEMBRE 2008 ORE 21,00

    Centro Ventrone via delle gardenie 15 (g.c.)

    Incontro pubblico sul tema:

    CRISI DEL DISTRETTO TESSILE

    Per tornare a dire qualcosa di sinistra tra posti di lavoro che si perdono e poltrone che si occupano.

  168. CASTELVOLTURNO: QUESTA VOLTA DAL SUD BUONE INIZIATIVE said

    LIBERAZIONE
    giornale comunista

    12 novembre 2008

    RIFONDAZIONE ANNUNCIA
    TAGLI AL PERSONALE,
    LIBERAZIONE SCIOPERA.

    Domani il quotidiano non sarà in edicola.

    Mentre i giornalisti di Liberazione attendevano l’apertura
    di una trattativa aziendale per esaminare e concordare
    le soluzioni alla crisi, la società editrice ha comunicato,
    nella totale confusione e inattendibilità dei dati di bilancio,
    un piano di ristrutturazione che prevede un taglio di
    “oltre la metà del costo del personale”.
    Domani mattina, nelle intenzioni dell’editore, la direzione
    del Prc, azionista unico, dovrebbe convalidare tali linee
    di intervento. Per scongiurare questa minaccia, i giornalisti
    hanno proclamato uno sciopero immediato, il terzo dall’inizio
    della vertenza. Vogliamo denunciare con chiarezza
    il tentativo inammissibile, tanto più a Liberazione,
    di far ricadere sulle spalle dei lavoratori i costi
    delle difficoltà economiche e anche degli errori
    gestionali, oramai evidenti.
    Del resto anche l’allarme per i paventati tagli governativi
    all’editoria sembra essere ridimensionato, almeno per il 2008
    e 2009, dal voto delle commissioni parlamentari. Vogliamo
    inoltre rendere manifesto alla direzione del Prc a quali pesanti
    conseguenze si andrebbe incontro con una frettolosa ed
    autoritaria approvazione di un piano “confindustriale”
    come quello presentato dalla società editrice.
    Chiediamo quindi all’azionista
    di non approvare alcun piano senza aver prima
    affrontato una trattativa con ogni organo
    sindacale.
    Domani il quotidiano non sarà quindi in edicola.

  169. A VITTORIA la " Casa della Sinistra " al lavoro. said

    http://www.sinistra-democratica.it

    A Vittoria la “Casa della sinistra” al lavoro.

    Ieri sera la nostra assemblea ha deliberato la costituzione di gruppi tematici di lavoro molto importanti per la razionalizzazione del nostro impegno politico.
    Voglio ringraziare tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità a spendersi ed impegnarsi, un particolare ringraziamento mi sento di rivolgere verso i giovani che, con entusiasmo, si sentono di dire la loro nelle varie tematiche, auguro un buon lavoro e voglio rassicurarli che le loro idee saranno per noi “anziani” un vitale sprono.
    Qui di seguito sintetizzo i lavori e gli obbiettivi che l’assemblea ha assegnato ai vari gruppi.
    1) Gruppo tematico “COSTITUENTE DELLA SINISTRA”
    Ha il compito di raccordarsi politicamente e operativamente con le realtà nazionali che mirano al processo costituente di una Sinistra unitaria nel nostro paese.
    In particolare la nuova associazione nazionale “Per la Sinistra” , presentata a Roma il 7 Ottobre scorso, che vede impegnati in questa iniziativa compagni di Sinistra Democratica (Fava, Musii ecc), di Rifondazione Comunista (Vendola, Giordano ecc), dei Comunisti Italiani (Belillo, Guidoni ecc.), dei Verdi (Cento..) e di tanti altri compagni (Novelli, Sgrena ecc. ecc.), pone gli stessi obbiettivi che la nostra “casa delLA SINISTRA” ha posto a fondamento del nostro impegno politico da noi svolto negli ultimi anni a Vittoria.
    Per chi volesse approfondire la tematica allego il file (Costruire la Sinistra (07 11 08).pdf).
    L’assemblea ha deliberato di aderire all’iniziativa istituendo a Vittoria, nella nostra sede, il “COMITATO PROMOTORE TERRITORIALE” per la Costituente della Sinistra.
    L’appuntamento a Roma del 13 Dicembre per l’assemblea nazionale ci vedrà presenti e portatori delle nostre idee.
    2) Gruppo tematico “POLITICHE GIOVANILI E DEL LAVORO”
    Ha il compito di proporre e gestire iniziative politiche che investono la sfera giovanile in rapporto ai movimenti di lotta studentesca di questi ultimi periodi contro le riforme portate avanti dal governo e all’attuale società che tende sempre più a marginalizzare il ruolo dei giovani.
    Stessa attenzione ed impegno il gruppo deve porre al mondo del lavoro, in particolare nei confronti dei soggetti meno garantiti: giovani, disoccupati, precari ecc.
    3) Gruppo tematico “POLITICHE AMBIENTALI”
    Ha il compito di rapportare politicamente le problematiche ambientali, con particolare riguardo al nostro territorio, con tutte le implicazioni che una sbagliata gestione dell’ambiente ha nella nostra vita quotidiana e nel futuro delle nuove generazioni.
    4) Gruppo tematico “POLITICA E LAVORI ISTITUZIONALI”
    Ha il compito di collaborare con i Consiglieri Comunali e di Quartiere nel loro impegno istituzionale (Consigli Comunali, Commissioni ecc.) per la gestione politica dell’opposizione all’attuale Amministrazione Comunale.

    Pippo Pollara

    (Coordinatore Casa della Sinistra)
    Vittoria, 11/11/08

  170. MODENA: PARTE L'AVVENTURA DE " LA SINISTRA ". said

    Modena: Parte l’avventura de “La Sinistra”.

    4 Novembre, 2008.

    Politica e cultura unite al fine di “ricostruire una sinistra che sia la vera alternativa alle politiche della destra” e conti alla propria base “di un percorso partecipativo di tutta la societa’”. Ecco ‘la Sinistra per Modena’, un nuovo organismo politico, un’associazione aperta a tutti, che, con la conferenza stampa di questa mattina al ‘Caffe’ Concerto’, muove ufficialmente i primi passi nel panorama politico modenese con uno sguardo rivolto a tutta la provincia.
    Seduti al tavolo di presentazione alcuni dei primi firmatari aderenti all’associazione, tra i quali Massimo Mezzetti, coordinatore regionale di Sinistra Democratica, Giorgio Prampolini, capogruppo di Sd nel consiglio comunale di Modena, Federico Ricci, consigliere di circoscrizione del centro storico di Rifondazione comunista, Alvaro Colombo, capogruppo di Rifondazione nel consiglio comunale di Modena, ed il docente universitario Paolo Caselli.

    L’unità della sinistra riparte quindi da Modena, anticipando di alcuni giorni l’iniziativa nazionale del 7 novembre che lancerà l’Associazione “La Sinistra”, “perché – afferma Massimo Mezzetti – siamo convinti che il processo costituente per una nuova sinistra debba essere costruito a partire dal territorio e dalle esperienze che in esso si esprimono”. “La Sinistra per Modena – ha precisato Mezzetti – nasce come un’Associazione politica e culturale aperta a tutti coloro che individualmente o in forma associativa si riconoscono nel progetto di costruzione di un’unità della sinistra. Solo superando gli steccati identitari e le nicchie di appartenenza si potrà dar vita ad una sinistra che, forte di una sua autonomia politica e culturale unitaria, potrà confrontarsi con tutte le forze di centrosinistra, a partire dal Pd, per la costruzione, ora, di un’opposizione unita e, nel futuro, di una nuova alleanza di governo in tutti i Comuni, nelle Province e nelle Regioni. Una sinistra che sia in grado di competere con il centrodestra, di sconfiggerlo e di tornare al governo del Paese”.

    “Solo l’aggregazione – spiega il consigliere regionale Sd – di tutte le culture, di tutte le risorse umane e intellettuali della sinistra può rendere oggi quest’ultima competitiva ed influente all’interno di nuove coalizioni di centrosinistra. Viceversa, la divisione e la frammentazione della sinistra aiuterebbe coloro i quali pensano che un nuovo centrosinistra debba guardare al centro e a politiche sempre più moderate e subalterne alle destre”.

    Mezzetti ha annunciato “un appuntamento per il 13 di dicembre a Roma che riunisca tutti gli aderenti al nuovo movimento che interessa la sinistra italiana, di cui noi facciamo da oggi parte”. Il fenomeno infatti sta assumendo un carattere nazionale e “stanno aumentando in tutta Italia le esperienze politiche simili a questa: da Milano a Genova e Torino”.

    Quanto allo scenario modenese “l’Associazione potrà evolversi anche nella costruzione di una lista de “La Sinistra” che si presenterà, ovunque possibile, in tutta la Provincia di Modena se registrerà il consenso e l’aggregazione che auspichiamo”.

    Alvaro Colombo (Prc) ha definito l’Associazione ”un nuovo contenitore delle forze di sinistra, che non necessita di un tesseramento” in quanto “aperto a tutti, anche a chi risulti gia’ iscritto a partiti della sinistra” per “intavolare progetti e percorsi concreti in merito alla realta’ cittadina”. Progetti e percorsi costruiti “sulla centralita’ della partecipazione dei cittadini”, infatti, se dal pubblico presente alla conferenza giungono recriminazioni sul progetto dell’ex Amcm, Prampolini porta come esempio “il progetto partecipato che ha interessato le ex fonderie, che ad inizio legislatura dovevano essere abbattute” e proprio partendo da questa esperienza “anche l’ex Amcm, come altri nodi centrali della realta’ modenese, saranno studiati e interpretati dalla nostra associazione con il diretto coinvolgimento tutti coloro che ne vogliano prendere parte”.

    Primo appuntamento de “La Sinistra per Modena” sara’ un confronto sulla crisi finanziaria che l’associazione affrontera’ presso all’ex mercato di via Ciro Menotti, il prossimo 14 novembre.

  171. PADOVA: PER LA SINISTRA. said

    http://www.sinistra-democratica,it

    Il tempo è adesso! Occhetto a Padova “Per La Sinistra”

    Il tempo è adesso! Adesso è il tempo della discussione, del confronto, delle idee, è il momento in cui seminare, anche se lungo un cammino in salita. Tutto ciò non si fa in un giorno solo, ma attraverso tre proposte: indire delle primarie non sui nomi ma sulle idee; organizzare una costituente del nuovo partito della sinistra, ma anche una costituente del nuovo centrosinistra.
    Con queste parole Achille Occhetto è intervenuto domenica 9 novembre, a Padova, all’assemblea pubblica “Per La Sinistra. Verso la Costituente della Sinistra italiana” organizzata dal Comitato veneto promotore dell’associazione “Per La Sinistra”. Erano presenti Umberto Guidoni (Pdci) e Francesco Ferrara (Prc), ha coordinato Alessandro Zan (Sinistra Laica).
    Occhetto si è soffermato anche sul valore simbolico dell’elezione di Obama, che non significa però necessariamente un cambiamento, come ha detto Veltroni, ma indica soltanto la possibilità che questo cambiamento possa avvenire, al mutare di molte altre condizioni. Il pacifismo integrale e l’ecologismo strutturale, secondo Occhetto, devono formare necessariamente il sistema di valori sul quale la sinistra deve costruire il proprio progetto politico, per essere così credibile e per arrivare a capire i bisogni della gente.
    Guidoni, un “fisico prestato alla politica” come si è definito, ha insistito su questo punto sottolineando l’importanza e il valore del processo costituente in atto, per uscire dalla logica dei partiti e giungere a mobilitare grandi passioni e smuovere grandi idee. La prossima scadenza elettorale però non deve essere l’unico motore e l’obiettivo principale di questo percorso, ma è necessario che la nuova sinistra svolga il proprio ruolo tanto al governo quanto all’opposizione.
    Infine Ferrara si è soffermato sull’importanza dell’esperienza associativa, come modalità efficace e democratica per la costruzione del soggetto politico de “La Sinistra”: la partecipazione infatti sarà l’esito naturale delle “primarie sui grandi temi” che dovranno identificare la sinistra stessa. I primi risultati, in questo senso, sembrano già arrivare: ieri infatti hanno detto la loro e portato il loro contribuito al cammino costituente gli studenti dei movimenti di protesta che sono sorti in queste settimane; i compagni che già hanno dato vita a coordinamenti “Per La Sinistra” e a forum di discussione sui temi della politica locale; i comitati di cittadini (come quello contrario alla base Dal Molin di Vicenza) che si muovono per costruire un progetto di società che oggi ancora manca.
    “Il problema della sinistra – ha concluso Occhetto – a differenza di quello che pensano gli amici del partito democratico, non è quello di governare il sistema, ma quello di cambiarlo. Questo vuol dire che bisognerebbe proporre un modello di società sul terreno della qualità dello sviluppo e quindi delle relazioni umane, del rapporto tra lavoratore e impresa, tra cittadino e stato, tra cittadini di diverse culture, religioni ed etnie, tra uomo e donna. Non si tratta solo di reclamare una più equa distribuzione della ricchezza. Occorre presentare il progetto di una libertà reale, cioè dell’effettiva liberazione del genere umano”.
    Andrea Dapporto e Alessandro Sabiucciu, coordinatori regionali veneti di Sinistra Democratica e dell’area Vendola, hanno annunciato un ampio e capillare piano di riunioni a livello provinciale e comunale, per costruire, dal basso, un movimento esteso che dia vita, anche nel Veneto alla Costituente per la Sinistra.

  172. FERRARA: LA CPSTITUENTE PER LA SINISTRA SI PRESENTA. said

    http://www.estense.com

    15/11/2008

    La Costituente per la Sinistra si presenta.

    La Costituente per la Sinistra è un’associazione composta da persone che vengono da forze politiche o da movimenti e da singoli cittadini accomunati dalla volontà di partecipare al processo nazionale nato per dare alla sinistra diffusa una nuova e diversa rappresentanza politica.

    L’abbandono del campo della sinistra da parte del PD e la scelta identitaria che per ora è prevalsa in alcuni partiti della sinistra, lasciano aperto un problema: una sinistra diffusa nel paese che cerca un soggetto politico in grado di rappresentare tutte le ispirazioni politiche, culturali e sociali che fanno la sua ricchezza e che non possono essere chiuse e frammentate in piccoli recinti.

    All’orizzonte ci sono le elezioni amministrative. Non ci interessa ripercorrere esperienze di mero cartello elettorale, il vero vizio che ha procurato la sconfitta alla sinistra arcobaleno. Pensiamo ad un progetto di lungo respiro che ricostruisca la sinistra e, a livello locale, si riconnetta con le esigenze e le persone del nostro territorio. La scadenza elettorale potrebbe, tuttavia, essere un passaggio che si iscrive nel processo unitario.

    Per questo abbiamo avviato una consultazione con i partiti della sinistra e con i movimenti per verificare se esistono spazi per utilizzare in questo senso la scadenza elettorale e per fare in modo che la sinistra avvii una riforma della politica a partire da sé stessa e dai suoi modi di operare e di rapportarsi con la gente.

    Tuttavia il compito di ricostruire la sinistra e la sua rappresentanza non può essere scandito dagli appuntamenti elettorali ma da un lavoro costante e paziente in cui c’è bisogno dell’intelligenza e delle energie di tutti, di confronto tra culture ed esperienze di vita delle persone, di radicamento sociale.

    Ogni giorno vediamo pesanti attacchi alle condizioni di vita delle persone, ai diritti dei lavoratori, alla scuola pubblica, al futuro dei giovani, rigurgiti di razzismo e tanto altro ancora. Le lotte sociali che stanno crescendo hanno bisogno di una rappresentanza politica che solo una sinistra larga può offrire proprio nel momento in cui la politica appare sempre meno credibile e lontana dai problemi quotidiani di tutti noi.

    Stiamo nelle lotte di queste settimane, appoggiamo il movimento che si sta sviluppando nella scuola e nel mondo del lavoro contro gli attacchi del governo.

    La sinistra deve contribuire ad un processo di riforma della politica sia impedendo operazioni di ‘casta’ come il lodo Alfano sia cambiando le forme della politica a partire da sé stessa. Per questi motivi la Costituente ha deciso di appoggiare il referendum per l’abrogazione del lodo Alfano.

    Per altro verso la Costituente ha prodotto un codice per la riforma della politica che chiama tutti a discutere. L’impegno di chi fa politica dovrebbe essere quello di dire la verità contro le consuete manipolazioni; l’onestà che significa anche candidature cristalline, la trasparenza in tutto ciò che accade nei luoghi di decisione politica, il superamento della politica come mestiere e quindi avvicendamento negli incarichi contro l’idea della politica dalla culla alla tomba, l’agire laico e non confessionale nelle scelte che riguardano tutti.

    Intanto applichiamo quei principi a noi stessi e nella Costituente vige la regola della rotazione delle cariche, le riunioni sono verbalizzate e comunicate a tutti, si opera per gruppi di lavoro tematici aperti.

    Noi abbiamo cominciato.

    Chi è interessato ad iscriversi alla nostra associazione può contattarci su costituenteperlasinsitra_ferrara@ytahoo.it.

    Giuseppina Antolini e Fabiano Minni, portavoce Costituente per la Sinistra-Ferrara

  173. FORLI: VERSO UN NUOVO SOGGETTO POLITICO DELLA SINISTRA. said

    Forlì. Verso un nuovo soggetto politico della sinistra .

    17 Novembre, 2008

    Martedì 18 novembre presso la Casa del Lavoratore di Bussecchio (v. Cerchia 98) a Forlì, alle ore 21, si terrà una pubblica Assemblea, promossa da Sinistra Democratica, Costituente della Sinistra, esponenti dell’area vendoliana di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani della mozione Belillo, a cui sono invitati a partecipare tutti coloro che si riconoscono nell’appello “Costruire la sinistra. Il tempo è adesso”, sottoscritto il 7 novembre a Roma da numerose personalità della sinistra italiana.
    Obiettivo dell’Assemblea è costruire anche a Forlì e nel forlivese un’Associazione che si proponga di dar vita ad un nuovo soggetto politico della sinistra italiana, capace fin d’ora di giocare un ruolo nel contrastare le nefaste politiche del governo Berlusconi e ridare alla sinistra autonomia e credibilità anche in vista delle prossime scadenze elettorali.

    “Siamo convinti – afferma Paolo Temeroli, coordinatore forlivese di Sinistra Democratica – che questo processo potrà riuscire solo se si baserà sulla più larga partecipazione possibile ed un confronto aperto, culturale e politico, con le sfide: da quella della crescita delle disuguaglianze al fenomeno epocale delle migrazioni di massa, dalla necessità della tutela e del ripristino degli equilibri ecologici, all’affermazione della pratica della non violenza e alla difesa della laicità, quale garanzia dell’esercizio delle libertà civili e dei diritti individuali di autodeterminazione, – che stanno di fronte alla sinistra italiana ed europea del 2000″.

    “E’ pertanto venuto il momento – conclude – di reagire al lutto per i disastrosi risultati conseguiti nelle ultime elezioni politiche dalla Sinistra Arcobaleno, superare la diaspora che ne è seguita, contrastare le tendenze all’accettazione di un regime imperniato sul bipartitismo, tuttora presenti nella politica italiana, e unire le forze per rilanciare la prospettiva di un ruolo autonomo ed efficace della sinistra sulla scena politica italiana ed europea. L’appuntamento del 18 è rivolto a tutti coloro che credono a quest’obiettivo”.

    La riunione sarà conclusa da Carlo Flamigni, tra i firmatari dell’appello di Roma del 7 novembre

  174. IMOLA:.COSTRUIAMO LA SINISTRA said

    COMITATO PROMOTORE PER LA COSTITUZIONE
    ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
    DI IMOLA
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    Costruiamol’Associazione insieme e dal basso per l’opposizione sociale al governo delle destre che sta facendo gravissimi danni alla vita e alla convivenza democratica del nostro Paese.
    Dalle esperienze dei territori la forza per una sinistra nuova e per un’alternativa di società.

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    Ci troviamo

    GIOVEDI 20 NOVEMBRE 2008
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    ORE 20.30
    SALA DEL CIDRA
    VIA DEI MILLE 26

    IMOLA
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    Saranno presenti:

    ELISABETTA PICCOLOTTI
    Firmataria del documento nazionale
    ” COSTRUIRE LA SINISTRA ”
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    MASSIMO TORELLI
    Coordinatore ” SINISTRA UNITA E
    PLURALE – Firenze

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    KATIA ZANOTTI
    Firmataria del documento nazionale
    dell’Associazione politica
    ” PER LA SINISTRA “.

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  175. ANCONA: ASSEMBLEA COSTITUENTE " LA SINISTRA ". said

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    COSTRUIAMO INSIEME UNITA’, CAMBIAMENTO E FUTURO

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    ASSEMBLEA COSTITUENTE
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    LA SINISTRA
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    INCONTRO DIBATTITO CON:

    MARCO FUMAGALLI
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    NICHI VENDOLA
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    MARTEDI 25 NOVEMBRE
    ORE 21.00

    SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE

    ANCONA

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    Organizza:
    ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA

    http:www.lasinistra-ancona.it

  176. AVOLA:SINISTRA, ULTIMA CHIAMATA 13 DICEMBRE said

    SINISTRA DEMOCRATICA
    AVOLA
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    lunedì 17 novembre 2008

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    SINISTRA: ULTIMA CHIAMATA 13 DICEMBRE
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    È inutile nascondersi. La sinistra in Italia, dopo il disastroso risultato elettorale di Aprile, si è avvitata in una perversa spirale di rancori e regolamenti di conti culminati nei congressi estivi dei partiti della sinistra come li abbiamo conosciuti finora.
    La lezione impartita dagli elettori non è stata ben compresa dalla maggioranza dei dirigenti di questi storici partiti, che invece di accelerare verso un’unità reale e non fittizia e utilitaristica come quella della Sinistra Arcobaleno, non hanno trovato di meglio che rinchiudersi nei loro fortini identitari.
    È bene chiarirlo, a scanso di equivoci: tutti abbiamo sbagliato. Anche noi di Sinistra Democratica che dal 5 Maggio 2007, data di nascita del nostro movimento, non abbiamo saputo imprimere la giusta accelerazione verso quel processo di costruzione di un unico soggetto della sinistra che è stato sempre il nostro obiettivo primario.
    D’altra parte questi primi allarmanti mesi di azione del governo di destra hanno dimostrato la necessità della presenza di una forte sinistra in Italia. La blanda, inefficace opposizione del PD, che ha lasciato al solo Di Pietro il ruolo di netta opposizione agli agghiaccianti provvedimenti governativi, ci rende sempre più consapevoli di questo.
    Ci vuole una forza politica che riempia il vuoto lasciato dalla scomparsa dell’unico grande partito di sinistra presente in Italia: i Democratici di Sinistra. La sua scomparsa e sostituzione con un partito moderato come il PD lascia privi di rappresentanza milioni di cittadini che, tuttavia, non si sentono rappresentati neanche dal microcosmo di partitini litigiosi presenti a sinistra del PD.
    Per questo noi di Sinistra Democratica abbiamo deciso di lanciare la Costituente della Sinistra. Senza indugi ulteriori o alchimie tattiche. Chi ci sta ci sta.
    Sappiamo che è un compito difficile, ma sappiamo anche che è l’ultima occasione per dare una sinistra al Paese.
    Penso che un partito di sinistra sia necessario per garantire la difesa di principi e valori rimasti purtroppo orfani.
    Sia utile per garantire all’Italia la possibilità di un altro governo che non sia l’attuale governo di destra.
    Sia utile persino, e anzi direi soprattutto, al PD, per fermare la sua deriva moderata e centrista che lo spinge a prendere in considerazione la possibilità di allearsi con l’UDC di Cuffaro.
    Per questo chiediamo a tutti quelli che si sentono intimamente di sinistra e che non si sentono rappresentati dalle attuali forze politiche, di aiutarci a costruire questo nuovo soggetto politico.
    Credo proprio che sia l’ultima chiamata. Rispondiamo, o non prendiamocela poi con il destino cinico e baro.

  177. SIRACUSA: " PER LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA ". said

    http://www.sdperlacostituente.com

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    Sinistra Democratica Siracusa
    per la Costituente di Sinistra
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    sabato 25 ottobre 2008

    Sinistra Democratica è nata, qualche tempo fa, per cercare di rinnovare non solo la classe dirigente della sinistra italiana ma anche e soprattutto per cambiare il modo di fare politica di sinistra in questo paese.

    Io amo dire: bisogna riallineare la Sinistra di questo paese con la Storia.

    Cos’è, oggi, una “classe” sociale? Come oggi possiamo definire i lavoratori salariati? C’è ancora un “padrone”? Come si affronta, nel nostro tempo, il drammatico problema ecologico? Come le morti bianche?

    Queste sono le domande del nostro tempo, alle quali, la Sinistra, non ha saputo dare risposte.

    E’ ora di darle.

    E’ ora di ridefinire il concetto di classe e di lotta di classe, è ora di uscire dal novecento e affrontare la realtà sociale profondamente mutata del nostro secolo.

    Questo non significa che non esistono più le diseguaglianze. Anzi.

    L’individuo non esiste più. Esiste il consumatore, esistono modelli commerciali spacciati per modelli di vita.

    Esiste la povertà e gli sfruttati, esiste una disuguaglianza sociale ed economica più accentuata di qualche anno fa.

    E’ difficile definire “classe” un disagio generalizzato, che colpisce il laureato che è costretto a guidare gli autobus di linea, e i lavoratori dei call-center, nuova fucina di frustrazioni e soprusi.

    Esiste dunque una disuguaglianza di distribuzione delle risorse.

    Bisogna cambiare il nostro modello di sviluppo, altrimenti l’intero sistema che abbiamo creato crollerà su sé stesso.

    E proprio questo proponiamo, un nuovo modello di sviluppo, bastato sull’eco compatibilità dei materiali, sulla ricerca di nuove risorse, sulla cancellazione dello sfruttamento del lavoro.

    Sulla assoluta prevalenza dell’Individuo sul consumatore.

    Questo vuole essere la Costituente di Sinistra.

    Niente estremismi, niente appiattimenti su posizioni centriste. Solo un’analisi accurata dei problemi e la proposta di alcune soluzioni. Da Sinistra.

    Anche la nostra provincia ha bisogno di tutto questo.

    Presto questo sito ospiterà la “carta delle cose da fare” in questa provincia.

    E presto speriamo di poter lanciare la grande assemblea della Costituente che, vi anticipo, a livello nazionale, dovrebbe essere il 13 dicembre.

    C’è tanto lavoro da fare. Tanta passione da mettere in campo.

    Vogliamo ripartire per costruire.

    Da sinistra.

    Vincenzo Quadarella

  178. FORLI: LA SINISTRA RICOMINCIA. said

    21 novembre 2008

    Flamigni torna in politica, guiderà le sinistre a Forlì.
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    FORLI’– E’ nata a Forlì la nuova associazione politico-culturale che si pone l’obiettivo di creare sulle ceneri della Sinistra Arcobaleno una nuova formazione politica. E c’è anche un nome di peso alla sua presidenza, quello di Carlo Flamigni, notissimo medico, esperto internazionale di bioetica e fecondazione assistita, nonché ex presidente del Consiglio comunale di Bologna. Tornato ad aprile ad abitare nella sua città natale, Flamigni, 75 anni, esponente di Sinistra democratica, non ha aderito al Pd alla sua formazione e ora presiederà l’associazione “Per costruire la sinistra” che si forma nel comprensorio forlivese in vista dell’incontro del 13 dicembre a Roma che potrebbe dar vita ad un nuovo soggetto politico della sinistra.
    E’ un ritorno alla politica? “Vedremo, senza porre confini ai disegni della provvidenza laica”, commenta Flamigni. E spiega: “La politica è nel sangue di molte persone, ora più che mai che c’è bisogno di fare politica: andiamo incontro a tempi molto bui per le persone più fragili, che non hanno nessuno che li difenda in Parlamento”. Per Flamigni, quindi, “dobbiamo prestare attenzione a questi fratelli”. Per il resto, non chiude a progetti politici per il futuro: “Per l’avvenire si vedrà”.
    Flamigni lasciò Forlì a 18 anni per raggiungere la vicina Bologna, dove si è sviluppata la sua carriera professionale e politica, “ma sono forlivese e ho sempre mantenuto in città la casa dei miei genitori”, spiega. Ora risiede stabilmente in città. Questo nuovo progetto politico lo vede protagonista: sono già una cinquantina le firme raccolte ieri sera durante un incontro in cui si sono ritrovati Sinistra democratica (coordinata a Forlì da Paolo Temeroli), il gruppo “Costituente per la sinistra” (animata dall’ex assessore Marisa Fabbri), i vendoliani di Prc (che a Forlì sono circa il 20% del partito, animati da Virna Giunchi) ed infine i Comunisti italiani della mozione Belillo.
    “Durante l’incontro è emersa la volontà di essere presenti alla prossime amministrative, vogliamo esserci ripartendo dalle idee della Sinistra Arcobaleno (l’alleanza della sinistra radicale uscita sconfitta alle ultime elezioni, ndr)”, spiega Temeroli (Sd). “Guardiamo al Pd come forza di riferimento del centro-sinistra e desideriamo incontrarci, ma sulla base di pari dignità”, aggiunge il mussiano. Insomma, la nuova formazione guarda ad una ri-edizione delle alleanze tra sinistra radicale e Pd, ma con una carta in più, quella di Flamigni che potrebbe prospettarsi come un candidato di punta, dopo il suo passato politico a Bologna. “Aspettiamo comunque il 14 dicembre e di vedere quali sono i rapporti nel centrosinistra”, mette le mani avanti Temeroli. “Per ora è presto parlare di un nuovo partito politico”, gli fa eco lo stesso Flamigni, ma qualcosa si è decisamente mosso.

  179. MODENA: LA CASA DEI GIOVANI ADERISCE ALL'ASSOCIAZIONE " LA SINISTRA ". said

    LA CASA DEI GIOVANI DELLA SINISTRA DI MODENA
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    La Casa dei Giovani della Sinistra aderisce all’associazione “La Sinistra per Modena”.
    La Casa dei Giovani della Sinistra esprime piena soddisfazione per la nascita dell’associazione “la Sinistra per Modena”.
    La Casa dei Giovani della Sinistra è nata per impulso dei Giovani Comunisti (PRC) e dei Ragazzi di Sinistra Democratica ed opera a Modena e provincia già da alcuni mesi.
    Noi aderiamo a questo progetto politico-culturale volto al rinnovamento della Sinistra: una Sinistra aperta ed inclusiva, non ossessionata da nicchie identitarie o da simboli.
    Una Sinistra che vuole guardare al futuro, una Sinistra che parte dalla cultura, una Sinistra che riparte dal basso.
    Non un aggregato di sigle, ma un progetto serio, che della partecipazione fa uno dei suoi fondamenti.
    In un contesto come quello attuale, in cui scuole ed università si trovano in agitazione per via degli attuali provvedimenti del Governo Berlusconi, occorre riorganizzarsi, partecipare, lottare.
    E’necessario che la Sinistra diventi parte del dibattito, che dalle scuole e dalle università rinasca rafforzata.
    E’ per questi motivi che vogliamo partecipare al progetto.
    Noi crediamo che la Sinistra unita nasca da qui.

  180. .DAVIDE NOTA***** " Una sinistra di poesia e realtà. Incontro con Nichi Vendola ". said

    LA GRU
    Portale di poesia e di realtà
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    Una sinistra di poesia e realtà.
    Incontro con Nichi Vendola.
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    lunedì 24 novembre 2008
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    di Davide Nota
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    Spesso mi aggiro per Roma, alla scoperta del mondo. I tramonti incandescenti che si riversano come uno smalto infiammato sui cornicioni dei palazzi, le metropolitane dense di sguardi e di accenti, le lunghissime passeggiate tra gli scheletri del passato e il magma contemporaneo: tutto è qui per me informe e commovente umanità.

    Pasolini non è mai stato ucciso. Me lo ripeto spesso, quando incontro le sue rime, la sua inquieta vitalità, la sua soave disperazione, in ogni porzione di strada, di cielo, di casa.

    Oggi Accattone sarebbe probabilmente un ragazzo extra-comunitario, momentaneo inquilino di un campo nomadi. Ninetto sarebbe invece un giovane precario, senza busta paga né orizzonti stabili, abitante della estesa periferia senza centro di una delle nostre province europee.

    E’ in questa ferita trasversale del mondo, dove reale è l’esigenza di un nuovo straccio di speranza, e dove più acre si fa la sete di esistenza e di riscatto dal vuoto di una saccheggiata Polis, che una nuova sinistra potrà ritrovare le sue più profonde, arcaiche ed intime ragioni, che non parlano di “iconografia” o di “ortodossia ideologica”, ma di amore, speranza e fiducia nell’essere umano.

    I miei incontri con Nichi Vendola, durante l’assemblea “Le belle bandiere” (Roma, 27 settembre 2008), e durante la prima conferenza stampa dell’associazione “Per la sinistra” (Roma, 7 novembre 2008), avvengono all’interno di questo condiviso sentimento poetico e politico.

    Davide Nota: Abbiamo parlato sulle pagine de “La Gru” di “interruzione culturale” e di un “trentennio”, 1978-2008, di graduale smantellamento delle nostre culture di riferimento, umanistiche e popolari. Dopo le stragi di Stato e la guerra civile degli anni ’70, il Piano di Rinascita democratica e l’utilizzo acculturante del mass-media televisivo hanno completato e definito la deviazione antropologica della nostra Polis, tradotta in massa di corpi senza posto, individui senza soggetto, prigionieri di un irreale ciclo di terrore e distrazione. Come attuare, in un contesto di strutturale dissociazione, un ricominciamento politico, poetico, umanistico? Come porgere la mano? Quale lingua parlare?

    Nichi Vendola: Credo che sia fondamentale l’analisi profonda, non semplicemente di costume, ma l’analisi sociale, l’analisi politica e l’analisi culturale della sconfitta della sinistra. Noi dobbiamo fare un lungo lavoro di elaborazione del lutto, dobbiamo evitare di utilizzare categorie come quella del “tradimento dei traditori”, che rappresentano una comoda scorciatoia per non guardare a come già nel cuore del Novecento ci fossero i prodromi di una lunga sconfitta. La lunga sconfitta comincia all’indomani del punto più alto di contestazione, di critica corrosiva degli assetti dominanti, materiali e ideologici, del mondo, cioè all’indomani del ’68. Per la prima volta la piramide del sistema capitalistico viene contestata non soltanto alla sua base, laddove insistono rapporti di produzione e la contraddizione tra forze produttive e rapporti di produzione, ma viene contestata al vertice della piramide, là dove ci sono i segreti della riproduzione dell’egemonia culturale delle forze capitalistiche, cioè là dove ci sono gli statuti riproduttivi del mito della “cultura”, del mito della “neutralità della scienza”. Il ’68 compie un’opera rivoluzionaria in senso proprio, nel senso di andare al cuore del Capitale, e il cuore del Capitale è l’ideologia, e di svelare, demistificare, storicizzare il cuore dell’ideologia capitalistica. Dall’indomani comincia questo lungo lavoro di seppellimento delle domande sociali del ’68, che non vanno semplicemente lette in chiave di nomenclatura dei gruppuscoli extraparlamentari, vanno lette nel senso sociale che esse hanno espresso, e questo lavoro lungo di seppellimento ha portato, alle ultime campagne elettorali, la destra a presentarsi come portatrice di un programma fondamentale che era la soluzione finale della “questione del ’68”. Da Berlusconi a Sarcozy il tema di “uccidiamo il ’68” è stato un tema sovranazionale, decisivo, e in questa uccisione la sinistra si è trovata profondamente scissa dalla storia reale, non dalla storia ideologica, di quegli anni, perché la sinistra italiana ha progressivamente abbandonato la centralità del tema degli apparati della formazione, scuola e università, la centralità del tema della questione meridionale, cioè la sinistra si è progressivamente separata dalla propria radice di classe, dalla propria radice sociale, e si è invaghita di una modernità tecnocratica che la ha disidentificata, che la ha inquinata proprio nella credibilità del suo linguaggio. Ecco, ho detto delle cose un po’ rozze, generiche, ma dentro c’è l’assalto al cielo, il crollo delle società che io ho sempre chiamato del “socialismo irreale”, piuttosto che del “socialismo reale”, cioè c’è una lunga storia che va naturalmente analizzata, pezzo per pezzo. Noi siamo come nella pagina biblica, persone che hanno la propria città che sta bruciando. Mentre ci allontaniamo dalla città dobbiamo come nella Bibbia girare la testa e vedere la nostra città che brucia, anche correndo il rischio di essere trasformati in statue di sale. Però dobbiamo vedere le fiamme della nostra città, le fiamme che hanno bruciato il comunismo novecentesco, per poter capire che cosa è accaduto, per poter ricominciare una storia nuova, non la caricatura miniaturizzata delle storie vecchie, ma una storia nuova.

    DN: Questa storia nuova comincia però tra i detriti di una città letteralmente rasa al suolo, e non solo dalle “bombe al grappolo”. L’altra faccia della medaglia dell’egemonia militare neo-liberistica, è il colpo di coda di un’egemonia culturale considerata fino ad ora invincibile, e cioè quella “colonizzazione del desiderio” di cui parla Guy Debord ne La società dello spettacolo, che oggi si traduce radicalmente nella percezione di una condanna generazionale alla “non significanza”, ad un isolamento assoluto ed astratto nel pantano disperato del nulla di massa. Io credo che la rifondazione di una sinistra non possa assolutamente prescindere dalla volontà marxiana, dagli Scritti giovanili, di liberare l’individuo, ogni singolo individuo, dal giogo della massa e delle sue patologie e nevrosi. La questione culturale, formativa e didattica, è quanto mai oggi un tema ineludibile, e sul quale la sinistra dovrà particolarmente insistere.

    NV: Devo dire che noi abbiamo avuto da questo punto di vista un lavoro straordinario fatto dai grandi assetti del potere planetario. La residualizzazione degli apparati di formazione, affamare i centri di ricerca e di alta formazione, dequalificare la scuola di massa, naturalmente sono state opere costruite dall’alto, ma oggi gli elementi di dequalificazione vengono messe sul conto dei docenti, come se i docenti avessero dequalificato e non avessero invece subito la dequalificazione della scuola e la svalorizzazione del loro lavoro. Tutto questo perché è emerso il totalitarismo della Tv, che è stata pensata, costruita e articolata come una forma ricchissima di cannibalismo delle forme di coscienza soprattutto delle nuove generazioni. Sono diventati persino dei luoghi comuni quelli che ruotano attorno al Grande fratello e all’Isola dei famosi, però sono due paradigmi della cultura generale in cui siamo immersi. Il Grande fratello è il luogo in cui tutte le passioni si consumano nei dintorni del proprio ombelico secondo le forme di una pornografia domestica che vive in un recinto che non ha mai bisogno di sapere cosa succede nel resto del mondo, che non ha mai bisogno di stimoli culturali, in cui non c’è musica seria, non c’è libro, non c’è relazione significante col resto del mondo. Se stai nel Grande fratello non sai nemmeno che hanno eletto presidente Obama o se la cosa possa avere un riverbero. L’Isola dei famosi è la metafora nazional-popolare della competizione, l’idea ridotta a grezzo dato antropologico della competizione e la costruzione di un’aspettativa, che dietro qualunque maschera di umanità ci sia un lupo feroce che prima o poi emergerà dentro questa competizione. Insomma, sono state le due grandi scuole a cui un’intera generazione anche planetaria è stata soggiogata. Ma evidentemente c’è un dato irriducibile che ha a che fare con le forme di costruzione della socialità, che ha a che fare con la materialità che vive nell’immaginario. Se questo mondo che educa a questa idea miserabile di un individuo senza società, che ti condanna alla precarietà nella scuola, come nel lavoro, come nella metropoli, ti priva di quel capitale fondamentale che si chiama futuro, un’idea del futuro, lì allora si apre una contraddizione. E questa contraddizione che per lunghi periodi può apparire invisibile, poi in certi momenti diventa solare, esplosiva. Lì insomma nascono i movimenti studenteschi, i movimenti dei lavoratori. Lì nascono i punti di ricominciamento della sinistra. Ma la sinistra in questo caso o ricostruisce completamente il suo vocabolario o non può pensare di appiccicare sulla faccia del movimento studentesco del 2008 la maschera che più le piace. Quello a cui piace la maschera del ’68, quello a cui piace la maschera del ’77, quello a cui piace la maschera della Pantera o la maschera dell’85, e cioè un’operazione di immersione del movimento in un codice di identificazione. Non lo può fare, perché questo è un modo di far male al movimento e continuare a rendere la sinistra una monotona ripetizione dei propri riti culturali. La sinistra deve fare un’altra operazione, rifondarsi nel lasciarsi attraversare dalla radicalità delle domande di quei movimenti, o nel provare a offrire uno sbocco politico a quelle domande.

    DN: A proposito di quanto dici sulla ricostruzione di un vocabolario, ne L’eresia di Pasolini Gianni D’Elia consiglia ai nuovi movimenti di aggiornare il proprio sistema ideologico studiando la poesia di Pier Paolo Pasolini, e cioè contraddicendo la narrazione teorica, la prosa dell’ideologia novecentesca, con la poesia del corpo individuale e vivente. Personalmente io credo che l’opera pasoliniana aggiunga al nostro bagaglio antropologico un nuovo valore, che è il “diritto alla complessità”. Da marxista a marxisant, Pasolini scaglia durissime invettive contro l’ortodossia di “lividi / moralisti che hanno fatto del socialismo un cattolicesimo / ugualmente noioso” e contro la “droga, per professori poveri, dell’ideologia”. Credi sia oggi possibile, in Italia, costruire una sinistra eretica, dialogica, pasoliniana? E’ cioè possibile reclamare, politicamente, il diritto ad una Utopia complessa?

    NV: Io credo che la complessità Pasolini la attraversi ma sempre rivendicando il diritto alla sintesi, e la eserciti nelle forme comprensibili in un contesto in cui la sinistra è viva. Lui parla del Palazzo con la p maiuscola, che è un luogo attraversato da un establishment complesso: la politica, l’economia… La nozione che Pasolini fa di Palazzo nel suo ultimo romanzo, Petrolio, è molto più ricca della nozione di Destra, o de La casta, che è la definizione che è stata lungamente incubata dal “Corriere della Sera” e da operazioni ideologiche pesanti della borghesia. Cioè in lui c’è l’idea della complessità ma c’è anche il bisogno che la sintesi non la faccia l’avversario, non la faccia la cultura repressiva, la cultura della destra, la cultura clericale. E’ quindi necessario proporre una sintesi. Per quanto riguarda il tema dell’eresia, be’, il marxismo ridotto a una scolastica o a una precettistica è francamente insopportabile. Da questo punto di vista il marxismo come corpo vivente, come processo reale non ha paura neppure degli iconoclasti. Non ha paura perché è il movimento di lotta contro la paura. Il marxismo dovrebbe essere un movimento di lotta contro la paura. Quello che a me spaventa è il marxismo dei marxisti dogmatici, è il marxismo degli imbalsamatori. Che è opprimente perché non ha curiosità per il cambiamento, ha soltanto bisogno di catalogare, vivisezionare, e codificare il cambiamento secondo i propri stilemi ideologici, e questo a me mi mette in apnea perché è l’idea che la realtà debba comunque rientrare nella tua casella ideologica, e il marxismo mi ha insegnato che bisogna far saltare le caselle ideologiche, bisogna attraversare conoscitivamente la realtà, senza provare ad addomesticarla. Altrimenti sembriamo tutti quanti come i “braghettoni”, quelli che mettevano i mutandoni sui genitali dipinti da Michelangelo nella Cappella Sistina. Così fanno molti comunisti che vanno in giro col termometro a misurare l’autentica febbre di comunismo. Vedono la realtà come una minaccia ai propri convincimenti e sono pronti subito a rieducarla, punirla, rimetterla in ordine. Fortunatamente la realtà è disordinata per sua natura e i dogmatici sono comunque destinati ad essere sconfitti.

    DN: A proposito di poesia, come è avvenuto il tuo incontro con il linguaggio poetico, e come questo linguaggio si è andato ad intrecciare con i verba della militanza politica?

    NV: Il linguaggio poetico appartiene alla musicalità che si respira nell’ambiente domestico. Penso che ciascuno abbia avuto suggestioni di questo tipo nell’intrecciare i registri artistici o formali su cui ha costruito poi un pezzo della propria vita. Io scrivevo filastrocche a sei o sette anni, e poi ho scritto, durante le medie, i primi componimenti. La poesia è stata anche uno dei modi di rompere il provincialismo in cui eravamo immersi. Tu considera un piccolo municipio del profondo Sud: per me che avevo vent’anni nel ’78 e dieci anni nel ’68 la poesia era un modo per conoscere il mondo. E’ Palbo Neruda che mi ha fatto scoprire l’America Latina. E’ Garcia Lorca che mi ha fatto scoprire il fascismo nella sua dimensione più violenta. Era impossibile affrontare per me, da ragazzino, la tragedia dello stalinismo se non avessi avuto anche lo stimolo della lettura di Dostoevskij. La poesia, la grande cultura letteraria, sono stati un insieme di finestre aperte sul mondo. Poi a un certo punto sono state anche una preoccupazione, perché la politica non può delegare alla poesia i propri aneliti di cambiamento, perché a quel punto il cambiamento guadagna soltanto uno spazio utopico, uno spazio letterario, lirico. Invece il cambiamento è possibile, reale e razionale, ed anche l’impossibile è reale, possibile e razionale. E quindi bisogna che la politica prima o poi si prenda il suo spazio di creatività.

    DN: Ci occupiamo quest’anno del tema della “residenza”. Da una parte proponiamo di aggiornare alcune concezioni geografiche di epoca moderna e di iniziare a considerare il cosiddetto “non-luogo”, la dilatazione post-moderna della “città diffusa”, come il cuore pulsante della storia in atto. Dall’altra parte torniamo, con D’Elia, sul tema della “dorsale umanistica”, e cioè della resistenza della memoria locale nei confronti dell’omologazione megalopolitana. Tu cosa ne pensi?

    NV: Noi dobbiamo analizzare bene queste categorie perché oggi il trionfo del territorio vive simmetricamente la morte delle comunità. Lo spazio dei vincoli etici comuni, lo spazio dei vincoli sociali comuni, è stato devastato ed è riempito dal mito delle piccole patrie, è riempito dagli sciovinismi di quartiere o dalle curve sud, dalle appartenenze nevrotiche, violente, pre-razionali, pre-moderne, tribali. Di un modernissimo tribalismo. E allora bisogna analizzare questi dati di realtà e sapere che l’avventura della sinistra è ricostruire il senso, gli spazi della comunità. E per me che sono comunista, come può esistere l’idea del comunismo se non c’è uno spazio di comunità? Certo, che non sia una comunità terapeutica…

    DN: Vorrei tornare sul tema dei movimenti di contestazione. Paradossalmente nel momento di massima crisi del capitalismo globale, la sinistra italiana resta nel più assoluto silenzio. Chi aveva, dopo il 1992, creduto alla favola delle privatizzazioni e del mercato come principio di auto-regolamentazione del mondo, ora finge di non vedere e di non sentire. Penso all’attuale dirigenza del PD, che parla d’altro o incrocia le dita. Ma anche la sinistra radicale si limita a qualche slogan rituale, manifestando una profonda incapacità propositiva e comunicativa. E pensare che solo pochi anni fa, assieme ai ragazzi dei Social Forum, avremmo invaso lo stivale di tavole rotonde, dibattiti e work-shop.

    NV: Noi abbiamo avuto un fenomeno straordinario e strano, cioè questo mondo capitalistico e la sua follia lo abbiamo raccontato benissimo nel 2001, e negli anni precedenti. Lo abbiamo raccontato a Seattle, a Davos, in tutti i luoghi in cui i Social Forum si sono dati appuntamento. E a Genova nel 2001 abbiamo raccontato la forza di una narrazione planetaria e maggioritaria, l’orrore e la deriva di questo mondo. Eravamo talmente capaci di comunicare, e talmente potenzialmente maggioritari nel mondo che hanno avuto bisogno di un piccolo bagno di sangue. Oggi che il movimento può celebrare la propria preveggenza, perché sette anni dopo tutto quello che avevamo previsto si è realizzato, è come se fossimo in una crisi di afasia. Forse perché i movimenti per avere forza devono proiettare i propri pensieri e le proprie previsioni sempre un po’ più in là, e nel momento in cui si avverano le sue cattive profezie, il movimento No global non ha più ragione di esistere se non si reinventa in una nuova profezia. Forse è così. Certo è che siamo oggi di fronte ad un incredibile camuffamento della realtà. Cioè sappiamo che questa è una crisi economica mondiale, che è una crisi dei mercati finanziari, che è una crisi che sta per diventare dell’economia reale, e che è una crisi anche sociale. Ma che cosa è una crisi? E’ il frutto di un movimento della crosta terrestre, è un problema meteorologico, un’avventura della cicogna? Oppure è il prodotto maturo di un insieme di scelte politiche che hanno segnato gli assetti del mondo? E gli analisti della crisi, che hanno rotto i coglioni per trent’anni su quanto saggio e bello fosse il privato, e su quanto fosse invece brutto e parassitario il pubblico, si permettono ancora di parlare? L’hanno costruita loro, giorno per giorno, questa crisi. Gli Ernesti Galli della Loggia, i Panebianchi, per dire solo del più militante dei giornali della destra di governo. Ogni giorno hanno messo un mattone ad una costruzione in cui il dato centrale era la finanziarizzazione dell’economia, era l’algoritmo che si inghiottiva il senso del lavoro, il dolore, la fatica, la vita, i morti. Tutto era residuale rispetto all’euforia delle borse e all’ebbrezza dei mercati. Questo colpevole ha nome e cognome: si chiama Destra Mondiale, più cedimenti della Sinistra Mondiale. La destra mondiale è stata talmente brava che ha tracimato dai suoi accampamenti fino agli accampamenti della sinistra, che ha cominciato ad inglobare pezzi delle superstizioni che la destra ha messo in circolazione fino a farli diventare senso comune. Ma allora, scusate, bisogna stringere la cinghia in Italia, perché c’è la crisi, e bisogna dare invece ossigeno alle banche, alle grandi compagnie che hanno segnato la storia della grande finanza? E questo ossigeno bisogna toglierlo dalla scuola, dall’università, dagli ammortizzatori sociali? Noi non siamo di fronte a ricette oggettive e neutrali, siamo di fronte al volto più ferocemente classista ed antipopolare di un governo di destra. La sinistra dovrebbe essere più capace di andare alla sostanza di questa storia e di contestare con meno soggezioni psicologiche anche i portatori sani della stessa ideologia. Non si può contestare questo mondo e corteggiare Calearo, contestare questo mondo e presentarsi o parlare con la voce di Matteo Colaninno. Non si può, perché non è credibile, e perché non esiste un capitalismo innocente che sia la sfera di azione della sinistra. Perché già di questo è morta la sinistra.

    DN: Alla crisi strutturale del trentennio neo-liberista si è andato ad affiancare, radicalizzandosi negli ultimi anni, un greve irrigidimento etico. Hai già parlato della rimozione del ’68. Io credo che ad essere deliberatamente rimosso sia un tassello essenziale del nostro mosaico culturale, che è il tema della liberazione dell’individuo dal “ruolo”. Penso alla scuola di Francoforte, a Guy Debord, a Pier Paolo Pasolini. A questo sogno di una nuova comunità di individui liberati, la Controriforma ha risposto con una severissima repressione che ha ripristinato, prima mediante una laica acculturazione mass-mediale, e adesso anche attraverso una nuova forma di oscurantismo clericale, le vecchie separazioni sociali e di genere: manovale-intellettuale, popolare-aulico, maschile-femminile.

    NV: Questo può darsi che sia un bene. Che sia un bene perché ci costringe di nuovo a mettere in movimento i cervelli. Tutto sommato abbiamo tutti goduto parassitariamente della rivoluzione femminista. Ci siamo assisi sugli allori, se così si può dire. Per esempio il “maschile” non ha nemmeno cominciato il lavoro che doveva cominciare, di scavo archeologico e genealogico su se stesso, il genere e la sua fondazione, la sua riproduzione. Hanno parlato le donne e hanno recuperato potere e libertà. I maschi hanno sopportato, si sono adattati. Da questo punto di vista non sono spaventato. I diritti di libertà non coincidono con la società del “politicamente corretto”. Credo che abbiamo bisogno di spaventarci un po’ per rimettere in campo fantasia e coraggio intellettuale sul “maschile” e sul “femminile”, sulla dimensione della libertà, sulla latitudine della libertà, sulla latitudine e sulla corporalità della libertà. Abbiamo bisogno di riprendere un bel cammino teorico. Di questo io non mi spavento, anche perché penso che appena cominciano ad esagerare, in quel momento ricominciano a perdere.

  181. ANCONA, SENIGALLIA,MOIE DI MAIOLATI,CUPRAMONTANA, SERRA SAN QUIRICO, CUPRAMONTANA: LA SINISTRA NELLE MARCHE. said

    La Sinistra nelle Marche.
    *************************

    Riccardo Maderloni

    Anche nella provincia di Ancona procedono speditamente le iniziative per la costituente del nuovo Partito de La Sinistra, a seguito del Documento dei 50 firmato il 7 novembre.
    Martedì scorso, 25 novembre, la sala del Consiglio comunale di Ancona, capoluogo di provincia e di regione, era gremita – ben oltre i posti disponibili – di persone attente a non perdersi neanche un passaggio degli interventi di Nichi Vendola e Marco Fumagalli. L’assemblea, definita “costituente de La Sinistra”, è stata organizzata da un gruppo di compagne e compagni SD e PRC (Mozione Vendola), ma anche da chi, da un po’ di tempo, aveva ‘tirato i remi in barca’, che da alcune settimane, ben prima del 7 novembre, aveva cominciato a riunirsi e discutere sul futuro della Sinistra in Italia.
    Alla fine della serata le adesioni hanno fatto registrare “quota 185” in calce ad un documento politico locale, ricalcato su quello nazionale, il quale, in un passaggio, recita: “ La costituente della Sinistra, in città, avrà senso e futuro se saprà radicarsi in quartieri e luoghi di lavoro, se si occuperà della condizione sociale, della vita dei lavoratori e del precariato, delle attività economiche e di un nuovo progetto di sviluppo, della mancanza di case a basso prezzo e di un’urbanistica fuori controllo e di crescita dei servizi pubblici”.
    Tre assemblee pubbliche: il 4 dicembre a Moie di Maiolati, il 5 a Cupramontana, il 9 a Serra S. Quirico (v. manifesto allegato) sono state messe a calendario da un Comitato promotore provvisorio costituitosi nei giorni scorsi per iniziativa di compagni SD e PRC nella più grande vallata della provincia che dai monti di Fabriano scende al mare: un territorio colpito da una grave crisi del distretto industriale della meccanica (il caso della “A. Merloni” è il più noto) ma in cui resistono un fitto tessuto di PMI manifatturiere e una agricoltura che dà prodotti di eccellenza (qui è “la patria” del vino Verdicchio).
    Sulla costa, a Senigallia, importante centro turistico, è prevista per domani (venerdì 28) la costituzione di un nuovo Comitato promotore della Associazione per “La Sinistra”, con la presenza anche di compagni del PdCI.
    L’impressione è che si stia innescando un felice “effetto domino”. Compagni “sopiti”, ex militanti delle varie forze politiche di sinistra attuali, oltre a persone che non possiedono esperienze di politica attiva pregresse, ci chiamano, si informano, e danno la loro disponibilità a rimettersi in gioco. Questo è il carburante che ci permette di affrontare con entusiasmo l’impegno necessario, dopo gli ultimi avvenimenti che, in verità, introducendo dubbi e titubanze, avevano fortemente minato la fiducia di poter riuscire a riorganizzare una sinistra nuova e multiforme, ma unita e vivace. Una Sinistra credibile, non autoreferenziale, e soprattutto “partecipata e democratica”, nei modi e nelle idee.
    Noi vogliamo rivolgerci a tutti, perché tutti possano sentirsi protagonisti del cambiamento sociale, economico, ambientale di cui intendiamo essere portatori. Più che predicare la Sinistra che vogliamo, abbiamo bisogno di ascoltare la Sinistra di cui c’è bisogno, di cui i lavoratori, i cittadini, gli studenti hanno bisogno. Ora e subito, senza tatticismi e con molta umiltà.

    *Coordinatore provinciale SD Ancona.

  182. FANO: LA SINISTRA PER L'ITALIA. said

    LA SINISTRA PER L’ITALIA
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    ASSEMBLEA PUBBLICA
    ==================

    MARTEDI’ 2 DICEMBRE 2008
    ORE 18,00
    CAFFE’ DEL PASTICCIERE

    FANO
    ====

    Interverranno:

    MASSIMO MEZZETTI,
    Coordinamento nazionale SD,
    Responsabile Nazionale Enti Locali

    SAMUELE MASCARIN
    Coordinatore comunale SD di Fano

    LARA RICCIATTI,
    Coordinatrice provinciale SD
    di Pesaro-Urbino

    STELVIO ANTONINI,
    Coordinatore regionale SD Marche

    CLAUDIO MARI,
    Consigliere provinciale SD

    MASSIMO BINCI,
    Consigliere regionale SD

  183. AUGUSTA: PER LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. said

    PER LA COSTITUENTE DI SINISTRA
    ******************************

    Lettera aperta alle donne e agli uomini della Sinistra di Augusta.
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    Circa un anno fa davamo vita al movimento di Sinistra Democratica, in cui confluivano quei compagni che non avevano ritenuto lo scioglimento dei DS e la nascita del PD la risposta che l’Italia attendeva, con l’ambizioso progetto di dar vita ad un nuovo soggetto politico in cui potessero riconoscersi quanti nel Paese credono ai valori della Sinistra.

    La strada è stata irta di ostacoli. Errori, miopi particolarismi hanno fatto perdere tempo prezioso, creando un sentimento sempre più diffuso di frustrazione e di disaffezione che le elezioni anticipate della primavera passata, portandoci ad una burocratica federazione di sigle che mostrava tutta la sua inadeguatezza, hanno fatto emergere in tutta la sua gravità con la scomparsa (complice anche la legge elettorale e l’illusione del voto utile), per la prima volta nella storia repubblicana, di una rappresentanza della sinistra nel parlamento.

    In tale situazione ci sono stati compagni, che hanno perduto la prospettiva, ritirandosi nel privato o accodandosi al partito democratico o ad altre formazioni, quasi per un presunto stato di necessità, mentre una campagna di disinformazione orchestrata dalla destra, ma miopemente avallata anche da forze del centro-sinistra, tende a far credere morta la prospettiva di Sinistra.

    E’ in questa situazione che guardiamo con speranza e passione l’avvio nazionale della Costituente di sinistra e invitiamo quanti credono nei valori della sinistra, quanti avvertono il degrado della democrazia in Italia, l’imbarbarimento del sistema e(causa ed effetto) dello stesso tessuto sociale, a impegnarsi per questo obiettivo, per costruire quella nuova sinistra organizzata, la cui mancanza si avverte sempre più di fronte allo sgovernare del centrodestra, alle contraddizioni ed alle afasie del P. D., alla sterilità di chi guarda solo al passato.

    Possiamo e dobbiamo ricostruire insieme la Sinistra in Italia, per questo progetto vogliamo spenderci ancora, non per un retaggio postideologico, ma perché è una esigenza del Paese.

    Essere di sinistra non è una moda, è un modo di guardare ai problemi del mondo, di cercarne le cause e di pensare a possibili soluzioni. Significa non arrendersi allo status di sudditi-consumatori a cui ci vogliono ridurre, ma volere essere cittadini attivi, interessati e partecipi al funzionamento delle istituzioni democratiche che ci siamo dati per convivere, dare un contenuto reale alla nostra democrazia, così come definita dalla Costituzione repubblicana.

    La sinistra è viva nella società, nella cultura, nei valori in cui credono tanti uomini e donne di questo Paese che non trovano un soggetto politico a cui guardare.

    Ricostruiamola insieme questa Sinistra! Una sinistra che non guardi al passato, moderna, pluralista, di governo.

    Dobbiamo ripartire, progettando e mettendo in pratica nuovi metodi di partecipazione, di fare politica, prendendo le mosse dalle nostre idee, dalle nostre esperienze e da quello entusiasmo che non si è mai spento nonostante le delusioni e le difficoltà.

    Un percorso costituente richiede un ampio confronto fra tutti coloro che si riconoscono nell’idea di lavorare alla formazione di un soggetto politico nuovo, che intendano farlo senza posizioni precostituite, senza particolarismi, ma con una grande apertura mentale, ispirati dal principio del confronto fra idee, alla ricerca di soluzioni comuni. La Costituente deve definire non una identità fatta esclusivamente di principi astratti e di simboli, ma una identità concreta, costruita attorno ai temi che sono al centro della vicenda storico-politica del nostro tempo: il lavoro, la sostenibilità dello sviluppo, la democrazia, i diritti e la sicurezza, i giovani.

    E’ un progetto ambizioso. Occorrerà pazienza, sacrificio, tanta generosità. Ma se siamo stanchi di aspettare che altri decidano per noi anche chi deve essere eletto in parlamento, che ogni decisione venga dall’alto in partiti cosiddetti nuovi che nascono all’insegna di metodi vetusti, dobbiamo sacrificare quel poco tempo libero che abbiamo per partecipare con convinzione. E’ questo il nostro impegno, è questo l’invito che facciamo:costruiamo insieme la nuova Sinistra.

    La Costituente, anche e soprattutto in questa provincia, deve essere un punto di partenza per svecchiare la Sinistra dai suoi fantasmi, per allineare l’Idea di Sinistra con la storia ed problemi di oggi, con le storie di ognuno di noi, convinti come siamo che c’è un modo diverso, migliore, più giusto, di governare la nostra terra. Da Sinistra.

    Salvatore Corallo

    Ettore Di Giovanni

    Vincenzo Quadrella

    Seguono altre firme……

  184. RIMINI: " UNIRE LA SINISTRA ".. said

    SABATO 6 DICEMBRE 2008
    ORE 12,00
    SALA DEL BUONARRIVO
    SALA DELLA PROVINCIA
    CORSO D’AUGUSTO 231
    RIMINI
    ======================

    CONFERENZA STAMPA
    DI PRESENTAZIONE
    DELL’ASSOCIAZIONE

    ” UNIRE LA SINISTRA ”
    ======================

    PARTECIPANO:

    UMBERTO GUIDONI
    EURODEPUTATO DEL PDCI
    PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
    ” UNIRE LA SINISTRA ”
    =======================

    LUCA ROBOTTI
    COORDINATORE ASSOCIAZIONE
    ” UNIRE LA SINISTRA ”
    ========================

    EUGENIO PARI
    CONSIGLIERE COMUNALE
    DI RIMINI
    ========================

    PER INFORMAZIONI: 334.6766149

  185. MESTRE (VE): PER LA SINISTRA said

    MESTRE ( VE )
    **************

    PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
    ” PER LA SINISTRA “.
    *******************************

    DOMENICA 7 DICEMBRE
    *******************
    ore 9,30
    Centro culturale
    ” CANDIANI “.

    MESTRE
    *******************

    Con MONI OVADIA
    ***************

    Incontro dei curiosi, delusi,
    speranzosi, militanti,
    attivisti, iscritti della
    SINISTRA.

    Organizza Comitato promotore
    veneziano ASSOCIAZIONE
    ” PER LA SINISTRA “.
    ****************************

  186. MODENA: LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. said

    PER LA COSTITUENTE DELLA SINISTRA A MODENA.
    IL TEMPO E’ ADESSO

    Viviamo in un Paese e in un tempo che hanno bisogno di impegno.

    La cronaca quotidiana dei fatti è ormai una narrazione impietosa dell’Italia. Quando la condizione sociale e materiale di tanta parte della popolazione precipita verso il rischio di togliere ogni significato alla parola “futuro”; quando cittadinanza, convivenza, riconoscimento dell’altro diventano valori sempre più marginali; quando il cittadino vede crescere la propria solitudine di fronte alle istituzioni, nei luoghi del lavoro – spesso precario, talvolta assente – come in quelli del sapere: quando tutto questo accade, nessuna coscienza civile può star ferma ad aspettare.

    E’ alla politica tocca il compito, qui ed ora, di produrre un’idea, un progetto di società, un nuovo senso da attribuire alle nostre parole. E’ la politica che ha il compito di dire che un’alternativa allo stato presente delle cose è necessaria ed è possibile. La destra orienta la sua pesante azione di governo – tutto è già ben chiaro in soli pochi mesi – sulla base di una agenda che ha nell’esaltazione esasperata del mercato e nello smantellamento della Costituzione repubblicana i capisaldi che la ispirano. Cosa saranno scuola e formazione, sanità e welfare, livelli di reddito e qualità del lavoro, diritti di cittadinanza e autodeterminazione della persona nell’Italia di domani, quel domani che già è dietro l’angolo, quando gli effetti di questa destra ora al governo risulteranno dirompenti e colpiranno dritto al cuore le condizioni di vita delle persone, già ora così difficili?

    Dalla deriva moderata del PD e dal suo isolamento nasce l’urgenza e lo spazio – vero, possibile, reale, crescente – di una nuova sinistra che susciti speranza e chiami all’impegno politico, che lavori ad un progetto per il paese e sappia mobilitare anche chi è deluso, distratto,distante. Una sinistra che rifiuti il rifugio identitario proposto da taluni, la fuga dalla politica, l’affannosa ricerca dei segni del passato come i nuovi feticci da agitare verso il presente. Una sinistra che ha assunto la sconfitta di aprile come un momento di verità, non solo di debolezza. E che dalle ragioni profonde di quella sconfitta vuole ripartire, senza ripercorrerne gli errori e le presunzioni.

    Pensiamo a una sinistra che sappia finalmente mescolare i segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso, un diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo. Una sinistra che non sia più ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca, di responsabilità condivise. Una sinistra che sappia raccogliere la militanza civile, intellettuale e politica superando i naturali recinti che i soggetti politici tradizionali hanno costruito attorno a loro. Una sinistra che oggi si faccia carico di un’opposizione rigorosa e che al tempo stesso si impegni a costruire un campo di forze e di idee per tornare al governo del paese.
    C’è una Sinistra che ha deciso di proporre un processo costituente che non sia la semplice somma delle appartenenze ma un’esperienza di innovazione profonda. Un progetto politico che raccolga esperienze, culture, passioni civili e tensione morale. Un progetto condiviso, costruito dal basso, capace di affrancarsi dalla prudenza dei “gruppi dirigenti”. Sapendo che, nel paese, la sinistra sociale e civile è molto più avanti dei congressi -che hanno preteso di rappresentarla.
    Lavorare da subito a una fase Costituente della Sinistra italiana significa spezzare questa condizione di marginalità – politica e persino democratica – e dare avvio ad una prospettiva che ha in una riforma delle pratiche politiche e nella costruzione di un nuovo centrosinistra in tutti i territori il proprio obiettivo strategico di fondo. Con un primo urgente banco di prova: la riorganizzazione di un’opposizione alla destra di cui oggi il paese è orfano.
    Sappiamo che questo viaggio non sarà semplice né breve, che richiederà tempo, quel tempo che è il luogo vero dove si sviluppa la ricerca di altri linguaggi, la produzione di nuova cultura politica, la formazione di nuove classi dirigenti. Una sinistra che sia forza autonoma, sul piano culturale, politico e organizzativo, non può prescindere da ciò. Ma il tempo di domani è già qui, ed è oggi che dobbiamo cominciare a misurarlo. Ecco perché, nel sottoscrivere questo appello, esprimiamo la volontà comune di una assunzione di responsabilità.

    La responsabilità di partecipare a un percorso che prende finalmente avvio, e di voler contribuire ad estenderlo nelle diverse realtà del paese, di sottoporlo ad una verifica larga e a un arricchimento reale, di svilupparlo lavorando sui temi più sensibili su cui è esposta tanta parte della popolazione e ai quali legare un progetto politico della sinistra italiana: l’equità sociale e il lavoro, la lotta alla precarietà, le disuguaglianze, le nuove povertà, i diritti negati, le garanzie violate, i saperi, l’ambiente, i diritti dei cittadini, e la laicità dello Stato. Noi ci impegniamo in questo cammino, a costruirlo nel tempo, a cominciare ora.

    Dobbiamo fare presto e bene. Gli elettori ci hanno detto che dalla sinistra non vogliono finzioni o tatticismi ma assunzione di responsabilità. Per questo chiediamo a chi si riconosce in questa urgenza e in questo percorso di farsi avanti: la Costituente di Sinistra deve essere un processo plurale, aperto, inclusivo. Di pari dignità, di reciproca responsabilità. Senza ospiti né padroni di casa.

    E’ ciò che il Paese si aspetta da noi.
    L’Associazione “La Sinistra per Modena” vuole essere il luogo aperto dove sviluppare ascolto,ricerca comune,confronto con tutti coloro che pensano sia possibile a Modena come in Italia e in Europa la costruzione di una sinistra moderna che, partendo dai valori del socialismo e dell’ambientalismo responsabile li proietti nel futuro.

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    Appuntamenti
    Lunedì 1 Dicembre ore 18.45 presso la sede del gruppo consiliare di Sinistra Democratica del Comune di Modena, Piazza Grande, riunione gruppo di lavoro Welfare locale
    Lunedì 1 Dicembre ore 20.30 presso la sede di Sinistra Democratica, Rua Pioppa 81, Modena, riunione gruppo di lavoro Modello di sviluppo locale e lavoro
    Martedì 2 dicembre ore 21.30 presso la sede della Casa dei Giovani della Sinistra, Rua Pioppa 81, Modena, riunione del gruppo di lavoro Scuola Cultura e Formazione. Si parlerà nello specifico del tema cultura.
    Mercoledì 3 dicembre ore 20.30 presso la sede di Sinistra democratica, Rua pioppa n.81 riunione del gruppo di lavoro Ambiente. Si affronteranno i temi principali (rifiuti, trasporti, energia, PTCP/PSC, acqua, indicatori sostenibilità, ….) e si definiranno i punti programmatici ed iniziative.

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    Chi siamo
    Promotori:

    Luigi Anceschi, Artigiano
    Rosario Arnese, Cons. Circoscrizione Centro Storico
    Tiziana Baccolini
    Gianni Ballista
    Angela Benassi, Cons. Terza circoscrizione Modena
    Jerry Bisaccia, Ass. Comune Castelnuovo
    Ornella Bonacina, Inca-cgil
    Mauro Bonacini
    Vando Borghi, Università di Bologna
    Roberta Borsi
    Samuele Calò
    Gianpaolo Caselli, Docente Università di Modena
    James Cavallieri, Pensionato
    Giuseppe Cioni, Cons. comunale Castelfranco
    Alvaro Colombo, Cons comunale Modena
    Manuela Corradi
    Gianni Cottafavi
    Angelo Derosa
    Francesca Desiderio
    Simone Fari, Economista – ricercatore universitario
    Maurizio Ferraroni, Operaio
    Francesco Frieri, Ass. Comune Modena
    Cesare Galantini, Consigliere Comunale di Carpi – Nidil CGIL
    Francesca Garagnani, Impiegata
    Beniamino Grandi, Ass. Provincia Modena
    Livio Gucciardo, Ass. Comune Soliera
    Aldo Imperiale, Consigliere Provinciale
    Barbara Longobardi, Cons. Circ. Centro Storico
    Vittorio Lucarini
    Guerino Magnoni
    Massimo Mezzetti, Cons. Regionale
    Salvatore Minniti
    Vittorio Molinari, Libero Professionista
    Adriano Montorsi,

    Simone Morselli, Operaio
    Riccardo Nasciambeni, Ass. Comune Campogalliano
    Stefano Ossicini, Docente Università di Modena
    Gianpiero Palmieri, Dirigente Comune Modena
    Massimo Paradisi, Impiegato
    Mario Patruno, Insegnante
    Alessio Pedrazzi, Studente – Casa dei Giovani della Sinistra
    Giuditta Perricone, Studentessa – Casa dei Giovani della Sinistra
    Corrado Piccinini, Spi-CGIL
    Giorgio Prampolini, Cons. Comune Modena
    Federico Ricci, Cons. Circ. Centro Storico
    Claudio Riso, Fiom-CGIL
    Carmelo Salerno
    Ilario Salvatori
    Giorgio Santangelo, Avvocato
    Ivano Sereni, Libero professionista
    Vincenzo Spina
    Michele Stortini, Dipendente ARPA
    Emilio Teglio, Impiegato
    Loris Vandelli, RSU Oilsteel
    Gaetano Venturelli, Architetto

  187. FANO: IL TEMPO DELLA SINISTRA E' ORA. said

    Fano: Sinistra Democratica, il tempo della sinistra è ora.

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    Affollatissima l’assemblea pubblica “la Sinistra per l’Italia” organizzata a Fano da Sinistra Democratica. Tantissimi i giovani tra il pubblico e le autorità che sono intervenute, primo tra tutti il candidato a Sindaco del centrosinistra Federico Valentini ma anche esponenti di PD, PS, IdV, Prc, Movimento Radical-Socialista, dell’associazionismo e del mondo della società civile.
    E proprio l’unità, quella della sinistra a partire dai territori, è stato il tema maggiormente affrontato da Lara Ricciatti, coordinatrice provinciale SD, Samuele Mascarin, coordinatore comunale SD e dall’ospite dell’incontro, il responsabile degli enti locali per il coordinamento nazionale SD Massimo Mezzetti.
    “Unità per affrontare i problemi dei nostri giorni come la crisi economica, la disoccupazione e il precariato giovanile ma anche l’impoverimento culturale. Unità per formare una massa critica verso il Governo Berlusconi. Unità da costruire attorno alcuni temi centrali e contro le logiche dell’ autosufficenza” questo chiede Massimo Mezzetti, auspicando la nascita di un rapporto non conflittuale ma competitivo con il PD e la costruzione di un nuovo centrosinistra.
    L’unità necessaria ad affrontare la sfida della ricostruzione di una sinistra laica, moderna e di governo ad un anno di distanza dalla formazione di Sinistra Democratica a Fano. “Una sinistra di cui l’Italia e Fano hanno bisogno” ha concluso in un intervento Federico Valentini

  188. FIDENZA: LA SINISTRA C'E'. said

    A FIDENZA LA SINISTRA C’E’
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    VIENI AD INCONTRARLA

    VENERDI 5 DICEMBRE 2008
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    ORE 21.00

    RIDOTTO DEL TEATRO MAGNANI

    FIDENZA
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  189. FORLI: UN incontro " PER LA SINISTRA ". said

    Forlì: Costruire la sinistra, il tempo è adesso.

    11 Dicembre, 2008

    L’Associazione Per la Sinistra del comprensorio forlivese ha tenuto un incontro pubblico il giorno 9 dicembre 2008 alle ore 21.00 presso il centro studi Fondazione Garzanti – C.so Repubblica 117- Forli.
    Un occasione significativa, che ha visto insieme esponenti delle sinistre, oggi appartenenti a diverse organizzazioni ma che intendono continuare nel percorso della costruzione di un nuovo soggetto politico della Sinistra, superando i limiti che avevano caratterizzato la stessa esperienza della Sinistra Arcobaleno senza disperderne l’ispirazione unitaria e di rinnovamento.
    Il Presidente dell’Associazione forlivese Carlo Flamigni, insieme a Katia Bellillo (PdCI), Patrizia Sentinelli (area Vendola di RC), Katia Zanotti (SD), hanno aderito all’ appello Costruire la sinistra. Il tempo è adesso, assunto a livello nazionale il 7 novembre, ed hanno esposto le ragioni della loro scelta, anche in rapporto alla difficilissima situazione sociale ed economica che l’Italia sta attraversando. L’incontro ha rappresentato un’ opportunità per un confronto aperto con la città , per accrescere il valore della partecipazione, chiedendo il contributo di tutti coloro che non si rassegnano alla passività politica, né si riconoscono nelle formazioni dell’area del centro-sinistra attualmente rappresentate in Parlamento, ma avvertono l’esigenza di rimettere rapidamente in campo una sinistra autonoma, unitaria, aperta ai problemi del XXI secolo e capace di incidere, a tutti i livelli, nella vita e nel governo del Paese.
    E da questa sinistra, che a Forlì ha già deciso di costituirsi in Associazione, viene l’impegno di proseguire ed allargare il processo unitario ed essere presente nel confronto politico locale, anche in vista delle prossime scadenze amministrative, per portare fin d’ora alla discussione con i cittadini e le altre forze politiche il proprio autonomo contributo di idee, punti di vista, programmi.

    Fonte: Sinistra Democratica di Forli

  190. VITTORIA ( RG ): CASA DELLA SINISTRA. said

    CASA DELLA SINISTRA
    VITTORIA ( RG)

    Ripartire da Sinistra
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    L’assemblea nazionale della Sinistra rappresenta un punto di svolta: l’unica e irripetibile occasione per avere il coraggio di abbandonare i personalismi e creare una cesura con il passato ormai troppo ingombrante della sinistra divisa, impotente e identitaria.
    La storia politica degli ultimi anni mostra fin troppo evidentemente come la schiera di piccoli partiti più interessati a litigare tra loro per strapparsi voti che a fare fronte comune per portare avanti quelle istanze che sono patrimonio comune della sinistra, sia stata parte determinante dell’impossibilità di arginare quella deriva destrorsa nella società.
    La Sinistra deve puntare sulla sostanza, sulla politica che non rinnega il suo primato etico. Anche per questo riteniamo che la nascita di movimenti, dagli studenti ai lavoratori, dipendenti e non, accomunati dalla precarietà e dal ricatto della disoccupazione, dalla legalità alla difesa dell’ambiente, non siano “antipolitica” in realtà non fanno altro che rappresentare le istanze fin troppo politiche di quel popolo della sinistra che si sente tradito nel suo valore più profondo, quel senso di etica rappresentativa che per noi deve essere prioritario.
    E’ per questo che il 13 Dicembre dobbiamo dare un segnale forte ai nostri compagni, dobbiamo essere uniti e conseguenti sulla necessità improrogabile di un nuovo soggetto politico unitario, abbiamo il dovere di dare una risposta a tutte quelle persone che non vogliono più aderire ai vecchi partiti e aspettano la partenza della “Sinistra” per tornare all’attività politica.
    C’è una realtà fuori fatta di persone (ancora troppo poche) che nonostante le difficoltà cercano di cambiare le cose e di vivere una vita il più rispondente possibile alle proprie idee ed ai propri valori.
    Ce ne sono tante altre che parlano di cambiamento, di sinistra unita, di percorsi di democrazia, di sostenibilità che nella realtà di ogni giorno poi tutto fanno fuorché applicare ciò in cui dicono di credere (compreso nei rapporti personali). C’è poi la gran parte di gente che si arrabatta a vivere cercando di essere sempre all’altezza della situazione, adeguandosi ai modelli dominanti , faticando anche ad identificarsi ed integrarsi in questa società che sacrifica l’individuo al denaro, pagando a caro prezzo (depressioni, crisi di panico, operazioni di bellezza che mutilano il corpo e la mente, malattie devastanti ecc.) l’impossibilità di essere bello, sano vincente e ricco.
    In questo inizio del XXI secolo il capitalismo della globalizzazione mondiale, dei G4, G8, G20 ecc., sta mostrando la sua natura totalizzante non solo nel proporre/imporre il proprio modello di sviluppo sul piano economico e dei rapporti di lavoro, ma anche con la vera e propria manipolazione delle coscienze di milioni di donne e uomini in tutto il mondo.
    Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è diventato la divinità a cui guardare quotidianamente per conoscere lo stato di salute di una nazione. Il PIL misura la quantità di merci prodotte e scambiate, e perché aumenti è necessario produrre sempre di più, non importa cosa, non importa come, non importa se i beni prodotti siano realmente utili.
    In questa smania di produttività il capitalismo ha mostrato la sua natura predatoria nei confronti di intere popolazioni dei paesi del Sud del mondo, costrette a migrazioni di massa, e anche nei confronti dell’ambiente, con lo sfruttamento dissennato di risorse naturali che non sono infinite, provocando cambiamenti ambientali e climatici che, per la prima volta nella storia, stanno mettendo in discussione la stessa sopravvivenza dell’umanità su questo pianeta.
    Dall’altro lato la continua sovrapproduzione di merci richiede la necessità di avere una popolazione con il desiderio e la possibilità di acquistare queste merci; ci hanno trasformato in una massa indistinta di consumatori con il solo desiderio di uscire a fare “shopping”, e di fronte ai tagli di salari e stipendi, di fronte all’aumento del lavoro precario, hanno aumentato a dismisura il cosiddetto credito al consumo, oggi quasi tutti hanno almeno una carta di credito per potere continuare a fare acquisti. Da un popolo di consumatori si è passati a un popolo di debitori.
    In tutto il mondo, e in Italia più che altrove, è aumentata la sproporzione fra milioni di persone che sono sull’orlo della povertà e i pochi che arricchiscono smisuratamente. La logica del profitto è quella che porta a prendere provvedimenti che aiutano imprese e banche a danno del mondo del lavoro,
    Questa stessa logica il governo Berlusconi prova ora a portarla anche nel mondo della scuola, in un campo, quello del sapere, che deve restare libero da valutazioni economicistiche. E’ contro questo tentativo che si è sollevata e lotta l’ONDA di studenti, insegnanti e genitori.
    Per parlare a queste realtà così diverse per prima cosa ci deve essere voglia di ascoltare e di capire. Perché se si ritorna in mezzo alla gente e si ascolta quello che ha dire su ciò che succede e su quello che ognuno nella propria vita desidera nel profondo (non quello che ti vogliono far credere di desiderare) c’è molto da imparare e spesso arrivano preziosi suggerimenti sul che fare da persone che mai ti saresti immaginato capaci di darti un contributo.
    Noi gente di sinistra spesso abbiamo la presupponenza di indicare agli altri soluzioni, una visione delle cose troppo limitata ai nostri orizzonti abituali, un modo di fare sclerotizzato.
    Troppa supponenza e poca predisposizione a vedere le cose da più punti di vista.
    Bisogna invece riuscire a vedere sempre il polo opposto a ciò che stiamo considerando.
    Per fare questo però è necessario mettersi in discussione, fare tanto lavoro dentro noi stessi, per trovare l’equilibrio necessario a proporci come riferimenti politici (e non solo) agli altri.
    I dirigenti politici di sinistra che abbiamo conosciuto (Berlinguer, La Torre, ecc.) erano persone con una grande moralità, coerenti, dedite agli altri, curiose e vivaci intellettualmente e con uno spirito combattivo e positivo. Non si piangevano addosso e non accusavano gli altri. Proponevano un mondo diverso ricco di umanità e di ideali.
    Ci crediamo ancora nella possibilità di un altro mondo possibile?
    La sinistra nuova nel mondo globalizzato di questo secolo, deve essere plurale, nel senso di sapere unire i movimenti di critica del capitalismo, quelli che provengono dalla tradizione comunista e socialista del novecento, con quelli ambientalisti, con quelli per la tutela dei diritti civili; con la consapevolezza che l’incontrarsi di storie e tradizioni diverse debbano diventare per ciascuno un arricchimento che aiuta a crescere.
    Una sinistra che è sempre e comunque schierata dalla parte dei soggetti più deboli, per tutti è valido lo slogan con cui è sceso in campo il movimento degli studenti “non la paghiamo noi la vostra crisi”.
    Noi, a Vittoria, estremo Meridione d’Italia, siamo andati avanti verso questo traguardo con “la casa della sinistra”, abbiamo lavorato e avviato da tempo un percorso politico-programmatico a partire dall’argomento principale che riguarda da vicino le nostre famiglie, la coesione sociale e la tenuta democratica del nostro territorio: L’Agricoltura.
    Assieme alla battaglia per la difesa e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, per la legalità e lo sviluppo, per una cultura di governo che tende ad includere e ad incentivare forme associative e di cooperazione puntando su una cittadinanza attiva che fa leva sulla partecipazione democratica. Abbiamo continuato a lavorare sui problemi curando molto l’informazione alla popolazione su tutto ciò che succedeva dentro e fuori il nostro comprensorio. Ci siamo uniti ai movimenti ambientalisti della zona per la difesa delle nostre risorse acqua e territorio. Non ci siamo arresi nonostante la vita politica all’ opposizione sia molto difficile perché non hai modo di incidere. Abbiamo creato uno spazio comune in cui tutti si possano riconoscere e si sentano liberi di esprimere, proporre ed in cui ognuno possa dare il suo contributo e in cui si possano riconnettere le singole esperienze parziali. Abbiamo cercato di superare diffidenze, ansie, calcoli identitari.
    Abbiamo trovato tanto entusiasmo e disponibilità e crediamo che si può creare qualcosa di buono se il nostro contributo continuerà ad essere positivo e se lavoriamo sui problemi.
    Ripartire dai valori della sinistra e non dalla sua impressionate capacità di dividersi, di frammentarsi. Valori che vedono nel territorio il luogo esclusivo della pratica politica in senso ampio e non il luogo su cui calare le proposte. A Vittoria come nel resto del Paese bisogna rimettere al centro i temi del lavoro e dello sviluppo economico non più però con una visione retrò. La crisi economico finanziaria non sta travolgendo le banche che l’hanno creata ma sta macinando le economie reali dei territori. Questa crisi ha messo nel tritacarne, in maggior misura nel meridione, anche la nostra microimpresa agricola, artigianale, commerciale. Di colpo sono stati chiusi i rubinetti del credito mentre i costi di gestione e il regime fiscale continuano ad erodere l’esile reddito di queste attività i cui titolari sono diventati lavoratori a cottimo. Non dare vigore e speranza a queste forme d’impresa significa avviare un desertificazione economica e sociale che regalerà alla capacità economica della criminalità organizzata un ruolo esclusivo, significa costringere le giovani generazioni, già segnate dal decreto Gelmini, ad emigrare o diventare galoppini precari del potente di turno.
    Una sinistra che a Vittoria si è posta all’opposizione all’attuale maggioranza (PD-IDV-MPA-liste civiche) che amministra la città e per questo si pone in modo alternativo alla stessa. Ciò che ci pone all’opposizione di questa giunta, al di là della sconsolanti considerazioni sulla qualità dell’offerta governativa, non è solo la sua posizione politica ambigua ma soprattutto l’utilizzo del potere come un maglio che si abbatte contro di noi. Questa concezione arrogante della responsabilità di governo e la volontà precisa della maggioranza del PD di marginalizzare la sinistra, definita più volte “associazione culturale”, ha aperto inesorabilmente le porte al centrodestra verso cui il sindaco, il suo partito (PD) e la sua maggioranza si mostrano ossequiosi e riverenti.
    Il “mezzogiorno d’Italia” oggi più che mai ha bisogno di una sinistra vera e nuova che non sia la semplice sommatoria dei partiti storici ma diventi punto di riferimento, nel territorio, della società perché in grado di dare risposte credibili alla crisi economica, ai giovani, a chi perde lavoro e sappia contrastare la capacità economica di una mafia che punta a controllare il territorio.
    Politicamente questo ci pone in una posizione diversa dal PD, non di collaborazione alla gestione del sistema, ma della sua critica e di proposte alternative.
    Questo non toglie che in una prospettiva di governo, nell’ambito di un nuovo centrosinistra, è con il PD che si può aprire un discorso di alleanze, se nella dialettica ancora non risolta all’interno di questo partito prevarranno le posizioni contrarie alle aperture verso forze del centrodestra quali MPA e UDC.
    Allora, già dal 14 Dicembre dobbiamo essere in grado di catalizzare la nostra gente con un’organizzazione che prescinda dai singoli soggetti politici, con una propria presenza territoriale e una propria struttura non semplice somma di ceti politici, non possiamo rischiare di sbagliare né nei modi né nei tempi, perché il popolo della sinistra, la base sulla quale poggiamo la nostra attività politica, mai come oggi è determinato a non aspettare un minuto in più per quella trasformazione che sta attendendo da ormai troppo tempo. E perdere questo patrimonio culturale e umano significherebbe rinunciare del tutto alla nostra battaglia e alla nostra capacità di iniziativa politica per un mondo migliore.

    Vittoria, 09/12/2008

    Casa delLA SINISTRA
    VITTORIA ( RG)

  191. CAMPOBASSO:PER LA SINISTRA IN MOLISE said

    L’Associazione presto anche in Molise
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    Una nutrita delegazione molisana ha partecipato sabato 13 dicembre, presso il teatro Ambra Jovinelli a Roma, alla nascita dell’associazione nazionale “Per la Sinistra”.

    Della delegazione, composta da rappresentanti di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e numerosi compagni di sinistra non iscritti a nessun partito, faceva parte anche il consigliere regionale Mauro Natalini.

    L’associazione – che annovera, tra gli aderenti, personaggi di spicco della sinistra italiana come Nichi Vendola, Claudio Fava, Claudia Belillo, Paolo Cento, nonché l’ex Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti, oltre a noti esponenti del modo della cultura – si propone l’obiettivo di unire tutti le esperienze di sinistra, in un unico soggetto unitario e plurale, “La Sinistra”.

    Il processo di costruzione unitario e plurale della sinistra italiana ed europea si impone oggi come una necessità, non più rinviabile, per mantenere aperto il tema della trasformazione del capitalismo totalizzante ed imperante.

    Una nuova forza pacifista e ambientalista che pone come tema centrale il lavoro ed i suoi diritti a cominciare, appunto, da quello ad averne uno.

    Una forza autonoma della sinistra che ritiene fondamentale la ricostruzione di un nuovo centro-sinistra alternativo al centro-destra e capace di scongiurare l’avanzamento soffocante del bipartitismo.

    La situazione di sofferenza della sinistra italiana e molisana e la svolta identitaria e settaria di alcune sue componenti, impongono come urgenza la costituzione, anche nella nostra regione, dell’associazione per la sinistra. Luogo d’incontro e di confronto di tutte le soggettività della sinistra molisana, che sappia valorizzarne le varie diversità, le varie sensibilità in un nuovo soggetto politico unitario: “LA SINISTRA”.

    Campobasso,15.12.2008

    Verso la Sinistra…
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    In sintonia con il processo di costruzione de La Sinistra, soggetto politico unitario e plurale, che sabato 13 Dicembre ha avuto ufficialmente avvio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, il coordinamento provvisorio regionale de “La Sinistra” ha indetto per:

    sabato 20 dicembre 2008
    ***********************
    a Campobasso
    ***********
    (via Colle delle api, 170)
    **************************
    un incontro per la costruzione dell’associazione della Sinistra Molisana. L’iniziativa è ovviamente aperta alla partecipazione di tutt* le/gli interessat*.

    *********************************
    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  192. CROTONE, FRANCO RIOLO: A PROPOSITO DELLA SINISTRA said

    17 dicembre 2008.
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    CROTONE: A PROPOSITO DELLA SINISTRA
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    Di Franco Riolo
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    Crotone ancora in prima linea, presente con una delegazione, guidata da Lucia Servello, in rappresentanza dell’Associazione “Unire la Sinistra” che ha come punto di riferimento in Calabria il Compagno Ferdinando Pignataro e Salvatore Migale, Sindaco Di Cutro, in rappresentanza della Sinistra Democratica, ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE “ UNIRE LA SINISTRA”LE PRIMARIE DELLE IDEE” CHE SI È TENUTA IL 13 DICEMBRE PRESSO IL TEATRO AMBRA JOVINELLI DI ROMA. Intanto c’è un metodo. Tanto originale che nessuno l’ha mai sperimentato prima di ora. Un metodo che da solo, certo, non fa «nuova sinistra». Ma in ogni caso la mette sui binari giusti. « La fa partire», per dirla CON MONI OVADIA. Citazione che serve a far capire di cosa si tratta: perché l’intellettuale, l’attore, lo sceneggiatore, il poeta è il portavoce dell’Associazione ” Per la Sinistra”, Un movimento, nato sull’appello di un centinaio di intellettuali e dirigenti di organizzazioni di base, che s’è posto come obiettivo la nascita di un nuovo «soggetto».Esattamente il soggetto che manca sulla scena politica italiana: quello di Sinistra Le “primarie delle idee” avviate nella manifestazione del 13 dicembre hanno rappresentato la certezza di un cammino intrapreso da migliaia e migliaia di gente comune, intellettuali, lavoratori, ma soprattutto giovani, che vogliono essere protagonisti del loro destino, che vogliono, costruire una nuova soggettività politica, un percorso unitario e condiviso costruire dal basso una proposta politica, capace di aprirsi alle componenti sociali e culturali più vitali, ai movimenti, alle associazioni, alle singole persone. Il 13 dicembre si sono gettate le basi per costruire un soggetto politico unitario e plurale, che sappia uscire dalle pratiche auto-referenziali, per suscitare forti entusiasmi e grande partecipazione. Una forza che, partendo dalla centralità del lavoro – si batta per allargare i diritti sociali e quelli civili, per riproporre il ruolo del pubblico e dei beni comuni e per riaffermare valori troppo spesso ignorati: pace, accoglienza, uguaglianza e laicità.Si percepiva una volontà viva di fare presto, di avere una risposta che permetta di riorganizzarci e misurarci nella società, soprattutto ora che la crisi mondiale del liberismo e le ricadute terribili sui lavoratori e le fasce sociali più deboli, anche in Italia, non possono essere gestite da chi è responsabile del disastro attuale. Al teatro Ambra Iovinelli si percepiva la militanza, la passione di un popolo di sinistra che ha ritrovato la voglia di rimettersi in cammino e proporre al paese un’idea di cambiamento e di unità delle forze democratiche che lo salvi dalla deriva berlusconiana ed autoritaria. I lavoratori, le donne e gli uomini, i giovani di questo Paese hanno bisogno di un’idea di cambiamento che ridia fiducia nella vita, nel futuro. Quel popolo che non ha rinunciato ai valori della sinistra, ad una precisa identità, alla missione storica della sinistra che è quella di dare rappresentanza politica alla classe lavoratrice, lottare per la dignità del lavoro e dei lavoratori, per la dignità delle persone,la pace, la democrazia, la giustizia sociale, la solidarietà, per una scuola pubblica e laica, di qualità, inclusiva, accogliente, per la laicità dello Stato, ERA LI’, al Teatro Ambra Iovinelli per la costruzione di un efficace strumento di lotta e di governo che torni nel nostro Paese a fare il suo mestiere, per dare dignità, diritti e speranza a uomini e donne che vogliono venga costruita una casa comune, un laboratorio di idee e di lavoro per ricominciare a fare politica praticando la diversità dell’ essere di sinistra che è in primo luogo il modo di intendere la politica al servizio dei cittadini, un fatto di costume, di etica, di linguaggio, e non potere personale o peggio ancora una CASTA per tutte le stagioni.

  193. CAMPOBASSO: MAURO NATALINI, CONSIGLIERE REGIONALE DEL PRC SE NE VA said

    Fonte: quotidiano online Prima Pagina Molise
    22 dicembre 2008

    Mauro Natalini: da domani, il mio impegno per la sinistra.
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    Sono passati 17 lunghi anni dalla nascita del Partito della Rifondazione Comunista.

    Quale fondatore e militante, ho dato ogni giorno – per diciassette anni – il mio piccolo contributo per la costruzione di un soggetto politico che fosse capace di modificare lo stato di cose esistente, incidendo sui processi sociali ed economici in favore dei più bisognosi e in difesa dell’ambiente.

    Ho sempre pensato di portare avanti nel nuovo partito della Rifondazione il meglio della cultura del P.C.I. : la capacità di innovarsi, nel solco della continuità della propria storia, rispetto ai cambiamenti ed ai bisogni della parte di società da esso rappresentato, nella convinzione che che gli stessi coincidessero sempre con gli interessi del paese.

    In questi anni Rifondazione ha riscosso tanti successi pur commettendo, naturalmente, tanti errori. Ma la sua forza, anche se non sempre ripagata con il consenso elettorale, è stata quella della trasformazione, della sperimentazione ed innovazione continua, dell’apertura ai movimenti reali di critica al neo-liberismo che hanno attraversato la società in questi anni, e della condanna definitiva delle pratiche antidemocratiche e delle barbarie perpetuate in nome del socialismo.

    Oggi, per ragioni che avrebbero meritato un’analisi più approfondita, per la prima volta nella storia della Repubblica, non vi è nel Parlamento italiano nessun comunista, così come nessun socialista o esponente di sinistra.

    Una sconfitta senza appello e senza precedenti, che si inquadra in una sconfitta più generale delle sinistre in Europa, con poche eccezioni ( die linke – la sinistra unita tedesca ), che rischia di far scomparire per sempre la sinistra nel vecchio continente.

    Rispetto a tale sconcertante quadro, sono convinto che vi sia la necessità di una umile consapevolezza: lavorare per un nuovo soggetto di sinistra unitario, plurale, moderno e capace di tenere insieme tutte le forze e le esperienze antiliberiste espresse in questi anni.

    Un nuovo soggetto in grado di rappresentare per il futuro ciò che ha significato il movimento operaio nel novecento.

    In Rifondazione, al contrario, è prevalsa una linea politica settaria, anacronisticamente identitaria ed autoreferenziale, più appropriata per un partito comunista del novecento che per una forza politica del terzo millennio.

    Al congresso di Chianciano, pochi mesi dopo la storica sconfitta elettorale, si è dato vita ad una unione strumentale delle tre mozioni di minoranza capace solo di sommare una risicata maggioranza del 52% e di tener fuori la mozione di maggioranza relativa, forte del 48% del partito, senza ricercare la massima unità nel partito, come da noi auspicato.

    L’unione tra la componente di Vendola e quella di Ferrero avrebbe garantito una maggioranza in grado di raccogliere oltre l’80% del partito, cosa più che auspicabile tenuto conto della condizione drammatica in cui versava il partito, che, però, non avrebbe assicurato a Paolo Ferrero la segreteria nazionale del partito.

    Così Ferrero ha scelto l’alleanza con le minoranze più estremiste che, in cambio del loro appoggio, hanno condizionato pesantemente l’esito del congresso, oggi linea politica praticata da Rifondazione.

    Qui in Molise la linea nazionale, già a mio avviso fortemente inadeguata per le sfide presenti e future, ha incontrato una declinazione peggiorativa.

    La debolezza della componente del segretario Ferrero nei confronti di quella più settaria, che in regione ha raccolto il 30% rispetto al 7% nazionale, ha fatto sì che il partito sia sostanzialmente guidato da questo gruppo dirigente.

    Ovviamente, rispetto tutti questi compagni e la loro libertà di coltivare le proprie ideologie e di praticarle fino in fondo. Non si può fare a meno di ricordare, comunque, che questa componente da sempre ha creato difficoltà di convivenza, nonché una complicata ricerca di compromesso all’interno del partito.

    Nonostante tutto, da parte nostra sono stati fatti tutti gli sforzi nella ricerca di una intesa locale che permettesse una gestione unitaria. Sforzi negligentemente respinti dalla “coalizione delle tre mozioni” che, al contrario, convinta della propria autosufficienza, ha approvato documenti che esprimono scarsa sopportazione verso le posizioni politiche altrui ed atteggiamenti canzonatori verso i compagni che rappresentano il 48% del partito.

    Oggi che i segretari regionale e provinciale, nonché la quasi totalità delle rispettive segreterie, sono espressione della loro componente politica, il percorso culturale di ritorno al passato, verso cui ormai marcia spedito il PRC, è diventato di difficile praticabilità per tanti compagni che, come me, vengono dalla cultura del vecchio P.C.I., quella cioè della continua innovazione.

    L’affetto per il simbolo della falce martello e stella, che mi ha accompagnato sin dall’infanzia, e l’aver partecipato in prima persona alla nascita di Rifondazione – in cui ho militato ininterrottamente in questi 17 anni – non possono trasformarsi da condivisione storica di ciò che tale simbolo ha finora rappresentato politicamente a venerazione o questione di credo religioso fine a se stesso. Non sarebbe da comunisti.

    Per tali motivazioni, e non senza una profonda amarezza, ho maturato la decisione di non rinnovare la tessera per il 2009 al Partito della Rifondazione Comunista.

    Solo una cosa mi conforta: si può essere comunisti anche senza la tessera di Rifondazione, in quanto, così come vi sono, i comunisti del PRC di Ferrero, quelli del PdCI di Diliberto, quelli del PCL di Ferrando e quelli della Sinistra Critica di Turigliatto, vi possono essere comunisti senza tessera o comunisti che, responsabilmente, vogliono lavorare per la costruzione di una sola sinistra, italiana, unita e plurale invece di continuare sulla strada delle divisioni.

    Da domani il mio impegno, con rinnovato vigore, sarà nel solco della continuità con la linea politica sostenuta nel congresso: “La ricostruzione della sinistra in Italia ed in Europa, una sinistra capace di far vivere, nella società la critica a questo capitalismo totalizzante e la riapertura del grande e irrisolto tema della trasformazione”.

    Linea politica che trova la sua massima rappresentanza nel compagno Nichi Vendola.

    Compagno che, da comunista, sta dimostrando concretamente la capacità di misurarsi sul campo con i problemi reali, mantenendo il sogno della trasformazione senza perdersi in sterili ideologismi.

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    Mauro Natalini
    Consiglierio regionale
    PRC Molise
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  194. MOLISE: NASCE L'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    Fonte: quotidiano online L’ALTROMOLISE
    21 dicembre 2008

    Nasce L’associazione ‘La Sinistra’ in Molise
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    In linea con il processo unitario avviato a livello nazionale con l’assemblea del 13 Dicembre scorso al teatro Ambra Jovinelli, nasce in Molise l’associazione “La Sinistra”.

    Molte forze politiche, associazioni, singoli cittadini, hanno partecipato all’ atto costituente di un soggetto politico unitario. L’associazione che non vuol essere un raggruppamento di sigle già esistenti, né tanto meno un’alleanza di gruppi o ceti dirigenti, si propone l’ adesione e la collaborazione di tutti coloro che, prescindendo da qualsiasi tessera, intendono impegnarsi per un Molise più vivibile e più protagonista, meno isolato e meno marginale nelle scelte provinciali, regionali e nazionali.
    L’assemblea, che ha eletto come Coordinatore regionale il consigliere Mauro Natalini, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della sinistra molisana tra i quali Paolo De Socio (CGIL Scuola), Rino Ziccardi (PDCI), Alfonso Mainelli (Verdi), Marcello Cuzzone (Sinistra Democratica), Giammaria Roberto (PRC) e Raffaele Spallone (“Unire la sinistra”).
    L’ambizione è quella di costruire insieme un progetto credibile, che segni una svolta nella gestione politico-amministrativa ed un rilancio economico e sociale della nostra regione, partendo da questioni “vitali” per il futuro del Molise.

  195. VASTO: ELIANA MENNA LASCIA RIFONDAZIONE. said

    Eliana Menna lascia Rifondazione: «il mio partito non rappresenta più nessuno»

    VASTO. L´attuale assessore al Comune di Vasto ha riconsegnato la tessera del suo partito (Rifondazione), si è dimessa da ogni incarico interno e ha anche chiuso la sede in Piazza San Pietro a Vasto.

    Perché questa decisione? Lo spiega proprio Menna: «alla luce del risultato elettorale nella Regione Abruzzo e soprattutto nella provincia di Chieti, abbiamo ritenuto necessario aprire una riflessione politica nel nostro ruolo dentro il partito della Rifondazione Comunista».
    Queste elezioni, secondo l’assessore, «hanno testimoniato un ulteriore allontanamento dei cittadini nei confronti della politica, segno di una chiara richiesta di cambiamento della politica e dei suoi rappresentanti».
    «In un momento così difficile», continua Menna, «dal punto di vista economico e sociale per gli abruzzesi, ci saremmo aspettati un reale cambio di rotta nel modo di far politica, anche nel nostro partito, quello del Prc. Questo però no è stato. Come si può facilmente comprendere, Rifondazione non ha alcuna possibilità di ricostruire un´alternativa alla destra perché no rappresenta più un pezzo di società (né operai, né precari, né studenti…) e perché ha perso il proprio consenso nel tessuto della nostra provincia».
    Secondo Menna, inoltre, «le dinamiche tutte interne a Rifondazione non hanno favorito una nuova modalità di far politica ma hanno favorito una chiusura in se stessa tanto da divenire agli occhi dei cittadini e dei suoi iscritti, lontana, autoreferenziale e senza alcuna capacità di rinnovamento».

    Fonte notizia:quotidiano online PRIMADANOI

  196. PARMA: ROMANO MALAGOLI SE NE VA DAL PRC said

    PARMA: MALAGOLI SE NE VA DAL PRC.
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    Romano Malagoli, consigliere provinciale del PRC di Parma se ne va dal partito. E’ successo nella giornata di ieri 22 dicembre 2008. Dopo il voto favorevole alla manovra economica di previsione del 2009 proposta dalla locale amministrazione di centro-sinistra composta dal PD, dal PDCI, dai Verdi, da Sinistra Democratica. Il PRC con gli altri suoi due consiglieri e la destra hanno votato contro.Il PRC faceva parte della maggioranza che governava la provincia di Parma.La dichiarazione amareggiata di Roberto Malagoli: ” Da questo momento ritengo di non fare più parte del Partito della Rifondazione Comunista, per il quale ho lavorato per tanti anni, forse con poca competenza e scarsa strategia politica, ma sempre secondo la mia etica e la mia capacità “.

  197. BASILICATA: INVINCIBILI said

    COMITATO PER LA SINISTRA BASILICATA
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    INVINCIBILI
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    Il momento della riscossa tanto atteso si avvicina sempre di più, ditelo alla gente che la sinistra italiana sta per tornare, ditelo agli immigrati le cui facce spaurite abbiamo intravisto nei cortei, ai disoccupati ed ai precari senza più futuro, agli insegnanti umiliati e derisi, ditelo ai più poveri ed agli emarginati. Ditegli che ci siamo, che non ce ne siamo mai andati perché i valori della sinistra sono invincibili.
    Non ci interessa la cultura del più forte, perché crediamo nel cambiamento che nasce dal bisogno, dalla necessità e che il desiderio di riscatto sociale è il motore del mondo. E’ questa l’energia di cui ci nutriamo, che ci sostiene. Il sogno che alberga nel cuore di ogni uomo di avere una vita migliore ribellandosi ad una condizione di subalternità e di mancanza di alternative per sé e per gli altri, il sogno di trovare una spiaggia su cui approdare per sconfiggere la miseria. Non crediamo nella falsa divisione tra vincenti e perdenti perché per noi ci sono solo privilegiati ed emarginati ed è dalla parte degli ultimi che abbiamo deciso di stare, perché in loro ci identifichiamo ed è a loro che bisogna dimostrare che non è vero che sarà nel regno dei cieli che troveranno una risposta, ma qui ed ora.
    Senza la gente siamo niente, ombre in un mondo senza speranza dominato da una cultura violenta, espressione di una società senza regole in cui ogni giorno corpi perfetti in vendita fanno bella mostra di sé sulle pagine patinate dei giornali, macchine da guerra a cui somigliare ad ogni costo, ed in cui chi governa crede di dovere comandare e non di dover semplicemente rappresentare, servendo chi l’ha scelto.
    Diteglielo per ora sottovoce, che siamo invincibili. Buone feste.

    23 dicembre 2008

    Fonte: sito internet Sinistra Democratica

  198. UDINE: LA SINISTRA NASCE DALLE PRIMARIE DELLE IDEE. said

    Udine: l’Associazione nasce dalle primarie delle idee
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    Sabato 20 dicembre si è svolta in Sala Ajace l’ assemblea di presentazione dell’ Associazione “Per la Sinistra” che si pone come obiettivo

    la costruzione di un nuovo soggetto politico di sinistra. Le “Primarie delle idee”, titolo dell’ Assemblea, a significare che al centro del nostro percorso politico ci sono proposte ed idee che provengono dalla gente, dalle persone comuni chiamate non a scegliere un pacchetto pre-confezionato di idee o di nomi, ma chiamate a partecipare responsabilmente, a partire dalla propria realtà locale, alla gestione dell’ associazione che si propone di far nascere.

    L’ abilità di un soggetto politico di incidere sulle opinioni correnti, infatti, ha come premessa fondamentale la capacità di rendere le persone che non ne fanno parte (ma che sentono un certo grado di affinità) parte attiva e responsabile nella costruzione della sua carta d’ identità. È questo che vogliamo lanciare a Udine, per fare in modo che emerga un pensiero di società nostro! È decisivo comprendere la perdita della centralità o dell’ esclusività di un’ azione politica che vedeva i partiti (tradizionalmente intesi) quali unici testimoni del nostro tempo: queste forme di rappresentanza o di militanza oggi sono in crisi, perciò occorre creare un metodo di lavoro nuovo, un manifesto politico che dica chiaramente quali sono gli obiettivi, gli impegni che si vogliono assumere.

    Un nuovo soggetto politico deve poi nascere con la consapevolezza che la questione morale non è più rimandabile, in quanto la politica è chiamata ad un atto di responsabilità e ad un servizio nei confronti dei cittadini e delle istituzioni.
    La partecipazione è stata molto buona (circa 100 persone) e le adesioni numerose. Sono stati distribuiti due questionari in cui il pubblico ha avuto modo di scrivere cosa “deve essere la Sinistra a Udine e cosa non deve essere” e ha potuto dare un ordine di priorità
    Sono stati toccati tutti i temi, sottolineando come la politica tutta debba farsi carico della questione morale .

    Tra i tanti temi toccati quali “etica, questione morale appunto, connessione locale-globale e la partecipazione”(Peratoner nella sua relazione) vi sono stati anche interventi mirati del pubblico giovane presente all’assemblea relativamente al disagio sociale delle periferie, causa soprattutto i centri commerciali che rischiano di far diventare questi quartieri dei semplici dormitori. Questi spazi vanno vissuti, praticati e un’ amministrazione deve far propria una logica nuova nell’ approccio al territorio, che non può avere come unico punto di riferimento il centro storico, ma deve riuscire a far propria una difficoltà maggiore che hanno queste realtà che storicamente sono emarginate. Quindi: sviluppare collegamenti pubblici rapidi ed efficienti; favorire nascita centri di aggregazione e attività che facciano sentire anziani e quei soggetti meno autosufficienti da un punto di vista fisico ed economico meno soli; sostegno alle nuove povertà (circa 8 mila udinesi richiedono pasti gratuiti) (Pirone nella sua relazione).

    La Sx deve essere capace di inserire il prorio discorso sull’ immigrazione all’ interno di una prospettiva generale, all’ interno della Costituzione, evitando che questo discorso venga percepito come un discorso delle minoranze e basta.

    L’intervento del consigliere regionale Pustetto si è concentrato su quella che è la grave situazione regionale, sulla impossibilità di poter essere incisivi come opposizione ma sul fondamentale ed importante ruolo che può avere comunque una SInsitra nella nostra Regione, e sulla sua volontà di volerla al meglio rappresentare, anche e soprattutto con l’aiuto di tutti, a partire dall’assemblea di sabato 20.

    La conclusione è stata quella di “un ‘assemblea aperta….:” ad un prossimo incontro a gennaio che vedrà partire le PRIMARIE DELLE IDEE NELLE PIAZZE DI TUTTA LA REGIONE (ed anche nel territorio nazionale), sperando di far ripartire la voglia della politica a tutta la gente, dalle piazze, appunto.

    p. l’Associazione “Per la Sinistra”

    Degano Roberta.
    Candidata alla Camera dei deputati
    della Sinistra Arcobaleno
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    Federico Pirone,
    Consigliere comunale di Udine
    della Sinistra Arcobaleno
    ******************************
    Annapaola Peratoner,
    Consigliera comunale di Udine
    della Sinsitra Arcobaleno
    *****************************
    Stefano Pustetto,
    Consigliere regionale Friuli
    Venezia Giulia della
    Sinistra Arcobaleno
    ****************************

    Fonte notizia: sito internet
    Rifondazione per la Sinistra

  199. Annapaola Peratoner: la mia riflessione di sabato 20 dicembre 2008.... said

    “Sogno che la pace, che è un seme presente in ognuno di noi, germogli e si nutra quotidianamente, senza lasciare spazio all’altro seme in noi presente, quello della violenza e della guerra, nella consapevolezza che la pace non avrà futuro se non impariamo a cominciare da noi stessi…”
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    Anna Paola Peratoner
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    La mia riflessione di sabato 20 dicembre 2008…
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    Qui vi riporto il mio intervento di sabato, perchè possiate commentare e criticare….nella speranza di essere in tanti a volere ancora la ricostruzione di una sinistra in Italia!

    “È per me motivo di grande speranza sapere che l’intuizione di una sinistra unitaria e plurale, abbozzata (e purtroppo naufragata) con il progetto della Sinistra l’Arcobaleno, a cui credetti insieme a molte altre persone, potrebbe avere finalmente un suo contenitore di senso e di direzione in termini di metodo verso cui andare…
    In occasione della nascita dell’Associazione per la Sinistra anche qui in Regione, vorrei infatti esprimere con voi alcune riflessioni, perché tale associazione non diventi solo – da un punto di vista organizzativo – il preludio di una fase costituente e magari poi di un nuovo soggetto politico, ma anche e soprattutto – da un punto di vista politico teorico – la spinta per una lettura critica e seria di cosa significhi, dal mio punto di vista, essere di sinistra oggi prima ancora che fare o dire cose di sinistra oggi.
    Dico questo perchè il prossimo passaggio saranno “le primarie delle idee” (finalmente quindi al centro dell’attenzione non vengono messe le leadership o la classe politica, ma le idee e non è poco!) e quindi oggi voglio privilegiare una riflessione di sfondo, di metodo …nel senso che non entrerò nelle sfere tematiche e nelle politiche (ambiente, lavoro, immigrazione, welfare state o altro ancora…) ma presenterò solo gli strumenti teorici necessari, dal mio punto di vista, per poterci continuare a sentire “di sinistra” in un momento in cui lo smarrimento sembra prevalere.

    1) L’ETICA
    In primis metto la questione etica: io credo profondamente che in una società post-industriale complessa come la nostra, l’etica sia quel campo che riguarda l’orientamento delle scelte fondamentali, il cui obiettivo è il miglioramento non soltanto della qualità della vita, ma anche della dignità della vita di ciascuno degli abitanti di questo pianeta e il mio pensiero va soprattutto a chi fa più fatica a vivere e oggi viviamo una crisi globale che costringerà a mettere al centro dell’analisi e delle lotte moltissime realtà sociali in difficoltà, qui come altrove…

    Un nuovo soggetto politico deve poi nascere con la consapevolezza che la vita politica deve essere moralizzata, perchè essa è soggetta a un controllo da parte della vera protagonista della vita delle nostre società, cioè l’opinione pubblica e oggi, nella nostra società, quest’opinione pubblica in qualche modo va ricreata… Perché?
    Perché per un verso siamo presi dalla morsa di una politica
    a) professionalizzata, perchè il ceto politico appare sempre più separato, sempre più professionalizzato e non è che la professionalità vada male, intendiamoci, soltanto che la professionalità non può essere qualcosa di separato dalla dinamica della società.
    b) arcaica, laddove il linguaggio della politica è uno dei linguaggi più anacronistici che ci sono e non ha nulla a che fare con la ricchezza dei linguaggi che adoperiamo nella nostra vita quotidiana o che adoperano l’arte e un certo tipo di letteratura… il ritardo del linguaggio è una spia importante: quando il linguaggio di una determinata sfera della società è arretrato rispetto alla dinamica sociale, beh, allora lì bisogna saper intervenire…e spero che sapremo farlo tutti e tutte insieme, a cominciare da una seria riflessione sulla necessità di un ricambio generazionale della classe politica e sul fatto che sono diminuite le persone che decidono di fare politica nei partiti e quelle che dentro i partiti prendono le decisioni.
    c) e oligarchica appunto, laddove il modello oligarchico a cui assistiamo spesso impotenti, che si affida a sondaggi e a una logica di pura conquista del consenso, come se si trattasse della vendita o dello scambio di un prodotto, è un modello oramai molto diffuso anche a sinistra: guardare la realtà in televisione ed esprimere il proprio assenso alle scelte dei pochi che decidono per tutti attraverso i sondaggi, l’urna elettorale o referendaria, produce un deficit di democrazia. Sono infatti diminuiti i luoghi di elaborazione politica e il numero di persone che partecipa a questi luoghi e l’orientamento del senso comune ha come protagonisti sempre più i mezzi di comunicazione e chi ha accesso a questi e sempre meno coloro che la politica dovrebbe rappresentare.
    Per l’altro verso siamo invece presi dalla morsa di sistemi di comunicazione sempre più, come dire, sottratti al controllo democratico, al controllo dell’opinione pubblica: assistiamo infatti ad una “sempre minore politicità dei discorsi della politica” e ad una “politicizzazione della non politica” (i programmi di intrattenimento, gli spettacoli, ..) che prende il posto della politica cambiandone radicalmente i significati e i linguaggi: la politica diventa sempre più declamatoria e superficiale, sempre più lontana dalla realtà, mentre la non politica riempie di senso la vita delle persone/consumatori, inventando delle realtà finte.
    Bene, io credo che la sfera pubblica debba essere ricreata proprio come qualcosa che sta in mezzo tra questi due poli e si sottrae alla morsa, alla tenaglia di questi due poli.

    Parlare di centralità dell’etica poi non significa parlare di “stato etico”, che in tanti, anche poco più a destra di noi, vorrebbero (e un esempio fra tutti, il caso Englaro, ci dice come perfino una scelta con un profilo così delicato e personale possa essere insopportabilmente declinata in questo senso): lo stato etico è una iattura, perchè lo stato non deve avere una funzione, come dire, di formazione etica, ma deve solo dare gli strumenti a ciascuno di noi per potersi orientare, nella consapevolezza della centralità della laicità dello stato. Ritengo fondamentale in questo il ruolo dell’istruzione, dell’istruzione pubblica. Insisto su questo dato perché è di stringente attualità: volere l’istruzione pubblica è fondamentale per la ricostruzione di un’etica pubblica.

    Parlare infine di etica significa per me sì parlare di crisi dei valori ma anche dirci che essa non è desertificazione dei valori, bensì piuttosto una sorta di frammentazione dei valori e il disorientamento etico è stato e rimane uno dei problemi della sinistra: con la fine dei blocchi ideologici, che in qualche modo assicuravano a ciascuno di noi degli ambiti di appartenenza, e la conseguente crisi delle ideologie abbiamo assistito ad una pluralizzazione dei valori. Questi valori non sono solo molti, ma sono anche spesso in conflitto tra loro. E dobbiamo dirci quindi che questa crisi dei valori è anche una crisi dell’unità e dell’omogeneità del soggetto moderno, che non è più, diciamo, un soggetto compatto, autoreferenziale, connotabile in modo identitario esclusivo. Ma è invece un soggetto che vive, all’interno di se stesso, il conflitto tra i valori. Questo è il punto fondamentale: lo vive al suo interno. Cioè il conflitto non è soltanto tra noi e gli islamici o tra noi e chi più ne ha più ne metta , ecc… No. Il conflitto dei valori è dentro ciascuno di noi (anche a sinistra, per esempio, la coniugazione tra tutela dei lavoratori e tutela dell’ambiente non può più essere motivo di divisione identitaria tra operaisti e ambientalisti, ma deve poter assurgere ad una sintesi necessaria!) e di conseguenza dobbiamo porci il problema di una nuova concezione etica, che si leghi:

    a) da una parte a una visione più articolata del soggetto (e quindi della società) e che dal mio punto di vista deve rispondere al criterio della laicità prima di tutto, a cui si collega strettamente l’essere in relazione con il mondo intero…un’etica relazionale! Dobbiamo infatti ripeterci che la nostra identità non è un’identità sostanziale, statica come dire “assicurata dall’origine alla fine”, ma è una identità dinamica che noi, di volta in volta, ricostruiamo biograficamente e che ha a che fare con la nostra capacità di volta in volta di scegliere, di scegliere una cosa anziché un’altra, di cambiare, di farci contaminare anche dalle identità altrui, diverse…

    b) e dall’altra parte ad una sostanziale messa in discussione del nostro modello di sviluppo, per puntare verso un progetto politico che sappia mettere al centro i beni comuni e quindi fare del tema della decrescita l’unica via per dare senso al nostro essere in relazione con il mondo, inteso come comunità unica di persone e come terra madre di tutti gli abitanti del pianeta …
    In tutte queste direzioni quindi voglio dirvi come per me sia molto chiaro che la separazione dell’etica dalla politica sarà per la politica causa di sciagure, e a maggior ragione per una sinistra che vuole rinnovarsi…

    2) LA NONVIOLENZA
    Il secondo elemento che voglio offrire al dibattito è la necessità storica assolutamente attuale di non aver paura di aprire il conflitto politico, di rilanciare una sana dialettica politica democratica (che a volte nella mia breve esperienza in Comune ho avuto l’impressione sia morta defunta anche nel centrosinistra!), purché siamo convinti della necessità di un’esplorazione pratica su vasta scala di metodi efficaci di lotta nonviolenta, da quelli impiegati dalle classi lavoratrici nella lotta tra capitale e lavoro, a quelli praticati da Gandhi, Martin Luther King e molti altri nella lotta per l’indipendenza di un popolo o per l’affermazione di fondamentali diritti umani, da quelli praticati da tanti movimenti di donne, a quelli praticati da molti cittadini che della non violenza e della disobbedienza civile hanno fatto strumento di richiesta di ri-democratizzazione delle nostre democrazie… e penso soprattutto ai movimenti di questi ultimi anni, a partire dai Social Forum in cui ho militato a lungo o ai “no tav”, al “no dal molin”, all’ “onda” di oggi e a tanti altri…
    Credo infatti che la dinamica di potere (che coincide con attitudini violente), che anche tanta parte dell’attuale classe politica di sinistra sembra non saper abbandonare (e che continuo a denunciare di aver subito nella mia vicenda elettorale!), sia profondamente in antitesi con una concezione etica della politica nel senso in cui la intendo io, ma mi sento in ottima compagnia con molte mie maestre e molti miei maestri: dai pensatori e attivisti nonviolenti a tante donne del movimento femminista che hanno accompagnato il mio percorso politico…
    Credo infatti che la lotta politica non sia, per sua natura, essenzialmente connessa all’uso della menzogna o della frode o della violenza o comunque legata a pure dinamiche di potere, giocate sullo scambio di favori…. Credo invece che gli esseri umani, anche quando agiscono in gruppo e in situazioni conflittuali tese, possono essere in grado di comportarsi e reagire in modo umano, perché credo siano influenzabili dall’appello alla ragione, all’empatia e dalla pressione nonviolenta. Credo infatti che la storia dei rapporti tra politica e etica, da questo punto di vista, sia la storia del continuo tentativo di moralizzare la politica creando situazioni e istituzioni che limitino e riducano in qualche modo il ricorso alla violenza e favoriscano gli strumenti del dialogo, del compromesso equo e la soluzione pacifica dei conflitti. Che ancora l’umanità non sia riuscita a far vincere tali metodi su quelli violenti, di potere, non significa che un altro mondo non sia possibile! Credo nella necessità di tradurre nella pratica politica tale tensione etica!

    3) LA CONNESSIONE LOCALE-GLOBALE
    Il mio percorso politico è passato attraverso i movimenti, da Genova a Porto Alegre, da Firenze a Vicenza, in osservazione e in ascolto dei vissuti delle genti dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa, di quelle migliaia di persone che vengono nel nostro paese scappando da situazioni terribili, di fame, di guerra e persecuzione. In ascolto di quei movimenti di persone che ci dicono che noi, nonostante la crisi economica che stiamo attraversando, il precariato di un mercato del lavoro sempre più selvaggio e irrispettoso dei diritti e della salute dei lavoratori, nonostante le banche e le caste con cui conviviamo, siamo comunque parte di quel 20% dell’umanità che vive con l’80% delle risorse disponibili.
    Dicendo questo dico che oggi una nuova sinistra non può prescindere nella sua azione politica dal considerare i problemi locali come collegati ad un contesto globale: questo è evidente quando si parla di immigrazione, di clima, ma deve esserlo anche quando parliamo di lavoro, quando facciamo cultura, sviluppo del sistema economico, pianificazione urbanistica, quando pianifichiamo la logistica, quando pensiamo al turismo delle nostre zone o quando pensiamo alle politiche dell’istruzione, dell’università. E questo non solo perché il globale è qui da noi come lo è il locale, ma anche per quel principio da sempre ispiratore della sinistra che è la solidarietà, che non deve riguardare solo le nostre nuove povertà, ma deve tenere conto sempre delle vecchie e crescenti povertà che anche con la nostra azione nel locale possiamo contribuire ad aumentare o a ridurre.

    4) LA PARTECIPAZIONE
    Troppe volte anche la nostra classe politica di sinistra si riempie la bocca della parola partecipazione non solo senza sapere cosa sia o cosa possa essere veramente, ma anche per strumentalizzarla a fini elettorali, senza darne contenuto serio e così squalificando un concetto ricco di contenuti rivoluzionari.
    Parlare di partecipazione per me significa intanto dire che non si tratta di fare consultazione, contrattazione o ascolto selettivo dei cittadini, ma significa optare per una concezione radicale, sostantiva, strutturale di partecipazione, a partire dalla centralità da dare al territorio come soggetto vivente. Quest’ultimo infatti nel mio immaginario di partecipazione è costruito su un insieme di relazioni complesse tra:
    1)ambiente naturale (risorse naturali con connesse problematiche ambientali)
    2)ambiente costruito (la città, le strutture, il “paesaggio” prodotto dall’uomo) e
    3)ambiente antropico (la società insediata, la cultura, la struttura civile, i saperi delle persone che vi abitano… ).
    Ecco, credo che la relazione tra questi 3 elementi sia inscindibile pena il degradare del territorio a puro “spazio” e se questa relazione non sarà messa al centro della ricostruzione dei metodi che governeranno un’azione politica a sinistra non si avrà mai più la capacità di riconquistare quella credibilità che la sinistra ha perso in questi anni!
    La stessa partecipazione inoltre si collega in modo inequivocabile al rapporto fra locale e globale. Perché far nascere tanti movimenti e motori di partecipazione dal basso a livello locale e diffonderne le prassi significa dare alla gente gli strumenti per far fronte ai poteri forti. Quei poteri forti in cui le decisioni non sono prese in base a prassi democratiche e secondo finalità di bene pubblico e che, proprio nella mancanza di etica delle nostre classi dirigenti trovano spesso il vulnus per raggiungere i propri fini. Quanto poco basta a una multinazionale per comprare le classi politiche di molti paesi poveri e attuare decisioni che vanno esattamente contro gli interessi dei cittadini? Fare partecipazione oggi significa iniziare a dare risposte nel locale a problemi globali.
    Molti di voi mi conoscono per la mia delega al bilancio partecipativo e in questo senso voglio dirvi che tale metodo di governo della città – chiamiamolo per semplificazione di “co-decisione tra amministratori e amministrati” – risponde proprio alla necessità già accennata di “ri-democratizzare la democrazia”, perché esso è il frutto di una sorta di ripensamento dell’articolazione tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa, dove quindi la partecipazione è ricostruzione di un interesse comune a capire cosa è meglio fare per quel territorio in termini di condizioni del vivere e dell’abitare!!!

    Per concludere e riprendendo alcuni punti da me sottolineati, voglio dirvi che dal mio punto di vista:
    – o a sinistra sapremo fare delle opzioni preferenziali
    1) per la moralizzazione della politica
    2) per la nonviolenza nella politica
    3) per la partecipazione
    – oppure non sarà capace né di costruire opinione pubblica, né di fare “scelte di parte” in modo autorevole, né di coinvolgere tante persone che non votano più e che nella sinistra che ci accingiamo a costruire insieme potrebbero ritrovare dei riferimenti importanti.”

    Fonte notizia: sito internet di ANNAPAOLA PERATONER

  200. MODENA: DAL NAUFRAGIO ELETTORALE NASCE " SINISTRA PER MODENA " said

    Dal naufragio elettorale nasce “Sinistra per Modena”
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    Dopo il ribaltamento della posizione di Rifondazione Comunista sull’operato della giunta Pighi, non ci saranno dimissioni né da parte di Frieri in Comune, né da parte di Grandi in Provincia. “La Sinistra per Modena” punta alla costituzione di un nuovo soggetto politico.
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    MODENA, 30 DIC. 2008 – L’area vendoliana di Rifondazione Comunista, alcuni esponenti di Verdi, di Sinistra Democratica e del Partito dei Comunisti Italiani, insieme a tanti cittadini delusi dall’andamento delle ultime elezioni politiche hanno recentemente dato vita all’Associazione “La Sinistra per Modena”, che punta, anche a livello nazionale, alla costituzione di un nuovo soggetto che possa andare oltre l’infelice esperienza della Sinistra L’Arcobaleno. Alle amministrative del 2004 Rifondazione Comunista decise di essere parte di una coalizione di governo della città e poco più di un anno e mezzo fa, nella verifica di metà mandato, il partito confermò le scelte e giudicò positivamente l’operato dei suoi esponenti nelle giunte e nei consigli provinciali, comunali e di Circoscrizione. Recentemente il cambiamento di rotta. In un documento approvato all’unanimità il 17 dicembre scorso, Rifondazione esprime un giudizio politico negativo sui risultati dell’amministrazione del sindaco Pighi. Il documento definisce la giunta modenese come una giunta “del mattone, votata alle privatizzazioni, alla rincorsa della destra in tema di sicurezza e alla precarizzazione del lavoro”.
    Netta la posizione della “Sinistra per Modena” che ritiene questi giudizi inaccettabili ed ingiustificati. Un cambiamento di valutazione dovuto al ribaltamento della maggioranza interna a Rifondazione Comunista, che, sempre secondo “La Sinistra per Modena”, non ha il diritto di imporre lo stesso stravolgimento nei confronti di chi è sempre stato impegnato nelle giunte e nei consigli per rispettare il mandato di fronte agli elettori. Diversa la lettura di questo terremoto interno a livello comunale e provinciale: la posizione dell’assessore al bilancio e partecipazione del Comune di Modena Francesco Frieri e quella dell’assessore provinciale alla cultura Beniamino Grandi; il primo, infatti, a seguito delle pesanti accuse rivolte alla giunta Pighi, è uscito dal partito, mentre il secondo, pur avendo aderito all’Associazione “La Sinistra per Modena”, resta ancora all’interno di Rifondazione. Non ci sono e non ci saranno, comunque, dimissioni a sei mesi dalle prossime elezioni amministrative, per le quali le alleanze sono ancora da definire.

    Fonte notizia: sito web Emilianet

  201. " LA SINISTRA PER MODENA " NON E' FIGLIA DEL CETO POLITICO. said

    martedì 30 dicembre 2008.
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    “La Sinistra per Modena” non è figlia del ceto politico.
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    L’associazione de “La Sinistra per Modena” nasce all’interno di un percorso che parte da lontano. E’ un progetto che ha l’aspirazione di aggregare le forze di Sinistra che pensano non sia più sufficiente la mera espressione di singole identità. L’atomizzazione delle storie politiche, dei singoli partiti di sinistra, non è di certo il modo per affrontare le sfide di oggi e di domani, che invece pretendono un deciso passo in avanti verso l’unità della sinistra.
    E’ assai più efficace e credibile un progetto come il nostro, scevro da qualsivoglia identitarismo chiuso, ma anzi aperto alle contaminazioni culturali, al dialogo.
    Non a caso l’associazione politico-culturale della “Casa dei Giovani della Sinistra” ha aderito senza riserve al progetto. Essa infatti è convinta della bontà del percorso, della viva necessità di costruire un soggetto aperto e che sappia parlare ai lavoratori, agli studenti, agli ultimi. La Sinistra per Modena vuole essere un soggetto permeabile, che guarda al governo della città, con pari dignità del PD e non, al contrario, in posizione di subalternità ad esso.
    Un progetto per la città insomma: non figlio di ceto politico, ma di esperienze politiche varie.
    Se l’accusa che si lancia alla Sinistra per Modena è quella di essere composta da solo ceto politico, si dà un giudizio viziato da incompletezza. L’associazione è composta anche da tanti giovani, che partecipano al dibattito interno e che si sono interessati al progetto per la sua credibilità, per la sua coerenza, per le prospettive che ha.
    Non ceto politico, ma giovani, cittadini, lavoratori.

    Il Segretario della “Casa dei Giovani della Sinistra”
    Livio Gucciardo

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    L’associazione de “La Sinistra per Modena” nasce all’interno di un percorso che parte da lontano. E’ un progetto che ha l’aspirazione di aggregare le forze di Sinistra che pensano non sia più sufficiente la mera espressione di singole identità. L’atomizzazione delle storie politiche, dei singoli partiti di sinistra, non è di certo il modo per affrontare le sfide di oggi e di domani, che invece pretendono un deciso passo in avanti verso l’unità della sinistra.
    E’ assai più efficace e credibile un progetto come il nostro, scevro da qualsivoglia identitarismo chiuso, ma anzi aperto alle contaminazioni culturali, al dialogo.
    Non a caso l’associazione politico-culturale della “Casa dei Giovani della Sinistra” ha aderito senza riserve al progetto. Essa infatti è convinta della bontà del percorso, della viva necessità di costruire un soggetto aperto e che sappia parlare ai lavoratori, agli studenti, agli ultimi. La Sinistra per Modena vuole essere un soggetto permeabile, che guarda al governo della città, con pari dignità del PD e non, al contrario, in posizione di subalternità ad esso.
    Un progetto per la città insomma: non figlio di ceto politico, ma di esperienze politiche varie.
    Se l’accusa che si lancia alla Sinistra per Modena è quella di essere composta da solo ceto politico, si dà un giudizio viziato da incompletezza. L’associazione è composta anche da tanti giovani, che partecipano al dibattito interno e che si sono interessati al progetto per la sua credibilità, per la sua coerenza, per le prospettive che ha.
    Non ceto politico, ma giovani, cittadini, lavoratori.

    Il Segretario della “Casa dei Giovani della Sinistra”
    Livio Gucciardo

  202. POZZALLO ( RAGUSA): NASCE LA CASA DELLA SINISTRA. said

    5 gennaio 2009 Pozzallo****

    Coinvolti nel progetto anche Socialisti, Verdi e Prc. Pozzallo: nasce la «Casa della Sinistra» *****

    Maiolino: ” Per una politica vicina alle incombenze e alle vicissitudini della popolazione pozzallese”.****

    di Calogero Castaldo******

    Una politica vicina alle incombenze e alle vicissitudini della popolazione pozzallese. Questo è lo spirito che animerà la «Casa della Sinistra» che vedrà la luce quest’anno grazie alla sezione locale di «Sinistra Democratica» della città rivierasca. Ad annunciare la nascita della futura coalizione che vedrà spalancate le porte a Socialisti, Verdi, Prc, oltre ad una cospicua fetta di società civile, è il coordinatore cittadino di Sinistra Democratica Alessandro Maiolino (nella foto), il quale affila le armi in vista non solo delle prossime scadenze elettorali ma anche per affermare che la Sinistra pozzallese ha una sua identità, scevra da particolarismi e lontana da chi ha compiuto un cammino, all’interno della Sinistra, diverso, leggasi Partito Democratico, oltre alle altre liste d’opposizione come «Pozzallo Giovane» o «Il Timone “”Tornare fra la gente – dichiara Maiolino – ad occuparsi dei suoi problemi, cercare soluzioni rapide e durature alle problematiche che da tempo affliggono la nostra città: le scarse risorse economiche, uno sviluppo turistico programmatico che dia ricchezza per tutti e non solo per pochi, servizi ai cittadini efficienti e non discriminanti, sostegno alle fasce più deboli, maggiore attenzione per l’ambiente e le energie pulite, lotta alla criminalità e crescita dei giovani. Una sinistra nuova e moderna, ma che sa prendere il meglio dalle sue radici storiche, senza attaccarsi sterilmente ai simboli e ai dogmi di partito. Per fare questo, da settimane sono in corso dei confronti con le altre forze politiche di sinistra della città e insieme si darà vita a questa nuova e grande realtà della «Casa della Sinistra», entro febbraio. Chiunque volesse contribuire con il proprio impegno è ben accetto. Costruiamo insieme – rileva Maiolino – un nuovo futuro per Pozzallo”. Sulla possibilità di poter coalizzarsi con le liste civiche d’opposizione, Maiolino è perentorio : “Credo che le liste civiche d’opposizione – continua Maiolino – non si identifichino con la Sinistra. Quindi, non credo abbiano interesse ad entrare nella «Casa della Sinistra», ovvio, però, che il dialogo e la collaborazione sono ben accetti per il bene di Pozzallo”.

  203. NONANTOLA ( MO): ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    05 gennaio 2009
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    PER LA SINISTRA. L’UNIONE DEL SORBARA
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    ” Siamo di fronte ad una crisi che segna un vero spartiacque. Questa crisi rende più che mai attuale il bisogno di Sinistra, se essa sarà in grado di farsi portatrice di una vera alternativa di società a livello globale. Per far ciò pensiamo ad una Sinistra che riesca finalmente a mescolare i segni e i semi di più culture politiche per farne un linguaggio diverso, un diverso sguardo sulle cose di questo tempo e di questo mondo (….) Una Sinistra che non sia più ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca, di responsabilità condivise. Che sappia raccogliere la militanza civile intellettuale e politica superando i naturali recinti dei soggetti politici tradizionali (…..) A livello nazionale e locale nasce l’Associazione ” Per la Sinistra “. E’ uno strumento che veicola una proposta politica: la costruzione di un soggetto unitario della Sinistra nel nostro Paese (….)

    Introduce: ALESSIO PEDRAZZI,
    Comitato Nazionale Sinistra Democratica
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    A seguire:
    1) discussione ed approvazione del documento politico dell’Associazione
    2 ) elaborazione della piattaforma programmatica sui Comuni dell’Unione.

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    GIOVEDI’ 15 GENNAIO 2009
    ************************
    ORE 21.00
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    PRESSO LA CGIL DI NONANTOLA (MO)
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    PIAZZA LIBERAZIONE 17.
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    mail:alessiopredrazzi@hotmail.it
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    Nome *

  204. POGGIBONSI ( SIENA ):NATA L'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    I perchè di una scelta
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    Nel 2004 RC decise di essere parte di una coalizione di governo della città per rispondere in modo avanzato ai bisogni dei cittadini, in primo luogo delle fasce più deboli, e per coniugare equità, giustizia sociale, solidarietà e sviluppo. Chi venne candidato, eletto e nominato si identificava in questo progetto politico; in questi anni ha risposto con impegno e coerenza a questo mandato. Poco più di un anno e mezzo fa, nella verifica di metà mandato, RC confermò le scelte e giudicò positivamente l’azione di governo e l’operato di chi la rappresentava nelle istituzioni, sia nelle Giunte che nei Consigli Provinciale, Comunale e di Circoscrizione. Nel corso del recente confronto congressuale, dopo la gravissima sconfitta elettorale, una maggioranza relativa, si riconobbe in modo trasparente in un progetto politico che mirava ad aprire un processo costituente per una nuova aggregazione a sinistra; questa area venne sconfitta solo dall’assemblaggio di una nuova maggioranza estremamente eterogenea ed espressione di culture differenti e conflittuali tra loro. Oggi questa maggioranza ribalta di fatto le scelte del 2004 e la valutazione di un anno e mezzo fa (per il solo Comune di Modena). Il documento approvato dal circolo di Modena ed avallato dal segretario provinciale, definisce la giunta modenese come una giunta del mattone, votata alle privatizzazioni, alla precarizzazione del lavoro e alla rincorsa della destra in tema di sicurezza, condizionata dallo strapotere del PD, contraria agli interessi dei lavoratori. Giudizi questi a nostro avviso inaccettabili ed ingiustificati.
    Una diversità ed una modifica di giudizio, sicuramente legata anche al cambio di maggioranza dentro RC, curiosa, insolita, anche un po’ superficiale, ma pur sempre legittima.
    Meno legittimo invece ritenere di avere il diritto di imporre lo stesso ribaltamento di valutazione, rispetto il mandato iniziale, a chi invece, con coerenza e serietà, nelle Giunte e nei consigli, si è sempre ritenuto impegnato, davanti ai cittadini, a garantire e rispettare quel mandato.
    Vorremmo anche ricordare a chi ha lanciato le pesanti accuse che questa maggioranza, anche per l’operato della sinistra nel suo complesso, nel corso di questa legislatura ha ampliato l’offerta di posti nido e di materne, ha aperto nuovi centri diurni e reso disponibili più posti letto nelle strutture residenziali per anziani, ha destinato oltre il 50% della spesa corrente nelle politiche di welfare che vanno a sostegno in primo luogo delle fasce più deboli; ha portato avanti la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione; ha ampliato l’offerta di case in affitto calmierato; ha sostenuto la mobilità leggera in città; ha realizzato l’osservatorio sugli appalti pubblici, centrale per le politiche di contrasto del lavoro nero e per la sicurezza nei cantieri e sui luoghi di lavoro (e che dovrà essere estesa anche al settore privato); ha elaborato e sta realizzando una politica della sicurezza non riducibile al solo ordine pubblico, ma attiva e preventiva con gli interventi di riqualificazione urbana e sociale. Ha sviluppato più politiche partecipative, che sono reputate tra le più avanzate d’Italia. Certo si può sempre fare di più e meglio, soprattutto dirlo a parole, e si sono fatte anche operazioni che la sinistra ha contrastato, ma fare politica significa compiere una valutazione realistica dei pro e dei contro e dei rapporti di forza. La nostra valutazione è che gli elementi positivi dell’azione di governo della città, della partecipazione della sinistra al governo, sovrastino gli aspetti negativi.
    Da questa diversa lettura la rottura al Comune di Modena e l’impegno, coerente con la battaglia congressuale in RC, a riprendere con i compagni di Sinistra Democratica e con altri compagni e amici provenienti dal PdCI, dai Verdi o espressione della società modenese quel percorso costituente di un nuovo soggetto della sinistra che trova oggi una prima espressione nella costituzione del gruppo unitario de “La Sinistra per Modena”. Per questo motivo non ci sono e non ci saranno dimissioni, fermo restando che siamo già tutti dimissionari, visto e considerato che siamo a quattro mesi dallo scioglimento dei consigli e delle giunte e tutti, Sinistra per Modena e RC compresi, saremo giudicati dai cittadini.

    Per l’Associazione “La Sinistra per Modena”
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    Giorgio Prampolini
    Alvaro Colombo
    Samuele Calò
    Francesco R. Frieri
    Beniamino Grandi

    PRIME ADESIONI A ” LA SINISTRA PER MODENA ”
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    Luigi Anceschi, Rosario Arnese, Tiziana Baccolini, Gianni Ballista,Angela Benassi, Jerry Bisaccia, Ornella Bonacina, Mauro Bonacini, Vando Borghi, Roberta Borsi, Samuele Calò Gianpaolo Caselli, James Cavallieri, Giuseppe Cioni, Alvaro Colombo, Manuela Corradi, Gianni Cottafavi, Angelo Derosa, Francesca Desiderio, Simone Fari, Maurizio Ferraroni, Francesco Frieri, Cesare Galantini, Francesca Garagnani, Beniamino Grandi, Livio Gucciardo, Aldo Imperiale, Barbara Longobardi, Vittorio Lucarini, Guerino Magnoni, Massimo Mezzetti, Salvatore Minniti, Vittorio Molinari, Adriano Montorsi, Simone Morselli, Riccardo Nasciambeni, Stefano Ossicini, Gianpiero Palmieri, Massimo Paradisi, Mario Patruno, Alessio Pedrazzi, Giuditta Perricone, Corrado Piccinini, Giorgio Prampolini, Federico Ricci, Claudio Riso, Carmelo Salerno, Ilario Salvatori, Giorgio Santangelo, Ivano Sereni, Vincenzo Spina, Michele Stortini, Emilio Teglio, Loris Vandelli, Gaetano Venturelli

  205. E' NATA LA SINISTRA IN TERRE D'ARGINE ( MODENA) said

    E’ nata la Sinistra per le Terre D’Argine ( Modena)
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    8 Gennaio, 2009
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    Anche nella zona dell’Unione Terre d’Argine nasce l’associazione “La Sinistra” (per l’esattezza “La Sinistra per le Terre d’Argine”).
    «La politica vive un momento di grave crisi – spiegano i promotori – a seguito delle ultime elezioni politiche, la Sinistra è scomparsa dal Parlamento, sostanziando una preoccupante assenza dallo scenario istituzionale. Valori ed idee che potevano essere riscontrate in quei partiti di Sinistra e più in generale nella tradizione della Sinistra italiana oggi non sono più presenti in Parlamento e rischiano di essere cancellate. Il nostro difficile ed ambizioso progetto è di unire la Sinistra e di farla tornare viva, forte e determinante sul piano istituzionale; essa avrà l’onere di difendere i diritti collettivi e dell’individuo costituzionalmente garantiti e il dovere di estendere i diritti anche a chi oggi si trova in una posizione di debolezza. Tornare a vivere la politica come luogo di discussione e di confronto, come luogo in cui socializzare idee, è il nostro fine ultimo».

    *****************

    Ecco alcuni dei componenti del comitato promotore: Riccardo Nascimbeni assessore di Campogalliano; Cesare Galantini consigliere comunale Sd di Carpi; Devid Fornasari consigliere di Soliera; Loris Goldoni consigliere di Campogalliano, Livio Guicciardo assessore di Soliera, Aldo Arbore insegnante, Adriano Pedrielli pensionato, Marco Guerzoni sindacalista Fiom, Georgia Vecchione studentessa liceale, Stefano Bartolacelli studente universitario.

  206. SIRACUSA: ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    SIRACUSA: ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
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    10 gennaio 2009

    Lo scorso 2 gennaio 2009 si è tenuta a Siracusa una prima riunione preparatoria per la nascita della Associazione ” Per la Sinistra ” promossa da alcuni compagni e compagne del PDCI e da altri cittadini non iscritti ad alcun partito politico. Nel mese di gennaio 2009 saranno promosse varie altre iniziative pubbliche nel territorio.

    Sono stati aperti anche due recapiti e-mail dell’Associazione ” Unire La Sinistra “: unirelasinistra-sr@libero.it oppureunirelasinistra sr@it.

  207. ISERNIA: NASCE L'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ".. said

    11 gennaio 2009

    Nasce l’Associazione per la Sinistra ad Isernia.
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    Il movimento politico promosso da Nichi Vendola e altri importanti esposnenti della sinistra, trova nel Molise l’adesione di Mauro Natalini
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    Dopo la costituzione dell’Associazione Per la Sinistra a livello regionale con l’adesione di Mauro Natalini, Consigliere regionale che con una lettera aperta ha dichiarato di non rinnovare la tessera del Prc e di invistire tutto sulla Sinistra, si è svolta ieri 10 gennaio l’assemblea costituente anche per la provincia di Isernia. L’incontro si è tenuto ad Isernia presso la saletta gialla della Provincia e ha visto la partecipazione anche di Gennaro Migliore, ex capogruppo alla Camera dei Deputati del Prc.

  208. AVOLA: LANCIO ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    LANCIO ASSOCIAZIONE: PER LA SINISTRA
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    Il 13 dicembre scorso si è svolta a Roma al teatro Ambra Jovinelli, l’assemblea costitutiva dell’associazione Per La Sinistra, nata dalla necessità di ricondurre a una sintesi le varie anime della sinistra italiana sparpagliate fra partiti, movimenti, associazioni, semplici simpatizzanti.

    La partecipazione è stata massiccia, i presenti erano più del doppio di quanti il teatro potesse contenerne. L’eccezionalità e l’importanza dell’evento, purtroppo del tutto trascurato dai mass media, è data dal fatto che per la prima volta ad essere protagonista è stata la gente. Chi voleva parlare poteva iscriversi e un successivo sorteggio stabiliva gli oratori che avevano 3 minuti per svolgere i loro interventi, con un moderatore d’eccezione: Moni Ovadia.

    È stata un’occasione per discutere di quali siano le priorità che una moderna sinistra deve affrontare, i temi e i valori che ci devono unire al di là delle rispettive provenienze ed esperienze.

    Un momento fondamentale è stato quando un relatore si è espresso sulla necessità della nascita di un soggetto politico che rappresenti le istanze del popolo della sinistra, un popolo rimasto senza rappresentanza e riferimenti politici. Un’autentica ovazione ha salutato questo intervento cui è seguito un incitamento proveniente da tutta la platea (Par-ti-to, Par-ti-to!).

    Presenti rappresentanti di Sinistra Democratica, dei Verdi, di Rifondazione per la sinistra (la componente di rifondazione che fa capo a Nichi Vendola) e dei Comunisti Italiani, per una volta (finalmente) spettatori dell’evento.

    La nuova associazione si sta costituendo in tutta Italia ed è nostra intenzione farla partire anche ad Avola. Ricordo a tutti che con la nuova legge elettorale regionale sarà necessario il 5% dei voti alle amministrative per avere una rappresentanza nelle istituzioni (rappresentanza che ad Avola non abbiamo neanche con l’attuale legge).

    Il tempo delle divisioni e dei particolarismi è finito, come è finito il tempo della prudenza e degli attendismi. È necessaria un’accelerazione al processo costituente come quella che giustamente ha dato Claudio Fava rigettando la proposta di un nuovo cartello elettorale per le elezioni europee e mettendo tutti di fronte a una scelta: il processo costituente di una nuova Sinistra è partito. Chi ci sta ci sta.

    Vogliamo che il nuovo soggetto non sia formato dai resti dei vecchi partiti ma da tutto quel popolo della sinistra che non vuole rassegnarsi a scomparire. A Gennaio abbiamo in programma un incontro con lo stesso Fava e con Rita Borsellino che lanci l’associazione, nel frattempo stiamo costruendo un blog che accolga le idee, i suggerimenti le proposte di chi vuole partecipare a questa avventura.

    A tal proposito stiamo approntando un questionario nel quale chi vorrà potrà specificare cosa dovrebbe essere e come dovrebbe muoversi il nuovo soggetto, qual è la sua idea di sinistra, quali sono le priorità da tenere maggiormente in considerazione. A breve apriremo la campagna di adesione all’associazione. Spero davvero che chi abbia a cuore le sorti della sinistra non si tiri indietro.

    Emanuele Limpido
    ****************
    Coordinatore Sinistra Democratica Avola
    sdavola@gmail.com
    http://www.sinistrademocraticaavola.blogspot.com http://www.avolaperlasinistra.blogspot.com
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  209. ISERNIA: COORDINAMENTO PROVVISORIO DELLA SINISTRA.. said

    SINISTRA: ISERNIA, NASCE COORDINAMENTO PROVVISORIO,
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    14 gennaio 2008

    (AGI) – Isernia, 12 gennaio 2009 – Nasce La Sinistra in provincia di Isernia. In sintonia con la costituenda associazione nazionale, avviata con l’assemblea del 13 Dicembre al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, parte anche in Molise l’esperienza unitaria nell’intento di costruire un soggetto unitario e plurale tendente alla aggregazione di tutte le esperienze di Sinistra nel nostro paese. L’associazione che non vuol essere un raggruppamento di sigle gia’ esistenti, ne’ tanto meno un’alleanza di gruppi o ceti dirigenti, si propone l’ adesione e la collaborazione di tutti coloro che, prescindendo da qualsiasi tessera, intendono impegnarsi per un Molise più vivibile e più protagonista, meno isolato e meno marginale nelle scelte provinciali, regionali e nazionali. Creato un coordinamento provvisorio guidato da: Marcello Cuzzone (coordinatore provvisorio provinciale) di cui fanno parte Roberto Giammaria, Sara Ferri, Italo Marinelli, Domenico Izzi, Nicola Carile, Giuseppe Iglieri, Leopoldo Durante, Roberto D’Alessio, Carmine Carmosino.

  210. CESENATICO: COMUNISTI ITALIANI E SINISTRA DEMOCRATICA INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE 2009. said

    COMUNISTI ITALIANI E SINISTRA DEMOCRATICAINSIEME ALLE AMMINISTRATIVE DI CESENATICO
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    COMUNICATO STAMPA di Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, su ELEZIONI AMMINISTRATIVE di CESENATICO 2009.
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    15 gennaio 2009

    Si sono oggi incontrate le delegazioni del Partito dei Comunisti Italiani e di Sinistra Democratica di Cesena, per discutere delle prospettive politiche in vista delle prossime elezioni amministrative comunali.

    Le due delegazioni esprimono soddisfazione per il lavoro di aperto confronto e approfondimento programmatico svolto in questi mesi, anche insieme con Rifondazione Comunista, lavoro che ha portato alla definizione di alcuni temi prioritari legati a una comune sensibilità politica: i problemi del lavoro, dell’ambiente, della solidarietà, della sanità, della casa, della scuola e della cultura.

    Le due delegazioni, sicure di interpretare i sentimenti e le speranze dei loro militanti e di tutti quei cittadini che, dopo tante lacerazioni, auspicano una collaborazione unitaria tra le forze della sinistra, si impegnano a verificare insieme le condizioni per un accordo di governo della città con il Partito Democratico, facendo tesoro del bilancio positivo dell’esperienza attuale e nella consapevolezza della necessità di un ulteriore, coraggioso slancio, che tenga conto dei molti problemi emergenti anche nella nostra realtà e della gravità della situazione italiana, soffocata dalla cappa del berlusconismo, dalla disgregazione sociale e ideale, dallo scadimento generale del dibattito politico.

    Per realizzare questi obiettivi, le due delegazioni s’impegnano fin d’ora a presentarsi alle prossime elezioni comunali con una lista unitaria, aperta a tutti i partiti della sinistra che vogliano partecipare a questo comune progetto.

  211. TREVISO: ASSEMBLEA PROVINCIALE. said

    PER LA SINISTRA TREVISO
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    ASSEMBLEA PROVINCIALE
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    Carissime e carissimi,
    alla luce delle ultime vicende politiche interne alla sinistra e vista l’urgente situazione politica internazionale, con il conflitto Israelo-Palestinese, o per meglio dire la strage di civili a Gaza, le ultime misure del governo Berlusconi in tema di immigrazione, per non parlare della vicenda Alitalia e delle misure anti-crisi approvate con la fiducia dal parlamento, riteniamo quanto mai urgente, confortati dalla riuscita della prima assemblea di Dicembre, riconvocarci per un’assemblea provinciale da svolgersi a

    Treviso,
    Lunedì 19 Gennaio
    alle ore 20:45
    sempre presso la sala FILT CGIL,
    sotto il cavalcavia dietro la stazione dei treni.

    All’ordine del giorno, modificabile ovviamente dall’assemblea, vi proponiamo di affrontare i seguenti punti:

    1. Nomina di un comitato provinciale permanente per la Sinistra per poter raccordare il nostro percorso a quello della Sinistra a livello nazionale
    2. Iniziative concrete per aiutare il popolo palestinese martoriato dal conflitto, utilizzando i tanti progetti di cooperazione dal basso che in questi anni abbiamo portato avanti come organizzazioni politiche
    3. Riaggiornare il nostro dibattito circa le iniziative del governo

    L’obiettivo della serata sarà da un lato il consolidamento della nostra struttura a livello organizzativo e dall’altro avviare concretamente delle inizative politiche sul territorio, tenendo presente anche quelle che sono le tappe imminenti della Sinistra a livello nazionale:

    -18 gennaio: a Roma i gruppi di lavoro dell’Associazione per la Sinistra si incontreranno per dare corpo alla carta di intenti, regole e logo. Potranno proporsi in quella sede forum di lavoro tematici per accompagnare con iniziative il percorso di consultazione.
    -14 febbraio: consultazione per le primarie delle idee in tutte le piazze che sapremo organizzare
    -28 febbraio: assemblea di costituzione del nuovo soggetto politico a Roma

    L’incontro è aperto ovviamente a tutte e a tutti.

    Il comitato promotore della Sinistra
    Sito internet: http://sinistrapreviso.blogspot.com
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  212. ISERNIA: SARA FERRI, PERCHE' LASCIO RIFONDAZIONE. said

    LA LETTERA – Perché lascio Rifondazione.
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    2009-01-19
    **********
    di SARA FERRI
    *************
    A fine Luglio al congresso di Chianciano c’ero anch’io.
    Purtroppo c’ero anch’io, insieme agli altri delegati.
    Uno per uno, in ordine alfabetico siamo stati invitati a salire sul palco e a dichiarare, con voto palese, il nostro progetto per il futuro del partito.
    Schedati e delusi abbiamo assistito alla morte del partito, del nostro partito.
    Quel partito che in questi anni, grazie alla sua capacità di innovazione, ha fatto nascere la sinistra europea, ha cambiato la cultura in Italia, ha reso tangibili e reali le necessità dei più deboli.
    Oggi, a distanza di mesi, la delusione è ancora più forte di fronte alle scelte assolutamente rispettabili, per me non condivisibili, di ricerca di una forte identità, di ritorno al passato e di negazione e cancellazione di tutto ciò che è stata la Rifondazione di Fausto Bertinotti.
    In un momento in cui l’ambizione dei partiti maggiori è quella di liberarsi dei partiti più piccoli, di schematizzare la politica in Italia, riducendola a due macropartiti, Rifondazione sceglie di essere solo una testimonianza.
    Da anni, grazie all’impegno di Fausto Bertinotti e di una classe dirigente lungimirante si è prospettata in Italia e in Europa un’altra idea di sinistra, un’altra cultura politica che abbraccia bisogni e idee nuovi e vecchi, proponendosi in maniera nuova, aperta e aggregante : La Sinistra.
    Anche nel Molise, questo progetto che viveva troppo stretto dentro Rifondazione Comunista, sta nascendo con i migliori auspici.
    Queste valutazioni sono per me motivo di una scelta.
    Con molta sofferenza ho deciso di dimettermi da segretaria cittadina del Circolo Tedeschi di Isernia e di aderire alla neonata Associazione per la Sinistra, che si presenta come movimento politico moderno tendente alla aggregazione di tutte le esperienze di sinistra nel nostro paese.
    L’associazione, promossa a livello nazionale da Nichi Vendola e altri importanti esponenti della sinistra, trova nel Molise l’adesione di Mauro Natalini.
    E’ per me questa l’unica credibile prospettiva: una forza di sinistra alternativa e avanzata in una società così veloce e in continuo mutamento.

    *Segretaria del circolo P.r.c.- s.e. “Tedeschi” Isernia
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  213. l’attuale PRC.
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    “Per diventare completo- scrive – Nietzsche- il nichilismo deve passare per gli estremi. Il nichilismo estremo sa che non c’è alcuna verità eterna in sé. Fin tanto che si limita a questa cognizione e fa lo spettatore alla decadenza dei valori finora supremi, esso rimane passivo.
    Il nichilismo attivo, invece, interviene, rovescia, chiamandosi fuori dalla maniera di vivere e infondendo in più a ciò che vuole perire il desiderio della fine”.

    Avete presente l’attuale partituncolo che va sotto il nome del PRC? Quello che ha contribuito alla grande alla debacle della sinistra alle ultime elezioni?
    Per farla breve, a luglio si è tenuto il loro congresso nazionale nel quale, per una manciata di voti (5, 6? non ricordo bene), è stato eletto il nuovo segretario nazionale spiazzando Nichi Vendola . Come è stato possibile? Semplice. In pratica, pur di mettere in minoranza, che poi tanto minoranza non è, Vendola, i vincitori non hanno esitato un solo istante a mettersi d’accordo con i “nemici” di Vendola. Della serie: “i nemici dei miei nemici sono miei amici”.
    Personalmente io ero alla finestra a guardare, dato che mi ero presa un anno sabbatico dalla politica che poi, per problemi familiari, sono diventati due.
    Nel febbraio del 2007, infatti, dopo solo quattro anni nei quali avevo militato nelle fila del prc, (ma mi sono bastati e avanzati, credetemi!), dopo aver toccato con mano comportamenti inqualificabili all’interno della federazione del prc di Venezia, avevo maturato la decisione di non rinnovare la tessera e ritirarmi a fare altro.
    La mia passione politica, però, ogni tanto mi ha tradito e quindi non ho potuto fare a meno di seguire comunque le vicende che si susseguivano sempre più preoccupanti.
    Il fatto è che a livello nazionale Vendola ha un seguito grandissimo e quindi si può dire che il suo essere minoranza in un partito per una manciata di voti non è cosa da metterlo in difficoltà serie.
    Non così quel nel Veneto, in questo Nord-Est nel quale la lega, che è il nuovo e l’attuale tipo di fascismo, detta legge. Pensate che in un paese vicino ad Jesolo, Eraclea, praticamente hanno votato in maniera bulgara: La lega si è portata a casa il 95% dei voti.
    Proprio qui, dunque, dove ci sarebbe il bisogno e la necessità impellente di una Sinistra seria, grazie alla federazione del prc di Venezia, e da ieri anche al Congresso Regionale, Nichi Vendola non ha una sostanziosa maggioranza. Bastasse questo…No. I “dissidenti”, ovvero coloro i quali non si sono supinamente messi a novanta gradi e accettato in silenzio le decisioni della maggioranza del partito, sono denigrati, sbeffeggiati e sfiduciati tramite stampa, grazie anche ai giornalisti “amici” che su queste notiziole vanno a nozze felici e contenti.
    Poi, nei Comitati politici federali e regionali vengono loro malgrado costretti, dopo aver usato i suddetti modi molto democratici e nonviolenti (è ironico, per chi non l’avesse capito), a dimettersi da questo o quell’incarico e a farli scappare a gambe levate, convinti come sono che alle prossime elezioni, grazie a queste trasparenti e democratiche “epurazioni”, e presentandosi da soli, vergini, con il loro simbolo, rinascerà dalle sue stesse ceneri, come l’araba fenicia, il nuovo grande partito comunista dei lavoratori e di massa.
    Che dire? Spes ultima dea morire est.
    Vorrei fare dei commenti più articolati e razionali su questa speranza che mi sembra follia pura.
    Magari ci tornerò un’altra volta.
    Ora mi preme invece di farvi leggere la lettera di dimissioni dell’ex capogruppo consiliare provinciale del prc veneziano.
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    Mi perdoneranno i colleghi consiglieri se ruberò loro più di qualche minuto, ma vi pregherei di tenere in considerazione l’importanza che riveste per me questo momento, frutto di una profonda riflessione personale.

    Dopo quasi cinque anni durante i quali tutti voi avete potuto constatare l’impegno, la correttezza, la schiettezza e trasparenza con i quali ho condotto il mio mandato politico, in quanto eletto nelle liste di Rifondazione Comunista, il gruppo dirigente della federazione veneziana, in una riunione nella quale si è votato a dispetto di ogni regola statutaria interna, ha deciso di sfiduciarmi assieme ai due assessori della Giunta provinciale. Ciò è avvenuto senza alcuna motivazione che abbia un senso qualsiasi, almeno in una forza politica che dice di ispirarsi a principi di democrazia interna e di abbracciare la cultura del pluralismo e delle differenze. Unica ragione: siamo componenti della minoranza interna. Quindi la decisione di sfiduciarci non è di tutto il Partito, ma solo della componente di maggioranza della federazione di Venezia. E questo è bene saperlo e sottolinearlo.

    Io appartengo ad una generazione politica, l’ultima forse, che ha vissuto, nel bene e nel male, tra drammatici errori, scelte a volte tragiche, la politica come passione, come progetto di cambiamento dell’esistente.

    Dopo di questa generazione – e badate, quando parlo di generazione la intendo proprio in senso antropologico e non politico, riferendomi a tutte le scelte, parlamentari, istituzionali, ma anche extraparlamentari e dei movimenti- si è aperta la stagione di tangentopoli, del mestierismo, della fine, forse inevitabile, del confronto tra le grandi visioni del mondo. Paradossalmente è con la crisi della mia generazione è entrato davvero in crisi anche il patto costituzionale che dovrebbe reggere la coesione sociale in questo paese.

    Io, per mia parte, ho offerto, anche se con molte scelte sbagliate, pagate sempre di persona, all’utopia di una società comunista, gli anni migliori della mia vita, la mia giovinezza ed, allo stesso modo, ho rielaborato, radicalmente e spietatamente direi, negli anni, un’idea fortemente critica della mia personale esperienza, come di quella di tutto il movimento comunista del’900.

    La contraddizione fondamentale di quella cultura e di quella esperienza è di tutta evidenza: non è compatibile una predicazione pregna di senso di liberazione ed una pratica sociale irta di reticolati e muri, odorante di gulag e foibe, celebrativa di parate e cimiteri; non si coniuga l’idea della giustizia sociale con il burocratismo ed il centralismo autoritario sui quali si sono costruite gran parte delle organizzazioni comuniste di tutto il mondo; non è possibile credere alla democrazia diretta e contemporaneamente cedere alle folli sirene del potere. Molto di ciò ce lo ha detto ed insegnato il movimento zapatista che , meglio di me e prima di me, ha messo a nudo i limiti e le asperità, le contraddizioni insanabili del comunismo europeo ed asiatico.

    Io ho creduto, e credo, che una dottrina dell’alternativa sociale a questo modo di produzione, dovesse e debba trovare un nuovo cammino ed un nuovo senso alla politica senza rinunciare al proprio ideale ed alla propria visione liberatoria del mondo.

    Quando aderii al PRC nel 99 credevo di aver trovato finalmente il laboratorio di una nuova idea della trasformazione sociale che si avviava verso una critica del potere, per restituire alla politica il suo valore nobile ed il più efficace e costruttivo, come ci ricordava Hannah Arendt, che consiste nel potere della parola, nella centralità del discorso politico, nel carattere fondamentale della costruzione del consenso e della partecipazione.

    A ben vedere fu anche questa, in nuce, già la grande dottrina di Togliatti e del suo partito di massa che rompeva con le visioni ossificate del marxismo, tanto invise a Gramsci, ed apriva ad ricerca di una via originale al socialismo nel nostro paese, che sancisse la compatibilità tra l’esser comunisti e stare nelle regole di un sistema democratico.

    Il PRC su questo terreno, imparando dai movimenti nati all’insegna di una critica sociale alla globalizzazione, aveva fatto importanti passi avanti in questa direzione. La critica al potere sostanziatasi in una originale e forte idea della non violenza come metodo politico, l’assunzione delle culture critiche dell’ambientalismo, del femminismo, dell’emancipazione sessista; l’idea fondamentale delle trasformazioni antropologiche del lavoro in una fase avanzata di globalizzazione che ha privilegiato una battaglia contro le precarietà nel nostro paese; l’acquisizione di una dimensione europea dell’agire politico, l’idea stessa del superamento della forma partito in quanto forma privilegiata di organizzazione della partecipazione politica.

    Tutti temi che hanno portato al programma di unificazione della sinistra in questo paese, partendo dal presupposto e dalla considerazione dell’inutilità ed obsolescenza dell’antica divisione nel movimento operaio, tra massimalisti e riformisti. La sinistra arcobaleno è stata anche questo, un tentativo, mal riuscito, di porre, però, una questione fondamentale per la società italiana: vi è ancora oppure no il bisogno di una sinistra in questo paese?

    Va da sé, che, tralasciando le vicende congressuali, quando mi sono trovato di fronte alla ridicola e paradossale decisione di esautorarmi d’imperio da mio ruolo di capo gruppo, ho compreso, definitivamente, che con questo gruppo dirigente veneziano e nazionale il progetto della Rifondazione Comunista finisca. E non tanto per una questione personale di cessazione da questa funzione: volendo potrei ricordare al mio amico Bertoldo che a norma di regolamento, dato che il presidente del gruppo è votato dal gruppo stesso e che noi siamo pari, ed essendo io, a dispetto dell’età, il consigliere che ha avuto la percentuale più alta di voti, figurerei come consigliere anziano. Quindi: di fronte ad una decisione unilaterale della maggioranza del partito veneziano, potrei, anche forte del fatto di appartenere ad un’area politica che comunque ha da sola i consensi della metà del partito nazionale, decidere di mantenermi nel mio ruolo di capogruppo.

    Ma decido di non farlo! La mia è una scelta ed una denuncia politica!

    Il problema sta proprio nelle modalità con cui tutto questo è avvenuto: senza una motivazione, senza nemmeno un colpo di telefono, senza una diffida e nel modo più offensivo possibile attraverso l’affermazione, resa ai media: “ non rappresentano che se stessi”.

    A parte che rappresentare me stesso è un onore, come lo credo per ognuno di noi, proprio perché ognuno di noi è frutto di una propria storia individuale, fatta di relazioni, percorsi, scelte di vita che nessuno ha diritto di giudicare.

    “Non rappresenti che te stesso” è dunque qualcosa di più di un semplice insulto: è la negazione della tua storia, è come se tu fossi un “nessuno”, un’entità biografica che si può cancellare perché ci si sente investiti dell’autorità iconografica di un partito. E’ l’equivalente di una fucilazione. E’ lo stesso meccanismo alimentato dall’odio, della distruzione del nemico. Questi signori non si possono permettere la mia deportazione o il mio internamento, né quello di Rita o di Sandro, perché non ne hanno il potere legale: ma pensate cosa sarebbe una società od uno stato in mano a costoro.

    Io sono un signor nessuno che pensa di fare il suo dovere di amministratore e che nella sua vita, comunque, non ha mai avuto dubbi su da che parte stare, a differenza di molti di coloro che oggi si ergono a giudici e fanno i censori.

    Resta il fatto comunque, che mi pregio ancora di rappresentare un terzo della federazione veneziana, compagne e compagni che militano in moltissimi circoli come quelli di San Donà Cavarzere, Mira, Campolongo, Portogruaro, Lido, Cannaregio, Castello, Mestre, mi onoro della stima e dell’ amicizia delle reti sociali come quella del centro autogestito di Zona Bandita e della rete antirazzista, sono orgoglioso della rinnovata stima ricevuta da tutte le compagne ed i compagni di SD, con i quali stiamo intraprendendo un cammino difficile ma stimolante, mi sento in piena sintonia infine con tutte le compagne ed i compagni della mozione che, ispirata dal presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ci insegna che omofobia e sessismo , mentalità burocratica e centralismo, soggettivismo e lotte di potere sono brutte bestie dure a morire anche all’interno del PRC. Ormai una casa di spettri, come Nichi l’ha ben definita.

    Ma voglio anche avere la presunzione di stare con gli studenti greci e quelli dell’onda, di stare con i precari ed i cassaintegrati, con le donne, gli anziani, i lavoratori e le lavoratrici che stanno pagando oggi il prezzo della crisi mondiale. Infine un pensiero buio come la pece va alla terra di Palestina, ai suoi figli, vittime della lama dei moderni Erode, stretta tra il militarismo di Israele ed il cinico fanatismo religioso di Hamas.

    Perché questa è stata sempre la mia vita e la mia lotta.

    Queste sono dunque le ragioni per le quali, avendo ben altra strada da fare, non me la sento di privare ulteriormente Aldo Bertoldo di questo impegnativo compito di rappresentare il gruppo di Rifondazione Comunista in Provincia, che sarà, da questo momento, costituito solo da lui stesso. Aderisco quindi al gruppo misto pur denominandomi, informalmente e per il pubblico, come gruppo de La Sinistra- Provincia di Venezia, in Consiglio provinciale. Va da sé che il mio abbandono riguarda anche il PRC, di cui non rinnoverò la tessera annuale, per la sola ragione, vorrei specificare, che non condivido nulla, né la cultura né la direzione politica intrapresa dal gruppo dirigente veneziano, in primo luogo, da quello nazionale di seguito. Ciò non significa che io rinneghi il progetto della rifondazione, i valori del rinnovamento in senso libertario delle esperienze dl movimento operaio, il laboratorio politico al quale ho contribuito con entusiasmo e nel quale ho lavorato in questi ultimi 10 anni. Semplicemente penso che chi governa il partito oggi sia altra cosa e che quel progetto sia stato disatteso e tradito.

    Dichiaro, infine, la mia collocazione all’interno dell’attuale maggioranza sebbene rivendichi ogni posizione critica espressa pubblicamente, dall’area politica di Rifondazione per la Sinistra sullo strumento urbanistico adottato dalla Provincia, giudichi insufficienti, inconsistenti e strumentali le osservazioni poste dal PRC alla vigilia del voto sul PTCP e lanci un appello perché vi sia un maggiore ascolto delle voci che espressantemente giungono dal cuore dei conflitti territoriali. L’occasione del voto sulle osservazioni al PTCP sarà l’occasione di confronto con il nuovo soggetto nascente del La Sinistra Veneziana.

    Roberto Del Bello
    Gruppo Consiliare provinciale ” La Sinistra Veneziana ”

    Nel gruppo misto
    Venezia, 15 gennaio 2009

    Fonte notizia:http://michelavitturi.splinder.com

  214. VENEZIA: SI E' COSTITUITA LA SINISTRA NELLA PROVINCIA. said

    COMUNICATO STAMPA
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    Si è costituita LA SINISTRA nella provincia di Venezia
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    Abbiamo dato vita a LA SINISTRA nella provincia di Venezia.
    Nasce come associazione e si propone, in accordo con le scelte nazionali, di concretizzare il processo costituente di una nuova soggettività politica nel nostro Paese
    Nel territorio della Provincia di Venezia LA SINISTRA si compone di associazioni, gruppi di cultura politica, soggetti delle organizzazioni sindacali, singole e singoli che non si rassegnano sia al riflusso moderato che alla chiusura identitaria, minoritaria e gruppettarista.
    LA SINISTRA si compone altresì dal movimento di Sinistra Democratica e dall’area di Rifondazione per la Sinistra (l’area “Vendola” che esce dal PRC).

    La scorsa settimana si è tenuta una assemblea generale e ieri la prima riunione del Coordinamento Provinciale quale organismo provvisorio appunto di coordinamento.
    Provvisorio perché LA SINISTRA si impegna a sviluppare una fortissima campagna per le PRIMARIE delle IDEE, una campagna di ascolto e proposta con gazebo e banchetti in tutta la provincia, un ciclo di assemblee in tutte le aree della provincia per allargare il processo di coinvolgimento e partecipazione, in una raccolta di adesioni e contatti, che sviluppino un reale processo di partecipazione politica dal basso.

    Questo lavoro di costruzione politica si concretizzerà in una grande CONVENZIONE PROGRAMMATICA PROVINCIALE che si terrà ai primi di marzo.
    In questa “convenzione” si darà corpo alla “carta dei valori” ed alle priorità programmatiche in coerenza con le scelte nazionali, si nomineranno le figure di coordinamento non più provvisorie, si definirà il PROGRAMMA POLITICO de LA SINISTRA per il territorio della provincia di Venezia.
    Noi de LA SINISTRA dichiariamo, da subito, che intendiamo costruire una forza in grado di svilupparsi sul versante della partecipazione e coinvolgimento popolare e di darsi una autonoma rappresentanza istituzionale.

    Noi de LA SINISTRA dichiariamo, da subito, che intendiamo, sulla base del programma che verrà definito nella convenzione programmatica provinciale, presentare LA LISTA de LA SINISTRA alle prossime ELEZIONI PROVINCIALI, che non sarà composta prevalentemente da ceto politico tradizionale bensì da soggetti realmente rappresentanti i territori, il mondo del lavoro, i saperi reali, ed alle ELEZIONI nei COMUNI della provincia di Venezia che saranno chiamati al voto amministrativo.

    LA SINISTRA nella provincia di Venezia nasce nel processo popolare di partecipazione e FONDA se stessa, nella rivendicazione e nella pratica della AUTONOMIA.
    Noi de LA SINISTRA ci impegniamo alla costruzione di alleanze di sinistra e centro sinistra per tutte le elezioni che affronteremo.
    Nulla però deve essere dato per scontato.

    La volontà di sostenere Davide Zoggia quale Presidente della Provincia di Venezia DOVRA’ TROVARE RISCONTRO nella costruzione di un programma condiviso che rafforzi ciò che di positivo è stato fatto in questi anni (lavoro, politiche sociali, ambiente tra le altre cose) ma superi anche le contraddizioni ed ambiguità presenti, ad esempio nel Piano territoriale di Coordinamento Provinciale.
    Infatti le OSSERVAZIONI al PTCP soprattutto in materia infrastrutturale (Veneto CITY, Romea Commerciale, Camionabile tra le altre) non potranno essere solo formalmente affrontate e, nella sostanza, archiviate. Esse rappresentano, per noi de LA SINISTRA, elemento costitutivo dell’eventuale alleanza.
    In caso contrario noi de LA SINISTRA non daremo nessuna delega e la nostra AUTONOMIA si dispiegherà pienamente.

    Noi de LA SINISTRA ci impegniamo a praticare il massimo livello di informazione, partecipazione e formazione condivisa delle decisioni.

    A partire da oggi si chiude la fase propedeutica e si inizia la vita politica, sociale culturale, de LA SINISTRA ed è con questa denominazione che ci qualificheremo in tutti gli ambiti ed in tutti i momenti.

    Coordinamento Provvisorio de LA SINISTRA

    Venezia, 21 gennaio 2009

    Fonte notizia: http;//l’altrametadelcielo.wordpress.com

  215. MONTEROTONDO ( ROMA): PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    Reggio Emilia: Assemblea regionale “La Sinistra per l’Emilia Romagna”.
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    VENERDI 24 GENNAIO 2008
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    ORE 10.00
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    Piazza Martiri del 7 luglio

    Reggio Emilia

    partecipano:

    Franco Ferretti

    Francesco Frieri

    Katia Zanotti

    Guido Pasi

    Martino Albonetti

    Carlo Flamigni

    Massimo Mezzetti

    Moni Ovadia

    Claudio Fava

  216. TREVISO: C'E' LA SINISTRA said

    C’è la Sinistra a Treviso.
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    Si è svolta nella serata di lunedì 19 gennaio la riunione della “Associazione per la Sinistra”, che raggruppa tutti coloro che vogliono impegnarsi per la costruzione del nuovo soggetto politico della Sinistra in Italia.
    La riunione, tenutasi in un’affollata sala FILT CGIL e con la presenza di persone interne ed esterne ai partiti, ha confermato l’esigenza irrinunciabile di iniziare l’azione politica de “La Sinistra” a Treviso e provincia e di proseguire nel processo di costruzione del soggetto unitario a livello nazionale (da chiamare “Partito” della Sinistra fin da ora, come è stato sottolineato da molti interventi).
    Molti i temi di azione politica individuati, dall’esigenza di dare una risposta alla crisi economica diversa e più incisiva rispetto alla passività del governo all’impegno per la costruzione di una prospettiva di pace nel medioriente, dal sostegno alla battaglia dei sindaci contro le politiche discriminatorie e vessatorie del centrodestra nei confronti degli enti locali all’appoggio alla battaglia del padre di Eluana Englaro contro l’intromissione del governo nell’attuazione delle sentenze giudiziarie sul tragico caso e alle richieste di Paolo Ravasin per una legge sul testamento biologico, dalla condivisione delle battaglie dei comitati e dei cittadini contro le ipotesi di costruzione di inceneritori nel territorio provinciale alla difesa dei valori dell’antifascismo, contro la proposta di legge della destra che equipara di fatto i combattenti fascisti repubblichini ai combattenti partigiani. Su questi e su altri temi sono stati organizzati gruppi tematici che lavoreranno da subito alla costruzione della proposte programmatiche da condividere con i territori e le realtà sociali e politiche che vi operano.
    Va ricordato che gli incontri della Sinistra sono aperti a tutti i soggetti, donne e uomini, singoli o organizzati che chiedono e vogliono contribuire alla costruzione di una forza politica nuova e importante, all’altezza della situazione, che sappia rappresentare l’opposizione sociale, politica e culturale al governo Berlusconi e alle politiche di destra che pervadono la nostra società, per costruire una prospettiva di governo alternativa e credibile. A chi si riconosce nei valori della solidarietà, dell’equità e dell’antifascismo, a tutti coloro che non accettano più di vivere e tacere in una provincia riconosciuta come razzista e xenofoba per colpa di chi la rappresenta in questo modo con i propri comportamenti.
    La nuova struttura trevigiana, a cui hanno aderito tra gli altri anche i Consiglieri Provinciali Stefano Dall’Agata e Luca De Marco di Sinistra Democratica e Marco Scolese di Rifondazione Comunista, si è dotata, al termine della serata di un comitato provinciale provvisorio per coordinare il lavoro delle prossime settimane.

    La Sinistra
    http://perlasinistratv.blogspot.com/

  217. CALABRIA: " UNIRE LA SINISTRA " A VENDOLA, PRONTI PER UN COORDINAMENTO. said

    CALABRIA: ‘UNIRE LA SINISTRA’ A VENDOLA, PRONTI PER UN COORDINAMENTO .
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    26 gennaio 2009, 15:15 (ASCA) – Catanzaro, 26 gennaio 2009
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    Il Coordinamento Regionale dell’associazione ”Unire la Sinistra” ”saluta con soddisfazione la scelta del compagno Vendola e di tante compagne e compagni di intraprendere un nuovo percorso di unificazione della sinistra, di voler continuare a battersi per cambiare la societa’, dare una nuova speranza di futuro ai giovani e all’intero Paese, riportare al centro il lavoro e i diritti, avviare un percorso che porti a ricostruire una forza grande che rappresenti interessi e bisogni della parte piu’ debole della societa’ italiana, da un lato, e i valori e la storia migliore della sinistra del nostro Paese, dall’altro”. ”Noi siamo pronti per affrontare insieme – si legge nel comunicato -queste nuove sfide, convinti che ora occorre fare in fretta, senza ulteriori tentennamenti, coinvolgendo il territorio e tutto il nostro popolo, che ancora e’ tanto e guarda con interesse al percorso avviato con la grande assemblea del 13 dicembre a Roma. Riteniamo che in Calabria ci siano tutte le condizioni per partire immediatamente con un confronto tra le forze che credono in questo progetto per promuovere una grande iniziativa di avvio della Costituente della Sinistra nella nostra regione”.

    http://www.asca.it/

  218. MAIOLATI SPONTINI ( AN): COSTRUIAMO INSIEME IL PARTITO DELLA SINISTRA. said

    MAIOLATI SPONTINI (AN)
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    COSTRUIAMO INSIEME IL PARTITO DELLA SINISTRA.
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    Mercoledì 28 gennaio ***ore 21.00 Maiolati Spontini (AN), Moie, Sala Comunale 6001 **** introduce: Alessandra Arena*** partecipano: Claudio Maderloni e Gennaro Migliore

  219. CHIARAVALLR (AN): PER LA SINISTRA. said

    CHIARAVALLE (AN): PER LA SINISTRA
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    28 gennaio 2009, 22:04 Chiaravalle: Uscire dalla crisi costruendo il futuro****Venerdi 6 febbraio 2009 – ore 17,30**** Sala ex Cral, Piazza Garibaldi – CHIARAVALLE ( AN ) ***** Partecipano: Gianni Venturi Enzo Pesciarelli Claudio Maderloni

  220. FERRARA: SCISSIONE NEL PRC. NASCE MOVIMENTO PER LA SINISTRA. said

    http://www.estense.com…. 28/1/2009

    La scissione è realtà: nasce ‘Rifondazione per la Sinistra’. Prc, anche a Ferrara arriva l’effetto Chianciano.
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    di Marco Zavagli.

    L’effetto Chianciano arriva anche a Ferrara. E anche la federazione provinciale di Rifondazione comunista deve fare i conti con la scissione firmata da Niki Vendola. Se il governatore della Puglia, nel suo addio al partito di Ferrero, aveva fatto capire che la separazione era già nei fatti ed è stata sancita con lo strappo della cacciata del direttore Piero Sansonetti dalla guida di Liberazione, i suoi seguaci ferraresi ammettono che dall’ultimo congresso di luglio vivevano un clima da separati in casa. È sottoscritta da una ventina di firme la breve nota con la quale i vendoliani aderiscono alla nuova formazione politica che si chiamerà “Rifondazione Per la Sinistra”. “La nostra è un’adesione convinta – dicono -. Il congresso del Partito della Rifondazione Comunista di luglio 2008 ha consegnato il partito ad una maggioranza, nella quale non ci siamo riconosciuti fin da subito, inconciliabile con il nostro pensare. Quando non si riconosce più la propria “casa”, il proprio partito nel quale si è tentato di condurre una lotta, una inutile resistenza interna, non restano altre alternative che andarsene”.
    L’addio al Prc di Ferrero è firmato da nomi come quelli di Rocco Sorrentino, presidente della circoscrizione Nord Est, Emanuela Zucchini, ex consigliera comunale, e da altri come Giuseppe Baiamonte, Mauro Baiamonte, Alessandro Barboni, Davide Bazzani, Tiziana Bonazzi, Sandro Cardinali, Graziano Dalla Muta, Enrico Merlo, Patrizia Olivadoti, Silvia Pareschi, Roberta Simoni, Michele Sorrentino, Maria Gabriella Ursino, Guillermo Useche, Paola Mazza, Fabrizio Nannini. Tra i separatisti figura anche Angela Alvisi, la segretaria provinciale della Funzione pubblica della Cgil tesserata la scorsa estate. Con questa fuoriuscita si dimezza praticamente il direttivo del Prc, del quale non faranno più parte Sorrentino, Merlo, Barboni e Bonazzi. Il “peso” dei vendoliani fatto sentire all’ultimo congresso li vedeva inoltre avere la maggioranza nei circoli di Copparo e Poggio Renatico, ma qui la conta è ancora tutta da fare.
    Quanto a verifiche, sarà proprio la neonata Rifondazione per la Sinistra (Rps) che dovrà guardarsi attorno a Ferrara per cercare quell’approdo verso una forma di Costituente della Sinistra come chiedeva il governatore della Puglia come firmatario del documento congressuale numero 2 di luglio. I primi possibili interlocutori potrebbero essere Sinistra democratica e Gentedisinistra, anche se gli stessi vendoliani vogliono aprire il raggio delle “consultazioni”: “siamo per la costruzione di un’identità fondata sul confronto su temi che da sempre ci appassionano e che compongono il modello di riferimento di una possibile trasformazione della società. Faremo di tutto per aprire questa discussione con tutti i soggetti di Sinistra, movimenti, associazioni, singoli, organizzati e non, per la costruzione, in prospettiva, di una Sinistra plurale della quale il panorama politico italiano ha un bisogno inderogabile”. “Non conosciamo altra strada – concludono – se non quella di ripartire dalla realtà sociale, dai bisogni dei cittadini. Per questo ci impegniamo a promuovere nell’immediato un’iniziativa pubblica in cui avanzeremo le nostre proposte per ricercare le condizioni per la presentazione di una lista con le varie soggettività della Sinistra, che ritengono utile impegnarsi sul governo della città”.

  221. ANCONA: PER LA SINISTRA. said

    http;//il restodelcarlino.ilsole24ore.com….27 gennaio 2009.

    ANCONA PER LA SINISTRA
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    ELIO LIBRI( Sinistra Democratica di Ancona ) guarda al futuro e con “particolare attenzione”, ha specificato il politico, al progetto dell’Associazione La Sinistra, nella quale confluiranno anche i tre componenti del gruppo consiliare di Rifondazione comunista, RUGGERO CINTI, NICOLA SCIULLI e PAOLO PASCUCCI…..

  222. AVELLINO: NASCE IL MOVIMENTO PER LA SINISTRA. said

    AVELLINO: PER LA SINISTRA.
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    martedi 27 gennaio 2009.

    MOVIMENTO PER LA SINISTRA – DE CRISTOFARO: ” LA PIOGGIA CI PORTERA’ FORTUNA “.

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    Avellino – Sette giorni fa l’annuncio, questa sera l’ufficializzazione, in mezzo l’appuntamento di Chianciano e le parole di NICHI VENDOLA. come in una metempsicosi, la costola guidata dal governatore della Regione Puglia abbandona il vecchio ” corpo “, quello del Prc, e trasporta la sua anima in un nuovo organismo: IL MOVIMENTO PER LA SINISTRA. Dirigenti ed attivisti si sono dati appuntamento al ” Samantha della Porta “, per farlo, per ribadire le reagioni di una scelta e per avviare le prossime fasi organizzative interne ed esterne alla neonata compagine. e il lavoro non mancherà di certo a PEPPE DE CRISTOFORO (Segretario regionale della Campania ),GENNARO IMBRIANO ( Segretario provinciale federazione di Avellino ) POMPILIO ALBANESE, CINZIA SPINIELLO, MARIA GRAZIA VALENTINO e a tutti coloro che hanno aderito al progetto sul territorio. C’è una forza politica da recuperare – ancora alla ricerca di se stessa dopo le batoste degli ultimi tempi – c’è la fiducia dell’elettorato da riconquistare, ci sono le imminenti scadenze con le urne da affrontare: ” il nostro è un tentativo generoso di rinnovare la Sinistra – ha esordito Imbriano – di dare una risposta concreta a chi è deluso dal Pd, dall’Italia dei Valori e dalle posizioni minoritarie del Prc “.
    Già, il Prc. Non potevano certo mancare i riferimenti al partito di provenienza, ” non chiamatela, per favore una scissione “, ancora oggi è stato detto. Ma qualsiasi sia la terminologia adeguata, resta il fatto che la separazione si è palesata e non senza strascichi. ” Quel che resta di Rifondazione – ha affermato Imbriano – è assolutamente irriconoscibile rispetto a quello che abbiamo costruito negli anni “. Sulle differenza tra questa e le altre rotture si è invece soffermato Peppe De Cristofaro: ” negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a più di cinque frazionamenti – ha detto – ma questo è diverso da tutti gli altri, perché non è incentrato su scelte di linea politica rispetto alle dinamiche governative. Il progetto del Prc – ha tagliato corto – è semplicemente inconciliabile con quello nostro “. E così ha passato in rassegna il panorama politico nazionale con all’opposizione un Pd giudicato inefficace, in Idv speculare negli atteggiamenti populisti al governo stesso, ma minoritario, e un opposizione extraparlamentare che ha scelto quantomeno percorsi discutibili. ” Possiamo rassegnarci davanti a tutto questo ?: si è chiesto. La risposta, chiaramente, potrà arrivare solo attraverso il neonato movimento ed, eventualmente, le coalizioni che verranno.
    In questo senso Imbriano ha parlato di ” un’impresa ” – quella di costruire liste unitarie alle amministrative e soprattutto alle europee – per la quale Sd, Pdci e Verdi devono rompere gli indugi e decidere al più presto di aderire “. Sui rapporti col Pd ha riferito invece De Cristofaro: ” Non c’è niente di più utile al partito di Veltroni del Prc attuale – ha spiegato – che non crea nessuna difficoltà e minaccia. Anche per questo – ha aggiunto – dobbiamo imporre al Pd il nostro peso e lavorare per dare rappresentanza a chi oggi si sente abbandonato “. Archiviata la nascita del movimento, è già tempo per i vendoliani di allestire l’agenda. E l’appuntamento odierno ha rappresentato la prima occasione per farlo. Le prossime tappe vedranno la forza politica impegnata nel Candelora Day del prossimo 2 febbraio, sul piano locale, e nello sciopero generale del 13 febbraio, su quello nazionale. Ma c’è anche l’organizzazione interna e l’assegnazione dei ruoli da definire, operazioni per le quali sono già partite le consultazioni interne. ” speriamo che la pioggia ci porti fortuna come ad una sposa “: si è augurato De Cristofaro facendo riferimento alle condizioni metereologiche di queste settimane. ” Ci aspetta un percorso difficile – ha concluso – ma è una strada che non possiamo evitare di percorrere “. ( di Eddy Tarantino).

    Sul sito internet http://www.irpinianews.it è possibile scaricare il documento del MOVIMENTO PER LA SINISTRA D’IRPINIA.

  223. IRPINIA: .OLTRE RIFONDAZIONE.... IN MOVIMENTO PER LA SINISTRA. said

    SINISTRA: MOVIMENTO VENDOLA APRE AD ASCOLI PICENO

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    (AGI) – Ascoli Piceno 29 gen .- Costituita anche nell’ascolano, per iniziativa di amministratori locali ed esponenti politici, una sezione del “Movimento per la Rifondazione della Sinistra”, sulla scorta di quanto avvenuto a livello nazionale per impulso del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. L’obiettivo del nuovo soggetto della sinistra italiana, secondo una nota firmata da sette dirigenti locali già del partito di Rifondazione Comunista, tra cui figurano anche il sindaco di Appignano Nazzarena Agostini, e un consigliere provinciale, Giancarlo Vagnarelli, oltre ad assessori e consiglieri comunali in prevalenza dei centri della Vallata del Tronto, è quello di fare da catalizzatore di coloro “che si richiamano ai valori, alle idee e alla storia della sinistra, indipendentemente dal fatto di autodefinirsi come comunisti, ambientalisti, femministi o altro. Questo nuovo movimento – si afferma nel comunicato, seguito ad una conferenza stampa – ha l’ambizione di unire tutti quelli che avvertono la necessità, dopo la disfatta delle ultime elezioni politiche, di una sinistra forte ed in grado incidere nella vita politica del paese. Per queste ragioni l’innovazione sarà al centro del percorso che ci apprestiamo ad avviare, sia in termini di contenuti programmatici che in termini organizzativi. La scelta del futuro segretario avverrà, ad esempio, attraverso le primarie aperte a tutti gli uomini e le donne che vorranno esprimersi attraverso questo strumento democratico.”
    Per quanto riguarda poi le scelte legate agli enti locali, a partire dalla Provincia di Ascoli, al fine di “evitare equivoci e strumentalizzazioni”, il movimento ribadisce il totale sostegno “all’Amministrazione guidata da Massimo Rossi (PRC), non per dovere d’ufficio, ma per difendere i risultati concreti conseguiti in questi anni di governo da un’esperienza amministrativa innovativa ed originale e oggetto di attenzione anche fuori dal territorio locale, ed unica in grado di battere la destra alle vicine e prossime elezioni.” Per gli esponenti di “Rifondazione della Sinistra” risulta pertanto “incomprensibile la posizione del Partito Democratico dell’ascolano che ha, ormai da un anno avviato un’opera di destabilizzazione dell’operato dell’Amministrazione Provinciale ponendo le premesse per una rottura della coalizione di centrosinistra.” Il nuovo movimento fa appello anche ai consiglieri provinciali del PD affinché votino il bilancio di previsione e “non si assumano la grave responsabilità di mettere in crisi l’Amministrazione che guida la Provincia “.

  224. MAIOLATI SPONTINI (AN): NASCE L'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA.. said

    A Moie di MAIOLATI SPONTINI (AN) la Sinistra è partita.
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    Sala piena, ieri sera a Moie, al 6001. Ma non si ballava, si discuteva, invece, del progetto di costruzione del nuovo partito della Sinistra, su iniziativa del Comitato promotore della Associazione “per la Sinistra” della media e alta Vallesina. Con l’avv. Alessandra Arena, l’on. Claudio Maderloni (SD) e l’on. Gennaro Migliore (MPS), numerose persone hanno espresso la loro opinione sul progetto in campo. Nessun dubbio sulla necessità che il popolo della Sinistra si unisca per affrontare le sfide future. L’on. Migliore ha voluto essere chiaro, affermando che La Sinistra si presenterà unita alle prossime scadenze elettorali che, però, non sono un traguardo ma solo una tappa nella creazione del nuovo partito. “Per questo – ha detto – è indispensabile che ognuno, dal basso, faccia la sua parte, risvegliando la consapevolezza dell’impegno collettivo. Tutti devono sentirsi coinvolti, soprattutto nel difficile momento politico ed economico che l’Italia sta attraversando, che ci impone di scegliere quale società costruire durante e dopo la crisi finanziaria, economica e politica”.
    “La Sinistra – ha aggiunto l’on. Maderloni – vuole impegnarsi perché il diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione, alla salute, a vivere in un ambiente sano e in uno stato laico, siano riaffermati e rispettati da tutti, in primis dalle Istituzioni. Per fare questo, il popolo della Sinistra dovrà combattere per veder rispettato il proprio diritto alla rappresentanza. Per la elezione del Parlamento Europeo, va contrastato “l’inciucio” tra PD di Veltroni e PdL di Berlusconi, che vogliono imporre lo sbarramento al 4%. Il PD, in particolare, con questo stratagemma tenta di lucrare, ancora una volta, voti altrui, per arginare il crollo di consensi e salvare il suo inamovibile ceto politico. Mettersi d’accordo fra “potenti” per schiacciare le forze nascenti non è certo molto “democratico” e La Sinistra reagirà con l’unità e il rinnovamento di se stessa”. ******** Alla fine, sono fioccate una quarantina di adesioni, una sostanziosa sottoscrizione per coprire le spese dell’assemblea e l’impegno a rivedersi nei prossimi giorni.

  225. ANCONA: SCIULLI, CINTI, PASCUCCI, consiglieri comunali se ne vanno dal PRC. NASCE LA SINISTRA. said

    Nasce ‘la Sinistra’ nel consiglio comunale Nicola Sciulli ha reso noto il nuovo gruppo assieme alla sua uscita e quella degli altri due consiglieri Ruggero Cinti e Paolo Pascucci da Rifondazione

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    Ancona (2 febbraio 2009) – Accompagnato dallo sventolio di una bandiera rossa tra il pubblico, per cui il presidente del consiglio Pino Frisoli ha chiesto l’intervento dei vigili, Nicola Sciulli ha annunciato la nascita del nuovo gruppo ‘La Sinistra’ nel consiglio comunale. Sciulli ha infatti reso nota la la sua uscita e quella degli altri due consiglieri Ruggero Cinti e Paolo Pascucci da Rifondazione comunista, mostrando di seguire la linea annunciata da Nichi Vendola con la creazione del Movimento per la Sinistra (Mps).°°°°°http://ilrestodelcarlino-ilsole24ore.com

  226. PESARO: PER LA SINISTRA. said

    PESARO: PER LA SINISTRA.
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    Sinistra democratica, 13 nuove proposte.
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    http://www.fanoinforma.it

    02/02/09 Pesaro (PU) – Si è svolta a Pesaro presso la Sala Mari della Provincia la conferenza stampa provinciale con cui Sinistra Democratica per il Socialismo europeo ha presentato le sue proposte per restituire autonomia alla politica e per rimettere al centro la questione morale. “Una nuova, grave e diffusa questione morale è tornata a infettare la politica italiana. Si moltiplicano le notizie di reato sulle quali sta indagando la magistratura in numerosi Comuni, grandi e piccoli. E le indagini riguardano esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra” – ha affermato Lara Ricciatti, Coordinatrice provinciale SD – “A prescindere dalle responsabilità che i giudici potranno o meno accertare, é urgente denunciare e risolvere la degenerazione della politica italiana: una personalizzazione senza freni e senza principi, campagne elettorali individuali da milioni di euro per accedere a un consiglio comunale, reti clientelari diffuse e trasversali, conflitti d’interesse, commistione tra pubblico e privato.“Prima i partiti “occupavano” la società, come denunciò giustamente Enrico Berlinguer. Oggi sono i partiti a “essere occupati” dai comitati d’affare e dalle lobbies economiche” – ha proseguito Samuele Mascarin, Coordinatore SD Fano – “E’ la malinconica vittoria della filosofia dei partiti leggeri, la personalizzazione della rappresentanza, il mito di una presunta modernità indifferente ai valori e ai principi della democrazia e dell’etica pubblica” “Non è una riedizione della “tangentopoli” dei primi anni novanta: è peggio. Quel che i magistrati svelarono allora era il drammatico culmine della “partitocrazia”- prosegue Ornella Pucci, del Coordinamento provinciale SD – “Quel che si vede oggi è del tutto diverso. I partiti sono scatole vuote, contenitori di lobbies e di interessi personali, mezzi di trasporto dai quali si sale e si scende con disinvoltura per fare carriera nelle istituzioni” “Intendiamo proporre alle forze politiche e sociali, a tutti i cittadini, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative” – ha affermato Claudio Mari, Consigliere provinciale SD – “le nostre proposte per affermare una pratica politica onesta, sobria, rispettosa delle istituzioni, fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini.” “Pensiamo che sia in crisi un modello di governo che, in nome dell’accentramento delle decisioni e dell’uso delle risorse pubbliche come puro stimolo all’impiego di quelle private, ha spinto verso la privatizzazione della cosa pubblica” – aggiunto Cristina Ugolini, del Coordinamento provinciale SD – “Quel modello è arrivato al capolinea: lo scettro è finito in mano ai privati e la politica ha perso ogni propria autonomia.” “In questo senso la questione morale è, oggi come non mai, questione politica. Anzi: è la questione centrale della politica italiana.
    Ed è per noi di Sinistra Democratica” – ha concluso Lara Ricciatti – “il discrimine fondamentale sul quale giudichiamo e giudicheremo le alleanze politiche”.

  227. SIRACUSA: NASCE L'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA ". said

    SIRACUSA: NASCE ” PER LA SINISTRA ”
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    di Comitato Promotore “Per la Sinistra”
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    Il dibattito apertosi all’interno della Sinistra Italiana, già dall’indomani dei risultati elettorali dello scorso anno che ne hanno decretato la sconfitta e la frantumazione, fa emergere come vi sia sempre più bisogno di una Sinistra Unita, rappresentativa di quella parte del Paese che non si identifica nel duopolio Pdl – Pd. Gli ultimi avvenimenti congressuali che hanno portato a divisioni all’interno di alcune forze politiche della sinistra radicale (Prc – PdCI) per avviare, assieme Sd- Verdi – Associazioni, e a quanti vorranno condividerne il progetto, un necessario processo di “riunificazione” della Sinistra, ha portato alla nascita di quello che dovrà essere l’incubatore progettuale di questo percorso: l’Associazione “Per la Sinistra”.

    L’Associazione adesso nasce anche a Siracusa, e ne sono promotori oltre a militanti e dirigenti di Sinistra Democratica, anche appartenenti all’area vendoliana di Rifondazione, e dirigenti e militanti del PdCI che hanno scelto di lasciare il partito e di non seguire la strada, ormai superata, della ricostruzione del Partito Comunista, ma attraverso la loro area, “Unire la Sinistra”, avviare in Italia quel percorso unitario di costituzione di un’unica forza politica della Sinistra, aperta, ambientalista, in linea con una società che cambia, e che superi il difficile sbarramento dei vecchi ideologismi. L’Associazione verrà presentata ufficialmente entro la fine del mese di Febbraio 2009.

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    Siracusa.

    Nasce anche a Siracusa l’associazione “Per la Sinistra”
    L’associazione, che ha natura culturale e politica, ha l’obiettivo della creazione di un nuovo
    soggetto politico a Sinistra e, nello stesso tempo, il rinnovamento dei modi di fare politica di
    sinistra in questa provincia ed in questo Paese.
    L’esigenza, dopo il disastro elettorale dello scorso anno, è quella di rimodulare l’idea stessa di
    Sinistra, allineandola con i cambiamenti del secolo che viviamo, slegandola da vecchie logiche e
    nomenclature che troppo spesso hanno aggrovigliato le sinistre su loro stesse.
    Attraverso le storie personali e politiche di ognuno di noi, dunque, vogliamo dar vita a nuove
    prospettive, idee, politiche e strategie.
    Vogliamo che l’Idea di Sinistra sostituisca l’Ideologia di Sinistra.
    Per questo all’interno dell’associazione “Per la Sinistra”, già da Siracusa, ci impegneremo per:
    – creare un pamphlet di denuncia online e stampato, per inchieste giornalistiche e per diffondere
    l’idea che “un altro mondo è possibile”;
    – avere una sede logistica dove potersi confrontare. Entro febbraio infatti verrà inaugurata la
    sede e presentata l’Associazione, alla presenza dei responsabili nazionali di “Per la Sinistra”;
    – manifestare il nostro dissenso, in sintonia con le altre associazioni, forze politiche e strutture,
    che stanno già lavorando in tal senso, verso le politiche ambientali del governo (propenso più
    verso il nucleare che l’energie alternative sostenibili) e del G8 Ambiente che si terrà a Siracusa.
    La nostra vuole essere una “controproposta” alle linee “incerte” sinora decise dai Paesi più
    industrializzati (e più inquinanti) del mondo, organizzando un convegno scientifico per i “SI”: SI
    alle energie rinnovabili, eolico e solare; SI alla ricerca di nuove fonti energetiche; SI alla
    riduzione dei gas inquinanti; SI ad un nuovo modello di sviluppo sostenibile che coniughi in
    maniera sana, economia ed ambiente;
    – approfondire i temi della Sicurezza sul lavoro nella nostra provincia;
    – mettere anche a Siracusa, al centro della politica, la questione morale, ad iniziare dagli intrecci
    strani che spesso si registrano in molte giunte dove maggioranza ed opposizione governano
    insieme, non alla luce del sole e nella chiarezza di progetti programmatici per la comunità, o
    come nei piccoli centri dove si vota con il maggioritario e si da vita a liste civiche
    programmatiche (anche queste alla luce del sole e nell’assoluta trasparenza), ma bensì dietro
    il paravento di “governi di salute pubblica” che in realtà nascondono intrecci di bassa lega, con
    scambi di favori da una parte e dall’altra. La politica del “do ut des”, al quale ci opponiamo e
    che chiediamo finisca, a tutti i livelli. Nazionalmente si baratta la legge elettorale europea con
    la mancata sfiducia al sottosegretario del Pdl accusato di essere in forza alla camorra
    casalese. Regionalmente, l’opposizione vota spesso provvedimenti del Presidente della
    Regione che neppure la sua maggioranza vota, dando l’impressione di fare da stampella. A
    livello locale esistono imbarazzanti giunte che, tra l’altro, non avvantaggiano i territori e le
    comunità, ma gli interessi personali di alcuni;
    – indagare subito la situazione “migranti”. Per evitare che, come sta avvenendo a Cassibile, nel
    più assoluto silenzio, si trasformino struttura di prima accoglienza in una sorta di lager. Fare
    luce e se necessario stabilire responsabilità politiche e penali.
    Subito al lavoro dunque per una Sinistra unita e di governo.

    Comitato Promotore “Per la Sinistra”

    Alessandro Dierna
    Carmelo Greco
    Gaetano Guzzardo
    Luigi Infuso
    Santino Romano
    Vincenzo Quadarella

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    Fonte notizia: http://www.unirelasinistra.net

    5 febbraio 2009

  228. BOLOGNA: ESCONO DAL PRC 350 ISCRITTI. said

    BOLOGNA: ESCONO DA PRC 350 VENDOLIANI, APERTI A DIALOGO CON PD.
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    Bologna, 3 febbraio 2009 – (Adnkronos) – Sono il 25% di circa 1.300 iscritti su base provinciale, vale a dire circa 350 persone, tra cui anche rappresentanti di quartiere e presidenti di circoli. Sono i ‘vendoliani’ bolognesi che hanno deciso di uscire dal Prc e che oggi in conferenza stampa a Palazzo D’Accursio hanno annunciato l’avvio del percorso di costruzione del Movimento per la Sinistra, che partira’ sotto forma di associazione. ***** http://www.romagnaoggi.it

  229. MACERATA: INIZIATIVA ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    Macerata: Assemblea costitutiva Associazione per la Sinistra.
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    Un’altra Italia è possibile.
    ****************************

    Sabato 21 febbraio 2009

    ore 15.30

    Asilo Ricci (vicino a piazza Mazzini).

    Macerata
    *********
    Assemblea costitutiva dell’Associazione per la Sinistra ”

    Fonte notizia: http://www.associazioneperlasinistra.it

  230. VITTORIA ( RAGUSA ): INAUGURAZIONE CASA DELLA SINISTRA. said

    Vittoria: Inaugurazione nuova sede “Casa della Sinistra”.
    *********************************************************

    Giovedì 12 febbraio 2009

    ore 18.00

    Via P. Umberto 56 (angolo Via dei Mille)
    Inaugurazione nuova sede Casa della Sinistra

    Intervengono

    Francesco Forgione
    Claudio Fava

    fonte notizia: http://www.associazioneperlasinistra.it

  231. BRUXELLES: NICHI VENDOLA LANCIA L'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    Politica
    10/02/2009 – 18.22
    EUROPEE: VENDOLA DOMANI INAUGURA ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA ITALIANA

    (IRIS) – ROMA, 10 FEB – Nichi Vendola è pronto a lanciare l’Associazione per la Sinistra italiana in Europa. L’avvio della fase costituente è in programma domani sera a Bruxelles. Nell’europarlamento sono avviati i contatti tra esponenti del Prc, di Sd e dei Verdi. Sul tavolo anche la questione legata al rapporto con il Partito socialista.

    Fonte notizia: http://www.irispress.it

  232. PORDENONE: ASSEMBLEA PUBBLICA " PER LA SINISTRA ". said

    Venerdì 20 febbraio 2009
    ore 20.30

    Sala congressi Hotel Minerva
    via Bertossi (dietro piazza XX settembre)

    Pordenone
    *********

    Incontro pubblico Per la Sinistra, nuova, forte, unita.
    *******************************************************
    Intervengono:

    Vanni Tissino
    Stefano Pustetto
    Carlo Leoni
    *****************

    fonte notizia: http://www.associazioneperlasinistra.it

  233. FORLI: CRISI ECONOMICA E OCCUPAZIONE said

    Forlì, crisi economica e occupazione: lunedì sera le riflessioni della Sinistra.
    ***************

    FORLI’ – “Crisi economica e occupazione” è il titolo dell’incontro pubblico organizzato per lunedì sera 16 febbraio dalla Associazione per La Sinistra forlivese. A partire dalle ore 21 presso il circolo Arci Madama Dorè (Viale Spazzoli, 51) si approfondirà il tema delle difficoltà economiche che stiamo attraversando e le sue ripercussioni sul mondo del lavoro.

    Carlo Flamigni e Tamer Favali porteranno il loro contributo dopo l’intervento del segretario generale della Cgil di Forlì, Enzo Santolini.

    Fonte notizia: http://www.romagnaoggi.it
    15 febbraio 2009

  234. TRIESTE: PER UNA SINISTRA NUOVA, FORTE, UNITA. said

    TRIESTE: PER UNA SINISTRA NUOVA, FORTE, UNITA.
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    Lunedì 16 febbraio 2009

    ore 17.30

    Circolo della stampa

    Corso Italia 13

    TRIESTE
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    Intervengono :

    Fulvia Bandoli
    ==============

    Gennaro Migliore
    ================

  235. BOLOGNA: SE NE VANNO IN TANTI DAL PRC. PER ANDARE DOVE ? said

    Bologna, che rogna
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    Dopo anni di opposizione compatta a Sergio Cofferati, Rifondazione comunista salta per aria anche a Bologna. Si dimette e lascia il partito il segretario Tiziano Loreti, con una decina di componenti del comitato politico federale, tra cui l’ex assessore provinciale Giuseppina Tedde. E’ successo al termine di una drammatica riunione del comitato olitico federale, conclusasi nella notte (attorno alle 2 e 30)
    con la vittoria di misura delle “colombe” favorevoli al dialogo ol Pd, guidate dall’ex parlamentare Ugo Boghetta. Chi nel patto ol Pd non ha creduto, in prima battuta appunto il segretario Tiziano Loreti, gia’ trascinatore della clamorosa rottura della inistra radicale con Sergio Cofferati, alla fine ha deciso di lasciare il partito. Il suo documento, perche’ il Prc restasse alternativo al Pd, ha ottenuto 25 voti contro i 35 si’ del testo presentato dalla nuova maggioranza della segreteria (cinque voti ha invece ottenuto il testo di un circolo pensato come via intermedia tra le due opzioni), favorevole al dialogo con il candidato sindaco Flavio Delbono.
    Con Loreti e Tedde, la quale ha annunciato gia’ nei giorni scorsi l suo addio con una lettera, dovrebbero lasciare il partito il capogruppo a Palazzo Malvezzi Sergio Spina e la responsabile scuola Marzia Mascagni, gia’ protagonista del “10 politico” atutti gli alunni alle scuole Longhena dove insegna. Piu’ sfumata a posizione di altri “ribelli”, come il consigliere provinciale Lorenzo Grandi che pensano ad una “autosospensione” dal
    partito.I dimissionari spiegheranno domani le loro ragioni in una conferenza stampa nel corso della quale potrebbero chiarire la loro posizione circa un eventuale ingresso nella lista civica di Valerio Monteventi Bologna citta’ libera. ”

    Fonte notizia: http:www.rifondazioneperlasinistra.it

  236. ASCOLI PICENO: IN TUTTA LA PROVINCIA LASCIANO IL PRC. NASCE IL MOVIMENTO PER LA SINISTRA. said

    Dopo la creazione, a livello nazionale, del movimento su iniziativa di Nichi Vendola.
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    Rifondazione per la Sinistra, nasce un soggetto piceno.
    *******************************************************
    «Ribadiamo il sostegno a Rossi. Facciamo appello ai Consiglieri PD affinché votino il bilancio»
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    Ascoli Piceno – «A seguito della nascita, avvenuta a livello nazionale su iniziativa del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola del
    “Movimento per la Rifondazione della Sinistra”, abbiamo deciso di avviare, anche nel Piceno, la costruzione di questo nuovo soggetto della sinistra italiana. Esso è aperto a tutti coloro che si richiamano ai valori, alle idee e alla storia della sinistra, indipendentemente dal fatto di autodefinirsi come comunisti, ambientalisti, femministi ecc.
    Questo nuovo movimento ha l’ambizione di unire tutti quelli che avvertono la necessità, dopo la disfatta delle ultime elezioni politiche, di una sinistra forte ed in grado incidere nella vita politica del paese. Per queste ragioni l’innovazione sarà al centro del percorso che ci apprestiamo ad avviare, sia in termini di contenuti programmatici che in termini organizzativi. La scelta del futuro segretario avverrà, ad esempio, attraverso le primarie aperte a tutti gli uomini e le donne che vorranno esprimersi attraverso questo strumento democratico.
    Per quanto riguarda le scelte legate agli enti locali, a partire dalla Provincia di Ascoli, al fine di evitare equivoci e strumentalizzazioni, vale la pena di fare qualche puntualizzazione. Ribadiamo il nostro totale sostegno all’Amministrazione Provinciale guidata da Massimo Rossi, non lo facciamo per dovere d’ufficio, ma per difendere i risultati concreti conseguiti in questi anni di governo che hanno fatto della nostra provincia un’esperienza amministrativa innovativa ed originale e oggetto di attenzione anche fuori dal nostro territorio.
    Inoltre, come dimostrano i vari studi ed indagini pubblicati, anche da quotidiani nazionali, Massimo Rossi risulta essere il Presidente della Provincia più popolare delle Marche e certamente l’unico in grado di sconfiggere la destra alle prossime elezioni amministrative.
    Risulta pertanto incomprensibile ed irresponsabile la posizione del PD dell’ascolano che ha, oramai da un anno a questa parte, avviato un’opera di sistematica destabilizzazione dell’operato dell’Amministrazione Provinciale ponendo le premesse per una rottura della coalizione di centrosinistra. Cogliamo pertanto l’occasione per fare appello ai Consiglieri Provinciali del PD affinché votino il bilancio di previsione e non si assumano la grave responsabilità di mettere in crisi l’Amministrazione che guida la Provincia. Per quanto ci riguarda, consci dei risultati sin qui raggiunti e indipendentemente da quello che sarà lo scenario che ci troveremo di fronte, per le prossime elezioni provinciali lavoreremo sin da subito alla costruzione di una lista di sinistra per Rossi.
    In merito invece alle situazioni dei vari comuni del nostro territorio esse saranno valutate caso per caso e, soprattutto, rimesse alla democratica decisione degli organismi dirigenti locali».

    Nazzarena Agostini (Sindaco di Appignano del Tronto)

    Tommaso Amadio (Assessore del Comune di Castel di Lama)

    Ivana Forlini (già membro del Comitato Politico Regionale)

    Marino Lattanzi (Assessore del Comune di Monteprandone)

    Pacifico Malavolta (Consigliere comunale del Comune di Monteprandone)

    Luigino Nespeca (già segretario del circolo PRC di Offida)

    Gianluca Vagnarelli (Consigliere Provinciale)

    Fonte notizia: http://www.picusonline.it

  237. CARPI (MODENA): PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ALFIERO GRANDI. said

    Giovedì 19 febbraio 2009
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    ore 21.00

    liberia La Fenice
    via Mazzini 15

    Carpi ( MO)
    =====
    Presentazione del libro:

    “Ripartire da Prodi” andare oltre la sconfitta.
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    Conversazione con Alfiero Grandi a cura di Giuseppe Ciliberto
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    presiederà:

    Massimo Mezzetti
    ****************
    ne discuteranno:

    Donato Pivanti, Segretario Generale Camera del Lavoro di Modena
    ***************
    Giuliano Barbolini, Senatore PD
    ******************
    Gennaro Migliore, Rifondazione per la Sinistra
    ****************
    parteciperà:

    Alfiero Grandi , autore del libro, già sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze nel secondo Governo Prodi
    **************

  238. SENIGALLIA (AN): ASSEMBLEA SINISTRA DEMOCRATICA. said

    Incontro al centro sociale Molinello 2 del circolo senigalliese di Sinistra Democratica
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    Il circolo senigalliese di Sinistra Democratica è tornato a riunirsi per discutere delle situazione politica ed economica e delle questioni amministrative locali. da Sinistra DemocraticaLa riunione si è svolta nei giorni scorsi (domenica 15 febbraio) presso il Centro Sociale “Molinello 2” alla presenza di un folto numero di partecipanti. Ha presieduto la riunione il consigliere provinciale Marco Giardini, mentre le relazioni introduttive sono state del coordinatore provinciale di SD Riccardo Maderloni e di Carlo Girolametti. Girolametti ha trattato le questioni che riguardano i tagli alla spesa pubblica imposti dal governo centrale, che colpiscono i servizi ai cittadini e l’autonomia locale e di rapporti con gli altri partiti della coalizione di centrosinistra senigalliese

    Maderloni, invece, ha parlato dei gravissimi problemi nazionali ed internazionali che colpiscono l’economia e il lavoro, causati da un certo tipo di “modello” capitalista, ormai giunto a capolinea; dell’incapacità del Governo di centro destra di introdurre sistemi impositivi equi in grado di ridare liquidità all’impresa; del PD e delle contraddizioni interne; della necessità di ridare voce alla sinistra su basi nuove e rispondenti ai bisogni della società odierna: tasse sul reddito e sul patrimonio in maniera equa per tutti, investimenti su un nuovo tipo di trasporto e di mobilità a basso impatto ambientale, sull’energia rinnovabile, sulla riqualificazione dell’agricoltura e dell’artigianato tipico e caratteristico della nostra regione, sul turismo e la qualità della vita.

    Infine, ha fatto il punto sulla costituente che si riconosce nel “Movimento per la sinistra”, alla quale hanno già dato l’adesione Sinistra Democratica, i “Vendoliani” di Rifondazione Comunista, parte dei Verdi e dei PdCI e tanti movimenti che operano nel sociale, nei comitati per la pace, nel volontariato, nei diritti dei cittadini e nell’ambientalismo. Su proposta i Giardini e dopo un ampio ed appassionato dibattito, l’Assemblea ha deliberato di far conoscere la propria linea strategica nazionale a tutta la cittadinanza, anche qui a Senigallia, entro il mese di marzo, con la partecipazione del coordinatore nazionale, On. Claudio Fava e, al momento opportuno, di rendere pubblica la proposta per il futuro della Città, che un gruppo di persone, appositamente individuate dal Movimento della Sinistra, sta fin da ora elaborando.

    21/02/2009

    Fonte notizia: http://www.viveresenigallia.it

  239. BOLOGNA: LA SFIDA DELLA RIVOLUZIONE VERDE. INCONTRO CON FABIO MUSSI. said

    La sfida della rivoluzione verde. Incontro con Fabio Mussi
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    “Il sistema energetico mondiale è ad un crocevia. I trend globali e odierni di domanda e offerta di energia sono manifestamente insostenibili da un punto di vista ambientale, economico e sociale. Non è esagerato affermare che il benessere futuro dell’umanità dipende da una rapida trasformazione verso approviggionamenti energetici efficienti e rispettosi dell’ambiente. Per realizzarli bisogna attuare una rivoluzione energetica”. Parole nette ed inequivocabili quelle del rapporto World Energy Outlook 2008 firmato dall’Agenzia Internazionale dell’Ambiente. Siamo dentro un nuovo triangolo delle Bermuda delimitato da 3C: Costi, Clima e Crisi. Per non finirci dentro occorre immediatamente cambiare rotta.

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    Fabio Mussi, Cesare Melloni, segretario Cgil Bologna e Vincenzo Balzani, Docente Unibo, esporranno, nell’incontro pubblico organizzato da Sinistra Democratica per Giovedì 26 febbraio alle ore 20.30 presso la Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, alcune “Proposte per governare la transizione energetica”.
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    In Europa la corsa all’oro dell’energia rinnovabile è già cominciata da diverso tempo. Le tecnologie futuristiche nesse in campo negli anni ‘70, ai tempi dei primi shock petroliferi, oggi sono realtà di businness appetitose e tra i 27 paesi europei chi ha saputo anticipare i tempi oggi raccoglie i frutti.

    La Germania, la più grande economia d’Europa, è il paese leader in tema di energie rinnovabili. Sono tedeschi 40.000 dei 70.000 posti di lavoro in Europa nel fotovoltaico. Si contano oltre 10.000 imprese attive nel settore ed è tedesca la Q-cells, che con 1707 addetti rappresenta il primo produttore al mondo di celle fotovoltaiche, superando nel 2007 la giapponese Sharp.

    Vivere con le fonti rinnovabili, quindi, può non essere soltanto una buona condotta privata, ma anche una fonte di guadagno ed una delle poche vie percorribili per uscire dalla crisi economica mondiale dal momento che l’energia pulita muove un mercato da 70 miliardi di dollari annui che, secondo Greenpeace, raddoppia ogni tre.

    L’incontro di Giovedì 26 febbraio approfondirà soprattutto i legami esistenti tra rivoluzione energetica, lavoro e società, prendendo anche spunto dal libro di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani “Energia per l’astronave Terra”, pubblicato da Zanichelli.

    Coordineranno la discussione Ugo Mazza, capogruppo Sd presso l’Assemblea Legislativa dell’a Regione Emilia-Romagna, e Gian Guido Naldi, coordinatore Sd Bologna.
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    NOTIZIA: http://www.sder.it

  240. PARMA: LA CRISI LA PAGANO SOPRATTUTTO I PRECARI.. said

    La crisi la pagano soprattutto i precari
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    Gli effetti della crisi economica stanno colpendo, con la loro drammaticità, il territorio italiano nella sua completa interezza, provocando una lunga scia di vittime predestinate. La cassa integrazione continua a crescere, i posti di lavoro a rischio potrebbero arrivare a un milione e mezzo. Cifre enormi per un paese con 17 milioni di lavoratori dipendenti. Ma questa è la parte forte del mercato del lavoro, protetta da sussidi e garanzie che attutiscono l’impatto del taglio dei posti di lavoro. La mattanza dell’occupazione comincerà altrove, nella parte più debole ed esposta delle maestranze.

    Le vittime predestinate sono gli apprendisti, i collaboratori, meglio noti come co.co.co, gli interinali, a tempo determinato. Sarà l’esercito dei tre milioni di precari a pagare il prezzo più alto di questa crisi perchè nei loro confronti non è necessario il licenziamento o l’anticamera della cassa integrazione: basta non rinnovare il contratto.

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    Sinistra Democratica approfondirà il tema della crisi nell’era della flessibilità nell’incontro pubblico, con il responsabile nazionale della Cgil per il lavoro Claudio Treves, che si terrà il martedì 24 febbraio alle ore 20.30 presso l’Auditorium Toscanini (via Cuneo 3) a PARMA.
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    Il dibattito, assolutamente aperto agli interventi del pubblico, sarà introdotto da Roberto Allegri. A seguire, prenderanno la parola alcuni lavoratori precari di Parma.

  241. REGGIO EMILIA: IL RUOLO DELLA SINISTRA, TRA CRISI ECONOMICA ED EMERGENZA SOCIALE. said

    Reggio Emilia’ Il ruolo della Sinistra, tra crisi economica e emergenza sociale.
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    Cassa integrazione, licenziamenti e chiusura di fabbriche dilagano ormai in tutt’Italia, anche in Emilia-Romagna. Aumentano l’esasperazione e la disperazione mentre crollano i consumi. ”Dalla crisi economica all’emergenza sociale, quale compito per la sinistra?”. Per tentare di rispondere a questo quesito di non facile soluzione la Sinistra per Reggio Emilia ha organizzato, per

    lunedì 23 febbraio alle ore 21, un dibattito aperto presso il Centro sociale Buco Magico di Reggio Emilia. Interverranno il giornalista del Manifesto Loris Campetti, Luciano Berselli, della Camera del Lavoro provinciale, Matteo Sassi, consigliere comunale de La Sinistra, Umberto Bedogni, presidente Auser e Athos Cattini, presidente delle cooperative sociali La Collina e La Vigna.

    L’incontro sarà preceduto alle ore ore 19.30 da una cena di sottoscrizione a Il Manifesto. Scarica la locandina dell’incontro.

  242. TERAMO: NASCE IL COORDINAMENTO PROVINCIALE DI SINISTRA DEMOCRATICA. said

    Tommaso Di Febo nuovo coordinatore provinciale di Sinistra Democratica
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    23-02-2009

    L’assemblea organizzativa provinciale di Sinistra Democratica ha eletto il nuovo coordinatore provinciale del Movimento.Tommaso Di Febo con votazione unanime dell’assemblea è stato chiamato a rivestire questo incarico.

    Trentaquattro anni, laureato in economia ed amministrazione delle imprese, attualmente consulente amministrativo, un percorso politico all’interno del PDS e dei Democratici di Sinistra fino all’ultimo Congresso del 2007, coordinatore di Sinistra Democratica a Silvi. L’assemblea ha discusso dei contenuti e delle tappe per presentare la lista della Sinistra per le elezioni del rinnovo del Consiglio Provinciale di Teramo e della nostra presenza nelle liste per i rinnovi dei Consigli Comunali, oltre all’impegno per le elezioni europee. Con l’assemblea organizzativa di SD è stato compiuto uno dei necessari passaggi verso la costituente per “La Sinistra”, con un approccio dal basso, a partire dai territori e con il coinvolgimento pieno dei Verdi, di Rifondazione per la Sinistra, delle forze di ispirazione laica e socialista, delle organizzazioni di massa, del mondo del volontariato, delle singole personalità disponibili a dare un contributo per l’affermazione di una nuova Sinistra, di matrice popolare, ambientata nel Partito del Socialismo Europeo.

    Sinistra Democratica si è inoltre pronunciata per dare un contributo convinto alla realizzazione di un rinnovato centro-sinistra costruito sulla base di un serio confronto programmatico, nel quale presenteremo, tra le altre proposte, il protocollo di etica pubblica: tredici proposte per restituire autonomia alla politica e per rimettere al centro la questione morale.

    Sinistra Democratica in provincia di Teramo è convinta di poter lavorare per costruire solide alleanze di centro-sinistra, ma questo non significa che farà alleanze a tutti i costi; le alleanze si costruiscono su proposte e programmi chiari, per ridare fiducia ai cittadini, rimotivare i tanti delusi e restituire credibilità alle Istituzioni. Ci confronteremo con tutto il centro-sinistra, comunque consapevoli che le elezioni di giugno sono una prima prova per ricostruire un’alternativa alle destre.

    Dal Partito Democratico, in particolare, aspettiamo pronunciamenti espliciti e indirizzi chiari per la costruzione di un centro-sinistra unitario e credibile, una disponibilità al confronto reale, il riconoscimento di una effettiva dignità politica della Sinistra. Sinistra Democratica rivolge infine un appello a tutti coloro che continuano a sentirsi donne ed uomini “di sinistra” affinché non facciano mancare, nel Teramano, il loro contributo alla costruzione di una nuova forza della Sinistra italiana. Nell’ambito dell’assemblea e’ stato eletta la nuova direzione provinciale di SD, composta da 58 dirigenti. Hanno partecipato alla riunione : Betty Leone , componente della segreteria nazionale e Peppino Nardinocchi, responsabile organizzativo di SD Abruzzo. La riunione è stata presieduta da Mario Filippini, coordinatore uscente, che è stato ringraziato da tutti per l’impegno profuso per la costituzione di SD nel teramano

    L’ ASSEMBLEA PROVINCIALE SINISTRA DEMOCRATICA FED. DI TERAMO

    Fonte notizia: http://www.teramonews.com

  243. PIACENZA: IN TANTI LASCIANO IL PRC. said

    Rattotti e altri fuori dal Prc.
    Domani conferenza stampa
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    24 febbraio 2009

    E’ destinata ad ufficializzarsi domani la scissione, a livello piacentino, all’interno di Rifondazione comunista. L’esito dell’ultimo congresso del partito avrà ripercussioni anche a livello locale, dove gli aderenti dell’area vendoliana sono rappresentanti di spicco del mondo politico, come Stefano Rattotti (capogruppo in consiglio provinciale), del sindacato, come Mario Cabrini e Walter Tacchinardi, e del mondo culturale, come Carla Antonini, direttrice dell’Istituto storico della Resistenza di Piacenza.

    Ma è soprattutto in Provincia dove la separazione rischia di avere contraccolpi più pesanti: non più tardi di due settimane fa il consigliere Raimondo Magnani (indipendente del Prc) aveva deciso di abbandonare il consiglio, sostituito da Domenico Gerardini. Toccherebbe quindi a Rattotti (il quale interpellato da Piacenzasera ha preferito non rilasciare dichiarazioni), in questo caso, indossare la maglia dell’indipendente in consiglio provinciale. Certo è che il partito, già alle prese con la difficile partita delle alleanze in vista delle elezioni provinciali, potrebbe uscire indebolito da questa situazione.

    Fonte notizia: http://www.piacenzasera.it

  244. ASCOLI PICENO: SI PRESENTA L'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    L'”Associazione per la Sinistra” si presenta ad Ascoli
    Ascoli Piceno
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    Mercoledi pomeriggio, 25 febbraio 2009, presso la libreria Rinascita si terrà un incontro promosso dall'”Associazione per la Sinistra”. L’iniziativa, oltre a far conoscere gli scopi dell’associazione, verterà sul tema della questione morale. Parteciperà l’On.Arturo Scotto
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    Dal coordinamento provinciale dell’Associazione per la Sinistra riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

    mercoledi 25 febbraio presso la sala della libreria Rinascita ad Ascoli Piceno alle ore 18 si terrà la prima iniziativa dell'”Associazione per la Sinistra”. All’iniziativa parteciperà l’On. Arturo Scotto della segreteria nazionale di Sinistra Democratica. All’associazione partecipano compagni e compagne di Sinistra Democratica, Movimento per la sinistra, cittadini senza partito, sindacalisti e tutti coloro che vogliono costruire in Italia un nuovo e grande partito della sinistra.

    La prima iniziativa oltre a far conoscere gli scopi dell’associazione verterà sul tema della questione morale. Una nuova, grave e diffusa questione morale è tornata a infettare la politica italiana. Si moltiplicano le notizie di reato sulle quali sta indagando la magistratura in numerosi Comuni. E le indagini riguardano esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra.

    A prescindere dalle responsabilità che i giudici potranno o meno accertare, é urgente denunciare e risolvere la degenerazione della politica italiana: una personalizzazione senza freni e senza principi, campagne elettorali individuali costosissime per accedere ad un consiglio comunale, reti clientelari diffuse e trasversali, conflitti d’interesse, commistione tra pubblico e privato, saccheggio del territorio per garantire profitto ai proprietari delle aree.

    Non è una riedizione della “tangentopoli” dei primi anni novanta: è peggio. Quel che i magistrati svelarono allora era un sistema di corruzione centralizzato, costruito attorno a partiti avidi di denaro pubblico al fine di aumentare sempre più il loro potere. Era il drammatico culmine della “partitocrazia”. Quel che si vede oggi è del tutto diverso. I partiti sono scatole vuote, contenitori di lobbies e di interessi personali, mezzi di trasporto dai quali si sale e si scende con disinvoltura per fare carriera nelle istituzioni.

    Prima i partiti “occupavano” la società, come denunciò giustamente Enrico Berlinguer. Oggi sono i partiti a “essere occupati” dai comitati d’affare e dalle lobbies economiche. E’ la malinconica vittoria della filosofia dei partiti leggeri, la personalizzazione della rappresentanza, il mito di una presunta modernità indifferente ai valori e ai principi della democrazia e dell’etica pubblica.

    Ma è anche la crisi di un modello di governo locale che, in nome dell’accentramento delle decisioni e dell’uso delle risorse pubbliche come puro stimolo all’impiego di quelle private, ha spinto verso la privatizzazione della cosa pubblica. Quel modello è arrivato al capolinea: lo scettro è finito in mano ai privati e la politica ha perso ogni propria autonomia. Retrocedere dal governo pubblico ha favorito la corruzione, ha duplicato le funzioni, non ha migliorato la vita dei cittadini.

    Per questo la questione morale è, oggi come non mai, questione politica. Anzi: è la questione centrale della politica italiana. Ed è per noi dell'”Associazione per la Sinistra” il discrimine fondamentale sul quale giudichiamo e giudicheremo le alleanze politiche.

    Ci appassiona poco la diatriba tra alleanze strette e alleanze larghe: le uniche coalizioni alle quali ci sentiamo e ci sentiremo di dare il nostro sostegno sono e saranno quelle in grado di esprimere una indiscutibile credibilità sui temi della moralità della vita pubblica.

    Intendiamo proporre alla discussione delle assemblee elettive, alle forze politiche e sociali, a tutti i cittadini, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative, le nostre proposte per fermare il degrado della vita politica. E per affermare una pratica politica onesta, sobria, rispettosa delle istituzioni, fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini.

    24 febbraio 2009

    Fonte notizia: http://www.ilquotidiano.it

  245. ROVIGO: INCONTRO LA SINISTRA. said

    Rovigo: incontro La Sinistra
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    Domenica 28 febbraio 2009
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    ore 17.30

    Sala Venezia Hotel Europa Palace
    via Porta Po 92
    ROVIGO
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    Incontro:

    Oggi c’è qualcosa di nuovo anzi d’antico La Sinistra.
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    Intervengono:

    Roberto Musacchio
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    Pasqualina Napoletano
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  246. RIMINI: IL PROGETTO DI UNA NUOVA SINISTRA ITALIANA. said

    Mercoledì 4 marzo 2009
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    ore 21.00

    Sala Marvelli

    Provincia di Rimini

    Via Dario Campana

    RIMINI
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    Assemblea pubblica:

    Il progetto di una nuova Sinistra italiana
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    intervengono:

    Paolo Cento
    Marco Fumagalli
    Alfonso Gianni
    Luca Robotti
    Mario Galasso
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  247. MODENA: CONFERENZA PROGRAMMATICA DELLA SINISTRA. said

    Modena: conferenza programmatica

    Sabato 28 febbraio 2009
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    ore 9.30

    Presso Sala Ulivi

    via Ciro Menotti (ex mercato ortofrutticolo)

    MODENA
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    Conferenza programmatica
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    intervengono: Alvaro Colombo e Gloria Buffo

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  248. L'AQUILA: ASSEMBLEA DI PRESENTAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE " PER LA SINISTRA ". said

    Sabato 28 febbraio 2009
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    ore 17.00

    Grand Hotel
    Corso Federico II, 74

    L’AQUILA
    °°°°°°°°

    Assemblea di presentazione dell’Associazione per la Sinistra
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    intervengono:

    Patrizia Sentinelli
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    Umberto Guidoni
    °°°°°°°°°°°°°°°
    Betty Leone
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  249. FANO: ASSEMBLEAINISTRA UNITA. said

    Fano: Polo della cantieristica: quale futuro
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    Venerdì 6 marzo 2009

    ore 17.30

    Centro Arco d’Augusto (piazza Duomo)

    FANO
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    Assemblea pubblica Sinistra Unita

  250. PINETO ( TERAMO ): SINISTRA DEMOCRATICA HA NOMINATO COORDINATORE DELLA SEZIONE MAURO MARCONE. said

    Sinistra Democratica a Pineto ha nominato coordinatore della sezione Mauro Marcone
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    02-03-2009

    Sinistra Democratica a Pineto ha nominato coordinatore della sezione Mauro Marcone. La scelta cade così su una persona con grande esperienza direttiva, il 35enne Mauro Marcone vanta un percorso professionale all’interno del Mercatone Uno di Scerne di Pineto, è stato inoltre membro del direttivo del partito dei Comunisti Italiani ed ex presidente dell’Associazione Culturale Mutignanese.

    Sinistra Democratica lavora per dare continuità all’attuale amministrazione Monticelli, la quale può contare all’interno della giunta da lui guidata, del sostegno apportato dall’assessore agli affari sociali Daniele Costantini.

    Il centro sinistra dovrà valutare perciò le proposte politiche e programmatiche che il movimento avanzerà per la costituzione della coalizione da presentare agli elettori il 6 e 7 giugno 2009 per il rinnovo dell’amministrazione comunale.

    Fonte notizia: http:www.teramonews.it

  251. FERRANDINA (MATERA): NASCE IL MOVIMENTO PER LA SINISTRA. said

    Nasce a Ferrandina (MT) il Movimento per la Sinistra
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    Come sta avvenendo diffusamente sul territorio nazionale, anche a Ferrandina (MT) si è costituito il Movimento per la Sinistra, movimento politico nato in seguito all’uscita da Rifondazione Comunista della componente che fa riferimento a Nichi Vendola.
    Hanno rassegnato le loro dimissioni dal PRC e aderito al nuovo soggetto otto componenti su nove del direttivo di circolo, tra cui il consigliere comunale Ferdinando Eustazio e la segretaria cittadina.

    Il nostro non è ancora un partito ma è l’avvio di un processo costituente che ha come fine la costruzione di una Sinistra plurale, laica, ambientalista e pacifista, una Sinistra di popolo che sia all’altezza dei tempi e dei problemi.
    Ne avvertiamo l’urgenza e il bisogno soprattutto alla luce di una situazione economica internazionale drammatica, che ha messo a nudo la crisi del capitalismo e la sua ulteriore involuzione autoritaria generatrice di preoccupanti nazionalismi. A maggior ragione in Italia questo processo unitario della Sinistra non può attendere perchè assistiamo ogni giorno di più ad una degenerazione antidemocratica che mina alle fondamenta lo Stato di diritto.

    Vogliamo mettere a disposizione il bagaglio di esperienze, ricerche e innovazioni che abbiamo maturato in questi anni all’interno di Rifondazione, stimolando la contaminazione culturale e politica con i movimenti ambientalisti, femministi, con il movimento operaio e con tutte le esperienze critiche che nei territori hanno sperimentato un nuovo protagonismo dei cittadini.
    Vogliamo praticare il dialogo paritario con tutti i soggetti che si sentono orfani di una Sinistra degna di questo nome e che non intendono rassegnarsi nè alla deriva moderata del PD, nè alla sterile chiusura identitaria di questo PRC.

    Proveremo a far vivere dunque questo progetto anche a Ferrandina, un paese piegato da un vuoto amministrativo e da una crisi economica e culturale insostenibili, che ha bisogno di ritrovare protagonismo, senso di appartenenza ad una comunità e fiducia in un futuro migliore.

    Ferdinando Eustazio, Mirella Di Lucca, Lucia Coretti, Domenico Agata, Angelo Serafino, Rosa Rivelli, Francesco Luongo, Pietro Monteleone

    Ferrandina (MT) 02/03/2009

    Fonte notizia. http://www.movimentoperlasinistra.it

  252. MESSINA: SI DIMETTE IL SEGRETARIO DEL CIRCOLO " PEPPINO IMPASTATO " DANIELE IALACQUA. said

    Messina, Rifondazione Comunista: si dimette il segretario del circolo Impastato Daniele Ialacqua
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    Ad abbandonare l’incarico anche quattro dirigenti del direttivo del circolo e sette dirigenti del comitato politico federale, mentre la quasi totalità degli iscritti dell’area Vendola dichiara di non rinnovare l’adesione al partito

    In occasione della riunione dell’assemblea degli iscritti del circolo cittadino, tenutasi lo scorso sabato 28 febbraio, Daniele Ialacqua si è dimesso da segretario del circolo Peppino Impastato del Partito della Rifondazione Comunista di Messina e da ogni incarico di partito. Le dimissioni di Ialacqua sono da ricollegarsi alla decisione di larga parte della cosiddetta ”mozione Vendola di abbandonare, dopo il seminario di Chianciano del 24/25 gennaio scorso, il Partito per fondare il Movimento per la sinistra, con l’obiettivo di creare una nuova grande forza di sinistra.

    Hanno rassegnato le dimissioni dal direttivo del circolo Impastato anche altri quattro componenti dell’area Vendola (Tonino Cafeo, figura storica del partito; Davide Castiglia, Francesco Lucchesi, Claudio Risitano, ossia il 40% dell’intero organismo del circolo e ben 7 componenti del comitato politico provinciale, mentre si ha notizia che la quasi totalità degli iscritti che ha votato la mozione Vendola, pari al 50% dei votanti all’ultimo congresso locale, ha deciso di non rinnovare l’iscrizione al partito ed aderire così al Movimento per la sinistra.

    “La gravità della crisi nella quale il nostro partito è entrato” scrive Ialacqua in una lettera inviata agli organismi di partito “richiedeva una svolta epocale, cosi’ come epocale era stata la nostra sconfitta elettorale, politica e sociale. Questa svolta non c’è stata al congresso di Chianciano, dove non ha prevalso nessuna mozione, nessun progetto di partito.” Delusi dal documento finale di quel congresso, che Ialacqua e gli altri compagni critici definiscono un modo di “rimanere chiusi nel fortino di Rifondazione e tornare anche indietro nel percorso innovativo compiuto dal partito” negli ultimi anni, optano quindi adesso per la costruzione d’un nuovo soggetto politico a sinistra – non meramente un partito unitario dei comunisti, fermamente voluto dell’attuale maggioranza in RC. “Una necessità dettata anche dalla grave situazione economica, sociale e politica nazionale” – conclude Ialacqua nella sua nota di dimissioni – “che vede un centro-destra impegnato a smantellare diritti, libertà, valori solidaristici, senza avere davanti una vera opposizione, mentre localmente le giunte Buzzanca e Ricevuto ‘galleggiano’ sul vuoto delle loro promesse elettorali.”

    Santino Irrera

    3 marzo 2009

    Fonte notizia: htpp://www.tempostretto.it

  253. SCICLI (RAGUSA): SINISTRA DEMOCRATICA, IN CITTA' NELLA SINISTRA NON C'E' PIU' DIBATTITO POLITICO. said

    Scicli Ragusa) – Occhipinti: non si capisce da che parte stanno.

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    SD accusa maggioranza e i consiglieri di sinistra In città non c’è più dibattito politico.
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    di Leuccio Emmolo

    Mercoledì 04 Marzo 2009

    Scicli – La sinistra di Scicli lancia dure accuse all’indirizzo dell’amministrazione e del consiglio comunale, specie nei confronti dei consiglieri di sinistra che, secondo Daniele Occhipinti di Sinistra democratica, “non si capisce più da che parte stanno”.
    Le forze di sinistra, dopo la debacle elettorale dello scorso mese di giugno, vogliono riprendere il cammino politico, vogliono tornare ad essere quelli di una volta nel panorama politico locale, senza tentennamenti ma soprattutto senza condizionamenti dalla politica nazionale. Riprendere il percorso partendo dalle piccole realtà, è questa la filosofia che anima la sinistra sciclitana chiamata recentemente a raccolta per interrogarsi sul proprio futuro e determinare scelte e percorsi di lavoro.

    Occhipnti è infastidito per l’atteggiamento “soft” assunto dai rappresentanti della sinistra giudicando perfino il consiglio comunale il peggiore in assoluto degli ultimi decenni. <<In città non c’è più dibattito politico, non c’è confronto e neppure scontro di opinioni.
    Tutto scorre lento nel silenzio assoluto. Rispetto a questo vogliamo essere da pungolo ed imprimere un cambio di passo nell’interesse della città.
    Sulla stessa lunghezza d’onda è Luigi Cicero del Pdci. <>. Lino Carpino del partito socialista, rafforza il fronte delle critiche alla giunta ed al consiglio comunale. <<Assistiamo ad un quadretto politico inedito e disarmante tra destra e sinistra- ravvisa Carpino-, tutto questo mentre si avvicina la data dell’11 marzo quando si saprà se Scicli dovrà andare di nuovo alle urne per il ballottaggio oppure no. L’argomento è serio. <>. C’è chi, come Mimmo Burletti di Rifondazione comunista, parla di riunire le forze della sinistra sotto un unico ombrello e lavorare per la città senza aspettare i vertici nazionali.

    Fonte notizia: http://www.ilgiornalediragusa.it

  254. BOLOGNA: LA SINISTRA AL LAVORO PER LE LISTE ALLE COMUNALI E ALLE PROVINCIALI. said

    Bologna: Sd a lavoro con vendoliani per liste “Sinistra per”.
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    Anche a Bologna arriveranno le liste ‘Sinistra per’, promosse da Sd e vendoliani, che potrebbero trovare il sostegno e la partecipazione anche di Verdi e socialisti. Un raggruppamento che si pone come obiettivo principale quello di ‘ricostruire un’ampia coalizione di centrosinistra capace di vincere e governare Bologna’ e si pone quindi come alleata del Pd, a sostegno delle candidature di Flavio Delbono in Comune e Beatrice Draghetti in Provincia.
    Dall’assemblea provinciale di Sd e’ infatti partito un appello al Pd per ‘verificare se esistono le condizioni politiche e le convergenze di merito che possano permettere di presentare un progetto per la citta’ fortemente innovativo, ma di nuovo all’altezza della tradizione amministrativa di Bologna’. Secondo Sd, infatti, il programma dovra’ contenere anche segni di ‘forte discontinuita’ rispetto ai limiti evidenziati dalle amministrazioni attuali’.

    5 marzo 2009

    Fonte notizia: http://www.sinistra-democratica.it

  255. FRIULI- VENEZIA GIULIA: E' NATA LA SINISTRA (RASSEGNA STAMPA). said

    Rassegna stampa dal Friuli- Venezia Giulia: la Sinistra c’è.
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    DAL PICCOLO del 13.02.2009

    Un nuovo «patto» per unire la Sinistra.
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    TRIESTE La sinistra ci riprova. Dopo la fallimentare esperienza dell’Arcobaleno alle elezioni politiche, dove non è stato raggiunta la soglia per ottenere la rappresentanza parlamentare, un nuovo percorso unitario ha già mosso i primi passi e verrà presentato ufficialmente a Trieste lunedì pomeriggio al Circolo della stampa. Ieri i promotori regionali dell’«Associazione per la Sinistra», l’ex segretario di Rc Giulio Lauri, il consigliere regionale Stefano Pustetto, il coordinatore di Sinistra democratica Fulvio Vallon e Daniela Birsa di Unire la Sinistra, hanno spiegato le motivazioni e i passaggi del nuovo soggetto politico in una conferenza stampa. «C’è bisogno di una forza nuova, forte e unita – spiega Lauri – che sappia diventare un punto di riferimento per chi è di sinistra ma non si sente rappresentato dagli attuali partiti della sinistra né tantomeno dal Pd che non prende posizioni chiare per quanto concerne le istanze del lavoro rispetto a quelle dell’impresa e, sui valori etici, non si sa se sta con Beppino Englaro o con L’Avvenire». Se la Sinistra Arcobaleno è stata costruita «in fretta e furia dopo la scelta del Pd di andare da solo, il nuovo soggetto – aggiunge Lauri – vede nello strumento delle primarie una possibilità di espressione che viene dal basso». Nessuna contrapposizione con Rifondazione che invece crede nel rilancio della proposta comunista come punto di riferimento della sinistra: «Puntiamo a dare voce all’anima comunista, socialista, ambientalista e femminista presenti nella sinistra. Non è una battaglia tra comari ma solo tra progetti politici diversi. Rifondazione – afferma Vallon – predilige una sinistra comunista, noi puntiamo ad un soggetto senza aggettivi».

    DAL MESSAGGERO VENETO del 16.02.2009

    Migliore oggi a Trieste con i fuoriusciti da Rc
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    TRIESTE. «Nuova, forte e unita». Così, i vendoliani dell’Associazione per la Sinistra, vorrebbero fosse l’alternativa mancina al Pd. Per questo il presidente della Puglia Nichi Vendola ha scelto la quasi-scissione da Rifondazione, e punta a creare un nuovo soggetto politico. L’Associazione sta raccogliendo consensi in ampie aree dell’elettorato di sinistra, ed anche in regione ha trovato i suoi sostenitori. Obiettivi e idee dell’Associazione verranno presentati oggi alle 17.30 a Trieste, al Circolo della Stampa. Oltre ai promotori regionali, all’incontro parteciperanno l’ex deputato Gennaro Migliore e l’ex deputata Fulvia Bandoli. Tra i promotori dell’Associazione in Friuli Venezia Giulia, l’ex segretario di Rc Giulio Lauri, il consigliere regionale Stefano Pustetto, il coordinatore di Sinistra democratica Fulvio Vallon e Daniela Birsa di Unire la Sinistra. «Puntiamo – ha detto Vallon – a dare voce all’anima comunista, socialista, ambientalista e femminista presenti nella sinistra. Non è una battaglia tra comari ma solo tra progetti politici diversi. Rifondazione – afferma Vallon – predilige una sinistra comunista, noi puntiamo ad un soggetto senza aggettivi».

    DAL MESSAGGERO VENETO del 17.02.2009

    L’Associazione per la Sinistra per i delusi del Pd
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    TRIESTE. L’obiettivo è fissato: creare una sinistra unita e nuova, accogliere delusi dal Pd e «tutti quelli che si sentono di sinistra». Con una relativa «calma» legata all’assenza dal Parlamento, l’Associazione per la Sinistra punta ad arrivare al nuovo partito entro la fine del 2009. Anche in Friuli Venezia Giulia il movimento capeggiato dal presidente della Puglia Nichi Vendola ha raccolto già piú di un consenso negli ambienti delle sinistre. E da ieri, anche in regione, è attiva l’associazione: a presentare il progetto al Circolo della Stampa di Trieste sono stati gli ex deputati Fulvia Bandoli e Gennaro Migliore. «Quest’associazione è solo lo strumento – ha detto la Bandoli il traguardo non sono le europee, ma oltre». Il nuovo soggetto politico non avrà la parola comunista. «Chiediamo a tutti – ha detto Migliore – a coloro che escono da partiti ma anche da movimenti, di condividere il nostro percorso di partecipazione. È questo il senso di fare prima un’associazione e non subito il partito»

    DAL PICCOLO del 17.02.2009

    Gli ex deputati Bandoli e Migliore: «Saremo sullo stesso piano di Pdl e Pd»
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    «A sinistra del Pd c’è uno spazio vuoto che lo stesso Partito democratico non vuole coprire. La nostra sfida è quella di dare alla sinistra che c’è nella società un nuovo soggetto politico di riferimento». Così l’ex deputato Fulvia Bandoli, oggi rappresentante di Sinistra democratica, ha battezzato la prima iniziativa ufficiale in regione di Associazione per la Sinistra. A promuoverla sono stati l’ex segretario di Rc Giulio Lauri, il consigliere regionale Stefano Pustetto, il coordinatore di Sinistra democratica Fulvio Vallon e Daniela Birsa di Unire la Sinistra. L’incontro, organizzato al Circolo della stampa di Trieste, ha visto partecipare una sessantina di persone, tra loro anche il consigliere comunale di Rifondazione comunista, Marino Andolina. Un segnale d’addio? «No – si affretta a chiarire il diretto interessato -, io rimango nel mio partito. Faccio parte di quel gruppo che, in ogni caso, guarda con simpatia anche al processo di unificazione della sinistra». «Vogliamo avviare un percorso che ci porti ad essere pronti per le prossime elezioni politiche, in modo da poter competere alla pari con gli altri soggetti politici. Ci potremo alleare con il Pd se presenterà dei programmi seri su cui discutere. Qualora dovesse mantenere questo profilo centrista, però, sarà dura». ha aggiunto la Bandoli. «L’ambizione non è quella di creare un piccolo partito, ma di proporsi come alternativa rispetto al Pdl ed al Pd, stando sul loro stesso piano», ha sottolineato Gennaro Migliore, ex capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera. Intanto, i socialisti Enrico Bulfone e Alessandro Perelli bocciano l’idea dell’associazione, definendola «un’alleanza innaturale». (m.u.)

    IL PICCOLO

    VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009

    VERSO IL VOTO :

    «Per la sinistra» debutta a Udine.
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    Prove di riunificazione in Consiglio comunale Lauri: «È solo l’inizio»
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    TRIESTE La Sinistra Arcobaleno lascia spazio all’associazione Per la Sinistra. Nel Consiglio comunale di Udine non ci sarà più il gruppo con il nome della coalizione dei partiti di sinistra che sprofondò alle elezioni di aprile 2008 ma, per l’appunto, il gruppo Per la Sinistra a cui aderiscono Anna Paolo Peratoner, Federico Pirone ma anche Gregorio Torretta, eletto nelle liste del Pd. «Vogliamo affermare la necessità di ricominciare a lavorare ripartendo dal basso, dal dialogo con la società civile, nello stile dell’ascolto umile e sincero – affermano i consiglieri – privilegiando una scelta di democrazia partecipativa che si coniughi con la produzione di una nuova cultura politica e la formazione di nuove classi dirigenti». Il movimento unitario della sinistra ottiene riscontri anche a Gorizia dove il consigliere comunale Livio Bianchini si è messo a disposizione per contribuire al progetto dell’associazione Per la Sinistra, suscitando qualche malumore all’interno di Rifondazione, il suo partito. «Si sta delineando una situazione di collaborazione per lo sviluppo del progetto in diverse realtà della Regione – sostiene Giulio Lauri, uno dei promotori di Per la Sinistra in Friuli Venezia Giulia – Un dato assolutamente positivo anche in vista delle prossime elezioni europee ed amministrative. L’auspicio è che da un processo di aggregazioni locali possa nascere un impulso per avere delle liste unitarie che possano permettere di superare lo sbarramento e convincere Rifondazione della bontà del progetto».

    MESSAGGERO VENETO

    VENERDÌ, 27 FEBBRAIO 2009

    Comune, nasce il gruppo “Per la sinistra” con Torretta
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    Unisce i consiglieri della Sa e l’ex Pd. Peratoner: va avviata una discussione con l’assessore di Rc e il sindaco
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    Il gruppo consiliare della Sinistra l’arcobaleno cambia nome e accoglie Gregorio Torretta, il fuoriuscito dal Pd. Ispirandosi all’associazione che unisce la Sinistra democratica, ambientalisti e pacifisti, un pezzo del Pdci e i delusi di Rifondazione, la nuova denominazione è appunto “Per la sinistra”. L’iniziativa qualche imbarazzo lo crea a palazzo D’Aronco anche perché la capogruppo Anna Paola Peratoner, aprirà la discussione sul programma sia con l’assessore di riferimento e segretario regionale di Rc, Kristian Franzil, che con il sindaco.
    Ad annunciarlo è stata lei stessa nel corso della presentazione dell’iniziativa, ieri, in municipio. La capogruppo non ha criticato il lavoro svolto finora, al contrario ha riconosciuto che Franzil ha operato bene, ma «rispetto al lavoro che ci aspetta – ha avvertito – una discussione va fatta sia con l’assessore Franzil, sia con il sindaco, Furio Honsell». Non può essere altrimenti considerato che Rifondazione comunista non ha aderito al percorso dell’associazione “Per la sinistra”. «Noi, però – ha aggiunto la capogruppo –, lasciamo le porte aperte perché, in prospettiva, speriamo che Rifondazione si convinca che l’unico percorso possibile è questo».
    Nel frattempo, a Udine, gli occhi resteranno puntati proprio sull’assessore di Rc Franzil anche se, come ha evidenziato la stessa Peratoner, dopo l’esito elettorale ogni partito che era confluito nella Sinistra l’arcobaleno, ha preso la propria strada delineando un quadro diverso». Significative pure le parole di Torretta che ha aggiunto: «Non parlerei di assessore di riferimento, ma di assessore che opera in un certo modo. Nessun assessore se non condividiamo il suo operato avrà il nostro appoggio».
    Franzil, comunque, non sembra preoccupato, tant’è che ha parlato di «scelta legittima e di un esperimento civico da tutelare perché ha funzionato».
    Il nuovo gruppo nato da una costola dell’associazione per la sinistra costituita, è stato ribadito ieri, «per costruire un soggetto politico nuovo». Peratoner, Pirone e Torretta, credono, infatti, che «la crescente sfiducia e indifferenza nella politica da parte dei cittadini stia nella trasformazione dei partiti da luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione dal basso di programmi e di scelte politiche, a luoghi oligargici, esposti troppe volte a pure dinamiche di potere».
    Il nuovo gruppo, insomma, pensa a nuovi metodi e a proposte politiche efficaci. E se Torretta, il fuoriuscito dal Pd, privilegia le problematiche della scuola, la Peratoner punta tutto sulla partecipazione. Il vendoliano Pirone, invece, è convinto che la nascita del gruppo consiliare “per la sinistra” contribuirà «alla costruzione di una sinistra forte». (g.p.)

    IL GAZZETTINO
    Venerdi 27 febbraio 2009

    Ma Franzil è segretario di Rc. Peratoner: «Non “sfiduciamo” l’assessore. Ma dovremo discuterne con lui e il sindaco». Nel gruppo entra anche l’ex Pd Torretta
    La Sinistra cambia nome e “lascia fuori” Rifondazione
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    (cdm) Il gruppo della Sinistra arcobaleno in consiglio comunale cambia nome e numeri. Ma non cambia l’assessore di riferimento, che pure resta politicamente “slegato” dal gruppo che l’ha espresso. Intanto, i numeri: a Anna Paola Peratoner e Federico Pirone si aggiunge anche Gregorio Torretta, appena uscito dal Pd e così tre generazioni e le loro lotte (da studenti, precari e insegnanti) finiscono dietro la stessa sigla. Quanto al nome, il gruppo d’ora in poi si chiamerà “Per la Sinistra”. Un mutamento – è chiaro – non solo onomastico. «Con questo nuovo nome – spiega la capogruppo Peratoner – vogliamo formalizzare un percorso che si ispira a quello dell’”Associazione Per la Sinistra” e che mira alla costruzione di un nuovo soggetto politico che vuole essere la casa comune di una sinistra diffusa, unitaria e plurale, capace di intercettare tante persone e tanti percorsi». L’associazione, a livello udinese, era già stata costituita il 20 dicembre. Ora il passaggio in più. L’obiettivo è, spiegano, «ripartire dal basso, dal dialogo con la società civile» e parlare alla gente in modo che possa capire. «Si inaugura un nuovo partire», chiosa il giovane Pirone. E l’obiettivo è «costruire una sinistra forte», a sinistra del Pd, «che ha fallito nella sua ricerca dell’autosufficienza», come nota Peratoner.
    Ma Rifondazione comunista, che del cartello elettorale de La Sinistra l’Arcobaleno ha fatto parte, come ricorda Peratoner, «non aderisce al percorso di “Per la Sinistra”». E, guardacaso, l’assessore di riferimento dell’Arcobaleno che ora in Comune ha cambiato nome, è il segretario regionale di Rifondazione. Come la mettiamo? Torretta è diplomatico: «Non parlerei di “assessore di riferimento”. Parlerei di un assessore che ha dimostrato di saper lavorare bene. Ma non avrà la nostra fiducia incondizionata qualora non condividiamo il suo operato». E Peratoner: «Credo che un discorso vada fatto, sia con Franzil sia con il sindaco, rispetto al percorso che ci aspetta. È giusto discutere e fare il punto parlando della prospettiva comune che possiamo trovare». Ma “sfiduciarlo”, assicurano tutti, non lo sfiduciano. Lo sorvegliano, piuttosto. Franzil che dice? «È una scelta legittima. Il gruppo della Sinistra arcobaleno era nato da un’esperienza anomala. È dall’inizio che non siamo tutti dello stesso partito e non abbiamo tutti le stesse idee, però c’è l’esperienza civica che ha funzionato e che va tutelata».

  256. PALERMO: ASSEMBLEA REGIONALE DEL MOVIMENTO " PER LA SINISTRA ". said

    MOVIMENTO PER LA SINISTRA

    SICILIA
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    ASSEMBLEA REGIONALE
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    Via Schioppettieri 8
    (al Left)

    PALERMO
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    DOMENICA 8 MARZO 2009
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    Dalle ore 16.00 alle 20.00

    Sarà presente:

    GENNARO MIGLIORE
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    Coordinamento nazionale
    Movimento per la Sinistra

    Per informazioni:
    E-mail: mps.sicilia@gmail.com

  257. RAVENNA: L'ESODO DA RIFONDAZIONE. said

    Ravenna, l’esodo da Rifondazione
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    Monica Maro

    5 marzo 2009,

    Regionamenti/Emilia Un bel pezzo del gruppo dirigente, inclusi i segretari di alcuni dei circoli più grossi e i Giovani comunisti scelgono Vendola
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    “Non sono io che lascio Rifondazione, è Rifondazione che lascia me”: Gino Maioli, ex assessore del Prc nella Giunta provinciale di Ravenna e attuale presidente di Fer, spiega così il suo addio al partito. Come lui la pensano il segretario Giovanni Paglia, Paolo Baruzzi, l’assessore alla Scuola del Comune, Elettra Stamboulis. E poi l’assessore regionale Guido Pasi, l’ex senatore Martino Albonetti, il gruppo consiliare in Comune e il capogruppo in Consiglio provinciale, col suo assessore all’Ambiente Andrea Mengozzi. Un bel pezzo del gruppo dirigente, insomma, inclusi i segretari di alcuni dei circoli più grossi, e infine i Giovani comunisti. “La maggior parte del partito”, sintetizza Paglia.
    Ma l’unica eccezione in Emilia-Romagna di una direzione vendoliana- in un panorama ormai in linea con la maggioranza uscita dall’ultimo congresso di Chianciano – ha voluto evitare forzature. E preso atto “dell’impraticabilità”, anche a Ravenna, di una linea politica alternativa a quella nazionale, e del rischio commissariamento che poteva far subire alla federazione romagnola il destino di quella bresciana, ha scelto di lasciare non solo simbolo e casacca ma anche fax, computer e, molto probabilmente, anche la sede, agli ormai ex “compagni”.
    Sul “patrimonio”, poi, ci si confronterà “con buon senso”, dice Baruzzi, ma “ci sono delle scelte che non possono essere limitate al vil denaro”.

    Prima viene la presa d’atto che il Prc ha “esaurito la sua spinta propulsiva”, dice Maioli citando Enrico Berlinguer. Così il 3 marzo il Cpf ha ratificato la separazione dal blocco ferreriano che ora assumerà la guida di ciò che resta di Rifondazione (il prossimo comitato è convocato per sabato). La decisione è stata assunta con un documento presentato da Paglia e sottoscritto dalla maggioranza dei membri del direttivo: “La nostra non è una scissione – chiarisce il testo – perché chi lascia il Prc non ne abbandona la storia, la cultura politiche, le scelte nazionali e locali dell’ultimo decennio”. Si sceglie piuttosto “di costruire uno spazio e un soggetto politico dove queste possano continuare a vivere”.
    Spazio e soggetto nuovo si chiamano Movimento per la Sinistra: “Stiamo già lavorando con i Verdi, Sinistra democratica, con movimenti e associazioni della sinistra nel nostro territorio a una bozza quadro che presenteremo nelle prossime settimane”. Su cui “si aprirà il confronto con il Pd” con l’obiettivo di rappresentare in futuro “una sinistra di governo”.

    Nessuno si fa illusioni di riuscire a mettere in piedi un partito vero e proprio per le europee: “Ci presenteremo con un cartello elettorale”, dice Paglia, dando al movimento due anni di tempo per far vivere il progetto. Alle amministrative, invece, ci saranno liste unitarie con candidati unici della Sinistra anche nei Comuni sopra i 15 mila abitanti, “lanciando una proposta di governo locale al Pd” e alle liste civiche.
    Ci saranno certo ricadute amministrative, non si nascondono gli “esuli”, ma “ciascun consigliere deciderà come comportarsi”, dice Roberto Bolognesi, capogruppo Prc nel Consiglio provinciale. Chi uscirà confluirà in gruppi consigliari che prenderanno il nome del movimento ma resteranno vincolati all’accordo di programma sottoscritto con le maggioranze in carica.
    Quanto agli assessori, “sceglieranno i sindaci”, dice Paglia, in fondo “gli amministratori si giudicano per quello che fanno”.
    In Provincia resta Mingozzi, che uscirà dal partito come l’assessore comunale Stamboulis. Mentre l’altro assessore di Rifondazione, Ilario Farabegoli, rappresenta la linea fin qui localmente minoritaria che dovrà ricostruire il gruppo dirigente e riorganizzare Rifondazione.

    Ma Bolognesi punta il dito contro la “contraddizione” di chi a parole promuove una linea “antagonista” e nei fatti tratta, “spesso al ribasso”, continuando a sedere nelle amministrazioni locali. Una chiara sfida a chi come Farabegoli nei congressi sostiene una linea di più chiara indipendenza dal Partito democratico. “Abbiano il coraggio di scegliere – li arringa Paglia – e uscire dalle ambiguità in cui s’è infilato quel partito”. E “speriamo di rivederci presto”, si augura Maioli, quando capiranno che “difendere la bandierina non è la strada giusta”.

  258. PALERMO: DIMISSIONI DEL SEGRETARIO PROVINCIALE E DI 22 DIRIGENTI DA RIFONDAZIONE COMUNISTA. said

    Dimissioni Segretario e 22 dirigenti di Rifondazione Comunista
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    Oggi introducendo i lavori del comitato politico federale di Rifondazione Comunista, il segretario del partito, Erasmo Palazzotto, ha rassegnato le proprie dimissioni, tramite la lettura di un documento politico firmato da 22 componenti del gruppo dirigente. Al termine della lettura i firmatari (20 componenti del Cpf, più 2 del collegio dei garanti, la maggioranza della cosiddetta “maggioranza Vendoliana” ) hanno lasciato la sala decidendo di non rinnovare la tessera del partito.
    “Questa città, questo Paese, affrontano una crisi che non è solo economica – afferma il segretario uscente di Rifondazione – ma è anche crisi politica, sociale, culturale. Riteniamo che, purtroppo, Rifondazione Comunista non sia più il luogo in cui cercare e costruire le risposte a tutto questo. Che si trovano invece – conclude Palazzotto – nel progetto più ampio di una sinistra che vuole darsi il compito di analizzare e gestire i processi di trasformazione della società, proponendosi come forza capace di rispondere alle esigenze dei ceti sociali più deboli, per portare queste istanze al governo del Paese”.
    Per giorno 9 per le ore 10:00 è convocata presso la Casa della Sinistra “Left” di via Schioppettieri 8, una conferenza stampa per annunciare le prossime mosse e le iniziative per la costruzione della “nuova sinistra”. Saranno presenti Gennaro Migliore e Francesco Forgione.

    6 marzo 2009

    Fonte notizia: http://www.vivienna.it

  259. CENTO (FERRARA ): UNIRE LA SINISTRA. said

    7 marzo 2009

    Per Unire la Sinistra a Cento
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    L’esperienza di questi mesi, quanto accaduto tra le diverse forze politiche della sinistra a livello nazionale e locale, dai congressi dei partiti che hanno prodotto un ampio dibattito e un intenso confronto, fino alla nascita della associazione per la Sinistra, ha fatto maturare la consapevolezza della necessità di costruire una rappresentatività politica nuova, che sappia raccogliere le migliori indicazioni della sinistra nel nostro paese, innanzitutto in riferimento ai diritti del mondo del lavoro, alla difesa del territorio e più in generale dell’ambiente, ai valori costitutivi della nostra democrazia. E’ necessario ridare rappresentanza ai ceti più deboli e meno garantiti in questo paese, ai temi delicati connessi alla questione della laicità dello stato;alla spesso dolorosa e difficile condizione dei migranti, perché il tema della sicurezza non può esser visto in modo unilaterale e distorto. L’associazione nazionale Unire la Sinistra (UlS) (www.unirelasinistra.net/) è nata dopo il congresso del PdCI per tenere insieme la militanza di chi ha aderito alla mozione Bellillo-Guidoni-Robotti: è stata una scelta chiara e irreversibile: l’intento di dare via a una sinistra concreta e non velleitaria, per affermare i diritti messi in discussione dal governo delle destre che approfitta della crisi economica per indebolire la CGIL e il potere contrattuale del mondo del lavoro. Tutto questo con la volontà di sapere interpretare le trasformazioni in atto nel paese, senza svolte massimaliste, senza ideologie incapaci ormai di proporre soluzioni reali. A Cento, al nostro congresso comunale e successivamente a quello provinciale tenutosi a luglio la sezione del PdCI si è espressa con grande chiarezza a favore della seconda mozione, proprio allo scopo di mettere al centro dei propri intenti programmatici tali indicazioni, in piena sintonia e nella medesima direzione in cui questo nostro partito da sempre si era collocato, lavorando di fatto per l’unità di tutte le forze a sinistra: la “confederazione della sinistra” ne era sempre stata la linea guida. Un dibattito che al nostro interno si è andato nel tempo chiarendo attraverso i necessari approfondimenti con l’attenzione sempre rivolta alle vicende che a livello provinciale e nazionale si andavano definendo. E’ per tutti questi motivi che oggi dichiariamo pubblicamente di aderire a tale associazione, “Unire la Sinistra”, e consideriamo questo il primo passo necessario per la costruzione de “La Sinistra” quale nuovo soggetto politico secondo le linee che si stanno definendo a livello nazionale; ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, associazioni e movimenti o anche singole persone che ritengono di potere condividere questo progetto di cui in questo momento ci facciamo promotori, per aprire insieme un confronto capace di dare nuove prospettive di lavoro politico. Sappiamo di dover partire dai problemi locali e dalla situazione assai difficile in cui il nostro comune sta vivendo. Riteniamo fondamentale il nostro radicamento nel territorio; è necessario tuttavia per noi stabilire un coordinamento ai vari livelli provinciale e regionale dove stiamo lavorando per affrontare in maniera organica ed efficace la nostra partecipazione alle elezioni amministrative ed europee.

    Elena Grimaldi, referente della associazione “Unire per la Sinistra” di Cento

    Fonte notizia: http//www.estense.com

  260. BOLOGNA: ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    Nasce l’Associazione per la Sinistra a Bologna
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    a Bologna, tra dicembre e febbraio, si sono svolti alcuni incontri a seguito dei quali si è costituito il Comitato Promotore provvisorio per l’Associazione per la Sinistra, con lo scopo di promuovere l’associazione stessa nella nostra provincia.
    L’Associazione è un nuovo partito? No.
    L’Associazione è un insieme di persone che vi aderiscono liberamente al fine di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto politico di sinistra. É un’Associazione di Liberi Aderenti che possono essere o non essere iscritti a partiti esistenti della sinistra, a cui nessuno chiede di uscirne, ma che intendono contribuire con la propria partecipazione e le proprie idee alla nascita di una nuova soggettività: l’Associazione aiuta il processo costituente della Sinistra.
    Un processo partecipato, plurale, che si pone obiettivi ed orizzonti che vanno ben oltre la contingenza delle prossime scadenze elettorali. L’Associazione, infatti, non intende assumere alcun ruolo diretto in campagna elettorale per mantenere, invece, un impegno costante di promozione di iniziative politiche su lavoro, laicità, crisi economica, politiche di genere, sindacato, sinistra politica, diritti e libertà dei cittadini italiani e stranieri, welfare, ….
    Per contatti e adesioni:
    http://www.perlasinistrabologna.it,
    o telefonando al 327 7461649 dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.
    Fino a che non verrà diversamente deciso, l’Associazione si riunisce nella forma dell’Assemblea plenaria ogni primo martedì del mese, via Giambologna, 4, ore 21.
    Manila Boarini,, Piero Bonfiglioli, Claudio Borgatti, Walter Caserta, Sergio Caserta, Ennio Furchì, Cathy La Torre, Carla Masetti, Irene Pedacchia, Katia Zanotti.
    Nel frattempo, sulla base di quanto stabilito nella riunione di febbraio, proponiamo due iniziative:
    La prima
    Mercoledì 18 marzo alle ore 18
    SALA ZODIACO
    via Zamboni, 13 (sede della Provincia)
    LA CRISI ECONOMICA E LE SUE OPPORTUNITÀ.
    DAL DRAMMA SOCIALE AD UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO
    Partecipano:
    Alfonso Gianni – Movimento politico per la sinistra
    Morena Piccinini – Segreteria naz. CGIL
    Tiziano Rinaldini – Sindacalista
    Massimo Roccella – Professore Diritto del Lavoro Università di Torino
    Presiede Manila Boarini
    La seconda avrà per tema
    I DIRITTI, LE LIBERTÀ, LA LAICITÀ
    con la presenza di STEFANO RODOTÀ
    con il quale stiamo concordando la data per aprile.

  261. FERRARA: CRESCE LA SINISRTA PER TAGLIANI. said

    9/3/2009

    Firme a quota 67 e ora un proprio sito in rete.
    Triplicate in due settimane le adesioni a Sinistra per Tagliani

    In meno di due settimane le adesioni all’appello lanciato da 23 ferraresi a sostegno della candidatura di Tiziano Tagliani e per promuovere un lista progressista e della sinistra cittadina ha triplicato le adesioni raggiungendo le 67 firme. Tra di esse oltre trenta le donne, numerosi insegnanti e studenti e molte altre persone variamente impegnate in campo professionale e nelle associazioni e nella società civile ferrarese.

    “Fino ad oggi la raccolta delle adesioni ha potuto contare solo sul passaparola – affermano i sottoscrittori – ma da oggi il gruppo ha anche un proprio sito (www.sinistrapertagliani.org) cui tutti gli interessati possono fare riferimento per scaricare il testo dell’appello, conoscere la lista aggiornata dei firmatari, aderire all’iniziativa e dare il proprio contributo di idee al programma di governo della città”.

    SinisistrAPERTAgliani ha anche designato le quattro persone che fino a Pasqua si faranno carico di svolgere la funzione di “portavoce” del gruppo; sono: Carlo Bassi (architetto), Monica Mariotti (avvocato), Tullio Monini (pedagogista) e Dora Suglia (neuropsichiatra infantile).

    Fonte notizia: http://www.estense.com

  262. PALERMO: PALAZZOTTO E ALTRI 23 ESCONO DAL CPF E LASCIANO IL PRC. said

    09 Marzo 2009
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    Palermo: Palazzotto e altri 23 del cpf lasciano il Prc.
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    Oggi, 7 febbraio 2009 introducendo i lavori del comitato politico federale di Rifondazione Comunista, il segretario del partito, Erasmo Palazzotto, ha rassegnato le proprie dimissioni, tramite la lettura di un documento politico firmato da 23 componenti del gruppo dirigente. Al termine della lettura i firmatari (21 componenti del Cpf, più due del collegio dei garanti) hanno lasciato la sala decidendo di non rinnovare la tessera del partito.
    “Questa città, questo Paese, affrontano una crisi che non è solo economica- afferma il segretario uscente di rifondazione- ma è anche crisi politica, sociale, culturale. Riteniamo che, purtroppo, Rifondazione Comunista non sia più il luogo in cui cercare e costruire le risposte a tutto questo. Che si trovano invece – conclude Palazzotto- nel progetto più ampio di una sinistra che vuole darsi il compito di analizzare e gestire i processi di trasformazione della società, proponendosi come forza capace di rispondere alle esigenze dei ceti sociali più deboli, per portare queste istanze al governo del Paese”

  263. SENIGALLIA (AN): UNA SINISTRA NUOVA PER L'ITALIA. said

    Senigallia (AN): Valori, idee, proposte, organizzazione: una Sinistra nuova per il futuro dell’Italia
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    Mercoledì 18 marzo2009

    ore 21.00

    Auditorium S. Rocco

    piazza Garibaldi

    SENIGALLIA
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    Valori, idee, proposte organizzazione: una sinistra nuova per il futuro dell’Italia

    Interviene

    Claudio Fava

  264. FANO: SINISTRA UNITA ENTRA IN CONSIGLIO COMUNALE CON SAMUELE MASCARIN.. said

    Sinistra Unita entra in consiglio comunale con Samuele Mascarin
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    11/03/09

    Fano – Sinistra Unita entra in consiglio comunale, nel gruppo misto con Oscardo Ferri. Nella seduta di martedì 10 marzo 2009, Samuele Mascarin ha preso il posto del dimissionario Renzo Rovinelli, dopo la rinuncia del primo dei non eletti Giorgio Gambelli.

    Samuele Mascarin, che nel 2004 era candidato nei Ds, non ha aderito al Partito democratico, ed è passato a Sinistra democratica che con i Verdi, Rifondazione comunista e Comunisti italiani ha dato vita a Sinistra Unita.

    “Da martedì -ha fatto presente Mascarin- Sinistra Unita è nuovamente rappresentata in consiglio comunale. Anche se mancano pochi mesi alla fine della legislatura, e solo 5 consigli comunali, si tratta, dal punto di vista simbolico, di un atto politico rilevante”.

    Michele Mattioli, ha ricordato le battaglie condotte dalla sinistra, nonostante la mancanza di rappresentanti in consiglio comunale ed ha elencato le più importanti. Sul Prg ha annunciato, senza voler entrare nel merito, “ricorsi alla magistratura”.

    Sulla viabilità, Mattioli ha stigmatizzato la “carenza di piste ciclabili”, mentre sul parco dell’aeroporto ha ricordato come “non ci sia stata la volontà politica dell’Amministrazione comunale di rendere concreto il lavoro di gruppo sul parco. Da quel lavoro è emerso che condizione indispensabile per la realizzazione del Parco fosse l’assenza della strada a scorrimento veloce con tre rotatorie prevista, invece, nel Prg”.

    Infine Mattioli ha ricordato la battaglia sulla Stu (Società di trasformazione urbana) per l’acquisto della Caserma Paolini”.

    Il consiglio comunale di martedì 10 marzo ha preso atto, non solo dell’ingresso di Mascarin, ma anche del passaggio di Margherita Campanella dai banchi di Forza Italia a quella de La Destra e l’adesione di Sauro Berluti, ancora nella Margerita, al gruppo consiliare del Pd.

    Redazione Fanoinforma.it

  265. OSIMO (ANCONA): NASCE L'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    ANCHE A OSIMO ( AN ) NASCE L’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
    *************************************************************

    mercoledi 111 marzo 2009

    Si è ufficialmente costituta anche ad Osimo l’Associazione per La Sinistra, un movimento che vuole costruire in Italia e nella nostra città un partito per una sinistra nuova, plurale e di governo… da La Sinistra per Osimo- Associazione per la Sinistra Si è ufficialmente costituta anche ad Osimo l’Associazione per La Sinistra, un movimento che vuole costruire in Italia e nella nostra città un partito per una sinistra nuova, plurale e di governo. In vista delle elezioni amministrative, Gabriele Villani, uno dei giovani che ha deciso di impegnarsi in questo progetto, ha sottolineato che “le priorità del nuovo soggetto e della lista che presenteremo dovranno essere il reale contenuto innovativo della nostra proposta di governo e la coerenza tra idee ed azione”.

    L’intervento del consigliere comunale Sandro Cittadini, uscito dal PRC per aderire al progetto, ha sottolineato alcuni punti programmatici che secondo lui dovranno orientare la lista La sinistra per Osimo: unità della sinistra osimana e alleanze per un centrosinistra capace di battere la destra e la rinascita del grande centro, più o meno democristiano; centralità della questione morale con il rifiuto nelle liste di candidati con conflitti di interessi (soprattutto edilizi) o trasformisti; politiche per i beni comuni a partire dall’acqua da ri-pubblicizzare, contro il dissesto idrogeologico e l’urbanistica perequata nel chiuso del Palazzo anziché tra gli abitanti nei quartieri; eliminazione o ricucitura ambientale degli scempi delle “cementificazioni latiniane” e blocco del PRG; politiche per la bioedilizia e la casa accessibile alle giovani coppie e ai lavoratori; accoglienza agli immigrati e stranieri per una Osimo laica, multietnica e multireligiosa contro ogni razzismo e discriminazione.

    In merito alle alleanze, Federica Franchini ha concluso che “La Sinistra per Osimo ha interesse a confrontarsi con il centrosinistra ed a partecipare ai soli percorsi comuni che possano integrare le nostre peculiarità e dare una risposta al bisogno di cambiamento che ormai in tanti avvertono ad Osimo”.

    La Sinistra per Osimo- Associazione per la Sinistra

    Fonte notizia: http://www.vivereancona.it

  266. OSIMO (ANCONA): NASCE L'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    ANCHE A OSIMO ( AN ) NASCE L’ASSOCIAZIONE ” PER LA SINISTRA ”
    *************************************************************

    mercoledi 11 marzo 2009

    Si è ufficialmente costituta anche ad Osimo l’Associazione per La Sinistra, un movimento che vuole costruire in Italia e nella nostra città un partito per una sinistra nuova, plurale e di governo… da La Sinistra per Osimo- Associazione per la Sinistra Si è ufficialmente costituta anche ad Osimo l’Associazione per La Sinistra, un movimento che vuole costruire in Italia e nella nostra città un partito per una sinistra nuova, plurale e di governo. In vista delle elezioni amministrative, Gabriele Villani, uno dei giovani che ha deciso di impegnarsi in questo progetto, ha sottolineato che “le priorità del nuovo soggetto e della lista che presenteremo dovranno essere il reale contenuto innovativo della nostra proposta di governo e la coerenza tra idee ed azione”.

    L’intervento del consigliere comunale Sandro Cittadini, uscito dal PRC per aderire al progetto, ha sottolineato alcuni punti programmatici che secondo lui dovranno orientare la lista La sinistra per Osimo: unità della sinistra osimana e alleanze per un centrosinistra capace di battere la destra e la rinascita del grande centro, più o meno democristiano; centralità della questione morale con il rifiuto nelle liste di candidati con conflitti di interessi (soprattutto edilizi) o trasformisti; politiche per i beni comuni a partire dall’acqua da ri-pubblicizzare, contro il dissesto idrogeologico e l’urbanistica perequata nel chiuso del Palazzo anziché tra gli abitanti nei quartieri; eliminazione o ricucitura ambientale degli scempi delle “cementificazioni latiniane” e blocco del PRG; politiche per la bioedilizia e la casa accessibile alle giovani coppie e ai lavoratori; accoglienza agli immigrati e stranieri per una Osimo laica, multietnica e multireligiosa contro ogni razzismo e discriminazione.

    In merito alle alleanze, Federica Franchini ha concluso che “La Sinistra per Osimo ha interesse a confrontarsi con il centrosinistra ed a partecipare ai soli percorsi comuni che possano integrare le nostre peculiarità e dare una risposta al bisogno di cambiamento che ormai in tanti avvertono ad Osimo”.

    La Sinistra per Osimo- Associazione per la Sinistra

    Fonte notizia: http://www.vivereancona.it

  267. CADONEGHE ( PADOVA): LAVORO E IMPRESA AI TEMPI DELLA CRISI. said

    Cadoneghe (PD): La Sinistra presenta: lavoro e impresa in tempo di crisi
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    Giovedì 12 marzo 2009

    ore 21.00

    Cadoneghe
    =========
    Dibattito pubblico

    Intevengono:

    Maurizio LANDINI,
    segretario nazionale FIOM-CGIL
    Gianni POTTI,
    giunta Confindustria Padova
    Modera Omar MONESTIER,
    direttore “Il Mattino di Padova”
    Presenta Maurizio ANGELINI,
    Cons. Comun. Sinistra Democratica Cadoneghe

  268. GORIZIA: BIANCHINI E SOSOL LASCIANO IL PRC. said

    GORIZIA: BIANCHINI E SOSOL LASCIANO IL PRC.
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    Gorizia nel mese di febbraio 2009 hanno lasciato il Partito della Rifondazione comunista Livio Bianchini unico esponente del partito in consiglio comunale e Marjan Sosol che fa parte del consiglio di quartiere,
    Entrambi hanno aderito, insieme ad altri iscritti, all’Associazione ” per la Sinistra “.

  269. SIRACUSA: NASCE G-TUTTI. said

    13 Marzo 2009

    A Siracusa, nasce G – Tutti
    Si è costituito il forum ambientale “G-Tutti”, un coordinamento di cittadini e associazioni che, in occasione dell’imminente G-8 sull’ambiente di Siracusa, intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica i temi della tutela dell’ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici e della riconversione ecologica dell’economia.

    Le iniziative e i programmi che il forum propone saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà sabato 14 marzo, alle ore 10.30, a Siracusa, presso la sala arci di via Francesco Crispi n. 88.

    L’iniziativa, alla quale parteciperanno i rappresentanti delle associazioni promotrici, è aperta alla partecipazione dei cittadini.

    AGIRE SOLIDALE, AMNESTY INTERNATIONAL, ARCI, ARCIRAGAZZI, ASSOCIAZIONE ACQUANUVENA, ASSOCIAZIONE CULTURALE ALIMEDE, ASSOCIAZIONE JAMII ONLUS,

    ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA,

    BANCA ETICA DELLA SICILIA EST, CENTRO STUDI DAVIDE CONTRO GOLIA, CITTADINANZA ATTIVA, CLUB ALPINO ITALIANO, COMITATO 100 DONNE, COOPERATIVA MARTIN- ALTROMERCATO, DECONTAMINAZIONE SICILIA, EMERGENCY, ENTE FAUNA SICILIANA, GRILLI ARETUSEI, LEGAMBIENTE, NATURA SICULA.

    Fonte notizia: http://www.movimentoperlasinistra.it

  270. FERRARA: RIGORE ETICO PER CONTRASTARE LA SFIDUCIA. said

    14/3/2009

    Daniele Civolani

    Assemblea degli aderenti all’appello ‘Una lista di sinistra a Ferrara’
    ”Rigore etico per contrastare la sfiducia”.
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    L’assemblea degli aderenti all’appello “Una lista di sinistra a Ferrara”, riunita il 12 marzo insieme ai coordinatori del Movimento per la sinistra, di Sinistra Democratica e della associazione Unire la Sinistra, ha valutato le adesioni fin qui raccolte come un incoraggiamento a proseguire l’impegno per promuovere una lista di sinistra alle prossime elezioni amministrative.

    “La partecipazione all’incontro – affermano i promotori – dei portavoce dell’appello “Sinistra per Tagliani” ha permesso di riscontrare una forte condivisione del quadro di valori a cui gli appelli si ispirano e di priorità sulle quali concentrare il confronto programmatico e la comune volontà di contrastare la frammentazione del quadro politico. Una sola lista unitaria è l’obiettivo condiviso di un percorso di approfondimento programmatico per temi e della contestuale richiesta di un incontro con il candidato sindaco Tiziano Tagliani e con la candidata alla presidenza della Provincia Marcella Zappaterra, per ascoltare le proposte programmatiche e per verificarne la disponibilità al confronto al fine di un loro arricchimento”.

    “La profondità della crisi economica – aggiungono -, le pesantissime conseguenze sul piano sociale, il disegno di involuzione autoritaria sul piano politico e istituzionale perseguito dal Governo, rafforzano le ragioni di un appello alla partecipazione e all’unità delle forze progressiste e sottolineano l’urgenza di contrastare la disillusione e la sfiducia con scelte inequivocabili sul piano del rigore etico e morale, per ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”.

    Per questo l’assemblea ritiene “irrinunciabile punto di confronto la volontà di far proprio il codice degli eletti adottato dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio di Europa il 31 agosto 2004 e di porre a discrimine della politica delle alleanze la lotta al trasformismo in tutte le sue forme”.

    L’assemblea ha nominato Daniele Civolani e Silvia Pellino portavoce con l’incarico di rapportarsi ai coordinatori dei movimenti e delle associazioni per la gestione del percorso.

    Fonte notizia: http://www.estense.com

  271. BOLOGNA: LA CRISI ECONOMICA E LE SUE OPPORTUNITA'. said

    Bologna: La crisi economica e le sue opportunità.
    Mercoledì 18 marzo 2009

    ore 18.00

    Sala Zodiaco

    via Zamboni 13 (sede della Provincia)

    BOLOGNA
    =======
    La crisi economica e le sue opportunità. Dal dramma sociale ad un nuovo modello di sviluppo

    Partecipano:

    Alfonso Gianni
    Morena Piccinini
    Tiziano Rinaldini
    Massimo Roccella

    Presiede:

    Manila Boarini

  272. PORTO SAN GIORGIO ( ASCOLI PICENO ): LA NUOVA SINISTRA SI PRESENTA. said

    PORTO SAN GIORGIO ( ASCOLI PICENO ) : assemblea costituente

    Sabato 21 marzo 2009

    ore 16.30

    Sala Imperatori

    Via Oberdan (zona centro)

    Porto San Giorgio (AP)
    ==================
    Assemblea costituente Una Nuova Sinistra

  273. FALCONARA MARITTIMA ( ANCONA ): SINISTRA DEMOCRATICA IN CAMPO PER LE ELEZIONI: said

    Falconara Marittima ( Ancona ): Sinistra Democratica in campo per le elezioni.

    Venerdì a Falconara Marittima, presso il centro Pergoli di Piazza Mazzini si è tenuta un’assemblea cittadina, dal titolo “Un’altra politica è possibile – Valori e proposte per una Sinistra nuova”, a cui hanno partecipato alcune decine di cittadini, che ha sancito l’avvio dell’Associazione per la Sinistra. da Sinistra Democratica Falconara Marittima
    sdfalconara.blogspot.comHanno presentato il progetto Edoardo Mentrasti, del Movimento per la Sinistra area Vendola, Massimo Binci, consigliere regionale di Sinistra Democratica e Carlo Brunelli, esponente della Lista Cittadini in Comune e candidato a Sindaco dalla medesima Lista e da Sinistra democratica alle ultime elezioni comunali a Falconara Marittima.

    Dopo un partecipato dibattito, si sono raccolte le prime adesioni ed è stata annunciata l’apertura della nuova sede, nei locali di via Flaminia 578, zona stazione.

    14/03/2009

    Fonte notizia: http://www.vivereancona.it

  274. PALERMO: APPUNTAMENTO COL CINEFORUM DEL PARTITO SOCIALISTA. said

    PALERMO, APPUNTAMENTO COL CINEFORUM DEL PARTITO SOCIALISTA

    Palermo, 17 marzo 2009 – Mentre fervono, a Roma come a Palermo, i preparativi per “Sinistra e libertà”, la nuova lista per le elezioni europee nata dall’alleanza tra il Partito Socialista, il Movimento per la Sinistra di Nichi Vendola, Sinistra Democratica, l’associazione “Unire la Sinistra” ed i Verdi, che sarà presentata sabato prossimo nella capitale, prosegue il cineforum dei socialisti palermitani. Mercoledì 18 marzo alle 16,30 presso il Salone della Chiesa Valdese di Palermo, in via dello Spezio n°43 (dietro il Teatro Politeama), verrà proiettato il film di Marco Leto “La villeggiatura”, ispirato alla vicenda politica ed umana di Carlo Rosselli. Seguirà il dibattito, moderato dal coordinatore provinciale Antonio Matasso e dal coordinatore cittadino Roberto Sajeva, a cui sono invitati a partecipare anche i responsabili provinciali e cittadini di Mps, Sd, “Unire la Sinistra” e Verdi.

    Fonte notizia: http://parcodeinebrodi.blogspot.com

  275. MARTINSICURO: I VERDI ADERISCONO A " SINISTRA E LIBERTA' ". said

    Martinsicuro, i Verdi aderiscono a “Sinistra e Libertà”

    di Cinzia Rosati

    17 marzo 2009
    In vista delle prossime elezioni europee e provinciali, diversi movimenti di sinistra si sono riuniti in un unico partito «laico, riformista ed ecologista». A livello locale l’associazione ecologista truentina si impegna a contrastare l’eventuale realizzazione della centrale nucleare nella Sentina e le perforazioni petrolifere previste in diverse aree abruzzesi

    MARTINISCURO – “Sinistra e libertà” è il nome del nuovo partito della sinistra italiana, che nasce dall’unione di Sinistra Democratica, Verdi, Partito Socialista, Movimento per la Sinistra. A Martinsicuro la nuova compagine politica organizzerà prossimamente un incontro pubblico per illustrare obiettivi e programmi in vista delle elezioni europee e provinciali.

    «Nel Parlamento nazionale la Sinistra non c’è, così come è assente nel Consiglio Comunale di Martinsicuro – scrivono in una nota Marco Foglia e Mario Viola, della locale associazione dei Verdi -. Di fronte alla gravissima crisi italiana e internazionale creata dal capitalismo selvaggio, espressione della destra economica, che sta riducendo in povertà milioni di persone, occorre dare all’Italia una sinistra di governo capace di fermare l’onda antidemocratica berlusconiana, bloccare il precariato, impedire la devastazione dell’ambiente, restituire dignità alle persone, garantire un futuro ai giovani, tutelare l’agricoltura, investire nella ricerca scientifica e difendere l’istituzione scuola».

    A livello locale “Sinistra e Libertà” si propone di intervenire in merito ad alcuni temi ambientali piuttosto sentiti dai cittadini: «Bisogna impedire la nuclearizzazione dell’Italia (e il sito della Sentina, a pochi passi da Martinsicuro è uno degli obiettivi inseriti nell’agenda del governo nazionale) e impedire anche che l’Abruzzo diventi una “regione petrolifera”, come previsto dai piani del governo nazionale e regionale».

    Fonte notizia: http:/www.sanbenedettoggi.it

  276. CALTAGIRONE (CT): NASCE IL MOVIMENTO PER LA SINISTRA. said

    17 Marzo 2009

    Caltagirone (CT): nasce il Movimento per la Sinistra
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    La teologia del liberismo invincibile, regolatore politico incontrastato di ogni processo di crescita economica ed umana, paradigma di civiltà e democrazia, è crollato sotto i nostri occhi. Cosa ancora più paradossale è che a determinarne il crollo non sono state le ricette della sinistra, oramai dissoltasi dal panorama politico istituzionale, ma quelle interne al capitalismo stesso.
    Il fallimento del capitalismo globalizzato da solo non segnerà, pertanto, l’inizio di una nuova era: oggi più che mai c’è bisogno di Sinistra.
    Una Sinistra capace di interloquire con esperienze di elaborazione e di lotta, che sia inclusiva e non escludente, una Sinistra che ritorni a vivere nei territori, nei luoghi di lavoro, nella società. Una Sinistra che sappia rilanciare come centrale la questione meridionale e farne la congiunzione di civiltà tra Europa e Mediterraneo.
    Per queste ragioni anche a Caltagirone nasce il Movimento per la Sinistra di Nichi Vendola, con l’obiettivo di lanciare nella nostra città un processo costituente della Sinistra.
    Avvieremo da subito un processo in campo aperto con tutti gli attori politici e sociali, a partire dall’esperienza della Casa della Sinistra, uscendo fuori da schemi di appartenenza a strutture consolidate, mettendoci a disposizione per costruire una Sinistra all’altezza delle sfide del tempo presente.
    “…innovare e sperimentare nuove forme di organizzazione e partecipazione…costruire non un partito ma un partire…”
    A Caltagirone, il Movimento per la Sinistra ribadisce il suo appoggio alla coalizione che sostiene il Sindaco Pignataro, continuando a dare il suo contributo in seno al centrosinistra per il governo della città.

    CORDINAMENTO CITTADINO PROVVISORIO

    GABRIELLA BUZZONE
    RITA CARELLA
    GIACOMO D’ANTONA
    GIUSEPPE FIORENTINO
    GAETANO PACE

    Fonte notizia: http://www.movimentoperlasinistra.it

  277. TOLENTINO ( MACERATA ): NASCE ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    TOLENTINO ( MACERATA )

    ASSOCIAZIONE LA SINISTRA

    Mercoledì 25 Marzo 2009

    Ore 21.00

    Hotel 77

    Tolentino
    ********

    Incontro-dibattito sul tema:

    Crisi economica, riforma della
    contrattazione collettiva e unità
    sindacale.

    con:

    On. Titti Di Salvo
    Già deputata, Associazione “Per la Sinistra”.
    ***********************************
    Aldo Benfatto
    Segretario Provinciale CGIL.
    ***********************
    Introduce:

    Matteo Pintucci
    Resp. Lavoro – Associazione “per La Sinistra”.
    ************************************
    Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

  278. BASSA VALLESINA: COORDINAMENTO ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA

    COORDINAMENTO BASSA VALLESINA

    Coordinatore Rino Diano

    Sito web http://www.sxbv.blogspot.com

    Telefono 3202853041

  279. SULMONA: NASCE l'ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA. said

    Nasce a Sulmona l’Associazione “Per la Sinistra”

    giovedì 19 marzo 2009

    SULMONA – “Vogliamo provare a ridare dignità alla politica e a restituire alle donne e agli uomini del nostro Paese la voglia di occuparsi del bene pubblico e di assumersi una responsabilità collettiva per affrontare la crisi. Per questo motivo abbiamo deciso di costruire in città, dopo l’esperienza già avviata a L’Aquila, un nucleo dell’associazione “Per la Sinistra” che sta nascendo in tutta Italia con lo scopo di fondare un nuovo partito di sinistra popolare”. Ad affermarlo in una nota Riccardo Verrocchi, portavoce dell’Associazione “Per la sinistra”.
    “Nuovo – continua la nota – perché sorretto da una cultura che, senza bisogno di rinnegare le culture di provenienza (comunista, socialista, ambientalista, femminista) sia capace di leggere ed interpretare i cambiamenti sociali intervenuti in questi anni e le cause che li hanno prodotti in modo da rendere possibile la trasformazione della realtà in cui viviamo. Di sinistra, perché, cercando di ricomporre diritti individuali e diritti collettivi, possa tendere al raggiungimento dell’uguaglianza nel rispetto delle differenze. Popolare perché deve essere utile a risolvere i problemi delle persone e perciò deve saper parlare ad ampi strati di popolazione.
    Il comitato promotore dell’Associazione “Per la Sinistra” ha organizzatoun’assemblea pubblica che si terrà domani alle 17.30 presso la sala conferenze della Comunità Montana Peligna, in via Angelone a Sulmona. Red.

    Fonte notizia. http://www.rete5.tv

  280. FERRARA: IN PROVINCIA CUOGHI E NALI FORMANO IL GRPPO " UNIRE LA SINISTRA "..