Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Assemblea nazionale di Rifondazioneperlasinistra

Posted by carbonetti battistino su 18 settembre 2008

Settembre 18

27 settembre: assemblea nazionale di Rifondazione per la Sinistra

 

Sabato 27 settembre    dalle ore 10 alle 18

Assemblea Nazionale“Le belle bandiere”.

La Sinistra delle libertà contro la società della paura
conclude Nichi Vendola

ore 20
Arena per bambine e bambini
ore 21.30
Etruria Criminale Banda in concerto 

Leggi il documento politico Le belle bandiere – Formato: application/msword

Scarica la locandina locandina – Formato: application/pdf

Come arrivare all’assemblea Come arrivare – Formato: application/msword

 

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43 Risposte to “Assemblea nazionale di Rifondazioneperlasinistra”

  1. mau68- said

    permettetemi un’osservazione…

    nel documento vendoliano “LE BELLE BANDIERE, La sinistra delle libertà contro la società della paura” non c’è alcun richiamo alla manifestazione dell’ 11 ottobre;
    è chiaro che nessuno può “dare” ad una manifestazione un’importanza “estrema” rispetto al presunto (per me) respiro strategico del documento in questione…
    ma… la prima “uscita” pubblica della “sinistra unita e diffusa”, dopo la sconfitta di aprile con una manifestazione al cui impegno si richiama anche Vendola e Berti (con tanto di firma apposta all’appello,) non dovrebbe avere almeno una “piccola attenzione” ?

  2. Marco Renzini said

    11 OTTOBRE: TUTTI IN PIAZZA.

  3. RH77 said

    27 SETTEMBRE: TUTTI ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE.

  4. nonviolento said

    MI sembra di aver già scritto , forse ieri, che la direttiva che passa a livello nazionale, almeno così si sono detti al recente CPN, è di dare il massimo contributo per la riuscita della manifestazione.In ogni il quel particolare testo non avrebbe avuto nessun senso.

  5. elisa said

    DIRITTI IN PIAZZA: IL 27 SETTEMBRE MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA PER CAMBIARE LE SCELTE DEL GOVERNO
    La Cgil darà il via sabato 27 settembre, ad una mobilitazione di massa nelle piazze di tutte le città e i territori per chiedere al Governo un radicale cambiamento di indirizzo nella politica economica, fiscale e sociale . La CISL e la UIL che erano addirittura pronti a fare uno sciopero su questi punti contro il governo Prodi non hanno accettato neppure di fare una manifestazione contro la mancanza di risposte alla piattaforma unitaria sindacale.Addirittura sono pronti a firmare la bozza della confindustria sulla riforma della contrattazione che prevede che il contratto nazionale si recuperi solo l’inflazione “realisticamente prevedibile “decurtata dall’inflazione importata (es. aumenti del costo del petrolio).La Confindustria al contrario prende come riferimento un tasso di inflazione più alto di quello indicato dal Governo (1,7% ), ma più basso dell’inflazione reale e senza verifica sullo scostamento tra il nuovo indice e l’andamento del costo del lavoro. Detto in altri termini la proposta di Confindustria prevede la riduzione generalizzata dei salari, e rinvia alla contrattazione aziendale (che attualmente si svolge nel 40% delle imprese italiane) aumenti contrattati o unilaterali .. La CISL e la UIL accettano la logica della Confindustria che vuole un sindacato del coinvolgimento e della coegestione attraverso enti bilaterali a cui saranno date risorse e che gestiranno collocamento, ammortizzatori sociali, certificazione dei contratti.
    La CGIL ha vuto coraggio e dimostra coerenza chiamando lavoratori e pensionati alla manifestazione. A mio parere, forse temendo che non ci sia una prima grande risposta collettiva , in molte città non organizza cortei e manifestazioni di piazza ma presidi davanti alle prefetture.
    Diamo la nostra adesione agli obiettivi della mobilitazione , diffondiamo la notizia, coinvolgiamo tutti quelli che conosciamo e soprattutto partecipiamo in massa .
    Facciamo in modo che le piazze siano piene!
    So che i compagni di Rifondazione per la Sinistra hanno la loro Assemblea Nazionale. Nell’augurare loro un buon lavoro, chiedo anche a loro di dare , come possono, l’adesione al programma di mobilitazione

  6. Marco Renzini said

    L’adesione è ovvia e scontata.
    Penso di poter parlare ( anche se non sono ovviamente autorizzato ) anche a nome di Fausto Bertinotti, Nichi Vendola, Franco Giordano, Gennaro Migliore e tutti i compagni e le compagne che aderiscono all’area di RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA.
    E Pegolo ?
    Bella domanda.
    Onestamente non lo so se aderisce, magari lo fa con una sua piattaforma piena di distinguo e con tanti punti e virgola.
    Appena ho le idee più chiare, eventuamente ve lo faccio sapere.

    Comunque come dice Elisa: facciamo in modo che le piazze siano piene !

  7. SINISTRA DI POPOLO said

    SINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLOSIN
    ISTRADIPOPOLOSINISTRA
    DIPOPOLOSINISTRADIPOPOL
    OSINISTRADIPOPOLOSINISTRA
    DIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSIN
    ISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOL
    OSINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSIN
    ISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSINISTRA
    DIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOL
    OSINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSINISTRA
    DIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSIN
    ISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLOSINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLO
    SINISTRADIPOPOLO……..

  8. Antonino Orlando said

    Cari compagni,

    l’unità della sinistra non si può più rimandare.
    Oggi il Paese, i lavoratori hanno bisogno di un partito della sinistra riformista, democratico, europeo di governo.

    UNA NUOVA SINISTRA PER Un NUOVO CENTRO SINISTRA.

    Inseguire Ferrero, Diliberto, Ferrando e Turigliatto non ha senso, è una enorme perdita di tempo.

    Oggi siamo chiamati, tutti a scelte vere, irreversibili e dirompenti: FARE LA SINISTRA che rimetta al centro dei suoi valori il lavoro, la solidarietà, l’uguaglianza, i diritti, la nostra carta costituzionale.

    Solo così potremo contrastare e affrontare al meglio questi anni bui che ci aspettano. Solo con un partito autorevole, forte di massa potremo fare muro contro l’aggressione e l’arroganza di berlusconi e dei suoi accoliti.

    Costruire una sinistra credibile è utile anche al PD perchè in questo modo è costretto a scegliere e a porsi in modo convincente il problema delle alleanze.

    Insomma il PD non potrà più a suo piacimento scegliersi a seconda dei casi la collocazione che pare. Quando vorrà venire a sinistra, scusate, troverà il posto già occupato.
    Non perdiamo più tempo e soprattutto NO ai tatticismi. La ventilata riforma elettorale per le europee non devrà essere un impedimento. Anzi una sfida. Superarla significa aver superato una importante prova del fuoco che tornerà utile nelle battaglie future.

    Naturalmente la nostra battaglia dovrà essere quella di un ripristino delle preferenze e di un sistema proporzionale alla tedesca:

    lanciamo nel Paese la parola d’ordine: UN VOTO, UNA PREFERENZA !

    è un messaggio chiaro, comprensibile e soprattutto di forte presa tra le persone che ormai si sentono espropriati di un sacrosanto diritto.

  9. anna maria said

    la sinistra con aggettivi è vendoliana
    sempre più quando entro nello spazio web della regione puglia leggo un work in progress di un nuovo ed esemplare modello di welfare, compatibile con i nuovi scenari che si stanno delineando, con l’orientamento alla tutela dei beni comuni, che ancor prima di farsi sistema deve radicarsi nei valori condivisi appresi e interiorizzati fin dai primi processi di socializzazione primaria nella famiglia e nella scuola
    deve radicarsi a partire dai primi percorsi formativi, dall’apprendimento e interiorizzazione di forme altre di società e di buona politica come primi passi verso futuri possibili e vivibili
    un modello di welfare radicato negli assetti istituzionali, e fondato sui valori condivisi della cooperazione della solidarietà ancor prima che nelle istituzioni
    ci sono due cose in cui credo fortemente, la buona politica, l’etica delle responsabilità nella buona politica, e la formazione che ci rende più consapevoli e più attenti a leggere la realtà in cui viviamo
    ed uno dei primi progetti della buona politica di vendola è stato avviato appunto nella direzione che ho indicato: la formazione, perchè il sud deve giocarsi su questo piano a fuoriuscita da una storia di esclusione e povertà, sull’apprendimento e promozione di capacità e abilità, di altri e nuovi saperi, sulla capacità di leggere e interpretare il presente, la realtà in cui siamo immersi, per capire dove stiamo andando e quali sono le strade e le alternative percorribili

  10. Franco said

    Allora NONVIOLENTO, qualche giorno fa in un post mi dicesti che sarebbe stato tutto piu` chiaro sulle vostre intenzioni dopo quel famoso lunedi` in cui vi dovevate incontrare per decidere dell`11 ottobre e dopo il giorno de CPN del PRC!!Bene, sono passate entrambe le giornata e devo dire che non e` cambiato nulla di nulla! Continuate ad annunciare costituenti, ogni giorno ne esce una, ma alla fine non fate nulla oltre che continuare ad attacare il prc con la classica non-violenza vendoliana! Quand`e` la prossima scadenza che mi dai per poter capirci qualcosa???

  11. anna maria said

    che noia

  12. nonviolento said

    Sull’11 ottobre dovresti leggerti le cose scritte negli altri messaggi. Fatto questo non avresti dovuto scrivere poichè le cose scritte sono del tutto esauruenti. Ma dato che l’intenzione non era quella, ma solo di fare della sterile polemica, ebbene si, lavoriamo per costruire una sinistra larga , contaminata, che sia espressione delle varie culture della sinistra non identitarie, e nota bene fra gli identitari ci metto non solo le varie frazioni di Rifo, i due terzi dei pcidini e quelli dello 0 virgola, ma anche quel settore dei verdi che è comunque identitario nelle sue convinzioni.C’è l’assemblea a Roma del 27, in contemporanea con una straordinaria manifestazione della CGIL, l’unica opposizione seria rimasta nel paese, ci sarà la riunione voluta da Fava con tutte le componenti di partiti, associazioni, singoli ed esponenti sindacali. La sinistra si muove, lentamente, ma si muove, mentre il resto, partito compreso, resta fermo, bloccato perfino nella elezione dei segretari di federazione. Spero che tu possa essere soddisfatto, grazie.

  13. Franco said

    Soddisfatto per nulla, state dicendo le stesse cose che dicevate qualche mese fa, “la sinistra si muove”, “lavoriamo per costruire una sinistra larga”, “processo costituente”, bla bla bla, ma nel concreto?? che si fa? Possibile che dalle mille assemblee e annunci di costituenti non esce mai niente di concreto??

  14. mau68- il sol dell'avvenire! said

    scopo della rifoxlasx sembra -considerato che a sinistra siamo in troppi!!!- rinchiudersi in se stessi per “far fuori” tutti gli identitari!
    la nuova sinistra risulta così identificata: citazione da violento, “espressione delle varie culture della sinistra non identitarie, e nota bene fra gli identitari ci metto non solo le varie frazioni di Rifo, i due terzi dei pcidini e quelli dello 0 virgola, ma anche quel settore dei verdi che è comunque identitario nelle sue convinzioni”…

    insomma una “nuova corrente della sinistra” identificata da non essere identitaria”!!!

    il programma risulta essere: in nome della “purezza non identitaria” (non meglio identificata) e per una unità superiore non contaminata dagli identitari (brutti, sporchi e cattivi, che secondo qualcheduno continuano, di nascosto, a magiare i bambini) “facciamo gli scissionisti” e dichiariamo “scissionisti” circa 100/150mila militanti della sinistra!!! con la seguente strategia: tra breve il “sole dell’avvenire sarà nostro”!

    insomma “nuovi identitari” identificati dall’essere contro i “vecchi identitari”…

  15. mau68- il sol dell'avvenire! 2 said

    ps
    quando parlo di circa 150mila militanti mi riferisco a quella citazione da violento “espressione delle varie culture della sinistra non identitarie, e nota bene fra gli identitari ci metto non solo le varie frazioni di Rifo, i due terzi dei pcidini e quelli dello 0 virgola, ma anche quel settore dei verdi che è comunque identitario nelle sue convinzioni”, che magari riescono a mobilitare sui territori altri 200/300mila persone…

  16. DUEMILACOSTITUENTI PER COMINCIARE said

    Il dibattito verso la ricostruzione di una Sinistra unita e plurale sta interessando ormai parecchie realtà italiane e molte sono le iniziative che nascono nel Paese.
    Come contributo ulteriore a questo dibattito riporto l’iniziativa di un gruppo di compagni e compagne che hanno anche loro lanciato sull’intero territorio nazionale l’iniziativa DUEMILACOSTITUENTI.

    DUEMILACOSTITUENTIPERCOMINCIARE

    ” Duemila costituenti per cominciare.
    Non aspettiamo che siano i partiti ora esclusi dal parlamento a far partire un effettivo processo costituente di quella nuova forza politica combattiva e seria a cui aspiriamo.
    Siamo interessati e disponibili a impegnarci in prima persona con una quota di tempo e di risorse.
    Sentiamo forte il bisogno di una nuova formazione politica che raccolga l’ispirazione e la collocazione di quello che è stato il tentativo della Sinistra Arcobaleno, ma senza quelle caratteristiche di verticistica lottizzazione che ne hanno rovinato la nascita.
    Una forza che raccolga per quanto è possibile la sinistra diffusa delle battaglie e delle buone pratiche per l’ambiente, i diritti, il lavoro, la giustizia e l’inclusione sociale,la pace, la legalità costituzionale democratica, la questione morale.
    Lo sforzo principale sarà quello di costruire le condizioni di una buona politica, di candidature caratterizzate da effettivo impegno e spirito di servizio, di un rapporto democratico ed efficace tra i militanti e dirigenti, tra eletti ed elettori.
    Pensiamo e chiediamo che i partiti che avevano dato vita alla Sinistra Arcobaleno mettano a disposizione ciò che resta delle loro risorse, esperienze e reti per un processo costituente che deve essere abbastanza rapido: in modo da andare di pari passo alla battaglia di opposizione al governo Berlusconi e in modo da preparare per tempo gli appuntamenti elettorali dell’anno prossimo ai quali non si può validamente andare divisi con i vecchi simboli.
    Ma in ogni caso facciamo partire un censimento delle disponibilità e una prenotazione delle iscrizioni.

    Alla costruzione di una forza politica il cui nome, programma fondamentale e statuto andranno definiti entro l’autunno attraverso consultazioni on line ed assemblee regionali ci sentiamo di impegnare

    a) una attenzione di mediamente qualche minuto al giorno di informazione tramite lettura di notizie e risposte rapide in internet o posta elettronica
    b) una disponibilità di mediamente almeno 4-5 ore al mese di partecipazione a riunioni o iniziative che comportino presenza fisica di contatto con i cittadini
    c) il versamento di un contributo pari ad almeno il 3 per mille del reddito annuale e comunque di almeno 30 euro l’anno ( 15 per under 25, 20 per under 30 )

    Facciamo circolare questa dichiarazione collettiva e consideriamo che gli impegni sottoscritti e l’iniziativa costituente scattano pienamente nel momento in cui avremo raggiunto le duemila adesioni nazionali, con almeno cento adesioni per regione in almeno dieci regioni italiane. Duemila si intendono al netto dei ” politici ” ( tipo consiglieri regionali e provinciali, dirigenti nazionali, ecc. ). Mandateci i vostri dati a duemilacostituenti@gmail.com
    Ovviamente sono valide e gradite iniziative parallele, basate sullo steso principio di sottoscrizioni di impegni.

  17. DUEMILACOSTITUENTI PER COMINCIARE said

    Questo appello è stato inizialmente lanciato da :

    Vanda Bonardo, Diego Novelli, Alba Di Carlo, Luciano Pregnolato, Massimo Bongiovanni (Torino) Ilaria Bonaccorsi, Massimo Serafini (Roma),Massimo Hutter (To-Mi), Gigliola Cordiviola, Isa Mariani, (Ravenna) Virginio Bordoni,( San Giuliano- MI)Paolo Oddi, Irene Pavlidi ( Milano ) Velio Coviello ( Chambery-To), Franco Astengo.

    Le adesioni sono per il momento circa 110, perlopiù dalle regioni Piemonte. Lombardia. Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio.

    Per contatti duemilacostituenti@gmail.com

    E’ attivo un blog.

  18. Giovanni Cadioli (BR) said

    Salve compagni e compagne, posto una nota sulla situazione della sinistra in Trentino ( studio Sociologia a Trento ), in relazione soprattutto alle ormai prossime elezioni provinciali del 26 ottobre.

    Appunto riguardo le elezioni alla fine si farà la lista tra SD e PRC che si chiamerà ” Sinistra del Trentino ” con come candidato Agostino Catalano, attuale consigliere in Provincia e regione per il PRC ( vendoliano) ed ex candidato al Senato per il collegio di Trento della Sinistra Arcobaleno, con un risultato di molto superiore alla media nazionale.
    Lo stesso Catalano definisce la lista ” non un semplice biciclo ” ma un progetto di lunga durata
    (http:!!www.ladige.it/news/a_portale_lay_notizia_oi.php?id_cat=4&id_news=7857) il che, apparentemente, potrebbe contrastare con i risultati del congresso del PRC stesso: se a Bolzano tutti gli iscritti si sono astenuto e a Trento ( Città e provincia ) ha prevalso, non di molto, la linea di Ferrero-Grassi, con una buona affermazione delle minoranze.
    Proprio le minoranze però possono essere definite un po’ sui generis e ciò spiega la messa in campo di un progetto con SD.
    Il simbolo della lista ( che tra l’altro riprende la rodata esperienza bolzanina della ex lista provinciale DS-PRC-SDI ed ora PRC-SD-PS ) dovrebbe vedere la presenza dei due simboli dei partiti, SD e PRC, in piccolo che però, sfumandosi, si compenetrano; un artifizio grafico che non nuoce ed un segnale politico che non dispiace,
    Lo scontro ” vero ” sarà tra due titani: l’intramontabile Lorenzo Dellai, chiamato ” Il principe “, e l’astro della Lega trentina, Sergio Divina ( quello dei vagoni ” speciali ” per extracomunitari, sempre per intenderci ).

    Altro dato importante è che anche il Sindaco Pd di Trento, Pacher, ( oltre che sindaco anche segretario regionale del PD) si dimetterà per partecipare alle provinciali ( capolista PD) e quindi in primavera ci saranno le le comunali. Il PD ha candidato inoltre Dorigatti, sindacalista Cgil che sembrava potersi candidare con la lista di sinistra.

    I verdi di Marco Boato, con la loro denominazione territoriale ” Verdi e Democratici- Democrazia ed Autonomia “, sostengono Dellai. Il che è in linea con le dichiarazioni rilasciate da Boato stesso all’indomani dello tsunami elettorale, la Sinistra Arcobaleno era un progetto a cui i Verdi erano stati ” piegati ” ed era fallimentare fin dall’inizio . Facendo una considerazione personale dico che Boato non aveva usato queste parole alla serata conclusiva della passata campagna elettorale politiche al teatro S, Chiara di Trento…..

    Concludo con alcune considerazioni generali sulla Costituente, la prima è non facciamoci del male.
    In questo momento tutto ci possiamo permettere meno che ulteriori litigiosità e quindi sull’11 ottobre pratichiamo la piùampiaunitarietà possibile, senza però accettare alcuna subalternità a qualsivoglia partito: dobbiamo essere soggetto costituente della nuova sinistra, a fianco dei partiti e non nei partiti, non siamo figli di un dio minore.
    La seconda è sui tempi: è vero che la fretta nuoce quasi sempre (SA docet), ma anche l’eccessivo perder tempo e il lassismo nuociono ( e sempre SA docet!), l’elenco delle occasioni sprecate è lungo e non tutto il nostro popolo ( ammesso che come aggregato politico e culturale questo popolo esista ancora ) non è composto solo da interessati costituenti o politici di professione. Noi di tempo per discuetere ne abbiamo, ma la sinistra per molti rappresentava una necessità immediata, un punto di riferimento sempre presente ed in grado di rompere le iniquità quotidiane, di interagire e modificare il reale: la sinistra o si da all’analisi concreta di problemi concreti ( intuizione leninista peraltro e quindi non nuovismo dell’ultima settimana), prospettando soluzioni o può sperare al massimo di un posto al museo delle cere.
    Ultimo, la necessità di tornare a valorizzare le tematiche del territorio, perché quelli sono i famosi problemi concreti: e allora si va dalla Tav al Dal Molin, al Mose, alle basi militari fino ai problemi di quartiere, di cicoscrizione. Si arriva a quello che la Linke ha fatto in Germania: battaglie politiche sulle piscine pubbliche per i bambini.
    E proprio la Linke viene accusata,a volte, di non possedere un programma ” massimo “….dati i risultati crediamo sia meglio darsi alla sinistra del fare o trasferirci definitivamente sulle nuvole ?

    Giovanni Cadioli – Montichiari (BS)/Trento

  19. romololeft said

    io non vi capisco proprio compagni…Ma vi rendete conto che non c’è molto oltre rifondazione?con la costituente avremmo cambiato solo nome e sarebbe stato un errore gravissimo.Quella parola “comunista” rappresenta il cambiamento, l’anticapitalismo e la radicalità che contraddistinguono il nostro partito.La sinistra per essere unita non ha bisogno di un partito unico ma di lotte comuni e unità sui contenuti,insomma bisogna fare un movimento di popolo con dentro associazioni ,sindacati, partiti, movimenti,ognuno con la ua identità ed autonomia.Per me questa è vera unità,non un nuovo partito(che sarebbe stato tutt’altro che unitario)per giunta non comunista,che ha all’interno gente che non può stare dentro rifondazione ma che è stata fino a ieri in uno sgorbio social democratico mal riuscito come i DS.Saluti a tutti i compagni del blog…

  20. Franco said

    Appunto….DUEMILACOSTITUENTI….non ne bastava una???

  21. SINISTRA DEL TRENTINO said

    LA SINISTRA DEL TRENTINO UNISCE PRC E DEMADONNA

    RIFONDAZIONE COMUNISTA E LA SINISTRA DEMOCRATICA, CHE E’ LA COMPONENTE DI MUSSI USCITA DAI DS PER NON CONFLUIRE NEL PD, SI PRESENTERANNO INSIEME ALLE ELEZIONI IN UNA UNICA LISTA,CHE SI CHIAMERA’ ” SINISTRA DEL TRENTINO “.

    Rifondazione comunista e la Sinistra democratica, che è la componente di Mussi uscita dai Ds per non confluire nel Pd, si presenteranno insieme alle elezioni in una unica lista, che si chiamerà ” Sinistra del Trentino “.
    Il simbolo è ancora da perfezionare, ma in sostanza avrà la scritta Sinistra del Trentino e i due simbolini di Rifondazione e della Sinistra Democratica, che si uniscono.
    ” Non sarà una bicicletta – precisa il consigliere provinciale Agostino Catalano, che sarà anche il candidato presidente della nuova alleanza a sinistra – per questo anche graficamente non si vedranno i due simbolini appaiati ma un’idea di convergenza “.
    La decisione sulla lista unitaria è stata presa ieri quasi all’unanimità – un solo contrario – dal comitato provinciale di Rifondazione.
    ” Avremo una lista con nomi importanti – sostiene lo stesso Catalano – e soprattutto come sponsor pwersonalità della sinistra trentina e del mondo del volontariato che ci sosterranno nella campagna elettorale “.
    Tra questi ci sarà molto probabilmente l’ambientalista Luigi Casanova, che alle ultime elezioni politiche si era candidato nel collegio senatoriale della Valsugana per la Sinistra Arcobaleno.
    Catalano non risparmia una frecciatina a Bruno Dorigatti, il sindacalista che ha abbandonato i ” compagni ” per accettare la proposta di candidatura che gli è stata offerta dal Partito democratico.
    ” Noi – dice Catalano – non avremo sindacalisti in lista perché loro si candidano solo se hanno la garanzia dell’elezione, anche se ora con la presenza di Pacher nella lista del Pd credo che sarà per tutti più difficile essere eletti, soprattutto se, come pare, Andreolli farà la sua lista portando via voti al Partito democratico e non certo a noi “.
    Visto che Catalano, come nel 2003, sarà il candidato presidente è pressoché scontato che a guidare la lista sia il leader della Sinistra Democratica in Trentino, che è l’ex sindacalista della Cgil e ex presidente dell’Apran, Ferruccio Demadonna.
    ” Non abbiamo ancora parlato di capolista – osserva Catalano – ma è molto probabile che si pensi ad una testa di lista e Demadonna potrebbe essere la persona giusta “.
    Nei prossimi giorni saranno definite le candidature.
    ” Rifondazione – sostiene Catalano – avrà una presenza minoritaria perché vogliamo aprirci anche alla Casa della sinistra della val di Non e a persone che oggi non si riconoscono in alcun partito della sinistra “.

    Fonte: l’Adige.it, Quotidiano Indipendente del Trentino Alto Adige

    7/9/2008

  22. SINISTRA DEL TRENTINO said

    Noi, per esempio, in Trentino, ne vogliamo fare solo una di Sinistra.
    Se poi in Italia, in questo momento, si muovono tante iniziative per costruire una Sinistra unita e plurale questo va benissimo.
    L’importante è stringere quanto prima e raggiungere l’obiettivo.
    Non ci spaventa la pluralità delle iniziative, riusciremo a trovare la sintesi.
    Quello che ci fa paura è la chiusura identitaria ed inutile dei partiti oggi esistenti.
    Non serve.
    Ci farà estinguere.
    Ieri in tutti i TG nazionali ho visto Antonio Di Pietro ( pensa tu Antonio Di Pietro !!!), con tanto di megafono, che arringava i lavoratori dell’Alitalia.
    E questo la dice lunga sulla capacità delle ” maggioranze ” che hanno ” vinto “i congressi del PRC, del PRC, ecc.
    E sugli attuali ” dirigenti “.

  23. mau68- trentino? said

    è abbastanza strano portare come esempio costituente l’esempio del Trentino, dove la mozione 1 ha superato il 55%…

    l’alleanza elettorale in trentino è la tipica “bicicletta” che in molte occasioni il Prc ha utilizzato (come anche il triciclo), che al di là delle dichiarazioni del candidato presidente (la cui candidatura è tra l’altro la dimostrazione della volontà unitaria dei così detti “identitari” che con i loro “numeri” congressuali avrebbero potuto operare altre scelte) non prefigura alcuna scelta costituente!

    tra l’altro questa “volontà unitaria” mostrata dalla maggioranza “identitaria” trentina sembra “dirla lunga” su chi (leggesi aderenti moz 2) continua a dipingere gli aderenti della moz 1 composta da chi non persegue unità di intenti sul territorio…

  24. mauspezz said

    Compagni mi dispiace ma siete nel torto.
    Cosa pensate di fare un altro partitino del miserabile 0,?
    Mi sbaglio o avevate detto che non volevate scissioni?
    Chi ha le palle resta nel partito e lotta, non fa lo sguattero di Veltroni o D’Alema.
    E’ una vita che sono minoranza nel partito, da quando militavo nel PCI, ma ho continuato tranquillamente ad esserci, senza scappare come fate voi, intenti a seguire chi ha fatto morire questo partito.
    Dispiace solo che Nichi si sia prestato al giochino di Bertinotti, Giordano Migliore ed altri che ci hanno affossati.
    Vergognatevi un po’ e buona fortuna. Sarete l’ala chiacchierona del PD.
    Maurizio Spezzano, segretario del circolo PRC, Labico

  25. rifondazioneperlasinistra said

    @Mauspezz Caro compagno segretario, non mi vergogno neanche un po’ di ciò che penso, delle mie idee. piuttosto credo che si debbano vergognare compagni che hanno messo insieme ‘patate e cipolle’, come si diceva alle elementari, per prendere in mano un partito che, in questa maniera, è destinato a scomparire. Altro che ala chiacchierona del PD. Buona fortuna a voi ed al vostro ruolo di testimonianza.

  26. Marco Renzini said

    Lo so bene che la ” linea politica ” di Ferrero per quanto riguarda le realtà locali ( Regioni, Province, Comuni ) è: ” valuteremo caso per caso “.
    Che detto tra noi non è una ” linea politica “, ma solo un espediente per tenere in piedi la sua attuale maggioranza.
    Le linee politiche serie sono quelle che hanno un indirizzo preciso rispetto al quale ci sono poi le dovute eccezioni.
    Non il contrario.
    Mi rendo conto che Ferrero, su questo, ma anche su tante altre questioni, non si può permettere il lusso di fare tanto lo schizzinoso o il rigoroso.
    Chi ci manda , per esempio, a spiegare nella mia regione ( l’Umbria ), dove governiamo con il PD SEMPRE E COMUNQUE, che, nei prossimi due anni, dovremmo andare da soli e quindi abituarci anche , in alcune situazioni, a fare una sana opposizione ?
    Ci manda Bellotti ?
    Me la immagino la reazione di questa classe dirigente ” dura e pura ” che in larga parte ha votato per la mozione 1 !
    E che è al governo della regione, di due province su due, di quasi tutti i comuni, compresi i due capoluoghi Perugia e Terni !
    E che spesso ha anche fatto bene, aggiungo.

    Poi, per quanto mi riguarda, tutte le volte che riusciamo a fare seriamente un passo in avanti nella direzione di una unità della Sinistra faccio sempre grandi salti di gioia.
    Biciclette, tricicli, monopattini, pedalo?
    A prescindere, come diceva spesso Totò.

    Sarà anche per motivi anagrafici o forse anche per presunzione ma credo di avere l’idee chiare sulla fase storica che stiamo vivendo e sulla drammaticità della situazione generale.

  27. mau68- vendola non firma? said

    Una Costituente, Vendola non firma…?
    da aprile: Domani, con inizio alle 10.30, presso la Casa delle donne in via della Lungara 19 a Roma, si riuniranno in un “seminario a porte chiuse” una cinquantina di personalità che hanno aderito all’appello di Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra democratica, sulla necessità di ritessere i fili unitari dopo l’insuccesso della lista Sinistra-Arcobaleno nelle elezioni politiche dello scorso aprile…
    Ma qual è l’obiettivo di questo seminario? “Deve ripartire subito la proposta di una costituente della sinistra. E bisogna che il nuovo percorso, a differenza del passato, faccia dei passi in avanti con chi è d’accordo nel superare le antiche appartenenze. Per questo usciremo dal seminario con un documento comune”, dice Antonello Falomi, Sd.
    L’idea di un documento comune da sottoscrivere da parte di tutti i partecipanti al seminario non è però così scontata. Vendola, Giordano e Migliore sembrerebbero infatti intenzionati a non firmare nessun testo vincolante politicamente. “In ogni caso, questo appuntamento è una occasione importante per ricostruire un tessuto unitario che porti alla costituente della sinistra”, dice Gennaro Migliore, ex capogruppo di Rifondazione alla Camera.
Più che a documenti unitari con le altre forze della sinistra che potrebbero suonare come strappi rispetto alla nuova segreteria del Prc di Paolo Ferrero, la minoranza di Rifondazione punta alla ripresa dei rapporti a sinistra. Un altro appuntamento è l’assemblea che la minoranza di Vendola ha indetto a Roma per il prossimo 27 ottobre.

  28. Marco Renzini said

    L’ala chiacchierona del PD sarai tu, Maurizio.
    Col PD a Labico ci avresti governato volentieri se vincevate le elezioni ?
    O no ?
    Eri anche capolista ?
    Se sbaglio correggimi, ovviamente.
    Prima di emettere giudizi inappellabili e anche ridicoli sugli altri come sempre è bene controllare prima la situazione a casa propria.
    Io ho votato la mozione 2, sono per una SINISTRA UNITA E PLURALE, resto ovviamente dentro il PRC e soprattutto ho comunque rispetto e attenzione per chi nel partito la pensa diversamente da me.
    Ma va anche bene così…. un po’ di sana polemica non guasta mai….altrimenti ci addormentiamo del tutto…. ciao

  29. mau68- scissione in piemonte said

    Lo strappo da Rifondazione: per la Costituente di Sinistra.
    Domenica 21 Settembre 2008 22:25
    Abbiamo deciso, con Sergio Vallero – Presidente del Consiglio provinciale -, di ritenere conclusa la nostra esperienza politica dentro Rifondazione Comunista. Le motivazioni sono molteplici e comunque saranno riprese in varia maniera dagli organi di stampa, oltre ad essere oggetto di una prossima conferenza stampa. Il motivo principale resta comunque la convinzione che non sia possibile derogare oltre la costruzione di una Costitutente della Sinistra, di una nuova possibilità di ricostruire la Sinistra in tempi politicamente utili, pena la completa emarginazione delle nostre ipotesi politiche all’interno della società, come peraltro sta già avvenendo. Penso che questo sia il momento in cui superare le incertezze e i tatticismi, che rappresentano oramai il segno di una paura politica imperdonabile. Ognuno di noi, nei diversi momenti della vita, può scegliere di rompere gli indugi ed agire o di attendere, vedere come vanno le cose e lasciarsi trasportare dalle decisioni di altri. Nessuno sceglie sempre la stessa opzione. Oggi scelgo semplicemente, insieme ad altri, di essere conseguente alle mie idee e di non far decidere, attendisticamente, altri al posto mio. Esercito il diritto di giudicare nella mia coscienza ciò che ritengo giusto ed ingiusto, perché anche la disciplina di un partito non può spingersi fino a distruggere la coscienza della propria personalità individuale. Questa facoltà di giudizio morale è un diritto, o, meglio ancora, un dovere che non è possibilein nessun caso delegare ad altri.
    Domattina mi confronterò con il Presidente della Provincia di Torino rimettendo a disposizione le deleghe assegnatemi, per valutare politicamente se interrompere o meno il rapporto fiduciario che è alla base delle relazioni tra un Presidente ed i propri Assessori. Con molta serenità.
    Dorino PIRAS , Assessore Ambiente prov. Torino

    anche un primo commento all’uscita:
    Alberto – PRC Ivrea (TO) :
    Rispetto la posizione scelta, non ne condivido la strategia e il momento
    attuativo; ritengo infatti che le/i compagne/i che non si ritrovano nel PRC del
    dopo-congresso debbano scegliere se stare nel partito o meno, avrebbero dovuto
    anzi farlo non appena terminato il Congresso se il partito non fosse stato piu’
    rappresentativo delle proprie convinzioni, del proprio agire.
    Ritengo grave il
    permare nel partito e inopportuna la creazione di un nuovo gruppo in Provincia:
    ricorda che tu sei stato eletto anche grazie ai voti di compagne e compagni che,
    certamente, non avrai contattato personalmente per prendere questa decisione.

  30. MAURIZIO ZIPPONI: L'11 OTTOBRE SARO' IN PIAZZA MA QUEL CORTEO NON MI CONVINCE said

    L’11 OTTOBRE SARO’ IN PIAZZA MA QUEL CORTEO NON MI CONVINCE.

    TROPPE COSE NON SONO CHIARE.
    E POI VORREI CHE SI APRISSE UN DIALOGO CON QUELLI DEL 26 OTTOBRE.

    Maurizio Zipponi

    Ho aderito all’appello che lancia la manifestazione dell’11 ottobre convinto della necesità di fronteggiare una destra sociale e politica sempre più aggressiva.
    Questo appuntamento, però, rischia di essere poco sentito e partecipato ( come poco sentite e partecipate sono state le ultime iniziative che abbiamo messo in campo, momenti più di testimonianza che di lotta, utili solo ad un ristretto gruppo dirigente con la necessità di autoaffermarsi ), una sorta di ” scimmiottatura ” della grande manifestazione del 20 ottobre 2007.
    Dobbiamo guardare in faccia la realtà, anche quando non ci piace.
    E la realtà ci dice che il mondo del lavoro non si rivolgerà a sinistra, a meno che la sinistra non reimpari a leggere i processi e ad intervenire in modo autonomo nelle trasformazioni, a meno che non ricominci ad incidere concretamente nella vita delle donne e degli uomini e a conseguire risultati.
    A meno che la sinistra non riesca – per citare il pensiero espresso da Trentin nel bel filmato di Silvano Agosti – a cambiare il quotidiano, che per un lavoratore significa riuscire a mettere in discussione, anche su una piccola cosa, il comando dell’impresa.
    Senza questa capacità e senza un progetto per il futuro che parli di unità più che di identità non riusciremo a riconnetterci con chi ci poniamo l’obiettivo di rappresentare.
    Credo non sia più il tempo dei proclami, delle manifestazioni per manifestare, degli appuntamenti senza piattaforme chare, solo per titoli.
    Leggendo i nomi dei promotori dell’11 ottobre ( me compreso ) salta agli occhi un limite: le differenze.
    Differenze rispetto al recente passato ma, soprattutto, rispetto al futuro prossimo.
    C’è chi ha sostenuto il protocollo del 23 luglio 2007 sul welfare e il mercato del lavoro e c’è chi si è battuto perché avesse altri contenuti.
    C’è chi ha espresso un giudizio positivo sul rinnovo del contratto nazionale del lavoro dei metalmeccanici e chi negativo.
    C’è chi ha considerato la stabilizzazione dei precari della scuola ( pur scaglionata nel tempo ) un piccolo risultato della sinistra nella scorsa legislatura e chi una clamorosa ” svendita ” ( alla faccia di quello che sta succedendo oggi, con il rischio di licenziamento di 85mila insegnanti ).
    Questo è il recente passato, poi viene il nodo di fondo: la prospettiva.
    C’è chi pensa di sconfiggere la precarietà con un referendum contro la legge 30, cosa molto di sinistra a parole ma clamorosamente di destra per i suoi effetti sui lavoratori, perché si trasformerebbe nella pietra tombale della lotta alla precarietà e c’è chi quotidianamente, a fatica, dentro i luoghi di lavoro cerca di conquistare accordi che portino alla stabilizzazione dei lavoratori ” a scadenza “.
    C’è chi ingaggia battaglie a viso aperto, sui contenuti, perché le grandi organizzazioni sindacali tornino a rappresentare il mondo del lavoro con i suoi mutamenti, e chi vorrebbe organizzare ” micro aree ” dentro alla Cgil.
    C’è chi, sentendosi ” avanguardia ” vorrebbe insegnare ai lavoratori che fare e chi pensa che ai lavoratori vada riconsegnata la possibilità di conoscere, di intervenire sulla propria condizione, di affermare la propria soggettività attraverso la democrazia.
    C’è chi aspetta il ritorno ” dei bei tempi andati “, e chi ritiene che la costruzione dell’agire collettivo dei lavoratori non possa prescindere da un nuovo modello di sviluppo.
    C’è chi pensa che la sinistra si ricostruisce solo attorno all’affermazione dell’identità comunista ( vai a sapere quale, oggi ), e chi pensa che partendo dalla forza di una propria autonoma idea di società e di sviluppo si debbano ricercare possibili alleanze per migliorare le consizioni di lavoro e di vita.
    Siamo diversi.
    Accomunati dall’individuazione dell’avversario ma non da una visione collettiva e da una proposta.
    Per questo – oltre che per la concomitanza, nella stessa giornata e nei giorni immediatamente successivi, di altri appuntamenti – sento forte che il rischio che la manifestazione dell’11 ottobre, al di là delle intenzioni dei promotori, sia solo un momento di protesta inefficace, lasciando che la mobilitazione organizzata al Circo Massimo dal Partito democratico appaia come l’unico momento di opposizione di massa alla destra sociale e politica. Una opposizione che il Pd sta facendo solo a parole. Un Partito democratico dal quale ci separa la sua dichiarata equidistanza tra imprenditore e lavoratore ( che tradotto significa stare dalla parte del più forte ).
    Siamo in una fase buia e pericolosa, di restringimento degli spazi democratici, di riduzione dello stato sociale, di attacco al sindacato, di crisi finanziaria e produttiva, di pesanti ristrutturazioni: ci sono Alitalia, Telecom e le centinaia di aziende che in ogni settore chiudono e licenziano.
    Possiamo subire questa fase, oppure contribuire alla ripresa del conflitto sociale.
    Possiamo chiuderci, oppure fare in modo che gli ineteressi dei lavoratori entrino in contatto con un serio progetto politico costituente.
    Subito.
    Oggi.
    Perché i grandi cambiamenti economici e nei rapporti tra le classi dei prossimi mesi possono rappresentare un pericolo oppure un occasione,
    L’11 ottobre scendiamo in piazza. Poi ci sarà il 25 ottobre, in un’altra piazza.
    E’ possibile che le due piazze si parlino in modo da creare nel paese le condizioni perché un grande sciopero sul salario, precarietà e contro i licenziamenti non solo venga indetto, ma sia un evento in grado di incidere sulla realtà ?

    Liberazione

    23/9/2008

  31. TORINO: SE NE VANNO DAL PRC, DAL PDCI, DAI VERDI.... said

    Per dare una informazione precisa a chi non vive a Torino e in Piemonte:

    Se ne sono andati dal PRC Sergio Vallero, presidente del consiglio provinciale di Torino, l’assessore Dorino Piras e inoltre il consigliere provinciale Mario Corsato del PDCI e anche il consigliere provinciale dei Verdi Valter Giuliano.

    Il commento di Luca Robotti, capogruppo in consiglio regionale del PDCI, parla di ” una nuova opportunità per costruire la sinistra unita “.

  32. nonviolento said

    Certo che non capisco, non capisco chi di fronte a mesi di inattività scrive qua sopra che la colpa è dei compagni/e della mozione due, ridicolo, quando mai un gruppo di compagni/e può paralizzare la voglia e l’intenzione del fare di altri? Forse abbiamo chiuso a chiave le sedi? Forse abbiamo sabotato ofset e compiuter? O abbiamo impedito fisicamante agli altri compagni/e di operare attraverso sequestri e altre forme di violenza? Certo prima di scrivere certe studidaggini si dovrebbe riflettere un poco, ma è del tutto evidente che queste cose sono scritte ad uso e consumo di chi invece del confronto teso, crudo ma leale, vuole il sangue. Chissà quanti/e duri e puri saranno pronti a sottoscrivere che il partito non ha fatto nulla e non sta facendo nulla perchè i cattivoni della due ne bloccano l’iniziativa, quasi fosse compito di una monoranza dare la linea politica e non della maggioranza. Di fronte all’incapacità di argomentare, si cerca la guerra per bande, un classico dei metodi di certa sinistra e soprattutto di certi comunisti. La manifestazione dell’11, che tutti cerchiamo di fare grande, è però secondo il mio parere un profondo errore politico. Primo perchè la si vuole caratterizzare con una troppo forte impronta identitaria che allontanerà molti e molte, secondo perchè di fronte ai numeri scarsi di partecipazione, l’altra sera su 82 del CPF erano presenti 65 compagni per eleggere il segretario e con numeri da bulguri della uno il segretario è stato eletto con solo 41 voti e ben 22 contrari a fronte di sole 11 presenze della mozione due. Queste ciofre la dicono lunga sulla situazione attuale del partito. Ma si è voluto fare la solita manifestazione di rappresentanza, per contarci. La mia idea, e non solo mia, è che sarebbero state meglio cento piazze. Una mobilitazione di cento piazze, o di più o di meno, in cui tutti coloro che hanno aderito unitariamante costruivano in contemporanea decine di presidi nelle piazze e nei quartieri delle varie città italiane e unitariamante si fossero posti in discussione e discusso con i cittadini. Di fronte alla recente sconfitta una iniziativa di questo tipo, con centinaia di gazebo unitari avrebbe avuto più comunità e socialità della solita sfilata per le strade di Roma. Si è preferito una specie di conta, la solita manifestazione per mostrare i muscoli e parlare fra di noi, invece che il cervello.Qualcuno scrive che non capisce le posizioni di quelli della due, c’è poco da capire, quando si sentono nelle riunioni dirigenti che presentanbo come linea politica la lista della spesa che cosa rimane da capire? Dobbiamo lottare contro questo e contro quello, avevamo forse bisogno che lui o lei ce lo dicesse? Non viviamo certo in una bolla da non sapere che è in corso l’attacco alla scuola pubblica, al contratto, ai diritti all’autonomia del politico, alla democrazia, cazzo leggiamo i giornali,lavoriamo in fabbriche, guardiamo la televisione, parliamo con la gente, queste cose le sappiamo, ad una riunione di federale, che non è un comizio, ma che riunisce, segretari di circolo, dirgenti o comunque i militanti più attivi e riconosciuti del partito, non si fa la lista della spesa, ma si danno linee politiche di intervento, si tratteggia una strategia, si formulano proposte alternative per le situazioni di crisi sulle quali il partito deve muoversi, si dà cioè una linea polirica,nulla di tutto questo avviene, nè nelle riunioni della periferia, nè nei comunicati del centro, questa è la mancanza di una linea politica, di strategia, di proposte poltiche ed è questo che paralizzza l’attività del partito. A sinistra, a sinistra si continua a ripetere, che cazzo vuole dire a sinistra, è una invocazione, un appello, che cosa è, tutto e nulla, che cosa c’è dietro questo a sinistra, quali progetti, quali strategie, quali indirizzi, quali proposte da offrire al popolo al nostro popolo? Nulla, oltre l’invocazione c’è il deserto. Ed allora cari compagni che non capite, dobbiamo continuare a camminare nel deserto, aspettando che da questa invocazione si risvegliono le masse? O dobbiamo tutti noi darci unna mossa e se una direzione politica dimostra incapacità dobbiamo trovarne un’altra? O pensiamo di poter andare ancora avanti nel nulla , soprattutto in un periodo di crisi finanziaria che prima o poi arriverà in pieno anche qui, con una recessione che darà la mazzata definitiva ai nostri magri salari, pensiamo ancora di traccheggiare, e per che cosa, per salvare un simbolo, una sigla, una casta di dirigenti a vita? E’ nostro obbligo, come uomini e donne della sinistra cercare altre strade, rispetto a quello che sono bloccate, ferme, chiuse nei loro recinti, che parlano a se stesse e non dialogano con alcuno. Lo dobbiamo non ai simboli, alle tradizioni, ai partiti, alle identità, lo dobbiamo al nostro popolo che in questo momento è abbandonato a se stesso e cerca di cavaserla come può e attenti compagni e compagne, mentre voi siete tutti presi a salvare le vostre identità, il nostro popolo deve sopravvivere e salvare se stesso e quando si tratta di sopravvivere, di continuare ad offrire ai propi figli ed alla famiglia scuola, libri, vestiti, cibo affitto o rata del mutuo, quando si tratta di sopravvivere, ed è per questo che sta lottando il nostro popolo, si va poco per il sottile e se qualcuno ti offre una via che almeno un minimo ti offre, allora si lasciano per strada ideologie, convinzioni di una vita e si sceglie il salvagente, anche se questo è targato destra. Che cosa è che non capite cari compagni e compagne?

  33. alberto said

    io ci sarò il 27

  34. OGGI FAUSTO BERTINOTTI A ROMA. said

    Ricordo a tutti i compagni e le compagne di ROMA e dei comuni vicini che oggi:

    GIOVEDI 25 SETTEMBRE

    ALLE ORE 18.30

    PARCO BRIN, PIAZZA BENDETTO BRIN

    IN OCCASIONE DELLA FESTA DI ROMA DI ” RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA ”
    CI SARA’ UN INCONTRO CON IL COMPAGNO

    FAUSTO BERTINOTTI

    INTERVISTATO DA ELISABETTA PICCOLOTTI E MASSIMILIANO SMERIGLIO

    SUL TEMA ” IL CAPITALISMO E LA SINISTRA “

  35. agostino catalano said

    provo a dare un contributo su quanto sta avvenendo alle elezioni provinciali in Trentino, dove sono indicato come candidato presidente della lista “la sinistra del trentino”.
    la lista è promossa da forze politiche come il PRC e Sinistra Democratica insieme ad alcune associazioni come la casa della sinistra e degli ecologisti della val di Non e da uomini e donne impegnati nel sociale.
    l’intento non è quello di mettere in campo una bicicletta elettorale nè un arcobaleno dimezzato, ma di proseguire percorsi politici verso la costituzione di un soggetto politico unitario della sinistra del trentino. questo diciamo nel documento che abbiamo approvato e questo tentiamo di sperimentare.
    e proprio di una sperimentazione si tratta. in questo senso in linea con il documento conclusivo del congresso che, preso atto che nessuna delle mozioni congressuali aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei consensi, rinvia ai territori la possibilità di una libera sperimentazione. noi stiamo tentando di procedere sulla strada dell’unità della sinistra avviando un processo di costituzione nei territori di case della sinistra, intese come luoghi di aggregazione, confronto, pratica del conflitto sociale e di esperienze di mutualità. tentiamo così di rafforzare ed innovare sviluppando democrazia e lavoro unitario.
    credo che abbiamo costruito intorno a questo progetto una lista piuttosto ricca e autorevole. non abbiamo voluto cancellare le identità dei soggetti promotori i cui simboli sono presenti in basso nel simbolo della sinistra ma è evidente che andiamo a queste elezioni pensando al futuro, quindi a quello che tutti auspichiamo: proseguire il processo di costruzione dell’unità della sinistra di alternativa nel nostro territorio.
    questo processo lo abbiamo assunto già in sede congressuale con un documento approvato con una sola astenzione e la lista unitaria è stata approvata dal cpf con due soli voti contrari.
    questo è il senso del doppio esperimeno che portiamo avanti: 1)non paralizzare la nostra attività politica sulla base delle divisioni congressuali 2)non rinunciare a sperimentare percorsi di unità a sinistra, che tutti e tutte riteniamo necessari ed urgenti.
    tutto liscio? nemmeno per sogno,nessuna azione di disturbo locale e nazionale? successo assicurato? magari. possiamo dire che noi ci stiamo provando e così facendo offriamo questa esperienza a chi è interessato.
    in ultimo aggiungo che il PDCI a questo processo ha rifiutato di partecipare e si presenta da solo, il loro rifiuto, che rispettiamo, ci rattrista ma se ora preferiscono rimanere fermi al margine della strada chissà che (tanto più se ci andrà bene) molti iscritti non decidano di raggiungerci, li accoglieremo con gioia.

  36. nonviolento said

    Immaginate se tutto il PRC fosse come quello descritto da Agostino catalano. Provate a chiudere gli occhi e potreste vedere che nell’immediato quasi il 40% dei commenti astiosi di qyesto blog scomarirebbero, nessuno della mozione due si sentirebbe come il parente ospitato che dopo tanti giorni, come dice il proverbio, comincia a puzzare. Che accade in fondo in trentino, accade quello che anche noi vogliamo, l’avvio di un processo di ricomposizione della sinistra, in questo caso approfittando di una scadenza elettorale, ma che, come dicono le sue stesse parole va oltre, va verso la costituzione di luoghi della sinistra, luoghi che una volta creati saranno gestiti efrequentati dalle varie entità polytiche eassociative, si sta creando sinergia fra le forze della sinistra. Un atteggiamento di questo tipo non evoca abbandoni, non evoca scissioni, perchè non ne ctrea le premesse individuali, generali e poltiche. Ora mi chiedo i comapgni del trentino hanno dato la maggioranza assoluta dei consensi alla mozione uno, non sono dei Vendoliani, ma n mi sembra che la loro pratica poltica si discosti in modo assuluto dal fare politico della stragrande maggioranza dei luoghi dove la uno governa, compreso il nazionale. La loro è una pratica che annulla il congresso ed i suoi veleni, annulla le diferenze,, ma soprattutto annulla le identità, e la autoesclusione del PdCI la dice lunga su questo, non so se Diliberto visitando il trentino possa dire, come ha detto a Gubbio, che si sente a casa sua. E sono confortato dal fatto che la teoria , da qualcuno qui esposta, cioè della bicicletta elettorale, per giustificare quella lista elettorale, non sia stato negata dal solito “violento”, ma da fonte molto più autorevole e difficilmente contestabile. Non è quindi una bicicletta, ma una proposta poltica per lìoggi eper l’avvenire. Che dire a questo punto, grazie ai compagni ed agli amici del trentino.

  37. mau68- trentino??? said

    risultati del congresso in trentino:

    MOZIONE 1: 55,6 per cento
    MOZIONE 2: 19,4 per cento
    MOZIONE 5: 16,7 per cento
    MOZIONE 4: 6,9 per cento
    MOZIONE 3: 1,4 per cento

    cioè le mozioni contro la costituente hanno l’ 81 per cento dei consensi…

  38. nonviolento said

    Con i numeri sei mun grande, come ragionamento zero. Dealla serie non hai capito nulla di quello che ho scritto, ho forse negato il fatto che la mozione uno avesse la maggioranza, no, lo ho scritto. Ho scritto altre cose, che però a te non interessano, chissà se le leggi, ho i miei dubbi, tu sei qui solo per rompere i santissimi, null’altro. Purtroppo dovremo convivere con la tua presenza, un po’ come si fa nei vecchi castelli con i fantasmi.

  39. mau68- trentino??? said

    questo è il documento e il comunicato del candidato (moz 2) alla presidenza nel trentino:

    Cara compagna, caro compagno, come avrai appreso dalle notizie sui giornali, Rifondazione comunista, la Sinistra democratica, la Casa della Sinistra della Val di Non e persone di sinistra che non fanno riferimento ad alcuna organizzazione politica si presenteranno insieme alle prossime elezioni di ottobre in un’unica lista che si chiamerà “la Sinistra del Trentino”.

    Questa alleanza si propone obiettivi ed azioni concrete e si basa sul comune desiderio di opporsi ad improduttive ed anacronistiche purezze ideologiche, spesso in contrasto con disinvolti comportamenti politici.
    Ci sono questioni reali da risolvere che investono la nostra terra, situazioni di disagio da osteggiare, problemi quotidiani che gli altri non considerano o non affrontano: “la Sinistra del Trentino”, senza alcuna garanzia di elezione, intende farlo. Abbiamo la speranza di combattere le nuove povertà, la precarietà, la paura, vogliamo denunciare i ritardi e gli abusi: è una sfida difficile ma c’è lo spirito e ci sono le energie per affrontarla.

    Abbiamo unito le forze con coloro che hanno ancora il cuore a sinistra ed intendiamo colmare il distacco tra cittadini, istituzioni e politica: basta classi privilegiate, onnipotenti ed intoccabili, basta politici camaleontici che sfruttano lo scoramento democratico ed agiscono fingendo d’interpretare il risentimento dei cittadini, nutrendolo per avvantaggiarsene. Il nostro cuore, sia pur ferito, non ha mai smesso di battere per ciò in cui crede e vuole riappropriarsi della propria identità, della propria appartenenza, della propria cittadinanza.

    Vogliamo creare canali di dialogo, di scambio, di incontro, costruire momenti e spazi comuni in cui muoversi, consapevoli dell’importanza della propria e dell’altrui libertà ed informati sui nostri diritti ed i nostri doveri.

    Vogliamo riprendere un processo di crescita civile, farlo serenamente, responsabilmente, orgogliosamente, ritrovare il senso delle istituzioni democratiche nate dalla resistenza, contrastando la spettacolarizzazione e il marketing della politica.

    La sinistra ha pagato un tributo di credibilità, a causa delle difficoltà avute nel trasmettere il suo messaggio che l’ha fatta apparire vecchia e inutile: ora, con il nuovo soggetto politico “la Sinistra del Trentino”, troveremo insieme il linguaggio giusto per comunicare la voglia di rimboccarsi tutti le maniche per realizzare il mondo in cui vogliamo vivere e crescere. Un mondo che non si lascia sedurre da sorrisi ipocriti e che non si lascia spaventare dagli allarmismi creati ad hoc da coloro che, con la scusa di proteggere, vogliono in realtà soggiogare.

    Siamo convinti di poter affrontare tutti insieme questa nuova scommessa per costruire qui in Trentino una sinistra forte, popolare, utile, efficace e concreta, perché le ragioni della sinistra tornino ad essere quelle di chi ha a cuore la trasformazione di questa società.
    Un abbraccio a tutte e tutti.

    Agostino Catalano

  40. mau68- trentino??? 3 said

    ho postato la lettera aperta del candidato trentino perché sono abituato a discutere sui documenti e sui dati di fatto, piuttosto che sulle invettive e sull’insulto…

    come è evidente -al di là delle forzature del candidato (moz 2) che parla di <>-
    non vi è nessun accenno ad una costituente!!!

    pertanto chi vuole cercare di dire che in Trentino le mozioni che hanno oltre l’ 80% dei consensi abbiano “rinnegato” i documenti che hanno sottoscritto non sa di cosa parla…

    le/i compagne/i che pur hanno la maggioranza assoluta in Trentino hanno voluto riconfermare -per dare un senso di unità del Prc- come candidato il consigliere uscente (moz 2), sperando che lo stesso e i compagni della sua area sappiano apprezzare tale gesto fatto in nome dell’unità… non cerchiamo pertanto di travisare!!!

    chi è in minoranza netta -neanche il 20%- dovrebbe apprezzare questi comportamenti politici… non “tirare la corda” verso le convenienze della sua area (si spera… troppi dopo essere eletti hanno salutato il Prc e le opzioni su cui erano stati eletti!!!);

    per quanto riguarda il perseguire l’unità delle sinistre sul territorio, lavorare per costruire le “case della sinistra” o altri momenti unitari…
    ripeto: fanno parte del patrimonio della maggioranza attuale del Prc (assieme al NO al suo dissolvimento!!!)

  41. Roberto Brontolo said

    Caro Nonviolento,
    quelli come Mau68 sono quotidianamente qui a scrivere numeri (quelli che fanno comodo, ovviamente), a inviare brani di interviste o interventi (quelle parti che fanno comodo o che possono in qualche modo avallare le proprie tesi, ovviamente) perchè in fondo è solo questo che sanno fare. Una “sana” e “sacrosanta” lotta per l’egemonia politica interna, per la quale è ovviamente necessario individuare e perseguire un nemico interno, da additare come traditore dell’ideale e della tradizione ideologica…questo è l’unico campo sul quale cercano e sanno vincere (quando ci riescono, ma in genere sempre di vittorie di “Pirro” si tratta, vedi ultimo congresso del PRC). Chissà di questi numeri sulle mozioni congressuali, delle battute pronunciate dal “nemico interno” evidenziate dal nostro amico per dimostrare quanto sono cattivi e traditori quelli della “mozione 2”, chissà dicevo di tutto questo quanto frega qualcosa ai precari, agli immigrati, ai lavoratori e a tutti quelli con cui hanno annunciato di “voler tornare a parlare”, con grande sfoggio di capacità di analisi politica che ha come massima espressione l’attuale segretario del PRC. Il nodo della questione è soprattutto nell’avere un linguaggio ed una pratica politica che hanno come unici interlocutori proprio e solo noi stessi, ci parliamo tra di noi e tra di noi ci capiamo (e neanche sempre), come dimostra la nostra scomparsa dal parlamento e sempre di più dalla società in generale (ne siamo veramente consapevoli?). Non sono formule o somme matematiche la soluzione, come ha dimostrato l’esito delle ultime elezioni. Ma neanche il semplice ritorno ai “testi sacri”, alla “bandiera” alle forme e ai linguaggi di un passato glorioso ma pur sempre passato, come dimostra la storia e soprattutto ciò che accade tutti i giorni nel mondo reale, quello fuori dalle nostre finestre, nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, ecc..Tutti luoghi con i quali noi, comunisti ortodossi, comunisti eretici, libertari, rosso-scuro o rosso-sbiadito, borghesi o proletariautentici, comunisti finti, comunisti veri, fedeli alla linea, venduti al capitale, o di qualsiasi altra estrazione e sfumatura volete, ripeto tutti noi non sappiamo più interagire, capire, interpretare e comunicare. Dimostrami il contario caro Mau68, o pensi davvero che basti qualche comizio davanti le fabbriche o una “grande” manifestazione per tornare protagonisti nel mondo reale, quello fuori le nostre sezioni o i nostri blog?
    Qualcuno, in nome proprio di quei valori che appartengono al nostro dna e non superficialmente solo le bandiere e i simboli che tradizionalmente li hanno identificati, sta tentando di sperimentare e costruire nuove forme, luoghi e linguaggi. Piantatela di dire che sono le “poltrone” del PD ad interessare (ormai neanche mi offende più di tanto, tanto l’ho sentito dire…argomenti politici zero, ovviamente), non fate finta di non vedere quante persone, compagne e compagni, quanto impegno e sudore c’è dietro questo progetto politico. Dimostrateci piuttosto nella pratica politica quotidiana se abbiamo torto, il resto sono solo chiacchiere e slogan che ci siamo stufati noi, compagni e compagne, di ascoltare….figuriamoci i precari, gli immigrati, i lavoratori, ecc., ecc.

  42. mau68- eccone un altro said

    eccone un altro che “mente sapendo di mentire”… contro altri compagni
    ho sempre inviato tutti i documenti integrali richiesti… anzi ho dato comunicazione sulla moz 2 che neanche conoscevate… ma non mi sono mai inventato notizie, come qualcheduno che con sicurezza diffonde notizie “false e tendenziose”; vogliamo ricordare l’ultima su Liberazione!
    ebbene su un post misteriosamente sparito il sottoscritto affermava che ufficialmente i “conti gravemente in deficit” del quotidiano, il solito sicofante affermava che non era vero, che ero il solito mendace (non trascrivo le altre frasi…),
    ebbene ieri Sansonetti dichiarava testualmente (nell’intervista inviata dal sottoscritto integralmente): “ad oggi non ho ufficialmente i conti dal Cda” e oggi esce il comunicato del Cdr dei lavoratori di Liberazioni che affermano testualmente: “Ieri finalmente il partito editore e la società editrice ci hanno fornito dati complessivi sulla situazione economica e finanziaria della società”…

    allora caro violento 2 chi è che mente sapendo di mentire…

    altro dato… ho inviato integralmente il documento del Trentino in quanto secondo “bonzo violento” l’ 80% dei compagni del Trentino avrebbero aabbandonato le loro mozione per la costituente…

    insomma in un giorno ne ha sparate due grosse come una casa… e questo in nome dell’unità??? ma per favore…

  43. Roberto Brontolo said

    Mau68,
    questo tuo modo di storpiare nomi e nomignoli mi ricordano Emilio Fede e La Russa quando ai tempi del G8 di Genova chiamavano Agnoletto “Agnolotto” o giù di lì. Non sei tanto diverso, il tuo approccio e il tuo linguaggio non è diverso, e in questo c’è anche il motivo per il quale non abbiamo nulla da unire o mettere in comune con quelli come te….è fatica sprecata, anche perchè ribadisco, quando si dicono delle cose a volte, come nel tuo caso, ognuno capisce solo quello che vuole capire e prende dalle cose che dicono gli altri solo quello che vuole o gli interessa.
    Bye bye

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