Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

SINISTRA: UN SEMINARIO PER LA COSTITUENTE. MA VENDOLA PER ORA NON FIRMA

Posted by rifondazioneperlasinistra su 19 settembre 2008

(ASCA) – Roma, 19 set – Domani, con inizio alle 10.30, presso la Casa delle donne in via della Lungara 19 a Roma, si riuniranno in un ”seminario a porte chiuse” una cinquantina di personalita’ che hanno aderito all’appello di Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra democratica, sulla necessita’ di ritessere i fili unitari dopo l’insuccesso della lista Sinistra-Arcobaleno nelle elezioni politiche dello scorso aprile.

Tra i partecipanti (una cinquantina in tutto), spiccano i nomi di Alberto Asor Rosa, Mario Tronti, Gianni Rinaldini, Massimo Roccella, Paolo Hutter, Flavio Lotti, Moni Ovadia, Aldo Tortorella, Pietro Folena. Per quanto riguarda i partiti, oltre ai dirigenti di Sd, ci saranno Nichi Vendola, Franco Giordano e Gennaro Migliore della minoranza di Rifondazione, l’ex ministro Katia Belillo e il deputato europeo Umberto Guidoni per la minoranza del Pdc. Tra le adesioni all’iniziativa ci sono anche quelle di Rossana Rossanda, Stefano Rodota’, Luciano Gallino e Grazia Francescato che pero’ non saranno presenti a Roma a causa di precedenti impegni. L’invito non e’ stato allargato al Partito socialista del neosegretario Riccardo Nencini.

Nelle scorse settimane Fava aveva inviato una lettera ad alcuni intellettuali e ai rappresentanti delle altre forze della sinistra con l’obiettivo di ”rimettere in moto una prospettiva unitaria” accanto ”all’organizzazione di una opposizione democratica”. In questo percorso di ricostruzione dei rapporti unitari a sinistra c’e’ anche l’appuntamento della manifestazione del prossimo 11 ottobre, quando l’ex Sinistra-Arcobaleno si ritrovera’ in piazza insieme, anche se nello stesso giorno in cui l’Idv di Antonio Di Pietro ha indetto un analogo appuntamento di protesta contro la politica del governo.

Ma qual e’ l’obiettivo di questo seminario? ”Deve ripartire subito la proposta di una costituente della sinistra. E bisogna che il nuovo percorso, a differenza del passato, faccia dei passi in avanti con chi e’ d’accordo nel superare le antiche appartenenze. Per questo usciremo dal seminario con un documento comune”, dice Antonello Falomi, Sd.

L’idea di un documento comune da sottoscrivere da parte di tutti i partecipanti al seminario non e’ pero’ cosi’ scontata. Vendola, Giordano e Migliore sembrerebbero infatti intenzionati a non firmare nessun testo vincolante politicamente. ”In ogni caso, questo appuntamento e’ una occasione importante per ricostruire un tessuto unitario che porti alla costituente della sinistra”, dice all’Asca Gennaro Migliore, ex capogruppo di Rifondazione alla Camera.

Piu’ che a documenti unitari con le altre forze della sinistra che potrebbero suonare come strappi rispetto alla nuova segreteria del Prc di Paolo Ferrero, la minoranza di Rifondazione punta alla ripresa dei rapporti a sinistra. Un altro appuntamento e’ l’assemblea che la minoranza di Vendola ha indetto a Roma per il prossimo 27 ottobre.

da asca

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58 Risposte to “SINISTRA: UN SEMINARIO PER LA COSTITUENTE. MA VENDOLA PER ORA NON FIRMA”

  1. perché? said

    perché non firma?

    spiegatemi il perché

  2. C_Libre said

    Caro Vendola, e tutta la componente minoritaria di rifondazione ma che cosa aspettate, che Ferrero vi riconsegni il partito?
    Datevi una bella svegliata e decidetevi da che parte stare, questa è una buona occasione per ripartire, lasciate il partito delle mummie e venite a sostenere e a creare il partito nuovo, fresco, moderno e vitale della nuova sinistra del 21 secolo, senza etichette e senza simboli e senza SE e senza MA.
    Se lo hanno fatto i tedeschi che sono duri di comprendonio, perchè non dovremmo farlo NOI?
    Il popolo di sinistra e tanti Italiani scontenti questo aspetta, il resto sono solo chiacchiere e ritardi che rischiano di far affossare definitivamente la sinistra in Italia.

  3. Franco said

    Ma comeeeeeeeeeeee???? Ci hanno abbuffato da mesi con questa costituente e ora che forse si fa non firmano??? Sarebbe questa la grande credibilità di questi dirigenti, o forse è l’opportunismo di voler stare da tutte le parti senza prendere decisioni chiare?????

  4. Franco said

    Tranquillo Perchè?…tra non molto NONVIOLENTO verrà a spiegarlo a tutti, magari dopo avere ascoltato e tradotto la giustificazione di nikyta!!!

  5. elisa said

    Io credo che Vendola sia un dirigente che dimostra tutto il suo rispetto per gli iscritti che rappresenta. Anch’io non firmerei prima di aver sentito la mia gente, e questo potrà farlo il 27.

  6. To said

    Sono d’accordo con te elisa, ma credo anche che a questa riunione Vendola debba dare un forte segnale di chiarezza riguardo alla costituente della sinistra.
    Deve far capire chiaramente che la sua miozione allinterno del Prc è disponibile a costruire una nuova sinistra, altrimenti per la nostra cultura politica non ci sarà più futuro!

  7. elisa said

    To, capisco anche la lacerazione interna che c’è in molti di Rifondazione per la Sinistra che non vogliono lasciare certi compagni con i quali hanno fatto grandi battaglie e che hanno scelto un altro progetto. Quando all’ultimo Congresso sono uscita dai DS perché non condividevo la nascita del PD ho provato un grande dispiacere soprattutto ad allontanarmi da molti compagni con i quali avevo lavorato anche nel quartiere. Molti di essi credevono al progetto del PD , non hanno fatto una scelta di opportunismo, altri non hanno rinunciato alla loro storia ed a una vita per il partito che hanno sempre seguito ciecamente, con fede, da PCI, PDS, DS e PD. Ma credo che ad un certo punto, occorra con dispiacere, con dolore, tagliare il cordone ombelicale

  8. enricopescosolido said

    Ognuno ascolti chi deve ascoltare ma infine si dia un segnale chiaro e coerente.

  9. Marco Renzini said

    Fermo restando il fatto che per il momento stiamo discutendo solo sulle delle notizie di agenzia e che quindi dovremmo aspettare i fatti concreti prima di criticare o condividere cosa viene fuori da questo seminario nazionale di oggi a Roma, credo che abbia ragione Elisa.
    Vendola , Giordano, Migliore, per poter fare una qualunque scelta, che non sia solo a titolo personale, debbono conoscere e valutare bene l’opinione degli iscritti e simpatizzanti che in tutta Italia hanno aderito o si riconoscono in RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA e nel suo progetto politico.
    L’occasione per avere le idee più chiare è sabato prossimo 27 settembre, a Roma, durante l’assemblea nazionale della nostra area politico-culturale. Del resto voglio far presente che ci sono numerose riunioni in corso o previste nei territori la prossima settimana.
    Anche io questa sera, per esempio, andrò ad una assemblea di RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA dove ci saranno molti compagni e compagne di alcuni comuni dell’Umbria e dove si parlerà ancora di questa ” Costituente della Sinistra “.
    La prossima settimana ne faranno un’altra a Perugia.
    Mi pare giusto e ragionevole quindi che le scelte di chi svolge un ruolo dirigente debbano essere innanzitutto partecipate e largamente condivise dalla base.

  10. gerard said

    Io davvero non capisco che cosa stanno aspettando, sembra davvero che Vendola e Giordano giochino al gioco delle carte. Si la costituente , un processo dal basso, bla bla bla e poi? Quando è il momento di darci un segnale politico chiaro si nascondono dietro la solita retorica sentita e risentita in ogni occasione da almeno 1 anno.
    bho, davvero sconcertante

  11. Walter P. said

    Salve Rifondazione, vorrei proporti di partecipare ad un progetto per un aggregatore di blog wordpress e non. Trovi tutte le informazioni su http://federazione.wordpress.com/2008/09/20/una-federazione-di-blog/

    Se interessato contattami pure a nightwisher89ita@hotmail.it , così ne discutiamo per bene.

    Ciao 😉

  12. Franco said

    Vabbene Marco Renzini…prima per sapere le vostre intenzioni bisognava aspettare il cpn del prc,ora il 27, io direi di aspettare anche le Europee…..

  13. GENNARO MIGLOIRE: LA NASCITA DELLA SINISTRA NON E' PIU' RINVIABILE. said

    GENNARO MIGLIORE: LA NASCITA DELLA SINISTRA NON E’PIU’ RINVIABILE.

    Nel giro di pochi mesi dalla vittoria della destra i fronti del conflitto sociale in Italia si sono moltiplicati, in seguito ad un attacco a tutto campo di portata inaudita. Dall’Alitalia all’offesiva contro la contrattazione nazionale alla controriforma della scuola, si sta aprendo una fase di altissima conflittualità sociale, segnata da un’inevitabile ripresa della contestazione di massa.
    In una fase simile, le forze politiche della sinistra non possono limitarsi al compito, pur fondamentale, di sostenere con tutte le loro energie i soggetti delegati a gestire la conflittualità sociale, a partire dalla Cgil e dalla Fiom. Devono anche saper agire come attori politici pienamente consapevoli, capaci di farsi carico e di rispondere alle domande politiche che salgono dalla comflittualità sociale.
    L’offensiva alla quale abbiamo iniziato ad assistere e i conflitti diffusi che essa comporta rendono più che mai urgente, non più rinviabile, la nascita di una Sinistra in grado di rispondere a quelle domande e a quelle esigenze. Se non ci riusciremo, gli stessi esiti del conflitto sociale saranno pregiudicati.
    E’ un compito arduo.
    Richiede impegno e determinazione, ma anche maturità politica.
    Quella che è mancata, appena alcuni mesi fa, ai tanti, troppi, che hanno lavorato per derubricare la Sinistra Arcobaleno ad una misera federazione tra soggetti attenti soprattutto alla propria identità e al proprio specifico inetresse.
    Quella federazione non poteva andare oltre i confini angusti di un cartello elettorale.
    Rirpoporla oggi, dopo la severa lezione impartitaci dalla nostra gente il 13 aprile, non è solo sbagliato.
    E’ irresponsabile.
    La direzione in cui dobbiamo avviarci è opposta.
    Deve marciare esplicitamente, senza ambiguità, verso un processo costituente di una nuova soggettività politica.
    I tempi di questo processo non possono essere predeterminati, ovviamente.
    Di certo, saranno tanto più rapidi in ragione della costellazione di iniziative politiche diffuse che riusciremo a determinare, innescare ed incentivare.
    Una cosa, tuttavia, deve essere chiarisssima e non sarà mai abbastanza ripetuta.
    Il soggetto verso cui muoviamo non può essere rappresentato solo, e neppure principalmente, dalle forze politiche oggi in campo.
    Il suo profilo dovrà essere caratterizzato, al contrario, dalla capacità di attrarre e restituire speranza e possibilità di intervento diretto a tutti quei compagni, intellettuali ma anche semplci militanti, le cui energie e le cui intelligenze sono il sangue e i nervi della Sinistra.
    Senza di loro, il processo costituente resterà solo una formula vuota.

    Gennaro Migliore

    20 settembre 2008

    Fonte: sito internet di Sinistra Denocratica

  14. nonviolento said

    Noi abbiamo deciso di essere un’Area. Le parole hanno un significato, almeno per noi, ed essere area e non corrente è pregna di significati. Siamo area perchè pensiamo di costruireb un qualcosa in cui si attua una vera den mocrazia del cionsenso, nessuno sa ad esempio che durante la settimana che rpecde il 27 si terranno riun ioni di area regionali e che già si sono tenute riunioni di area locali, quindi quella del 27 è una riunionew di area nazionale in cui saranno portati e ragionati i contributi di tutte le riunioni territoriali. Siamo area anche perchè nelle correnti vi è il vincolo dell’ubbidienza , si prendono decisioni anm maggioranza e poi sei vincolato , in una area questo vincolo non esiste ed ai singoli è lasciata la liberta susia di voto che di partecipazione. siamo area per che uarea , al contrario di un corrente, non è chiusa verso l’esterno, questo sta a significare, comunque questo è un mio pensiero, la decisione definitiva sarà presa a Roma, che dell’area possono far parte anche compagni/e amiciHE che non sono iscritti a Rifondazione. In breve stiamo cercando di creare ne nostro piccolo una struttura che riteniamo possa essere da esempio organizzativo per il futuro soggetto della sinistra.

  15. Franco said

    Nonviolento..continuate a blaterare..sembrate un disco rotto!!!

  16. rifondazioneperlasinistra said

    @Franco: fammi capire, ma il tuo problema quale è? Tu hai deciso cosa fare? Ti ritrovi nella ‘maggioranza’ che ha espresso il segretario? Bene. Non ti ritrovi? Altrettanto bene. Ma, per cortesia, lascia che le persone che non la pensano come te siano libere di organizzarsi e decidere cosa fare, con i tempi che certe decisioni meritano. Fortunati voi che avete la verità tra le mani e pensate di decidere anche per gli altri.

  17. nonviolento said

    Caro Franco ho degli indirizzi di ottimi analisti, se vuoi…….

  18. romololeft said

    Dai compagni…basta per favore con queste costitueni-inconcludenti.Dovete prendere atto che se Vendola non firma è perchè sa già che firmando spaccherebbe la sua stessa area non ancora presentata ufficialmente.La maggioranza dei vertici dell’area sono per la scissione ,ma la situazione si capovolge se si va alla base e anche tra i dirigenti intermedi.E poi…credete veramente che sia utile spaccare l’unica forza organizzata(anche se in difficoltà)della sinistra italiana(che ha sempre avuto nei comunisti la sua componente maggioritaria e migliore)per fare un nuovo partitino con i fuoriusciti dai DS?Predicate l’unità della sinistra ma in realtà gli infliggereste con la eventuale costituente un colpo mortale.Poi certo se non ce la fate più a stare in un partito identitario e settario(parola borghese e con poco significat)fatela e arrivederci…

  19. andrea said

    Ciao è da tanto tempo che non scrivo sul vostro sito, spero proprio che si giunga alla costituente da voi tanto agognata. Voi state stretti in un partito comunista “identitario, settario, gruppettaro, minoritario, anti-rom, stalinista, ilo-russo” e io sto male con i vegani-buddisti-nonviolenti-equidistantirussiageorgiaisraelepalestina. Ma la legge sul divorzio è ancora valida no?
    Che bello voi di qua e noi di la senza litigare per nulla. E poi vedrete che si potranno comunque costruire tante iniziative insieme su tutto quello che ci unisce pur essendo in due formazioni diverse. Forse è la convivenza che ci fa essere nemici no?

  20. andrea said

    Da l?unità (un estratto)

    Vendola è persino più duro nel giudizio. «Non riesco a pensare che resti solo una opposizione di corto respiro e in stato confusionale o una che si rinchiude in recinti e in invocazioni di una identità nostalgica». Per lui è fondamentale intanto guarire dal «torcicollo», da una sindrome che vede la sinistra innamorata solo del proprio passato, una sinistra ideologica che essendo «finita in un dirupo» «cerca solo di sopravvivere» aggrappata a vecchi simboli e richiami ideologici. Oltretutto sbagliati. «Io non posso partecipare a un corteo dove si suonano inni che riportano a un passato stalinista -chiarisce-. Non credo a una lettura solo storiografica dello stalinismo, non credo più, e ci ho creduto ma ora non più, a una ideologia giustificazionista rispetto a certi eventi storici, la rottura deve essere netta».

    A che inni si riferisce? Bandiera rossa o l’internazionale o l’inno sovietico? Me lo dite voi che io, essendo stalinista-anti-rom, sono un po ritardato e retrogrado. Aiutatemi. Grazie.

  21. COSTITUENTE A SINISTRA ' NASCE IL COORDINAMENTO PER GESTIRE IL PERCORSO. said

    COSTITUENTE A SINISTRA ?
    NASCE IL COORDINAMENTO PER GESTIRE IL PERCORSO.

    SEMINARIO A ROMA CONVOCATO DA SINISTRA DEMOCRATICA

    Andrea Piperno

    Conclusioni scarne: la presa d’atto che si è fatto un passo importante, la scelta di dar vita ad un coordinamento che dovrà gestire il percorso della Costituente della Sinistra.
    ” E’ il primo passo – conferma il coordinatore di Sd Claudio Fava di fronte alle telecamere – ma fondamentale: senza di questo non si possono i passi successivi “.
    A muoverlo sono una cinquantina di esponenti della Sinistra diffusa.
    Quella politica, con i rappresentanti di Sd, dell’area del Prc Rifondazione per la Sinistra ” ( Vendola, Giordano, Migliore, Deiana ), dei Verdi e della Mozione Belillo del Pdci.
    Quella intellettuale e militante ( Tronti, Asor Rosa, Marcello Cini, Paolo Hutter, Moni Ovadia, Ascanio Celestini ). femminista ( Bianca Pomeranzi, Bia Sarasini, Anna Picciolini ), ambientalista ( Gianni Mattioli ).
    Quella sociale ( Gianni Rinaldini, Paolo Beni ).
    Il seminario convocato a Roma da Sinistra Democratica per lanciare il percorso della Costituente non voleva né poteva andare oltre questo, l’ambizione, chiarisce Vendola, è quella di fissare ” l’agenda di una partenza “, e senza pretendere di determinare in anticipo l’approdo, perché ” che processo sarebbe se se ne conoscessero già le conclusioni ? “.
    L’obiettivo non era organizzativo, l’operatività diretta e rimasta sullo sfondo, pur senza mai essere persa di vista. E’ la difficoltà specifica di questa difficilissima fase, il dover coniugare, come segnala Tronti, ” l’obbligo di muoversi con urgenza e la necessità di riflettere a fondo su quello che sta succedendo “.
    Si trattava, dunque, di capire cosa deve essere il nuovo soggetto verso il quale ci si sta incamminando, a quali esigenze deve rispondere, quali caratteri fondanti dovranno connotarlo.
    Lo dice più chiaramente di tutti Gennaro Migliore: ” la domanda fondamentale non è chi sarà protagonista di questo percorso né come si d svilupperà. E’ il perché. E’ il chiedersi quale deve essere oggi il ruolo di una Sinistra, il domandarsi se risponde ad un reale bisogno diffuso, e quale “.
    I nodi da sciogliere ci sono.
    Fava, nella relazione introduttiva ( secca e molto essenziale, va detto a suo merito) sembra identificare nella costruzione di un nuovo centrosinistra, certamente diversissimo da quello dell’Unione, l’obiettivo naturale del soggetto costituendo.
    Franco Giordano non concorda: ” Non si può connotare la Sinistra a cui pensiamo come ” di governo “. Si può e si deve invece affermare che è una Sinistra che rifiuta il minoritarismo e rivendica una vocazione di massa, maggioritaria “.
    ” Sinistra di governo – taglia corto il segretario della Fiom Gianni Rinaldini – vuo dire solo una sinistra che fa quel che dice, e mantiene dal governo le promesse fatte dall’opposizione. Come non è mai capitato sinora “.
    Per alcuni, tra cui lo stesso Fava e Fabio Mussi ( ma anche Tronti ) la Sinistra non potrà che configurarsi come soggetto politico a tutti gli effetti.
    Un partito.
    Per altri ( Tortorella , Cini ) dovrà invece saper inventare forme e modelli nuovi, inediti, a rete, distanzi dalla forza politica tradizionale.
    Ma quello che rende possibile una partenza comune non è l’identità delle risposte, è la convergenza sulle domande. E quella c’è tutta, a partire, da quella più imperiososa e ineludibile: il trovare modi e mezzi per coinvolgere a tutti gli effetti il popolo di sinistra, tutto, nessuno escluso, nella costruzione del nuovo soggetto.
    Tortorella chiede senza mezzi termini la consultazione su tutto, a partire dal programma: ” L’unica cosa positiva del Pd sono stati i gazebo “.
    Si possono trovare altre risposte. Non si può eludere la domanda.
    E l’altra domanda comune, evidenziata da tutti e in particolare da Vendola, è quella di muoversi sul terreno vastissimo, che si stende tra le involuzioni sempre più moderate e centriste, sempre meno riformiste, del Pd e la fuga di troppe aree della Sinistra verso una deriva che è allo stesso tempo identitaria e minoritaria.
    Una Sinistra di testimonianza che si consola dai disastri del presente guardando all’indietro, alle glorie di un passato che non c’è più che Vendola definisce la ” Sinistra col torcicollo ” e Marcello Cini sprezzante, tratta senza mezzi termini da relitto.
    Alla fine nessun documento, nessuna dichiarazione altisonante.
    E’ inutile gridare che la costituente è nata.
    Se davvero ha mosso ieri i primi passi, lo si vedrà nelle prossime settimane.
    Lo si vedrà già il prossimo 27 settembre, nella manifestazione, stavolta pubblica e non riservata come quella di ieri, convocata a Roma da Rifondazione per la Sinistra.

    Dal quotidiano Liberazione del 21 settembre 2008

  22. Marco Renzini said

    PER QUELLI CHE NON VOGLIONO CAPIRE O FANNO FINTA DI NON CAPIRE:

    ” Vendola è persino più duro nel giudizio.
    ” Non riesco a pensare che resti solo una opposizione di corto respiro e in stato confusionale o una che si rinchiude in recinti e in invocazioni di una identità nostalgica “.
    Per lui è fondamentale intanto guarire dal ” torcicollo “, da una sindrome che vede la sinistra innamorata solo del proprio passato, una sinistra ideologica che essendo ” finita in un dirupo ” ” cerca solo di sopravvivere ” aggrappata a vecchi simboli e richiami ideologici.
    Oltretutto sbagliati.
    ” IO NON POSSO PARTECIPARE A UN CORTEO DOVE SI SUONANO INNI CHE RIPORTANO AD UN PASSATO STALINISTA – chiarisce.
    ” NON CREDO AD UNA LETTURA SOLO STORIOGRAFICA DELLO STALINISMO, NON CREDO PIU’, E CI HO CREDUTO MA ORA NON PIU’, AD UNA IDEOLOGIA GIUSTIFICAZIONISTA RISPETTO A CERTI EVENTI STORICI, LA ROTTURA DEVE ESSERE NETTA “.

    Da L’UNITA’ di oggi domenica 21 settembre 2008.

  23. nonviolento said

    Ma quale pertito frequentate voi, io frequento Rifondazione e voi? Quello delle vostre menti, dei sogni, delle frasi scritte ad effetto. Andate su Liberazione, alla voce iniziative dei territori, confrontate quelle con le notizie sui vari siti di Rifondazioneperlasinistra e vedrete che il 99% di quelle iniziative che , forse una sorta di censura interna, definisce iniziative dai territori sono fatte da GC, circoli di base e sono fatte per l’area, con le parole d’ordine dell’area e ad esse mancano quelle che trovate qua sopra. Sono forse i dirigenti nazionali a montare strutture, accendere i fuochi, cucinare, passare giornate dietro ai fornelli, dietro agli stands, ad organizzare, telefonare ai vari invitati, fare i salti per far coincidere le presenze? Ma che cacchio andate scrivendo, c’è più passione nella base che nei vertici, se proprio dovete fare un discorso di questo tipo dovete ribaltarne i termini, sono i cosidetti nostri vertici che frenano, perchè specie nel sud, nelle isole e in molte zone del centro/nord, certi atteggiamenti da saputelli, da supercomunisti, da so tutto io, certi sorrisi compiaciuti hanno rotto parecchio, certo dovete mascherare le vostre di magagne. Hanno eletto il segretario della federazione, 41 a 24, beh la due ha solo il 20% nelle federazione, ma a conti fatti dei nostri 18 del federale erano presenti solo 12, e gli altri dodici contro da dove arrivano? Circa una decina di delegati del federale della uno hanno preferito starsene a casa, ovviamente alla fine applausi, sorrisi, ma della posizione di quei 12 compagni/e perchè nessuno in federazione ne parla? Alla riunione dell’area si sono presentai come spettatori, hanno chiarito, alcuni della uno, sono intervenuti e le parole che hanno detto sono state molto pesanti, del tipo: “Con l’autosufficienza non si va da nessuna parte”, “Prima di Chianciamno ero convinto ora non so più che cosa credere”. Potete credere o meno a quello che ho scritto, ma notizie di questo tipo giungono da tutta italia, credete forse che compagni/e abituati alla politica del fare si adeguino così tranquillamante al non fare assoluto, alle parole altisonanti con dietro il nulla?

  24. Franco said

    E menomale che doveva essere un parocesso di base, si sono riuniti a porte chiuse!!!!Ah ah ah

  25. Sicuro che stai bene ? Non ti serve aiuto ? said

    Sicuro che stai bene ? Non ti serve aiuto ?

  26. Sicuro che stai bene ? Non ti serve aiuto ? said

    Sicuro che stai bene?
    Non ti serve aiuto ?

  27. SINISTRA: A ROMA PRIMO PASSO PER LA COSTITUENTE said

    Da Repubblica 24 ore di sabato 20/9/2008 ore 19,45

    SINISTRA: A ROMA PRIMO PASSO PER COSTITUENTE

    Un passo nel processo per la Costituente della Sinistra, si è compiuto oggi a Roma nella riunione che si è svolta presso la Casa delle donne. L’incontro, aperto da Claudio Fava e a cui hanno preso parte tra gli altri Moni Ovadia, Alberto Asor Rosa, Nichi Vendola, Mario Tronti, Paolo Cento, Gianni Rinaldini, Aldo Tortorella, Maria Luisa Boccia, Rita Borsellino, Marcello Cini, Pietro Folena, Monica Frassoni, Franco Giordano, Umberto Guidoni, Giacomo Marramao, Fabio Mussi, Titti Di Salvo, Achille Occhetto e Fulvia Bandoli, si è concluso con l’indicazione ” di mantenere questo tavolo di lavoro, per rendere il processo, a cominciare dai territori, il più ampio possibile “.
    Il coordinatore di Sinistra Democratica, Claudio Fava, ha sottolineato: ” Oggi abbiamo costruito un segno concreto che non si tratta soltanto di una vaga profezia: è una prima pietra, un punto di inizio. La Costituente della sinistra comincia a vivere oggi “.
    Gli fa eco il leader della minoranza di Rifondazione comunista, Nichi Vendola; ” A fronte di quello che accade nella società italiana, di quello che sta accadendo nel mondo c’è bisogno di riprendere a lavorare nel cantiere di una nuova sinistra, che sappia essere un nuovo modo di rappresentazione della società e che sappia fare politica “.
    Prossimo appuntamento per questo lavoro la festa della minoranza del Prc la prossima settimana a Roma, con assemblea finale sabato 27 settembre.

  28. Franco said

    Come a Dicembre di un anno fa..bla bla bla..Costituente..bla bla bla..Processo Costituente..bla bla bla..Sinistra di popolo..bla bla bla..Sinistra Diffusa..bla bla bla..Partecipazione dal basso..bla bla bla

  29. Linke said

    Franco vuole la chiarezza, beh mi pare anche giusto. In alcuni posti della Calabria stiamo procedendo verso la scissione, lo stesso credo stia accadendo in Liguria e in altri posti in giro per l’Italia. Si caro Franco faremo la scissione anche se non tutti, i dirigenti nazionali facciano un po come gli pare, Vendola non può predicare bene e poi razzolare male!!Contento Franco?

  30. nonviolento said

    Franco non vuole nulla . Vuole solo infastidire e basta, se volesse qualche cosa scriverebbe in altro modo. Comunque i suoi messaggi e quelli di Mau devono apparire, perchè fanno meglio loro alle nostre idee che cento dei nostri..

  31. Roberto Brontolo said

    Caro Franco,
    come un anno, dieci anni, trenta anni, quaranta anni fa bla bla bla la classe operaia ….la ricomposizione di classe bla bla bla…. tornare tra i lavoratori bla bla bla…..i veri comunisti bla bla bla…..gli altri tutti borghesi bla bla bla……

  32. Franco said

    Interessante quello che dice Linke…perchè non commentate anche quello?

  33. nonviolento said

    La nostra è una area, non una corrente, ogni compagno/a e struttura può prendere decisioni in modo autonomo. SE ci sono zone , vedi la Calabria, dove i rapporti sono degenarati per colpa di infamie congressuali non siamo certo noi adoverci battere il petto.

  34. Franco said

    ..volevano far votare centinaia di non iscritti (ammesso che non si vogliano considerare iscritti persone che non hanno la tessera e che non hanno versato la quota di iscrizione) e hai il coraggio di chiamarla infamia congressuale, semmai l`infamia e` stata quella di far aumentare a dismisura gli “iscritti”, che poi iscritti non erano, per falsare il risultato!!! Ma vedo che ancora non vi e` andata giu`..mi dispiace ma il vostro tentavo di trasformare il congresso in primarie non e` riuscito, sara` per la prossima volta o sara` per il prossimo partito, se andate nel PD non ce n`e` neanche bisogno perche` le primarie ci sono gia`!!

  35. nonviolento said

    Erano tutti regolarmente approvati sia dalla commissione del circolo che dal suo sebretario, unica garanzia prevista dallo statuto del partito, la storiella della quota ve la hanno fatto bere per rendervi ubriachi. Perchè non parlare dei portuali di Genova, dei metalmeccanici di Brescia e di di Taranto acui è stato rifiutato il voto fuori dagli orari congressuali dei circoli nonostante avessero la motivazione dei turni di lavoro? O degli iscritti pugliesi a cui è stat rifiutata la stessa cosa poichè il congresso dei circoli è stato spostato dai membri della commissione, in maggioraranza della uno, alle 22 della sera con la maggioranza degli sicritti che di solito si alza alle 4,30 dovendo lavorare nei campi. di queste fatti non ne parlano i tuoi capi? Voi che disperezzate la nostra area perchè ci sono dirigenti etc, ma se l’unica maggioranza la avet avuta proprio dagli organismi dirigenti, mantre il voto della base del partito ha ribaltato il risultato,chi fra i dirigenti aveva il 48 ha preso il 38, che aveva il 37 ha preso il 48, con che faccia venite qua sopra a urlarci i vostri insulti.

  36. mau68- said

    violento!

    ma smettila di fare il “berlusconi” di turno che quando perde accusa gli altri di essere dei volgari ladri!!!

  37. Franco said

    Brucia troppo perdere le poltrone..brucia cosi` tanto che si deve al piu` presto fare una nuova “soggettivita`” per cercare di recuperarle da qualche altra parte!!

  38. mau68- scissione in piemonte said

    Lo strappo da Rifondazione: per la Costituente di Sinistra.
    Domenica 21 Settembre 2008 22:25
    Abbiamo deciso, con Sergio Vallero – Presidente del Consiglio provinciale -, di ritenere conclusa la nostra esperienza politica dentro Rifondazione Comunista. Le motivazioni sono molteplici e comunque saranno riprese in varia maniera dagli organi di stampa, oltre ad essere oggetto di una prossima conferenza stampa. Il motivo principale resta comunque la convinzione che non sia possibile derogare oltre la costruzione di una Costitutente della Sinistra, di una nuova possibilità di ricostruire la Sinistra in tempi politicamente utili, pena la completa emarginazione delle nostre ipotesi politiche all’interno della società, come peraltro sta già avvenendo. Penso che questo sia il momento in cui superare le incertezze e i tatticismi, che rappresentano oramai il segno di una paura politica imperdonabile. Ognuno di noi, nei diversi momenti della vita, può scegliere di rompere gli indugi ed agire o di attendere, vedere come vanno le cose e lasciarsi trasportare dalle decisioni di altri. Nessuno sceglie sempre la stessa opzione. Oggi scelgo semplicemente, insieme ad altri, di essere conseguente alle mie idee e di non far decidere, attendisticamente, altri al posto mio. Esercito il diritto di giudicare nella mia coscienza ciò che ritengo giusto ed ingiusto, perché anche la disciplina di un partito non può spingersi fino a distruggere la coscienza della propria personalità individuale. Questa facoltà di giudizio morale è un diritto, o, meglio ancora, un dovere che non è possibilein nessun caso delegare ad altri.
    Domattina mi confronterò con il Presidente della Provincia di Torino rimettendo a disposizione le deleghe assegnatemi, per valutare politicamente se interrompere o meno il rapporto fiduciario che è alla base delle relazioni tra un Presidente ed i propri Assessori. Con molta serenità.
    Dorino PIRAS , Assessore Ambiente prov. Torino

    anche un primo commento all’uscita:
    Alberto – PRC Ivrea (TO) :
    Rispetto la posizione scelta, non ne condivido la strategia e il momento
    attuativo; ritengo infatti che le/i compagne/i che non si ritrovano nel PRC del
    dopo-congresso debbano scegliere se stare nel partito o meno, avrebbero dovuto
    anzi farlo non appena terminato il Congresso se il partito non fosse stato piu’
    rappresentativo delle proprie convinzioni, del proprio agire.
    Ritengo grave il permare nel partito e inopportuna la creazione di un nuovo gruppo in Provincia:
    ricorda che tu sei stato eletto anche grazie ai voti di compagne e compagni che,
    certamente, non avrai contattato personalmente per prendere questa decisione.

  39. CLAUDIO FAVA: INDIETRO NON SI TORNA, said

    http://www.rifondazioneperlasinistra.it

    20 SETTEMBRE INDIETRO NON SI TORNA

    Di CLAUDIO FAVA

    Cari compagni, da sabato 20 settembre la Costituente di Sinistra ha finalmente un suo primo mattone, un inizio, un punto di partenza: non è ancora un soggetto politico, ma non è più una lontana profezia. Quando nascerà, quel soggetto politico dovrà nutrirsi del contributo e della passione di tanti: ma se qualcuno non si fosse assunto la responsabilità di levare l’ancora, saremmo rimasti inchiodati nel punto in cui gli elettori ci hanno confinati il 14 aprile: a contemplare i nostri lividi, a vagheggiare l’unità di tutta la sinistra, ad aspettare l’epifania.
    Adesso si naviga insieme. Già: ma insieme con chi? Qualcuno insiste: insieme con tutta la sinistra. Per me va bene: per altri meno. Ferrero e Diliberto hanno concluso i loro congressi decidendo che non parteciperanno ad alcuna Costituente di Sinistra e che il loro orizzonte strategico è l’unità dei comunisti. Punto. Insomma, non ci stanno. Che facciamo: aspettiamo i loro ripensamenti? Riassembliamo sinistra arcobaleno a prescindere? Continuiamo a ritenere che l’unità sia più importante della verità? Lo scorso primo maggio il partito dei comunisti italiani, segretario in testa, ha sfilato per le vie di Torino intonando l’inno russo, e cantandolo in russo: cosa ci unisce a loro? Quale idea di paese condividiamo con quei compagni? Se qualcuno vuole portare la salma di Lenin in Italia, affar suo: ci sarà consentito dire che questo paese ha bisogno di un’altra idea di sinistra? Che servono meno maestri d’ortodossia e più compagni di strada?
    Ci sono centinaia di migliaia di donne e uomini che sentono di essere ancora comunisti, anche dentro quei partiti, e che vogliono declinare questa loro identità non per custodire un museo di sacri paramenti ma per impegnarsi a fare, a trasformare il paese, a ripensare pratiche e linguaggi della politica. La Costituente di sinistra alla quale stiamo lavorando si rivolge a loro e ai tanti che vengono da altre culture, da altre storie o semplicemente dalla loro storia ma che sono pronti a mettersi in discussione per un progetto più ampio, più responsabile, meno “identitario”. Ci fa paura questo viaggio, compagni? Ci fa paura misurarci con chi non viene dai nostri recinti? Preferiremmo un bel rogito notarile tra segretari come si fece un anno fa?
    Alla riunione di sabato scorso i contributi più intensi e più positivi verso la Costituente sono arrivati da chi non ha mai avuto (o non ha più) una tessera di partito in tasca: Moni Ovaia, Ascanio Celestini, Alberto Asor Rosa, Flavio Lotti, Diego Novelli, Mario Tronti… Le loro parole (“facciamo bene, facciamo presto..”) ci raccontano il paese reale, quel paese che esiste oltre le nostre finestre sbarrate, che chiede di noi e che s’è stufato d’attendere le nostre liturgie, le nostre prudenze. Quel paese vuol sapere se ci siamo ancora, se siamo in condizioni di raccogliere la sfida per una nuova sinistra e per un nuovo centrosinistra.
    Per un nuovo centro sinistra: proprio così. O preferiamo restare per sempre custodi dell’opposizione lasciando che questo paese si sbricioli nelle mani della destra? Vogliamo limitarci a testimoniare il nostro sdegno, la nostra purezza, la nostra “indisponibilità”? Vengo da una terra in cui se avessimo risposto soltanto con l’indignazione all’aggressione dei poteri mafiosi saremmo stati fatti a pezzi. A me interessa battermi per liberare questo paese dall’egemonia della destra, per restituirgli coscienza di sé, dei suoi diritti e dei suoi doveri, per rimettere in piedi un alfabeto di beni comuni, di valori, di parole perdute. Se non lo facciamo noi, se non diventa il punto d’onore di un progetto della nostra Costituente, di che sinistra stiamo parlando? Una sinistra che non si ponga il problema di riguadagnare l’egemonia perduta sarebbe un circolo di lettura. Afflitto perchè Lenin è sepolto a Mosca e non qui, ma incapace di assumere su di sé l’urgenza della sfida politica.
    Insomma, stiamo provando a mettere insieme un campo di forze e di idealità che non parla solo ai partiti ma che non ritiene prescinder da loro: che propone alla sinistra civile di assumersi responsabilità e sovranità, che chiede alle donne e agli uomini di cultura di spendere per una volta questa loro cultura non nel chiuso d’un seminario ma dentro la carne viva di un processo politico che sta nascendo adesso.
    non è facile.
    ma molte diffidenze, molti bizantinismi.
    la vecchia politca spessp è dentro di noi.
    ma quell’ancora l’abbiamo tirata su: non sappiamo se sarà america o nuove indie, ma indietro non si torna.

  40. Franco said

    bla bla bla bla..

  41. mau68- i frati comboniani e la giunta di destra said

    Lettera aperta all’amministrazione di Verona, 24/09/2008

    Lasciateci la nostra bandiera!
    di Elio Boscaini

    Le bandiere della pace “urtano” la sensibilità di alcuni cittadini, secondo il comune di Verona. Che dimostra di non conoscere il significato della bandiera arcobaleno, nè la sua storia.

    C’era da aspettarsi anche questa. Dopo le litigate sull’opportunità di tante (troppe?) ordinanze in quel di Verona, ormai non più città dell’amore-Giulietta ma del “proibito”, più o meno severamente, che include turisti spensierati consumatori di fast food, rom, clandestini, stranieri, accattoni, prostitute…, non mi meraviglio più di tanto se anche la bandiera della pace suscita…guerra tra palazzo Barbieri (Comune) e le associazioni pacifiste e missionarie della città scaligera. Non ci voleva molto a scommettere, con l’aria che tira…

    Caro Vittorio Di Dio, assessore alle Pari opportunità, posso capire per i vessilli di partito, ma proibire la bandiera della pace!? Permettimi, povero missionario d’Africa qual sono, di ricordarti che Dio (il tuo cognome mi conforta) dona segni della sua provvidenza e della sua bontà attraverso gli avvenimenti di ogni giorno: è quanto esprime invitando i discendenti di Noè (all’indomani del diluvio) a vedere nell’arcobaleno il ricordo della sua alleanza con loro. Al tempo in cui si scriveva del mito del diluvio universale, appendere il proprio arco al muro, significava tempo di pace: l’arcobaleno è quest’arco che Dio appende nel cielo, sua tenda.

    I colori arcobaleno della bandiera della pace dicono qualcosa “contro”? Certo! Contro la guerra. O vogliamo dichiarare ancora guerra a qualcuno? Mi sembra di capire che nel Belpaese il drappo in questione sia apparso in occasione della prima Marcia della Pace di Assisi esattamente 57 anni fa, grazie al filosofo pacifista Aldo Capitini. Non tocca a noi Veneti salire il prossimo 4 ottobre alla città del Poverello per offrire l’olio della lampada al santo Patrono d’Italia?

    E’ vero che il simbolo ci è venuto da altrove, Stati Uniti e Gran Bretagna (c’è chi ne ha visto l’antenato nella bandiera inca!), e che altri lo utilizzano, gay compresi. E con ciò? Bisogna rinunciarvi perché non condividiamo molto del new age? Il simbolo è nostro, di Beati i costruttori di pace. Qualcuno ti ha raccontato di quando la nostra Arena si riempiva per accogliere i Costruttori di pace negli anni Ottanta? Vi accorrevano anche don Tonino Bello, rimpianto vescovo della “convivialità delle differenze”, i padri Balducci e Turoldo, migliaia di veronesi…non solo padre Zanotelli!

    E per essere di attualità, non ti è mai venuto il sospetto che dietro la presente crisi senza fine dell’economia americana, che rischia di travolgerci tutti, non ci sia anche la faccenda della guerra in Iraq?
    Lo sospettano economisti al di sopra di ogni sospetto!
    I pacifisti contro la guerra in Iraq potevano contare anche su Giovanni Paolo II.
    Catto-comunista pure lui?
    Opportunità per opportunità: lasciaci almeno la nostra bandiera!

    Dal Blog di Nigrizia.it : Pace senza colori

  42. nonviolento said

    Mente Mau sembra aver compreso lo spirito del blog, discussione,anche aspra, dura, ma libera, Franco permane nella sua linea di superirorità aristocratica. Il suo messaggiare potrebbe essere scherno, nella forma, ma nella sostanza è il classico atteggiamento da superire ad inferiore, da chi ha capito tutto ed è nel giusto contro chi nulla capisce ed è nell’errore, un atteggiamento da Opus Dei della sinistra, della peggio scuola religiosa, di chi ha fede nella parola e non la pone mai in discussione. Ho sempre visto delle similitudini fra gli ortodossi in politica e nella fede.

  43. mau68- da torino richiesta di accelerare la scissione said

    I percorsi della Costituente della Sinistra a Torino
    Mercoledì 24 Settembre 2008 22:47
    Capire il quadro dei percorsi della Costituente della Sinistra anche a Torino può non essere di immediata comprensione. Esiste infatti uno scenario nazionale ed uno più locale, in cui è necessario inserire il discorso.
    Il momento “nazionale” non può infatti prescindere da ciò che si sta muovendo tra le diverse realtà già costituite. Non sono infatti un mistero i diversi incontri che si stanno tenendo tra tutti gli attori in campo di cui l’ultimo a Roma nei giorni scorsi. Diverse soggettività hanno già in corso ragionamenti comuni con la chiara impronta della ineluttabilità del proseguimento del percorso. Non ultimo Nichi Vendola e la componente di Rifondazione per la Sinistra, che il 27 di questo mese formalizzerà in un incontro pubblico la costituzione della componente. Gli incontri di diverse realtà presenti nei diversi territori nazionali, stanno inoltre “premendo” per la costruzione di processi unitari nei diversi territori, che potrebbero portare alla formazione di liste con collegamenti nazionali anche per le prossime amministrative.
    Qui si innesta il discorso “locale”. Torino si presenta come avanguardia di tutto questo discorso dato l’innesco del processo avvenuto in Provincia di Torino. Il nostro prossimo passo, dopo l’uscita dai rispettivi partiti mia (Dorino Piras) e di Vallero da Rifondazione Comunista e di Mario Corsato dai Comunisti Italiani, sarà la costituzione, nel Consiglio provinciale di Torino, del gruppo “Per la Costituente della Sinistra” che sarà formalizzata nei prossimi giorni. Gli incontri di oggi hanno inoltre portato ad individuare un percorso con Sinistra Democratica, che vedrà come primo passo il cambiamento della denominazione di quel gruppo in “Sinistra Democratica per la Costituente della Sinistra”. La discussione ha quindi individuato i punti strategici condivisi e un percorso che attraverso iniziative comuni pubbliche e in Consiglio provinciale, ha come fine la possibilità di costruire un gruppo paritetico unico di Costituente per la Sinistra, in coerenza con la discussione nazionale.
    Altro capitolo che è necessario aprire è quello dei rapporti con il Partito Socialista. Personalmente rimango convinto della necessaria partecipazione del socialismo italiano al processo costituente. Le ragioni sono diverse e ampiamente già espresse in altri post, ma mi è personalmente chiaro che le ragioni della divisione del ’21 non sono oggi più attuali proprio nel XXI secolo. Oltre al fatto che aggiungerebbe una significativa novità politica alla stessa novità della Costituente che abbiamo promosso proprio a Torino. Coinvolgerebbe inoltre lo stesso PS nella discussione nazionale, ancorando ancor di più la sua natura di forza di sinistra e ponendo a disposizione il contributo del socialismo europeo e riformista nella Costituente di Sinistra. Anche qui è necessario mantenere la proficua interlocuzione che è già in corso.
    L’innovazione politica passa anche per queste strade. Dorino PIRAS , Assessore Ambiente prov. Torino

  44. Franco said

    Nonviolento..se non erro siete voi che chiamate noi plebei..quindi non saprei chi e` che che guardo dall`alto in basso chi!! Quel bla bla bla..vuol dire una cosa molto chiara: e` un anno e mezzo che blaterate di costituenti varie, ma poi non fate nulla, forse perche` i numeri di questa “costituente” coincidono con i presenti alla riunione a porte chiuse?? Cioe` 50!!!

  45. nonviolento said

    Se non sbaglio su queste stesse pagine ho scritto, una cosa del tipo, “non è dovuta a incapacità poltica, poichè fra i compagni/e della attuale maggioranza vi sono etc etc” ed erano e sono lodi non altro. Accusare di plebeismo è altra cosa, e non è sottile distinzione dialettica , molti seri intellettuali e scrittori sia del novecento che dell’ottocento guardavano ad una lotta politica plebeista, ciò non significa che fossero e siano degli incapci o degli inetti. Caro franco, tu non puoi usare il linguaggio dello struscio per ragionare di politica. Sai benissimo quali sono i numeri, e basta leggere i comunicati delle numerose riunioni di creazione dell’area per poter rendersene conto, quindi evita di fare barbine figure. Se c’è questa calma non è per questioni di numeri, ma per scelta politica, perchè la nuova sinistra nascerà dal basso, dalle decine, oramai centinaia, di riunioni e iniziative che nascono e stanno nascendo. Lasciamo a voi la piramide dei partiti del novecento, dopo aver sperimentato che non funziona più, cerchiamo altre soluzioni e fare le cose in fretta le fa nascere già morte, Arcobaleno docet. Comunque auguri, perchè dalle parole di Grassi, si evince che sarà tanto bello riunirsi ai novelli centralisti democratici, Diliberto già si sente a casa sua. Beati voi!

  46. Franco said

    Mi sbaglio o alla riunione dei 50..non c`era la ben che minima ombra di un militante..e` questo il movimento dal basso??!!E` per questo che mi sorge il dubbio che in fondo i militanti siano solo quei 50!!!

  47. sergio said

    mentre voi sperimentate esperienze di aggregazione che sicuramente motivano chi esce da un congresso dove si sono consumati rapporti politici, personali, ed anche affetti; mentre provate a misurarvi con la riorganizzazione della sinistra, migliaia di soggettività deluse dal dopo Genova, strumentalizzate da anni di predicazioni sull’insufficienza del PRC che si autoefficientava ad ogni scadenza elettorale ed a ogni congresso,amareggiate dalla Sinistra Europea chiusa il giorno della nascita,e macinate dalle decisioni verticistiche di quella Arcobaleno,sono tornate a casa.Questa è anche vostra responsabilità.
    Che cosa aspettate ancora a mollare gli ormeggi?
    Non c’è più tempo
    il tempo è domani
    dopodomani è solo prudenza funzionale all’autoreferenzialità del ceto politico.

  48. Chavez said

    Partecipazione dal basso? di nuovo la riunione di ceto politico e/o intellettuale del cavolo. Ma se non volete entrare in segreteria ma volete i posti in direzione nazionale (cioè soldi e strutture) per continuare a portare avanti la vostra lineda politica. Ma quando ve ne andate?

  49. E' USCITO ANCHE CHAVEZ ? ALLORA TOMBOLA.... said

    Ciao Chavez,
    in una giornata così ci mancavi solo tu.
    Dinne un’altra.
    Magari meglio della prima.

    La domanda , scusa la franchezza, non brilla per intelligenza.

    Indovina la risposta ?

    Altrimenti te la do io, domenica o quando ne ho voglia.

  50. mau68- dalla Se al Pse ? said

    RIFONDAZIONE · Comizi concorrenti per l’ex presidente e il segretario
    Bertinotti: Italia e Europa, la sinistra è schiantata
    Il Manifesto- 26,09,2008 di DANIELA PREZIOSI

    L’applauso, certamente, c’è. Quando Fausto Bertinotti entra nel tendone della liberafesta di Garbatella, la festa dei ‘suoi’, i suoi applaudono. Sono almeno trecento. Ma, al netto delle proporzioni numeriche, della standing ovation del congresso, dell’orgoglio e della rabbia della sconfitta finale non è rimasto molto. I fedelissimi sono ancora quasi tutti in prima fila, certo lo stile è cambiato, ci sono meno tailleur e giacche blu in giro, nessuno fa più il parlamentare. Ci sono Franco Giordano, Graziella Mascia, Rosy Rinaldi, Patrizia Sentinelli, Chicca Perugia, Elettra Deiana, Luigi Nieri. Gennaro Migliore arriva un po’ più tardi e resta a metà sala fra i compagni. Insomma sono tutti presenti, o quasi. Il popolo che crede nell’unità della sinistra nutre ancora più che affetto verso il padre rifondatore, non leader ma dolce signore e padrone della minoranza. Ma non ha chiara la direzione di marcia, chiede consigli e direzione politica. Bertinotti invece ha fatto sapere che si terrà più sulle generali. Per rispetto del suo non-ruolo nel partito, vuole occuparsi di teoria politica, sta lavorando alla sua fondazione che sarà appunto il pensatoio dell’area. Non a caso il prossimo numero della sua rivista, Alternative per il socialismo , sarà un volumetto monotematico sul futuro della sinistra. Conterrà anche un lungo articolo di Paolo Ferrero. Soprattutto, Bertinotti non vuole dare indicazioni direttamente politiche per rispetto verso Nichi Vendola, leader della minoranza, a cui aveva rubato appunto l’applauso più lungo al congresso. Vendola domani concluderà l’incontro nazionale ‘le belle bandiere’, che nell’idea di molti doveva essere il ‘segnale’ della nascita di una nuova cosa unitaria, persino già un partito, come chiedeva ieri Fabio Mussi dalla prima di Liberazione. Probabilmente non sarà niente di tutto questo. Ma Bertinotti vuole tenersi sulle generali. Rivendicando alla sinistra e ai social forum di aver fatto migliori analisi della fase economica rispetto «alle grandi cattedrali del capitalismo». Spiegando Keynes, alla platea che religiosamente ascolta. Ma poi la passionaccia del leader prende il sopravvento: «Bisogna mettersi in testa di ricominciare». E’ il mantra della festa, ma detto da lui ha un altro sapore. Sembra voler dire: questo Prc, cioè quello di Ferrero, che contemporaneamente sta parlando dalla festa cittadina del partito, sulla Palmiro Togliatti, ancora non ha ‘ricominciato’. «Se non si ricomincia – dice Bertinotti – non si riesce neanche a capire perché si è perso». E la sconfitta della sinistra «è storica» e continentale. La sua analisi è una lapide: «La sinistra in Europa non c’è più», e non c’è più in Europa – e non altrove perché qui storicamente prende ispirazione dal movimento operaio e dal lavoro come fondamento di trasformazione. La sinistra non c’è «perché tutte le sue grandi culture sono state schiantate», e c’è poco da illudersi sui successi della Linke tedesca, «anche il Prc sfiorò il 9 per cento, il Pc francese il 10 e l’Izquierda spagnola il 13». Ma se «vogliamo metterci in cammino bisogna avere una grande ambizione, non possiamo più partire dall’esistente». Il realismo rischia di apparire cautela. La sinistra non c’è in Europa, e nel prossimo parlamento europeo rischia di non avere i numeri per fare un gruppo autonomo. Bertinotti non lo dice, ma il problema di un rapporto con il partito socialista europeo è nelle cose. Come è nelle cose che le sue parole suonino come una risposta, un controcanto, a quello che sta dicendo dall’altra parte, davanti a ottocento persone, il segretario del suo partito, con tutta un’altra intenzione. E che va ripetendo spesso in questi giorni, a chi gli chiede dell’unità della sinistra: lui, invece, pensa che vada ricostruito «il conflitto di classe, il movimento operaio, qualcosa di più grande di un partito».

  51. nonviolento said

    LO hai pure pubblicato. Grazie, così chiunque potrà scervelklarsi per capire da dove tu hai tratto quello che hai scritto. Perchè a questo punto i casi sono due o sei tonto, o non capisci, o se capisci strasvolgi perchè di quello che hai scritto non c’è nulla, dove è la Sinistra Europea? Dove sono le cose che hai scritto?, dove è la sfiducia nella Linke? in nessuna parte del suo intervento, sono considerazioni vaste, che voi non fate, perchè in caso contrario cadrebbe tutto il vostro castello di teoriucce costruito nel precongresso.

  52. nonviolento said

    Una informazione per tutti quelli che non sono potuti andare aRoma, c’è la diretta su Eco TV canale Sky 906.

  53. mau68- Se o Pse??? said

    BERTINOTTI (dal Manifesto):

    La sua analisi è una lapide: «LA SINISTRA IN EUROPA NON C’È PIÙ», e non c’è più in Europa – e non altrove perché qui storicamente prende ispirazione dal movimento operaio e dal lavoro come fondamento di trasformazione. La sinistra non c’è «perché tutte le sue grandi culture sono state schiantate», e C’È POCO DA ILLUDERSI SUI SUCCESSI DELLA LINKE TEDESCA, «ANCHE IL PRC SFIORÒ IL 9 PER CENTO, IL PC FRANCESE IL 10 E L’IZQUIERDA SPAGNOLA IL 13». Ma se «vogliamo metterci in cammino bisogna avere una grande ambizione, non possiamo più partire dall’esistente». Il realismo rischia di apparire cautela. La sinistra non c’è in Europa, e nel prossimo parlamento europeo rischia di non avere i numeri per fare un gruppo autonomo. BERTINOTTI NON LO DICE, MA IL PROBLEMA DI UN RAPPORTO CON IL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO È NELLE COSE.
    Come è nelle cose che le sue parole suonino come una risposta, un controcanto, a quello che sta dicendo dall’altra parte, davanti a ottocento persone, il segretario del suo partito, con tutta un’altra intenzione. E che va ripetendo spesso in questi giorni, a chi gli chiede dell’unità della sinistra: lui, invece, pensa che vada ricostruito «il conflitto di classe, il movimento operaio, qualcosa di più grande di un partito».

    ps: povero bonzo violentissimo
    mi sono chiarito un dubbio: ecco perché dopo 8/9 anni di università qualcheduno non si è laureato,
    non aveva e non ha ancora capito l’umiltà profonda di un grande filosofo come Socrate…

    allora accusava pure i professori ed assistenti di non comprendere!!!

    sono oramai passati più di 35 anni ma non è cambiato il suo modo di ragionare… insultare quando non comprende…
    aiutatelo!!!

  54. Chavez said

    Fortuna che qui c’è qualcuno come “E’ USCITO ANCHE CHAVEZ ? ALLORA TOMBOLA” che sa tutto e ci spiegherà tutto dall’alto della sua intelligenza e delle metafore vuote e prive di senso spesso utilizzate da chi non ha argomenti o non sa che dire.
    Dacci tu il verbo, o figlio di Apollo, e noi ti seguiremo. Se non hai capito la domanda la riformulo in senso affermativo: Jatevenne!
    Ribadisco si utilizzano soldi e strutture “pubbliche” per fare non attività di mozione ma per preparare una scissione e dare addosso al partito ed alla sua immagine continuando a relazionarsi con soggetti esterni che vomitano bile nei confronti di prc.
    Lottate al’interno del partito per far valere le Vostre posizioni e farle diventare maggioritarie, assumendovi anche incarichi di segreteria, ma all’esterno tutti allineati e coperti. lo ritengo più corretto. Così si fa in qualsiasi associazione che si rispetti, comprese le bocciofile.
    Ma a voi che vi frega avete qualcuno che vi assume come collaboratori nella p.a. a 120 mila euro l’anno…
    o vi invita a fare lezioni all’università di perugia senza laurea..

  55. Chavez said

    Io so di non sapere, come Socrate. Tu pensi di sapere tutto, come i sicofanti. Se non sai cosa significa questa parola guarda il vocabolario o te lo spiego domenica. Che boria che c’avete.

  56. nonviolento said

    Allineati e coperti mi ricorda il periodo della naia, bruttissimo.

  57. ALBatrodei7mari said

    Quando il molto lungimirante, attivo, concreto Nichi si deciderà a uscire con i suoi dal PRC ferreriano neotrotzkista, per contribuire, con il suo ottimo 42% – sono già due partiti, molto diversi, della Sinistra – a fondare una Grande Coalizione Riformista, o addirittura una Federazione Neoprogressista (Neo-!) radicale, affrontando finalmente temi e problemi del presente e del futuro, con testa fra le nuvole, cuore ad altezza di donna e piedi per terra, assieme a Italia dei Valori, che NON è un partito di destra, tanto meno populista, e nemmeno ‘grillino’, il PD bonificato (Veltroni, che ha fatto molte cazzate in una, maxime di liquidare il Riformismo, creando un aborto e svegliandosi dal tentato inciucio impossibile, improponibile, meglio tardi che mai), la parte sana dei Verdi e quella non dei Socialisti, sarà sempre troppo tardi.

    Un ex anarchico sociale kropotkiniano (forse non molto ex), poi socialista lombardiano (mica tanto ex), poi diessino veltroniano in buona fede (molto ex, soprattutto se non si rimette in carreggiata radicalmente riformista), ora in un direttivo locale di Italia dei Valori.

  58. best e-newsletters said

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