Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Bertinotti: ‘Io sono comunista, ma comunismo è una parola indicibile’

Posted by rifondazioneperlasinistra su 4 ottobre 2008

Stefano Bocconetti

Una polemica su una frase. Ma stavolta non è la solita denuncia sulla «leggerezza» della politica, sul dominio della comunicazione sulla politica. No, perché in realtà questa polemica rivela – addirittura più che nei congressi di partito – che a sinistra sono in campo due ipotesi. Di più: due culture, due filosofie. Da cui discendono altrettante linee politiche. Vale la pena allora procedere per tappe. Tutto accade nel giro di un pomeriggio. E tutto comincia quando le agenzie, ieri, battono un dispaccio. Contiene le anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa, «Viaggio in un’Italia diversa», in vendita da stamane. Riporta una frase – quella che ha dato il via al pomeriggio di polemiche – di Fausto Bertinotti. «Comunismo è una parola indicibile – dice l’ex Presidente della Camera al più «potente» giornalista della Rai – Se fermi qualcuno per strada e gli dici: io sono comunista, quello non ti capisce».
Mezz’ora dopo, le repliche. Prima quella di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazone eletto al congresso di Chianciano. «Io – dice l’ex ministro del governo Prodi – continuo a pensare che la parola comunismo sia evocativa e utile per illustrare il cammino di una lotta secolare, quella per l’uguaglianza e la libertà». Di più, e più apertamente in polemica col suo ex segretario: «Se il problema è il logoramento di alcune parole, anche alcune che Fausto ha usato più volte, con forza, come ad esempio la parola socialismo, non mi pare che stiano messe meglio della parola comunismo, anzi». Il tutto, fino alla rivendicazione del ruolo del partito: «Ci chiamiamo Rifondazione comunista perché puntiamo e cerchiamo di elaborare, ormai da decenni, una riqualificazione anche delle parole, oltre che delle scelte e degli impegni politici che ne conseguono».
Più tardi, torna Bertinotti per spiegare meglio le sue idee. Si affida ad una premessa di una riga e mezza («Sebbene non pensi che l’affermazione possa stupire qualcuno, e neppure interessare particolarmente chi non mi conosce») e ad un’affermazione di tre-parole-tre: «Sono comunista. Punto».
Questi i fatti. Con le agenzie e i siti web che ieri pomeriggio titolavano tutti allo stesso modo: «Il comunismo divide i comunisti». Ironia un po’ facile, come quella che si usa quando si «maneggia» una polemica gonfiata, una querelle di plastica. Ma non è questo il caso. Perché in realtà il dissenso c’è, è forte. E investe tante sfere. Ovviamente Bertinotti, come sembra chiaro dalle stesse pagine di quel libro, non si «pente» affatto delle sue scelte. Niente a che fare, insomma, con l’atteggiamento dei dirigenti dell’allora pidiesse all’indomani della svolta della Bolognina…
L’ex Presidente della Camera dice un’altra cosa: vede la difficoltà a costruire iniziative politiche a partire da quell’identità. Oggi, insomma, non siamo negli anni 60′, o negli anni 70′, quando le definizioni di comunista, socialista rimandavano immediatamente a progetti, a culture. A collocazioni politiche. Oggi, per intere generazioni – le ultime – quelle definizioni significano poco. Sono una parte della storia, rilevante, rilevantissima, ma della storia. Si riparte da qui, allora, si riparte senza infingimenti dal disastro sancito dalle ultime elezioni. Situazione comune a tanti altri paesi, situazione difficilissima, quasi disperata. Si riparte, si dovrebbe ripartire da qui, allora, per riprogettare un’idea anticapitalista, antipatriarcato, antirazzista. Per riprogettare una nuova sinistra. Termine – è vero – che ha i confini più ampi e perciò indefiniti di una parola come «comunista». Ma proprio perché più ampia può servire a capire e a provare a cambiare una realtà assai più complessa e articolata di quella del secolo scorso.
Così andrebbero lette le pagine del libro di Vespa. Almeno così le ha lette chi scrive questa cronaca. Anche le repliche, comunque, non si fermano alla superficie. E vanno nel merito dei problemi. Claudio Grassi, per esempio, della segreteria di Rifondazione – anche lui parte della maggioranza vincente a Chianciano – dice che ancora oggi «il comunismo è una grande idea di trasformazione per la quale vale la pena impegnarsi e lottare. Anche questo ha detto il recente congresso di Rifondazione sconfiggendo le ipotesi – sostenute appunto anche da Bertinotti – di un suo superamento».
Citazioni non casuali, perché, se ci si pensa il tema – il primato del partito o, dall’altra parte, la sua incapacità a cogliere le sfumature di un mondo che cambia, e nel quale il partito rischia di diventare semplice testimonianza – è stato più o meno quello del congresso. Ma la discussione di ieri pomeriggio non è rimasto nella sfera delle idee. Della filosofia politica. Ha un’immediata traduzione per ciò che riguarda le scelte politiche. Quelle di oggi. Perché per Bertinotti l’errore di Ferrero – conseguente di quella scelta di puntare tutto e solo sull’identità – porta con sè anche la scelta sciagurata di guardare con simpatia a Di Pietro: «Non ti fermi più se dal comunismo precipiti nel populismo». Anche in questo caso replica immediata dell’attuale segretario di Rifondazione: «Non va abbandonato il campo della politica e la lotta per il cambiamento della politica. Anzi, proprio per questo motivo ritengo che la questione morale sia un punto centrale della ricostruzione della stessa credibilità della parola politica». Infine, l’affondo: «E mi dispiace solo che lo capisca bene Di Pietro, e non Fausto». E allora, dopo un pomeriggio difficile, in campo sembrano restare due ipotesi: l’idea di una costituente della sinistra. da inventare, da costruire. E l’idea di un rapporto privilegiato con la cultura, le idee dell’Italia dei Valori. E non è una discussione che si esaurirà in poche battute.

da liberazione.it

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250 Risposte to “Bertinotti: ‘Io sono comunista, ma comunismo è una parola indicibile’”

  1. Chavez said

    Cari compagni,
    ma la questione morale è per Voi prioritaria oppure no?

  2. Anni Settanta said

    Fare della questione morale, a suo tempo già elaborata da Berlinguer, un’altra grande narrazione, oggi che le grandi narrazioni sono collassate e non interessano più a nessuno e non certo perchè prove di interesse storico o filosofico, a mio avviso si rischia di far perdere di vista che abbiamo urgenze ben più cogenti da affrontare e risolvere, la formazione, la salvaguardia dei beni comuni, salute e istruzione, del lavoro, l’ambiente.
    Così mentre ci perdiamo a sfogliare la margherita, comunismo sì comunismo no, a fare le pulci a questo o a quel politico, ci fottono e alla grande.

  3. Oggi la questione morale più impellente è quella di ridare corpo ad una sinistra di popolo che possa lottare per i diritti dei lavoratori e di chiunque subisce la restaurazione delle destre.
    Io sono comunista eh 🙂

  4. Franco said

    Per fortuna ci siamo liberati di Bertinotti, ora aspettiamo di liberarci dei suoi seguaci, a loro che vuoi che importi la questioni morale?? Guarda caso i rappresentanti istituzionali nelle giunte indagate sono tutti seguaci prima di Berty e ora di Niky, Calabria in testa, è una coincidenza?? VERGOGNATEVI

  5. Anni Settanta said

    indagate di che?

  6. .Franky che dici ? said

    Franky che dici ?

  7. Francesco said

    @Franco, al solito si lancia il sasso e si tira indietro la mano…

  8. Marco Renzini said

    COSA DICEVA LA MOZIONE 2 ” MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE ” a proposito della questione morale e parlando della presenza nel partito anche negli enti locali ?

    ” Il rapporto del Partito con le Istituzioni deve ripartire dalle considerazioni di Berlinguer: ” La questione morale è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni e la tenuta del regime democratico “.

    Punto.

  9. Anni Settanta said

    Che l’etica delle responsabilità debba far parte del bagaglio culturale di un politico mi pare cosa ovvia, a volte mi chiedo però i polveroni sollevati anche da una gratuite affermazione come al post n. 4 siano quello di cui oggi abbiano bisogno la democrazia, le istituzioni, i destinatari di politiche pubbliche mirate al lavoro, all’occupazione, ai salari, all’immigrazione, più in generale la sinistra che ci accingiamo a costruire. Allora forse bisogna distinguere tra un giustizialismo tout court e la questione morale che è altra cosa.

  10. Reed said

    Il parolaio rosso Bertinotto ex finto comunista oggi socialdemocratico radical chic alle feste della buona classe ricca di Roma ha sparato la sua ultima belinata.

    Da sempre i capitalisti hanno detto che il comunismo e’ indicibile poiche’ i comunisti volevano e vogliono Statizzare i mezzi di produzione e di scambio, realizzare una economia socialista e dunque non piu’ una economia di mercato dove i capitalisti sono padroni di tutto. I comunisti vogliono stare e stanno dalla parte del popolo e contro i capitalisti.
    I comunisti vogliono una societa’ altra rispetto al dominio dei capitalisti.
    Una societa’ socialista che si realizza tramite il consenso della maggioranza del popolo e con il governo del popolo. Una economia socialista dove i profitti vanno usati a beneficio del popolo e non piu’ una economia di libero mercato dominata dalla classe capitalistica che si tiene per se i profitti a suo esclusivo vantaggio.

    Ora l’ex comunista finto Bertinotti dice la stessa cosa? La propaganda dei libri, giornali e tv dei capitalisti ha fatto breccia improvvisa anche tra i Bertinottiani oppure e’ solo questione di ceto politico ex comunista che vuole riciclarsi ora che ha perso la poltrona?

    A sinistra la riunificazione tra Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani e’ il solo passo logico da fare per organizzare di nuovo una sinistra operaia, una sinistra di opposizione allo stato dei padroni ed all’economia dei padroni.

    Chi ha deciso di schierarsi con “Rifondazione per la sinistra” vada pure a fare il partitino socialdemocratico con Mussi pregando i Democratici di Veltroni di riprenderli come ruota di scorta.
    Chi e’ comunista lavori per la riunificazione di PRC e PdCI per rifondare un nuovo partito comunista della classe operaia e di opposizione.

    La classe capitalistica impedisce ogni riforma che sia a favore del popolo.
    La socialdemocrazia di oggi e’ oramai veramente l’ala sinistra della classe capitalistica.
    Illudere gli operai ed i popoli che siano possibili riforme a loro vantaggio e’ un errore gravissimo.E’ CECITA’ politica di fronte alla realta di una classe capitalistica che sempre di piu’ domina la scena con i partiti moderati al suo servizio.

    In Italia come del resto in tutto il mondo serve un partito comunista, che sia unito, che sia marxista, che sia di opposizione.
    Opposizione contro lo stato dei padroni e l’economia dei padroni. Opposizione contro le bande al servizio dei padroni che si chiamino “Partito Democratico” o “Popolo della liberta’”.
    Serve una sinistra di opposizione, comunista e marxista.

  11. e vai col delirio.

  12. sxfoggia said

    x reed: e mentre tu ti opponi ti opponi ti opponi ….ti cambiano le regole fino a quando neanche più opporsi srà possibile
    bravo reed sei grande

  13. Stelvio said

    Reed…un abbraccio! Virtuale ma sincero, puoi giurarci! Lasciali andare a fare i “radical” con Mussi e Folena, lo stesso che era orgoglioso di aver votato l’embargo contro Cuba.
    Non c’è niente da aggiungere a Reed. Io non ce l’ho tanto con Bertinotti: ce l’ho con chi ha chiamato a guidare Rifondazione uno che aveva la tessera del Pds. Tutto qui.
    Poi è illuminante l’intervento di Sxfoggia! “e mentre tu ti opponi ti opponi ti opponi..ti cambiano le regole…” quindi a che cazzo serve opporsi? Meglio andare nelle giunte con loro no?
    Io un posto dove dovreste andare ve lo scriverei…ma è un posto “indicibile”.
    Un comunista.

  14. miro said

    nelle giunte con pdl? ma che dici?

  15. uno che passa di qui said

    Il bello è che fino a poco tempo fa queste sparate del Bertinotti, fatte sui libri di Vespa, piuttosto che in un’intervista sul Corriere della sera o in televisione (da Vespa), diventavano, come per incanto, senza discussione alcuna, la nuova bibbia sacra del partito, e tutti si dovevano adeguare, pena l’accusa di stalinismo, oggi scorie del passato che si cimentano pure nel populismo plebeo.
    Fortuna che quei tempi sono finiti.
    Ma non sono sicuro che tutti se ne siano resi conto.
    In primis lo stesso Bertinotti, che se fequentasse di più la gente in strada, saprebbe che il suo proprio cognome è una delle parole più indicibili a sinistra in questo momento..

  16. NANDO said

    Le parole a volte sono come pietre per cui occorre misurare i termini di questa ulteriore polemica semantica e andare avanti per ricostrure un processo unitario che superi le attuali difficoltà della sinistra per percorrere insieme un cammino che si annuncia arduo e faticoso onde rimuovere le macerie del 14 aprile e tornare a sventolare le “belle bandiere” con i colori dell’arcobaleno per un avvenire più radioso e sereno per tutti coloro che ancora credono sinceramente nelle idee e negli uomini.

  17. sociologo said

    già, mi chiedo per i dolori sociologici se è stato previsto qualche intervento in materia sanitaria in puglia
    stamattina mi sono svegliato con un dolore sociologico proprio qui alle tempie, mannaggia

  18. Franco said

    Venite in calabria che ve lo spiego io “indagate di che”, e il PRC vendoliano che fa? Prima esce e poi ritorna!!Vergognatevi

  19. anna maria di miscio said

    qui hai molto spazio per spiegare, la rete è appunto questo, abbatte nel web le barriere spazio-temporali
    dunque grazie in anticipo, attendo con pazienza

  20. nonviolento said

    Continuate con le bugie. Eppure so che alla minaccia di denunce per diffamazione, cioè storie invetate, un certo blog gestito da un certo signore della ghenga degli ex sprangatori di compagni nella Milano degli anni settanta, ha chiesto scusa, sbaglio? Fate come come i tg della mediaset e della rai, spargono bugie sperando che la massa di persone che li ascolta sia fornata nella sua totalità da coglioni e si bevono tutto. Ma qui siamo su di un blog e la gente che ci scrive e che lo legge sa è pochissimo cogliona ed affatto trinariciuta. Lascio stare la polemica sulle parole di Berinotti. Rispondere alle risposte date su questo blog è del tutto inutile si passa dal delirio neostaliniano emmellista, alla deficienza identitaria, oltretutto senza alcuna conoscenza della sua indentatà, una identitità di bignami del marxismo e di immagini, un po’ come i cattolici della domenica con la la loro religione. Passo alla Calabria, vero siamo usciti, ed il cambio di casacca della maggioranza del partito in Calabria, che era grassiano, almeno così dicono i dati di Venezia, è avvenuto perchè la segreteria occulta di Essere Comunisti, era contraria all’uscita, coniugando , come al solito, lo fanno anche qui da me, il massimo del parolaio, loro veramente, con il massimo dell’opportunismo, una poltrona non si molla mai, a Bologna ce li hanno costtretti con la forza, beh posso sempre ritornare se fanno pastella con i diliberitiani che in nome del non ceder passo alla destra sorreggono anche Cofferati. Quindi sono usciti ed il partito in Calabria ha cambiato casacca. Poi le cose sono mutate, della vecchia giunta erano rimasti nella nuova solo due , tutti gli altri fuori, gli unici due non indagati o compromessi, le nostre proposte sono state accettate, ancora prima del nostro si, soldi per il trasporto merci su rotaia, soldi per la stabilizzazione degli stagionali e dei precari della regione, pulizia nella sanità, soldi per il sostegno alle fasce deboli partendo da bonus per affitti e studio. Certo per i soloni dei massimi sistemi, quelli che ragionano di alta teoria, queste possono sembrare sciocchezze , ma per decine di migliaia di persone in carne ed ossa e sangue sono vita, ma forse , voi, fighetti del comunismo, non sapete nemmeno di che cosa parlo. Questa è la verità sulla uscita ed il rientro, e lasciatemelo dire, il partito è entrato in giunte regionali, vedi Emilia e Romagna , non certo nè Vendoliana e nemmeno Bertinottiana, con piattaforme di intesa che quella calabrese sembra a confronto la rivoluzione di ottobre , quindi per favore se non conoscete lasciate perdere.Le cialtronerie opportuniste di entrate in giunte non fanno parte del nostro DNA, ma piuttosto dei grandi nuovi comunisti identitari, picidini docet.

  21. Chavez said

    Una domanda, perchè per capirsi è necessario fissare in via convenzionale il significato delle parole. che significa giustizialismo? e cosa garantismo?
    Per me e non solo per me (che sono una testa di cavolo qualunque) il giustizialismo è l’atteggiamento di chi privilegia l’accertamento dei reati sulle garanzie per l’imputato nel processo.Il garantismo è l’esatto contrario. Quindi questi termini riguardano le garanzie che l’imputato ha nel processo . Una volta emessa la sentenza definitiva non c’è questione di garantismo o giustizialismo che tenga, questa va eseguita.il giustizialismo e il garantismo quindi c’entrano poco o nulla con l’indulto e la questione morale. E’ essere giustizialisti chiedere le dimissioni di un Presidente della Giunta regionale accusato di reati gravi come Del Turco? O dire di non essere d’accordo con l’indulto? O dire che i politici devono essere eguali di fronte alla legge come gli altri cittadini pena la violazione dell’art. 3 della Costituzione? Io credo di no.

  22. nonviolento said

    Da Comunisti a Dipietristi è questa la nuova frontiera dell’identarismo? Certo che è essere giustizialisti se si è contro l’indulto, significa non comprendre che le galere sono piene di poveracci e significa non capire che se i poveracci vanno in galera e i ricchi non ci vanno, checchè ne dica Di Pietro alla sua privata trasmissione in tv, ci sarà ben una questione di classe in tutto questo. Ma già voi siete i veri comunisti, che però certe cose le hanno dimenticate, vi sollazzate davanti al ritratto di Lenin, ma poi dimenticate che in un paese retto dalla borghesia la giustizia è di classe e non imparziale. Ma come certe cose ve le deve ricordare un venduto al riformismo e tappetino di Veltroni come me? Cazzo che comunisti.

  23. anna maria di miscio said

    a partire dal corretto utilizzo del potere giurisdizionale ma anche dalla prevenzione del rischio di sudditanza della magistratura ai poteri forti e di deragliamente delle inchieste sul malgoverno, mi chiedo se la cultura del sospetto ad oltranza non porti a dare ascolto e ad insinuare il dubbio a partire anche da illecite affermazioni del troll on line e off line di turno

    la questione nell’epoca delle false verità, in cui la costruzione dell’agenda setting e della divulgazione dell’informazione è subordinata ai poteri forti di chi detiene il controllo dei media, impone di riflettere e valutare da che parte e perchè arriva un certo tipo di informazione

    dunque la sequenza che va dalla politica alla magistratura e viceversa e che passa dai media, non ci aiuta molto a capire cosa sta realmente accadendo, se non radichiamo la questione morale in una cultura condivisa, a livello individuale e collettivo, prima ancora che nelle istituzioni

  24. nonviolento said

    Certi cosidetti compagni non si rendono conto che il giustizialismo alla IDV che si fa populista attaccando ogni tanto i politici, a proposito sulla storiella degli appartamenti acquistati con decine di mutui diversi, che si sa ogni cittadino normale può avere dalle banche, e poi affittati al partito stesso nessuno dice nulla ovviamente, gran furbone l’ex magistrato, tutto legale, ma……, i gonzi abboccano, questo galera galera, ripetuto ben 36 volte in una sola trasmissione, affermando anche delle bugie, perchè l’affermazione “Lì in galera li mettono veramente” rivolta agli USA è falsa, perchè è vero che li mettono in galera, ma dopo pochi giorni con il solito milioncino di dollaroni rubati pagato come cauzione sono di nuovo fuori e con le decine di grandi avvocati a migliaia di dollari l’ora l’immunità è garantita, fa il gioco della paura che fa vincere la destra. Certo bisogna essere dei grandi allocchi per non accorgersene.

  25. romololeft said

    Badate compagni,che Ferrero sta facndo un ottimo lavoro.Il partito sta tornando tra la gente con iniziative sociali importantissime.Poi sta tornando a fare il partito comunista innovatore che è sempre stato.Mai settario,ma orgoglioso e intransigente si.Da l’impressione dela persona mite e gentile ma sa parlare alla gente,sono certo che sia l’uomo giusto.Intanto per quello che vale si sale nei sondaggi

  26. Roberto Brontolo said

    …dopo di che ti sei svegliato tutto sudato.

  27. Franco said

    Dove lo vedono questo giustizialismo nel PRC io non lo so!!Sti vendoliani ormai non sanno più che pesci prendere…..

  28. Roberto Brontolo said

    …allora lasciaci pure soli con i nostri pesci. Grazie

  29. SINISTRA DI POPOLO said

    Che fine ha fatto quello che si firma ” UNO CHE PASSA DI QUI ” ?
    Si è veramente avventurato ” tra la gente ” a parlare di FAUSTO BERETINOTTI in quel modo e adesso non lo rivedremo veramente piu ?

  30. fabio86 said

    credo nella buona fede dei ferreriani, ma penso anche che la loro valutazione dell’autosuffcìicienza di rifondazione + la sparuta minoranza di quel che resta del pdci vada oltre la effettiva possibilità di una grande ripresa della grande storia del comunismo così come lo abbiamo conosciuto, e con tutti i suoi limiti nella storia del novecento
    ora se ancora esiste una possibilità di ripresa di quella eredità è solo nella valutazione delle variabili che impongono di ricostruire quelle griglie di lettura, valorizzandone non i mezzi e le strategie del novecento, ormai obsolete, quanto piuttosto riconoscendo che invariati sono i valori e gli obiettivi

  31. Franco said

    SINISTRA DI POPOLO..scusalo se ha osato parlare in quel modo del vostro guru!!Anche se ormai è passato di moda, ormai avete il nuovo buddah, il grande Niky!! Siete solo quettro burocrati in cerca di poltrone..rappresentate solo voi stessi e lo sapete anche voi, perchè se quel 42% fosse reale, coè se avesse realmente valore sul territorio, avreste già fatto la sciossione. Purtroppo per voi sapete benissimo da dove arriva quel 42% e sapete che non rappresentate niente oltre voi stessi e quei questtro intellettuali da strapazzo !!

  32. romololeft said

    Ma Ferrero non ha mai parlato di autosufficenza del PRC,ma della necessità di unità reale su questioni reali della sinistra.Rifondare un grande movimento di sinistra che va da Ferrando a SD che contenga movimenti, associazioni sindacati di base e sinistra cigl nella quale i comunisti devono esserci come forza che cerca di prendere l’egemonia di quel movimento.Voi parlate di partito unico ,che poi unico non è perchè non ci sarebbero comunisti i italiani e formalmente nemmeno Rifondazione.Risultato?non avremo una sinistra unita e anzi avremo indebolito(anche con la perdita di grandi intelligenze come Bertinotti che nonostante quelle frasi sbagliate ammiro molto di più di vendola)l’unico partito che per organizzazione e militanza possa ambire a dimensioni di massa.partito che non è e non sarà un piccolo partito.Un partito con 92000 iscritti non è piccolo e ve ne accorgerete alle prossime elezioni.Un’altra cosa:W i comunisti w il comunismo!!!

  33. Roberto Brontolo said

    Il fatto che siate qui a discutere e a intervenire, anzichè da un’altra parte la dice lunga ….se rappresentiamo solo noi stessi, quattro intellettuali, che ci fate qui? IGNORATECI, per favore. (noi avremo il nostro buddah, ma voi avete finalmente il vostro papa resturatore da santificare e mettere sui santini e nei nei vostri poster, quelli con gli eroi del comunismo baffuti, tanto per interderci….) Sulla questione 42%, caro Franco temo proprio per te che avrai delle soprprese e non credo dovrai aspettare molto….

  34. alessandro said

    caro roberto brontolo non usare linguaggi poco chiari
    spiegati meglio sulle sorprese
    grazie

  35. fabio86 said

    romololeft dice: “…avremo indebilito l’unico partito che per organizzazione e militanza possa ambire a dimensioni di massa”

    ma tu credi davvero che tutta la sinistra voglia sciogliersi dentro rifondazione comunista?

    ancora dici: “Rifondare un grande movimento di sinistra che va da Ferrando a SD che contenga movimenti, associazioni sindacati di base e sinistra cigl nella quale i comunisti devono esserci come forza che cerca di prendere l’egemonia di quel movimento”

    dunque rifondazione comunista ingloba e domina sulla sinistra tutta, compresi verdi e sd…. ma davvero ci credi??? e se così fosse come mai questo film fino ad oggi l’hai visto solo tu? scusa ma… a me pare anche bello sto film, ma fuori da ogni concreta prospettiva

  36. romololeft said

    X fabio86
    rispondimi allora:secondo te una costituente tra spezzoni di partito e SD può rappresentare una forma di unità della sinistra?oppure pensi come me che la frammenterebbe ancor di più di adesso.
    Poi io non parlo di inglobare,per egemonia intento maggioritario.Il movimento che immagginoinvece deve essere plurale.La sinistra si unisce tutta e questo è l’unico modo.Unità con chi ci sta secondo me non significa niente.

  37. SINISTRA DI POPOLO said

    Gia’….un gran bel film. Quando lo danno ? Dove lo danno ? Chi e’ questo ” nuovo ” regista ?
    Mentre sto facendomi queste domande in sottofondo una stazione radio sta mandando una canzonetta di Gianna Nannini…. ” bello, belloooo ed impossibile….”.
    Comunque ciao a tutti….anzi….ma e’ vero che abbiamo raggiunto nel MIO PARTITO i 92.000 iscritti ? Romoleft dimmi la fonte. E che sia attendibile.

  38. annaD said

    io vedo una sinistra che si sta aggregando e dall’altra parte ferrero che mira al recupero della storia, nostalgico come me quando penso ai miei anni settanta…..

  39. romololeft said

    in tutti i siti puoi vedere che nel 2007 gli iscritti erano 87707.Nel periodo congressuale sono arrivati 91811 e stanno ancora salendo in questo periodo.

  40. aspetta ancora qualche settimana e vedrai che il numero che sale scenderà bruscamente.

  41. Dispiace vedere tanta energia e tempo dissipati in sterili polemiche, in contrapposizioni identitarie e ripetitive prese di posizione.
    Dispiace perchè il tempo è un bene prezioso e varrebbe la pena, meriterebbe, di essere speso più produttivamente per se e per gli altri.
    Meriterebbe di essere impiegato per guardarci attorno, interrogarci per cercare di capire.
    Per tornare ad essere consapevoli.
    Perchè la società è cambiata, sono cambiate le relazioni sociali ed economiche, è cambiato il sistema di produzione e l’accesso alle risorse. La società è esplosa, si è frantumata, si è fatta “liquida”, passando da un sistema di relazioni prevalentemente aggregativo ad uno prevalentemente interdipendente.
    Certamente è difficile capire, orientarsi, ma è altrettanto certo che i modelli di società elaborati nel ‘900 sono oramai definitivamente superati.
    Restano validi i principi a cui ispirarsi, eguaglianza, libertà, solidarietà ma non più i modelli, che devono essere reinventati.
    Rifondare è esattamente questo, innovare pratiche e modelli – anche attraverso dolorose discontinuità – affinchè i principi a cui ci ispiriamo ritrovino cittadinanza attiva nel presente.
    Partendo dalla consapevolezza che nella società contemporanea non è più possibile l’egemonia di un singolo soggetto, non c’è più spazio per un’unica narrazione di massa ed è indispensabile l’incontro – nel rispetto reciproco delle differenze – di una pluralità di soggetti ed idee, il loro reciproco condizionamento, per compiere azioni che, superando il confine del privato e dell’ambito di prossimità, siano in grado di produrre una modificazione stabile e duratura nella società stessa.
    Forse sarebbe più utile partire da qui.

  42. Forse sarà più utle cercare di capire il mondo, anziché deplorarlo, perchè, come sostiene giustamente Barrico nel bellissimo finale de I barbari, ogni identità e ogni valore si salvano non erigendo una muraglia contro la mutazione, bensì operando all’interno della mutazione che è comunque il prezzo, talora pesante, che si paga per un grande progresso, per la possibilità di accedere ad un livello dignitoso di qualità della vita a masse prima iniquamente escluse.

  43. uno che passa di qui said

    Mah, in realtà nessuno ha mai eretto muraglie identitarie, fintanto che non si è deciso in modo verticistico di sfruttare le elezioni per proporre un “partito unico” con chi ci sta, proposta che non ha interessato gli elettori, e che è risultata minoritaria tra gli iscritti di due partiti su tre della sinistra.

    Che poi l’accento sulla questione identitaria l’hanno messa in primis i vendoliani, nel tentativo di liquidarla.
    Figurarsi se, con la più grave crisi dal ’29, una situazione economica/finanziaria che mette in crisi dal pdv strutturale il liberismo per come è stato teorizzato da metà degli anni ’80 in qua, a qualcuno, oltre a voi, interessa in questo momento discutere se la nostra identità è dicibile o indicibile.

    Per il resto personalmente sono favorevole a manifestazioni unitarie, piattaforme unitarie per l’immediato, battaglie unitarie.
    Resta il fatto che la “denominazione sociale” di Rifondazione comunista dovrebbe essere diversa (lo è sempre stata nei fatti) da quella degli ex-diessini, e se qualcuno pensa che sia insopportabile stare nello stesso partito di Ferrero, mentre non ha problemi con Mussi o Occhetto, non ha che da trarne le conclusioni.

    A mio avviso, se una minoranza importante come quella di Rifondazione per la sinistra esigesse collegialità, spazi di democrazia per avanzare le proprie specifiche proposte, alternative alla maggioranza, chiarendo che non intende fare scissioni, la cosa mi sembrerebbe sacrosanta.

    Ma così, con minacce di scissione a breve, per intanto collegate a iniziative quasi solo tese a boicottare la maggioranza, e un utilizzo del tutto fazioso di Liberazione, beh.. sinceramente queste cose sono inammissibili.

  44. Franco Di Lascia said

    Devo dire che è molto triste ma Bertinotti ha ragione.
    Non abbiamo e non ci stiamo capendo più un tubo, ci siamo autoesclusi dalla società politica, non riusciamo più a far transitare il nostro punto di vista, dobbiamo assolutamente trovare un nuovo linguaggio.
    Detto che gli ideali non si toccano, dobbiamo solamente porgerli nel modo più adeguato e congruo possibile.
    Questa è la nuova sfida altro che dividere il partito, le difficoltà non si superano facendoci la guerra, possibile che nessuno voglia capirlo? Non riusciremo mai in questo modo a coniugare la famosa sinistra, basta ascoltare la gente, anche i nostri compagni estenuati ed irritati da queste distinzioni incomprensibile, altro che la filosofia politica che corre a briglia sciolta su questi blogs.

  45. nonviolento said

    Ma quando imparerete a discutere con coraggio ed onestà. Non mi piacciono le persone, e soprattutto i/le compagni/e che discutono sempre demonizzando o ridicolizzando. Nessuno di noi ha parlato di giustizialismo, rileggetevi i post e le risposte, sono stati interlocutori della vostra sponda a far emergere questa questione,e noi abbiamo risposto. Quattro gatti, basta leggere l’elenco dei circoli romani che hanno fatto e fanno feste di Liberazione dedicate alla sinistra e si scopre che tutto questo è falsità, da Centocelle, uno fra i più numerosi, per arrivare alla festa dei 4 circoli finita Domenica ed ora a quella di Spinaceto, senza contare l’elenco di feste in altre zone d’Italia, alcune delle qwualòi prudentemente nascoste sulle pagine di Liberazione come “iniziative dai territori”. Ebbene queste feste sono fatte dal nostro popolo, dalla nostra gente, dai nostri iscritti. Le unichge notizie che smuovono la palude della sinistra di alternativa sono quelle di continui abbandoni di assessori, militanti, consiglieri, dirigenti dal PdCI, ultima notizia quella di Savona, tutti rivolti alla creazione di una sinistra unita, tutti messaggi alla costituente. Ben più di trenta case della sinistra sono già operative in Italia e la metà di queste sono opera di senza tessera, cioè compagni e compagne, amici ed amiche della sinistra che finalmente vedono uno spiraglio e riemergono dal limbo che la riesplosione delle culture identitarie li aveva gettati. L’unico fermento è sempre in questa direzione, quella della “costituente della sinistra”. Anche Don sardelli, il prete degli ultimi a Roma parla questo linguaggio. Ora si può essere in accordo e si può essere in disaccordo, tutte e le due le ipotesi sono del tutto legittime, ma su di una cosa non si può essere in accordo, sul fatto che se ne discuta come se fossero agitazioni di tipo dirigenziale, o addirittura , come qualcuno ha scritto di 4 gatti. Ritornate con i piedi per terra e rassegnatevi, il treno è partito, decine di migliaia di uomini e donne del popolo della sinistra lo ha scelto come il suo treno, non è tappandosi gli occhi e facendo della squallida ironia che lo potete annullare. NE VOLETE DISCUTERE, BENE SIAMO QUI PER FARLO, SENZA CENSURE O ALTRO, MA DISCUTETENE SERIAMENTE , PERCHE’ LA COSA E’ SERIA, ANZI SERISSIMA.

  46. romololeft said

    partite ?e con chi? Consideri veramente unita la sinistra di cui parli(costituente da una parte Pdci e PRC dall’altra)?per me l’unità a sinistra è un’altra cosa.Si tratta di unita sulle cose concrete,reali non di un nuovo partitino-accozzaglia nato dalla fusione fra la minoranza(corposa ma pur sempre minoranza)vendoliana e l’ex minoranza DS.le associazioni come action i centri sociali i movimenti ne rimarrebbero esclusi,solo con un grande movimento dove ognuno mantenga la propria autonomia putrà portarci all’unità.Nemmeno se Vendola avrebbe vinto il congresso ci sarebbe stato un partito unitario,ma solo unitario con chi ci sta,cioè non unitario.

  47. romololeft said

    Credo di esse più unitario di voi a questo punto.Per esempio la manifestazione dell’11 sarà unitaria,la raccolta di firme sul lodo alfano lo è ancora di più perchè vede la sinistra lottare per la difesa della democrazia e per il rispetto della costituzione.I gap contro il carovita ne sono un altro importantissimo esempio.Unirsi per paura di restare fuori dalle istituzioni è debolezza non unità…per giunta la costituente non andrebbe neanche in questa direzione ma in quella di dividere il PRC

  48. Marco Renzini said

    X Romoleft, sono d’accordo su tutto quello che dici nel tuo intervento numero 47.
    Discutere fa bene.
    Personalmente ne sono stato sempre convinto.

  49. nonviolento said

    IO direi: vede la sinistra assieme ad un pezzo di opposizione di destra. Così per essere chiari. Come al solito non riuscite acapire il messaggio. Basta con questo atteggiamento, non sono solo pezzi di partiti, ma associazioni, pezzi di popolo senza tessera, trovami in questo momento in ITALIA UNA SITUAZIONE POLTICA CHE RISCONTRA PIù ADESIONI E PIù MOVIMENTO DI BASE DI QUELLA DELLA COSTITUENTE. RIPETO, BASTA TAPPARSI GLI OCCHI E RIMUOVERE PSICOLOGICAMENTE CIò CHE NON SI VUOLE, è UNA REALTà A TUTTI I LIVELLI, DA QUELLI DIRIGENZIALI AQUELLI DI BASE, DI POPOLO E QUINDI CERCATE DI FARCI I CONTI SENZA TROPPE IRONIE O FRASETTE BELLE E FATTE, IN ALTRO CASO RIMARRETE SORPRESI, CA VA.

  50. romololeft said

    sorpresi da che?rispondimi sull’unità della sinistra così come te l’ho posta

  51. Reed said

    Bertinotti comunista non lo e’ mai stato dunque non stupisce piu’ di tanto questa “boutade” del socialdemocratico revisionista con la “r” moscia.
    Tra un party e l’altro della ricca borghesia romana il parolaio rosso revisionista socialdemocratico si e’ arricchito grazie al voto di sinceri comunisti che gliel’hanno ingenuamente dato.
    Ora che lui ed i suoi seguaci socialdemocratici non hanno piu’ il sedere posato sulla comoda poltrona del parlamento democratico dello Stato dei capitalisti allora ecco che “comunista” non va piu’ bene. Non ci si mangia piu’ e dunque si inventa cavolate su cavolate super ultra revisioniste per riciclarsi come il socialdemocratico che e’ sempre stato.

    I veri comunisti non si facciano imbrogliare da Bertinotti e lascino lui e la sua cricca socialdemocratica ad andare a fare da ruota di scorta dei Democratici servi dei capitalisti.

    La rifondazione comunista si fa recuperando il patrimonio di Marx, Lenin, Gramsci e di tutti i maestri del proletariato internazionale.

    Compito di un partito comunista non e’ quello di stare nel parlamento dello Stato democratico della borghesia.
    Compito di un partito comunista e’ di spiegare e parlare al proletariato. Organizzarlo e guidarlo sulla via della rivoluzione socialista, sole dell’avvenire.

    Lasciate il parlamento di questo Stato democratico dei capitalisti ai loro servi, riformisti o conservatori reazionari che siano.
    I comunisti si occupino di stare nel proletariato, spiegare, parlare, convincere ed organizzare il movimento reale che abolira’ lo stato di cose presente.

  52. Mah said

    Avevo deciso di non partecipare più, ma c’é ancora una domanda, dopo di che me ne chiamo fuori.
    Caro compagno Reed, per chiarezza, sei un iscritto di Prc o del Pmli? E quali sarebbero tutti i maestri del proletariato internazionale? Forse Stalin, Mao e Pol Pot?
    Senza offesa, pura e semplice curiosità.

  53. nonviolento said

    “””Credo di esse più unitario di voi a questo punto.Per esempio la manifestazione dell’11 sarà unitaria,la raccolta di firme sul lodo alfano lo è ancora di più perchè vede la sinistra lottare per la difesa della democrazia e per il rispetto della costituzione.I gap contro il carovita ne sono un altro importantissimo esempio.Unirsi per paura di restare fuori dalle istituzioni è debolezza non unità…per giunta la costituente non andrebbe neanche in questa direzione ma in quella di dividere il PRC”””

    Le firme in calce all’appello per l’11 smentiscono le tue parole e mi spiace che Marco se ne sia dimenticato, infatti al loro interno quelle di politici e uomini o donne di movimento favorevoli alla costituente della sinistra sono numerose, all’incirca un po’ meno della metà. Sul Lodo Alfano, perchè creare divisioni dove non esistono? Lo sai benissimo che non ci divide la raccolta di firme sul Lodo Alfano, infatti alla nostra assemblea nazionale gli interventi sono stati favorevoli a che il corteo dell’11 firmasse compatto ai banchetti dell’IDV, ma quello che ci divide è il giudizio sulla linea politica dell’IDV e sull’IDV stessa come rassemblement, questo che fai sembra il gioco delle tre carte, ma non attacca. L’unità che desideriamo non è per motivi elettorali ed è cosa talmente scontata, letta, ascoltata, scritta decine, forse centinaia di volte che il solo scriverla rende merito a quanto tu legga o conosca ciò che critichi, semmai è l’esatto contrario, è la attuale maggioranza che prospetta alleanze puramente speculative in vista delle prossime europee, stravolgere le questione non fa onore a chi lo scrive. Passiamo alla divisione del partito. Che cosa è un partito, una entità a se stante, il cui nome, le cui istanze sono forme comunque esistenti e aggregative, cioè il partito è in se e non fuori di sè che ha la ragione del suo essere? A leggerti pare che la ragione del suo essere è il suo essere stesso, cioè la sua esistenza è la ragione stessa del suo esistere. Questa è follia politica, il partito ha ragione di esistere al di fuori di sè, perchè la sua funzione non è quella di esistere, comunque, ma quella di agire, fare politica, promuovere linee politiche di azione sul reale, nella società, su e dei governi. Al di fuori di queste funzioni un partito non ha senso, è solo una figura retorica, priva di significato e di realtà sociale e politica. I tuoi richiami unitari non hanno senso perchè fanno riferimento ad un concetto di partito da terza internazionale, la sua funzione è nel suo stesso esitere, o peggio nel suo stesso nome, esso deve essere perchè è comunista. Scherziamo? Esso deve esistere se è funzionale non a se stesso, alla sua sopravvivenza, alla sua unità etc etc, ma se è funzionale al ruolo che deve svolgere all’interno della società, nel caso contrario la sua esitenza è pura e mera sopravvivenza afunzionale, prima di finalità, di senso politico. Quandi si lanciano appelli unitari e si accusa altri di essere scissionisti e di minare l’unità, si deve leggere bene di che cosa e di chi si parla, in caso contrario sono parole vuote, senza alcun senso.

  54. romololeft said

    Ma la mia domanda è secca e tu ancora non mi rispondi.
    Con la costituente ci sarà una sinistra unita?o rimarranno 4 partitini con il più grande di esso dimezzato per energie e intelligenze?secondo credi che le associazione e i collettivi sarebbero disposti a sciogliersi nella costituente?Io credo di no,ripeto non ha senso dire che si vuole l’unità della sinistra perchè essa non è tradizionalmente inquadrabile in un partito.La mia proposta è quella del movimento delle sinistra.Una specie di concentrazione antifascista.Allora i partiti della sinistra stavano peggio di noi.Hanno saputo davanti a un nemico comune unirsi(tutti)per combattere una battaglia storica e la storia ci insegna che ce l’hanno fatta.In quel movimento c’erano comunisti,socialisti,repubblicani giellisti e liberaldemocratici,la loro lotta unitaria non presupponeva una singola organizzazione politica o un solo partito…

  55. Roberto "Brontolo" said

    Mi dispiace ma dire che durante il ventennio i partiti della sinistra stavano peggio di noi è un errore di valutazione enorme. A parte l’agibilità politica e la repressione, sicuramente peggiori della fase attuale, in quegli anni c’era un movimento operaio in pieno sviluppo e crescita, in Italia come nel resto d’Europa. In quei decenni si sviluppava una fortissima coscienza di classe, la possibilità della rivoluzione socialista era concreta dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ecc. In quest’epoca noi siamo figli della sconfitta storica di quelle esperienze, drammaticamente, e ancora ci stiamo facendo i conti. Quello che serve oggi è rifondare una sinistra capace di ricostruire luoghi, esperienze, identità, strumenti per rifondare anche l’idea stessa di comunismo.

  56. romololeft said

    Dalla seconda metà degli anni 30 la popolazione era ormai quasi completamente assoggettata al fascismo,tanto che anche i lavoratori si erano ormai convertiti grazie all’assistenzialismo fascista.Senza contare che molti di loro non avevano vissuto sulla loro pelle le stagioni delle lotte del primo dopo guerra.Non avevano coscienza di classe.le classi dirigenti dei partiti di sinistra erano fatte apparire dal regime attraverso la propaganda(minculcop)come codarde,venivano chiamati ormai anche dal popolo lavoratore “fuoriusciti”,quindi la situazione era difficilissima.Oggi anche i lavoratori si stanno convertendo a partiti come la Lega e la stessa AN,e molti di loro non hanno vissuto le battaglie degli anni 70,la popolazione viene progressivamente depoliticizzata e molti di noi(ho 22 anni)non hanno coscienza di classe.Dobbiamo risvegliarla dobbiamo ripoliticizzare il popolo.Dobbiamo tornar a far si che esso ami la politica.

  57. Franco Di Lascia said

    Bravo Romolo sei un giovanotto in gamba. E’ proprio come dici tu, bisogna creare una nuova coscenza politica ma che sia di questi tempi. Non è più possibile circondarsi di persone perdute nelle nostalgie, pure importanti, ma che purtroppo sono avulse. Con questo non voglio mancare di rispetto a nessuno, anzi nutro una profonda stima nei loro confronti, ma dobbiamo fare tutti uno sforzo per attualizzarci, per comprendere i mutamenti e le frammentazioni che sono in atto in questa società dilaniata, senza regole , e dove tutti e tutto fluttuiamo.
    Dobbiamo rivoltarlo questo mondo come un calzino.

  58. Reed said

    I compagni che sbagliano continuano purtroppo a sbagliare e questo e’ molto triste per tutti noi di sinistra.
    Il piu’ grande errore che la sinistra (PRC,PdCI) ha commesso e’ stato di andare al governo con i moderati dell’Ulivo/Unione/PD.

    Nel 1996 Rifondazione Comunista avrebbe dovuto fin dall’inizio stare all’opposizione di sinistra contro i moderati dell’Ulivo di Prodi.
    Se cosi fosse stato il PdCI non sarebbe mai nato si spera.
    Nel 1998 e’ nato il PdCI per stare ancora al governo con i moderati di Prodi and company.
    Altro errore gravissimo.
    Nel 2006 la sinistra (PRC,PdCI) e’ andata al governo con i moderati di Prodi and company e nel 2008 gli elettori di sinistra delusi dal non aver ottenuto nulla si sono in gran parte astenuti oppure si son turati in naso votando PD che certo non corrisponde alle loro idee.

    Ora questa corrente “Rifondazione per la sinistra” che vorrebbe fare?
    Andare di nuovo (di nuovo???) a fare alleanza con i moderati del PD???
    Ancora?
    Ma se vi hanno sempre detto NO ad ogni minima proposta in favore della classe operaia e dei ceti popolari!
    Ma siete proprio zucconi compagni eh?
    La sinistra deve fare opposizione!
    La sinistra non puo’ andare al governo con il centro moderato (Ulivo,Unione,PD che sia) perche’ la sinistra ha idee diverse rispetto al centro moderato.
    La sinistra non e’ riuscita ieri a condizionare un governo moderato di centro “sinistra” non vedo perche’ ci dovrebbe riuscire domani!!!!!!!!????

    Perche’ non ragionate compagni?
    Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere eh?

  59. Roberto Brontolo said

    AIUTOOO!!! ma che abbiamo fatto di male? Per caso abbiamo la calamita che attrae tutti gli invasati/esaltati con la mania del comunismo con la C maiuscola?

  60. Reed said

    Il Partito dei CARC è un partito legale di comunisti, che utilizza quanto resta degli spazi di agibilità, conquistati dalla classe operaia e dal suo vecchio partito comunista con la Resistenza, per promuovere l’orientamento comunista delle masse popolari, la loro aggregazione attorno al partito comunista, la loro mobilitazione e partecipazione all’attività politica rivoluzionaria, alla lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.
    Ogni CARC è la sezione territoriale di un partito che contribuisce al lavoro per fare dell’Italia un nuovo paese socialista e allo sviluppo della rivoluzione proletaria mondiale. A questo scopo il Partito dei CARC fa proprio il patrimonio di esperienze del movimento comunista italiano e internazionale, sintetizzato nel marxismo-leninismo.
    Il Partito dei CARC si assume come compito principale il lavoro sul secondo fronte del Piano generale di lavoro del (n)PCI (NUOVO PARTITO COMUNISTA ITALIANO): quello che riguarda “la mobilitazione delle masse popolari a intervenire nella lotta politica borghese, con l’obiettivo principale di favorire l’accumulazione di forze rivoluzionarie e in secondo luogo con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari ed estendere i loro diritti, di acuire e sfruttare le contraddizioni tra i gruppi e le forze della borghesia imperialista”.
    La linea del Partito dei CARC è pertanto “dirigere e organizzare la mobilitazione delle masse popolari ad intervenire nella lotta politica borghese per favorire l’accumulazione di forze rivoluzionarie, per far emergere l’incompatibilità esistente tra gli interessi delle masse e gli interessi della borghesia in ogni campo e in ogni aspetto della vita delle masse, per acuire e sfruttare le contraddizioni tra i gruppi e le forze della borghesia imperialista, in sintesi per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse”.

  61. Giorgio said

    Non vedo Renzini imperversare da molto tempo, sono quasi in crisi di astinenza.
    Solamente lui nobilita questo blog.
    Con le sue informazioni puntuali, qualche volta già conosciute da tutti, ma non fa nulla.
    Qualche volta si ripete, ma va bene lo stesso.
    E’ lo spirito che conta, è come si dicono le cose , con delicatezza e rispetto verso tutti gli interlocutori.
    Renzini SEI TUTTI NOI:

  62. nonviolento said

    “””La linea del Partito dei CARC è pertanto “dirigere e organizzare la mobilitazione delle masse popolari ad intervenire nella lotta politica borghese per favorire l’accumulazione di forze rivoluzionarie, per far emergere l’incompatibilità esistente tra gli interessi delle masse e gli interessi della borghesia in ogni campo e in ogni aspetto della vita delle masse, per acuire e sfruttare le contraddizioni tra i gruppi e le forze della borghesia imperialista, in sintesi per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse”.”””

    AIUTO……..

  63. annaD said

    anch’io mi sto allontando da questo blog, le invettive non m’interessano, quando si aprirà un dialogo costruttivo sui progetti della sinistra si vedrà
    intanto ringrazio e apprezzo lo sforzo degli amministratori del sito che postano in prima pagina tutte le informazioni su eventi in corso e in via di programmazione della e per la sinistra

  64. .Marco Renzini said

    X Anna D.

    L’obiettivo di alcuni interventi su questo blog mira proprio ad ottenere solo questo risultato: allonatanare qualche compagno e compagna che sono stanchi di inutile risse e di discussioni sul nulla.
    Mi pare che giustamente la redazione abbia scelto la strada di non praticare alcuna forma di censura.
    Quindi la via migliore è quella di non stare al gioco delle provocazioni e di andare avanti.
    Il blog sta veramente avendo un discreto successo.
    E’, mi pare, il frutto di un lavoro volontario e collettivo portato avanti addirittura da persone che non si conoscono e che comunque si impegnano tutte per la costruzione di una SINISTRA DI POPOLO.
    Quindi continuiamo a dare tutti il massimo contributo possibile.
    Ciao.

    Marco Renzini

  65. annaD said

    caro marco, la cosa più bella qui è come dici non conoscersi affatto e collaborare per un progetto condiviso, quella più brutta è limitarsi al flagello del compagno/a che per sua fortuna/sfortuna entra in questo spazio
    scorrere pagine e pagine avvilenti in un momento in cui abbiamo bisogno come il pane di coraggio, di essere incoraggiati a ricostruire la sinistra non solo a livello dei vertici (arcobaleno) ma a livello di partecipazione collettiva (difficile in un nomento in cui alla delusione subentra il riflusso negli spazi sempre più angusti del privato, per chi ancora ha la fortuna di avere lavoro, casa e famiglia, ovvio), dicevo scorrere le pagine avvilenti del tiro al compagno è davvero peggio del nulla

  66. Franco Di Lascia said

    Anna coraggio. Non si molla mai. La chiarezza delle proprie idee non deve essere offuscata da nessuno. Poi non è vero che non ci si conosce, nessuna conoscenza è più profonda di quella che nasce dallo scrivere, dal misurarsi con dignità e sincerità, rispettando prima di tutto chi la pensa in modo diverso.
    Ancora coraggio. Voglio leggerti ancora!!!

  67. nonviolento said

    NON PENSO CHE LA VIA DELL’ABBANDONO SIA QUELLA GIUSTA, COSì COME NON RITENGO CHE SIA GIUSTA LA VIA DELLA CENSURA. COMPRENDO CHE LEGGERE DECINE DI MESSAGGI IN CUI VENGONO INSULTATE LE NOSTRE RAGIONI CON AVVILENTI INCORAGGIAMENTI AD ENTRARE NEL PD, o dove si fanno proclami con stile emmellista preistostorico non sia una scelta facile, ma altrettanto poco facile sarebbe avere un blog dove ha diritto di scrivere solo chi la pensa come i suoi curatori. Nella nostra scelta poltica vi una parola fondamentale, che ci divide , crea uno spartiacque fondamentale, questa è la parola Libertà. Non è un caso che molti di noi amano definirsi come la sinistra delle libertà, non per un vezzo o per sbeffeggiare qualcun altro, ma perchè essa è per noi fondamentale. Della libertà fa parte anche il dover accettare qualsiasi posizione politica come qualsiasi offesa, qualsiasi insulto ci venga rivolto. Spero che i compagni e le compagne, gli amici e le amiche comprendano questo fatto che è per me , ma credo per moltissimi di noi, fondamentale, fondante della nostra nuova idea del fare politica. Noi accettiamo il confronto con chiunque, anche con chi ci insulta, anche con chi scrive qua sopra solo per suscitare le reazioni che ho letto, ma cari tutti e tutte voi, vogliamo scendere così in basso da raggiungere simili livelli anche se da strade diverse?

  68. luigi said

    Fausto ha ragione

  69. annaD said

    ehhehe non mollo piuttosto mordo… scherzo

  70. annaD said

    … ma quello che mi preme non è tanto scannarmi con questo o quel compagno dell’altra metà di rifondazione, quanto piuttosto inventare un modo per ricostruire la sinistra, riaccendere fiducia ed entusiamo, partecipazione, speranza
    se spendiamo tutto il nostro tempo ed energie, e ci facciamo assorvbire da sterili discussioni, quando e dove penseremo al che fare?

  71. Franco Di Lascia said

    Non bisogna assolutamente scannarsi, faremmo un gioco inutile. Invece dobbiamo marcare una posizione che possa divenire stabile, considerando che la nostra sinistra non esclude nessuno e men che mai i compagni delle altre mozioni. Altrimenti sarebbe assurdo e non giustificabile, la gente ci vuole e non accetta vederci cosi’ divisi e cosi’ polemici. Per cortesia diamoci tutti una calmata.

  72. maurizio tomassini said

    ricostruire la sinistra ….. già ma su quali basi e quali temi? ritengo che una stagione sia finita quella che guarda ad un passato legato alle rappresentanze istituzionali, agli accordi sotto banco con un pd logoro di capitalismo, al partito mobilitato solo in vista delle elezioni di qualsiasi natura. riprendiamo a discutere partendo dalle nostre divisioni, che tanto fanno bene al teorico ma che nulla portano tra la gente, riprendiamo da una opposizione netta a questo sistema che qualcuno pensa si stia autodistruggendo ma in realtà si sta solo riposizionando per far pagare la crisi ai soliti noti,a sinistra si deve rielaborare una strategia unitaria che faccia riemergere l’opposizione che diventi punto di riferimento contro questo regime dal pd al pdl se non lo si fa ora staremo qui a mandarci messaggi umani, carini, piacevoli, leziosi, “d’incoraggiamento” (anche se il “non si molla mai” mi ricorda tanto un “boia chi molla”)ma senza incidere più di tanto sulla realtà. Maurizio Tomassini

  73. Paola said

    Rispetto tutte le posizioni, ma quando leggo dichiarazioni come
    “comunismo è una parola indicibile”,
    o leggo articoli sulla prima pagina di Liberazione, che esprime dubbi sulla Manifestazione dell’11, ignorando che i media in queste cose ci sguazzano e gli avversari non aspettano altro che la sinistra tiri le cuoia come avvoltoi..
    così come quando leggo alcuni commenti di compagni che sono stati nello stesso partito fino all’altroieri, mi torna in mente la frase di Moretti “continuiamo così, facciamoci del male”..
    Oggi mentre davo volantini del PRC, insieme a una compagna di Sinistra Democratica che dava i suoi e insieme ne davamo uno sulla scuola a firma congiunta, più Verdi e PdCI, lei ha detto: se fallisce la manifestazione possiamo anche tornarcene a casa, tutti!!
    E io ho risposto che ero assolutamente d’accordo.

  74. annaD said

    cara paola più che indicibile io penso che si debbe riflettere su quello che il comunismo oggi rappresenta nella sinistra, una posizione tra altre, ed è a partire da questa consapevoleza che TU hai distribito volantino accanto e con la compagna di sd
    ed è a partire da questa consapevolezza che il processo costituenete della sinistra muove, non per cancellare le singole parti della sinistra, compagni di rifondazione compresi, ma per metterle insieme, rinunciando alla pretese di diventare in questo progetto la forza egemone che assorbe in sè tutte le altre
    ripensiamo con modestia ad occupare il nostro spazio e a dare il nostro contributo, senza pretendere di contenere esaustivamente la Sinistra

  75. nonviolento said

    Il caro vecchio vizio dei militanti comunisti, fermarsi alle parole e non ai ragionamenti. Caro compagna se Bertinotti avesse detto solo indicibile, sarei stato il primo ed in prima fila a contestare, ma questa non è la verità, questo è il gioco degli specchi, è la rappresentazione buffonesca della verità e sono spiaciuto che compagni e compagne che dimostrano intelligenza cadano nella trappola della solita retorica di cui la sinistra estremissima è sempre stata prigioniera. IL pensiero di Bertinotti è molto più complesso, e quindi inviterei tutti e tutte a discuetere sul pensiero e non sulle parole, troppo facile , se mi permetti cara compagna, attaccare un pensiero aggrappandosi ad una parola che rende semplice il tuo dire. Più difficile è confutare il suo ragionamento, forse è per questo che sento da troppi citare “indicibile”, ma non una sola riga del resto del suo ragionamento. Io sono comunista, lo sono in pratica dalla nascita, famiglia comunista, cioè tutti, dai genitori, ai nonni, agli zii, padre ex partigiano con la 5 elementare che la sera dopo le ore di lavoro si sedeva al tavolo e leggeva l’Unità con il vocabolario e si incazzava con gli altri compagni che insultavano i giornalisti perchè difficili, ah i torni e ritorni della storia, e mi diceva che bisogna capire, comprendere, che le parole sono nulla , ma sono i pensieri formati dalle parole importanti, ed è per questo che leggo con il vocabolario, perchè devo capire. Forse è stato proprio lui a spingermi verso la filosofia. Vecchi comunisti, altra pasta e altro cervello, vero RED? Eppure io sono in completo accordo con Bertinotti, sono comunista, ma la parola comunismo è oggi indicibile. Perchè, forse sono affascinato dal libro nero del comunismo, non credo, ho piena consapevolezza dei crimini e degli orrori di cui è costellata la nostra storia, ma sono altrettanto consapevole che il comunismo, il marxismo, hanno poco, anzi nulla, che vedere con quelle cose, con quelle dittature, con quelle deviazioni da partito unico e imperante che sono/erano le cosidette società socialiste. Che cosa allora mi fa essere d’accordo con le sue parole: la realtà che mi circonda, quella lettura marxista della realtà che tutti i comunisti tanto decantano, ma che poi pochi accettano. Io da comunista, da marxista so che il mio compito non è forzare nelle masse il mio pensiero, quasi fossi un missionario fra popolazioni indigene e senza dio, ma creare le condizioni per cui il mio pensare diviene quello delle masse, ecco la differenza fra gli identitarismi, fra gli emmellisiti e me, io vedo la società, la leggo, come il buon Marx ci gha insegnato a fare e dalla sua lettura capisco quelle che sono le culture, le politiche, le reazioni allo stato di cose che le governa da parte del popolo e non impongo nulla in nome della mia presunzione di verità, ma cerco di stabilire un dialogo, di far passare le mie certezze attraverso altri percorsi, perchè la cosa fondamentale non sono i nomi, i libri, le verità, le immagini, ma ciò che si fà nel concreto.

  76. Roberto Brontolo said

    Grazie Nonviolento,
    le tue parole sono sempre preziose, perchè riescono ad esprimere in parole semplici le questioni nodali del nostro dibattito.

  77. Chavez said

    Per far uscire i poveracci dalle galere bastava una legge che depenalizzasse i reati legati a droga e immigrazione e invece no, si è voluta fare una legge che salvasse insieme ai poveracci- gran parte dei quali sono tornati in galera per cui non è servita a nulla – i furbetti del quartierino e udite udite i padroni responsabili delle morti sul lavoro che in virtù di effetti indiretti dell’indulto non hanno risarcito un bel nulla neppure sul piano civilistico. (leggere gli articoli della Fiom prima dell’approvazione della legge). Questo per dimostrare che chi contesta l’indulto non è per forza giustiziallista. Io penso che nessuno possa essere considerato colpevole fino a sentenza definitiva come recita la Costituzione. Penso anche che il carcere non sia lo strumento più idoneo per garantire il reinserimento del soggetto nella società, almeno per come oggi sono organizzate le carceri italiane. Parliamone.
    Questo sul piano giudiziario.
    Sul piano politico penso invece che i politici e coloro che amministrano la cosa pubblica devono essere al di sopra di ogni sospetto. In Europa i politici accusati di scandali molto meno gravi di quelli nostrani si dimettono, così funziona, senza aspettare la sentenza definitiva.I politici non posso ritenersi legibus solutus come era il re sole nel ‘600.
    E’ un principio vigente negli ordinamenti occidentali a partire almeno dalla rivoluzione francese e nella nostra Costituzione che all’art. 3 recita :”Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione….. di condizioni personali.” Spero compagni che condividiate il principio . Se sì perchè allora vi siete astenuti, cari compagni della 2, sulla partecipazione del partito alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo del lodo Alfano? O bisogna proteggere Berlusconi pure “dal ” processo?

  78. nonviolento said

    Le tue parole sono aria fritta, ideologia, come fare a fare quello che fici tu, giusto depenalizzare, con che maggioranza dico io, nessuna ed allora si sceglie, ma è del tutto evidente che la norma meglio dieci colpevoli fuori che un innocente in galera non vale per te, beh la tua sinistra non ha nulla a che fare con la mia, grazie. Sul fatto che poi gran parte sono tornati dentro faresti meglio ad ascoltare meno Travaglio e più i dati reali, la percentuale, cioè poco superire al 18 è la più bassa da quando esiste la repubblica. Sono d’accordo con te sulla trasparenza e la moralità, però non posso non notare che alla fine sei riuscito a cadere nelle solite provocazioni ed insulti abbastanza stupidi. Se leggi bene siamo favorevoli alla raccolta di firme, numerosi interventi all’assenblea nazionale lo hanno detto chiaramente, quindi le tue sono pallottole a salve, quello che ci divide è sul ruolo di opposizione dell’IDV. Per noi era, è e resta una opposizione personalistica e di destra.

  79. Chavez said

    opposizione personalistica e di destra…Ed io sarei quello che fa affermazioni ideologiche?
    Continuiamo a parlare dei massimi sistemi, mentre Di Pietro intercetta il nostro elettorato…
    Domanda: era proprio necessario comprendere pure gli omicidi sul lavoro tra i reati “indultati” e pure i reati finanziari dato che, oltre agli effetti devastanti sui processi in corso ed anche indirettamente su quelli civili di risarcimento, non erano neppure necessari per ottenere l’appoggio di F.I., visto che al Berluska bastava che l’indulto comprendesse la corruzione in atti giudiziari di cui era imputato assieme a Previti?
    II) Sulla depenalizzazione ricordo che, trattandosi di legge ordinaria, non era necessaria la maggioranza dei 2/3.

  80. Paola said

    @ Anna
    @ Nonviolento
    credo di capire il senso dei vostri commenti, potremmo ancora discuterne a lungo.. occupando altro spazio, spendendo altre parole in aggiunta alle tante spese prima, durante e dopo il Congresso..
    Provo ad aggiungere solo qualcosa: ex militante PCI, poi in crisi dopo la scissione DS-Rifondazione, votante Arcobaleno+Veltroni ad aprile (ahimé, voto in-utile), dopo la batosta sanguinosa di aprile ho pensato che fosse indispensabile ridare, anche dalla base, forma a quella sinistra che ormai sembrava averla persa..
    Per questo mi sono iscritta a Rifondazione, perché il connotato di “sinistra” (via alberi, fiori, asinelli, via finto modernismo e strizzatine d’occhio a tutti) tornasse chiaro e comprensibile anche alle persone che non ci capivano più..
    Poi lo so anch’io com’è andata coi regimi comunisti in altri paesi, ma in altri paesi appunto! in Italia il PCI di Berlinguer andava a testa alta! ed ha rappresentato una BARRIERA a tante nefandezze (confindustriali, mafiose ecc. – leggete se volete “Il ritorno del Principe” e cosa dice a proposito il giudice di mafia Scarpinato. Per inciso, il video sta sul blog di Travaglio ‘Voglioscendere’: altro che ascoltate meno TRAVAGLIO, DI PIETRO di destra e GRILLO populista! ho imparato più cose dai loro blog che leggendo pile di giornali e ascoltando le TV di regime!).
    Non la faccio lunga, ma ribadisco la necessità di una rivalutazione e non una penalizzazione del “comunismo” (che mi pare tra l’altro stia mostrando la sua validità proprio ora con il crollo di pezzi di liberismo); con gli aggiornamenti del caso, è ovvio, e l’applicazione alla realtà tramite l’allargamento dell’azione a tutte le forze sane della società.
    Chissà che poi alla fine non diciamo la stessa cosa 🙂 Saluti!

  81. nonviolento said

    Che cosa hanno in comune le politiche da gruppetto dei partitini della attuale sinistra comunista con il PCI? Nulla, se poi avessi letto più stampa di sinistra avresti letto le stesse cose che hai imparato sui cosidetti siti dei giustizialisti di destra. Molti e molte hanno sempre snobbato le nostre denunce, ma poi pendono dalle labbra di certi personaggi. A me non interessa Berlusconi, come persona, ma come uomo politico, interessa il neoliberismo e mi spiace scriverlo, ma chi non si accorge che persone come Travaglio, che è di destra e lo dichiara, e Di Pietro, sono del tutte interne al neoliberismo. Come fate presto a dimenticare il suo si al ponte sulla stretto, il suo si alle grandi opere, bastano due frasette e siete disposti a perdonare tutto a loro, mentre venite qui a fare le pulci a noi, sarebbe questa la vostra sinistra?

  82. Chavez said

    A me interessa invece, oltre che come emblema del neoliberismo e delle sue politiche, anche come persona. Non credo che sia indifferente che a governarci sia un delinquente o una persona onesta, o una persona che è in grado di manipolare le menti con le sue televisioni. Questi dovrebbero essere dei prerequisiti di ogni politico, per poi passare all’analisi delle sue idee. Per questo c’è bisogno di una grande battaglia di moralità. Con Di Pietro ci siamo stati al Governo e continuiamo a starci in molte città, provincie e regioni italiane. (Veramente fuori dalla polemica, e per pura curiosità, ma l’ex pm di Mani Pulite sostiene Vendola in Puglia oppure no?)
    Rispetto al suo essere di dx credo che su alcune questioni Rc si sia messa d’accordo con gente molto + di dx di lui. (vedi legge elettorale e indulto).
    Credo che sia necessario fare meno strumentalizzazioni e parlare di cose serie.

  83. Chavez said

    Travaglio e Di Pietro sono sicuramente di dx, io però credo che la battaglia sulla questione morale sia e debba essere patrimonio della sinistra e dei comunisti.Penso anche che su questioni generali riguardanti la tenuta di un sistema democratico si possano trovare delle convergenze non dico parallele ma con dei soggetti che non la pensano esattamente come te (abbiamo ad esempio la stessa posizione dell’udc e della LEga sulla legge elettorale, e tutti i nostri dirigenti nazionali -compreso Ferrero- avevano la stessa posizone di FI sull’indulto). Rispetto a tutti questi ameni compagni di viaggio, sulle questioni generali di democrazia, preferisco di Pietro e Travaglio.

  84. annaD said

    x non violento: mi spiace, ma devo contestare il termine indicibile usato da bertinotti, non mi piace, preferisco parlare di transalazione di concetti come marxismo e comunismo
    e ad ogni modo cari compagni indicibile o non indicibile vi dico con immensa gioa che stasera a palazzo dogana a foggia c’era bertinotti ed era pieno di gente così…. 😉

  85. Roberto Brontolo said

    ….ma come, non si doveva essere solo quattro gatti?

  86. annaD said

    … voglio aggiungere un’altra riflessione: bertinotti è una delle più belle intelligenze della sinistra in questo momento, ma non credo che sia molto contento di essere letto e pensato come il Verbo, penso invece che la pratica democratica nel libero argomentare intorno a termini e concetti sia la più alta espressione della sinistra, e che infine da bertinotti sia altamente condivisa

  87. annaD said

    @86 ecco, vedi brontolo, il nostro limite oggi è proprio questo, il raccoglierci intorno solo a chi ha carimsa, lo dico con gioia per bertonotti ma anche con un po’ di tristezza

  88. Paola said

    Quoto Chavez! non solo non è indifferente RICORDARSI sempre di chi abbiamo come pres.del cons. (la storia delle sue frequentazioni mafiose e dei suoi processi ce la rammenta, casomai qualcuno la dimenticasse, TRAVAGLIO ad ogni occasione) e di quanti deputati inquisiti e condannati abbiamo in parlamento (questo ce lo ricorda GRILLO ogni tanto) di quali inciucetti a sinistra (ce lo ha ricorda REPORT sulle speculazioni edilizie avallate dalla giunta comunale di sinistra a Roma) e di alcuni amministratori voltagabbana iscritti (non si sa come!) a Rifondazione ce lo ha ricordato RICCARDO IACONA nel servizio sulla Calabria.
    Allora proviamo ad allargare i nostri orizzonti al di là degli stretti confini di partito: la gente non viene nelle sezioni ma la TV la vede, e i giovani pure non frequentano molto i circoli, ma hanno internet e si informano più lì che altrove. Un saluto.

  89. Marco Renzini said

    Per quanto mi riguarda ( ma l’ho già detto altre volte ) non solo firmerò per il referendum contro il lodo Alfano ma raccoglierò anche le firme.
    Lo ritengo un impegno ovvio e doveroso.
    Del resto sia la fase della raccolta delle firme sia l’eventuale referndum, rappresentano come sempre un particolare momento di mobilitazione e quindi la Sinistra non può che esserci.
    Anche perché non voglio lasciare solo a Di Pietro l’esclusiva su certe battaglie che riguardano i temi elementari della giustizia.
    La questione morale è da sempre un tema che ha visto la Sinistra in prima fila.
    E lo è ovviamente anche per ” Rifondazione per la Sinistra ” che infatti nelle sue tesi congressuali ha scritto: ” Il rapporto del Partito con le istituzioni deve ripartire dalle considerazioni di Berlinguer; ” La questione morale è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni e la tenuta del regime democratico “.

  90. nonviolento said

    Caro Marco, è del tutto inutile, loro non conoscono, non leggono, non sanno, non sono solo i ragazzi o i giovani che hanno le notizie dalla televisione, ma anche quelli che scrivono certe cose, in caso contrario si sarebbero accorti da anni delle nostre identiche denunce, ma certo dette da TRAVAGLIO E DA GLI ANCHORMAN TELEVISIVI SONO PIù VERE. E poi vuoi mettere il linguaggio terra terra di Di Pietro, lui non fa mica della poesia come Vendola, e via. L’unica domanda a cui non rispondono mai è quella sui perchè di questa personalizzazione della politica, sulle furbizie del moralista, cazzo quanti mutui, certo non perchè è un politico affermato, ma la casta sono solo gli altri, o sui si ai CPT per i migranti, o sulla galera per tutti soprattutto per i poveracci, perchè poi solo loro finiscono nelle galere tantio invocate, o syulle grandi opere tipo il pknte sullo stetto, non ricordano la tiratina di orecchie di Prodi alle parole favorevoli del grande moralizzatore, o sui si all base USA. Forse non rispondono perchè in fondo si vergognano di parlare bene di tanta destra, ma lo fanno solo perchè gli piace darci contro, sono come le unghie sulla lavagna.

  91. Reed said

    RIFORMISMO E REVISIONISMO: PAROLE INDICIBILI

    La natura opportunista dell’ultimo gruppo dirigente del Partito Comunista Italiano si svela con la “bolognina” e lo scioglimento del PCI in favore del moderato PDS poi DS oggi PD cioe’ un partito moderato servo della classe capitalistica. Un ceto politico degenerato opportunista riformista socialdemocratico e revisionista che si e’ riciclato a suo proprio vantaggio.
    A sinistra di tale operazione nascono Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani i quali – a dispetto del nome – sono guidati dalla solita cricca di opportunisti riformisti e falsi comunisti.
    Compito dei comunisti autentici e’ stato ed e’ quello di smascherare questi opportunisti imbroglioni revisionisti riformisti e di dare ai comunisti di base un punto di riferimento per la vera rifondazione comunista ovvero un partito di classe, comunista, marxista-leninista.
    Gli opportunisti sono quei politicanti di sinistra, socialdemocratici oppure sedicenti “comunisti” i quali in verita’ sono solo opportunisti, riformisti, revisionisti. Opportunisti riformisti interessati solo alle loro poltrone nel parlamento dello stato della classe capitalistica.
    I sinceri comunisti non devono piu’ cadere nell’imbroglio degli opportunisti ma al contrario orientarsi verso un vero partito comunista marxista-leninista che sia partito di lotta, delle lotte della classe operaia per i loro diritti e bisogni oggi e per la rivoluzione socialista domani.

  92. Reed said

    IL PROGRAMMA COMUNISTA

    Il Partito Comunista d’Italia (Sezione dell’Internazionale Comunista) è costituito sulla base dei seguenti principi:

    1. Nell’attuale regime sociale capitalistico si sviluppa un sempre crescente contrasto fra le forze produttive ed i rapporti di produzione, dando origine alla antitesi di interessi ed alla lotta di classe fra il proletariato e la borghesia dominante.

    2. Gli attuali rapporti di produzione sono protetti e difesi dal potere dello Stato borghese che, fondato sul sistema rappresentativo della democrazia, costituisce l’organo della difesa degli interessi della classe capitalistica.

    3. Il proletariato non può infrangere né modificare il sistema dei rapporti capitalistici di produzione da cui deriva il suo sfruttamento, senza l’abbattimento violento del potere borghese.

    4. L’organo indispensabile della lotta rivoluzionaria del proletariato è il partito politico di classe. Il Partito Comunista, riunendo in sé la parte più avanzata e cosciente del proletariato, unifica gli sforzi delle masse lavoratrici, volgendoli dalle lotte per gli interessi di gruppi e per risultati contingenti alla lotta per l’emancipazione rivoluzionaria del proletariato. Il Partito ha il compito di diffondere nelle masse la coscienza rivoluzionaria, di organizzare i mezzi materiali di azione e di dirigere, nello svolgimento della lotta, il proletariato.

    5. La guerra mondiale, causata dalle intime, insanabili contraddizioni del sistema capitalistico che produssero l’imperialismo moderno, ha aperto la crisi di disgregazione del capitalismo in cui la lotta di classe non può che risolversi in conflitto armato tra le masse lavoratrici ed il potere degli Stati borghesi.

    6. Dopo l’abbattimento del potere borghese, il proletariato non può organizzarsi in classe dominante che con la distruzione dell’apparato di stato borghese e con l’instaurazione della propria dittatura, ossia basando le rappresentanze elettive dello Stato sulla sola classe produttiva ed escludendo da ogni diritto politico la classe borghese.

    7. La forma di rappresentanza politica nello Stato proletario è il sistema dei Consigli dei lavoratori (operai e contadini), già in atto nella rivoluzione russa, inizio della Rivoluzione proletaria mondiale e prima stabile realizzazione della dittatura proletaria.

    8. La necessaria difesa dello Stato proletario contro tutti i tentativi controrivoluzionari può essere assicurata solo col togliere alla borghesia ed ai partiti avversi alla dittatura proletaria ogni mezzo di agitazione e di pro-paganda politica e con la organizzazione armata del proletariato per respingere gli attacchi interni ed esterni.

    9. Solo lo Stato proletario potrà sistematicamente attuare tutte quelle successive misure di intervento nei rapporti della economia sociale con le quali si effettuerà la sostituzione del sistema capitalistico con il sistema socialista e la gestione di Stato della produzione e della distribuzione.

    10. Per effetto di questa trasformazione economica e delle conseguenti trasformazioni di tutte le attività della vita sociale eliminandosi la divisione della società in classi, andrà anche eliminandosi la necessità dello Stato politico il cui ingranaggio si ridurrà progressivamente a quello della razionale amministrazione delle attività umane.

    La classe operaia è stata e resta la principale classe rivoluzionaria dell’epoca moderna. Alla classe operaia occorre un partito comunista marxista-leninista che l’organizzi sia nelle lotte quotidiane sia nella lotta per la rivoluzione socialista per la liquidazione del sistema di sfruttamento dei capitalisti e l’edificazione di una nuova societa’ ed economia socialista. Lottare, in definitiva, per il socialismo, perché solo con esso il popolo, la classe operaia, andrà al potere e potrà finalmente godere dei frutti del proprio lavoro e decidere conformemente ai propri interessi. Dopo la crisi del movimento comunista internazionale e la caduta dei governi comunisti nei paesi dove era stato realizzato il modello socialista, compito dei comunisti oggi, il compito che s’impone a tutti i marxisti-leninisti del mondo e specie ai compagni russi e degli altri paesi dell’Est europeo – è quello di scalzare e liquidare la controrivoluzione che ha portato al ripristino dell’economia capitalista da parte di bande di servi dei capitalisti, ripristinare il potere della classe operaia e del suo partito comunista marxista-leninista e far rinascere un rinnovato modello socialista per la Russia e per tutte le repubbliche che furono parte dell’U.R.S.S.

    Il PCIM-L difende strenuamente tutti i diritti sociali e di libertà costituzionali conquistati dal proletariato italiano col 25 aprile 1945, ma non difende e combatte la natura di classe cioe’ fondamentalmente a favore della classe capitalistica sfruttatrice della Costituzione del 1948, perché si batte per la conquista di una Repubblica e di una Costituzione socialiste. Per assolvere questi compiti, il PCIM-L si sforza di applicare nella pratica i capisaldi del materialismo dialettico e storico. L’arma vitale dei popoli è il partito comunista marxista-leninista rivoluzionario. Il partito della classe operaia è il necessario cardine nel processo rivoluzionario del proletariato, il quale solo attraverso l’acquisizione di una coscienza politica comunista e socialista può avanzare sicuro e condurre vittoriosamente la lotta per la propria emancipazione e l’avvento della società comunista. E’ compito del partito, cioè della parte cosciente del proletariato, portare la coscienza socialista nel movimento spontaneo della classe operaia.
    Il programma fondamentale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista è di guidare il proletariato industriale e agricolo – e le masse popolari della città e della campagna da esso diretti – alla conquista del potere politico per la costituzione di un governo comunista del proletariato:
    – abbattendo il dominio della classe capitalistica, privandola del potere politico, strappandole gli strumenti del dominio;
    – spezzando la macchina dello Stato dei capitalisti, l’apparato burocratico, poliziesco e militare dello Stato dei capitalisti e preparando il terreno per porre in essere un nuovo e diverso apparato, quello dello Stato socialista del proletariato.
    – creando infine il nuovo Stato: la dittatura del proletariato in una forma o nell’altra, allo scopo di realizzare gli obiettivi e i compiti della rivoluzione proletaria, della costruzione della nuova societa’ socialista fondata sull’economia democratica e pianificata dallo Stato socialista del proletariato. Poiché ogni particolare è inevitabilmente legato al generale, ogni diversità presuppone l’identità, il periodo di transizione dalla tirannia dei capitalisti alla nuova societa’ socialista in Italia, pur nella sua impronta originale, prevede l’attuazione delle leggi del passaggio dal sistema capitalistico al sistema socialista proprie a tutti i paesi, e cioè:
    – la soppressione della proprietà capitalistica e l’instaurazione della proprietà di Stato dei principali mezzi di produzione, distribuzione, credito, finanza;
    – la graduale trasformazione dell’agricoltura su basi socialiste;
    – lo sviluppo pianificato dell’economia di Stato secondo il modello socialista volto all’elevamento del livello di vita dei lavoratori e di tutto il popolo;
    – l’attuazione di una rivoluzione socialista nel campo dell’ideologia e della cultura, che comprenda la rieducazione della vecchia intellighenzia, la formazione di una nuova intellighenzia proveniente dalle file del proletariato, fedele al popolo lavoratore e alla causa socialista, nonché un elevamento generale del livello culturale di tutto il popolo;
    – la liquidazione dell’oppressione nazionale e l’instaurazione dell’uguaglianza di fatto, di una reale parità di diritti e di un’amicizia fraterna fra i popoli;
    – la difesa delle conquiste socialiste dagli attacchi dei nemici interni ed esterni;
    – la solidarietà della classe operaia italiana con la classe operaia di tutti gli altri paesi sulla base dei principi internazionalisti comunisti.
    Il PCIM-L ritiene che la soluzione di questi compiti sociali inerenti al periodo di passaggio sarà impossibile senza un’accresciuta lotta di classe contro le forze reazionarie che rappresentano il vecchio sistema basato sullo sfruttamento. In questo periodo cambieranno solo i compiti, le condizioni, le forme e i mezzi della lotta di classe. Il grado di inasprimento della lotta dipenderà dalle circostanze del momento, dalle condizioni concrete, dal grado di resistenza delle classi rovesciate.Parimenti, nella conquista del potere politico, il grado di violenza rivoluzionaria dipenderà dal grado di resistenza violenta delle classi sfruttatrici che hanno fatto il loro tempo e dalle condizioni del momento, concrete, della lotta di classe. Quanto più accanita sarà questa resistenza tanto più acutamente rispondenti saranno le forme di lotta che il proletariato e le sue alleate forze progressive si vedranno costretti ad applicare.
    Il PCIM-L, in forza del marxismo-leninismo, riconosce indiscutibilmente il ruolo progressivo della violenza rivoluzionaria nella storia, ma il marxismo-leninismo non è affatto fautore della violenza ad ogni costo. Il PCIM-L si batte per una nuova, diversa, profondamente umana società. Esso ritiene che se in questa lotta si può evitare la violenza, questa non deve essere impiegata. Per le forze rivoluzionarie, la violenza non è un fine a se stesso, ma solo un mezzo.I l PCIM-L ritiene fondamentalmente, con fondata ragione, che il socialismo possa affermarsi in Italia solo in modo rivoluzionario. Il PCIM-L attribuisce all’azione parlamentare – consistente soprattutto nell’usare la tribuna parlamentare a fini di agitazione rivoluzionaria, denunziando le manovre dell’avversario di classe, raggruppando intorno a certe idee le masse ancora irretite dalla “democrazia” borghese – il posto che le compete nel sistema capitalistico, e cioè di essere totalmente subordinata ai fini e ai compiti della lotta extraparlamentare delle masse.

  93. Roberto Brontolo said

    Credo tu abbia seriamente bisogno di essere visitato da uno psichiatra…ma uno bravo!!!

  94. red perché non vai un momento in piazza..... said

    Reed,
    perché non vai un momento in piazza a contare quante persone ci sono alla manifestazione di Roma ?
    E poi magari ce lo vieni a raccontare.
    Via…. renditi anche tu un po’ utile.

  95. Roberto Brontolo said

    Ma noooo! quelli che stanno in piazza sono tutti opportunisti e socialdemocratici…..Reed non ci va in piazza, lui sta assieme ai tre o quattro unici autentici veri comunisti d’Italia (o del mondo?)

  96. Chavez said

    I)Premetto di essere iscritto a Rifo da almeno 10 anni e di essere dunque a conoscenza delle battaglie sulla questione morale portate avanti dal partito in questi anni e non accetto gli insulti di chi mi accusa di essere un ignorante, di non leggere o di prendere le notizie solo dalla tv. Dico solo che in due anni al Governo siamo stati come partito nel suo complesso poco attenti a queste questioni che è ora di rimettere al centro del dibattito politico.
    III)Appoggiare un referendum come quello contro il lodo Alfano è cosa giusta e sacrosanta. Punto.
    IV) Rispetto a chi parla per metafore, credo forse che ci sia un problema di comunicazione, nel senso che molto probabilmente le persone che vorremmo rappresentare non capiscono il significato di quanto diciamo.Sarebbe forse meglio,almeno per l’oggi, utilizzare un linguaggio semplice, anche se non necessariamente scurrile.. Altrimenti compagni, ve lo dico con il cuore in mano, la gente in carne ed ossa non ci segue più. Riflettiamoci.
    E poi, lasciatemelo dire compagni, un conto sono le poesie di Niki, (stupende), un conto le metafore utilizzate da chi cerca goffamente di imitarlo. (Non mi riferisco a nessuno di coloro che scrivono in questo blog).

  97. Chavez said

    Per la cronaca: Dario Fo e Franca Rame, il movimento “addio pizzo”, i ragazzi di “Ammazzateci tutti” e molti costituzionalisti democratici.Tutti di destra?

  98. Chavez said

    scusate naturalmente si tratta dei soggetti che hanno aderito alla manifestazione di piazza Navona.

  99. Reed said

    Come ripeto i dirigenti di PRC e PdCI sono solo opportunisti e con essi non e’ pensabile costruire un partito comunista autentico.
    Se oggi a Roma alcuni manifestanti di sinistra sono andati in piazza e’ certo un bene. Ma e’ un male che manchi una piattaforma politica seria.
    Non e’ con i socialdemocratici opportunisti che a me interessa stare.
    Interessa di piu’ stare dove sto con la tessera che ho in tasca e con le idee nelle quali credo da quando ero piu’ giovane.
    Le anime della sinistra sono tante. Ritengo legittimo per quanto deleterio per il proletariato, che ci siano i socialdemocratici ma tant’e’ cosi e’ cosi resta.
    Io vorrei solo che i socialdemocratici si chiamassero con il loro nome e non “comunisti” perche’ davvero essere comunisti e’ lontano anni luce dalle posizioni riformiste ed opportuniste di Bertinotti e la sua cricca.

  100. maurizio tomassini said

    da roma ai territori. il vero problema ora è che faranno i militanti per ritornare ad essere punto di riferimento dell’opposizione? La raccolta di firme è un mezzo aggregativo ma non diventi l’unico strumento è ora di ricomporre una opposizione e di ragionare nei territori su cosa fare e come muoversi ma specialmente individuare i temi tentando a sinistra di ricomporre un soggetto unico che nel ricostruire a sinistra smascheri la politica di un pd sempre più prono nei confronti della corte (Letta)berlusconiana. TM

  101. Reed said

    Da comunista anche se non iscritto al PdCI voglio comunque fare gli auguri di buon compleanno ai compagni ed alle compagne del PdCI per i 10 anni dalla fondazione del partito.
    Fu sbagliato sorreggere il governo Prodi, D’Alema e Amato. Apprezzo la scelta dei Comunisti Italiani di dare solo un appoggio esterno al Governo Prodi 2 ma ora e’ necessario davvero dare al Partito dei Comunisti Italiani una nuova linea politica che sia davvero di classe, dalla parte dei lavoratori, dei ceti deboli di questa societa’ dominata dai padroni e dalle bande al loro servizio.
    E’ necessaria una opposizione di sinistra, di classe, comunista.
    E’ necessario non commettere piu’ gli errori del passato, non sostenere mai piu’ nessuna alleanza o governo del PD.
    A sinistra con i lavoratori.
    Una sinistra di opposizione, comunista, marxista, oggi come ieri per la Rivoluzione.
    Oggi come ieri la parola d’ordine e’ sempre una: socialismo o barbarie!
    Buon compleanno ai compagni ed alle compagne del Partito dei Comunisti Italiani.

  102. annaD said

    insomma ieri a roma eramo tanti, dicono 200000, dicono 500000, so solo che era difficile vedere l’inizio e la fine da piazza della repubblica alla bocca della verità
    dunque smettiamola di rimbeccarci, si ricomincia con numeri a molti zeri

  103. Reed said

    Siamo sempre al “che fare?” di Lenin (questi comunisti eh?)
    Quale programma per la sinistra? Qui e’ il punto vero al di la delle giravolte dei dirigenti di PRC e PdCI.
    Un programma, una piattaforma di rivendicazioni e’ cio’ che servirebbe alla sinistra.
    Rivendicazioni per chi? Per gli operai prima di tutto, questi operai che alcuni dicono che non esistono piu’ ma esistono eccome.
    Rivendicazioni dunque per gli operai, per i lavoratori dipendenti di livello medio basso, per gli studenti, per i precari, per i disoccupati, per la casa, per la sanita’, per l’istruzione, per l’assistenza e previdenza sociale, per i pensionati.
    A questo serve la sinistra in generale. Per lottare per i bisogni reali della gente comune.
    Ma una piattaforma di rivendicazioni per quanto senza dubbio giuste non e’ sufficiente.
    La sinistra deve – oltre ad avere un programma ed una piattaforma rivendicativa – tornare a parlare di trasformazione specie in una epoca come questa dove il libero mercato mostra tutti i suoi difetti di sempre, quando la classe capitalistica mostra il suo volto piu’ regressivo e tetro, quando il “re e’ nudo” per cosi dire.
    Iniziamo a dire che la trasformazione come la intende la sinistra non si fa con alleanze politico-elettorali con il Partito Democratico in quanto quest’ultimo e’ forza moderata
    che tutto vuole tranne che trasformazione, svolta politica a favore dei ceti popolari.
    Chi oggi anche dopo l’entusiasmo per aver rivisto la sinistra in piazza (io non dubitavo affatto che la gente di sinistra fosse scomparsa nel nulla all’improvviso) pensi che sia ancora giusto cercare contatti e/o alleanze con il PD a mio avviso davvero sbaglia in modo profondo.
    Non ci sara’ mai una rifondazione della sinistra se si pensa di tornare a fare la ruota di scorta del moderato PD.
    La sinistra deve essere autonoma, con la sua piattaforma di rivendicazioni sociali, forza politica di lotta, non di governo. Non di governo perche’
    non esistono le condizioni oggettive ne’ alleanze possibili o pensabili per tornare al governo di questo paese con i moderati del PD che per altro stanno all’opposizione.
    La sinistra deve essere la parte politica delle lotte sociali, degli operai, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, degli studenti.
    La sinistra deve avere un suo autonomo progetto e programma – condizione sine qua non – per ripartire e riprendere il cammino.
    Un programma di sinistra oggi non puo’ prescindere dall’ineludibile questione della critica a questa societa’ e questa economia del libero mercato. Finche’ questa societa’ e’ dominata dai capitalisti e dalla logica del libero mercato nessuna trasformazione e nessuna riforma (per quanto illusoria sia) potra’ mai dare alle masse popolari quella giustizia sociale di cui c’e’ il bisogno.
    Un programma di sinistra non puo’ che partire dalla radicale e totale opposizione dei lavoratori e dei ceti popolari alla classe capitalistica ed alle logiche del libero mercato.
    Un programma di sinistra non puo’ prescindere che dalla ripresa convinta della lotta di classe dei lavoratori contro il padronato.
    I padroni in questi 20 anni hanno praticato con evidenza la lotta di classe contro i lavoratori.
    I lavoratori negli ultimi 20 anni privi di una guida, di una sinistra di classe con gruppi dirigenti convinti e agguerriti hanno subirto le angherie dei padroni.
    Senza lotta di classe dei lavoratori contro i padroni non esiste nessuna possibile ripresa della sinistra.
    La sinistra deve guidare i lavoratori nella loro lotta di classe contro le ingiustizie di questa societa’.
    La sinistra deve essere autonoma dal centro moderato liberale o democristian-cattolico, parte politica dei padroni e del clero.
    La sinistra per tornare di nuovo grande deve ripartire dal partito comunista, dal programma comunista, dalla organizzazione della lotta di classe dei lavoratori e dei ceti popolari contro i capitalisti.
    La sinistra deve ripartire da se stessa perche’ veniamo da lontano e andremo lontano.

  104. Reed said

    A sinistra tuttavia ci sono sempre i soliti problemi che riguardano due gruppi dirigenti opportunisti che davvero nonostante gli errori clamorosi commessi non si vogliono togliere dalle balle.
    I vari opportunisti Bertinotti, Vendola, Giordano, Diliberto and company ancora stanno a ciarlare e dettare fantasiose linee che poi sono sempre la stessa (facciamo da ruota di scorta al PD) quando sarebbe meglio che facessero non uno ma duecento passi indietro lasciando posto ad altri compagni decisi ad una opposizione di sinistra contro i poli moderati dei padroni.
    Bertinotto e Diliberto hanno portato i due partiti di sinistra (PRC,PdCI) al governo con Prodi!!!!! A star zitti si e’ gia’ detto tutto!
    Invece di fare opposizione di sinistra contro i governi dei padroni di centro sinistra o centro destra si sono venduti per qualche poltrona.

  105. annaD said

    ehi rps sveglia, chi di voi c’era ieri?

  106. Reed said

    “Io sono comunista ma comunismo e’ una parola indicibile” dichiara il parolaio rosso Bertinotto.
    Le belinate del signor Bertinotti fanta progressista senza aggettivi nonche’ frequentatore dei party dei ricchi V.I.P. romani ci hanno francamente rotto le balle.
    Come anche il signor Ferrero Paolo valdese di sinistra che in TV si definisce “comunista democratico” che di fatto e’ un ossimoro, è una figura retorica che consiste nell’accostamento di due termini in forte antitesi tra loro.
    Cosa sarebbe un “comunista democratico”? E poi per democratico e democrazia cosa si intende? La democrazia parlamentare? Un comunista che pero’ guarda che “buono” e’ per la democrazia parlamentare? O per il pluralismo dei partiti politici? E che si puo’ fare una rivoluzione proletaria contro la classe capitalistica lasciando il pluralismo dei partiti politici? Con i liberali? Con i democristi? Con i fasci? Ma che e’ una barzelletta?
    Cosa ci sarebbe – secondo il signor fanta progressista Bertinotto – di “indicibile” nella parola comunismo?
    Indicibile forse la proprieta’ di Stato dell’Industria? Delle Banche? Dei Trasporti? Della grande distribuzione? Della terra? Il sistema socialista?
    E’ “indicibile” per chi? Per i padroni forse non certo per la gente comune che poco o nulla avrebbe da perdere e tutto da guadagnare da un simile progetto rivoluzionario.
    E’ “indicibile” la rivoluzione del proletariato guidata dai comunisti rivoluzionari di professione (avete presente Lenin?) contro i capitalisti ed i loro cani da guardia?
    E’ “indicibile” per i padroni forse non certo per la gente comune che poco o nulla avrebbe da perdere e tutto da guadagnare da una siffatta rivoluzione comunista.
    E’ “indicibile ” che la vita economica secondo il programma comunista sarebbe determinata e diretta da un piano di Stato per la produzione e la distribuzione?
    E’ “indicibile” per i padroni che non sarebbero piu’ padroni e per i sostenitori della liberta’ dei padroni di sfruttare i lavoratori forse non certo per i lavoratori e la gente comune che di nuovo tutto avrebbero da guadagnare da un simile progetto politico-economico.
    E’ “indicibile” che il proletariato cosciente ed organizzato nel Partito comunista conquisti il potere politico, espropri i padroni e realizzi una nuova societa’ socialista?
    Di nuovo “indicibile” forse per la classe dominante dei capitalisti non certo per il popolo che tutto avrebbe da guadagnare da un simile progetto!
    Il fanta progressista presunto comunista Bertinotti ha pisciato fuori dal vaso per l’ennesima volta e voti tutti fessacchiotti a votarlo per tutti questi anni pagandogli lo stipendio da parlamentare e presidente della camera!
    Ha fatto i soldi Bertinotti facendo il comunista, ora ha deciso di cambiare nome perche’ magari con il nome “comunista” soldi no ne fa piu’ allora via per la rifondazione della sinistra fanta progressista.
    E voi votatelo mi raccomando che a Fausto and company dispiace non prendere piu’ lo stipendio da Deputati e Senatori eh?

  107. annaD said

    alla bocca della verità ieri a Roma è stato dato forse non a caso spazio alle molte verità che emergono dal variegato tessuto della sinistra, senza punti a chiudere ogni discorso dal palco e sul palco, a fissarlo una volta per tutte
    e dunque nemmeno un dirigente della sinistra sul palco a rivendicare, nella meravigliosa giornata di sole che ha illuminato il magnifico popolo della sinistra, la paternità della manifestazione di ieri, con molti invece abbiamo condiviso il passo nelle file del corteo, Vendola, Bertinotti, Migliore, Giordano, Fava, Francescato e molti altri
    e mi sono chiesta se forse oggi non è ormai il tempo di un rivisitare le stesse modalità della rappresentazione negli spazi e nelle piazze reali e virtuali della politica, così come da più parti e dagli anni Ottanta la nuova Antropologia critica ha rivendicato per sé altre modalità di rappresentazione poetica e politica dell’alterità
    oggi nello spazio della rappresentazione l’antropologo non occupa più una posizione centrale, quanto piuttosto decentrata, al margine, per dare spazio e voce alle mille voci dell’alterità che di diritto occupano e devono poter occupare lo spazio della rappresentazione e della autorappresentazione di identità multiple, ibride, in movimento
    sono identità che non sono più incasellabili nelle categorie fisse e immutabili, museificate e residuali che la tradizione levistraussiana ci aveva insegnato ad ordinare attraverso la lente del paradigma strutturalista
    ora forse è il tempo che il politico come l’antropologo apra lo spazio dell’autorappresentazione che mette in campo non più il diritto di parlare a nome dell’altro, ma quello di ricucire insieme, ago e filo, i frammenti delle nostre voci e dei nostri corpi nei testi della politica

  108. Chavez said

    Prego? Hai fatto la supercàzzola?

  109. annaD said

    x chavez
    dici a me? o a quello scassacazzo del tuo amico reed?

  110. nonviolento said

    C’è qualcuno che ha scambiato spazio per una vetrina del suo pensare. Vorrei invitare a discutere, non a pubblicare proclami. Siamo seri, la stragrande maggioranza delle persone che frequentano questo blog, e credo anche i tanti che pur non scrivendo lo leggono, siamo citati in tantissimi altri luoghi della rete e molti prelevano dal blog per ripubblicare a loro volta, una media di circa 800presenze giornaliere dà la dimensione dell’interesse, e l’interesse è che ci siano discussioni, non pubblicazioni di centinaia di righe che poi nessuno legge, basta una rapida occhiata alle prime righe per avere una realistica visione del seguito, sono del tutto inutili e danneggiano la reale funzione del blog stesso, e di sicuro non li legge nessuno, io scusate la sincerità, alcuni messaggi troppo lunghi o che già dalla seconda riga contengono insulti o ironie, li salto e credo di non essere l’unico. E’ del tutto comprensibile una simile richiesta, al contrario se ne dedurrebbe che l’intenzione di alcuni non è discutere, ma sabotare, perchè poi un blog è funzionale se riesce a dare immagine dei pensieri di ognuno abbastanza concise, veloci, ed è questo che lo rende leggibile e fruibile. Mi si può rispondre che anche noi pubblichiamo spesso notizie di feste, interventi etc, vero, ma lasciateci almeno la libertà di pubblicare le nostre cose, altro atteggiamento sarebbe se noi, con esse, invadessimo pagine e pagine dei blog e dei forum di altri. Spero di essere stato chiaro. Grazie.

  111. Chavez said

    Ad entrambi

  112. annaD said

    allora: io posto qui peerchè condivido rps, tu mi pare idv e reed ferrero
    forse avete sbagliato indirizzo, il vostro disagio e tutto qui

  113. Edo said

    Ho letto l’articolo di pag. 4 di Liberazione di ieri sul resoconto della manifestazione di sabato.voglio esprimere il mio profondo disagio da semplice iscritto al partito della federazione di Bergamo per il continuo e pesante richiamo identitario comunista che mi porta a chiedere “ma siete proprio così sicuri che tutti e tutte i manifestanti e le manifestanti fossero coministi e comuniste?”. Io mi permetto di dubitarne e vi lancio simpaticamente il tarlo del dubbio..

  114. Franco said

    Allora? Dove eravate sabato? E tutta la la sinistra di popolo che sapete mobilitare?? E` tutto la il vostro 42%? E chi sarebbero quindi i gruppettari: qualla immensa folla rossa o quei corpuscoli scoloriti che si incontravano di tanto in tanto? Come mai dopo due giorni ne questo blog ne il vostro sito ufficiale presentano un articolo della giornata?? L`avete capito ora che non rappresentate nessuno oltre quei quattro dirigenti in cera di poltrona???

  115. nonviolento said

    Ho letto anche io con un certo imbarazzo gli articoli , specie quelli di alcune giornaliste che sempre in prima fila a chiedere più vicinanza al partito, ora scoprono le loro carte, sapendo dare una visione del tutto di parte della manifestazione.Doveva esserte , prima dell’appello, una manifestazione pensata per rinvigotire l’identitarismo, poi siamo riusciti a trasformarla in altro, ma qyuesto alcuni volevano e questo è stato riportato da quegli articoli. Certo al partecièpazione di Rifondazione è stata straordinaria, ma non egemone, se invece una egemonia v’è stata è stata quella della domanda di unità e di sinistra, ma questo, purtroppo, questi giornalisti non la hanno nè vista nè sentita. Se questa è la loro visione unitaria siamo messi bene. E’ del tutto evidente che non hanno voluto accorgersi delle decine di striscioni, anche di circoli del partito, che richiamavano l’unità a sinistra, hanno del tutto ignorato la grande partecipazione di SD, e hanno esaltato nelle loro interviste , concedendogli ben 2terzi dei loro articoli la nuova maggioranza e perfino i picidini, che , saranno anche un partito, ma sicuramente sono molto meno della nostra area. Ma questa è la dimostrazione che non è la verità quella cercata, ma la loro verità, che purtroppo per loro non sempre coincide con la realtà delle cose. Tutto questo ci dovrebbe portare arafforzare la nostra battaglia per la difesa dell’autonomia del giornale, perchè una <Liberazione così non si riesce a leggere.

  116. Roberto "Brontolo" said

    Caro Franco,
    o sei in malafede (credo che sia così), o non sai leggere o sei troppo pigro per cercare ciò che qui si è scritto e si continua a scrivere a partire dal 15 settembre sulla manifestazione di sabato 11 ottobre.
    Ti aiuto segnalando qui sotto dove potrai leggerli:
    https://rifondazioneperlasinistra.wordpress.com/2008/09/15/manifestazione-11-ottobre

    Inoltre ti vorrei dire che molti di coloro che formavano quella che tu chiami immensa folla rossa erano compagni (tra cui il sottoscritto) che aderiscono a Rifondazione per la Sinistra. Nessuno di noi si erge a rappresentare quella folla rossa, non essere così presuntuoso e cieco da pensare di poterlo fare tu…come al solito ognuno vede ciò che vuole vedere, ma non fa bene alla sinistra ne tantomeno a quella folla rossa di sabato.

  117. nonviolento said

    Franco ma c’eri o hai solo letto gli articoli del giornale? Perchè se eri presente, allora la tua non è solo partigianeria, ma vera e propria malattia, hai dei seri problemi di vista. Non ti esaltare troppo, ricorda che eravamo trecentomila, è andata bene rispetto ai 50/60mila che prevedevano gli organizzatori, ma solo un anno fa eravamo quasi un milione. Non voglio sminuire la risposta di Sabato, ma non esaltiamoci, la strada del recupero è ancora lunga, cifre alla mano ne mancano 7oomila, cioè più del doppio, e non è solo una questione di numeri, ma questi numeri sono il riflesso della nostra perdita nella società intera. Questi trecentomila stanno al nostro zoccolo duro, stanno al 3/4% , abbiamo detto che non siamo in mutande, ma non vediamoci già con l’abito da festa , sarebbe un terribile errore.

  118. Franco said

    Se dici che la richiesta di unita` come la intendete voi e` stata egemonica veramente mi sa tanto che non c`eri tu o sei in malafede!! Da quando decine di striscioni con al seguito qualche decina di persone e` egemonico rispetto alle centinai di striscioni con dietro centinaia di compagni che dicono altro?? Ma dai cerca di essere serio, sei tu qua il partigiano!! Mi vorresti dire che rappresentavate il 47% della presenza del prc? Ma se eravate quattro gatti, altro che gruppettari!! In riferimeto al 20 ottobre ti ricordo che allora si mobilitarono anche molti sindacati, mi meraviglio di te se non consideri questo, lo sai bene che in Italia le grandi folle le porta in piazza solo il sindacato!!
    Brontolo..mi riferivo ad un articolo dopo la manifestazione dell`11….

  119. redecly said

    Forse vado fuori tema… o forse no: che senso ha tutto questo dibattito sul comunismo e sulla sinistra in genere quando nel lazio si arriva a mettere il tiket su farmaci per il glaucoma ed antitumorali? Che fine fa la dignità? Perchè si resta in giunta? L’avessero fatto quelli del polo… Tutti sappiamo dei buchi, dei dissesti finaziari o quant’altro, ma credo che quando si arrivi ad accettaro tanto non si è semplicisticamente realisti, ma questa realtà che cade come un macigno su chi ha lavorato una vita come operaio o situazioni simili se non peggiori la si determina. La capacità di fare politica di sinistra deve far si che non si arrivi a tanto, altrimenti il proprio tempo, le proprie parole, ed il proprio compenso sono un non nulla, quasi un furto a chi sta male… Si citano spesso personaggi che in america latina stanno incidendo nella realtà concreta anche in situazioni più complesse e gravi, non è il caso di essere più capaci e meritarsi il voto? E’ populismo quello di parlare, risolvere ed occuparsi di problemi concreti, come la questione morale trallaltro, oppure certi dibattiti culturali sono una manifestazione di piccolo sofismo se dietro di essi non c’è molto altro nei fatti?

  120. romololeft said

    Dalla manifestazione si è capita una cosa:che rifondazione è un partito con grandi possibbilità ed è per questo che deve rimanere tale.Non può essere sciolta in un contenitore indistinto e vagamente disinistra,la rifondazione deve continuare ad essere comunista.Sull’unità:Opposizione unitaria su fatti concreti è più unitario di una costituente che spaccherebbe l’unico partito in grado di esercitare una egemonia su un grande movimento della sinistra anticapitalista di cui c’è oggi bisogno.Su questo non ci piove.

  121. .Marco Renzini said

    ” Mi copio e m’incollo ” dal blog di Aprile online dove si sta svolgendo la stessa identica discussione. A seguire chiedo informazioni sull’intervento di Fosco Giannini su YouTube.

    #150 · Marco Renzini
    13 ottobre 2008, 15:17 E’ evidente che questa discussione sulla piazza, su chi c’era in piazza, chi era più numeroso in piazza, a chi appartiene questa piazza dell’11 ottobre, potrebbe durare per mesi. Senza portare da nessuna parte. Ognuno di noi si è fatto una sua personale idea e si comporterà di conseguenza. Personalmente penso che in piazza c’era una sinistra diffusa, unita e plurale. Visto tra l’altro che la manifestazione era stata promossa a seguito dell’appello di un comitato formato da compagni e compagne in larga parte senza specifiche appartenenze di partito.Detto questo trovo ridicolo che qualcuno dentro Rifondazione e anche in questo blog ne rivendichi la proprietà. In piazza a Roma c’era sicuramente tutta Rifondazione ( maggioranza e minoranza ). Piaccia o no è così. Così come è evidente che il PRC, dopo Chianciano , è spaccato in due a tutti i livelli e che questa situazione continuerà ad essere sempre così. Il punto d’incontro è quasi impossibile. Lavoriamo a due progetti diversi. Da una parte ci sono gli identitari che guardano ( chi più chi meno)ad una ricomposizione cosiddetta ” comunista “. Dall’altra c’è un 50% di iscritti che lavora per l’unità di una Sinistra senza aggettivi. E lo fa e continuerà a farlo stando DENTRO il PRC ma lavorando anche e soprattutto FUORI del partito per realizzare i suoi obiettivi.Questa è la situazione. Ad alcuni non piace ? Se ne facciano una ragione. Inutile essere ipocriti. Del resto come sempre chi ha una proposta riconoscibile, credibile e vincente andrà avanti. Registro e sottolineo ancora una volta che sabato 11 ottobre in piazza c’erano tutte le forze politiche dell’ex Arcobaleno, ma che, soprattutto, c’era una forte e numerosa SINISTRA DI POPOLO che è ancora viva e vegeta a prescindere dai quattro partiti esistenti. In termini calcistici quindi si direbbe: per il momento uno a zero e palla al centro.

    #156 · Marco Renzini
    13 ottobre 2008, 15:23 C’è qualcuno che ci racconta seriamente cosa dice il compagno Fosco Giannini su Youtube ? Così vediamo se è d’accordo anche il compagno segretario Ferrero. Stare dietro tutti i giorni alle prese di posizione politiche di questa ” maggioranza delle minoranze ” del PRC non è davvero impresa facile.

  122. nonviolento said

    Sono d’accordo con Marco, ma è già partita la battaglia del possesso, già domenica con articoli scandalosi di Liberazione, oggi anche sui blog. E’ evidente che i compagni di cui sopra hanno chiesto persona per persona ai presenti se erano di una o dell’altra parte , vista la sicurezza con cui affermano che noi eravamo nulla e loro la massa. Ma non si accorgono di essere nel ridicolo. Oggi ho visto le foto fatte da mia moglie, quelle foto parlano chiaro, sarà una macchinetta di parte, ma ho visto, nei tratti di corteo da lei fotografati, posso ovviamnete parlare per la Liguria, tanti e tante dell’area, misti agli altri compagni/e, in molte foto compagni/e di Spezia erano insieme prima e seconda, sorridenti, forse questi comnpagni sono così convinti di quello che gli è stato raccontato, che ogni volta che vedevano una bandiera di Rifo, con vicino altri hanno subito pensato, quelli sono dei nostri. Peccato di presunzione, o semplice settarismo.ma forse questa è la cosa meno importante, è il pensiero che sta dietro alle loro parole che è molto importante, parlano di unità e ragionano di esclusione. lanciano proclami contro scissioni, ma loro per primi ragionano da scissionisti, quante volte ci hanno chiesto esplicitamente :”Andatevene!”. Solo questo basta per mettere nel posto giusto il loro agire, il lro non essere unitari, accusano altri di essere scissionisti e pensabno solo ad emarginazioni, espulsioni, cacciate. Forse sono talmente rpesuntuosi che non si accorgono nemmeno che più scrivono e più la lor vera immagine, settaria, esclusicva degli altri, si concretizza sempre di più, in fondo commettevo un errore, scrivete, pubblicate trattati inutili e pallosi, continuate con gli insulti, le ironie, gli schiamazzi basta questo per chi legge a dare un giudizio. Grazie, state veramente facendo tanto per la Sinistra.

  123. annaD said

    http://www.nichivendola.it/cms-upload/cor-mez-1210.pdf

  124. Franco said

    Niente..un articolo sulla manifestazione su questo blog non lo volete proprio mettere..strano..

  125. Chavez said

    Leggendo tutti i post da noi scritti in questo blog – dove ci scanniamo a vicenda – e mettendoli a confronto con la gioia e la grinta delle persone che stavano sabato a Roma mi viene proprio da dire con il vecchio Mao :” I veri eroi sono le masse, mentre noi siamo spesso infantili e ridicoli”.

  126. nonviolento said

    Già detto caro Chavez, e forse nemmeno tu potresti credere da chi, ti lascio nel dubbio. Per il post124, è del tutto evidente che vuoi fare solo delle brutte figure e che non sai nemmeno aprire le pagine di un semplice blog, che figura meschina. Comunque è bello che ciò che ha scritto Chavez sia arrivato subito dopo il tuo, forse indice a pensare.Adesso torno a letto, mi sento un po’ pesante, credo che la febbre sia aumentata, un abbraccio a tutti/e.

  127. Marco Renzini said

    Mario,
    ci sei o ci fai ?
    Ci sono decine di interventi sulla manifestazione dell’11 ottobre a Roma ( in particolare sulla pagina elettronica che si chiama WIKI ).
    Interventi dalla mattina dell’11, prima ancora che iniziasse il corteo.
    Quelli che ancora mancano, verranno gradatamente postati, per non interrompere continuamente con un lungo elenco di articoli, il dibattito tra quelli che intervengono sul blog.
    Infine un consiglio e un invito: questo sito internet è fatto da volontari durante il loro tempo libero .
    Hai due mani e una tastiera a disposizione: quindi datti da fare anche tu.
    Chiaro una volta per tutte ?
    O no ?

  128. Chavez said

    L’ha detto l’ottimo compagno Alfonso Gianni.Ho vinto qualche cosa? 😉

  129. Franco said

    Mi sa che siete voi che non capite..io l`ultimo articolo che vedo e` della festa di spinaceto..d`altronde stiamo parlano in un post che non e` quello sulla manifestazione..ci sara` un perche`! Sara` forse perche` la vorreste sminuire data la vostra scarsissima partecipazione?? Perche` invece non mi commentate l`articolo sul blog di vendola? Voi che lo capite..cosa vuol dire? Resta nel partito..se ne va..mezzo dentro e mezzo fuori..boh..

  130. Franco said

    ah..se mi devo spiegare meglio..intendo un articolo del dopo 11 Ottobre..

  131. Marco Renzini said

    Franco, visto che anche io spesso mi sbaglio, provo a spiegarmi ancora una volta e possibilmente senza fare altri errori.
    Sulla pagina elettronica ” 11 ottobre ” del 15 settembre 2008 ( e non su wiki come avevo erroneamente segnalato ) ci sono decine di articoli sul prima, durante e dopo manifestazione.
    Andremo avanti con la rassegna stampa ( anche per quanto riguarda i giorni scorsi )non appena avremo un po’ di tempo.
    Cercando di essere, per quanto possibile, esaurienti.
    Non so perché siamo ancora fermi come dici tu a Spinaceto.
    In effetti iniziative che riguardano Rifondazione per la Sinistra ” e più in generale manifestazioni per una Sinistra Unita stanno nascendo tutti i giorni in molti territori.
    Più tardi ne segnalerò alcune.

  132. Reed said

    Tutti i nostri dibattiti sono sempre stati incentrati su di un falso problema e cioe’ che
    la sinistra si debba alleare con qualcuno.
    Francamente c’e’ tanta gente di sinistra che non comprende per quale motivo dal 1996 ad oggi piu’ o meno
    questa sinistra (Rifondazione, Pdci) abbia voluto fare da ruota di scorta dei moderati.
    Non hanno ottenuto niente di niente per i lavoratori ed i ceti deboli di questo paese e si sono pure sputtanati agli occhi di tanta gente di sinistra che li aveva votati con speranza e si e’ sentita tradita dai governi moderati di centro (Prodi 1 e 2, D’Alema, Amato)e dalle loro politiche liberali, padronali e antipopolari sostenuti per errore dalla sinistra (Rifondazione, Pdci).
    In poche parole il supporto della sinistra ai governi moderati non ha prodotto nessun cambiamento nelle politiche che sono dettate dai padroni a tutti i governi moderati siano essi di centro sinistra o centro destra.
    Oggi e’ possibile recuperare l’autonomia della sinistra.
    Una sinistra alternativa e’ tale se e’ appunto alternativa ai governi dei padroni, di centro destra o centro sinistra che siano.
    Una sinistra alternativa e’ tale se vuole rappresentare i bisogni degli operai, dei precari, dei disoccupati, dei lavoratori di ceto medio basso, dei pensionati di ceto medio basso, degli studenti e cosi via.
    Una sinistra di lotte e di opposizione a questo pensiero unico del libero mercato dei padroni, dello sfruttamento delle masse lavoratrici, delle guerre imperialiste, della miseria nella quale tanta parte di popolo in Italia ed in Europa e’ costretta a stare per colpa dei padroni.
    Una sinistra alternativa e’ tale se vuole proporre una alternativa a queste politiche moderate ed a questo modello di economia, a questa unione europea dei padroni, a questo nuovo ordine mondiale dei padroni.
    La parola d’ordine della sinistra da oggi in poi dovrebbe essere “mai piu’ con il PD!”.

  133. Una sola domanda.
    Se all’interno della società italiana i ceti che vogliamo rappresentare (operai, precari, disoccupati, lavoratori di ceto medio basso, pensionati di ceto medio basso, studenti e cosi via) rappresentano una componente non maggioritaria (oltre ad essere estremamente eterogenea e disomogenea nell’orientamento del voto) – come è facile comprendere anche ad una lettura non approfondita dei rapporti annuali ISTAT, CNEL, CENSIT etc., sulla composizione sociale ed economica in italia – come è possibile fare qualcosa in loro favore autonomamente? Dato che anche l’ipotetica – benchè altamente improbabile, per non dire impossibile – convergenza in sede di espressione di voto di tale componente (operai, precari, disoccupati, lavoratori di ceto medio basso, pensionati di ceto medio basso, studenti e cosi via) NON consentirebbe di esprimere una maggioranza autonoma in sede istituzionale?
    Pensiamo forse, ripudiando l’appartenenza al movimento pacifista, di imbracciare le armi per consentire ad una minoranza di governare (riporto questa ipotesi non solo per il gusto del paradosso ma anchè perchè trovo particolarmente ilare l’immagine dei tanti difensori – a parole – della purezza del partito impegnati, a disprezzo di ogni pericolo, in una fantozziana rivoluzione armata)?
    Oppure pensiamo che rappresentare significhi stare semplicemente nelle istituzioni anche se NON si produce niente di concreto ma ci si limita alla testimonianza?
    In questo caso avrebbero ragione proprio coloro che sostengono che i partiti ed i politici in genere sono inutili, una casta autorappresentativa; perchè in nessun altro modo si potrebbe definire il percepire un’indennità economica come quella di parlamentare (o di altra carica istituzionale) semplicemente per testimoniare.
    Forse varrebbe la pena, invece di spendere energie in una sterile conflittualità interna, interrogarsi su quanto, anche noi di sinistra, con la nostra autoreferenzialità, abbiamo contribuito al formarsi di un così diffuso sentimento antipolitico nella nostra società.

  134. annaD said

    dal mio punto di vista quelle parti delle società che la sinistra deve e può rappresentare sono molto più ampie di quelle da te elencate,
    basti pensare ai docenti e ai ricercatori universitari precari
    ma anche alle diverse e differenti professionalità che nei diversi settori del pubblico e del privato ormai fanno parte del popolo dei precari, una volta ceto medio e medio-alto ….e con il procedere del pensionamento del “pacco” dei dipendenti saranno la maggiorazna…
    basti pensare alla condizione della donne che attraversa tutti le classi, come pure a quelle fasce di immigrati potenziali elettori della sinistra che attendono (senza mai vedere un esito positivo e su questo si dovrebbe indagare con particolare attenzione) la cittadinanza a volte anche da più di vent’anni
    ma è proprio dal depauperamento dei ceti medi, non solo della classe operaia e dalle frange meno protette, che la sinistra deve riprendere tutta la sua forza e mirare ad un ampliamento del consenso, della rappresentanza, in sintesi al governo.

  135. Franco said

    Voi che siete in grado di tradurre Vendola..qual`e` la sostanza, se c`e`, dell`articolo sul suo blog?..resta nel partito? se ne va? continua a stare mezzo dentro e mezzo fuori?

  136. annaD said

    vendola si traduce da solo, sei tu che non sai nè leggere nè ascoltare

  137. mah..boh...sic! said

    AnnaD, “maanchista”…
    Il tuo discorso è esattamente quello del Pd… “condizione delle donne che attraversa tutte le classi”, seee come no, infatti quella della Marcegaglia è la stessa condizione della precaria di call-center, o meglio dell’immigrata in nero…
    Certo, bisogna proprio preoccuparsi del “depauperamento dei ceti medi”, adesso che anche loro cominciano a sentire sulla loro pelle le dolcezze del capitalismo, mentre prima che riuscivano a raccogliere qualche bella briciolona, allora gli andava tutto bene.
    Invece, gli operai, i lavoratori, gli sfruttati etc., che non hanno mai beccato niente nè mai beccheranno, quelli, in fondo chissenefrega, son brutti sporchi e cattivi e addirittura qualcuno è pure comunista e pretende buttar giù il capitalismo una volta per tutte, uuuhhh signora mia!, mica c’hanno quell’eleganza loft che ci contraddistingue.

    Mah…boh…sic!

  138. nonviolento said

    Mi sono ripreso un pochino, ma dopo aver letto la disgrazia di cui sopra,mi vierne di nuovo voglia di febbre, così posso credre di aver avuto le allucinazioni. Forse trenta anni di femminismo non serviti a nulla a certa gente, le analisi sul conflitto di genere sono per loro come la poesia, roba per finocchi. Come ha detto uno avvolto nella bandiera del partito in metrò e dichiuratasi “grassiano” aggiungendo “di ferro”, forse nel cervello aggiungo io, mia moglie fra un po’ lo scannava, sapete lei non è così nonviolenta come me…….Dunque riassumendo per certi “compagni” se sei ricca per te il conflitto di genere non vale. “E che cazzo ciai i soldi, vivi in villa, ciai pure la piscina, fai la bella vita e che cacchio vuoi di più”. Perchè è evidente che il denaro risolve i tuoi conflitti. A volte mi viene da sorridere, fanno i duri e puri, si ammantano di comunismo e poi scrivono cose che starebbero tranquillamante bene sulla bocca di TG4 o TG one. Non vado oltre, ma se chi ha scritto possiede ancora un minimo di raziocigno rifletta sul valore che lui da al denaro ed alla ricchezza come risolutore dei conflitti di genere, lo applichi agli altri conflitti, non vedo perchè questo deve essere eluso, e ci faccia due o tre ragionamenti sopra. Poi si vergogni di venire qui sopra a darci lezioncine e scrivere cose di destra ammantate dalle solite paroline magiche che per alcuni evidentemente compensano il loro vero pensare che emerge però oltre le solite litanie sul comunismo, la lotta di classe etc etc. Cacchio quando uscite fuori dalle liturgie, scoprite un lato di voi terrificante, forse a qualcuno i brividi nbella schiena dovrebbero venire a leggere quello che scrivono i suoi fans quando non parlano di comunismo.
    Adesso scopriamo, e finisco, che pure Carletto era un revisionista, eccerto al loro confronto che si nutrono di falci e martelli a pranzo e cena, infatti è del tutto evidente che la sua preoccupazione sui ceti medi, che è sempre averli dalla nostra piuttosto che base per i vari fascismi, è una analisi veltroniana. cazzo non sapevo che Veltroni avesse così tanti anni di età. Vergognatevi!

  139. SOno convinto anch’io che le parti della società che la sinistra può – e deve provare a farlo – rappresentare sono molto ampie ed eterogenee, l’elenco che riportavo era volutamente quello sintetizzato nel post precedente al mio da “Reed” per richiamare l’attenzione sull’irragionevolezza della posizione autonomista ed identitaria da lui prospettata (sintetizzata nel motto finale “mai più con il PD”). Con ciò non voglio affatto affermare di condividere la linea politica del PD, tuttaltro; vorrei però richiamare l’attenzione sulla realtà ed in particolare sulla parcellizzazione delle identità sociali (qualcuno si spinge più avanti parlando di individualizzazione della società) che caratterizza la contemporaneità e dunque sull’impossibilità di formare maggioranze omogenee e la conseguente necessità di coalizzarsi sulla base di un compromesso tra istanze, allorchè diverse tra loro, non incompatibili. Sulla necessità dunque di rispettare – anche sul piano politico – chi è portatore di istanze diverse dalle nostre, non rinunciando alla propria identità ma neanche demonizzando l’altro.
    Come dicevo nel precedente post, enfatizzando alcuni elementi per chiarire maggiormente il concetto, forse varrebbe la pena, invece di spendere energie in una sterile conflittualità interna, interrogarsi su quanto, anche noi di sinistra, con la nostra autoreferenzialità, abbiamo contribuito al formarsi di un così diffuso sentimento antipolitico nella nostra società.
    Finendola con l’ipocrisia di considerarsi sempre nel giusto emntre tutti intorno a noi sbagliano.

  140. Mah...boh...sic said

    Caro Nonviolento, ma quanto capisci poco!
    E chi ha detto che il fatto che la Marcegaglia non sia la stessa cosa della precaria dipende dai soldi? “Denaro e ricchezza come risolutore dei conflitti di genere”? Ma che cazzo dici? Guarda che io se mai sto parlando di CONFLITTI DI CLASSE… la differenza tra Marcegaglia e precaria sta negli INTERESSI DI CLASSE… e che la cosa peggiore del “maanchismo” è l’interclassismo, cioè voler seppellire il CONFLITTO DI CLASSE sotto l’ombra delle POLTRONE! Magari dandogli una verniciata di “conflitto di genere”, così per attirare i gonzi!
    Aripijate ahò… che ce n’hai ancora bisogno!!!

    P.S.: per tua norma e tegola, con “t”, disgrazia ce sarai te e chi non te lo dice.

  141. annaD said

    claudio sei grande e tu nonviolento hai una moglie speciale, come te 🙂

  142. annaD said

    caro post 140, facciamo la lista dei disperati, poi diamo la patente di privilegiati a quelli tra tutti che vantano la “militanza” nel partito da più tempo, poi facciamo la conta degli esclusi, ed infine i militanti, quelli veri, duri e puri, armati di falce e martello ne decideranno la sorte

  143. pippi calzelunghe said

    domandina: quanti di voi “timorati di niki” hanno lavorato (preparazione, organizzazione, volantinaggio,ecc) per la riuscita della manifestazione del 11 ottobre?

  144. annaD said

    sono nella sede della casa della sinistra quasi sera, ma a parte questo, con i miei cinquantanni e i miei acciacchi di salute da piazza della repubblica a piazza della bocca della verità, ti assicuro, non è stata una passeggiata
    notte e alla proxx

  145. annaD said

    dimenticavo: i timorati di ferrero vanno in paradiso i vendoliani dappertutto 😛

  146. GIULIANO GARAVINI: " La sinistra unita è contro il capitalismo ". said

    Da Aprile online
    http://www.aprileonline.info

    La sinistra unita è contro il capitalismo.

    Giuliano Garavini.

    13 ottobre 2008.

    Dibattito Una convergenza fra partiti e forze diverse deve muovere dalla lotta al sistema capitalistico e all’Europa dell’euro, solo così le differenza fra chi vuole la falcemartello nel simbolo, e chi una sinistra che pensi il socialismo del XXI secolo, sono superabili anche alle prossime europee

    La manifestazione dell’11 ottobre è stata migliore di quel che ci si aspettava. Ma sostanzialmente priva di slogan comuni. Quelli che si sono sentiti di più sono stati: una dose massiccia di Bandiera rossa ed una, meno massiccia, di Internazionale. Due bellissime canzoni che non andrebbero mai dimenticate. Il problema è che oggi non bastano perché parlano più di identità che di progetti per il futuro. Non esiste più il gran Partito comunista. E l’unica Internazionale che c’è è quella socialista, che non ha capito nulla della crisi in atto, ed è anzi corresponsabile del processo di totale deregolamentazione del mercato finanziario.

    E’ oggi il momento di dire chiaramente che ciò che deve unire la sinistra italiana, al di là di falce e martello, o dei riferimenti al socialismo europeo, è la lotta al capitalismo e la volontà di superamento di questo sistema. La discriminante per una forza di sinistra unita è di dichiararsi contro il sistema capitalistico. Si badi bene, superamento del capitalismo e non del mercato, che può benissimo esistere come meccanismo di scambio anche in un’economia socialista, cooperativa, partecipata, ecologista.

    Deve essere una lotta frontale al capitalismo finanziario fatta di rilancio del lavoro e del suo ruolo creativo, di difesa a trincea di beni comuni, di rilancio di strumenti cooperativi come i Gap, di battaglia agli oscuri patti di sindacato che reggono le aziende, di comprensione delle dinamiche odierne del capitalismo italiano ed europeo, di ribellione sociale contro ogni autorità che punti a disciplinare il conflitto senza garantire progresso, solidarietà, sicurezza economica.

    E insieme alla lotta al capitalismo è il momento della lotta all’Unione europea così come si è configurata dalla creazione dell’euro in poi. Un’emanazione di poteri finanziari e mercantili con nessun ruolo in politica estera e troppo lontana dal dibattito politico. Bisogna battersi per un referendum in Italia sull’Europa, per l’elezione diretta del presidente della Commissione e per rigirare come un calzino i trattati dell’Unione europea, mettendo al centro la tutela dei beni pubblici e dell’occupazione, rispetto alla tutela del mercato e della libera concorrenza. C’è veramente qualcosa di bacato in Europa se oggi, per salvare gli istituti di credito, la Bce autorizza gli Stati a derogare al patto di stabilità mentre altrettanto non è stato consentito per la sanità, per l’istruzione, per gli aumenti salariali.

    Spero di non sbagliarmi se dico che una volta messi al centro il superamento del sistema capitalistico, e la lotta all’Europa dell’euro, le differenza fra chi vuole la falce e martello nel simbolo, e chi una sinistra che pensi il socialismo del XXI secolo, siano superabili alle prossime europee.

    Occorre però essere credibili, cioè disposti a battersi dentro tutte le istituzioni in modo radicale e senza compromessi, occorre prendere le distanze da quella sinistra che punta solo a convivere con il capitalismo temperandolo, perché il capitalismo temperato è una fantasia. E per essere credibili occorre affermare con chiarezza che questo non è il momento dell’alleanza con il Pd, almeno finche resterà quello che è, ma quello dell’organizzazione, della fantasia, e della battaglia sociale.

  147. OSVALDO SQUASSINA: " SERVE ASSOLUTAMENTE UNA NUOVA SINISTRA ". said

    http://:www.rifondazioneperlasinistra.it

    14 Ottobre 2008

    Serve assolutamente una nuova Sinistra

    Osvaldo Squassina

    Viviamo tempi drammatici segnati da rilevanti trasformazioni.
    Il processo di globalizzazione neoliberista e capitalistica attraversa senz’altro delle difficoltà
    ma non è affatto in crisi, anzi.
    Il capitalismo è più in forma che mai e ha a disposizione tutti gli strumenti (anche i meno liberisti, come l’intervento dello Stato che si accolla i debiti delle banche) per risolvere i suoi disastri o le sue smagliature perché è ovviamente consapevole delle ricadute che potrebbero esserci sull’intero sistema economico e produttivo nazionale e internazionale. Quanto sta avvenendo mette a nudo anche un’altra caratteristica della situazione attuale: l’assenza della politica nei processi economici e sociali.

    Il sistema finanziario ha utilizzato, senza alcun controllo pubblico, una quantità di risorse che non aveva, con il rischio reale che ciò possa avere conseguenze pesantissime sull’intero sistema.
    Questa vicenda però non stupisce perché è la conseguenza di politiche portate avanti da tantissimi anni.
    I Governi, a partire da quello italiano, hanno sostenuto politiche di espansione economica fondate sulla precarizzazione del lavoro, sulla negazione o cancellazione dei diritti individuali e collettivi, sulla riduzione dei salari, mettendo al primo posto gli interessi delle imprese e l’implementazione dei profitti.
    Oggi i lavoratori sono più poveri e con meno diritti, un intera generazione di giovani è condannata ad un futuro incerto e precario, le persone immigrate subiscono uno sfruttamento spaventoso che si tinge sempre più di razzismo, la vita e la libertà di scelta delle donne sono sempre più relegate con il rischio di un destino di subalternità totale.
    Dentro questo quadro dobbiamo registrare una contraddizione evidente: proprio ora che le condizioni di vita e di lavoro di ampi strati sociali potrebbero determinare una mobilitazione che si riproponga di modificare i rapporti sociali e quindi migliori le condizioni di vita, in Europa e in Italia (culla di lotte e di conquiste formidabili) la sinistra macina sconfitte, annaspa nel vuoto, è percorsa da profonde crisi di identità ed è considerata, dalla stragrande maggioranza dei cittadini, persino inutile.
    Quello che mi turba e dovrebbe turbare la sinistra è la sensazione di impotenza sempre più diffusa rispetto a fenomeni che paiono incontrollabili.
    Proviamo a guardare alla vicenda dei mutui a tasso variabile, che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie che nel giro di tre anni si sono viste triplicare le rette mensili. Le persone, ovviamente, si incazzano ma non abbastanza e non reagiscono perché quello che fanno le banche, come la globalizzazione capitalistica, è una sorta di «mistero della fede»: l’unica cosa che le persone percepiscono è che non si può contrastare. È difficile, quasi impossibile opporsi a ciò che non si comprende, a ciò che viene deciso non si sa dove e non si sa da chi. È fortissimo il rischio che una sorta di fatalismo si unisca a frustrazione e aggressività soprattutto verso i soggetti più deboli della società.
    Qui sta la drammaticità dell’oggi: mentre, all’interno della restaurazione capitalista vi sarebbero tutte le condizioni per l’affermazione di una sinistra sociale e politica, la realtà ci consegna il quadro disperante di una sinistra silente, sconfitta, senza aggettivi, senza alfabeto né grammatica, che sa solo guardare ad un passato che non solo non c’è più, ma in molti casi è un passato di tragedie che ha provocato (in alcuni Stati) molto dolore.
    E oggi la destra vince e conquista consenso sociale, politico e culturale perché parla, non solo alla «testa» ma soprattutto «alla pancia» delle persone e stimola persino gli istinti peggiori e negativi, in questo modo si comprende l’aumento della violenza, del razzismo e di un «nuovo fascismo». I partiti di sinistra, Rifondazione compresa, attraversano innanzitutto una crisi culturale perché non sono in grado di nutrire l’intelligenza delle persone e si presentano, non a caso, con una classe politica prevalentemente «vecchia» e che parla a se stessa, esaurendo così, a mio parere, la loro funzione nella società.
    Da questo punto di vista, nel nostro Paese, le elezioni politiche della primavera scorsa hanno solamente reso visibile ciò che già era avvenuto nella materialità dei processi in atto.
    Viviamo una situazione inedita, per questo non mi attraggono coloro che mi rifilano facili ricette, slogan del passato, recinti angusti. Per questo non reggo chi spiega lo sconquasso con ciò che è stato fatto oppure no negli ultimi due anni, con i nostri recenti errori (ne abbiamo fatti molti, ma non bastano per giustificare la nostra inesistenza nella società).
    Intendiamoci non mi sfuggono né sottovaluto le esperienze, le realtà, le mobilitazioni, le lotte che coraggiosamente, a volte disperatamente, continuano ad agirsi per i diritti e contro le politiche di Berlusconi. Né disconosco il ruolo importante di chi, socialmente, sindacalmente, politicamente, cerca di tenere aperta una qualche dinamica conflittuale.
    Dico che «quel che resta» è troppo frammentato, disorganico, separato per poter diventare “movimento reale che trasforma l’esistente” e non in grado di dare rappresentanza politica ai nuovi e vecchi ceti sociali.
    Non possiamo rassegnarci all’idea che i ceti popolari e le nuove generazioni siano costretti a vivere una condizione di estremo disagio in totale solitudine. Il rischio, non troppo remoto perché già visto, è quello di una ulteriore deriva a destra che comprometta per un lungo periodo gli stessi spazi di libertà.
    Per invertire questa tendenza c’è bisogno urgentemente di una nuova sinistra che sappia costruire cultura politica, una progettualità e un forte rinnovamento. Per questo motivo condivido la scelta, decisa a Roma il 27 settembre scorso, di dare vita a una Associazione della sinistra finalizzata a realizzare un nuovo soggetto politico, attraverso un percorso innovativo e autonomo dai tradizionali partiti evitando l’assemblaggio fatto recentemente con la sinistra arcobaleno. Il tempo a nostra disposizione non è però infinito e per quel che mi riguarda, a questo progetto, dedicherò le mie energie.

    OSVALDO SQUASSINA
    Consigliere regionale Prc
    Lombardia

    Rifondazione per la sinistra

    contattaci scrivendo a:
    info@rifondazioneperlasinistra.it

  148. Franco said

    LA Sinistra unita e` contro il capitalismo???Chiedete un po a Fava o a Occhetto se vogliono abbattere il capitalismo?? Se lo volessero c`e` sempre Rifondazione Comunista!!! O forse l`obbiettivo della nuova sinistra e` un altro???

  149. RESTAURAZIONE COMUNISTA E' INUTILE. said

    Si la SINISTRA UNITA è contro il capitalismo.
    Ma oltre che unita la Sinistra vuole essere anche UTILE.
    RESTAURAZIONE COMUNISTA E’ INUTILE.
    Quindi a chiacchiere è contro tutto e tutti.
    Nei fatti non serve a niente, quindi non cambia nulla, quindi è anticapitalista solo a chiacchiere.

    Ecco perché lavoriamo a due progetti diversi.

  150. annaD said

    cari compagni lasciate perdere le sterili discussioni comunismo sì comunismo no, portano via tempo e ci distraggono dagli obiettivi, riorganizare la sinistra, mettere a fuoco progetti mirati
    voglio solo segnalare che ieri sera nella casa della sinistra mentre un compagna immigrata raccontava le esperienze drammatiche dei contratti fasulli di lavoro che costano 7000 euro e in cambio il nulla, il comunista duro e puro leggeva un libro
    neanche un commento, non si è chiesto, che fare?
    evidentemente “la fase dell’ascolto” è una perdita di tempo per autentiche politiche comuniste decise ai vertici e in altra sede, del tutto sorde rispetto ai problemi concreti messi in campo e che emergono dal variegato tessuto della sinistra
    o forse semplicemnte la compagna immigrata è una neoiscritta e non vanta anni di militanza
    non può aver voce chi all’esame del DNA non certifica “appartenenze” genetiche, o tramandate ed ereditate da padre in figlio

    “io milito nel partito da 8 anni, tu solo da 4, e poi ….mio padre e mio nonno erano comunisti…”

  151. I MIGRANTI ? said

    Gia questi sono i ” duri e puri “.
    Quattro gatti che hanno la presunzione di avere sempre la verità in tasca e che non si accorgono mai di quello che gli succede intorno.
    Sono sempre gli stessi, non cambiano mai.
    Non hanno nessuna capacità di ascolto.
    I migranti ?
    Un pianeta sconosciuto per loro.
    E infatti nelle sezioni del PRC dove comandano i ” duri e puri ” non esistono.
    E in quelle dove invece sono entrati nel partito e si sono organizzati ( vedi Bologna ) al congresso hanno fatto di tutto per farne votare il meno possibile o per non farli votare per niente.

  152. Anch’io, come “AnnaD” sono convinto che sia sterile una discussione terminologica su come identificare la nostra appartenenza. Senza voler assolutamente sminuire il valore evocativo della parola “comunismo”, di quanto essa identifichi, per le battaglie e l’impegno condotto da una moltitudine di donne e uomini in suo nome, principi fondamentali quali libertà, eguaglianza, solidarietà.
    Non è questo in discussione.
    E’ in discussione invece – almeno da parte mia – la tendenza a nascondersi, ed a nascondere la nostra inadeguatezza ad affrontare costruttivamente la realtà in cui viviamo, dietro ad essa.
    Anche la provocazione di Bertinotti sulla sua indicibilità odierna è – a mio avviso – da intendersi in questo senso; un richiamo evocativamente forte – fatto con partecipazione e coinvolgimeto emotivo – alla necessità di non idugiare oltre con l’identitarismo, per il concretissimo rischio di dissolvimento (del partito) in esso insito.
    Credo invece, come “AnnaD” che occorra concentrare la nostra attenzione, le nostre energie alla riorganizzazione delle forme e delle modalità dell’agire politico della sinistra.
    La testimonianza sopra riportata sulle drammatiche esperienze che quodidianamente molte donne ed uomini vivono sulla loro pelle – al di là della sensibilità o meno mostrata da singoli – ci obbligano a rifondare la nostra identità sulla concreta capacità – sulla pratica – di trasformazione dell’esistente (anche per parti, in progress), partendo dalla mitigazione del danno senza aspettare che ci siano tutte le condizioni per istaurare il modello di società a cui aspiriamo.
    Anteponendo l’altro e le sue necessità al desiderio di ciascuno di noi di riconoscersi in un’identità condivisa ed accettata dalla società.
    E per farlo occorre accettare di “sporcarsi le mani”, di ricercare la coalizione con altre forze politiche sulla base di un compromesso tra istanze, allorchè diverse tra loro, non incompatibili (data l’impossibilità allo stato attuale di formare maggioranze autonome), senza rinunciare alle nostre idee ma senza denigrare e/o rifiutare aprioristicamente quelle degli altri.
    Ma non basta, non è sufficiente nè la presa di coscenza da parte del partito della necessità di mettere da parte istinti identitari e autosufficienza (anche se tale passo ne rappresenta la condizione sine qua non)accettando la sfida della costruzione di relazioni e coalizioni, più o meno stabili, con altre forze e soggetti politici, come non è sufficiente riorganizzarsi e mettere a fuoco progetti mirati, per dare un senso all’esistenza di una forza politica di sinistra nella società attuale.
    Occorre la pratica, è necessario produrre risultati – allorchè parziali – tangibili.
    Le parole, le promesse, gli impegni, non bastano più.
    E per fare ciò occorrono le risorse, perchè senza risorse anche le migliori intenzioni e volontà restano tali.
    Anche da qui, dalla mancanza di risorse, ha origine il fallimento dell’esperienza di governo del centro-sinistra, l’esperienza dell’Unione. Non dagli attori.
    Allora rifondare la sinistra significa, a mio avviso, innanzitutto interrogarsi su come reperire le risorse necessarie ad attuare politiche solidali e riequilibratici delle diseguaglianze sociali ed economiche.
    Come reperirle all’interno di un contesto economico complesso ed articolato qual’è la società attuale, dove la disponibilità complessiva – prescindendo dalla sua distribuzione – è insufficiente ad assicurare il soddisfacimento della somma delle aspirazioni degli individui che la compongono e dove il rapporto di interdipendenza e reciproco condizionamento degli scambi rende difficoltosa (per i dirompenti effetti che rischierebbe di provocare) la semplificazione dei processi (in poche parole è impossibile ridurre tali processi alla tassazione diretta dei redditi da lavoro e delle plusvalenze derivate dagli scambi).
    Forse anche affrontare questi aspetti darebbe un senso, una chance, al tanto impegno che ciascuno di noi profonde.

  153. Reed said

    Il discorso di Claudio Fondelli e’ interessante ma ha il suo punto debole nel fatto di pensare – vecchio discorso socialdemocratico – che sia possibile con alcune leggi creare una societa’ piu’ giusta per le masse popolari.
    Che andare al governo con i moderati – “sporcarsi le mani” – come dice Claudio Fondelli sia la soluzione.
    Non e’ cosi.
    La classe capitalistica impedisce ogni forma di riformismo socialdemocratico. Non esiste nessuna – nemmeno una – possibilita’ che i capitalisti consentano delle riforme che vadano anche solo in minima parte a beneficio dei lavoratori e delle masse popolari.

    La prova?
    La sinistra (Rifondazione comunista, comunisti italiani) hanno partecipato e sorretto i governi moderati di centro (Prodi 1 e 2, D’Alema, Amato) senza NULLA ottenere per i lavoratori e per i ceti sociali.
    Niente 35 ore a parita’ di salario, niente reperimento di risorse per redistribuire in parte la ricchezza prodotta e finita nelle mani dei capitalisti, niente abolizione delle leggi sulla precarieta’ del mercato del lavoro, cioe’ del mercato dei lavoratori all’asta dei padroni.
    Niente di niente insomma.

    Pensare oggi di voler fare di nuovo un governo – la dove possibile – tra sinistra e moderati
    significa illudersi, ingannare i lavoratori e se stessi anche.

    La sinistra deve fare opposizione a tutti i governi dei padroni, di centro sinistra o centro destra. Non e’ mai esistita nella Storia altra possibilita’ per i popoli di liberarsi dalle barbarie derivanti dal dominio della classe capitalistica che non la lotta ed il cammino verso la rivoluzione comunista.
    Per dirla con Gramsci “Solo lo Stato proletario potrà sistematicamente attuare tutte quelle successive misure di intervento nei rapporti della economia sociale con le quali si effettuerà la sostituzione del sistema capitalistico con il sistema socialista e la gestione dello Stato proletario della produzione e della distribuzione”.
    Nessun socialdemocratico riuscira’ mai con qualche legge approvata in parlamento dello stato democratico dei padroni a far star meglio anche solo un po’ i lavoratori ed i popoli.
    Programma della sinistra quella comunista, vera, marxista, di classe era ieri ed e’ oggi quello di abbattere mediante la rivoluzione socialista proletaria il dominio della classe capitalistica, privarla del potere politico, strapparle gli strumenti del dominio e far così piazza pulita in vista della dittatura del proletariato e della costruzione della societa’ socialista. Unicamente con la presa del potere nelle proprie mani, il proletariato porrà le fondamenta del proprio Stato di classe e se ne servirà per tradurre in realtà gli obiettivi e i compiti della rivoluzione proletaria ovvero della costruzione della societa’ socialista.
    La classe operaia è stata e resta la principale classe rivoluzionaria dell’epoca moderna. Alla classe operaia occorre un partito comunista, marxista, di clase, rivoluzionario, che l’organizzi sia nelle lotte quotidiane sia nella lotta per la rivoluzione socialista per la liquidazione del sistema di sfruttamento dei capitalisti e l’edificazione di una nuova societa’ ed economia socialista. Non esiste altro programma della sinistra che non quello della critica severa alla classe capitalistica dominante e la lotta tra il popolo e con il popolo per il futuro socialista.
    Il programma dei comunisti e’ da sempre la rivoluzione comunista dei popoli contro i padroni sfruttatori e la creazione del nuovo Stato dei lavoratori, la soppressione della proprietà capitalistica e l’instaurazione della proprietà del nuovo Stato dei lavoratori dei principali mezzi di produzione, distribuzione, credito, finanza;
    – la graduale trasformazione dell’agricoltura su basi socialiste;
    – lo sviluppo pianificato dell’economia di Stato secondo il modello socialista volto all’elevamento del livello di vita dei lavoratori e di tutto il popolo.

    La rivoluzione comunista non e’ una cosa che si fara’ domani questo e’ sicuro. Ma ne’ oggi ne’ domani ne’ mai i socialdemocratici comunque definiti riusciranno ad ottenere qualcosa per il popolo da un governo dei padroni di centro sinistra che sia.

  154. nonviolento said

    Mah sai fore e dico forse, prima dello Statuto dei Lavoratori, legge scritta da un socialista e approvata da un governo PSI/DC grazie alla grande lotta svolta dal PCI e dalla CGIL, i lavorartori avevano meno diritti e quindi stavano peggio, forse. Un solo esempio, ma ne potrei citare altri di come il compito della sinistra, anche di quella comunista , non sia aspettare la rivoluzione in trincea, ma provvedere da subito a migliorare le condizioni delle masse.La tragedia è che da un lato affidate il conpito del benessere immediato ad una mera opera sindacale, dall’altra misconoscete le eventuali migliorie sociali che la sinistra , con le giuste alleanze può produrre nel concreto, infatti tutto questo lo chiamate tradimento, socialdemocratico, etc etc. Il vostro dire assomiglia molto a quello di Lotta Comunista, ma almeno loro sono onesti, lo dichiarano e non partecipano a nessuna lezione, visto che ritengono del tutto inutile l’opera dei parlamenti borghesi, così come quella delle giunte locali. Voi invece lo scrivete, ma poi partecuipate a tutto, adottate una poltica che sa di trampolieri, di spericolati acrobati della giustificazione,per fare che cosa mi chiedo, pura testimonianza? O per il semplice fatto che se il partito decidesse di essere coerente fra dichiarazioni politiche e azione politica ci sarebbe una fuga generalizzata dei scaldapoltrone eterni? E adesso non tirate fuori la solita storiella che noi di qui e noi di là, noi siamo favorevoli alla partecipazione alle elezioni di qualsiasi genere e livello, crediamo che una delle funzioni della sinistra sia quella di creare le condizioni per far passare leggi atte al miglioramento delle condizioni di vita generali, protezione delle fasce deboli, degli stipendi, casa, insomma inutile che faccia l’elenco, quindi fra noi ci sono compagni e compagne che hanno svolto e svolgono quel ruolo, perchè questa è la loro convinzione politica, ma quelli che la pensano come te che ruolo hanno, tengono famiglia?
    Per il romano che lancia malediozioni, che te possano ricadè sulla testa, rileggiti quello che hai scritto, perchè da come lo hai scritto quello si capiva. D’ altronde la tua risposta lo riafferma. Ma non è una tua colpa, ma dei deficienti che continuano ad illudere quelli come te che esiste una unica contraddizione principale, mentre la società e il mondo in generale ci dicono ogni giorno che risolvere quella senza risolvere le altre ci porterebbe a non aver fatto quasi nulla.

  155. Come ha efficacemente dimostrato “Nonviolento”, richiamando la legge che istituiva lo statuto dei lavoratori, è un fatto che leggi ed azioni politiche incidano sulla qualità della vita degli individui, operai e non.
    Certamente non tutte le leggi e le azioni politiche, ma è un fatto – non un opinione – storicamente documentato che determinate decisioni in ambito istituzionale migliorino le condizioni sociali ed economiche delle persone, riducendo le diseguaglianze presenti nella società.
    Anch’io auspico che l’umanità prenda coscienza che tutti le persone, a prescindere dal genere, l’orientamento sessuale, il luogo di nascita, il ceto di provenienza e la capacità, hanno diritto alle stesse opportunità ed al medesimo trattamento, senza discriminazione alcuna e che il principio su cui si fondano le relazioni interpersonali sia la solidarietà ed il reciproco riconoscimento (per opportunità di sintesi lo si può chiamare comunismo, anche se questi è un mezzo e non il fine – che è l’uguaglianza – come spesso si equivoca).
    Dubito tuttavia che sia etico restare inermi ad attendere che tale coscienza maturi e rifiuto, trovandolo abberrante, il principio per cui tale consapevolezza debba trarre origine dalla sofferenza, dalla privazione. Come dubito che solo da un mutamento improvviso e profondo possa nascere un nuovo modello di società.
    Anzi sono convinto che nessuna rivoluzione possa portare a risultati durevoli.
    Solo dalla presa di coscenza, dall’acquisizione della consapevolezza profonda da parte della larga maggioranza di tutti gli individui e soprattutto dalla loro libera scelta può nascere una nuova società dove l’altro sia considerato parte integrante di un unica comunità universale e ad esso siano riconosciuti, senza eccezioni, eguali diritti e doveri.
    Ed il solo modo di arrivare al suo avvento, ciascuno secondo le proprie possibilità e capacità, è contribuire alla costruzione degli elementi che la compongono, e lavorare al loro mantenimento e consolidamento, nella società come nelle istituzioni, migliorando le condizioni generali di vita giorno dopo giorno, senza aspettare il domani che verrà. Lasciandoci definitivamente alle spalle la convinzione giudeo-cristiana – ancora radicata in molti di noi – che la sofferenza e la rinuncia siano il prezzo da pagare per la felicità.

  156. romololeft said

    sulla scuola e sui contratti dobbiamo giocarci tutto.Spendere il massimo dele energie ,il nostro obiettivo deve essere la vittoria.Possibbile come ci è stato dimostrato dai compagni francesi nel 2006.Vittoria o protesta ad oltranza.Non dobbiamo scendere a compromessi.dobbiamo influire facendo vedere cosa è una vera opposizione in contrapposizione alla pseudopposizione collaborazionista del PD.ritroveremo anche la fiducia di quei compagni hanno ceduto al voto utile

  157. Chavez said

    Si da’ il caso che “Restaurazione comunista” vi da’ i soldi per portare avanti una linea diversa ed incompatibile con quella uscita dal Congresso di Chianciano, la maggioranza vi ha pure “riservato” 5 degli undici posti in segreteria che avete legittimamente (per voi, s’intende) deciso di rifiutare. Se i progetti sono diversi ed incompatibili perchè non uscite? Ah, dimenticavo, per fare politica sono necessari soldi e strutture e Sd non ce l’ha, come non ce l’ha Vendola, che dopo aver assunto 8 collaboratori esterni a 120 mila euro al mese, di più non poteva fare. LE seggiole se le tiene strette chi continua a sostenere Bassolino in Campania o a rientrare nella Giunta Loiero in Calabria, posti dove siamo sempre stati ai minimi storici nei consensi (Napoli città a parte) e dove la mozione 2 ha stravinto. Qualche nesso?

  158. annaD said

    x156 dobbiasmo giocarci anche un livello di organizzazione per la Sinistra, o coordinamento di iniziative e attività su tutto il territorio nazionale

  159. nonviolento said

    Ragionate sempre su campi ristretti, ho appena letto un articolo su Bari dove , dopo le brevi parole del sindaco, un esponete del PD, gli studenti in corteo gridavano il 2……. è uno di noi”. Le lotte in sè sono importanti, ma il fatto che noi si abbia una determinata linea non necessariamente porta alla egemonia sulle decine di migliaia che lottano, se così non fosse in ITALIA SI RAGIONEREBBE PER ALTRI SISTEMI. Il facile trionfalismo di certe immagini e parole nasconde la totale incapacità di fare egemonia, e mentre si stampano manifesti con il viso di Gramsci ben in rilievo, non se ne riesce a comprendere il messaggio. Caro Schavez, sapete solo parlare della Calabria, e continuate a scrivere menzogne, agite come la propaganda della destra, sperate che a furia di ripeterle qualcuno ci crede. La storiella della giunta è questa: Coloro che vi hanno preso a calci nel culo, prima era una vostra roccaforte o sbaglio, allora nessuno di voi faceva ironie sulla scarsità dei voti, lo avete scoperto adesso, ma forse una conoscenza migliore della storia dei comunisti in Italia soprattutto nel sud, vi avrebbe dato la risposta anche a questo, ma voi non conoscete, parlate tanto per fare della polemica. I dirigenti di corrente nazionali erano contrari all’uscita dalla prima Loriero, quella sì con indagati etc etc, quindi la base calabrese si è ribellata e vi ha preso a calci nel culo. Poi le cose sono cambiate, la seconda giunta, formata senza di noi, ha messo nel suo programma, senza che noi lo chiedessimo, infatti nessuno del partito ha partecipato a nessuna trattativa, alcuni dei punti che erano all’interno del documento dove si spiegava l’uscita dalla prima giunta. I punti li ho già elencati molte volte, ma ripetiamone alcuni, potenziamentro del traffico merci su rotaia e quindi delle linee ferroviarie, sostegno alle fasce deboli, affitti, nuovo piano abitativo e recupero delle case, stabilizzazione dei precari di regione e degli stagionali, ma soprattutto una seria indagine conoscitiva sulla Sanità calabrese. Della vecchia giunta erano rimasti solo due, gli unici puliti, quindi affermare come hanno fatto esponenti della vostra corrente il contrario è pura menzogna. Viste queste condizioni i compagni calabresi hanno deciso di rientrare per dare forza al nuovo programma. Apriti cielo, proprio quelli che vennero presi a calci nel culo perchè erano ancorati alla prima giunta come pattelle allo scoglio, ora diventano puristi e gridano allo scandolo, via vergognatevi. SE poi facciamo un serio elenco dei lungodegenti nelle giunte le sorprese sarebbero tantissime ed io non racconto bugie, se proprio lo desiderate vi posso fare un elenco dettagliato, e sottoscrivo che in quel elenco gli attuali extraparlamentari sono in netta maggioranza. Prima di scirvere ulteriori bugie, fatevi un gieretto fra le varie giunte a tutti ilivelli e fatevi due conti, cos’ì evitate altre brutte figure.

  160. Chavez said

    I)Agazio Loiero infatti è una nota anima candida. Come Bassolino, del resto. La ricostruzione è come al solito faziosa.
    II)Gramsci non l’hai letto solo tu, anzi, se ti va, posso darti qualche ripetizione, visto che, fin da piccolo, ho mangiato pane e pci, mentre qualcun altro si ispirava e si ispira agli ideali perdenti della c.d sinistra americana. Forse a non conoscere è proprio chi pensa di conoscere tutto.
    III)Regione Puglia 8 collaboratori del presidente a 120 mila euro al mese subito dopo il congresso.
    IV)Quando fai un elenco di quelli attaccati al potere come cozze dimmelo che sono pronto a fare il controelenco di quelli della 2.
    v) Avete un tempismo politico spaventoso. Volete mettere da parte il comunismo, quando da più parti sulla stampa internazionale si sostiene che Marx aveva ragione
    V)Una domanda come mai nelle regioni c.d. rosse ha vinto la mozione 1? E’ solo una questione storica o c’è dell’altro. Beh, sicuramente sono solo residui della storia.

  161. Chavez said

    …come chi si ostina a difendere i più deboli

  162. Reed said

    La linea politica riformista scelta da PRC e PdCI in questi anni con la collaborazione ai governi moderati (dei padroni) non ha dato risultati.
    PRC e PdCI non sono riusciti a far passare nessuna riforma a favore dei lavoratori per la ferma opposizione dei moderati (servi dei padroni).
    Il pessimo risultato elettorale della lista “sinistra arcobaleno” e’ stato dovuto prima di tutto alla delusione dei lavoratori che hanno visto PRC e PdCI sostenere di fatto i vari governi Prodi 1 e 2, D’Alema e Amato senza ottenere nulla per loro. Anzi al contrario le peggiori politiche anti-operaie sono passate proprio con i governi di Prodi, D’Alema e Amato. Per questo molti lavoratori che solitamente votano per le liste di sinistra si sono astenuti mentre una parte ha votato il presunto “male minore” PD turandosi il naso.
    Il dato e’ che la linea riformista scelta dai dirigenti di PRC e PdCI in questi ultimi 10 anni e’ stata un fallimento.
    Fallimento perche’ PRC e PdCI sostenendo i moderati, nella gabbia di questa alleanza innaturale, non hanno potuto sostenere davvero le ragioni e le lamentele dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, degli studenti, dei pensionati e via dicendo.
    Ora che questa gabbia non c’e’ piu’ sarebbe il caso che PRC e PdCi si dessero una linea politica di opposizione di sinistra dalla parte dei lavoratori ed in posizione di totale alternativa al moderato PD.

  163. nonviolento said

    Non basta dire faziosa, lo puo scrivere chiunque, bisogna dimostrare , non a parole, ma con i fatti, perchè io scrivo di fatti, che ciò che ho scritto non è vero. So che è impossibile, visto che quelo che ho s critto sono i fatti realmente accaduti, ma voglio leggere che cosa ti inventi questa volta……
    lA NOSTRA DIVERSITà POLTICA STA NEL FATTO CHE AL CONTRARIO DI MQUELLO CHE FARESTI TU, SE TU NON PRESUPPONESSI CHE UNA PERSONA SCHIERATA DA UN PARTE TACE SULLE SUE SITUAZIONI, ma questo pensiero nasce dalle pratiche, noi, ed io in particolare farei un leneco completo, con dentro tutti.
    Tra Marx ed il marxismo e le strampalete cose che ho letto da più di una decina di giorni su Liberazione, scritte dai vostri dirigenti nazionali, esite un abisso, non sempre il definirsi significa essere. Nel marxismo vince la dialettica ed il dubbio, che deve esser everifcato dall’inchiesta e dalla pratica poltica, non le certezze assolute e le identità. Quello se mai rientra nel meccanicismo o nell’idealismo. A leggervi sembrate più hegheliani che marxisti e innamorati di Schopenhauer.

  164. romololeft said

    Avete letto compagni il vergognoso editoriale firmato Piero Sansonetti comparso ieri su liberazione(quotidiano comunista)?Andare oltre Rifondazione comunista,perchè lui non è più comunista.Non è più comunista però può benissimo starsene sula sua poltrona a dirigere un giornale comunista di un partito comunista.Non so per voi ma c’è qualcosa che non va.Il ongresso ha democraticamente deciso che rifondazione non si supera,il direttore può certamente essere critico nei confronti di questa linea.Non può però minare la base ideologica del partito e soprattutto del giornale i quali entrambi si denominano comunisti.

  165. METTICI RIZZO A DIRIGERE LIBERAZIONE ! said

    Mettici Rizzo a dirigere Liberazione !
    E Diliberto a fare la vendita militante del giornale tutte le domeniche !

  166. romololeft said

    ma chi è questo che ha risposto con quella fesseria?Ti sembra che ho parlato di Diliberto o di Rizzo?Allora? un organo di partito deve servire a far conoscere le sue idee oscurate (specie in questo momento)tra la gente e non a remare contro il partito come fa Sansonetti e la vostra minoranza ridicola che non sa stare in minoranza.Noi andiamo avanti,compagni,voi decidete o nel partito o fuori.Io preferirei nel…Ma voi?

  167. GRASSI: " NON ESCLUDO CHE CI POSSA ESSERE UN ACCORDO ALLE EUROPEE COL PDCI ". said

    Fonte: Affariitaliani.it

    Sinistra/ Grassi (Rifondazione) ad Affaritaliani.it: “Non escludo che ci possa essere un accordo alle Europee con il Pdci”

    Venerdí 17.10.2008

    Che cosa pensi della strategia di opposizione del segretario del Pd Walter Veltroni?
    “Non escludo che ci possa essere un accordo alle elezioni europee con i Comunisti Italiani, ma anche con altre forze a sinistra del Partito Democratico. Altri partiti che sono usciti dal Prc, come Sinistra Critica o il gruppo di Ferrando, oppure Sinistra Democratica o suoi rappresentanti”. Ad annunciarlo ad Affaritaliani.it è il responsabile organizzazione di Rifondazione Comunista e membro della segreteria Claudio Grassi, ago della bilancia all’ultima assise di Chianciano Terme (Siena). “Lo sbarramento al 5%, a maggior ragione, induce a cercare le convergenze. Quello che sicuramente non faremo è una ripetizione della Sinistra Arcobaleno, perché gli elettori hanno già decretato la fine di quell’esperimento”.

    Grassi spiega: “Stiamo lavorando per rilanciare Rifondazione Comunista e siamo impegnati a contrastare una legge liberticida per le elezioni europee che sta preparando questo governo, senza che ci sia un’opposizione significativa in Parlamento. Detto questo, vedremo che legge ci sarà e, con i Comunisti Italiani, i rapporti sono nettamente migliorati. Quindi c’è una discussione in corso e valuteremo con loro come affrontare quella scadenza elettorale”.

    Capitolo Partito Democratico. I vendoliani pensano a un’intesa di governo e dialogano soprattutto con l’ala di D’Alema. Per voi il rapporto è chiuso definitivamente? “Di definitivo in politica non c’è mai nulla. Con l’attuale programma del Partito Democratico, però, se si dovesse votare domani per le elezioni politiche sarebbe per noi impossibile costruire un’alleanza di governo, essendoci delle differenze enormi praticamente su tutto. E lo vediamo dal modo in cui, secondo noi, il Pd non sta facendo opposizione al governo Berlusconi. Dipende poi da come si evolverà il dibattito interno a quel partito, lo verificheremo col tempo”.

  168. GRASSI: " COL PDCI I RAPPORTI SONO NETTAMENTE MIGLIORATI ". said

    Da qui alle elezioni europee se continua così dal PDCI se ne saranno andati quasi tutti.
    Grassi dovrà imbarcare Rizzo e Diliberto per fargli fare i rappresentanti di lista, altro che le poltrone nel parlamento europeo.
    Questo esodo di compagni e compagne a tutti i livelli dentro il PRC non si sta ancora verificando solo perché esiste una metà del partito compatta, credibile e responsabile che sta dentro ” Rifondazione per la Sinistra “.
    Certo c’è un limite anche alla pazienza…..

  169. Chavez said

    Grande Ramon !

    Il dibattito sulla sinistra e il futuro di Rifondazione
    Cara Liberazione,
    andiamo oltre Sansonetti

    Ramon Mantovani
    L’articolo del Direttore di Liberazione , Piero Sansonetti, pubblicato ieri in prima pagina è sintomatico. A mio parere evidenzia due problemi. Uno è enorme e riguarda una cultura politica vecchia, stantia e foriera di scelte politiche di destra, che si ammanta di nuovismo per descrivere comunisti e antagonisti come falliti e fallimentari. L’altro, più piccolo, anzi microscopico, è banalmente ben rappresentato nello scritto di Sansonetti: un “giornale comunista”, il “Quotidiano del Partito della Rifondazione Comunista” (così è scritto ogni giorno nella testata di Liberazione ) ha un Direttore che non è comunista (ma questo è il meno) e che pensa a, anzi propone di, anzi si batte per “andare oltre” un partito considerato inutile e dannoso. Sansonetti sa bene che il Prc ha deciso di continuare ad esistere e che la proposta di “andare oltre” è stata bocciata democraticamente. E sa che lo sarebbe stata ancor di più se fosse stata proposta esplicitamente, visto che, magicamente, nel tempo del congresso del partito la proposta di “andare oltre” è stata scientemente occultata. E aggiungo che la direzione di Liberazione , nell’occasione, non ha brillato per autonomia giacché si è adeguata pedissequamente alla tattica congressuale della mozione Vendola.
    Io capisco che chi si è battuto per più di un anno per fare un nuovo partito conservi la propria opinione e la difenda. Capisco pure che insista. Ma che tenti di imporla è francamente intollerabile.
    Nel merito vorrei solo far notare che è una proposta che non sta in piedi, che non ha gambe sulle quali camminare e che oltre che sconfitta è tanto inconsistente quanto vecchia.
    Mi spiace doverlo dire così, ma Sansonetti, che non per caso se la prende anche con Bertinotti sulla questione del lavoro, ripropone pari pari il progetto di sinistra di Achille Occhetto. Sbrigative abiure, giudizi sommari del novecento e uso dell’aggettivo nuovo per qualificare il nulla o la riproposizione di cose molto vecchie.
    Credo che Sansonetti, e lo credo sinceramente, non si sia accorto che il progetto della rifondazione comunista già da parecchi anni è andato oltre la classica gerarchia delle contraddizioni, oltre il politicismo (che è un aspetto non secondario della critica del potere), oltre la rivendicazione acritica del passato. Non basta dire, come fa Sansonetti, che tutte le contraddizioni sono sullo stesso piano. Bisogna analizzare le connessioni che le legano e capire quali sono i punti critici sui quali agire per rovesciare il sistema, non spogliarsi del proprio antagonismo (e la parola comunista è qualificante nonostante tutto) per diventare la sinistra del sistema che si illude di costruire una propria alternativa facendo la sinistra di governo. Non basta parlare della società, bisogna dire dove sta il motore delle trasformazioni possibili ed “impossibili”. In altre parole per criticare il potere bisogna dire se si sta nella società “in basso a sinistra” (come dicono gli zapatisti) o se si sceglie il cielo separato della politica per costruire dall’alto un presunto progetto alternativo di società. Inoltre, per avere un futuro bisogna avere un passato. E il passato, per quanto complesso e pesante, non si liquida ripartendo sempre “da zero”. Per esempio, per stare agli esempi di Sansonetti, lo inviterei a considerare lo scritto di Engels L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato e la riforma del diritto di famiglia varato subito dopo la rivoluzione d’ottobre insieme al suffragio universale, per “andare oltre” il pregiudizio secondo il quale marxisti e comunisti sarebbero sempre stati incapaci di vedere al di là della contraddizione capitale-lavoro.
    Insomma, mi pare davvero che il Prc si sia incamminato bene per andare oltre il “comunismo di destra” e la sinistra di potere.
    E’ l’andare oltre di Sansonetti che mi sembra un trapassato remoto.
    Per questo penso si debba andare oltre Sansonetti.

    18/10/2008

  170. GRASSI, FERRANDO E SINISTRA CRITICA, said

    Grassi da il meglio di se nella sua breve intervista quando dice: ” Non escludo che ci possa essere un accordo alle elezioni europee con i Comunisti italiani ma anche con altre forze a sinistra del Partito Democratico.ALTRI PARTITI CHE SONO USCITI DAL PRC, COME SINISTRA CRITICA O IL GRUPPO DI FERRANDO, oppure Sinistra Democratica o i suoi rappresentanti “.

    Ferrando gli risponde subito sempre sullo stesso quotidiano AFFARI ITALIANI. IT:

    Sinistra/ Ferrando (Pcl) ad Affaritaliani.it: fuga in massa di circoli del Prc e del Pdci verso di noi
    Mercoledí 15.10.2008 14:30

    “Siamo assolutamente per l’unità delle sinistre contro il governo e il padronato, ma sul terreno della costruzione dell’unità dei comunisti ci sviluppiamo come partito indipendente attorno ad alcuni punti programmatici che consideriamo discriminanti. Siamo per l’unità però attorno a principi chiari, ogni altra forma di unione come quella che è stata alla base di Rifondazione Comunista finisce per disintegrarsi”. Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it al leader del Partito Comunista dei Lavoratori, Marco Ferrando. “Dopo tanti processi di crisi vogliamo costruire l’unità su basi di granito. Siamo l’unico partito della sinistra in Italia che sta crescendo”.

    I principi? “Primo: assoluta autonomia e alternatività a qualunque governo borghese di Centrodestra o di Centrosinistra sul piano nazionale e locale. Consideriamo il Pd come un partito dell’establishment, del mondo della grande impresa e delle banche. Il grosso dei suoi interessi sta nel mondo imprenditoriale che fa affari con Berlusconi. Senza una rottura e con il Partito Democratico e una ricollocazione all’opposizione delle giunte locali guidate dal Pd non si può costruire una sinistra autonoma e coerentemente alternativa. La differenza con Ferrero e Diliberto è che loro stanno in giunte come quella di Penati alla Provincia di Milano che sul terreno della xenofobia ha simulato politiche para-leghiste. Ma altri esempi sono le giunte Marrazzo nel Lazio e Burlando in Liguria. Insomma, assoluta autonomia dai Democratici e da Veltroni”.

    Il secondo punto – secondo Ferrando – è il “programma anticapitalista, non una semplice critica al capitalismo. Siamo per l’abolizione della proprietà privata della grandi imprese e delle banche e per la nazionalizzazione degli istituti di credito e non dei loro debiti sotto il controllo dei lavoratori e senza indenizzo. Siamo per una prospettiva di governo dei lavoratori. Bisogna riorganizzare dalle fondamenta l’intera società a partire dal recupero di un controllo pubblico sui principali mezzi di produzione, di credito e di scambio. La nostra è un’alternativa socialista che ci distingue in modo netto da Ferrero, Bertinotti e Diliberto, i quali ripropongono quello che chiamano il compromesso riformatore con la borghesia dinamica”.

    Per quanto riguarda SINISTRA CRITICA non solo non ha voluto partecipare alla manifestazione unitaria della Sinistra l’11 ottobre 2008 ma andate a leggere che cosa ne pensa sul loro sito internet http://www.sinistracritica.org.

  171. nonviolento said

    Che Mantovani sia un incapace, ne sono a conoscenza dagli anni settanta, lui ed il sparuto gruppo di fedeli alla linea dell’MS trovavano più gusto a bastonare i/le compagni/e alle assemblle e nelle manifestazioni, e trovavano doveroso mostrare il proprio culo ai PS ed ai Fasci, quindi da lui non posso che aspettarmi delle cazzate, non mi è mai piaciuto, e se devo essere sincero scrive in un modo orrendo, forse perchè non è nemmeno consapevole di ciò che scrive . Ma che conpagni che dimostrano, pur nell’insultarci o nel denigrarci un barlume di coscenza facciano finta di non capire quello che realmente scrive Sansonetti mi fa specie. Sono le solite modalità di discussione, come per Bertinotti, non si prendono in considerazione le mille e più parole , ma il singolo, aggettivo e su di esso si costruiscono processi e condanne. Una pratica vecchia come le nefanbdezze che la tragica deviazione stalinista del movimento comunista ha potuto fare, e usa gli stessi metodi e poi scrive di averli superati. In nessuna parte del suo articolo Sansonetti accenna mai ad un superamento del partito o ad andare altre di esso, anche perchè è un professionista e non esce mai dal suo essere giornalista, quindi se scrive lo fa per esprimere i suoi pensieri politici e non per chiedere o imporre dictat. Il suo OLTRE è politico non organizzativo, parla di oltre che vadano al di là delle semplici parole, dei fatti mai fatti, di un populismo che non è cosa nè da comunisti nè da sinistra, parla a chi vuole chiuderci in una trincea identitaria, proprio nel momento in cui milioni di persone ci chiedono di uscire allo scoperto. Certo per delle menti eccelse come Mantovani, o forse per le sue celluline grigie distrutte, non è facile comprendere o meglio è sicuramente meglio rispondere facendo finta di nulla, trova sempre qualche imbecille pronto a dargli una mano, lo abbiamo ben visto durante la fase precongressuale, ma voi almeno leggete prima di seguire come gattini ciechi le sue parole, parole di uno che scrive il falso perfettamentre consapevole di farlo. Per il resto come facciate ad indignarvi su Rizzo e Diliberto più componenti della segreteria e della maggioranza dicono si di essi le stesse cose che noi abbiamo scritto, è cosa incredibile, soffrite forse di doppia personalità?
    Un altro pazzo che vede fughe, si forse del nulla di quello che era rimasto dei suoi seguaci dopo la sua scissione, ma chiamarli massa è ridicolo, passare dallo zerovirgola allo zerovirgolauno.

  172. nonviolento said

    Solo una aggiunta. Un articolo di una persona minerebbe la stabilità del partito? Forse nelle tue parole c’è molto di più di quello che scrivi, forse il tuo inconscio, ma non tanto inconscio, riesce a darti la visione esatta di come questa arraffazzonata maggioranza costruita sul “contro” e non sul “per fare” sta riducendo il partito. Allora i tuoi timori sono che una barca che già fa molta acqua possa essere affonadata da un semplice spruzzo, perchè se il partito fosse ben saldo ed unito un semplice articolo sarebbe come uno spruzzo, non un’onda anomala.

  173. Chavez said

    La fuga delle masse da pdci e prc verso il pcdl? Ma dove l’ha vista Ferrando? Nei suoi sogni di socialista utopista, forse. Sansonetti non vuolr sciogliere rifondazione?:””Andare oltre” è una espressione che Liberazione adoperò più di un anno fa, all’inizio dell’estate 2007, in un famoso titolo di prima pagina, per proporre la formazione di una nuova forza politica della sinistra, più larga e complessa dei partiti di allora (che poi sono gli stessi di adesso).”
    Sono incredibili gli artifici retorici e gli equilibrismi da funambolo di chi – credo in buona fede – vorrebbe farci credere, come dice mia nonna – scusate la colta citazione di una mezzadra nata negli anni ’20 -, che gesù è morto di freddo ed invece è il padrone della legna.

  174. nonviolento said

    Beh forse tua Nonna aveva ragione su Gesù, ma tu leggi l’articolo e non ti fidare di Mantovani. Gli oltre sono poltici e di visione poltica, nessun accenno a partiti o organizzazioni. E’ chiaro che dietro una linea poltica c’è un progetto poltico, ma ate chi lo dice che quel prigetto non sia , non oggi, ma domani quello di tutta Rifondazione? Un giornale serve anche a questo, a stimolare discussioni, non certo a dedicare le sue pagine ad articoli evanescenti e vanagloriosi o ad articoli trionfalisti. Ci sono quelli di Sansonetti come quelli di altri che scrivono l’opposto, questo è democrazia e libertà, e proprio noi che abbiamo le parole libertà e democrazia incise nel nostro DNA abbiamo poi paura di esse? Strilliamo di epurazioni e cancellazioni di quello che non ci piace? Questo non è saldezza e nemmeno coraggio, ma una fottuta paura che vi porta a privilegiare i dialoghi con voi stessi. Hai dato uno sguardo alla Roma che circondava il corteo dell’11? Tu ricordi la Roma che circondava le manifestazioni nazionali del partito negli anni novanta? Quel nessuno intorno a noi, quel nessuno nei palazzi da dove passava non ti ha fatto venire un poco di brividi e qualche pensiero? Come vedi non servono gli articoli di Sansonetti per creare dubbi, basta la realtà delle cose, basta saperla o volerla vedere , basta saper andare per una volta oltre i dialoghi con noi stessi.

  175. Reed said

    Da COMUNISTA penso che oramai davvero nulla trattenga questi socialdemocratici di “Rifondazione per la sinistra” dall’andare via dal Partito di Rifondazione Comunista.
    Cosi come nulla dovrebbe trattenere i tanti compagni COMUNISTI (che sabato hanno sfilato tra le vie di Roma con bandiere rosse, falce e martello) dall’intrapprendere la via della unificazione tra i due partiti PRC e PdCI per dare vita al nuovo partito comunista.

    La separazione tra comunisti e socialdemocratici e’ un fatto storico ed e’ oramai chiaro – anche leggendo le assurdita’ socialdemocratiche e completamente a-politiche (cioe’ che prescindono dalla realta’) di certi rifondaroli socialdemocratici ciarlatani – che la corrente della cricca socialdemocratica revisionista poltronista di Bertinotti e’ orientata a fare una lista socialdemocratica con Mussi

    La cricca socialdemocratica riformista di Bertinotti e Mussi cerca di recuperare le poltrone da loro perdute.
    I comunisti pensino alla rifondazione comunista. Alla costruizione di un partito comunista vero, rivoluzionario, marxista-leninista.

  176. Reed said

    La trasformazione dei partiti comunisti, nei quali si raccoglie l’avanguardia della classe operaia, in partiti bolscevichi, si può considerare, nel momento presente, come il compito fondamentale dell’Internazionale Comunista. Questo compito deve essere posto in relazione con lo sviluppo storico del movimento operaio internazionale, e in particolare con la lotta svoltasi nell’interno di esso, tra il marxismo e le correnti che costituivano una deviazione dai principi e dalla pratica della lotta di classe rivoluzionaria. In Italia il compito di creare un partito bolscevico assume tutto il rilievo che è necessario. Le forze motrici della rivoluzione comunista italiana, come risulta ormai dalla nostra analisi sono, in ordine alla loro importanza, le seguenti:
    1) la classe operaia e il proletariato agricolo;

    2) i contadini del Mezzogiorno e delle Isole e i contadini delle altri parti d’Italia.

    Il Partito Comunista d’Italia si trova oggi nella fase della preparazione politica della rivoluzione.

    Il suo compito fondamentale può essere indicato da questi tre punti:

    1) organizzare e unificare il proletariato industriale e agricolo per la rivoluzione;

    2) organizzare e mobilitare attorno al proletariato tutte le forze necessarie per la vittoria rivoluzionaria e per la fondazione dello Stato operaio;

    3) porre al proletariato e ai suoi alleati il problema della insurrezione contro lo Stato borghese e della lotta per la dittatura proletaria e guidarli politicamente e materialmente alla soluzione di esso attraverso una serie di lotte parziali. La organizzazione della avanguardia operaia in partito comunista è la parte essenziale della nostra attività organizzativa. Gli operai italiani hanno appreso dalla loro esperienza (1919-20) che ove manchi la guida di un partito comunista costruito come partito della classe operaia e come partito della rivoluzione, non è possibile un esito vittorioso della lotta per l’abbattimento del regime capitalistico. La costruzione di un Partito comunista che sia di fatto il partito della classe operaia e il partito della rivoluzione, – che sia cioè, un partito “bolscevico”, – è in connessione diretta con i seguenti punti fondamentali:

    1) la ideologia del partito;

    2) la forma della organizzazione, e la sua compattezza;

    3) la capacità di funzionare a contatto con la massa;

    4) la capacità strategica e tattica.

    Ognuno di questi punti è collegato strettamente con gli altri e non potrebbe, a rigore di logica, esserne separato. Ognuno di essi infatti indica e comprende una serie di problemi le cui soluzioni interferiscono e si sovrappongono. L’esame separato di essi sarà utile soltanto quando si tenga presente che nessuno può venire risolto senza che tutti siano impostati e condotti di pari passo ad una soluzione. Unità ideologica completa è necessaria al Partito comunista d’Italia per poter adempiere in ogni momento la sua funzione di guida della classe operaia. L’unità ideologica è elemento della forza del partito e della sua capacità politica, essa è indispensabile per farlo diventare un partito bolscevico. Base della unità ideologica è la dottrina del marxismo-leninismo, inteso quest’ultimo come la dottrina marxista adeguata ai problemi del periodo dell’imperialismo e dell’inizio della rivoluzione proletaria comunista.

    Il Partito Comunista d’Italia ha formato la sua ideologia nella lotta contro la socialdemocrazia (riformisti), Per evitare ogni deviazione riformista non bisogna dimenticare che i partiti socialdemocratici sebbene abbiano ancora la sua base sociale, per gran parte, nel proletariato per quanto riguarda la loro ideologia e la loro funzione politica cui adempie, devono essere considerati come un’ala sinistra della borghesia e come tale devono essere smascherati davanti alle masse proletarie. La capacità e tattica del Partito Comunista d’Italia è la capacità di organizzare e unificare attorno all’avanguardia proletaria e alla classe operaia tutte le forze necessarie alla vittoria rivoluzionaria e di guidarle di fatto verso la rivoluzione approfittando delle situazioni oggettive e degli spostamenti di forze che esse provocano sia tra la popolazione lavoratrice che tra i nemici della classe operaia. Con la sua strategia e con la sua tattica il partito “dirige la classe operaia” nei grandi movimenti storici e nelle sue lotte quotidiane. L’unica direzione è legata all’altra ed è condizionata dall’altra.

    Antonio Gramsci

  177. Reed said

    Il socialdemocratico di sinistra ex sindacalista Fausto Bertinotti e’ stato eletto segretario di Rifondazione comunista nel 1994 grazie a Cossutta che lo scelse in quanto personaggio non politico ma di provenienza sindacale e dunque ipoteticamente manovrabile dal Vecchio che allora era presidente del Partito. Poi Bertinotti il socialdemocratico di sinistra con la “r” moscia divenne la “Star” della tv e dei giornali.
    Durante gli anni dal 1994 al 1999 il socialdemocratico di sinistra sindacalista Fausto diventa famoso insomma.
    Tutti si divertono a sentire questo “comunista” (in verita’ comunista non era mai stato per niente) che propone riforme anche giuste ma che puntalmente incontrano il “NO” non solo dei padroni (Confindustria) ma anche dei moderati del PDS-DS. In verita’ il socialdemocratico di sinistra Bertinotti non proponeva certo la rivoluzione comunista. I programmi di Rifondazione contenevano proposte di sinistra, proposte di piccole leggi e politiche che senza dubbio avrebbero aiutato i ceti poveri a stare un po’ meglio. Solo un po’ e niente piu’ di questo.
    Proposte che un qualunque socialdemocratico di sinistra vero avrebbe potuto fare e/o apprezzare.
    Fatto sta che le proposte del socialdemocratico di sinistra Bertinotti sono sempre state respinte dai moderati di ogni risma oltre che dai poteri forti cioe’ i ricchi padroni.
    Ritorno della scala mobile, tassazione della rendita, tassazione dei Bot oltre 200 mlioni di lire (all’epoca), lotta alla disoccupazione con un programma di lavori socialmente utili, 35 ore a parita’ di salario, alzare un po’ i salari e le pensioni. Queste erano le proposte del socialdemocratico Bertinotto.
    Proposte giuste sia chiaro. Proposte MODERATE non certo la rivoluzione comunista.
    E nonostante questo i moderati (PDS DS oggi PD) ed i poteri forti (Confindustria ecc) hanno sempre detto “NO!”.
    Idem si dica per i “comunisti italiani” di Diliberto che son stati poltronisti e filo-PDS-DS-PD cioe’ filo-moderati fino a ieri.
    Anche loro avanzavano timide proposte di legge per fare stare solo un po’ meglio (niente piu’ questo) i lavoratori ed i ceti poveri di questo paese.
    La risposta dei moderati di ogni risma e dei poteri forti era ed e’ sempre stata una sola: NO!

    Questa la storia di PRC e PdCI in questi ultimi 10-15 anni. Queste le risposte avute dai moderati del PDS-DS-PD (servi dei ricchi padroni) fino ad oggi
    ad ogni proposta che veniva da sinistra.

    Domanda: e’ allora che volete fare voi di rifondazione fanta socialdemocratica per la sinistra? Fare di nuovo la ruota di scorta del moderato PD?????????
    Ah no! Volete solo pagare di nuovo lo stipendio di Deputato a Bertinotti e la sua cricca socialdemocratica ecco ecco, abbiamo capito!

  178. Franco Di Lascia said

    Invece dimmi che cosa vuoi fare tu rivoluzionario da blog? Se un socialdemocratico come dici non è riuscito che a farsi dire di no da tutti quelli che contano, che vorresti fare tu ? Faccelo sapere per cortesia così avremo risolti tutti i nostri problemi.
    Ormai non c’è più limite alle stronzate!!!!!!!

  179. nonviolento said

    La presa del potere, la rivoluzione proletaria, che , come dice Ferrando, sarà per quello che lo invitano in Tv, riesce a dare dei comunisti la stessa immagine stereotipata di Berlusconi, abolirà la propietà privata, si appropierà di tutto e darà il tutto in gestione al governo dominato dal partito unico dei proletari, e chi non ci stà, nopn si sa, forse sarà rieducato in scuole apposite, una bella Sardegna circondata dal filo spinato e piena di tante scuole. Sembra un fumetto dell’orrore, ma purtroppo è la realtà di pensiero di questi folli. basti vedre l’orribile presenza dei “rizziani” la corteo dell’11.Da far “rizzoare” i capelli……

  180. Reed said

    La totale impossibilita’ di ottenere rifome a favore del popolo da questa classe capitalistica al potere e dalle sue bande politiche (PD, PdL ecc) e’ purtroppo un dato di fatto.
    Come altro dato di fatto e’ l’anticomunismo che i signori “rifondaroli per la sinistra” esprimono nei loro post.

    Si sentono definire i principi comunisti di base (rivoluzione proletaria, dittatura del proletaraito, economia socialista pianificata) come “letame ideologico” o “stronzate” il che la dice lunga su questi rifondatori socialdemocratici della sinistra.

    Viene da pensare davvero: MA SIETE STATI ISCRITTI AL P.R.C. voi? E se si perche’?

    Certo essere comunisti e’ impegnativo non c’e’ dubbio. Richiede l’adesione ad una visione della societa’ nella quale viviamo che e’ molto precisa.
    La divisione della societa’ in classi con i borghesi che dominano sul proletariato come anche sul ceto medio basso a dire il vero.
    La storicita’ degli istituti politici come la democrazia parlamentare dello stato borghese.
    Il materialismo storico, la necessita’ della rivoluzione comunista come atto di liberazione del proletariato dallo sfruttamento della borghesia imperialista.
    Tutte cose che sono l’A.B.C. per ogni comunista.

    A sentire voi socialdemocratici bertinottiani (ma siete mai stati comunisti voi?) sembra quasi che il comunismo sia una idea che qualche fanatico vorrebbe imporre ai popoli per il suo personale piacere intellettuale.
    Non e’ cosi naturalmente.
    Il comunismo e’ una necessita’ storica per il proletariato, la sua unica speranza di liberarsi dalla dominazion della borghesia.

    Come risulta chiaro la socialdemocrazia non e’ in grado ne’ vuole ottenere nessuna riforma a favore del proletariato e questo perche’ la socialdemocrazia in ogni sua forma e’ l’ala sinistra della borghesia.

    Solo il partito comunista – fondato sui principi marxisti-leninisti – potra’ in futuro organizzare e guidare il proletariato nella via della rivoluzione socialista.

    Certo per fare questo occorre una linea politica veramente comunista e non la linea socialdemocratica di Bertinoto and company.
    La rifondazione comunista e’ l’affermazione del marxismo-leninismo come guida e via per la liberazione del proletariato e la costruzione della societa’ socialista.

    Stupisce – lo dico con oneta’ intellettuale – il grado bassissimo di capacita’ politico-propositiva di questi nuovi socialdemocratici rifondaroli della sinistra socialdemocratica.

    Nonostante tutto porti a pensare che niente si puo’ ottenere dai padroni voi continuate a voler fare da ruota di scorta (e per altro manco vi vogliono) al Partito democratico dei padroni.

    Oggi che piu’ che mai il proletariato avrebbe bisogno dei comunisti e di una guida comunista alle sue lotte immediate come anche alla sua lotta futura per la rivoluzione socialista voi vi chiudete in questo strano progetto socialdemcoratico volto unicamente a garantire nuove poltrone a ciarlatani socialdemocratici quali Bertinotti, Giordano, Vendola e Mussi.
    Allucinante davvero.

    Allucinante non perche’ non ci siano purtroppo tanti socialdemocratici in questa nostra sinistra italiana. Ma perche’ voi che in teoria (in pratica a quanto pare no) siete stati “comunisti” ed oggi adottate il peggior anticomunismo becero contro i compagni che sono e resteranno comunisti.

    Fatevi un esame di coscienza prima ancora che politico.

  181. nonviolento said

    Ho la vaga idea che se tu sei o sei stato stato nel PRC vi vagavi o vi vaghi dentro come in un un sogno. Quel partito di cui tu parli non lo ho mai conosciuto. Per fortuna aggiungo.

  182. romololeft said

    Accusate di stalinismo e settarismo la nuova maggioranza,ma V lo immagginate il direttore dell’unità ai tempi del PCI remare contro il partito?Sansonetti rimane ancora(speriamo per poco)sulla sua poltrona.Non credo che Bertinotti avrebbe fatto lo stesso con un direttore che gli fosse andato contro…

  183. nonviolento said

    Queste sono certezze o solo tuoi pensieri? So che Bertinotti e Sansonetti hanno litigato parecchio sulle pagine di Liberazione, da bravo lettore del giornale dovresti già saperlo, senzxa che te lo ricordi io. Riguardo al PCI la linea editoriale dell’unità era sicuramente più libera allora che adesso con il pd o prima con i DS, la tua conoscenza della storia dei comunisti in Italia è un poco approsimmativa, più frutto di voci e detti che di realtà.

  184. romololeft said

    Ma per favore dai…

  185. nonviolento said

    Per favore dai che signuifica?
    le pagine dell’unità sono sempre piene di articoli di liberi pensatori della sinistra italiana, deciamente rano più stimolanti quelle pubblicate ai tempi del PCi, compresa Rinascita, che non quelle dalla Bolognina in poi. Se poi ti riferisci ai duelli B/S, beh allora prima di parlarne devi legerlo un giornale, senon li hai letti significa o che non lo compri o lo compri solo……..per rappresentanza.

  186. Franco said

    Certo che sti quattro dirigenti di questa Rifondazione per la Sinistra, che infondo rappresentano solo loro stessi, appunto quattro dirigenti da strapazzo non sanno proprio che pesci prendere! Ogni giorno e` sempre il primo passo per la costituente, e` un anno e mezzo che e` sempre il primo giorno..che pena!!!

  187. nonviolento said

    SE sono solo quattro dirigenti come riescono a fare decine di feste in tutta Italia. A tutt’oggi le feste organizzate all’interno del partito e targate RPS sono più di una ventina ed hanno coinvolto più di 50 circoli ed alcune federazioni, a queste vanno aggiunte quelle specifiche della Sinistra. E siamo in autunno…….E’ solo la rabbia che vi fa scrivere sciocchezze.

  188. Franco said

    E se non foste quattro diriggenti da sprapazzo probabilmente a Roma avreste portato qualcuno in piu` e non quei quattro gatti che erano col grande Niky Fava e il vostro amicone Occhetto!!

  189. I privilegi di FRANKY.. said

    Scusate la domanda in libera uscita: ma perché a Franky gli avete assegnato addirittura due bamboccetti ?
    Una volta me lo presentate come un uccellaccio trippone con due gambette rinsecchite e le ali asfittiche e la volta dopo travestito da leghista padano con finta parrucca rossa ?

  190. Comunardo said

    x Nonviolento
    Ho letto tutti i tuoi interventi e devo dire che sei un piccolo provocatore da blog in servizio permanente.
    C’è una cosa che sai benissimo ed è quella che sa benissimo anche chi, oggi, continua a rimanere dentro Rifondazione sputandoci in faccia. Che alle prossime elezioni ( comunali, provinciali, regionali, nazionali o europee, compresi gli incarichi organizzativi lautamente renumerati) tutta la marmaglia di eletti interessati più al culo al caldo su una poltrona e al portafoglio saranno costretti ad andare a lavorare. Perchè questo partito si libererà presto delle sanguisughe che in questi anni ha allevato al suo interno. Andate a elemosinare da Veltroni e soci perchè COMUNISTI e con la C maiuscola non siete mai stati.

  191. COMUNISTA con la C maiuscola !. said

    Hai sbagliato blog comunardo, la sagra degli insulti non si tiene quì.
    Ti consiglio quello….. quello….. già ma quale ti consiglio ?
    Quelli dei tuoi amici (i COMUNISTI con la C maiuscola e aspiranti culi al freddo !!!!!!!!) non esistono o se esistono ti censurano anche le virgole.
    Comunque questo è un blog libero e possiamo offrire ospitalità anche a te.

  192. Sinceramente per esprimersi nei temini di “Comunardo” bisogna essere in malafede oppure fuori dalla realta. Certamente è vero che coesistono nel partito interessi diversi, incluso alcuni più personalistici (sintetizzati da “Comunardo” con la definizione “marmaglia di eletti interessati più al culo al caldo su una poltrona e al portafoglio”) ma è patetico e autolesionista allo stesso tempo pensare che tali interessi riguardino solamente alcuni (secondo “Comunardo” coloro che si riconoscono nell’area “Rifondazione per la sinistra”).
    Patetico perchè è evidente che certi atteggiamenti interessano trasversalemnte tutto il partito (come del resto attraversano trasversalmente tutta la società) ed autolesionista perchè “scaricare” sugli altri i caratteri negativi nell’illusoria convinzione di autolegittimare moralmente le proprie scelte (difendendo “a prescindere” quelli che sono da noi ritenuti “pari”) è la via più breve alla degenerazione ed alla distruzione di ciò che di valido e positivo c’è nelle posizioni e nelle idee che si sostengono.
    Oltretutto suggerirei a “Comunardo”, come a chi sente di condividere istintualmente le sue affermazioni riportate nel precedente post, di riflettere su come pensa di costruire un “mondo migliore” escludendo la forma governativa delle istituzioni (dato che gli eletti sono da lui considerati “sanguisughe” e dunque parassiti inutili).
    Come ho già affermato in un post precedente pensiamo forse, ripudiando l’appartenenza al movimento pacifista, di imbracciare le armi per cambiare la società in cui viviamo (riporto questa ipotesi non solo per il gusto del paradosso ma anchè perchè trovo particolarmente ilare l’immagine dei tanti difensori – a parole – della purezza del partito impegnati, a disprezzo di ogni pericolo, in una fantozziana rivoluzione armata)?
    Oppure pensiamo che è il tentativo di governare attraverso le istituzioni (dunque in coalizione con altri soggetti politici dato che in questa fase storica NON siamo certamente autosufficienti o prossimi a diventarlo) che rende “sanguisuga” un politico di sinistra e dunque solamente chi preferisce l’autonomia (cioè autorelegarsi all’opposizione) è portatore di interessi generali e non personalistici? Davvero si può credere che rappresentare (questo è il compito a cui è chiamato un partito politico) significhi stare semplicemente nelle istituzioni anche se NON si produce niente di concreto (perchè autonomamente nessun partito al 4% – ma il ragionamento varrebbe anche per un partito al 20% – può governare all’interno delle istituzioni o condurre un’opposizione capace di condizionare indirettamente alcuni processi politici e sociali) ma ci si limita alla testimonianza?
    Questo si che sarebbe da considerare una forma di parassitismo; scegliere di sottrarsi alle responsabilità che comporta la scelta di governare (anche di carattere morale, perchè governare significa rinunciare a parte delle proprie convinzioni – per raggiungere un compromesso con istanze diverse alla nostre – al fine di conseguire dei risultati, allorchè parziali, che producano dei risultati per tutti) senza rinunciare ai benefici – sotto forma di indennità – che sono riconosciuti per lo svolgimento di tale funzione (carica elettiva).

  193. Oppure si crede che chi rappresenta il partito nelle istituzioni sia necessariamente un bieco approfittatore. Un individuo che si arricchisce indebitamenmte.
    Si può veramente credere che chi decide di impegnare la parte della propria vita per svolgere un ruolo attivo in un partito o nelle istituzioni sia un approfittatore?
    Un soggetto che si rende disponibile ad impiegare la maggior parte del suo tempo disponibile per la durata di un mandato elettivo o la durata di una carica politica è qualcuno da ammirare a cui si deve riconoscere senso civico e altruismo (certamente esistono eccezioni ma nella maggioranza dei casi è così) e dunque è giusto che riceva un’indennizzo per l’attività che svolge e che tale indennizzo non può e non deve essere raffrontato con i redditi da lavoro in quando è di carattere temporale (niente è più precario di una carica politica o istituzionale), non tutelato e fagocita la vita privata del soggetto per tutta la durata dell’impegno.
    E’ ora di finirla con la “criminalizzazione” di chi sceglie di impegnarsi in politica e di diventare sufficientemente maturi da accettare la presenza di distorsioni e iniquità (perchè effettivamente non tutte le indennità sono eque, esistono privilegi e rendite di posizione) impegnandosi a correggerle ed a ricondurle e mantenerle al di sotto di una soglia accettabile invece di attaccare genericamente tutto il sistema che così ricchia solo di implodere. Riportando la politica indietro di secoli, quando (allora di diritto, adesso sarebbe “de facto” ma la sostanza non cambia) questa era una pratica riservata solo alle classi più abietti ed ai potenti.

  194. Franco Di Lascia said

    Fregiarsi del fatto di credere di essere comunisti non autorizza nessuno a guardare dall’alto in basso chi si pensa non lo sia.
    Qualche cominista puro e duro mi dica a quale scuola appartiene:scuola russa, cinese, coreana, rumena,bulgara,ecc. ecc.
    Salvando Cuba é stato tutto e sempre un disastro, ma questo non significa che non bisogna salvare gli ideali: la giustizia sociale ,la solidarietà, una sana lotta di classe, La scuola, l’energia, la sanità pubbliche,la lotta al mercato che affama il mondo, alle lobbi, al libertinaggio economico, alla prevaricazione sociale, alla disinformazione ecc. ecc.
    Per questo io credo che si possa tutti insieme ancora continuare, senza cercare primogenie senza snobbismi, senza sentirsi migliori degli altri, senza mortificare nessuno.

  195. Alias said

    Scuola olandese? Dove i parlamentari ricevono duemila euro al mese dal partito e non un centesimo in piú? Ah… parlo del 19% e di un nuovo leader che si chiama Agnes Kant.

  196. nonviolento said

    Vero, di un Pomodoro che ha rinunciato al marxismo per poter prendere il voto dei mussulmani, degli ex frikkettoni,cioè di tutti coloro che se non avesse rinunciato al suo dichjiararsi marxista non lo avrebbero mai votato. Cioè di un partito che ha fatto certe scelte per cui da voi , che lo portate sugli scudi, sarebbe stato insultato come lo siamo noi oggi. Certe scelte vanno bene in Olanda , ma non in Italia, senza contare che al contrario dei dirigenti del pomodoro nessuno di noi ha mai rinunciato nè ad essere comunista nè al marxismo. Ma siete talmente sciocchi che scrivete, parlate senza mai riflettere.

  197. Alias said

    Tu credi? Di un pomodoro rossissimo con una bella stella, che non si sogna nemmeno di rinunciare al marxismo e che, al contrario, tiene corsi per la formazione storica e politica dei giovani, é legato ai movimenti ed ai centri sociali, é parte di sinistra europea, sinistra verde nordica, lavora sul territorio come propone Ferrero col partito sociale, fa opposizione a tutto campo e rifiuta di allearsi coi socialdemocratici del Pvda.
    Domanda a qualsiasi olandese cos’é l’Sp, la risposta sará sempre: il partito comunista olandese.

  198. Alias said

    Sei rimasto un po’ indietro, non esistono piú i frikkettoni e nell’Sp non ci sono mussulmani, ebrei o cristiani: solo compagni.
    http://www.sp.nl/

    Sei anche divertente col tuo “voi”. Io, ad esempio, ho capito benissimo il contesto in cui Bertinotti ha detto la fatidica frase, quello con cui non concordo é il metodo per superare questo momento negativo. Se le persone non capiscono piú il significato della parola comunismo, é ora di cominciare una seria critica sul perché si é arrivati a questo punto e ricominciare a fare cultura politica dal basso, non di spaccare il partito con una costituente con chi sul comunismo sproloquia da anni.

  199. nonviolento said

    Beh i casi sono due, o tu leggi l’olandese ma capisci poco o fai finta di non vvapire, o chi ti ha tradotto le pagine del sito ti ha preso in giro. Conosco troppo bene sia quelli che tu definisci gli ex, che i mussulmani, specie la parte che aderisce al pomodoro, tutti molto legati alle loro tradizioni, pur essendo progressiva, per sapere che la parola compagno per loro non ha alcun significato, se non per le relazioni individuali e nel livello poltico se esso viene usato non ha alcun ruferimento al “compagno” nostro. Non venire qua sopra a raccontare sciocchezze, ci hanno provato in troppi e a troppi è andata malissimo. Certo fare scuola poltica alle masse e rieducarle al comunismo, oppure fare lotta sociale per far capire che i comunisti sono bravi e belli e non le schifezze che raccontano i media. Bella favola, anzi stupenda, ma arrivata in ritardo di almeno mezzo secolo. Quello con cui abbiamo a che fare ora è un attacco sistematico alle stesse radici della democrazia, altro che difendere l’onorabilità del comunismo. Sarebbe un po’ come se ai tempi della guerra partigiana, invece che fare alleanze per la difesa della democrazia, i partigiani comunisti sprecassero il loro tempo a difenbdere l’URSS di Stalin. Per fortuna i nostri padri o nonni sono stati molto più intelligenti e pratici di quanto lo siamo noi. E questo loro agire non ha fatto di loro degli anticomunisti, ma credo che ragionamenti di questo tipo siano troppi difficili per quelli come te.

  200. Alias said

    Non hai preso in esame una terza possibilitá e cioé che io sia olandese ed iscritta all’Sp. E’ davvero un peccato che non ci siano emoticon.
    Sai qual’é un altro errore? Credere che l’Olanda sia Amsterdam (che anche lí.. ce ne sarebbe da dire) ed immaginare che sia divisa fra gente che vive di canne e mussulmani. Ti diró che é una societá assai piú complessa e che la tradizione socialista o comunista non risale a ieri.
    Anni fa’ era possibile scaricare dal web un libro (in italiano) “linkskommunismus, la sinistra comunista tedesco olandese”, non so se si trova ancora e di certo non voglio dirti di leggere la mattonata, ma mi pare che, come molti del resto, sottovaluti la cultura di un paese che per molti versi avrebbe parecchio da insegnarci. Perció, benché il termine “compagno” non sia usato ed abusato come in Italia, se ne conosce benissimo il significato e, soprattutto, un olandese avrebbe colto al volo non il termine che ho utilizzato per farmi capire, ma il significato della frase, in un paese che il razzismo lo ha pagato sulla pelle, ad un prezzo talmente alto da non scordarselo facilmente. Personalmente ho visto buttar fuori (e con dispiacere), un vecchissimo … (come lo chiamo? compagno? me lo permetti?), da una riunione, perché ha insistito ad usare i termini “stranieri e mussulmani”, riferendosi ad alcuni iscritti. I sinistri olandesi, a differenza di quello che sembri credere, certe cose le prendono molto sul serio e non accettano alcun accenno, nemmeno blando, di nazionalismo.
    Cosí di favole puó essere che stia parlando tu, anche perché non ho mai scritto di far scuola politica alle masse, né di rieducarle al comunismo e tanto meno di difenderne l’onorabilitá, o di fare chissá quale azione propagandistica per dimostrare quanto siano belli e bravi i comunisti. Tutto questo é un’interpretazione del tutto tua personale, come lo é l’aggressivitá che dimostri a chi, come me, é entrato nel blog per discutere tranquillamente, senza insultare nessuno e ricevendo come risposta frasi tipo “siete talmente sciocchi che scrivete, parlate senza mai riflettere – non venire qua sopra a raccontare sciocchezze – credo che ragionamenti di questo tipo siano troppi difficili per quelli come te ”
    Mi conosci, per caso, sai chi io sia, cosa pensi, cosa viva? E allora come ti permetti?

  201. nonviolento said

    Beh visto i termini che usi nei nostri confronti nelle altre cose che hai postato non ti è mai venuto in mente che già da tempo avrei potuto scrivere anche io, ma chi cazzo sei, come ti permetti, ci conosci? Trovo molto piacevole questo tuo risentimento, infatti ti avrà fatto capire come giudicare a priori in base a convinzioni personali che si ritengono superiori a quelle di altri porta sempre a commetere errori e valutazioni pessime. Sul pomodoro, che tu sia olandese o no, per quello che ho letto nelle traduzioni dei suoi documenti non mi muovo di un millimetro, le loro analisi non sono marxiste e il loro muoversi sa più di populismo che di marxismo. Forse alla fine vien fuori che noi , traditori, reietti, alla fine siamo più identitari, almeno sul marxismo classico, di voi. Sarebbe una bella novità. Chi entra in blog con la presunzione di avere la verità in tasca e prima ancora di discutere parte a lancia inresta come se fosse ad un torneo mediovale, viene trattato come tale. Prima di accusare me o altri, leggiti come ti sei posto in ciò che hai scritto nei nostri confronti e poi fatti un bel ragionamento. Se io inizio una discussione partendo con frasi che fanno capire che io sono nel giusto e l’interlocutore nell’errore, e non lascio spazio alla possibilità che sia io che lui si possa modificare le proprie opinioni perchè si sono già stabiliti a priori i termini del confronto, cioè noi sbagliamo tu e chi come te no, come ti puoi aspettare che la discussione vada avanti correttamente?

  202. Alias said

    Come mi sono posto? A parte che non sono nemmeno un uomo, ho fatto una battuta sulla scuola olandese, ma non ho insultato nessuno e nemmeno espresso considerazioni personali su qualcuno di voi, come invece stai facendo tu a priori. Idem per quello che riguarda le opinioni. Se ti senti aggredito dal fatto che non la pensi come te, non ci posso fare niente, ma se apri un blog sul web, devi aspettarti che chi entra abbia qualcosa da dire al di lá di “sissí, avete ragione, ma come siete bravi”, altrimenti fai prima a moderare e lasciar passare solo quello che ti piace.
    Quanto al partito olandese, mi sembra che tu ne sappia veramente poco, eppure Marijnissen ha scritto diversi libri sia sul capitalismo che sul ruolo del socialismo e del marxismo nel suo superamento. Ovvio che ci siano anche diversi livelli di comunicazione, o credi che sia cosí facile rivolgersi ad una generazione cresciuta nel mito americano e con un bagaglio di studi classici estremamente scadente? Tu andresti in piazza a dissertare sui grundrisse? Forse sarebbe il caso di andarci piano col bollare qualsiasi cosa di populismo, se non ci si vuole trasformare in un’elite salottiera con la puzza al naso, rischiando alla fine di dare davvero spazio alle destre piú becere. Occuparsi della gente e dei suoi bisogni immediati non é populismo, é il minimo che si dovrebbe fare, anche a prevenzione degli interventi caritatevoli delle piú reazionarie organizzazioni religiose, uniche in Italia ad occupare spazi che spetterebbero alla politica. Cose, dal mio punto di vista, da terzo mondo.
    Il partito qua, nel 92, era definitivamente scomparso, sceso sotto l’un per cento, oggi é il terzo del paese ed in continua crescita, non ti pare che forse qualcosina da insegnarci ce l’abbia?

  203. nonviolento said

    bene su certe cose la pensiamo nello stesso modo,evidentemente fa bene ridurre, anche se con un poco di rudezza, tutto mallo stadio io so tu sai e io non sono meglio di te. Ma tu trovi veramente che il cosidetto partito sociale di Ferrero, fatto da identitari di Falce e Martello, dall’Ernesto o da Essere Comunisti, da chi propone alleanze copn il PdCI che ha riscorto Stalin, da chi vede la classe come quella degli inizi del novecento, sia proprio la stessa cosa di quel partito olandese che tu descrivi? Non ti sembra a leggere quello che scrivono dirigenti che sono nella nuova segreteria che la distanza fra il loro pensare e quello dei dirigenti del partito olandese, se è vero come tu scrivi che hanno rinunciato all’identitarismo per riuscire ad aprire un dialogo con chi verso certe tradizioni non ha alcun dialogo nè la minima conoscenza e molto probabilmente non gli interessa nemmeno, ci sia un solco incolmabile? Ci sono vari modi di essere sinistra, conosco molti mussulmani, non vedo perchè offendersi se si viene chiamati tali, le identità fanno parte della varietà della nuova sinistra che non è omologazione ma intreccio di culture, che sono di sinistra, ma a cui non frega nulla del comunismo. Trovi veramente che questi mussulmani, ed altri immigrati, o i giovani cresciuti come scrivi nel mito del Wife of Usa, possano avere qualche seria interlocuzione in circoli o federazioni dove si pone l’accento sul DNA comunista e si fa le pulci a chi decide di aggregarsi? Io sono da 14 anni dentro Rifo e vedevo nella linea del partito, sempre avviata alla ricerca di contaminazioni e alla lontanaza dalle ortodossie, dai falsi identitarismi l’unica via che potesse ricostruire il dialogo con generazioni che avevano linguaggi oramai lontani dai nostri, con un popolo che ha subito l’influsso culturale della destra e dei suoi pensieri economici e culturali, tu vieni qui sopra, parli il mio stesso linguaggio e poi mi fai la propaganda del suo opposto, pensi forse che mettere su qualche decine di banchetti e vendere basso costo qualche tonnelata di pane sia fare quello che tu scrivi? Non lo è, perchè quella esperienza la sinistra italiana la ha già vissuta decine di anni fa, con Lotta Continua di cui io ero militante. A Roma avevamo mercati rionali, asili, assistenza alle occupazioni di case, forme primitive di mutualità e di assistenza ai licenziati e alle famiglie bisognose, eppure non è bastato, perchè mancava una politica che parlasse lo stesso linguaggio a livelli più alti o diversi, nelle amministrazioni, nei governi locali e che prospettasse tutto questo come possibilità di governo locale o nazionale. Essere sinistra di governo, non significa governare necessariamente, ma porsi il problema, cioè proporre poltiche che potrebbe essere forme di governi reali ed alternative alle attuali. E tutto questo tu lo indivuidui nelle proposte di Ferrero? Nell’identitarisnmo da metà novecento dei suoi alleati nel partito?, FORSE HO SBAGLIATO, NON è CHI TI HA PARLATO DEL POMODORO CHE TI HA PRESO IN GIRO, MA IL CONTRARIO.

  204. nonviolento said

    Ancora un’altra cosa dovrei chiederti, visto che le informazioni sulle attività e la linea poltica del partito olandese, che si chiama…… scrivimelo grazie, perchè chiamarlo sempre pertito etc. è bruttino, sono state evidentemente deformate sia da una parte che dall’altra, perchè non invii qualche cosa che possa darci una concreta lettura di quella realtà. grazie

  205. Alias said

    Socialistische Partij, ma basta Sp e nel sito c’é una piccola sezione in inglese http://international.sp.nl/

    Una lettura concreta della realtá olandese non é niente facile se non se ne conosce la storia almeno dalla riforma e dalla controriforma, quindi non saprei proprio da dove cominciare senza sembrare contradditoria. Avevo trovato la frase conclusiva di un’intervista a Marijnissen, con dei giornalisti che lo accusavano di credersi Marx, il che, visto da vicino, é abbastanza ridicolo, data la scarsa intellettualitá caratteriale della persona, che per altro non manca affatto di cultura. Cmq tra un sito e l’altro ho finito col perderla e d’altronde sintetizzare il pensiero altrui in una frase, é abbastanza banale.
    In effetti credo sia per quello che l’una e l’altra parte deformano l’informazione sull’sp, raccattando, probabilmente, alcune frasi a piacere, senza tener conto di un contesto molto diverso dal nostro, talvolta quasi alieno. No, l’sp non ha rinunciato affatto all’identitá socialista (con la esse maiuscola) ed al suo interno convivono sfumature piú o meno radicali, anche se meno conflittuali delle nostre, ma nello stesso tempo gli olandesi hanno i piedi ben piantati per terra e considerano che la battaglia principale, oggi, é contro il neoliberismo e per il mantenimento dei diritti finora conquistati, in vista di un futuro diverso. A grandi linee la frase diceva appunto che il socialismo ha un passato, ma soprattutto ha un futuro, peró parliamo di un paese molto laico, che il fascismo l’ha conosciuto come proveniente dall’esterno, il cui leader piú sfegatatamente nazionalista é stato un gay in camicia rosa, con due suriname ben abbronzati per amici. Il suo successore si é fermato intorno allo 0,5% e un Berlusconi rischierebbe di essere scambiato per un comico della tv spazzatura. Tutto il conflitto sociale é ad un livello differente, il sottoproletariato praticamente non esiste, se non come residuo culturale, il che non elimina le differenze di classe, piú nascoste, ma altrettanto forti.
    Secondo me, l’unica cosa paragonabile é la batosta elettorale della sinistra, subita qui con quindici anni di anticipo e che ha portato all’incredibile successo di oggi. Credo che sia questo il dato da osservare con attenzione, dato legato a scelte nette, che, tra l’altro, hanno allargato il solco con l’altro partito di sinistra, politicamente non cosí dissimile dal Pd, (sottolineo politicamente, perché qui nessuno andrebbe a baciare anelli papali), chiarendo, senza tanta demagogia, la profonda differenza d’intenti. Insomma, guardo alla ricostruzione partita dal basso, che ha coinvolto, giorno dopo giorno, il dialogo con la base.

  206. Alias said

    Tornando all’altra parte del discorso, beh, io la guardo con un’altra ottica e tanto per cominciare vorrei capire cosa intendi con “identitari”. Cosí a naso e la butto lí, mi viene in mente una frase di Bertinotti nella recente intervista sulla sette: la destra assume i nostri temi, li divora, mangia tutto e ce li restituisce in una societá repellente.
    La mia impressione é che si stia facendo il gioco delle destre e di Confindustria, sostenuta, guarda caso, da quel Pd che ci ha trovato tanto scomodi. In breve, questo genere di accuse le ho sentite pari pari da dei destri, che hanno tutta la convenienza a spalar fango su qualsiasi sfumatura della sinistra ed a soffiare sul fuoco, sperando nella definitiva ed immediata scomparsa del comunismo oggi e quindi di qualsiasi velleitá di socialismo domani.
    Intendo dire che, a furia di sentirci ripetere che il comunismo é roba vecchia, abbiamo finito col cascarci anche noi, irrigidendo posizioni e fratture, al punto da aver perso tutta la forza e la credibilitá.
    Ad una parte dei giovani e degli immigrati, forse, la parola comunismo non dice piú nulla perché siamo i primi a vergognarcene e perché siamo scivolati in un mito del multiculturalismo che piú che avvicinare separa. Mi spiego, o almeno ci provo. Che me ne frega, fondalmentalmente, se la persona con cui sto parlando é di estrazione mussulmana o indú o quello che ti pare? Quello che ci accomuna polticamente é il fatto che siamo due sfruttati dal sistema e su questo possiamo costruire la nostra alleanza, il resto lo lascio per il caso si vada a mangiare insieme.
    La stessa cosa, se ci pensi, vale per il PdCI. A Rizzo piace Stalin? Beh, sono casi suoi, questo non fa degli iscritti degli esseri geneticamente stalinisti, sono e restano persone che a suo tempo hanno fatto parte di Rc e che, con tutte le sfumature che ti pare, negli anni hanno fatto percorsi non cosí dissimili da quelli di cui parli tu. Quanto a Falce e Martello, l’Ernesto o Essere Comunisti, scusa, ma se ti stavano bene fino ad un anno fa’, per quale motivo oggi si sarebbero trasformati in appestati? Non é che questo rancore é dettato dall’aver visto sconfitta la linea politica ed il segretario che ti piacevano? Un partito é la libera associazione di piú persone, ciascuna con la sua testa, va bene la discussione, va bene la polemica ed anche l’azzuffarsi sulle virgole, ma ad un certo punto si deve fare (ed accettare) una sintesi per poter proseguire insieme. L’alternativa, quando la convivenza non é possibile, é il divorzio, ma mi sembrerebbe decisamente sciocco, soprattutto dopo aver accusato gli altri di identitarismo. Alla fine piú che di identitarismo si parlerá di individualismo, ognuno costruirá il suo partito e tanti saluti.
    Ferrero, poi… se andava bene come Ministro, com’é che é diventato il nemico number one?
    Nel merito, a me le proposte di Ferrero non dispiacciono e se il lavoro di LC non é bastato negli anni ’70, non significa che fosse da buttar via e che non possa essere rivalutato oggi, in una situazione del tutto diversa, l’errore, al massimo, potrebbe essere il limitarsi a quello, creando un burrone fra posizioni indubbiamente differenti, ma che possono coesistere ed essere complementari. Perché sono stati rifiutati i posti offerti in segreteria? Cosa propongono fattivamente Mussi e Fava di tanto migliore? Soltanto il rinnegare la parola comunismo? Oppure una nuova allenza con un Pd (Ds e Margherita) che ha giá dato prova durante il Governo Prodi di stare dalla parte dei poteri forti e che preferisce la Binetti e & a qualsiasi proposta anche vagamente di sinistra?

  207. Concordo con “Alias” sulla necessità di non costruire steccati, di non rischiare di scambiare le differenze per incompatibilità.
    Come concordo sulla necessità di trovare (ed accettare) una sintesi evitando di cadere nell’individualismo.
    Ma siamo sicuri che la difficoltà a raggiungere una sintesi sia prevalentemente da ricercare nell’indisponibilità – allo stato delle circostanze attuali – di quella parte del partito che si riconosceva nella mozione congressuale n. 2?
    Siamo sicuri che gli steccati nei confronti di chi è portatore di sensibilità ed idee diverse sia da parte di chi si riconosceva nella mozione congressuale n. 2?
    Certamente la sintesi a cui si è costretti nella trascrizione di un pensiero in forma di post non consente di essere esaustivi, correndo il rischio di non evidenziare sufficientemente quanto comportamenti individualistici, opportunismi, incoerenze etc. interessino trasversalmente tutto il partito (come tutta la società) a prescindere dai vari gruppi che lo compongono e dunque sono il primo a riconoscere la parzialità e l’incompletezza delle mie affermazioni.
    Tuttavia la mia convinzione è che la risposta ai due quesiti sopra posti sia in sintesi negativa.
    A mio avviso la concentrazione dei comportamenti “incoerenti” sopra richiamati non è sempre omogeneamente distribuita e talvolta si formano concentrazioni che, superando la soglia di tolleranza, rischiano di produrre “distorsioni” difficilmente riparabili, come credo sia avvenuto nella costituzione dell’attuale maggioranza.
    Una maggioranza che si fonda proprio sull’esclusione (il ragionamento di “Alias” su Ferrero, il Pdci, L’Ernesto ed Essere Comunisti – che nessuno a mai pensato di escludere dal partito – vale anche al contrario; perchè allora escludere Sinistra Democratica e quella parte di società civile che condivide con noi gli stessi obbiettivi pur non definendosi comunista – come è stato fatto “militarizzando” tutta la fase congressuale da parte dell’attuale maggioranza?) che ha origini prevalentemente personalistiche derivanti da un lato dalla paura di essere emarginati e dall’altra dalla paura che aumentando i “competitori” interni per alcuni sarebbe stato più difficile mantenere i ruoli acquisiti nel partito e/o nelle istituzioni?
    Come dimostra – a mio avviso – l’atteggiamento tenuto da parte dei componenti dell’attuale maggioranza nella conduzione della fase pre-congressuale che nel congresso vero e proprio, rifiutando di trovare una sintesi politico-programmatica con una mozione che rappresentava quasi la metà dei delegati, salvo chiedergli successivamente di entrare in segreteria e negli organismi dirigenti a condividere la responsabilità di condurre una linea politica scelta con la loro esplicita esclusione.
    Personalmente credo che ciò che deve caratterizzare una sinistra moderna è la capacità di aggregare e far coesistere all’interno di un progetto omogeneo una parte significativa della società accettando il confronto e la contaminazione, nel rispetto delle idee e dei principi di ciascuno, fondando la convivenza sull’aspirazione comune all’affermazione dei principi di eguaglianza, libertà, giustizia ed equità e sulla ricerca di pratiche sociali e politiche capaci – nel contesto dato – di costruire una società fondata su di essi, anche per fasi progressive (e dunque per fasi di contenimento e ripiego se le condizioni esterne lo impongono), superando i modelli politici del ‘900 oramai impraticabili in una società prevalentemente caratterizzata dalla interdipendenza. E sono sempre stato convinto che lo stesso obbiettivo sia condiviso dal partito che altrimenti si sarebbe definito semplicemente comunista e non Rifondazione della stessa.

  208. redecly said

    Per tornare alla frase di Bertinotti… E’ assolutamente vero che la parola “comunista” evoca nella maggior parte delle persone un qualcosa di negativo, passato, fallimentare. Basta parlare fuori dai circoli o dai centri sociali per accorgersi di questo… Ci vuole tanto? Provare per credere! Tutto lo stupore che c’è intorno è semplicemente indice di una incapacità di cogliere la realtà, a mio avviso anche abbastanza grave! Non si tratta neanche lontanamente di una questione di “diverse culture”, ma di comunicare davvero con chi si dice spesso di voler difendere e di vivere sulla terra… Sarà un caso che il grande movimento degli studenti poco ha a che fare con tutto questo e che chi non arriva alla fine del mese è incazzato e chiede un certo pragmatismo? Si, la parola “comunismo” per ragioni storiche e per le diverse interpretazioni che ha avuto già prima di Marx non evoca affatto “libertà e diritti” come dice Ferrero e non credo affatto che chi non ha questa impressione al suddetto termine sia un ignorante magari da istruire o da snobbare come aimè si fa spesso… Bertinotti ha solo sottoliato un fatto. Essere comunisti non significa non stare nella realtà.

  209. Ottimo Redecly said

    Ottimo Redecly.
    Intervento chiaro, semplice, sintetico.
    Bertinotti intedeva proprio questo.

  210. nonviolento said

    Hai una visione un poco disatorta di ciò che è avvenuto, non siamo noi gli esclusori, ma semmai gli esclusi. Guardando semplicemente ai dati congressuali, vi era una mozione che aveva il 47% dei consensi della base , ed altre 4 che avevano il restante, si può in modo intelligente affermare che la creazione di una maggioraza composta da 4 frazioni di partito sia dovuta alla escluzione della restante che ha il 47%? Tenendo poi presente che le linee politiche sul presente e sul fururo di almeno due di queste mozioni divergono in modo sostanziale non solo dalle nostre, e sono state sempre divergenti anche quando era Bertinotti segretario, ma anche da quelle dei ferrariani, che poi sono gli ex DP in sostanza. C’è molta confusione, e mi sembra che tu abbia assorbito del nostro congresso più la propaganda che la sostanza, forse è dovuto alla lontananza o a chi ti ha riferito. Non non proponavamo scissioni, e lo domostra il fatto che siamo ancora tutti all’interno del partito, nè facili ne approssimative unioni con altri, semmai erano alcuni della attuale maggioranza che proponevano l’unione fra noi e il PdCI, cosa che avrebbe portato all’esauruimento della rifondazione, perchè per il partito ha quasi più significato il termine rifondazione che quello comunista. L’obiettivo del partito non era rifondare un qualsiasi partito comunista, ma rifondare una teoria per la rivoluzione o per il processo rivoluzionario, che si distaccasse dagli errori e dagli orrori del novecento, che fanno parte della notra storia, che non ripudiamo, ma analizziamo nel profondo. Ecco cosa ci divide drasticamente dalle frazioni. Per noi non ha più senso una identita comunista con la faccia rivolta al passato, che trasforma i testi in libri sacri, che trasforma i suoi protagonisti in icone quasi religiose. Noi pensiamo ad una evoluzione del pensiero marxista che si adatti ai mutamenti culturali, sociali ed economici avvenuti negli ultimi anni anni del vecchio secolo e nei primi del nuovo. Non amiamo l’ortodossia, perchè parla un linguaggio che è divenuto un non linguaggio per questo nuovo mondo creato dalla devastazione neoliberista e vogliamo la contaminazione con le culture alternative, il femminismo, l’ecologia, la protezionedei territori, che sono emerse. Questo ci porta alla opposizione alla linea che ha vinto il congresso, questo voluto distacco fra istanze della lotta e proposte di governo. La stessa distanza che fece fallire l’esperienza del “prendiamoci la città”, la distanza fra l’azione ed il linguaggio politico, fra le azioni di sostegnoo mutualistico e una pratica istituziuonale che le trasformi in concrete proposte di governo locale, quello che ci divide non sono le cose che scrivi, ma la logica da gruppetto anni settanta che sta prevaricando la ricerca della capacità di proporre la sinistra come una valida alternativa di governo, il che non significa governare a tutti i costi, ma farci identificare come tali attraverso l’articolazione delle nostre proposte.

  211. Franco said

    Nonviolento…ancora questa storia??Avete perso, la costituente ha perso, andate nel PD e fatela finita!!

  212. nonviolento said

    Non ti sembra di ripeterti un po’ troppo, sembri il nastro di una segreteria telefonica.

  213. Franco said

    Mi sa che quelli che hanno la segreteria siete voi, è un anno e mezzo che ripetete sempre le stesse cose e non fate mai nulla di concreto!

  214. nonviolento said

    Ma questi sono solo i tuoi pensieri, non suffragati dalle realtà stesse pubblicate , che tu eviti accuratamente di leggere, perchè la realtà non possa inficiare il tuo pensare. Nelle lunghe giornate che ho trascorso a letto bloccato da una lombosciatalgia particolarmente dolorosa, mi sono divertito a fare qualche numero, sono già decine le case della sinistra, e quelle di prossima apertura altrettante, in pratica coprono tutto il territorio nazionale, sono quasi un centinuaio le zone dove l’associazione per la Sinistra è nata e qualche decina quelle dove la nascita è annunciata a breve, a tutto questo aggiounte le zone dell’italia e sono parecchie in cui la nostra mozione è egemone. Il 17/11 sarà lanciata a livello nazionale l’associazione “La Sinistra” alla quale aderiranno tutte le situazioni già esistenti, altre associazioni a livello nazionale RPS, SD una bella fetta degli ex PdCI, buona parte dei Verdi, assieme a decine e decine di strutture locali nate in modo autonomo negli ultimi anni ed a centinaia di esponenti politici, economisti gente della cultura di sinistra.Questo per la sinistra, che procede soprattutto nelle periferie, alla base, quindi in forme non eclatanti e poco visibili, un lavoro da vecchia talpa. Per il partito le cose vanno anche meglio, da un lato le contraddizioni della cosidetta maggioranza stanno scoppiando in ogni luogo, segretari di fed. che non si riesce ad eleggere, e non per colpa di RPS, ma per lotte intestine all’interno della maggioranza, dove vengono eletti vi sono votazioni in cui parte della maggioranza non si presenta o perfino vota contro, gli unici luoghi dove regna la tranquillità sono quelli dove rps è egemone. E’ di poco tempo fa un articolo di Burgio che attacca pesantemente il mutualismo e quindi tutta la politica sociale della nuova maggioranza, cosa che noi avevamo previsto poichè ad un ortodosso non puoi far digerire forme di assistenza e mutualità che sprovengono più dal riformismo socialista che dall’ortodossia comunista. Quindi il partito è in pieno caos, e di questo me ne dolgo perchè giorno dopo giorno vengono distrutti anni di elaborazioni, di ricerca anni di attività, di onesta attività poltica che fanno gridare agli studenti romani alla domanda chi salveresti di tutti i poltici : “a ridatece Bertinotti!”, cosa riportata da tutti i media, segno che anche nelle palude dell’antipolitica, del fifiuto di tutto e di tutti qualcosa si è salvato e non è certo quello che tu strombazzi a destra e a manca. Ma il partito , per sua e nostra fortuna, non è formato solo da trinariciuti consenzienti, ma da validissimi compagni e compagne che poco a poco stanno chiarendosi una situazione che la fase congressuale e post aveva reso fumosa grazie alle bugie alle non verità sparse a piene mani. In ogni assemblea della sinistra sono sempre di più compagni e compagne della nuova maggioranza che si avvicinano resi finalmente consapevoli dal nulla politico che il partito riesce a produrre. Anche le forme primitive di mutualità non sono supportate da alcuna posizione poltica, lasciate a se stesse moriranno come è già morta l’esperienza del Riprendiamoci la Città di Lotta Continua, che è deceduta per lo stesso male, l’incapacità cioè di tradurre quel linguaggio in politica amministrativa, in politica di governo locale e, nelle sue forme macro, nazionale. Qualsiasi forma di lotta si esaurisce se non viene supportata da politche amministrative o comunque da proposte tali, ma per far questo si ci deve porre l’ambizione del governo, che non è necessariamente andare al governo, ma configurarsi, proporsi come una alternativa possibile ai governi del riformismo piddino e della destra.

  215. nonviolento said

    Per Alias: cosa ne pensi dell’attacco sferrato da Burgio, teorico importante nella nuova maggioranza alle forme di mutualità e assistenza , accusate di essere forme socialriformiste? Ecco perchè queste forme di ortodossia non mi piacciono ora , perchè stanno distruggendo tutto il positivo che il partito ha saputo costruire negli ultimi dieci anni e non mi piacevano prima, cioè non mi sono mai piaciute. Perchè camminano con la testa rivolta all’indietro.

  216. Alias said

    Ho seguito tutto quello che ho potuto sin dalla nascita della Sinistra l’Arcobaleno, girando il web e guardando una quantitá di canali televisivi. Non ho perso una parola del Congresso, passato su nessuno tv, ma anche prima mi tenevo al corrente, frequentando forum e blog e mantenendo i contatti con persone iscritte di correnti diverse, per cui non ho avuto bisogno di farmela raccontare e non trovo corretto questo tipo di allusioni.

    Anche qui mi pare che ci siano due piani da considerare, il primo senza dubbio la tensione precongressuale, con garbugli, intrighi, imbrogli vari con le tessere, da cui piú che una discussione franca sul merito delle proposte, é emersa una lotta intestina senza esclusione di colpi, che mi ha disgustata a sufficienza. La botta finale sono state le dichiarazioni di Vendola a fine congresso, il palese disprezzo per gli “avversari”, manco fossero fasci, le esternazioni sui media, tutta la cattiveria e la rabbia perfino contro canzoni che sino al giorno prima erano simboli per la sinistra e per l’antifascismo.
    Non conosco, invece, gli opportunismi interni trasversali a cui accenna Claudio Fondelli, ma ho sufficiente fantasia per immaginarmeli, infatti non ho mai avuto un debole per le leadership e, dipendesse da me, gli incarichi sarebbero distribuiti a rotazione, con turni discretamente brevi.
    Ma non credo che il vero punto sia questo.
    Giá, qual’é? La Costituente per la sinistra.
    Ci fosse stato qualcuno della mozione 2 che ne avesse discusso apertamente!
    Una costituente presuppone la nascita di un nuovo soggetto politico, per dirla senza tanti giri di parole, di un nuovo partito e quindi, conseguenza inevitabile, lo scioglimento di quello precedente, ovvero RC.
    A me sembra ipocrisia negare che tutto il Congresso sia stato giocato su questo, perció, l’allenza delle minoranze, che poi sono la maggioranza, ha avuto una sua logica motivazione al di lá delle altre considerazioni sulle virgole. Il congresso, pur non dicendolo chiaramente, é stato una specie di referendum su costituente sí/costituente no, scioglimento di Rc o mantenimento. Ed ha indubbiamente vinto quel 53% che della fine di Rc non vuol sentirne parlare. Punto.
    Ora, sempre a mio avviso, restano due strade: la scissione, oppure l’accettazione. La terza strada, imbroccata da Vendola e Migliore, cioé quella di un partito dentro il partito, con annesso tentativo di spaccare la maggioranza o di far iscrivere chiunque per superarla e quindi costringere gli altri ad andarsene, in quanto non hanno nessuna intenzione di entrare in un futuro nuovo partito con Mussi e Fava, a me sembra l’ennesima porcata. Costruire un nuovo partito, demolendo quello che c’é giá per non lasciarlo a chi ci tiene… scusate, a me pare di uno squallore infinito.

    Per intenderci, quando parlo di accettazione non intendo passivitá, qualora gli intenti fossero limpidi e costruttivi, vedrei benissimo una corrente interna che discutesse, proponesse e che col tempo potrebbe magari convincere, ma fondando le basi all’interno del partito e con la discussione allargata alla base, ai simpatizzanti ed agli elettori, non riunioni esterne con altri soggetti, scavalcando con prepotenza e supponenza la volontá della maggioranza.
    Chissá se mi sono spiegata…..

    Guardate, senza presumere di avere la veritá in tasca, che questi discorsi li sento da mesi da parecchie persone, ex elettori, ex iscritti, disperati e disgustati, che si stanno facendo irretire sempre piú da Di Pietro e Grillo, che apparentemente parlano chiaro ed ultimamente sento pure alcuni che provano ad avvicinarsi al Pd, in una specie di resa da sfinimento. Altri affermano che non voteranno piú, che non ne vale piú la pena.

    Che vi piaccia oppure no, Ferrero é l’unico che in questo momento fa qualcosa, si muove, propone, si avvicina alla base. Se si salverá qualcosa sará merito suo.

  217. Alias said

    Il tuo post ancora non l’avevo letto, prima di rispondere voglio approfondire, ma ci credo che molti rivogliono Bertinotti, lui almeno non si perde in poesie, parla chiaro e fa analisi impeccabili. Tuttavia non sempre scelte indovinate, secondo me, ovvio.

  218. Alias said

    Dov’é ‘sto articolo di Burgio che non riesco a trovarlo?

  219. nonviolento said

    Sul quotidiano Il Manifesto di qualche gg fà. I cosidetti imbrogli sulle tessere sono stati un falsità, infatti finito il congresso più del 90% dei rifiutati sino stati tesserai, L’importante era mantenere i voti fossilizzati e se possibile annullarne qualcuno, cioè non far raggiungere il 51% alla mozione due. Le famose masse affluite per votare Vendola una bugia, nel 80% dei circoli incriminati non si è raggiunto nemmneo il 90% del tesseramento del 2007, quindi difficile avere decine di nuovi teserati se non si ha nemmeno il 100% del precedente etsseramento, resta da spiegare perchè la compagna di Ferrero è stata tesserata pur avendo presentato la domanda solo pochi gg prima mentre decine di compagni e compagne della sinistra romana, fra cui i compagni di sez storiche della sinistra, si siano visti rifiutati l’iscrizione pur avendfo presentato la domanda allo stesso circolo ben due mesi prima, cose strane, che è evidente che ti sono sfuggite. Il famoso ciorcolo di R. Calabria annullato, era due anni prima al 100% grassiano, come quasi tutta la Calabria, allora andava tutto bene, ma dopo il rifiuto dei grassiani di uscire dalla prima giunta Loriero, è passato, come il resto del partito calabro, armi e bagagli alla allora maggioranza , trasformatasi poi in mozione due. Solo allora il 100% dei voti alla due si trasformò in uno scandalo. Certo è molto meno scandaloso che molti 100% della mozione uno provengano da circoli, specie nel nord dove hanno votato meno del 10% degli iscritti, in alcuni casi uno o due ioscritti su di una trentina. In questo congresso sono divenute scandalo le partecipazioni di 70/80% degli iscritti e non quelle di 5/10%, strane evoluzione della democrazia. Il disprezzo di Vendola era forse dovuto agli interventi che ti sei perso, o dimenticato, in cui si attaccava perfino il suo essere omosessuale con toni machisti degni della destra, forse dovresti ridare una occhiatina a tutto e se permetti essere un poeta non è una disgrazia, bensi una eccellenza, se poi dai uno sguardo a quello che questo poeta sta facendo nella regione che governa ti renderai conto che le ironie congressuali sul suo essere poeta erano solo schifezze prodotte da mentalità che il comunismo, e la sinistra tutta dovrebbe ripudiare. Le canzoni, ci sono diversi modi di cantarle, se mi canti bandiera rossa seguita dal gesto dell’ombrello con troppi va fan culo e altri gestacci non sono più canzoni di lotta ma canzoni di protervia e maleducazione. Certo nessuno cerca Ferrero o Grassi, ma Bertinotti si, ed in Puglia gridavano “Vendola uno di noi”, beh piccole note dall’Italia all’Olanda, forse è ora che ti giungano altre visioni della nostra realtà.

  220. Reed said

    L’attuale situazione per la sinistra italiana non e’ priva di spunti positivi.
    La corrente socialdemocratica che ha guidato il PRC in questi 15 anni ha finalmente gettato la maschera e dunque tutti i comunisti si augurano che presto tale corrente esca dal partito per andare a fare la nuova socialdemocrazia “senza aggettivi” con Mussi.

    PRC e PdCI cosi come sono non possono continuare. Devono avviare un processo di fusione per fare un nuovo Partito Comunista aperto a tutti.
    Un partito di lotte e di opposizione ai padroni.

    Se “Rifondazione per la sinistra” socialdemocratica uscira’ dal PRC il processo di ricomposizione dei comunisti sara’ piu’ veloce e piu’ chiaro.

  221. Roberto "Brontolo" said

    …ahi ahi…caro Reed, pure stasera hai dimenticato di prendere le tue goccine…guarda che se continui così finisce che ti rimettono la camicia…dai fai il bravo che ti diamo la caramella prima di dormire….e l’orsacchiotto.

  222. Alias said

    Se hai tempo e voglia, da’ un’occhiata a queste cose:

    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/08/08/stanno-conducendo-rifondazione-in-un-baratro-in-calabria-vorremmo-un-partito-diverso/

    compresi i commenti, talvolta di compagni della mozione 2.

    Non sará tutta propaganda, no?

    Le schifezze sulla sessualitá di Vendola fanno il paio con quelle sulle donne e credo siano trasversali a tutta la sinistra, della destra non mi curo, ma se l’essere un poeta é un valore aggiunto, diventa un limite quando, dopo essermi sorbita un bellissimo comunicato di diverse pagine, mi domando che ci sta scritto, ché di sostanza non ne trovo. Tutto quello che leggo é: bisogna costruire la sinistra e gli altri sono vetero di qua e vetero di lá. Basterebbe una riga.

    Se nessuno cerca Ferrero, non cercano nemmeno lui o Migliore, tranne forse in Puglia, ma io non sarei cosí soddisfatta di piacere a Montezemolo e d’altra parte ho letto commenti poco incoraggianti anche da parte di pugliesi. Cmq non é una frase molto sensata, visto l’oscuramento dei media che colpisce la sinistra. Bertinotti, al di lá dei meriti, é molto conosciuto, gli altri meno.

    Poi c’é il fatto che nessuno ha il dono dell’ubiquitá, che c’entra poco col vivere all’estero, perché avrei problemi nel controllare la veridicitá delle notizie, diciamo di Cagliari, anche abitando a Pavia. Con Rc divisa in questa maniera, a chi puoi dare fiducia? Ognuno tira l’acqua al suo mulino e quindi non resta che basarsi sui fatti concreti e quelli, mi ripeto, da chi li vedi? Ad ora, un dibattito chiaro e sensato sulla frattura in Rc non é passato da nessuna parte, gli insulti invece sí.

    Dici che ai giovani non importa del comunismo (io non ne sarei cosí sicura, a me sembra che ci sia molta propaganda della destra in queste convinzioni), ma a chi dovrebbe importare se a Vendola e Migliore é piú simpatico Fava di Diliberto? A chi non arriva a fine mese interessa altro e questo non significa nemmeno che non siano in grado di capire, sempre che le cose siano chiare.

    Non lo sono.

    Tutto sommato si capisce meglio Reed con la sua propaganda martellante. Da trapanazione cranica.

  223. Alias said

    Mi scuso per le aggiunte, ma non prende diversi link insieme, perció li metto in post diversi

    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/07/11/rifondazione-in-calabria-cosi-si-suicida-un-partito/

    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/07/03/in-risposta-alla-nota-del-coordinamento-della-mozione-2/

  224. Alias said

    Ce ne sarebbero molti altri, ma mi pare che questi bastino e avanzino

    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/07/03/mozione-n1-prc-tesseramento-drogato-rischia-di-travolgere-partito/

    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/07/01/perche-comunque-vada-ho-perso-il-congresso/

  225. Alias said

    Comunque ci devo pensare ancora, certo, infatti é per quello che sono arrivata qui, dopo mesi a sbatacchiare la testa nella melassa senza riuscire a venirne a capo. E’tutto talmente stupido, la gente di sinistra si aspetta qualcosa e non lo trova da nessuna parte.

  226. nonviolento said

    Forse invece di legere i commenti di certi pugliesi faresti bene a leggerti i Dati della regione. Le note di Medici senza Frontiere sulla sanità, il premio della commissione della cee contro le discriminazioni per la legge sull’immigrazione, o il fatto che Rifkin abbia scelto la Puglia e la sua dirigenza regionale per lanciare il suo programma sulle energie alternative, l’accesso faciliotato al credito per le fsce deboli grazie ad una intesa firmata fra regione eistituti bancari, unica in europa pèotrei farti un paginata di cose fatte. Poca cosa forse per te, ma in questo momento la Puglia è l’unica regione europea governata da sinistra. Altro che parole, ,fatti, quelli ìdi cui ha bisogno la gente ora. Ma il vero problema è che tu hai cgià deciso chi è il buono e chi èil cattivo e la tua ricerca non è per valutare, ma solo per cercare i nostri errori e poterceli sbatterein faccia, ma credo sia una ricerca vana e destinata al fallimento. Certo deve fare un bel effetto stare insieme a chi del nazista a bertinotti come il signor pattumiera, la mia tastiera si rifiuta di chiamarlo compagno, segretario regionale del PRC toscano, se questo è il nuovo che avanza a sinistra siamo messi bene.

  227. Alias said

    Leggo l’una e l’altra cosa, altrimenti come faccio ad avere una visione d’insieme?
    Avevo messo anche altri link, non so perché li abbiate cancellati, ma é sbagliato perché le cose si affrontano, nasconderle non serve a niente e non ho affatto deciso chi siano i buoni o i cattivi, che sarebbe solo una cosa stupida. Sto cercando di valutare, dopo anni che nel mio piccolo supporto Rc e guarda che critiche ne ho fatte anche sul blog di Ferrero, tant’é che mi hanno censurato l’ultimo post, in cui difedevo esattamente la frase di Bertinotti sul comunismo. E’che non riesco a capire perché si sia arrivati a questo punto, proprio nel momento in cui ci sarebbe piú bisogno che mai di una sinistra compatta e forte. Non riesco ad accettare questo disastro, se non lo capisci significa che non hai le idee poi cosí chiare nemmeno tu sul popolo della sinistra. Provate a girare sui forum e sui blog, non su quei pochi dei vostri amici, su quelli della gente comune, che si sente tradita da tutta la dirigenza della sinistra. Io saró una rompiscatole, ma almeno non mi sono arresa, non ancora per lo meno. Dovresti essere contento delle mie critiche, che se le cose stanno come dici tu, te le sto servendo su un piatto d’argento per smentirle.

  228. Alias said

    Ops… non mi ero accorta che i link erano ricomparsi, stamattina non c’erano piú.

  229. nonviolento said

    NOI non censuriamo nulla, le parole libertà e democrazia hanno un senso ben preciso, se ciò è avvenuto è solo dovuto a fattori tecnici, io per esempio, non me ne ero nemmeno accorto. Perchè siamo arrivati a questo punto? Prova a chiederlo al segretario regionale del PRC in Toscana che in un articolo su Liberazione riesce a dare del fascista a Bertinotti e a Sansonetti, senza rendersi conto che così facendo dà del fascista a quasi metà del suo partito. E’ il vecchio che tenta la sua rivincita identitaria, il suo procedere avanti con lo sguardo rivolto all’indietro e questo suo procedere è pieno di protervia, di assolutezze, di verità che sono religiose non politiche,così si arriva alla caccia alle streghe. La sinistra nel mondo sta vanzando con metodi e modalità diverse, nel sud america le posizioni della stragrande parte della attuale maggioranza del partito sarebbero considerate almeno idiote, nonostante ci sia chi nei nik si appropria dei loro nomi, sarebbero guardati come persone fuori da ogni logica, la loro è solo rabbia, hanno intravisto la possibilità, offertagli dagli ex DP, di governare il partito, dopo essere stati eterna minoranza, e non è un caso, ed ora sfogano i loro più bassi istinti. Forse adesso capisci la differenza fra una canzone di lotta cantata in un corteo e la stessa cantata come insulto verso altri compagni, si sentono i depositari delle verità e chi è contro di loro è il nemico. Una logica demenziale, che è escludente e settaria.

  230. Alias said

    Devono essere fattori tecnici ben strani, perché i due post coi link sono spariti un’altra volta. Ma ha le paturnie questo sito?
    Su una minoranza presente in Rc sarei tentata di darti ragione, ho assistito troppe volte a scenette rabbiose contro chi non accetta certi schemi fossilizzati e a mio parere pure illogici, anche da gente proveniente da LC, se é per quello, peró Ferrero non é sulle stesse posizioni e allora perché fare di tutta l’erba un fascio? E perché non accettare che la maggioranza del partito non ne vuole lo scioglimento e non cercare un terreno comune per confrontarsi e cercare un compromesso? Quando parte dell’ex dirigenza da delle “scorie” al 53% dei delegati e degli iscritti, fa la stessa cosa degli altri, insulta metá partito, mette paletti invalicabili e rifiuta la democrazia del voto di cui parli. Non va proprio per niente, ostinarsi ad imporre la costituente della sinistra con questi metodi, diventa una prepotenza e mostra la debolezza di un progetto non supportato da argomenti solidi, un po’ come l’Arcobaleno, che infatti ha portato al risultato che conosciamo tutti.

    Claudio Fondelli parlava di esclusione verso i sostenitori della mozione 2, ma dove l’ha vista? Hanno avuto spazio quanto gli altri durante il Congresso, piuttosto sembra un’autoesclusione dovuta all’irrigidimento di quella parte di dirigenza che non accetta la sconfitta di Vendola. Ma é cosí importante che Vendola diventi segretario? La mano tesa con l’offerta di parte della segreteria e degli organismi dirigenti, non é necessariamente l’imposizione a condividere la responsabilitá di una linea politica non gradita, ma una giusta apertura alla collaborazione ed al dialogo. Certo che bisognerebbe accettare la scelta della maggioranza che ha voluto Ferrero e che non vuole lo scioglimento di Rc e da lí ripartire per consolidare sia il partito che le eventuali alleanze, anche con Mussi e Fava, perché no?
    Perché tutta questa fretta di fondare un nuovo soggetto politico, oltretutto con gruppi molto vicini al Pd, escludendo a priori una parte di Rc e di altre alleanze?
    Te la dico come l’ho recepita e non solo io. Pare una mossa alla Veltroni, leadership all’americana, esclusione del dissenso, alleanze di comodo senza una base programmatica.
    Sbaglio? Puó essere, sono nessuno, mica un genio della politica, ma intanto la gente guarda a questa guerra intestina come ai soliti inciuci della casta e si rivolge a Di Pietro, che sembra l’unica opposizione, oppure decide di non interessarsi piú di politica e si da ad un qualunquismo che oggi é piú che altro pura sopravvivenza.

  231. Reed said

    “Io sono comunista” – dice Bertinotti. E “comunista” si e’ definito nei 14 anni in cui ha fatto il segretario di Rifondazione Comunista.
    Anni nei quali ha preso i voti degli elettori di sinistra comunisti operai pensionati precari e quant’altro ed ha fatto il Deputato (e poi anche il presidente della camera) diventando RICCO.

    Ora che ha visto che con la parola “comunista” non ci mangia piu’ allora e’ venuto il momento di cambiare nome per rifondare la sinistra cioe recuperare la poltrona perduta.

    Qui e ora una associazione per la sinistra cioe’ per gli ex deputati ed ex senatori del PRC animatori del movimento della Rifondazione della sinistra!
    Qui ed ora un nuovo comitato elettorale per cercare di recupare le nostre poltrone perdute!

    I nostri bravi (ex) deputati “comunisti” (e di tutti i partiti politici del parlamento) ed i loro ricchi stipendi mentre noi poveri operai ci facciamo 8 ore al giorno per 5 ed anche piu’ giorni alla settimana per 900 euro al mese netti.

    L’indennità di un DEPUTATO della Repubblica Italiana è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, AL NETTO delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
    Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.
    La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
    Ovvero su 100 votazioni basta che vota 30 volte e poi va a farsi un bel ricco pranzo nei piu’ costosi ristoranti di Roma. E questo vale per tutti i Deputati, di sinistra, di centro, di destra, tutti!!!
    A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

    I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

    Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

    I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

    Un totale di oltre 15.000 euro al mese piu’ altri rimborsi per quasi 3000 euro piu’ altri soldi per eventuali partecipazioni a commissioni parlamentari e/o incarichi di governo e di sotto-governo.
    Dulsci in fundo ad ogni Deputato e’ sufficiente fare 2 legislature (10 anni) per ottenere il diritto alla pensione massima.

    E NOOOOOOOOOOOI A LAVORARE! DALLA MATTINA A SERA PER CAMPARE!

    (mi raccomando votate eh? se no poi Gennaro Migliore come si puo’ permettere le sue belle ed eleganti cravatte o Bertinotti i suoi bei vestiti?)

  232. Alias said

    Stai dicendo sciocchezze, Bertinotti non si candida nemmeno piú. Sono altri gli argomenti da discutere.

  233. Chavez said

    da L’espresso di questa settimana
    Massimo D’Alema, sessant’anni ad aprile, è in ottima forma e gode di buona salute. Non è una notizia da transennare le edicole, d’accordo, ma il diretto interessato si è preoccupato comunque di farla sapere a tre senatori di stretta osservanza veltroniana che ha incontrato durante le votazioni per il giudice della Consulta. “Vi comunico che ho appena fatto un check up, dalla testa ai piedi. Tutto a posto, perfetto”, ha annunciato visibilmente soddisfatto l’ex ministro degli Esteri. “Ricordatelo al vostro amico Giorgio Tonini che è arrivato ad augurarmi la morte”, ha aggiunto: “Una cosa mai vista in nessun partito”. Il mite Tonini, senatore del Pd fedelissimo di Walter Veltroni, durante un convegno ad Assisi aveva puntato il dito contro quei dirigenti “che rimuovono la morte e si sentono immortali”, senza fare nomi. Ma l’ex ministro degli Esteri si è sentito comunque chiamato in causa: da Tonini e soprattutto dal suo leader di riferimento che non perde occasione per attaccare i notabili che “appartengono ad altre stagioni” e che hanno fatto il loro tempo.

    Non si direbbe, a sfogliare l’agenda dalemiana. Che D’Alema goda di ottima salute lo dimostra l’elenco dei suoi impegni. Subito dopo la manifestazione del Pd del 25 ottobre è partito per un tour internazionale: prima Egitto e Tunisia e poi oltre Atlantico, destinazione Messico. Un fitto programma di incontri e di conferenze, lezioni sparse in giro per il mondo. Tanto per non perdere l’abitudine delle frequentazioni globali, presa durante i due anni di permanenza alla Farnesina: il volto numero uno, quello più ostentato, D’Alema lo Statista. Intanto, gira come una trottola da un capo all’altro dell’Italia: l’ultimo fine settimana è stato avvistato a Milano per un convegno bipartisan alla Cariplo con Letizia Moratti e Emma Marcegaglia, poi due comizi a Bolzano e Rovereto, lunedì 20 a Bari, per il convegno dell’associazione Red nella roccaforte pugliese, il giorno dopo discorso in un cinema romano con il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: due personaggi a lungo in quota Veltroni e che vengono dati come in via di spostamento verso D’Alema. In mezzo, ci sarà anche il tempo di fare un convegno in Veneto sulle riforme, insieme a Gianfranco Fini, organizzato dalle fondazioni Italianieuropei e Fare Futuro. E questo è il volto numero due, Massimo il Capocorrente, che nel Pd si muove a tutto campo. Ha ricucito con Piero Fassino, con Franco Marini i rapporti sono così stretti che a Bari l’ex presidente del Senato ha rifiutato di farsi vedere all’incontro di Red dove c’era D’Alema con una motivazione singolare: “Meglio di no, sennò dicono che andiamo a braccetto”. D’Alema si è spinto al punto di buttare giù il muro di incomunicabilità che per anni lo ha separato dall’ex ministro della Difesa Arturo Parisi, con un lungo colloquio alla Camera, il 21 ottobre. Due personaggi distanti anni luce, il figlio prediletto del partitone rosso e il professore nemico degli apparati. Ma poiché Parisi è il più implacabile critico di come è stato gestito il Pd fin qui, il fatto stesso che D’Alema discuta con lui per Veltroni non è certo un bel segnale.

    Un attivismo da segretario ombra. La galassia dalemiana ormai conta su fondazioni, associazioni, tv satellitari. E dove non arriva direttamente lui ci sono gli amici che garantiscono. Nel consiglio di amministrazione del rinnovato ‘Riformista’ di Antonio Polito, per esempio, forse il foglio più violento con Veltroni, siedono Gianni Cervetti, l’ex tesoriere del Pci, consigliere del presidente Giorgio Napolitano e politicamente vicino a D’Alema, e l’avvocato Gianni Di Cagno, ex consigliere del Csm che di Massimo è amico fin dai tempi della segreteria regionale del Pci pugliese, nei primi anni Ottanta. Il giornale arancione sta per trasferirsi nel palazzo di Botteghe Oscure, nelle stanze che furono di Togliatti e Berlinguer, oggi di proprietà degli Angelucci editori del ‘Riformista’, finendo per comporre una ideale Max Town, un quartiere tutto dalemiano, nel cuore di Roma. Dietro al Bottegone, infatti, in piazza Campitelli, da qualche giorno ha trovato posto la sede nazionale dell’associazione Red. Un duecento metri quadri dove c’è l’ufficio dell’ex ministro Paolo De Castro, presidente dell’associazione che fa proseliti in tutta Italia: più che una semplice corrente, un partito nel partito, con tanto di tesseramento autonomo dal Pd, coordinamenti in ogni regione e una rete satellitare che porta lo stesso nome. Gli studi di Red Tv sono lì, dall’altra parte della strada, dove appena un anno fa era stata aperta la redazione di Sherpa Tv, la rete di Claudio Velardi, ex braccio destro dalemiano negli anni Novanta: al pian terreno di palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi.
    Una topografia complicata che dà l’idea di quanto il leader Maximo intenda spendersi (e spendere: un bel giro di quattrini) in questa stagione. “Quando arriva lui facciamo il pienone ovunque. Massimo dovrebbe girare di più”, si esalta il senatore Nicola Latorre. A coprire il vuoto ci sono i suoi uomini. Nel Lazio, dove li hanno ribattezzati Dalebani, hanno fatto saltare l’accordo tra le correnti che prevedeva l’elezione a segretario regionale del veltroniano Roberto Morassut. In Campania il responsabile di Red è il trentaquattrenne Enzo Amendola, uno che ha festeggiato sul suo blog il primo anno di vita del Pd con le parole di Ilvo Diamanti: “L’anniversario è finito come è cominciato. Nell’indifferenza”. In tutte le regioni del Sud il tesseramento di Red procede spedito: qualche migliaio di iscritti, ma è come appartenere a un corpo scelto, a un’armata che entrerà in azione quando sarà il momento.

    Il momento non è ora, alla manifestazione del 25 ottobre i dalemiani arrivano compatti. E non è neppure la conferenza organizzativa del Pd annunciata da Veltroni. La resa dei conti arriverà solo nel 2009, con il congresso dopo le elezioni europee e amministrative. Con l’obiettivo di ribaltare la linea politica del partito: dalla solitudine a un ritorno alle alleanze. Ad aspettare l’ora X c’è il partito trasversale dei dalemiani presenti negli altri partiti. Nell’Udc ci sono Pier Ferdinando Casini e Bruno Tabacci, a sinistra Nichi Vendola ormai scisso dal resto di Rifondazione, con Antonio Di Pietro c’è un rapporto coltivato dal deputato pugliese Pino Pisicchio che media tra Massimo e Tonino. Forze che potrebbero ritrovarsi attorno a un Pd radicalmente trasformato rispetto a quello attuale. Quasi impossibile che sia Veltroni a guidare questo processo. I candidati via via individuati, da Pierluigi Bersani a Enrico Letta, appaiono troppo deboli. In caso di catastrofe elettorale potrebbe essere ancora una volta il turno di D’Alema, sempre che riesca a sopravvivere. Un bel caso di immortalità politica, certo.

  234. Ciao, Chavez....... said

    Hai trascritto tutto questo lunghissimo pettegolezzo dell ” Eco del Barbiere ” per dirci che ” a sinistra Vendola si è scisso dal PRC ” e che è un uomo di D’Alema ?
    E io me lo sono anche letto tutto come un cretino.
    Chavez!
    Chaavez!!
    Chaaavez!!!!!!!……….Chiaaaaaaaaavez !!!!!!!!!!!

  235. nonviolento said

    Quando non c’è nulla di meglio…….altro che frutta, qui siamo all’ammazzacaffè……(:-(

  236. Chavez said

    E’ stato pubblicato su l’espresso della scorsa settimana e non mi risulta che sia stato smentito da nessuno. Sta anche in rete http://www.l‘espresso.it. L’eco del barbiere un corno! Qualcuno ha dunque deciso di andare con D’alema (sai che conflitto che si fa, forse quello bellico, come in Kossovo ).
    L’ho pubblicato, perchè sono preoccupato per l’ennesima scissione di rifondazione che certo non farebbe bene alle sorti della sinistra italiana e agli interessi di quelle che una volta si sarebbero definite classi sociali subalterne. Sono preoccupato anche perchè l’ unica vera motivazione della scissione è quelle che occorre trovare il posto a una sessantina di dirigenti trombati.E per far questo, tra l’altro in nome dell’unità a sinistra, si distrugge l’unica cosa di concreto (insufficiente quanto si vuole ma pur sempre esistente) esistente a sx del pd. Rifletteteci compagni. Non vi fate fregare.

  237. nonviolento said

    Perchè smentire queste sciocchezze, è solo del gossip politico, non siete quelli che nel loro blog, anzi main list, ironizzavano e sghignazzavano sulle schifezze di Pansa su Bertinotti, sulla erre moscia, sul caschimir o quelle sulla omosessualità di Vendola, sulla poesia, come ha scritto uno sul blog di un certo signore: “roba da finocchi”, perfino sul suo orecchino un po’ di anni fa, ora vi siete emancipati, forse lo avete pure voi, oppure sieti rimasti al serio completino con camicia e cravatta stile politburò. In un altro blog c’è perfino un tal Comunardo che mi sfida a incortrarci lui ed io, così me le canta lui, stile violento, come i gestacci alla fine del congresso, che cosa ha a che fare con il comunismo tutto questo. Le ho lette tutte queste schifezze, cose che invece a quelli come te piaccciano tanto, serve a giustificare i vostri insulti, la vostra mentalità complottista, il vostro ragionare sui tradimenti, sui nemici interni, roba vecchia, anni 40. Siete o non siete gente che cammina , meglio cerca di, avanti guardando indietro? Quelle affermazioni, campate in aria, prive di qualsiasi riscontro umano, politico, teorico, sono delle sciocchezze e solo degli sciocchi ci credono, o dei furbastri……

  238. Chavez said

    Qualcuno della mozione 2 diceva pure, prima del congresso, che era gossip politico la volontà di sciogliere il partito e dell’appello al partito “nuovo” poi bloccato da Ferrero & co., che doveva partire subito dopo il 13 e 14 aprile. Queste “accuse prive di fondamento” sono state tutte confermate da Fausto Bertinotti nel suo intervento al congresso.
    b) Chi farà il commentatore politico a Red Tv la nuova tv di La Torre e D’alema? Un certo Franky Giordano.
    Forse mi ricredo sulla scissione visto che i vostri cari dirigenti ormai stanno trovando un posto caldo dove poggiare i loro pesanti deretani, un po’ alla Regione Puglia, un po’ a Red tv, un po’ alla Fiom di Reggio Emilia, ecc.,ecc.

  239. Chavez said

    E’ da furbastri prendere una singola frase di un singolo militante ed attribuirla tout court ad un’intera area politica, cosa peraltro fatta durante il congresso e sulla quale si è fatta una propaganda abbastanza becera.
    I)Non mi risulta che gli insulti e le minacce di cui si parla siano pervenuti da dirigenti nazionali di questo partito. Il contrario è invece avvenuto : Vendola e il professor Bertinotti (a proposito a chi fosse interessato vorrei raccontare questa storia di amicizie e favori abbastanza squallida) subito dopo la SCONFITTA CONGRESSUALE che tacciano i compagni della MAGGIORANZA di leghismo e plebeismo culturale.
    Su questo blog gli insulti nei confronti dei compagni si sprecano. Quindi non mi sembra proprio il caso di pontificare o, per usare un linguaggio evangelico, “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

  240. Marco Renzini said

    Chavez, io sono abituato ai documenti politici, alle scelte per alzata di mano, ai voti palesi, alle dichiarazioni, alle prese di posizione, insomma a tutto quel repertorio della politica che sarà tradizionale, antico e qualche volta anche scelta di opportunismo e di furbizia…. ma è anche l’unico che per me fa ancora fede…..quindi è ovvio che non amo ragionare sul pettegolezzo, sul sentito dire, sulla denigrazione inutile dell’ avversario….. è quindi altrettanto ovvio che non leggo l’Espresso dagli anni sessanta quando era altra cosa…..Quindi non entro nel merito di questo dibattito sul ” sentito dire ” da…. Ad oggi prendo atto che stiamo ancora tutti dentro il PRC….. anzi quelli come me ci staranno fino in fondo, cazzo se ci staranno fino in fondo !….. Ci staranno fino in fondo, fino a quando non avremo cambiato democraticamente la linea politica della maggioranza attuale….. cosa che tra l’altro, in parte , sta già avvenendo, se non te ne fossi accorto….. vedi l’11 ottobre 2008…per finire… ho più volte dichiarato che non ho mai avuto una forma di dipendenza né psicologica né fisica da sostanze ” DIRIGENTI “…. che altro aggiungere ?…. buonanotte.

  241. Chavez said

    Bene allora dovresti avere imparato che in qualsiasi organizzazione democratica la minoranza dissenziente è vincolata alla scelte di maggioranza. Questo pure nelle bocciofile. Nel pci sarebbe stato ammissibile la costituzione di un partito nel partito che da questo riceve i finanziamenti per portare avanti una linea politca non differente, non leggermente divergente ma radicalmente alternativa, che anzi si batte per il suo scioglimento, e pubblicamente da’ addosso alla maggioranza?
    L’importante comunque, caro Marco è essere in buona fede. Se credi veramente a quello che dici sei comunque un grande. Senza ironie.

  242. FAUSTO BERTINOTTI: " ORA E' IL MOMENTO DELLO SCIOPERO GENERALE ". said

    Da LIBERAZIONE

    Fausto Bertinotti:
    «Ora è il momento
    dello sciopero
    generale»

    C’era anche lui tra la folla, Fausto Bertinotti, applaudito da studenti e insegnanti come compagno di strada. «Questa manifestazione – ha detto – dimostra che non basta aver domato l’opposizione parlamentare per avere un corrispettivo consenso sociale». L’ex presidente della Camera dopo aver ribadito l’autonomia del movimento della scuola anche ieri in piazza, ha lanciato la proposta dello sciopero generale. Lo ha scritto nell’editoriale pubblicato nel numero sette della rivista Alternative per il socialismo . «L’attacco di questo governo alla scuola – sostiene Bertinotti – è un attacco a un fondamento democratico del paese, è un attacco carico di fattori concreti di controriforma e di grandi elementi simbolici». E si chiede: «Non sarebbe sufficiente per una ribellione di massa?» «Sì, ci sarebbero tutte le ragioni per lo sciopero generale, eppure esso non è all’ordine del giorno. Perché?».

    31/10/2008

  243. nonviolento said

    Chavez sei squallido.

  244. Chavez said

    Ho detto solo la verità.

  245. nonviolento said

    La tua verità Shavez, la tua verità, solo le religioni integraliste pensano di avere la verità unica e assoluta. Ma forse è proprio questa la tua presunzione folle.

  246. Chavez said

    Non so se non capisci proprio o fai finta di non capire per strumentalizzare le posizioni altrui. La verità riguarda i fatti e non le opinioni, come chiaramente può capire che è in buona fede.Chi pontifica su tutto pensando di avere la verità in tasca, perchè si è confrontato con 4 dirigenti politici e sindacali trombati, non credo di essere io.

  247. elisa said

    Io credo che Vendola abbia espresso quello che per me è il concetto di comunismo quando ,dopo le elezioni di Aprile , ha detto che occorreva, dopo aver riflettuto sulle ragioni della sconfitta della Sinistra, darci la mano, fare di nuovo comunità e ripartire tutti insieme .
    Dobbiamo infatti riappropriarci delle radici di questa parola che ha la stessa etimologia di “comunità”,di “comune” .Comunismo per me oggi non è richiamarsi ad un’ideologia nata nel XIX secolo i cui valori sono stati stravolti quando si è cercato nei vari stati di metterla in pratica per cui oggi la destra e non solo si serve dell’aggettivo “comunista” per accusarci delle peggiori nefandezze.
    Comunismo è riconoscere che l’uomo è essenzialmente “essere sociale” e che occorre combattere l’egoismo individuale per creare solidarietà , è darsi come obiettivo l’uguaglianza e la fratellanza fra gli uomini , è lottare perché nel mondo non ci siano oppressori ed oppressi, ricchi e poveri, è produrre non il profitto di qualcuno ma il benessere di tutti ed anche preservare l’ambiente per permettere la vita alle generazioni future. In questo la parola comunismo dovrebbe unire e non dividere la Sinistra

  248. Chavez said

    X Marco Renzini
    Cosa era la storia della scissione? fantapolitica? malafede?
    Spero che continuerai a restare in Rifo, perchè comunque eri in buona fede

  249. Gigi said

    Salve compagni. Sono favorevole ad una costituente che unisca i due partiti comunisti (prc e pdci) e mi ritrovo nella mozione 1 del congresso di Chianciano (pur non essendo iscritto a nessun partito). Sono in disaccordo però nei confronti di quei compagni (per la verità pochi, ma che ho avuto modo di ascoltare) che fanno capo alla nuova maggioranza di Rifondazione che , essendo contrari (come me peraltro) alla mozione vendoliana, esprimono il loro dissenso in maniera aggressiva e del tutto incivile con epiteti degni della più becera burocrazia stalinista. Dal mio punto di vista questo gioco al massacro è assolutamente deleterio non solo per i comunisti, ma per tutta la sinistra italiana (ovviamente da questa definizione escludo il pd che considero come neocentrista). Inoltre ho sentito qualcuno parlare di Vendola come anticomunista. Beh, pur non essendo d’accordo con le sue ultime scelte politiche, credo che voler far passare il suo disegno come una sorta di bolognina-bis sia mistificatorio: Nichi Vendola continua a dichiararsi comunista (e sono assolutamente convinto che lo sia), ma il suo disegno mira a traghettare i comunisti verso un nuovo approdo per costituire una forza della sinistra radicale plurale e a suo dire non identitaria, in cui il comunismo non venga rinnegato (come al Congresso della Bolognina), ma continui ad esistere come corrente culturale. Ai compagni della 1 dco che dal mio punto di vista in questa fase è vitale invece per la sinistra l’unità dei comunisti in un unico partito, ovviamente non precludendo la strada ad un’eventuale alleanza (di tipo CONFEDERALE però, in cui ogni partito mantenga la sua totale autonomia) che riunisca le forze che fanno capo alla sinistra radicale, ma non lo scioglimeto di rifondazione in una forza in cui la nostra identità comunista e anticapitalista venga a mio giudizio “annacquata”. Saluti compagni.
    P.S. Scrivo qui la mia risposta alle offese dell’utente Reed. Da quello che ho capito l’utente Reed è un iscritto del pciml, il partito di Domenico Savio. L’ho capito ancora prima che lo avesse espliciamente scritto. La loro arroganza (insieme a quella del pmli) è inconfondibile. Ritengono di essere gli unici depositari della vera e ortodossa dottrina marxista-leninista e tutti gli altri sono servi revisionisti venduti al capitale poiche non si genuflettono dinanzi alla foto di Stalin ogni 5 minuti. Il pciml e il pmli rasentano il ridicolo poi quando si accusano reciprocamente di trotskismo (essendo tutti e due partiti che si richiamano esplcitamente a Stalin). il loro settarismo mi ricorda i Testimoni di Geova. Patetici.

  250. Merissa said

    Hello, just wanted to mention, I loved this article. It was inspiring.
    Keep on posting!

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