Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

Festa della Sinistra a Spinaceto

Posted by carbonetti battistino su 7 ottobre 2008

07 Ottobre 2008

Festa della Sinistra a Spinaceto

Dal 7 al 10 ottobre a Roma – Spinaceto si terrà “la Festa della Sinistra del XII Municipio di Roma” , promossa dal locale Circolo del Prc di Spinaceto e da Sinistra Demcratica del XII Municipio, ove è prevista la partecipazione di tutte le esperienze della sinistra diffusa, dei comitati e delle associazioni del XII Municipio.
 
Il programma è davvero ricco di eventi e di iniziative interessanti, oltre a ben due cene popolari di qualità e dal modico costo di € 10,00 (dieci).
 
Qui sotto il calendario della Festa, oltre al manifesto e alla manchette della festa allegati.
 
Per le cene popolari è meglio prenotare scrivendo a lucarini.marco@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o a  marco.ascione@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
 
Tenuto conto della collocazione autunnale, la Festa si tiene in una grande galleria al riparo dalle intemperie.

 
 
FESTA DELLA SINISTRA DEL XII MUNICIPIO dal 7 al 10 ottobre a Largo Cannella, Spinaceto, Roma.

promuovono l’iniziativa: circolo Prc Spinaceto; Sinistra Democratica Municipio Roma XII
 

*Martedì 7 ottobre

Ore 18,00 URBANISTICA

Mobilità, servizi e qualità della vita nel nostro territorio.

Assemblea aperta delle realtà associative del XII Municipio

Gemma Azuni, Pasquale Carpentieri, Luisa Laurelli, Alba Maccari, Carlo Patacconi, Dante Pomponi, Matilde Spadaro,

Ore 21,00  Cena popolare in collaborazione con la Cooperativa agricoltura nuova – 10,00 Euro

*Mercoledì 8 ottobre

Ore 18,00 SICUREZZA

La Sinistra e le periferie

Luigi Nieri, Roberto Giulioli, Massimo Ilardi, Patrizio Gonnella, Federico Polidoro

Ore 20,00  proiezione del film “La rabbia” di Pier Paolo Pasolini

*Giovedì 9 ottobre

Ore 17,00 INTERNAZIONALE

Presentazione del quaderno speciale di Limes “Russia contro America: peggio di prima”

Lucio Caracciolo, Giorgio Mele, Elettra Deiana, Silvana Pisa, Anubi D’Avoss Lussurgiu

Ore 18,30 LAVORO, SCUOLA e CAROVITA

Contro le politiche del governo di centrodestra

Stefano D’Alterio, Cecilia D’Elia, Enrico Panini, Rosa Rinaldi

Ore 21,00  Cena popolare in collaborazione con la Cooperativa agricoltura nuova – 10,00 Euro

*Venerdì  10 ottobre

Ore 17,30 SINISTRA
 
Ricostruire, uniti e subito

Fabio Mussi e/o Marco Fumagalli, Alfonso Gianni, Piero di Siena, Anna Pizzo

Ore 20,00 Assemblea della Sinistra in XII Municipio e inaugurazione della Casa della Sinistra

Ore 22,00 Serata rock

Allegati:
Scarica questo file (manchette_festa_web.jpg)manchette_festa_web.jpg [Programma festa]
Scarica questo file (man_festa_web.jpg)man_festa_web.jpg [ ]
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14 Risposte to “Festa della Sinistra a Spinaceto”

  1. NANDO said

    Un’ interessante rassegna di appuntamenti per ricostruire dalle realtà locali un progetto che possa restituire fiducia a quanti si riconoscono nella sinistra delle “belle bandiere” di nuovo in cammino verso la costituente per tornare sulla scena politica contro il volto feroce ed autoritario del governo Berlusconi.

  2. CASTELLI ROMANI: PER UNA SINISTRA UNITA E PLIRALE. said

    Fonte:http://www.sinistraunitacastelli.myblog.it

    PER UNA SINISTRA UNITA E PLURALE – CASTELLI ROMANI

    Nell’area dei Castelli Romani, come in altre realtà del nostro paese, il processo unitario conosce momenti di esaltazione e conflittualità tra le forze che compongono il nuovo soggetto politico. Questo spazio è stato creato da chi crede fermamente nell’Unità della Sinistra ed è rivolto a tutti coloro che ritengono indispensabile costruire un nuovo modello di convivenza. Ambiente, lavoro, pace e diritti civili sono i 4 punti cardinali che dovranno orientare le scelte della Sinistra del XXI Secolo. I contenuti del nostro programma sono impegnativi, ma il metodo che abbiamo in mente potrà renderli maggiormente raggiungibili attraverso la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte della politica che li riguardano direttamente. Nella Trasparenza e nella Partecipazione crediamo sinceramente, per questo faremo in modo di garantire ai nostri concittadini la migliore informazione possibile e tutta la nostra disponibilità al confronto e al dialogo. La Sinistra Unita e Plurale è per noi qualcosa che deve andare oltre la somma dei gruppi che la costituiscono, immaginiamo un soggetto aperto e partecipato, libero e moderno, capace di agire politicamente, socialmente e culturalmente interpretando con nuovi strumenti una realtà in continua trasformazione e divenuta sempre più complessa e dinamica, tanto veloce quanto, a volte, incomprensibile. Solo coinvolgendo la società civile, associazioni, singoli, gruppi e movimenti presenti in ogni realtà territoriale sarà possibile migliorare la capacità del nuovo soggetto di rispondere alle istanze profonde provenienti dal basso per garantire quella rappresentanza dei ceti deboli che senza una Sinistra Unita rischia di scomparire per sempre.
    W la Sinistra!

  3. CASTELLI ROMANI: PER UNA SINISTRA UNITA E PLURALE. said

    Fonte: http://www.sinistraunitacastelli.myblog.it

    PER UNA SINISTRA UNITA E PLURALE – CASTELLI ROMANI

    DECALOGO DELLA SINISTRA

    SULLA SCORTA DI QUANTO GIÀ AVVENUTO E STA AVVENENDO A LIVELLO NAZIONALE, INTENDIAMO RAGGIUNGERE UNA MAGGIORE COESIONE TRA TUTTE LE FORZE CHE OPERANO PER GLI IDEALI DI GIUSTIZIA SOCIALE E CHE INTENDONO COSTRUIRE UN SOGGETTO POLITICO ANTIFASCISTA, PACIFISTA, LAICO, ANTILIBERISTA, AMBIENTALISTA E DEI BENI COMUNI, DEMOCRATICO, PARTECIPATIVO E NON VIOLENTO. IL NOSTRO COMUNE SFORZO È ORIENTATO ALLA ELABORAZIONE DEI NODI CONCETTUALI SUI QUALI DOVRÀ FONDARSI LA NUOVA SINISTRA EUROPEA.
    ALLO SCOPO DI NON DISPERDERCI IN NUMEROSE QUANTO INUTILI DICHIARAZIONI DI INTENTI, SCEGLIAMO DI ADOTTARE E FARE NOSTRO IL SEGUENTE DECALOGO DELL’ASSOCIAZIONE TOSCANA PER UNA SINISTRA UNITA E PLURALE. IL DECALOGO DEFINIRÀ LE NOSTRE LINEE GUIDA A LIVELLO SOVRACOMUNALE, COINVOLGENDO ALLO STESSO MODO AUSPICABILMENTE TUTTA L’AREA DEI CASTELLI ROMANI. CIASCUNA REALTÀ TERRITORIALE POTRÀ POI DOTARSI DI UN PROPRIO DECALOGO LOCALE ED ELABORATO “SU MISURA” CHE TENGA NEL DEBITO CONTO LE NECESSITÀ LOCALI DI VOLTA IN VOLTA INDIVIDUATE E CHE SI ANDRÀ AD AGGIUNGERE A QUEST’ULTIMO.

    PREAMBOLO
    LA NOSTRA INTENZIONE È PROMUOVERE UNA NUOVA AGGREGAZIONE DELLA SINISTRA, PER TRASFORMARE LA POLITICA E LA SOCIETÀ DEI CASTELLI ROMANI. SIAMO INDIVIDUI, ASSOCIAZIONI, COMITATI, PARTITI E MOVIMENTI CHE NON ACCETTANO NÉ LA DERIVA MODERATA DEL NASCENTE PARTITO DEMOCRATICO, NÉ LA FRAMMENTAZIONE, LA DISPERSIONE E LE RIVALITÀ CHE CARATTERIZZANO L’ATTUALE SINISTRA ITALIANA. ABBIAMO UNA GRANDE OCCASIONE PER RICOSTRUIRE UNA POLITICA DI CAMBIAMENTO, CONTINUANDO A LOTTARE PER LA DIFESA E L’ATTUAZIONE DELLA NOSTRA COSTITUZIONE. IL MOMENTO STORICO CHIEDE IL CORAGGIO DI SPERIMENTARE E UN’ASSUNZIONE COLLETTIVA DI RESPONSABILITÀ. VORREMMO COORDINARCI CON INIZIATIVE SIMILI IN ALTRE AREE DEL LAZIO E DELL’ITALIA, IN MODO DA COSTRUIRE UNA SINISTRA NUOVA, SPERIMENTALE E UNITARIA, CHE PARTA DAL BASSO E NON SOLAMENTE DALL’ALTO.

    DECALOGO
    1.
    SIAMO CONTRO IL CAPITALISMO NEO-LIBERISTA, FONDATO SULLA RICERCA ESASPERATA DEL PROFITTO, SUL PREDOMINIO DELLA FINANZA, SULLA GESTIONE PRIVATA DEI BENI COMUNI DELL’UMANITÀ E SULL’AUMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE A LIVELLO MONDIALE. SIAMO PER UN SISTEMA ECONOMICO CHE RAFFORZI OGNI FORMA DI GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ SOCIALE, CHE PROTEGGA E ALLARGHI LO STATO SOCIALE, E CHE CONTEMPORANEAMENTE SVILUPPI I DIRITTI, LE POTENZIALITÀ, LE LIBERTÀ E LE CAPACITÀ DI OGNI DONNA E DI OGNI UOMO. IL LAVORO È UN DIRITTO, È L’ELEMENTO FONDANTE DELLA SOCIETÀ. PER QUESTO È NECESSARIO SOTTRARLO ALLA DIMENSIONE DILAGANTE DELLA PRECARIETÀ, CHE MINA PROFONDAMENTE LA SERENITÀ E LA VITA DELLE PERSONE.
    2.
    SIAMO CONTRO LA DEVASTAZIONE DEL NOSTRO PIANETA, CHE I POTERI GLOBALI CONSIDERANO UN’IMMENSA RISERVA DI RISORSE DA SFRUTTARE SENZA LIMITE, SENZA AVERE ALCUNA VERA CONSAPEVOLEZZA DELLA NECESSITÀ DI PROTEGGERE LA VITA ANIMALE E VEGETALE E LA BELLEZZA DELLA NATURA. NON ABBIAMO PIÙ DAVANTI A NOI I TEMPI LUNGHI DEL PASSATO; IL PERICOLO È QUI E ORA. SIAMO PER UN RADICALE CAMBIAMENTO DI ROTTA CHE STABILISCA UN NUOVO EQUILIBRIO FRA ESSERI UMANI E NATURA, IN CUI IL PROGRESSO NON SIA SOLO MISURATO ATTRAVERSO L’AUMENTO DEL PIL, E IN CUI LA CONSERVAZIONE E L’INCREMENTO DEI BENI NATURALI COME ARIA, ACQUA E BIODIVERSITÀ SIANO A FONDAMENTO DELLA POLITICA. SIAMO PER UN IMPEGNO VOLTO ALLA CREAZIONE DI UNA DIFFUSA CULTURA AMBIENTALISTA SUL NOSTRO TERRITORIO.
    3.
    SIAMO CONTRO LA GUERRA! SIAMO PER UNA PACE VERA E DURATURA IN OGNI ASPETTO DELLE RELAZIONI UMANE, PER UN MONDO LIBERO DA ARMI E DA BASI MILITARI, LIBERO DALLA PENA DI MORTE E DA OGNI FORMA DI FONDAMENTALISMO SIA ESSO RELIGIOSO, CULTURALE O POLITICO.
    4.
    SIAMO CONTRO UN MONDO DOMINATO DA UOMINI E DAI VALORI PATRIARCALI DEL COMANDO, DELLA COMPETIZIONE E DELLA CONQUISTA E CONTRO OGNI RAPPRESENTAZIONE DELLA DONNA COME OGGETTO E MERCE DI SCAMBIO. CI OPPONIAMO A QUALSIASI IDEA CHE DELEGHI ALLA FAMIGLIA LE RESPONSABILITÀ CHE SONO PUBBLICHE E ALLA DONNA TUTTO IL PESO DELLA CURA E DELLA SFERA DOMESTICA. SIAMO PER LA LIBERTÀ DELLE DONNE E PER IL RICONOSCIMENTO E IL RISPETTO DELLA DIVERSITÀ DI GENERE, IN UN MONDO FONDATO SULL’EFFETTIVA UGUAGLIANZA DEI DIRITTI DEI DUE GENERI, SIA NELLA SFERA PRIVATA CHE NELLA SFERA PUBBLICA. SIAMO PER LA VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE IN MODO CHE VALORI NON PATRIARCALI DI INCLUSIVITÀ, DI NON VIOLENZA, DI CURA DELLE RELAZIONI PREVALGANO NELLO SPAZIO PUBBLICO.
    5.
    SIAMO CONTRO QUALSIASI IDEA DI UNA COMUNITÀ ‘CHIUSA’ E UNIFORME, CONTRO LA DIFFIDENZA E IL PREGIUDIZIO, CHE INNALZANO MURI E CONDUCONO INEVITABILMENTE AL RAZZISMO. SIAMO PER L’ACCOGLIENZA E LA PARI CITTADINANZA DELLE PERSONE MIGRANTI. SIAMO PER IL RICONOSCIMENTO E LA VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE DI GENERE E DI ORIENTAMENTO SESSUALE, PER LA LIBERA SCELTA NEGLI STILI DI VITA E PER IL RISPETTO DELLE CULTURE E DEI BISOGNI DI OGNI DONNA E OGNI UOMO. SIAMO PER UNA SOCIETÀ PLURALE, APERTA E ANTIAUTORITARIA, PERCHÉ UNA SOCIETÀ ESCLUDENTE, GERARCHICA E FONDATA SULL’”ORDINE” ACCENTUA L’INSICUREZZA E LA SOLITUDINE.
    6.
    SIAMO CONTRO QUALSIASI INGERENZA DELLE GERARCHIE ECCLESIASTICHE NELLA POLITICA DEMOCRATICA DELLA REPUBBLICA. SIAMO PER LA LAICITÀ DELLO STATO E PER L’ABOLIZIONE DEL CONCORDATO TRA STATO E CHIESA!
    7.
    SIAMO CONTRO UN’IDEA DELLA SOCIETÀ IN CUI L’ACCESSO ALL’ISTRUZIONE, ALLA CULTURA E LA POSSIBILITÀ DI DECIDERE IL PROPRIO FUTURO SIA FORTEMENTE DETERMINATO DALLA CONDIZIONE ECONOMICO-SOCIALE. SIAMO CONTRO IL MERCATO DEI SAPERI E DELLE INFORMAZIONI CHE TRAMITE COPYRIGHT E BREVETTI OSTACOLANO LA CONDIVISIONE E IL LIBERO SVILUPPO DELLA RICERCA. SIAMO PER UN INVESTIMENTO SIGNIFICATIVO E CONTINUATIVO IN FAVORE DI SCUOLE E UNIVERSITÀ STATALI, CAPACI DI GARANTIRE UN INSEGNAMENTO DI QUALITÀ E UNA REALE DIFFUSIONE DI SAPERI E CULTURA. CREDIAMO CHE LA CONOSCENZA SIA UN BENE COMUNE ED IN QUANTO TALE ACCESSIBILE A TUTTI. SIAMO PER IL SOSTEGNO E LA VALORIZZAZIONE DELLE ARTI, NECESSARIE PER LA LIBERA CRESCITA CULTURALE E MORALE DEL PAESE. VOGLIAMO CITTADINE E CITTADINI ATTIVI, ISTRUITI E CRITICI.
    8.
    SIAMO CONTRO UN’IDEA DI POTERE CHE SVUOTA LA STESSA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E SEPARA LA POLITICA DALLA SOCIETÀ. ATTUALMENTE, I PARTITI POLITICI RISCHIANO DI RIDURSI A MERO CETO POLITICO E AMMINISTRATIVO IN UN CIRCO MEDIATICO CONTROLLATO DA CHI HA PIÙ RISORSE. SIAMO CONTRO QUALSIASI POLITICA POPULISTA, DI DESTRA O DI SINISTRA, IN CUI I CITTADINI SONO RIDOTTI A RISPONDERE SOLTANTO A UNA “CHIAMATA” ALLE URNE. SIAMO PER NUOVE FORME DI DEMOCRAZIA CHE COMBININO LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E PARTECIPATIVA, CHE VALORIZZINO IL COINVOLGIMENTO DELLE PERSONE NEI PROCESSI DECISIONALI E CHE ORIENTINO A UN NUOVO “CODICE ETICO” LE SPESE E I COMPENSI DEI LORO RAPPRESENTANTI OVUNQUE COLLOCATI. LA NOSTRA IDEA DELLA DEMOCRAZIA È QUELLA CHE HA IL SUO PUNTO DI PARTENZA NELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA, NATA DALLA RESISTENZA E DALLA LOTTA ANTIFASCISTA.
    9.
    SIAMO CONTRO I RAPPORTI VERTICALI E GERARCHICI DEL POTERE CHE CONDUCONO AL CLIENTELISMO, VECCHIO E RADICATO MALE DELL’ITALIA CHE ANNULLA I DIRITTI DELLA CITTADINANZA. SIAMO PER I RAPPORTI ORIZZONTALI DI SOLIDARIETÀ E PER L’ASSOLUTA TRASPARENZA NEI PROCESSI DECISIONALI, NEGLI APPALTI E NEI CONCORSI PUBBLICI. NELLA VITA DEVE CONTARE CHI SEI E NON CHI CONOSCI. IL POTERE NON DEVE ESSERE CONCENTRATO NELLE MANI DI POCHI, MA DIFFUSO E DECENTRATO SUL TERRITORIO E TRA LE PERSONE.
    10.
    SIAMO CONTRO UN’IDEA DELLA POLITICA CHE METTE L’ENFASI SULLA LEADERSHIP CARISMATICA E SU PERSONAGGI AUTOCRATICI. LA POLITICA NON DEVE ESSERE UNA CARRIERA, UNA SFERA IN CUI CONTA PIÙ DI OGNI ALTRA COSA L’AMBIZIONE PERSONALE. SIAMO PER UNA POLITICA ACCESSIBILE A TUTTE E TUTTI, CHE PARLI IL LINGUAGGIO DELLA VITA DELLA PERSONE PIUTTOSTO CHE QUELLO TECNICO DEGLI APPARATI. CREDIAMO CHE GLI INCARICHI E LE RESPONSABILITÀ DEBBANO BASARSI SULLA CAPACITÀ E LA COMPETENZA DI UOMINI E DONNE, INSERITI IN UN FORTE CONTESTO DI SERVIZIO, DI ROTAZIONE DI COMPITI, DI AUTOCONTROLLO DEL NARCISISMO E DELLA COMPETITIVITÀ.

    REGOLE E MODI PER UN LAVORO COLLETTIVO.
    1.
    CERCHIAMO DI TROVARE LE COSE CHE CI UNISCONO, NON QUELLE CHE CI DIVIDONO.
    2.
    PROVIAMO A RAGIONARE SENZA PREGIUDIZIALI, A METTERE A DISPOSIZIONE DI TUTTI E TUTTE IDENTITÀ E APPARTENENZE DI CIASCUNO, RICERCANDO SEMPRE UN CONSENSO FRA NOI, FRUTTO DI DISCUSSIONE E DIBATTITO.
    3.
    CERCHIAMO ANCHE MODALITÀ CONDIVISE PER RAGGIUNGERE DECISIONI IN TEMPI RAGIONEVOLI
    4.
    LE NOSTRE RIUNIONI DEVONO CARATTERIZZARSI PER L’INCLUSIVITÀ: AUTOCONTROLLO NEI TEMPI DEGLI INTERVENTI, INCORAGGIAMENTO AL CONTRIBUTO DI TUTTI/E, ATTENZIONE ALLA MASSIMA CIRCOLAZIONE DELL’INFORMAZIONE INTERNA E CURA CHE I NUOVI PARTECIPANTI NON SI SENTANO “OSPITI”, MA PROTAGONISTI ALLA PARI DEGLI ALTRI.

  4. ROMA: CASA DELLA SINISTRA DEL XII MUNICIPIO. said

    http://www.sinistra-democratica.it

    Un futuro per la sinistra

    La crisi della sinistra italiana è parte della crisi del nostro sistema politico, a sua volta situata in una fase critica dell’Europa e del mondo.
    Il caos in cui il sistema finanziario americano ha gettato l’economia mondiale è di una gravità di cui forse non intuiamo ancora tutta la portata. Autorevoli opinionisti ed economisti parlano di rischio incipiente di un nuovo ’29, di un collasso dei fondamentali del sistema finanziario ed economico dominante. Otto anni di dissennata strategia Bush hanno portato, fra guerre e liberismo sfrenato, accompagnato per altro da un interventismo militare su scala planetaria, alla situazione in cui siamo. Finalmente l’era Bush è al termine, ma le macerie ingombrano l’intero scenario internazionale.
    Le analisi di quanti, partiti e movimenti della sinistra, avevano denunciato, spesso isolati e irrisi, i guasti del liberismo e della strategia della “guerra infinita”, trovano ora una finale conferma. Il paradosso è che queste ragioni cominciano ad affermarsi in una situazione di grave crisi della sinistra organizzata. Sia quella tradizionale (si pensi all’agonia della “terza via” del socialismo riformista), che quella alternativa dei movimenti pacifisti e altermondialisti.
    Giustezza di analisi, dunque, ma grave deficit politico e organizzativo.
    Come può la sinistra far valere le proprie ragioni oggi, all’inizio del terzo millennio, nelle condizioni date? Questa è la sfida. E da qui intendiamo partire.
    In altre parole si tratta di trovare una nuova sintesi fra teoria e prassi, fra analisi e progetto politico.
    L’Italia una volta di più si conferma laboratorio politico. Luogo di sperimentazione però per lo più di pericolosi precedenti: destra al governo e vincente anche nella società, un riformismo regredito su posizioni moderate e incapace anche semplicemente di concepire una alternativa, una sinistra travolta dal tracollo elettorale e sospesa fra un minoritarismo più patetico che identitario e processi di ricostituzione del proprio ruolo e del proprio insediamento che però stentano a decollare.
    Eppure bisogna tentare. Tentare di ripensare la sinistra dopo il 1989, cioè dopo la fine del comunismo come sistema, ma anche dopo Tangentopoli, che ha posto termine al sistema istituzionale e dei partiti della Prima Repubblica. Tanto più che a questo si è aggiunto il fallimento di tutto quanto è seguito: dai DS alla Rifondazione del partito-movimento o di “Sinistra europea”, alle varie Costituenti socialiste.
    La disfatta elettorale dell’aprile 2008 si spiega solo sommando tutti questi fallimenti di lungo-medio-breve periodo.
    Questo deserto di idee, partiti, classi dirigenti è dunque il problema. E un problema non solo per la sinistra, ma per l’intera democrazia italiana. Perché una democrazia senza sinistra è un democrazia debole, squilibrata, dove le ingiustizie crescono e la difesa dei diritti sociali come civili è messa a repentaglio.
    Sul Partito democratico, che è responsabile in primis della cancellazione della sinistra in Italia, non si può far leva, anzi la sua sconfitta strategica è una precondizione. Sconfitta che non può però essere semplicemente attesa o auspicata, ma va provocata mettendo in campo un progetto alternativo. Dimostrando che è possibile un’altra via, un’altra idea di Italia, di democrazia, di politica. Ma per questo è indispensabile una sinistra autonoma e organizzata, capace di riportare al centro dell’agenda politica nazionale i diritti e le ragioni del lavoro, insieme ad un’idea aggiornata di conflitto e di alternativa. A questo deve poi necessariamente aggiungersi la difesa dei diritti civili e della laicità della politica, che non sia mera rivendicazione d’opinione pubblica, ma si inserisca appunto in un progetto organico di alternativa alle destre e al moderatismo.
    Non ci nascondiamo che per battere Berlusconi e il berlusconismo occorre anche un programma di governo che, nella peculiare situazione italiana, non può non prendere le forme di un rinnovato centro-sinistra. Ma questo a due condizioni: appunto una sinistra autonoma e forte, ma anche una sconfitta politica della stagione della “vocazione maggioritaria” di quanti sono responsabili, con la fine dei governi dell’Unione e della coalizione di centro-sinistra, direttamente della vittoria elettorale e politica delle destre.
    La Casa della sinistra del XII Municipio nasce sulla scorta di questa analisi. Sapendo cioè che la vittoria di Berlusconi, come quella di Alemanno a Roma, non è un incidente elettorale e neanche solo portato inevitabile di un’epoca fatalmente di destra, ma risultato di errori politici gravi, di strategia, che coinvolgono sempre, a ben vedere, Veltroni, come sindaco di Roma, come liquidatore della sinistra, come teorico della suicida “vocazione maggioritaria” del PD.
    Questo consegna a noi, la Sinistra, inedite responsabilità. Non possiamo più essere semplicemente degli estremisti che svolgono la funzione di ‘mosche cocchiere’ prima del PCI e poi dei DS. Non c’è più la grande, vecchia sinistra tradizionale, rispetto alla quale svolgere una funzione di critica e di stimolo. Oggi la Sinistra siamo noi. Solo noi. Ci spetta il compito di mostrarci all’altezza, produrre organizzazione, cultura politica, valori, classe dirigente, egemonia.
    Un lavoro originale e immane. Per questo è indispensabile partire con il piede giusto.
    Crediamo che aprire la casa della Sinistra, con un suo coordinamento, con un portavoce, con regole chiare e condivise di vita democratica interna, di partecipazione e decisione, possa costituire un buon inizio.
    Certo ci occuperemo dei problemi del territorio, quello vasto e complesso del XII Municipio, certo organizzeremo l’opposizione alla Giunta Calzetta in loco e a quella Alemanno in Comune, ma ambiamo anche a costituire un procedente per il resto della sinistra romana e non solo, a cui offriamo questo documento costituente come base del processo di organizzazione di una nuova formazione politica e sociale.
    Perché la Casa non dovrà essere un generico luogo di dibattiti e di sporadiche iniziative, ma l’autentico fulcro di una nuova organizzazione politica unitaria della Sinistra. Sarà aperta a tutti, donne e uomini, credenti e non, provenienti indifferentemente dalle esperienze del comunismo italiano, del socialismo, del radicalismo democratico, del sindacalismo, dei movimenti pacifisti, ambientalisti e dei diritti civili. Tutti però accomunati da sentimenti forti di solidarietà e di giustizia, da una idea di democrazia conflittuale e alternativa, da una visione del mondo come luogo della pluralità, della convivenza e della pace.
    Una Sinistra nuova andiamo cercando. Ma capace di porsi, nel mondo “grande e terribile”, all’altezza dei punti alti raggiunti dalla migliore tradizione storica della sinistra italiana.

  5. FEDERAZIONE DI TIVOLI: RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA. said

    Segnalo il sito internet dell’area NORD-EST della FEDERAZIONE DI TIVOLI:

    http://www.rifondazioneperlasx.blogspot.it

    Per inviare notizie:rifondazioneperlasx@gmail.com.

  6. nonviolento said

    Quell’http non porta a nulla, forse hai sbagliato segalazione?

  7. COORDINAMENTO ROMANO " RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA ": LA FEDERAZIONE DI ROMA E' IN STATO DI ABBANDONO. said

    Da LIBERAZIONE del 18 ottobre 2008

    La Federazione di Roma
    è in stato d’abbandono

    Nel complesso e pericoloso contesto politico in cui vive la città di Roma, dove si
    susseguono aggressioni razziste e dove non si vede traccia di opposizione alle politiche
    del sindaco Alemanno, è più che urgente rilanciare un progetto politico per
    Rifondazione e per tutta la sinistra nel suo complesso.
    Invece, a distanza di tre mesi dalla conclusione del congresso della federazione il
    partito non riesce a eleggere un Segretario o una Segretaria e a darsi un gruppo dirigente.
    Perché? Anche a Roma, come a Chianciano, le quattro mozioni di minoranza
    hanno deciso di unirsi, di “fare fronte”, di costruire, cioè, un articolato e contraddittorio
    schieramento con lo scopo di contrastare il progetto politico proposto da
    Rifondazione per la sinistra, un’alleanza “contro”. Il risultato sul piano organizzativo
    è che, nonostante le quattro mozioni dispongano del 52% dei voti nel Comitato
    Politico Federale, per i veti incrociati tra e dentro le stesse mozioni, le diverse
    anime, le componenti e le correnti, non riescono a trovare un accordo su una candidatura.
    Ma questo è, evidentemente, il risultato della mancanza di un progetto
    politico che affronti i drammi che vive questa città. E intanto passano le settimane.
    Noi, invece, siamo sempre più convinti che si debba riportare la discussione sulla
    politica e che sia necessario farlo al più presto. E’ quanto mai urgente riprendere la
    dialettica strategica sulla città e l’area metropolitana anche per non disperdere l’importante
    patrimonio politico e culturale che, anche insieme ad altri, abbiamo accumulato
    in questi anni. Per questo ci siamo resi disponibili, sulla base di un documento
    politico da scrivere insieme, a sostenere una candidatura di un esponete di
    una mozione differente dalla nostra. Non abbiamo avuto risposta.
    Tutto ciò è aggravato da una serie di atti politici e operativi che stanno producendo
    ulteriori tensioni, peggiorando i rapporti già molto difficili e non favorendo così la
    soluzione della crisi in cui versa il partito a Roma. Fatti preoccupanti si stanno verificando
    ad iniziare dalla gravissima vicenda di Ciampino, dove una semplice segreteria
    di circolo, violando le regole statutarie e in base a scelte politiche discutibili, ha
    deciso di uscire dalla giunta di centrosinistra, rompendo il patto d’intesa con le altre
    forze di sinistra. Ma l’elenco di fatti del genere, in cui è evidente la scelta tutt’altro
    che unitaria, è lungo. Altre, ad esempio, potevano essere le modalità di convocazione
    dell’attivo per la manifestazione di sabato prossimo, più democratiche, più partecipate.
    Ciò avrebbe permesso una partecipazione massiccia dei circoli e non la presenza
    di poche decina di compagne e compagni. Condividiamo infatti le preoccupazioni
    della Segreteria nazionale del partito per la piena riuscita della manifestazione
    e della necessità di un impegno straordinario. Ma invece, ancora una volta, è prevalsa
    una modalità unilaterale e calata dall’alto. Questi metodi dove ci potano?
    Per quanto ci riguarda riconfermiamo, proprio per ricercare una strada che faccia
    uscire la Federazione dall’immobilismo politico e organizzativo, la necessità di una
    discussione politica che possa indicare soluzioni, possibili e praticabili, alla crisi di
    stagnazione del tutto evidente. Non vorremmo più avvitarci a discutere questioni
    interne, vorremmo dedicarci, al contrario, con determinazione, al lavoro per la rinascita
    e la rifondazione di una forte e incisiva sinistra romana, radicata nel sociale,
    capace di contribuire, in modo decisivo, alla costruzione di un schieramento ampio,
    unitario, democratico, di opposizione alla Giunta Alemanno e alle politiche
    neoliberiste del centrodestra. Di questo pensiamo ci sia bisogno, per la città, per la
    sinistra, per Rifondazione comunista.

    Coordinamento romano area “rifondazione per la sinistra”

  8. nonviolento said

    Fosse solo Roma….Purtroppo è tutta l’Italia. Escluse pochissime realtà dove la nuova maggioranza contro e non per guida le federazioni o si è in ballo, o si sono fatte elezioni forzate che hanno portato a mal di pancia terribili e al disincanto di numerosi compagni/e. In tutto questo noi, insultati, denigrati accusati delle peggiori cose fungiamo da collante per tanti delusi e anche per chi, pur restando nelle sue posizioni ci cerca “per poter fare qualche cosa”. Le parole non sono a caso, ma solo parte di una discussione telefonica avuta con un valido compagno della mia federazione molto, ma molto disilloso. Ma il partito deve andare avanti, e la lotta politica pure. Ha ragione Migliore, nelle lotte di questi gorni ci sono nuovi linguaggi politici e consapevolezze molto più mature di quanto anche noi pensassimo. Di fronte a tutto questo ci tocca leggere articoli di dirigenti nazionali che si appropiano delle bandiere e delle persone per rilanciarle sul tavolo della partita che si sta giocando all’interno della maggioranza. Non è forse anche questa la dimostrazione di come l’identitarismno sa parlare solo a se stesso, fuori c’è l’uragano e dentro le nostre stanze si fa del populismo, male, e si lotta per l’acquisizone di medaglie. Può sembrare assurdo, ma meno male che esistiamo, se non ci fosse quel contro che unisce il non unibile il partito sarebbe già scoppiato.

  9. Reed said

    I nostri bravi (ex) deputati “comunisti” di PRC e PdCI e di tutti gli altri partiti ed i loro ricchi stipendi mentre noi poveri operai ci facciamo 8 ore al giorno per 5 ed anche piu’ giorni alla settimana per 900 euro al mese netti.

    L’indennità di un DEPUTATO della Repubblica Italiana è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, AL NETTO delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
    Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.
    La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
    Ovvero su 100 votazioni basta che vota 30 volte e poi va a farsi un bel ricco pranzo nei piu’ costosi ristoranti di Roma. E questo vale per tutti i Deputati, di sinistra, di centro, di destra, tutti!!!
    A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

    I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

    Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

    I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

    Un totale di oltre 15.000 euro al mese piu’ altri rimborsi per quasi 3000 euro piu’ altri soldi per eventuali partecipazioni a commissioni parlamentari e/o incarichi di governo e di sotto-governo.
    Dulsci in fundo ad ogni Deputato e’ sufficiente fare 2 legislature (10 anni) per ottenere il diritto alla pensione massima. Il tutto senza contare i milioni di euro di rimborso per le spese elettorali ai partiti politici (tutti) che hanno preso almeno 1% dei voti, i finanziamenti ai giornali di partito e non e via dicendo. Tutti soldi dello Stato cioe’ dei contribuenti cioe’ nostri.

    E NOOOOOOOOOOOI A LAVORARE! DALLA MATTINA A SERA PER CAMPARE!

  10. Bentornato Reed said

    Reed dove sei stato negli ultimi giorni ?
    In vacanza ?
    Sono contento.
    Adesso lasciaci però un po’ di spazio a tutti su questo blog.
    Alterna gli interventi.
    Così riusciamo anche a seguire i tuoi ma anche gli altri ragionamenti.
    Marco Renzini

  11. ROMA: RIPARTIRE DA PRODI, ANDARE OLTRE LA SCONFITTA. said

    Roma, giovedì 5 novembre

    RIPARTIRE DA PRODI
    Andare oltre la sconfitta.

    Conversazione con Alfiero Grandi.

    Presentazione del volume a cura di
    Giuseppe Ciliberto (Edizioni Ediesse)

    Ore 17, Palazzo Valentini – Sala della Pace

    Via IV Novembre, 119/A

    Saluti

    Massimiliano Smeriglio, Assessore alle Politiche del Lavoro e della Formazione della Provincia di Roma

    ne discutono

    Alberto Asor Rosa, professore ordinario di Letteratura italiana, Sapienza Università di Roma

    Fausto Bertinotti, presidente Fondazione Camera dei Deputati

    Susanna Camusso, segretario confederale Cgil

    Arturo Parisi, Deputato PD

    introduce e coordina

    Ninni Andriolo, giornalista de L’Unità

    Saranno presenti

    Giuseppe Ciliberto, giornalista

    Alfiero Grandi, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze nel secondo Governo Prodi

  12. ROMA, 3 NOVEMBRE: " La Nato dell'est: la crisi del Caucaso ". said

    Dal quotidiano APRILE ONLINE
    http://www.aprileonline.com

    LUNEDÌ 3 NOVEMBRE 2008
    ore 18 – 21 – Via della Lungara, 19 – Roma

    LA NATO DELL’EST:
    LA CRISI
    DEL CAUCASO

    introduce
    FRANCESCA KOCH

    intervengono

    ELETTRA DEIANA & SILVANA PISA

    MARGHERITA PAOLINI, FAMIANO CRUCIANELLI E GIORGIO MELE

    Perché la Nato si espande verso est e vuole inglobare quanto più è possibile di quei territori?
    E’ questa una questione da addetti ai lavori di geopolitica o un problema di fondo della politica internazionale e delle scelte dell’Europa?

    La crisi del Caucaso ha portato alla luce la stringente attualità del problema e la non più rimandabile necessità che l’Europa si faccia carico seriamente della continua metamorfosi dell’Alleanza Atlantica. Dopo la caduta dell’ impero sovietico la Nato avrebbe dovuto essere sciolta: così pensarono in molti. La sua funzione di alleanza militare concepita per difendere l’Europa occidentale contro quella orientale – Patto atlantico contro Patto di Varsavia – non aveva infatti più ragione di essere. Ma così non è stato: le strategie globali degli Stati Uniti, l’idea di un Nuovo Ordine Mondiale guidato dalla superpotenza americana, hanno via via assegnato alla Nato un ruolo di crescente contiguità alle scelte del Pentagono e della casa Bianca. E la Nato, che fino ad allora non era mai entrata in guerra, ha cominciato a esercitarsi nella guerra e ad assumere le vesti di alleanza militare a disposizione delle imprese più diverse di dominance statunitensi. L’espansione della Nato nella regione Balcanica e a Est, nei Paesi dell’ex Patto di Varsavia e nelle ex repubbliche sovietiche, fanno parte dei processi di radicale trasformazione che il Patto Atlantico ha subito e continua a subire, senza che i Parlamenti europei se ne siano mai occupati e senza che l’opinione pubblica ne sia informata adeguatamente e messa nelle condizione di avere voce. Nato dell’Est e scudo antimissili fanno parte della politica degli Stati Uniti tesa a circoscrivere e a tenere sotto controllo la nuova Russia di Putin, ad avere egemonia sui flussi energetici di quella zona fondamentale, a predisporre un primato geopolitico verso le emergenti potenze asiatiche. E l’Europa che interesse ha a far moltiplicare problemi politici e diplomatici, zone di tensione e rischi di guerra a casa sua?

  13. ELETTRA DEIANA, OGGI A ROMA... said

    Oggi, Giovedì 30 ottobre, a ROMA, alle ore 18.00 presso la Federazione in Via Squarcialupo 58, assemblea sulla fase politica e su Partito dopo il congresso di Chianciano: le prospettive della Sinistra.
    Interverrà Elettra Deiana della Direzione nazionale.

  14. AVELLINO: ROTTURA NEL PRC said

    LUIGI NIERI. «Io me ne vado. Serve un nuovo progetto politico»… da ‘Il Manifesto’ del 14-1-08 …. «Diciamo la verità: tutte le nostre ultime discussioni interessano a noi e a pochi altri. Sono mesi che la sinistra non fa niente a parte discutere di sé. Che Rifondazione non sia ancora stata in grado di mobilitare su Gaza la dice lunga». Luigi Nieri, firmatario della mozione Vendola, è assessore al bilancio della regione Lazio, l’unica in cui «la Sinistra», come soggetto federato è una realtà da molto tempo. La scissione è in atto. Tu uscirai dal partito? Credo proprio che lascerò il Prc. E’ un’appartenenza che mi pare sempre più stretta e inadeguata. Basta leggere le reticenze e le discussioni anacronistiche e sterili. E’ necessaria una rivoluzione di merito e di metodo. Nel metodo vanno messi al centro l’ascolto, la chiarezza di linguaggio, i dubbi, la partecipazione, la trasparenza nelle scelte politiche. Perché in realtà stiamo tutti facendo delle cose fregandocene degli altri, di chi ancora crede in noi ma non ci vota e ci guarda in modo sempre più critico. E’ necessario contrapporsi con forza al disegno liberista e teocratico della destra. Per questo credo in una sinistra ampia, capace di entusiasmare. Delle discussioni sui giornali o sul muro di Berlino non importa nulla a nessuno.
    La tua posizione di amministratore immagino renda molto concreta l’esigenza quotidiana di dare risposte politiche reali. Non è vero che la sinistra non può fare niente. Nel Lazio, io credo che abbiamo fatto una finanziaria di sinistra. Ci abbiamo lavorato tanto, insieme. E’ l’unica regione in cui esiste un gruppo consiliare federato, che influenza il lavoro della giunta. Lo dico ai miei compagni di mozione, se invece di discutere per mesi su come organizzare la sinistra non saremmo oggi in questa palude. Mentre noi discutiamo del nostro ombelico l’Italia brucia nel razzismo istituzionale. Come vedi il partito che verrà? Come un soggetto aperto e non rancoroso. Ma per quel che vale voglio essere chiaro: deve andare altre gli attuali partiti. Lo dirò al seminario di Chianciano, la doppia tessera non mi convince. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e fare in tempi rapidi un soggetto vero e capace di unificare la sinistra. Un altro partitino? Spero di no. Serve più ambizione, dobbiamo pensare alla società civile vera, che ci aspetta, ci guarda, che incontriamo in piazza e al lavoro, che si dà da fare, che resiste. Se vogliamo dare il nostro contributo i tempi sono maturi. C’è bisogno oggi di un soggetto politico nuovo, che non sia la sommatoria o un cartello di partiti esistenti, che sia aperto, ampio, costruito dal basso e che sia un interlocutore affidabile che faccia dimenticare una sinistra che da mesi non fa niente.

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