Rifondazione per la sinistra

Un manifesto per la rifondazione

SE LA SINISTRA C’E’ BATTA UN COLPO

Posted by c.f. su 9 febbraio 2009

Abbiamo fatto tanto, abbiamo avuto il coraggio di ricominciare da capo nella convinzione che fosse necessario cambiare, superare il recinto di parole d’ordine e nostalgia con cui mascheravamo la paura e l’inadeguatezza ad affrontare la complessità dell’oggi, accettando di pagare il prezzo di un doloroso strappo e della rinuncia a quanto materialmente conquistato in tanti anni per poter dare un presente al diritto di rappresentanza attiva dei bisogni della parte non privilegiata della società e adesso, in mezzo al guado, restiamo fermi.

Se la Sinistra c’è, batta un colpo; e lo faccia adesso.

 

La smetta innanzitutto di piangere e di gridare al “golpe” per l’introduzione di una soglia di sbarramento del 4% considerandolo un vulnus alla democrazia, come se questa fosse garantita dall’assicurare la presenza di tutti (compreso le micro-formazioni dello “zero virgola qualcosa” ed i partiti a conduzione familiare) e non dalla capacità di unire una maggioranza, allorché composita, su un progetto di società.

Nessuno, tanto meno io, vuol sostenere che non sia strumentale e finalizzato al proprio interesse l’atteggiamento del PD ma ciò non cambia la sostanza delle cose e cioè che sotto una determinata soglia di consenso/condivisione (probabilmente più alta dello stesso 4%) nessuna  proposta politica può definirsi un progetto e che non c’è ragione per cui la collettività (specie in un periodo di recessione) debba farsi carico economicamente di qualcosa che non può produrre nessun effetto oltre al sostentamento personale dei suoi promotori (qualcosa di privato dunque e non pubblico).

Una formazione politica che autenticamente vuole rappresentare e sostenere gli interessi di una parte della società deve aver il coraggio di accettare la sfida di conseguire un risultato capace di dare ad essa la forza elettorale necessaria a sostenere attivamente e concretamente le istanze di cui è portatrice, anche correndo il rischio di restare fuori dalle istituzioni pubbliche.

 

Per questo è necessario, invece che atteggiarsi a vittime, avere invece il coraggio di sostenere che uno sbarramento come quello introdotto per le elezioni europee è non solo condivisibile ma necessario a tutti i livelli istituzionali per assicurare un corretto equilibrio tra diritto di rappresentanza e governabilità, dimostrando che l’esperienza del governo Prodi con il suo surreale e triste epilogo e ciò che ne è conseguito (l’attuale governo in carica) è quantomeno servita a comprendere ciò; ad aver compreso profondamente quella lezione al punto di accettare – sostenendo l’introduzione di uno sbarramento analogo a tutti i livelli elettorali – di correre il rischio di pagare in prima persona (con l’esclusione in caso di mancato conseguimento della soglia) pur di privilegiare gli interessi generali del paese.

 

Soprattutto recida definitivamente, adesso perchè non c’è più tempo, l’ombelico con ciò che è diventato il PRC, con il PdCI e con tutte quelle forze e correnti politiche che, chi in buona fede chi meno, offrono in cambio del voto – e dei vantaggi di pochi in termini di presenza nelle istituzioni che ne consegue – poco più che una rassicurante illusione di un futuro in cui riconoscersi; anche se quel futuro – immaginato e teorizzato nel ‘900 – non potrà mai più avverarsi perchè nel frattempo il mondo è cambiato.

 

Entro il mese di marzo dia vita ad una nuova formazione politica che si presenti autonomamente alle elezioni europee e a quelle amministrative, in alternativa alle formazioni politiche sopra citate e con l’obbiettivo prioritario di costruire un fronte  duraturo con il PD.

 

Se la Sinistra c’è, batta un colpo.

Perchè la grande maggioranza degli elettori progressisti, io compreso, non resterà in attesa che tutte le componenti del futuro soggetto politico siano in comodo, accettando nel frattempo di votare un incomprensibile guazzabuglio con obbiettivi e prospettive inconciliabili tra loro,  giusto per assicurare la presenza di qualcuno dei suoi rappresentati nelle istituzioni, ma sceglierà di astenersi o di votare il Partito Democratico che, pur non rappresentandoli compiutamente, ha quantomeno il merito di presentarsi come unica concreta alternativa al centrodestra.

 

Se la Sinistra c’è, batta un colpo; e lo faccia adesso.

La maggioranza degli elettori progressisti è sicuramente pronta a sostenerla.

 

 

 

c.f.

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9 Risposte to “SE LA SINISTRA C’E’ BATTA UN COLPO”

  1. Marcello said

    Hai reso esplicito un progetto tenuto segreto per tutta la fase congressuale del PRC, che però in molti avevamo già intuito.
    Auguri a voi ed al PD

  2. c.f. said

    Caro Marcello, non ho reso esplicito alcun progetto segreto dato che NON ne sono mai venuto a conoscenza e NON faccio parte di nessun gruppo dirigente e tantomeno di alcuna nomenclatura.
    Ciò che ho scritto è niente di più (e di meno) del mio LIBERO pensiero.
    Forse, semplicemente, dovresti provare (non solo tu) a cercare di capire maggiormente ciò che pensa e prova il “popolo della sinistra”.
    Anche iniziando ad “ascoltare” chi, come me, esprime pubblicamente il PROPRIO pensiero.
    Cordialmente

  3. 45credocosi said

    Sono un convinto assertore dell’importanza di una presenza qualificata della sinistra politica e per questo ho sempre condannato il principio di sbarrare l’ingresso nei luoghi di governo alle piccole formazioni appunto politiche. Questo compressione della participazione politica di fatto limita il naturale prularismo che alimenta e che ha sempre alimentato la democrazia nel nostro paese. Mi auguro comunque che la sinistra sappia superare questo impasse per rafforzare la necessaria attenzione per le classi più deboli della nostra società civile. 45

  4. c.f. said

    Anch’io sono un convinto assertore dell’importanza di una presenza qualificata della sinistra politica nelle istituzioni ed è proprio per questa ragione che ritengo utile e non deleterea l’introduzione di una soglia di sbarramento, proprio perchè la presenza di una forza politica sia appunto “qualificata”, ovvero adeguata a svolgere il compito a cui è delegata dai suoi elettori.
    Comprendo e condivido che si tratti di un metodo, quello dello sbarramento, che porta con se una certa dose di “brutalità”, tuttavia dovendo scegliere – di questo infatti si tratta, perchè NON è mai possibile trovarsi in una condizione ottimale, tra il male minore (ovvero tra l’assicurare la più ampia pluralità e l’evitare lo scempio indecoroso delle istituzioni sottoposte al ricatto di partiti familiari, come è avvenuto nell’ultimo governo Prodi), credo che l’introduzione di una soglia di sbarramento del 4-5% (presenta fra l’altro in molti altri sistemi eletorali di paesi estremamente civili e democratici) possa rappresentare un valido compromesso (del resto tale soglia esiste per le elezioni amministrative e non mi sembra che fino ad oggi ci si sia strapapte le vesti per ciò).

  5. Marco Renzini said

    Segnalo al compagno Claudio Fondelli e ovviamente a tutti gli altri che frequentano questo blog un sito internet : http://lanuovasinistra.blogattivo.com
    Lo faccio perché è un’interessante luogo di dibattito e di confronto sui temi che riguardano la Sinistra diffusa che ormai in Italia sta nascendo in tanti territori.
    E’ una esperienza ” editoriale ” collettiva ( circa 80 compagne e compagni residenti in ogni parte d’Italia ), c’è un blog per discutere ma si può facilmente entrare e far parte ” dell’impresa ” dando quindi un contributo personale scrivendo qualche articolo sui temi che ritenete importanti.

    Una breve nota relativa a questo sito internet: ultimamente il dibattito si è spento ( non so il perché ) e comunque lo usiamo in molti come agenda collettiva per riportare notizie riprese dai media relative alla nascita di esperienze della Sinistra nei territori. E’ probabilmente il censimento più completo di quello che ogni giorno avviene in Italia nella Sinistra. Sicuramente una piccola miniera di notizie e informazioni messe a disposizione di tutti quelli che intendono partecipare a questo processo di costruzione di un nuovo progetto politico della Sinistra.
    Sarebbe auspicabile rilanciarlo anche come momento di confronto, di discussione e di scambio di opinioni.
    Questo ovviamente dipende solo da noi.
    Del resto non sono molti gli spazi mediatici che abbiamo a disposizione o che ci danno spazio.
    Quindi…..

    Un saluto a tutte e a tutti

    Marco Renzini

  6. 45credocosi said

    Rispondo a C.F. 23 febb 2009 09.17 a.m.
    Per lo stato quo, in un certo senso (ricordando il governo Prodi), ti do ragione, ma se i partiti, invece di coptare nel tempo i propri rappresentanti, permettessero ai loro migliori giovani (ai politicamente più lucidi e maturi) di occupare le zone alte dei loro organigramma, non incorreremo nei mesti spettacoli a cui fai riferimento.
    Quello di cui necessita in genere la politica italiana è il consenso interno ai partiti verso le loro migliori risorse. . . forse avremmo una politica più scorrevole, razionale ed aderente alla realtà.
    Cari saluti.

  7. 45credocosi said

    Per completare in modo sintetico il mio punto di vista sulla realtà della sinistra, desidero esprimere il personale disappunto per l’ennesima divisione di questa in rivoli di piccola entità. Questo fenomeno non solo non è condiviso dai iscritti o simpatizzanti, ma è un’altro esempio di sottili personalismi che andrebbero intelligentemente superati e discussi, senza traumi, nelle varie fasi congressuali. La condivisione o il non totale apprezzamento di una linea politica non deve essere motivo di separazione, ma di serio dibattito da svolgere nel proseguio delle attività politiche per provare e rafforzare i temi comuni di quest’area, appunto, politica. Meglio vivere la presenza di una sana dialettica fra posizioni di diverse sfumature, che tanti piccoli pensieri unici.
    45

  8. c.f. said

    Concordo sostanzialmente con la tua posizione 45credocosi, con un distinguo però.
    Certamente le divisioni a sinistra rappresentano uno dei suoi tratti più deleteri mostrati negli ultimi 10 anni, come è indubbio che dietro a tali divisioni ci siano personalismi più o meno sottili.
    Le divisioni o le differenti posizioni non dovrebbero mai rappresentare motivo di separazione a meno che, qui sta il mio distinguo, non traggano origine da una visione non conciliabile.
    Con questo non intendo assolutamente dire che le ragioni si trovino tutte da una parte o dall’altra (anche se la cosa più triste dell’ultimo congresso di rifondazione è stato il vedersi formare una maggioranza non su di una linea politica ma contro quella espressa dalla maggioranza relativa degli iscritti) o che, come anche tu citati, siano scevre da personalismi e tatticisimi interni ai diversi gruppi dirigenti, ma che comunque esiste una linea di demarcazione che ci obbliga a scegliere da che parte stare.
    Non so se posso definirmi “di sinistra” ma quello che è certo è che credo nel diritto all’eguaglianza ed alla pari dignità di tutti gli individui come credo – e le due cose sono inscindibili – che occorre essere soggetti attivi affinchè tale condizione si verifichi e si mantenga qualora, un giorno, riuscisse ad essere raggiunta.
    E questo significa accettare di “sporcarsi le mani” di compromettersi, di misurarsi con lo stato delle cose presenti (e con i rapporti di forza esistenti) agendo qui ed ora, senza presunzione di essere superiori o migliori di chi è portatore di istanze diverse dalle nostre (sarebbe altrimenti una curiosa idea di eguaglianza quella che considera tutti eguali ma alcuni più giusti deglia altri), pur senza ovviamente doverle condividere. Agire qui ed ora, non aspettare che le condizioni siano propizie e nel frattempo limitandosi alla rappresentanza che “salva” moralmente il dirigente politico a tempo pieno (che così può sbandierare la sua coerenza, spesso più di facciata che altro) senza privarlo della sua fonte di reddito (perchè qualche posto nelle istituzioni come opposizione, giusto quelli dei gruppi dirigenti, si riesce sempre ad ottenerlo) anche se in posizione tale (di opposizione appunto) da non poter fare assolutamente nulla per gli altri 8posizione in fondo piuttosto comoda perchè non soggetta a giudizio comparativo come l’azione di governo).
    Con questo non voglio dire che si debba fare di tutto per governare, ma che che si deve sempre impegnarsi a costruire un progetto di governo e non scegliere deliberatamente di essere minoranza.
    Questa è la frattura insanabile, ciò che divide l’atuale gruppo dirigente di rifondazione da chi ha scelto di uscire dal partito (anche se in tale scelta sono presenti calcoli personali di parte del gruppo dirigente che l’ha compiuta).
    E da qui non si può tornare indietro, non almeno chi come me ha orrore dell’ipocrisia o, ancor peggio, della stupidità.

  9. GALLARATE ( VARESE ): APPROVATO IL PIANO DEL TRAFFICO. said

    11 Marzo 2009

    Gallarate (VA): approvato il piano del traffico

    La Sinistra vuole incentivare l’uso di mezzi alternativi all’auto. Il Piano Generale Urbano del Traffico (PGTU) di Gallarate è stato recentemente approvato dal Consiglio comunale, con la nostra contrarietà.

    COSA PREVEDE IL PIANO
    Spostare il traffico nelle periferie

    Si sposta fuori dal centro storico il cospicuo traffico di transito. Bene. Peccato che la città non sia circondata da aree verdi non abitate, ma che invece le periferie cittadine siano oggi densamente popolate, anche a seguito di una smania cementificatrice propria di questa e della precedente amministrazione.

    Così gli interventi cercano di togliere le auto dalle vie del centro per spostarle in via Puglia, via Mastalli, via Forze armate, via Aleardi, via Vespucci, viale Lombardia, via Sciesa, via Padre Lega, via Noè, via Assisi e Monte San Martino, per citarne solo alcune… vie già oggi ben trafficate e certamente attorniate da abitazioni.

    La tangenziale nord ovest

    Si vuole realizzare una tangenziale, soprattutto per il passaggio dei camion, che da via Varese, prosegue per via del Lavoro, Campo dei Fiori, via per Besnate e poi via Assisi, San Martino, Sciesa, Noè (benché per queste ultime due nel lungo periodo sia previsto un percorso alternativo).

    Peccato che ci siano oggi case abitate che dovrebbero essere abbattute e che la tangenzialina affiancherà le scuole elementari di Cascinetta e dei Ronchi. Con buona pace dei bambini che vedranno scorrersi a fianco auto e camion (quindi più gas di scarico e rumore) e che avranno una strada pericolosa in più da attraversare.

    Per non parlare dei costi di una simile opera per ampliare le strade a misura di camion.

    Viale Milano

    Si progetta una rotonda per velocizzare il traffico per lo più indotto dai centri commerciali. Lo si fa con denaro pubblico dato dalla Regione in cambio del consenso all’ampliamento dell’Hupac. Peccato che detto ampliamento porterà ad un aumento del 50% del traffico di camion (lo dicono i tecnici del Piano Urbano della Mobilità – PUM). E peccato che oggi Hupac stia licenziando i propri dipendenti.

    Biciclette e pedoni a rischio

    Si inseriscono nelle vie obblighi di svolta (come in via Venegoni) per rompere itinerari di attraversamento, ignorando il dato degli oltre 55.000 movimenti interni fatti dai gallaratesi che si spostano da una parte all’altra della città. Con conseguenti allungamenti di percorso, maggior consumo di benzina e ulteriore perdita di tempo. E chi utilizza la bicicletta deve compiere chilometri in più per raggiungere mete vicine e chi va a piedi non può più attraversare in sicurezza e in comodità. Alla faccia dell’obiettivo proprio del PGTU che dovrebbe incentivare la riduzione del traffico e favorire gli spostamenti in bicicletta e a piedi. Intanto la realizzazione delle piste ciclabili è rimandata nel tempo e in relazione alle risorse economiche disponibili.

    Le proposte della Sinistra per Gallarate

    Servirebbe invece, nel dare pari dignità a chi abita in centro e a chi abita fuori, non limitarsi a spostare il traffico ma progettare interventi che lo riducano. Sapendo, anche da studi di settore, che allargare le strade, farle a doppia corsia, costruirne di nuove, produce sempre un aumento del numero delle auto circolanti. Cioè produce un aumento del traffico.

    Perché allora non concentrarsi sul traffico interno alla città, fatto di brevi spostamenti, ricercando soluzioni vantaggiose in termini economici e di tempo per spingere gli automobilisti all’uso di mezzi alternativi (piedi, biciclette, ma anche trasporti pubblici maggiormente in grado di rispondere alle cambiate necessità, come i taxi collettivi, i servizi a prenotazione, ecc.)?

    Perché non favorire chi va al lavoro in treno, invece di cancellare il bus navetta destinato ai pendolari?

    Perché non smetterla di aprire centri commerciali di grande o media distribuzione in strade già così trafficate, come via Carlo Noé con l’Expert o via Ronchetti con la ormai quasi pronta Esselunga?

    Perché proseguire nel portare a Gallarate centri di esposizione, multisale, centri congressi e altra logistica (che dovrà essere raggiunta dai camion), come previsto nel milione di metri cubi da costruire lungo la 336 (variante Business Park)?

    Altre sono dunque le soluzioni da ricercare, certo nella difficoltà di agire in uno stato di fatto, che esiste al di là delle responsabilità politiche di chi lo ha generato.

    La Sinistra per Gallarate
    http://www.sinistrapergallarate.org

    (partecipa: ogni sabato mattina, ore 10.30, presso CUAC via Torino 64 – via Checchi 21, Gallarate)

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