Rifondazione per la sinistra

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La federazione di Roma

Posted by carbonetti battistino su 31 ottobre 2008

 
 
Caro Ferrero,
ti raccontiamo la vergogna
della federazione di Roma
 
 

Caro Paolo,
sappiamo quante difficoltà locali si vanno diffondendo e sommando a quelle di un’esile maggioranza congressuale. Riteniamo però che la situazione della federazione di Roma meriti la tua attenzione non fosse altro per la gravità di quel che accade. E allora ti chiediamo: ma che succede a Roma?
A luglio si è svolto il congresso cittadino e a quattro mesi di distanza il partito a Roma non dà segni di vita, questo nonostante moltissimi tra quelli che ti hanno sostenuto nel congresso romano, si siano autonominati maggioranza. Una “maggioranza” che però non riesce a definire una linea politica né un gruppo dirigente.
Ci permettiamo allora di raccontarti dal nostro punto di vista cosa è successo a Roma negli ultimi mesi.
In pieno agosto alcuni di noi sono stati convocati per il primo Cpf dopo il congresso, convocato per l’11 settembre 2008 e che aveva un unico ordine del giorno chiarissimo: l’elezione del segretario. Sappiamo che precedentemente a quella data, e per iniziativa dei compagni dell’area Rifondazione per la Sinistra, c’era stato un incontro tra esponenti delle diverse mozioni che aveva provato a creare un clima idoneo, affinché la discussione si attestasse sulle priorità politiche del partito e della sinistra tutta nel difficile contesto cittadino. Poi però qualcuno si è presentato con degli Odg che avevano l’obiettivo preciso di introdurre elementi di conta, atteggiamento che contraddiceva ogni proposito di ricerca unitaria. Di fatto quel Comitato Politico federale non si è mai svolto, perché sospeso. Inoltre in quegli stessi giorni si è svolta a Roma una festa di alcuni circoli che qualcuno ha voluto, senza nessun voto nella sede del Cpf, far passare per festa cittadina. Poi tutta una serie di comportamenti e fatti che riteniamo in diversa misura gravi: veniamo a sapere che alcuni circoli, prevalentemente del documento uno, ancora non hanno pagato le tessere, cosa che, pensiamo, ne avrebbe dovuto persino impedire lo svolgimento del congresso del circolo. Riceviamo mail e comunicazioni dalla presidente del Cdg della federazione che ci invitano a partecipare a iniziative mai discusse in nessun organismo dirigente cittadino fino all’episodio più grave, avvenuto durante il corteo dell’11 ottobre. Molti di noi si sono avvicinati allo striscione della Federazione, costatando una gestione delle parole d’ordine lanciate dal camion da far venire i brividi: violenza verbale contro tutto e tutti non fosse comunista doc e secondo i personali parametri di chi deteneva (a quale titolo?) il microfono. L’apice di quest’atteggiamento ha trovato il suo compimento nell’aggressione al compagno Bertinotti, parolacce e bestemmie ben identificabili con la federazione di Roma.
Tutto questo per darti il quadro della situazione, per noi inaccettabile, in cui si trova la nostra federazione.
Eppure Roma non ci sembra un luogo da poco. Una federazione in cui chiunque, ma proprio chiunque, può alzarsi una mattina e parlare in nome del partito romano.
In città in questi giorni succedono cose importanti: si occupano le università, ci si mobilita per la difesa della scuola pubblica, per la tutela dell’agro romano, per contrastare xenofobia e razzismo. Ma la federazione continua a versare in uno stato di assoluta e pericolosa empasse. Quanto può durare una situazione così insostenibile, quanto reggerà un accordo tra mozioni che non ha alcun profilo politico se non la conservazione di uno status quo? Noi sui nostri territori continuiamo a svolgere le nostre attività, riuniamo i direttivi, le assemblee degli iscritti, ci misuriamo con il tema stringente di darci nuove grammatiche, proviamo a sperimentare innovative forme di agire politico e abbiamo drammaticamente compreso che d’identità asfittiche si può anche morire e che se a Roma si continua in questo modo della Federazione, resteranno solo i locali di via Squarcialupo, 58.
Da ultimo non vorremo che proprio chi si è affermato al congresso nazionale difendendo, a parole, l’autonomia del partito e delle esperienze territoriali tenga in scacco i comunisti romani in attesa che il dalemone interno all’attuale maggioranza metta a posto “le caselle del potere” in giro per l’Italia. Insomma può la federazione di Roma essere ostaggio di quanto succede a Via del Policlinico o in Lombardia?
Certi di un tuo riscontro ti salutiamo fraternamente.
Firme segretari di circolo:
Luana Di Molfetta (Monti Esquilino),Giuseppe D’Agata (San Lorenzo), Massimo Rivera (San Basilio), Stefano Russo(Casal Bruciato), Piero Milotti (Pietralata), Umberto Brancia (Tor dè Schiavi), Piero Di Folco (Appio-Tuscolano), Vezio Ferrucci (Garbatella),Marina Pieroni (San Paolo), Marco Ascione (Spinaceto), Alberto Corsi (Ostia Lido), Maurizio Lopò (Massimina), Roberto Mazzantini (XVIII Municipio), Rosangela Mura (Quartaccio), Marco Di Pasquale (Ponte Milvio), Patrizia Caprara (Cooperazione sociale), Mariella Bacarini (Sanità), Stefania Quarti (Fiumicino)

31/10/2008

 
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